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“L’Osteria a Calcutta” tornera’ in India ad agosto 2008

RAGIONI E FINALITA' DEL PROGETTO:

RAGIONI:   Le ragioni del progetto possono essere sintetizzate nel rifiuto di una separazione illogica, volgare, arrogante: NOI/LORO.

Una proposizione antistorica e non umana. Lo diceva anche Seneca: “Nulla di cio’ che e’ umano mi e’ straniero (ex-straneus)”. Abitiamo un mondo reso straniero e disumano, che divide con taglio draconiano uno dall’altro e ciascuno, al suo interno, da se’ stesso. “Divide et impera”, come sempre.

Un mondo di paure: paura del diverso, dell’altro, di se stessi, concretizzata in leggi anti-immigrazione, in norme escludenti, in divieti, rigidita’ e tabu’.

Soffriamo una visione del mondo che taglia via i diversi e li trasforma in persone da scartare, da allontanare. Da utilizzare al massimo e poi da allontanare dalla presunta “normalita’”, cioe’ dalla banalita’ in cui non si riesce ad appiattirli.

Noi dentro e loro fuori (ad esempio:i migranti). Noi fuori e loro dentro (i prigionieri che non si sono conformati alle regole). E ancora: noi dentro una societa’ civile e borghese, nei pub, nelle discoteche. Loro, gli esclusi, gli esuberi del mondo, fuori casta e tutti in strada. Ma dove?

La fame e’ proprio fame. E la morte e’ morte.

La realta’ che ci e’ davanti e’ un folle insieme di province di significati, impedisce di vedere l’altro e di guardare in grande.

Queste considerazioni sono alla base delle ragioni  della fondazione de“L’Osteria a Calcutta” e del suo metodo di azione.

2.  FINALITA’: promuovere l’autogestione e la solidarieta’ militante offrendo, al tempo stesso, possibilita’ concrete. Attraverso azioni concrete.

Un internazionalismo dal basso da contrapporre alla globalizzazione imposta dai potenti del mondo. In una societa' in cui e' cosi' diffuso occuparsi solo delle proprie personali vicende, bypassando la carita' inutile, cerchiamo di costruire insieme dei ponti tra culture e societa' differenti in cui ognuno possa ravvisare la comune condizione di sfruttamento. E magari interrogarsi sull'origine di tale condizione e apprendere uno dall'altro. Condividere e unirsi. Una parola. Anzi, piu' parole, sintetizzate in un volantino. Aggiornato, ma sempre uguale:

Ne' Complici ne' integrati.

Vogliamo essere costruttori contro.

Un modo per costruire la pace e'

essere fabbricanti di una nuova grammatica     

STIAMO RIAPRENDO L’ OSTERIA A CALCUTTA

Vogliamo aprire nuovamente, a Calcutta, un centro autogestito in cui collocare:
un Centro Medico,
un punto di ristorazione e di incontro,
un piccolo dispensario,
un programma di microcredito,
corsi di alfabetizzazione,
un consultorio ed altre iniziative a carattere sociale e culturale.
Il tutto da realizzarsi in una dimensione comunitaria e partecipativa in totale
assenza di separazione operatori-utenti e in rete con altri Centri eventualmente
individuabili e realizzabili in Occidente.

