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IN INDIA:
come eravamo...

A Calcutta, nello slum di Chandithala (2500 persone): abbiamo realizzato e portato avanti per anni insieme alla popolazione locale, un Centro Medico, che forniva visite continuative, medicine e analisi anche specialistiche; programmi di prevenzione sanitaria; counseling; un dispensario; corsi di alfabetizzazione; attività di microcredito e iniziative periodiche, ludiche e di supporto, con donne e bambini, anche in collegamento con scuole primarie dell’area. 

le principali difficoltà incontrate...

-Quelle legate al perdurare di una forte divisione castale, dell’intoccabilità e di un’altrettanto forte discriminazione nei confronti delle donne
-i dispositivi di controllo che impediscono alle persone povere di conoscere i propri diritti e di rivendicarli (non informazione + ostracismo sociale + mafia)
-La coalizione di più poteri forti (CPM - Partito marxista di governo in West Bengal -; polizia; mafia) e della middle class indiana contro un’Associazione che non si occupa affatto di beneficenza, ma lavora concretamente a rimettere in piedi le persone e alla presa di coscienza di diritti violati
-Il business del volontariato
Ce n’è a sufficienza per capire perchè le attività dell'Associazione a Chandithala siano state violentemente interrotte, nel 2004. Gli eventi sono raccontati nel libro “OSTERIA CALCUTTA”. Il rientro in Italia è stato traumatico e costellato da molteplici problemi, uniti a quelli del recupero motorio e psicologico. Il libro è stato presentato in una quantità di posti e continua ad essere proposto perché considerato un metodo di “volontariato”  valido ed originale, applicabile in più contesti.

...e adesso?

Volendo ad ogni modo tornare in India e riprendere il discorso con persone che non abbiamo comunque abbandonato, siamo tornati in più persone singolarmente, monitorando una situazione, se possibile, ulteriormente peggiorata. 
Nel giro di tre anni, gli slums a Calcutta, hanno visto crescere la già densissima popolazione in modo proporzionale al forzato allontanamento dalle campagne a seguito delle pretese “industriali” del West Bengal, il cui premier Buddhadeb Bhattacharjee intende realizzare il comunismo passando attraverso il capitalismo. Dietro questa bizzarra idea ci sono gli interessi della grandi compagnie multinazionali indiane e occidentali, che premono per insediare i propri stabilimenti (con corredo di speculazione soprattutto edilizia) nelle campagne fertili e per estrarre dalle foreste le risorse per le quali hanno già firmato protocolli d’intesa col governo locale. 
A questo punto, anche  i nostri progetti si sono in parte modificati e ogni risorsa è stata messa a disposizione di alcuni gruppi che stanno resistendo con ogni forza (in West Bengal e non solo) alla voracità assassina del capitalismo rampante che ha deciso di sterminarli. Anche il
PROGETTO RADIO, inizialmente elaborato per permettere di dare voce (non portavoce) alla popolazione di uno slum e ai protagonisti della Resistenza in India, è attualmente utilizzato da quella stessa Resistenza per mettere in comunicazione diversi gruppi sparsi su più territori. E' un tam tam controcorrente quello che, da uno slum all'altro, permette di scambiarsi informazioni a tempo reale.


La sostenibilità di ciò e di altri progetti si basa esclusivamente sull’autofinanziamento, sulla vendita del libro, sulle serate e sulle varie iniziative che organizziamo, oltre che sulla solidarietà spontanea di quanti vorranno esprimercela.

c/c postale 000037713906 intestato a: Associazione  L'Osteria a Calcutta
IBAN  IT86  M076  0103  2000  0003  7713  906
CIN M
ABI  0761
CAB  03200

Per ogni dettaglio, potete scriverci: osteriacalcutta@libero.it

Se giudicate tutto cio’ un po’ folle, possiamo solo rispondervi con le parole di un compagno, assassinato dalla violenza del potere:

DEDICATO AI FOLLI

Questo annuncio lo dedichiamo ai folli

agli anticonformisti
       ai ribelli
       ai piantagrane

a tutti coloro che vedono le cose in modo diverso.

Costoro non amano le regole, specie i regolamenti
      E non hanno alcun rispetto per lo statu quo.
    Potete citarli. Essere in disaccordo con loro. Potete glorificarli
o denigrarli
ma l’unica cosa che non potete mai fare e’ ignorarli
perche’ riescono a cambiare le cose.
Inventano. Immaginano. Compongono.
Esplorano. Creano. Ispirano.
Fanno progredire l’umanita’
e forse devono essere davvero un po’ folli
altrimenti come potreste stare di fronte a dei barattoli vuoti e
vedere un’opera d’arte?
O sedere in silenzio e ascoltare una canzone che
non e’ mai stata scritta?
 O guardare un pianeta
rosso e immaginare un laboratorio in movimento?
Noi creiamo strumenti per donne e uomini fatti cosi’
e mentre qualcuno potrebbe definirli folli,
noi ne vediamo il genio.
Perche’ solo coloro che sono abbastanza folli da pensare
di poter cambiare il mondo,
lo cambiano davvero.


CHI LOTTA PUO' PERDERE
MA CHI NON LOTTA
HA GIA' PERSO