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                                 SINGUR: LA STORIA INFINITA

KOLKATA, domenica 7 settembre 2008. A Raj Bhavan, i negoziati  tra il premier del West Bengal Buddhadeb Bhattacharjee e il leader del Trinamool Congress, Mamata Banerjee, hanno portato a un accordo sulla sanguinosa contesa che perdura da oltre due anni in merito alla requisizione delle terre di Singur e zone limitrofe. I terreni, fertilissimi, erano stati espropriati per insediarvi gli stabilimenti della Tata Motors (il polo acciaio del gruppo Tata) che, in una criminale joint venture con la FIAT, intende produrre in quell'area la  "NANO", cioe' la "low cost car", l'utilitaria piu' economica del mondo, il cui prototipo e' stato presentato al Motor Show di Delhi nello scorso gennaio 2008. 
In due anni si sono susseguiti scontri, massacri, stupri (spesso di gruppo) ai danni di una popolazione che non puo' accettare di perdere le proprie terre che costituiscono l'unica forma di sussistenza.
Recentemente, la situazione era andata degenerando e si era arrivati a un vero blocco dell'attivita' della fabbrica.
L’annuncio dell'accordo e’ stato dato a tarda notte dal governatore Gopalkrishna Gandhi, che ha presieduto gli incontri, alla presenza del primo ministro e di Ms. Banerjee.
Questo il testo del
comunicato:
“Il governo ha preso la decisione di venire incontro alle richieste di quei contadini che non hanno ricevuto compensi,  provvedendo loro al piu’ presto la massima quantita’ di terra possibile all’interno dell’area stessa del progetto e nelle aree adiacenti. A tale scopo, sara’ costituita una Commissione per verificare la possibilita’  e stabilire la modalita’  di tale distribuzione nel giro di una settimana. Durante questo periodo, il governo chiede di non riprendere i lavori.  Ms Banerjee sta preparando un annuncio riguardante la sospensione delle agitazioni a Singur. Il governo e coloro che hanno difeso i contadini dovranno cooperare tra loro per il beneficio dell’industria, dell’agricoltura e delle attivita’  annesse”.
I quattro membri della Commissione, che sara’ capeggiata dal leader del Trinamool, avranno il compito di identificare terre coltivabili da distribuire ai contadini che hanno cosi’ a lungo rifiutato ogni rimborso. Mamata Banerjee si e’ accordata con i leaders dei locali del Trinamool nei Panchayat (Consigli di villaggio) a Singur per identificare tali aree che saranno acquisite e finanziate dal governo.
I negoziati, che si sono tenuti sotto il patrocinio di Gopal Krishna Gandhi, il Governatore del West Bengal, sono ritenuti dalla maggior parte dei militanti una vittoria solo “parziale, nel senso che per la prima volta si parla di conferire terra e non solo irrisori indennizzi monetari. Ma cio’ non significa che la battaglia sia terminata.
Purtroppo, nessun topolino ha sconfitto la montagna (come e’ stato scritto).
Si apre invece un’altra fase, difficilissima.
La Tata ha gia’ fatto sapere di non essere disposta a rinunciare neanche a un ettaro, “perche’ il progetto NANO, per poter essere portato avanti, necessita sia dell’area della fabbrica che di quelle adiacenti”. Il ministro bengalese dell'industria e del
commercio ha risposto negando che parte della terra da conferire verrà prevelata dall'area del progetto TATA
(il governo del West Bengal continua, come sempre, a fare lo stuoino).
Mamata Banarjee ha rivendicato il fatto che l'accordo è stato raggiunto con l'arbitrato e la garanzia di Gandhi (rappresentante del governo centrale e quindi super partes), quindi nessuno puo’ azzardarsi a modificarlo. Il blocco ai lavori nell’area del cantiere TATA-FIAT, che durava da 15 giorni ed era stato ordinato proprio dal Trinamool Congress e dai suoi alleati e’ stato solo temporaneamente sospeso, per i 7 giorni di lavoro della Commissione, e a condizione che le promesse vengano del tutto mantenute.
Ms. Banerjee  ha dominato la scena delle trattative, mentre il governo del Bengala si e’ mostrato del tutto incapace di
risolvere la crisi sia dal punto di vista amministrativo che da quello politico.Ogni volta che Mamata ha sollevato un’obiezione, il governo ha dovuto adattarsi alle sue richieste. Ed e’ stata lei la prima ad essere ascoltata dal governatore che ha voluto parlarle anche privatamente. Soddisfatta, ha dichiarato: “E’ una grande vittoria per noi”.