SE PREFERITE IL RISCHIO DELL’AUTOGESTIONE ALLA PROSPETTIVA DI ATTENDERE I FONDI CEE, MAE, UE, SIG, SOB, ETC…
SE SAPETE IMMAGINARE E SOGNARE E ASPETTATE SOLO L’OPPORTUNITA’ DI METTERE IN CONCRETO I SOGNI
SE TROVATE CHE LA GRAMMATICA DI QUESTA SOCIETA’ SIA RIPUGNANTE E PENSATE CHE SOLO LE UTOPIE CAMBIANO IL MONDO
SE PENSATE CHE UN CONCORSO DI COLPA SIA MEGLIO DI UN CONCORSO IN BANCA
SE NON AVETE DA PERDERE PIU’ NIENTE, NEANCHE LE CATENE, PERCHE’ VI SIETE VENDUTE (A PESO) ANCHE QUELLE
SE PENSATE CHE LA VITA MERITI DI ESSERE VISSUTA COME UNA SPLENDIDA AVVENTURA E NON COME UNA LENTA AGONIA
SE AVETE FANTASIA E  CORAGGIO E VOGLIA DI FARE
SE VI SIETE ROTTI LE PALLE O LE OVAIE DI VIVERE STABILMENTE IN QUESTO CONTINENTE
SE L’ESODO DAL PIANETA VI SEMBRA UNA POSSIBILITA’ DA PRENDERE IN SERIA
CONSIDERAZIONE
SE SIETE COLLOCATI ALLA SINISTRA DI OGNI SINISTRA (OGGI) UFFICIALE
SE A TUTTO POTRESTE RINUNCIARE TRANNE CHE ALLA LIBERTA’
SE STATE MALE PERCHE’ VI MANCA UN SENSO E NON NE POTETE PIU’ DI SENTIRVI DIRE CHE SIETE SBAGLIATI
E CHE SI DEVE FARE COSI’ E COSI’
SE I COMPROMESSI NON RIUSCITE AD ACCETTARLI
E AVETE SOGNI CHE ALTRI RITENGONO IRREALIZZABILI
SE LA MAGGIORANZA DELLE PERSONE VI TROVA “STRANI”
E GLI ANALISTI VI TROVANO “FUORI DI TESTA”
SE PENSATE CHE POSSANO ESISTERE ALTRI TIPI DI RAZIONALITA’
OLTRE A QUELLA DELL’OBBEDIENZA, DEL CONSENSO, DEL PESSIMISMO, DEL PENSIERO UNICO
SE VI SENTITE PERPLESSI DAVANTI ALLA RETORICA DELL’ “AIUTO AGLI ALTRI”,
MA PIUTTOSTO SIETE CAPACI DI SENTIRE SULLA VOSTRA PELLE OGNI OFFESA FATTA AD ALTRI IN QUALUNQUE PARTE DEL MONDO
SE VI PIACE RISCHIARE E VI ANNOIATE A PIANGERVI ADDOSSO
E SE RIUSCITE A FIDARVI O A ESSERE INCURIOSITI DA UN ANNUNCIO CHE NON RIENTRA NEGLI USUALI SCHEMI GRAMMATICALI:

POSSIAMO PARLARNE. CI SOMIGLIAMO.

STIAMO RIAPRENDO L’OSTERIA A CALCUTTA

 CERCHIAMO ADESIONI, IDEE, COLLABORAZIONI, CONFRONTI. SCRIVETECI 

LASCIATE UN RECAPITO O UN INDIRIZZO

NON SONO RICHIESTI: ALCUN TITOLO DI STUDIO, ALCUN CURRICULUM, ALCUN BIGLIETTO DA VISITA
NON CI SONO LIMITI: NE’ DI ETA’, NE’ DI IDENTITA’ DI GENERE, NE’ DI PREFERENZE SESSUALI, NE’ DI FEDI, NE’ DI FEDINE PENALI, NE’ DI NAZIONALITA’, NE’ DI CULTURA, NE’ DI CARATTERE FISICO O PSICHICO
EVENTUALMENTE POTREBBERO RISULTARE INTERESSANTI: ESPERIENZE DI CARCERAZIONE, DI OSPEDALE PSICHIATRICO, DI OSTELLI PER I POVERI, DI VITA DI STRADA (SIA COME OPERATORI CHE COME UTENTI: NON FACCIAMO ALCUNA DISTINZIONE TRA LE DUE COSE)
RISULTERA’ INTERESSANTE E GRADITA: QUALUNQUE TIPO DI CAPACITA’, ABILITA’, O SEMPLICE DISPONIBILITA’ E OGNI ESPERIENZA PARTICOLARE E PRIVATA CHE ABBIA CONTRIBUITO A
RENDERVI INCAPACI DI ESSERE INTEGRATI IN QUESTO SISTEMA.

