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Il
libro racconta le vicende di un’Associazione di Promozione Sociale
laica, libertaria e autogestita che ha operato Vengono
documentate le molteplici iniziative: un Centro medico
permanente, che forniva visite continuative,
In
questo senso, il testo spinge a riflettere su cosa significhi veramente
fare “con” e non fare “per” e amedicine e analisi anche specialistiche; programmi di prevenzione sanitaria; un dispensario; counseling; corsi di alfabetizzazione; attivita’ di microcredito e iniziative periodiche, ludiche e di supporto, con donne e bambini, anche in collegamento con scuole primarie del territorio. E il modo in cui queste iniziative sono state portate avanti dai volontari, costretti a districarsi tra traffico d’organi e prostituzione minorile, insieme alla popolazione locale. interrogarsi sul significato profondo della solidareta’. Viene illustrato il metodo scelto dall’Associazione, che comportava l’impegno di volontari non professionali, provenienti anch’essi, prevalentemente, da fasce marginali: sottoproletari, operai, disoccupati, cassa integrati, persone con difficolta’ di adattamento. E come questo metodo abbia permesso un rapporto umano reale con la popolazione di Sarada Pally, uno slum poverissimo alla periferia sud di Calcutta, dove 2500 persone vivono in condizioni di indigenza grave e dove situazioni limite sono mantenute tali da complesso intreccio di interessi sorvegliati in armi da mafie che agiscono nell’ombra dei partiti politici. Sullo sfondo: la situazione attuale dell’India, in un momento in cui, a 60 anni dall’indipendenza, il Paese si affaccia prepotentemente sulla scena internazionale, ma il prezzo della sua apertura al mercato globale e’ pagato per intero dalle basse caste, i musulmani, le donne. Un Paese dove quasi il 50% della popolazione e’ ancora analfabeta e vive in condizioni di poverta’ estrema. Una popolazione pero’ niente affatto passiva o rassegnata come l’immaginario occidentale la vorrebbe, ma che si ribella in molti modi a sfruttamento, degrado, marginalizzazione e morte. |
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CLICCA QUI SOTTO per leggere gli EDITORIALI ********************************************************* LIBRI CHE CI FA PIACERE SEGNALARE ![]() NICOLA VALENTINO BARELLE edizioni Sensibili alle foglie I dispositivi mortificanti dell'ospedalizzazione La
ricerca illustra alcune condizioni che rendono patogena la struttura
ospedaliera, il | |||||||||||||
![]() MARCUS REDIKER SULLE TRACCE DEI PIRATI titolo originale: "Between the devil and the deep blue sea", 1987 NELLE LORO CROCIERE PER L'INFERNO I PIRATI DEL SETTECENTO HANNO INSEGNATO ANCHE AGLI ALTRI A ESSERE LIBERI "I marinai furono uno dei primi e più numerosi gruppi di lavoratori a salario libero nell'economia britannica e americana. Nelle stive umide e buie, sui ponti di legno, tra vele e sartie nel grande "secolo dei traffici" marinai e pirati crearono le basi dello sviluppo sociale della classe lavoratrice in America e Inghilterra". "The kind of history I study and
write, which is variously called peoples' history, social history, or http://nuovamusica.blogspot.com/2007/02/ronin-il-galeone-video.html |
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MARCUS REDIKER CANAGLIE DI TUTTO IL MONDO... L'EPOCA D'ORO DELLA PIRATERIA ed. Eleuthera 2005
