osteria calcutta
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il libro osteria calcutta MARINA VALENTE
scheda personale     audiovisivi
OSTERIA CALCUTTA
Pag. 231 Edizioni Sensibili alle foglie.
Marina Valente e' presidente dell’Associazione di Promozione Sociale L’Osteria a Calcutta.
Dalla decennale esperienza in India, ha realizzato diversi audiovisivi e il film-documentario:
"Tutti i pensieri del mondo". 
Se vuoi vedere l'estratto:
 
 se vuoi vedere il video: L'Osteria a Calcutta
se sei interessato ad acquistare il libro
recensioni

Il libro racconta le vicende di un’Associazione di Promozione Sociale laica, libertaria e autogestita che  ha operato
all’interno di uno slum di Calcutta  con caratteristiche e secondo modalita’
inconsuete rispetto a quelle del volontariato 
tradizionale.
Le difficolta’, i successi,  il drammatico impatto con la mafia  e gli altri poteri forti  locali. 
Ma anche un’esperienza, un sogno, un’utopia messa in pratica.

Vengono documentate le molteplici iniziative:  un Centro medico permanente, che forniva visite continuative, medicine
e analisi anche specialistiche; programmi di prevenzione sanitaria; un dispensario; counseling;
corsi di alfabetizzazione; attivita’ di microcredito e iniziative periodiche, ludiche e di supporto, con donne e
bambini, anche in collegamento con scuole primarie del territorio.  E il modo in cui queste iniziative sono state
portate avanti dai volontari, costretti a districarsi tra traffico d’organi e prostituzione minorile, insieme alla
popolazione locale.

In questo senso, il testo spinge a riflettere su cosa significhi veramente fare “con” e non fare “per”  e a
interrogarsi sul significato profondo della solidareta’.
Viene illustrato il metodo scelto dall’Associazione,
che comportava l’impegno di volontari non professionali, provenienti anch’essi, prevalentemente, da 
fasce
marginali: sottoproletari, operai, disoccupati, cassa integrati, persone con difficolta’ di adattamento.

E come questo metodo abbia permesso un rapporto umano reale con la popolazione di Sarada Pally, uno
slum poverissimo alla periferia sud di Calcutta, dove 2500 persone vivono in condizioni di indigenza grave e
dove
situazioni limite sono mantenute tali da complesso intreccio di interessi sorvegliati in armi da mafie che
agiscono nell’ombra dei partiti politici.

Sullo sfondo: la situazione attuale dell’India, in un  momento in cui, a 60 anni dall’indipendenza,  il Paese
si affaccia prepotentemente sulla scena internazionale, ma il prezzo della sua apertura al mercato globale
e’ pagato per intero dalle basse caste, i musulmani, le donne. Un Paese dove quasi il 50% della popolazione
e’ ancora analfabeta e vive in condizioni di poverta’ estrema.
Una popolazione pero’ niente affatto passiva o
rassegnata come l’immaginario occidentale la vorrebbe, ma che  si ribella in molti modi a sfruttamento, degrado,
marginalizzazione e morte.

letture consigliate:
PIERO PAGLIANI
audiovisivi   se vuoi vedere il video:  La grazia e la violenza:
NAXALBARI - INDIA
L'insurrezione nella futura "terza potenza mondiale"
Pag. 325, 23 riquadri di approfondimento
15 tabelle di dati, 3 cartine e 17 immagini. Edizioni Mimesis
se sei interessato ad acquistare il libro
Secondo molte stime l’India entro pochi anni e' destinata a diventare la terza potenza economica mondiale.
Eppure questa corsa al futuro 
e' costellata da violente contraddizioni che nessuno vuole spiegare.
- Perch
e' il termine “semi-feudalesimo” continua ad apparire nei discorsi politici indiani e sull’India dopo 60
anni dall’indipendenza e a piu' di 15 anni dall’avvio delle “riforme liberiste”, quando i tassi di sviluppo indiani
da anni sono tra i piu' alti del mondo?

- Perch
e' dopo un periodo di autosufficienza l’India e' costretta a importare prodotti alimentari mentre la sua
agricoltura
e' sempre piu' rivolta all’esportazione?
- Perch
e' centinaia di milioni di persone sono e saranno totalmente tagliate fuori dallo sviluppo della
“Shining India” e costrette a vivere in condizioni indicibili?

- Perch
e' il primo ministro Manmohan Singh afferma che la guerriglia maoista e' il piu' grave problema
dall’Indipendenza ad oggi e teme che essa sia in grado di tagliare in due il subcontinente dal Nepal allo
Sri Lanka?