 Le finalita’ possono quindi essere  cosi’ sintetizzate:

a) Mettere in comunicazione realta’ di emarginazione e mondi separati solo in apparenza.

b) Agire nel concreto, e agire in un certo modo (“CON” e non “PER”)

Metodo: volontari non professionisti, autogestione e indipendenza 
Praxis. Dal greco “Poeio”, cioe’ “fare”. Fare nel concreto. E “fare” in un certo modo. Con umilta’ e passione.
Ci siamo sempre sentiti dei pirati, a bordo di una nave che andava al largo, imbarcando marinai, pirati, sognatori e “banditi”, piu’ che “volontari”.
Autogestiti per scelta d’indipendenza e impegno personale di responsabilita’.
Il nostro metodo  va di pari passo alle nostre motivazioni.
Le motivazioni profonde, al di la’ degli specifici individuali e delle ragioni (che sono pertinenza della logica e legate a un’analisi e a una visione del mondo) sono riassumibili:

a) in una poesia di Pasolini:
“Solo l'amare, solo il conoscere conta, non l'aver amato, non l'aver conosciuto. Da' angoscia il vivere di un consumato amore. L'anima non cresce piu'”.
b) in uno scritto di Arundhati Roy:
“Amare. Essere amati. Non dimenticare mai la propria insignificanza. Non assuefarsi mai alla indicibile violenza e alla grossolana disuguaglianza della vita intorno a te. Cercare la gioia nei posti piu’ tristi. Inseguire la bellezza fin dentro la sua tana. Non semplificare mai le cose complicate e non complicare mai quelle semplici. Rispettare la forza, mai il potere. E, soprattutto guardare. Cercare di capire. Non distogliere mai lo sguardo. E mai, mai dimenticare”

Il metodo di lavoro e’ sempre stato percio’ quello di lavorare a unire chi vive quotidianamente i drammi indotti dai poteri forti. Un metodo che non divide, anche se comporta scelte precise,concrete e di parte, tenendo conto della complessita’.

La scelta di un volontariato non professionista, ma proveniente, prevalentemente, da fasce “emarginate”, e’ una scelta di campo. Riteniamo che chi ha subito e vive sulla propria pelle il dolore e la violenza del sistema sociale criminale in cui oggi viviamo (in India come in Italia), abbia in se’ tali risorse da essere maggiormente in grado di recepire e accogliere il dolore altrui, di sentirsi ed essere percepito “alla pari”. Un rapporto di apertura che azzeri le distanze, mantenendo le specificita’, permette la collaborazione e lo scambio paritario. Rende veramente possibile l’agire “CON” e non semplicemente “PER” . Oltre alla felicita’, all’entusiasmo del riconoscersi simili.

Tra i tanti contributi di quanti ci hanno scritto, ci sono vicini o esprimono solidarieta’, citiamo quello di chi ha parlato dell’importanza del riunire il “noi” e il “loro”. Senza alcun dubbio e in prima istanza. “Cosi’ come non si hanno dubbi quando sogniamo, quando siamo vicini all'anello che non tiene”.

Da una poesia di Montale:

“Vedi, in questi silenzi in cui le cose s'abbandonano e sembrano vicine a tradire il loro ultimo segreto, talora ci si aspetta di scoprire uno sbaglio di Natura, il punto morto del mondo, l'anello che non tiene, il filo da disbrogliare che finalmente ci metta nel mezzo di una veritą. Lo sguardo fruga d'intorno, la mente indaga accorda disunisce nel profumo che dilaga quando il giorno pił languisce. Sono i silenzi in cui si vede in ogni ombra umana che si allontana qualche disturbata Divinita'."

E’ nella poesia che si disfano tutti i piani del discorso, tutte le distanze, gli “io” e i “tu”, l' “Io Penso e l'Io Sono”.
Da qui siamo partiti.  E da qui ripartiamo, quest’estate.

http://it.youtube.com/watch?v=bjclvlofXP4