Marcus Rediker, docente di storia all'università di Pittsburgh, si è occupato dei tanti protagonisti che dopo la scoperta dell'America hanno solcato l'Atlantico. In questo volume la sua attenzione si focalizza sui pirati, in un periodo che abbraccia i primi vent'anni del XVIII secolo. Rediker li spoglia delle caratteristiche che essi hanno assunto nell'immaginario popolare, da un lato quello di Robin Hood marittimi, dall'altro quello di feroci e sanguinari predoni e razziatori, e ce li riconsegna per quello che effettivamente furono: uomini, marinai che, inseriti nel complesso scenario del commercio navale del ''700 (commercio non solo d'oggetti ma anche d'esseri umani), vi si ribellarono. Sfruttati, sottopagati, sottoposti a condizioni di vita inumane ricorrevano all'ammutinamento per prendere possesso delle navi su cui erano imbarcati, spesso contro la loro volontà, e vi stabilivano un nuovo ordine basato "...su un rozzo, improvvisato ma efficiente egualitarismo che poneva l'autorità nelle mani collettive dell'equipaggio". I capitani venivano eletti per votazione in base alla loro audacia, coraggio e perizianautica; non godevano di nessun privilegio particolare, il loro comando era assoluto solo in caso d'attacco, potevano essere rimossi in qualsiasi momento in caso di codardia, crudeltà o per essersi rifiutati d'abbordare qualche vascello. Gli ufficiali venivano scelti in maniera democratica; tra questi v'era il quartiermastro: costui limitava la figura del capitano e rappresentava l'equipaggio, era nel medesimo tempo tribuno, tesoriere, mediatore e custode dell'armonia di bordo. Anche se la massima autorità a bordo era il consiglio generale formato da tutta la ciurma, che si riuniva in assemblee e prendeva decisioni su ogni questione, va comunque ricordato che tra i pirati v'erano degli articoli da sottoscrivere al momento d'unirsi alla filibusta. La composizione degli equipaggi pirati era internazionale. Se è vero che la maggior parte di loro proveniva dalle file della marina britannica, tanto mercantile quanto militare o dalle colonie nord-americane, erano perciò inglesi, scozzesi, gallesi e irlandesi; troviamo però anche olandesi, belgi, francesi, portoghesi, svedesi, danesi, alcuni nativi americani ed ex schiavi fuggiti dalle piantagioni dei Caraibi e non vi sono motivi per escludere la presenza di donne (come dimenticare Anne Bonny e Mary Read!!) Se a tutto questo aggiungiamo che i pirati dichiaravano "di venire dal mare" e di non avere patria alcuna, che dimostravano un sincero disprezzo per l'autorità e la gerarchia statale e che dividevano equamente il bottino frutto dei loro espropri... Beh! Si può allora sicuramente considerarli dei compagni ante-litteram. REMY HESS, GABY WEIGAND Con un’impostazione didattica ed un’esposizione
approfondita il libro presenta quel fervido
IO CAMMINO CON GLI ULTIMI ANDREA GALLO (Chinaski Edizioni) Nasce a Genova nel 1928. Sacerdote dal 1959, fonda la Comunità di San Benedetto al Porto nel 1970. Ha pubblicato diversi libri.Come tutte le persone veramente eccezionali, crede di essere e comportarsi come chiunque altro. Se fosse vero il mondo sarebbe un posto migliore.
In questo suo nuovo
libro, Don Andrea Gallo parla delle tematiche a lui più più care:
libertà, autodeterminazione dei popoli, uguaglianza, problema droga, immigrazione e lotta al capitalismo selvaggio, focalizzando l’attenzione sul disagio profondo che affligge la società moderna rendendola sempre meno a misura d’uomo. Pagina dopo pagina si materializza il percorso di un uomo che da sempre “cammina con gli ultimi”, un messaggio di solidarietà totalmente cristiano e per questo pervaso da un forte sentimento rivoluzionario. Il “prete da marciapiede”, come lo hanno definito in molti, attraverso i ricordi dei suoi 36 anni d’attività sulle strade, narra a cuore aperto questo suo “camminare domandando” che ancora non si ferma nonostante gli 80 anni tra pochi giorni. Da Fabrizio De André a Moni Ovadia, da Manu Chao a Vasco Rossi e Piero Pelù, passando per i Modena City Ramblers e qualche emarginato che ha in sè un messagio importante, il libro si trasforma in una sorta di autentico diario di viaggio di chi ha vissuto l’esistenza non cercando