- Perch
e' il Partito Comunista Indiano Marxista fa sparare sui contadini nel Bengala Occidentale e i suoi
militanti si macchiano di efferatezze?

- Perch
e' in Occidente queste cose vengono taciute e si preferisce parlare solo di Cindia e di Bollywood?
Il libro “Naxalbari-India”, ripercorrendo per la prima volta in Italia la storia della rivolta naxalita condotta dai
contadini poveri e dalle popolazioni tribali alla fine degli anni Sessanta e giungendo fino ai nostri giorni,
propone un’analisi articolata per rispondere a queste (e a molte altre) domande.

Il lavoro 
e' composto da quattro parti.
Nella prima parte, oltre alla presentazione degli eventi della rivolta naxalita, viene analizzata la situazione
economico-politica dall’Indipendenza alla rivolta di Naxalbari, per capire se e fino a che punto l’ipotesi dei
rivoluzionari, ovvero il carattere semi-feudale e semi-coloniale dell’India, corrispondesse alla realta'.
La seconda parte si occupa degli sviluppi successivi fino ai giorni nostri, con particolare attenzione al
passaggio tra Stato dello Sviluppo e neo-liberismo (passaggio che, secondo l’autore, 
e' stato il background
della rinascita del nazionalismo indu') e con un riferimento di riguardo alla situazione rurale e alle riforme
incompiute e che non si compiranno mai piu'. Alla fine di questa analisi vengono affrontate in termini piu'
generali alcune questioni interpretative di fondo:
a) i rapporti tra Capitale e Potere,
b) la questione nazionale,
c) il rapporto tra caste e classi,
d) la questione comunitaristica.
Infine viene proposta un’intervista esclusiva a Kanu Sanyal, lo storico leader rivoluzionario che assieme
allo scomparso Charu Mazumdar diede inizio alla rivolta.

La terza parte 
e' costituita dall’analisi di Mallarika Sinha Roy, ricercatrice al Development Studies Department
dell’Universita' di Oxford, sul ruolo delle donne e delle istanze femminili nel movimento naxalita.
La quarta e ultima parte 
e' dedicata all’opera di Mahasweta Devi, maggiore scrittrice bengalese e candidata
indiana al Nobel per la Pace, da sempre voce letteraria degli invisibili delle campagne indiane.

per leggere gli EDITORIALI



NICOLA VALENTINO

BARELLE
edizioni Sensibili alle foglie

I dispositivi mortificanti dell'ospedalizzazione   

La ricerca illustra alcune condizioni che rendono patogena la struttura ospedaliera, il
meccanismo economico che favorisce un sistema sanitario centrato sull'ospedalizzazione,
ma soprattutto i principali dispositivi di spersonalizzazione e disconferma della persona 
ricoverata, disposta ad accettare, in in ospedale, mortificazioni personali e privazioni dei 
diritti che non accetterebbe in altri contesti.


MARCUS REDIKER

SULLE TRACCE DEI PIRAT
I
titolo originale: "Between the devil and the deep blue sea", 1987

NELLE LORO CROCIERE PER L'INFERNO I PIRATI DEL SETTECENTO HANNO INSEGNATO ANCHE AGLI ALTRI A
ESSERE LIBERI


"I marinai furono uno dei primi e più numerosi gruppi di lavoratori a salario libero nell'economia britannica e americana.
Nelle stive umide e buie, sui ponti di legno, tra vele e sartie nel grande "secolo dei traffici" marinai e pirati
crearono le basi dello sviluppo sociale della classe lavoratrice in America e Inghilterra".

"The kind of history I study and write, which is variously called peoples' history, social history, or 
"history from below," shows that working people and their movements have, over time, been active, 
creative forces in the making of history. I believe that we can learn from this kind of history, that we can
find inspiration in it, that we can use it as we work toward a more just and humane future. 
History from below helps us to see that peoples' struggles - over land, lab
or, rights, and power - are
centuries old and largely continuous, down to the present. I have therefore tried to combine scholarship
and activism, the study of movements from below with the making of movements from below. I have taken
part in movements against the war in Vietnam, against the interventions of the U.S. government in Central
America in the 1980s, against apartheid in South Africa, against environmental destruction, and ag
ainst all
forms of exploitation and oppression, based on race, class, and gender. In recent years I have worked
to win a new trial for Pennsylvania death row prisoner Mumia Abu-Jamal and to abolish capital punishment