Ma chi e’ Mamata  Banerjee? Il Trinamool  (abbastanza radicato in West Bengal) e' un partito di destra, trasformista e
falsopopulista. E’ pero’ differente dal Congress che, tra l'altro, ha vissuto per decenni sul nome di Gandhi (dopo la sua morte).
I militanti del Trinamool  potrebbero essere definiti  "fascisti", con la loro impalcatura “nazionalpopolare” , raggruppati
intorno a una figura carismatica (Mamata) che e' viva, sa come corrompere tutti e utilizza squadracce violente. Non ha ideali (ne’ veri ne’ presunti ne’ falsificati) cui appellarsi per cercare di abbindolare, solo un populismo di bassissima lega, arrogante, violento e disposto a tutto per  ambizioni economiche e di potere.

Dal Congress, al Bjp al SUCI:
Il percorso politico del Trinamool e’ totalmente all’impazzata: negli anni, Mamata e’ passata dalla “pseudo-centralita’” del 
Congress, agli ipernazionalisti del Bjp (che massacravano i musulmani e facevano marciare le loro truppe a passo d’oca, 
proclamando la supremazia della “pura razza indu’” e svendendo nel frattempo il Paese agli occidentali), secondo chi si 
trovasse al potere o le convenienze.
In West Bengal, essendo all’opposizione, il Trinamool  ha sostenuto le battaglie dei contadini di Singur e Nandigram e persino formato una coalizione con il Socialist Unity Center of India (SUCI), una formazione marxista-leninista con la quale e' riuscito a ottenere vittorie contro il CPM anche nelle recenti elezioni locali dei vari livelli di panchayat. I partiti marxisti-leninisti, arroccati sulla linea perdente di: "nemmeno un centimetro di terra alla Tata", sono stati tagliati fuori dalla dinamica delle lotte a Singur  e la forza di Mamata e’ cresciuta tra i contadini.
Oltre a cio’:
Nei giorni scorsi, i giornali pro-Tata (anche in Italia) hanno iniziato a straparlare di "guerra tra i poveri", dipingendo lo scenario di una inesistente guerra tra gli operai della TATA Motors e i contadini di Singur. E’ un falso assoluto e lampante:  attualmente a Singur lavorano solo edili stagionali per la costruzione dello stabilimento e dei suoi annessi. Anche sulla notizia del padre che si e' ucciso per il timore che i figli perdessero il posto di lavoro alla TATA, circolano voci insinuanti. Alcuni sospettano che l'uomo sia stato "suicidato", allo scopo di sostenere la tesi bugiarda degli  "operai contro i contadini". 
L'accordo, inoltre, non e’ stato accolto trionfalmente da tutti contadini in rivolta (come e’ stato scritto) e bisognera’ vedere se e come sarà implementato. I problemi sono moltissimi. Tra gli altri, c'è quellodella terra conferita fuori da Singur (sarà della stessa qualità? avrà bisogno degli stessi input o di input più gravosi?) e restano la questione naxalita e quelle legate a quanti hanno accettato l'aiuto di Mamata, ma non condividendo nulla col Trinamool. In sospeso anche tutte le vertenze degli avvocati dei militanti ancora  in carcere in West Bengal.