un principio ideologico ma un cammino al fianco di chi non ha voce. demonizzate. Una classificazione invero strana alla cui legittimazione non può essere chiamata alcuna scienza. E che, tuttavia, s’abbatte sui consumatori e miete le sue vittime con la smisurata arroganza di ogni guerra, Don Andrea Gallo, da trent’anni sulla strada a fianco di chi viene colpito dagli “effetti collaterali” di questa guerra alla droga assai più che dalle conseguenze dirette dell’uso di sostanze, ci invita alla decostruzione dei tanti pregiudizi e alla piena consapevolezza dell’inganno. Nel quadro della Teologia della liberazione e sullo sfondo degli insegnamenti di Don Bosco, Don Milani, Giuseppe Dossetti, come anche dagli orientamenti anti-istituzionali di Ronald Laing, Thomas Szasz, Franco Basaglia e tanti altri, egli ci propone un tracciato solidamente antiproibizionista, per la riduzione del danno e del rischio, alla ricerca di una filosofia di liberazione. Tante illuminazioni per ripensare l’Aids, riflettere sul volontariato, avanzare nella critica all’ideologia terapeutica ed alle comunità su di essa fondate: Insieme a tutti gli oppressi. Senza esclusioni. Donne, uomini, preti, religiosi, omosessuali, transessuali, cattolici, ebrei, luterani, valdesi, musulmani, ortodossi, buddisti, atei, agnostici. Tutte le etnie. Uniti tutti per scoprire l’Amicizia tra i popoli della terra. ANGELICAMENTE ANARCHICOANDREA GALLO AUTOBIOGRAFIA- Prefazione di Vasco Rossi. Il
prete rosso, il prete di strada, il prete no-global. Don Andrea Gallo è il
fondatore della Comunità di IN VIAGGIO CON DON GALLOFEDERICO TRAVERSA Chinaski Edizioni (libro + DVD 70') Attraverso filmati d'epoca, comizi, incontri e testimonianze di amici noti e meno noti il dvd racconta l’intensa vicenda umana di Don Andrea Gallo, il “prete da marciapiede”. Da Roy Paci a Moni Ovadia, passando per Tonino Carotone, Manu Chao e tanti altri. Proprio Manu Chao interpreta, insieme a Tonino Carotone, una canzone inedita scritta appositamente per questo documentario sul prete genovese. E ancora, il nuovo libro dello scrittore Federico Traversa che racconta un anno di intense esperienze al seguito di Don Gallo e presenta le immagini inedite della fotografa Sonia Soldati. GERDA TARO: una fotografa rivoluzionaria nella guerra civile spagnolaIRME SCHABER Ed. Derive Approdi, 2007 Gerda Taro e' morta a 27 anni, schiacciata da un carro armato durante la Guerra Civile spagnola. Era il 1937. Fotografa reporter sulla linea del fronte, ha rifornito le riviste dell'epoca di immagini eccezionali, spesso scattate insieme al fotografo ungherese Robert Capa che, all'epoca, era il suo compagno. Dotata di straordinarie capacita' e di un fascino magnetico, fu la prima reporter donna a morire in un'azione di guerra mentre svolgeva il suo lavoro. Il libro ne ripercorre la biografia tumultuosa. Dall' educazione nella Germania pre-hitleriana alla fuga a Parigi; dalla necessita' di nascondere le origini ebraiche all'ingresso nella comunita' di esuli tedeschi in Francia; senza tralasciare il racconto della sua formazione fotografica e delle numerose avventure sentimentali di una donna che non sembra essere stata contemporanea della sua epoca. Anche il suo schieramento a fianco della Repubblica spagnola riflette la strenua opposizione al fascismo -che avanza inesorabile in tutta Europa- ma risponde anche a un desiderio di "emancipazione" innanzitutto personale. Una biografia appassionante che riporta alla luce una donna straordinaria, di incredibile vitalita' e anticipatrice di un'affermazione femminile che, storicamente, sarebbe avvenuta molto piu' tardi.
Cristo: un uomo giovane, forte,
che non predica castità o ascetismo, ma che dispensa parole d'amore, non quello sancito e |
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