in the U.S. and throughout the world. To anyone interested in the struggle against the death penalty, 
I would recommend three websites: the
National Coalition Against the Death Penalty, the
Death Penalty Information Center, and the Pennsylvania Abolitionists United Against the Death Penalty.
I would also recommend two groups that are especially important to struggles for justice in Pittsburgh, 
Pennsylvania, where I live:
The Thomas Merton Center and Just Harvest. Two other useful websites 
are
Midnight Notes and Pessimism of the Mind (an anti-war site). I have always believed that 
the struggle for a better future must be a struggle to find new, more inclusive, more egalitarian ideas, in 
the past and in the present". (M.Rediker) 

http://nuovamusica.blogspot.com/2007/02/ronin-il-galeone-video.html                      


MARCUS REDIKER
CANAGLIE DI TUTTO IL MONDO...
L'EPOCA D'ORO DELLA PIRATERIA

ed. Eleuthera 2005


Marcus Rediker, docente di storia all'università di Pittsburgh, si è occupato dei tanti protagonisti che
dopo la scoperta dell'America hanno solcato l'Atlantico. In questo volume la sua attenzione si
focalizza sui pirati, in un periodo che abbraccia i primi vent'anni del XVIII secolo. Rediker li spoglia delle
caratteristiche che essi hanno assunto nell'immaginario popolare, da un lato quello di Robin Hood

marittimi, dall'altro quello di feroci e sanguinari predoni e razziatori, e ce li riconsegna per quello che
effettivamente
furono: uomini, marinai che, inseriti nel complesso scenario del commercio navale del
''700 (commercio non
solo d'oggetti ma anche d'esseri umani), vi si ribellarono. Sfruttati, sottopagati,
sottoposti a condizioni di
vita inumane ricorrevano all'ammutinamento per prendere possesso delle navi
su cui erano imbarcati, spesso
contro la loro volontà, e vi stabilivano un nuovo ordine basato "...su un
rozzo, improvvisato ma efficiente egualitarismo
che poneva l'autorità nelle mani collettive dell'equipaggio".

I capitani venivano eletti per votazione in base alla loro audacia, coraggio e perizianautica; non godevano

di nessun privilegio particolare, il loro comando era  assoluto solo in caso d'attacco, potevano essere
rimossi in qualsiasi momento in caso di codardia, crudeltà o per essersi rifiutati d'abbordare qualche vascello.
Gli ufficiali venivano scelti in maniera democratica; tra questi v'era il quartiermastro: costui limitava la figura

del capitano e rappresentava l'equipaggio, era nel medesimo tempo tribuno, tesoriere, mediatore e custode
dell'armonia di bordo. Anche se la massima autorità a bordo era il consiglio generale formato da tutta la

ciurma, che si riuniva in assemblee e prendeva decisioni su ogni questione, va comunque ricordato che tra i
pirati v'erano degli articoli da sottoscrivere al momento d'unirsi alla filibusta. La composizione degli equipaggi
pirati era internazionale.

Se è vero che la maggior parte di loro proveniva dalle file della marina britannica, tanto mercantile quanto

militare o dalle colonie nord-americane, erano perciò inglesi, scozzesi, gallesi e irlandesi; troviamo però anche
olandesi, belgi, francesi, portoghesi, svedesi, danesi, alcuni nativi americani ed ex schiavi fuggiti dalle piantagioni
dei Caraibi e non vi sono motivi per escludere la presenza di donne (come dimenticare Anne Bonny e Mary Read!!)
Se a tutto questo aggiungiamo che i pirati dichiaravano "di venire dal mare" e di non avere patria alcuna, che
dimostravano un sincero disprezzo per l'autorità e la gerarchia statale e che dividevano equamente il bottino frutto
dei loro espropri... Beh! Si può allora sicuramente considerarli dei compagni ante-litteram.


