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La TATA Motors non intende infatti cedere neanche un fazzoletto
delle terre gia’ requisite per la costruzione dei propri stabilimenti
e il governo tende a ridurre la quantita’ di acri con cui risarcire i
contadini (dai 300 richiesti a 60-70 al massimo). Il movimento
contadino continua a bloccare i lavori e riprendono forza i gruppi svincolati
dal controllo di Mamata Banerjee. La situazione e’ sempre
incandescente. A riprova del fatto che i contadini non si accontenteranno di un
risarcimento “simbolico” c’è la nascita di nuovi comitati di base collegati con
altri comitati in altre regioni. Nella riunione di questa sera si parlera’
anche de: a) la scarcerazione di quanti ancora ingiustamente detenuti per la loro resistenza all’aggressivita’ del governo e della FIAT-TATA; b) la denuncia
della strumentalizzazione politica della vicenda.
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