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Le ragioni del progetto possono essere sintetizzate nel rifiuto di una separazione illogica, volgare, arrogante: NOI/LORO.

Una proposizione antistorica e non umana. Seneca diceva: “Nulla di cio’ che e’ umano e’ straniero (ex-straneus)”. Abitiamo un mondo reso straniero e disumano, che divide con taglio draconiano uno dall’altro e ciascuno, al suo interno, da se’ stesso. “Divide et impera”, come sempre.
Un mondo di paure: paura del diverso, dell’altro, di se stessi, concretizzata - anche - in leggi anti-immigrazione, in norme escludenti, divieti, rigidita’ e tabu’.

Soffriamo una visione del mondo che taglia via i diversi e li trasforma in persone da utilizzare e allontanare poi dalla presunta “normalita’”, cioe’ dalla banalita’ in cui non si riesce ad appiattirli.
Noi dentro e loro fuori (ad esempio:i migranti). Noi fuori e loro dentro (i prigionieri che non si sono conformati alle regole). E ancora, da una parte la societa’ civile e borghese, nei suoi luoghi di culto: discoteche, pub, etc.; dall'altra gli esclusi, gli esuberi del mondo: fuori casta e tutti in strada. Ma dove?
La fame e’ proprio fame. E la morte e’ morte.

La realta’ che ci e’ avvolge e’ un folle insieme di province di significati, impedisce di vedere l’altro e di guardare in grande.

Cosa proponiamo? Autogestione e solidarieta’ militante. Un internazionalismo dal basso da opporre alla globalizzazione imposta dai potenti del mondo. In una societa' in cui e' cosi' diffuso occuparsi solo delle proprie personali vicende, bypassando la carita' inutile, cerchiamo di costruire insieme dei ponti tra culture e societa' differenti in cui ognuno possa ravvisare la comune condizione di sfruttamento; e magari interrogarsi sull'origine di tale condizione e apprendere uno dall'altro. Condividere e unirsi. Una parola. Anzi, piu' parole, sintetizzate in un volantino. 

Cominciō tutto cosė:

Nč complici nč integrati

Costruttori contro

Un modo per costruire la pace č

essere fabbricanti di una nuova grammatica
 
    
Vogliamo aprire , a Calcutta, un centro autogestito in cui collocare:
un Centro Medico, un punto di ristorazione e di incontro, un piccolo dispensario, un programma di microcredito, corsi di alfabetizzazione, un consultorio ed altre iniziative a carattere sociale e culturale. Il tutto da realizzarsi in una dimensione comunitaria e partecipativa in totale assenza di separazione operatori-utenti e in rete con altri Centri eventualmente individuabili e realizzabili in Occidente.

SE PREFERITE IL RISCHIO DELL’AUTOGESTIONE ALLA PROSPETTIVA DI ATTENDERE I FONDI CEE, MAE, UE, SIG, SOB, ETC…
SE SAPETE IMMAGINARE E SOGNARE E ASPETTATE SOLO L’OPPORTUNITA’ DI METTERE IN CONCRETO I SOGNI
SE TROVATE CHE LA GRAMMATICA DI QUESTA SOCIETA’ SIA RIPUGNANTE E PENSATE CHE SOLO LE UTOPIE CAMBIANO IL MONDO
SE PENSATE CHE UN CONCORSO DI COLPA SIA MEGLIO DI UN CONCORSO IN BANCA
SE NON AVETE DA PERDERE PIU’ NIENTE, NEANCHE LE CATENE, PERCHE’ VI SIETE VENDUTE (A PESO) ANCHE QUELLE
SE PENSATE CHE LA VITA MERITI DI ESSERE VISSUTA COME UNA SPLENDIDA AVVENTURA E NON COME UNA LENTA AGONIA
SE AVETE FANTASIA E  CORAGGIO E VOGLIA DI FARE
SE VI SIETE ROTTI LE PALLE O LE OVAIE DI VIVERE STABILMENTE IN QUESTO CONTINENTE
SE L’ESODO DAL PIANETA VI SEMBRA UNA POSSIBILITA’ DA PRENDERE IN SERIA
CONSIDERAZIONE
SE SIETE COLLOCATI ALLA SINISTRA DI OGNI SINISTRA (OGGI) UFFICIALE
SE A TUTTO POTRESTE RINUNCIARE TRANNE CHE ALLA LIBERTA’
SE STATE MALE PERCHE’ VI MANCA UN SENSO E NON NE POTETE PIU’ DI SENTIRVI DIRE CHE SIETE SBAGLIATI
E CHE SI DEVE FARE COSI’ E COSI’
SE I COMPROMESSI NON RIUSCITE AD ACCETTARLI
E AVETE SOGNI CHE ALTRI RITENGONO IRREALIZZABILI
SE LA MAGGIORANZA DELLE PERSONE VI TROVA “STRANI”
E GLI ANALISTI VI TROVANO “FUORI DI TESTA”
SE PENSATE CHE POSSANO ESISTERE ALTRI TIPI DI RAZIONALITA’
OLTRE A QUELLA DELL’OBBEDIENZA, DEL CONSENSO, DEL PESSIMISMO, DEL PENSIERO UNICO
SE VI SENTITE PERPLESSI DAVANTI ALLA RETORICA DELL’ “AIUTO AGLI ALTRI”,
MA PIUTTOSTO SIETE CAPACI DI SENTIRE SULLA VOSTRA PELLE OGNI OFFESA FATTA AD ALTRI IN QUALUNQUE PARTE DEL MONDO
SE VI PIACE RISCHIARE E VI ANNOIATE A PIANGERVI ADDOSSO
E SE RIUSCITE A FIDARVI O A ESSERE INCURIOSITI DA UN ANNUNCIO CHE NON RIENTRA NEGLI USUALI SCHEMI GRAMMATICALI:

POSSIAMO PARLARNE. CI SOMIGLIAMO.

 CERCHIAMO ADESIONI, IDEE, COLLABORAZIONI, CONFRONTI.

LASCIATE UN RECAPITO O UN INDIRIZZO

NON SONO RICHIESTI: ALCUN TITOLO DI STUDIO, ALCUN CURRICULUM, ALCUN BIGLIETTO DA VISITA
NON CI SONO LIMITI: NE’ DI ETA’, NE’ DI IDENTITA’ DI GENERE, NE’ DI PREFERENZE SESSUALI, NE’ DI FEDI, NE’ DI FEDINE PENALI, NE’ DI NAZIONALITA’, NE’ DI CULTURA, NE’ DI CARATTERE FISICO O PSICHICO
EVENTUALMENTE POTREBBERO RISULTARE INTERESSANTI: ESPERIENZE DI CARCERAZIONE, DI OSPEDALE PSICHIATRICO, DI OSTELLI PER I POVERI, DI VITA DI STRADA (SIA COME OPERATORI CHE COME UTENTI: NON FACCIAMO ALCUNA DISTINZIONE TRA LE DUE COSE)
RISULTERA’ INTERESSANTE E GRADITA: QUALUNQUE TIPO DI CAPACITA’, ABILITA’, O SEMPLICE DISPONIBILITA’ E OGNI ESPERIENZA PARTICOLARE E PRIVATA CHE ABBIA CONTRIBUITO A
RENDERVI INCAPACI DI ESSERE INTEGRATI IN QUESTO SISTEMA.
 

Ci siamo sempre sentiti dei pirati, a bordo di una nave che va al largo, imbarcando marinai, pirati, sognatori e “banditi”, piu’ che “volontari”. Autogestiti per scelta d’indipendenza e impegno personale di responsabilita’.

Le motivazioni sono riassumibili:

a) in una poesia di Pasolini:
“Solo l'amare, solo il conoscere conta, non l'aver amato, non l'aver conosciuto. Da' angoscia vivere di un consumato amore. L'anima non cresce piu'”.

b) in uno scritto di Arundhati Roy:
“Amare. Essere amati. Non dimenticare mai la propria insignificanza. Non assuefarsi mai alla indicibile violenza e alla grossolana disuguaglianza della vita intorno a te. Cercare la gioia nei posti piu’ tristi. Inseguire la bellezza fin dentro la sua tana. Non semplificare mai le cose complicate e non complicare mai quelle semplici. Rispettare la forza, mai il potere. E, soprattutto guardare. Cercare di capire. Non distogliere mai lo sguardo. E mai, mai dimenticare”

Il metodo: lavorare a unire chi vive quotidianamente i drammi indotti dai poteri forti. Un metodo che non divide, anche se comporta scelte precise, concrete e di parte, tenendo conto della complessita’.
La scelta di un volontariato non professionista, ma proveniente, prevalentemente, da fasce “emarginate”, e’ una scelta di campo. Aprirsi, azzerare distanze, mantenendo le specificita’, permette uno scambio paritario, l'agire “con” e non “per” (oltre alla felicita’, all’entusiasmo, del riconoscersi simili).

http://it.youtube.com/watch?v=bjclvlofXP4