REMY HESS, GABY WEIGAND
CORSO DI ANALISI ISTITUZIONALE

Ed. Sensibili alle foglie, 2008

Con un’impostazione didattica ed un’esposizione approfondita il libro presenta quel fervido
movimento, molto vicino alla tradizione della ricerca-azione, nato in Francia negli anni sessanta
con le prime esperienze di autogestione nella scuola, che ha preso il nome di Analisi Istituzionale.
Un movimento di ricerca sociale animato dalla consapevolezza ben riassunta da Georges Lapassade 
secondo il quale: Se l’uomo vuole essere soggetto, attore cosciente della sua storia deve analizzare 
le istituzioni dalle quali dipende, quelle che lo attraversano, e trovare nell’azione di gruppo 
una via di uscita all’atomizzazione burocratica della quale è vittima". Il testo si articola in sette 
capitoli che illustrano le origini filosofiche, l’identità e il presente dell’analisi istituzionale. Una 
particolare attenzione è dedicata al lessico che la caratterizza.
Le "parole" dell’AI vengono presentate ripercorrendo la loro storia e la pluralità di significati che talvolta
le attraversa.
Infine, le pagine dedicate alla tecnica del Diario mettono in risalto il posto decisivo occupato nell’AI
dalle scritture implicate (diari, autobiografie, monografie), così come quelle dedicate alla dissociazione
(G. Lapassade), alla transduzione (H. Lefebvre, R. Lourau) e al riconoscimento dell’immaginario 
(C. Castoriadis) ci proiettano sulla scena affascinante di "un’altra logica".

Remi Hess è professore di Scienze dell'Educazione allUniversità Paris VIII, in Francia.
Gaby Weigand è docente all'Università di Karlsrhue e direttrice di ricerca alla Padagogische Hochschule,
in Germania

IO CAMMINO CON GLI ULTIMI  
ANDREA GALLO
(Chinaski Edizioni)

Nasce a Genova nel 1928. Sacerdote dal 1959, fonda la Comunità di San Benedetto al Porto
nel 1970. Ha pubblicato diversi libri.Come tutte le persone veramente eccezionali, crede di
essere e comportarsi come chiunque altro. Se fosse vero il mondo sarebbe un posto migliore.


In questo suo nuovo libro, Don Andrea Gallo parla delle tematiche a lui più più care: 
libertà, autodeterminazione dei popoli, uguaglianza, problema droga, immigrazione e lotta
al capitalismo selvaggio, focalizzando l’attenzione sul disagio profondo che affligge la società
moderna rendendola sempre meno a misura d’uomo. Pagina dopo pagina si materializza
il percorso di un uomo che da sempre “cammina con gli ultimi”, un messaggio di solidarietà
totalmente cristiano e per questo pervaso da un forte sentimento rivoluzionario.
Il “prete da marciapiede”, come lo hanno definito in molti, attraverso i ricordi dei suoi 36 
anni d’attività sulle strade, narra a cuore aperto questo suo “camminare domandando” che
ancora non si ferma nonostante gli 80 anni tra pochi giorni.

Da Fabrizio De André a Moni Ovadia, da Manu Chao a Vasco Rossi e Piero Pelù, passando
per i Modena City Ramblers e qualche emarginato che ha in sè un messagio importante, il libro
si trasforma in una sorta di autentico diario di viaggio di chi ha vissuto l’esistenza non 
cercando un principio ideologico ma un cammino al fianco di chi non ha voce.

  L'INGANNO DROGA
ANDREA GALLO

ed.Sensibili alle foglie

Alcool, tabacco, caffè, eroina, ecstasy: sostanze. Alcune legali altre illegali, alcune normalizzate altre
demonizzate. Una classificazione invero strana alla cui legittimazione non può essere chiamata alcuna
scienza. E che, tuttavia, s’abbatte sui consumatori e miete le sue vittime con la smisurata  arroganza
di ogni guerra, Don Andrea Gallo, da trent’anni sulla strada a fianco di chi viene colpito dagli “effetti
collaterali” di questa guerra alla droga assai più che dalle conseguenze dirette dell’uso di sostanze, ci
invita alla decostruzione dei tanti pregiudizi e alla piena consapevolezza dell’inganno. Nel quadro della
Teologia della liberazione e sullo sfondo degli insegnamenti di Don Bosco, Don Milani, Giuseppe Dossetti,
come anche dagli orientamenti anti-istituzionali di Ronald Laing, Thomas Szasz, Franco Basaglia e tanti
altri, egli ci propone un tracciato solidamente antiproibizionista, per la riduzione del danno e del rischio, alla
ricerca di una filosofia di liberazione. Tante illuminazioni per ripensare l’Aids, riflettere sul volontariato,

avanzare 
nella critica all’ideologia terapeutica ed alle comunità su di essa fondate:  Insieme a tutti gli oppressi.
Senza esclusioni. Donne, uomini, preti,  religiosi, omosessuali, transessuali, cattolici, ebrei, luterani, valdesi,
musulmani, ortodossi, buddisti, atei, agnostici. Tutte le etnie.
Uniti tutti per scoprire l’Amicizia tra i popoli della terra.


ANGELICAMENTE ANARCHICO
ANDREA GALLO

AUTOBIOGRAFIA- Prefazione di Vasco Rossi.
ed. Mondadori

Il prete rosso, il prete di strada, il prete no-global. Don Andrea Gallo è il fondatore della Comunità di 
San Benedetto al porto di Genova, un'isola di solidarietà nel cuore di una città con mille problemi, che
accoglie tossicodipendenti ma più in generale persone in difficoltà: ex prostitute, ex ladri, uomini e donne
in transito da un sesso all'altro. Figura carismatica, don Andrea Gallo rivela in questo libro il suo pensiero 
su temi complessi come la lotta alla droga, la liberalizzazione, il new globalismo, la politica, ma lo fa
proclamando il suo sentirsi pienamente dentro il solco della Chiesa cattolica e romana. 

Una vita raccontata per immagini attraverso dei flash su fatti grandi e piccoli che ha vissuto e attraverso
le storie delle tante persone che ha incontrato: ex prostitute, ex ladri, uomini e donne in transito da un sesso
all'altro come Stella, la cui "piccola storia" apre il libro. La storia di Stella, un transessuale brasiliano sbarcato
a Genova con il sogno di diventare ballerina e il destino di sprecare la sua vita sui marciapiedi.

IN VIAGGIO CON DON GALLO
FEDERICO TRAVERSA

Chinaski Edizioni
(libro + DVD 70')

Attraverso filmati d'epoca, comizi, incontri e testimonianze di amici noti e meno noti il dvd  racconta l’intensa
vicenda umana di Don Andrea Gallo, il “prete da marciapiede”. Da Roy Paci a Moni Ovadia, passando
per Tonino Carotone, Manu Chao e tanti altri. Proprio Manu Chao interpreta, insieme a Tonino Carotone,
una canzone inedita scritta appositamente per questo documentario sul prete genovese.
E ancora, il nuovo libro dello scrittore Federico Traversa che racconta un anno di intense 
esperienze al seguito
di Don Gallo e presenta le immagini inedite della fotografa Sonia Soldati.



GERDA TARO: una fotografa rivoluzionaria nella guerra civile spagnola
IRME SCHABER
Ed. Derive Approdi, 2007

Gerda Taro e' morta a 27 anni, schiacciata da un carro armato durante la Guerra Civile spagnola. Era il 1937. Fotografa
reporter sulla linea del fronte, ha rifornito le riviste dell'epoca di immagini eccezionali, spesso scattate insieme al fotografo
ungherese Robert Capa che, all'epoca, era il suo compagno. Dotata di straordinarie capacita' e di un fascino magnetico, fu
la prima reporter donna a morire in un'azione di guerra mentre svolgeva il suo lavoro.
Il libro ne ripercorre la biografia tumultuosa. Dall' educazione nella Germania pre-hitleriana alla fuga a Parigi; dalla necessita'
di nascondere le origini ebraiche all'ingresso nella comunita' di esuli tedeschi in Francia; senza tralasciare il racconto della sua
formazione fotografica e delle numerose avventure sentimentali di una donna che non sembra essere stata contemporanea
della sua epoca. Anche il suo schieramento a fianco della Repubblica spagnola  riflette la strenua opposizione al fascismo
-che avanza inesorabile in tutta Europa- ma risponde anche a un desiderio di "emancipazione" innanzitutto personale. Una
biografia appassionante che riporta alla luce una donna straordinaria, di incredibile vitalita' e anticipatrice di un'affermazione
femminile che, storicamente, sarebbe avvenuta molto piu' tardi. 


WILHELM REICH

  L'ASSASSINIO DI CRISTO
Sugarco Edizioni

Cristo: un uomo giovane, forte, che non predica castità o ascetismo, ma che dispensa parole d'amore, non quello sancito e 
codificato dalle istituzioni, ma l'amore naturale, libero.Cristo visto come il simbolo, l'incarnazione esemplare della sensualità

l'espressione più completa del carattere genitale. Se queste caratteristiche spiegano, da un lato, la luminosità e il fascino che
esercitava sulla folla, d'altro canto risultano le cause determinanti del suo tragico destino. La lezione dell'assassinio di Cristo è
applicata alla scena sociale contemporanea: l'assassinio di Cristo non è solo il leader, il capo o il rappresentante politico, ma 

soprattutto l'uomo della massa, al quale Reich riconosce la maggiore responsabilità politica.