ULTIM'ORA:
Nobel per la Pace 2009 a Obama. Nessuna meraviglia: esattamente 10 anni fa fu assegnato a Teresa di Calcutta. Due
guerrafondai, imbroglioni, reazionari schierati o collusi con le peggiori dittature.
Chissà cosa ne penseranno in Iraq. E in Afghanistan (solo per fare due
esempi). Berlusconi proverà a ricandidarsi per il 2010. Anche Dracula. ( http://www.youtube.com/watch?v=CUfYoMRdjhU&feature=related) DELL'ALTRO IERI: Non saremo mai giustizialisti:
POLANSKI LIBERO IMMEDIATAMENTENon ci sono quasi più artisti al mondo. E ci sono invece troppi ipocriti/e.Giustizia
storta? No. Per noi, libero (ma in condizione di non nuocere) anche
Berlusconi, lodo o non lodo. Se il paragone non fosse irriverente,
diremmo che Roman Polanski si è già "riscattato" con una quantità di opere
d'arte, poetiche e di alta cultura; Berlusconi può invece (forse) riscattarsi
smettendo di operare al governo le proprie malefatte e ritirandosi a vita
privata abbandonando anche tutti i media che controlla, smettendo così
di offendere l'Italia e il mondo producendo sottocultura (ignoranza
pura). E
adesso immaginiamo il solito diluvio di sciocchezze. Farisei che si
porranno dalla parte di una falsa giustizia e, ponendosi come novelli
Soloni al di sopra di tutto e tutti, sentenzieranno che “la legge deve essere uguale per tutti ”
(mai lo è stata; la legge è sempre stata uno strumento
padronale, flessibile alle esigenze del mercato). Frustrate/i e e
isteriche/i continueranno a scribacchiare sui tovaglioli del bar
le solite frasi sceme, o a effetto (?), trovate qua e la' in internet e
riassemblate male. Uomini e donne che neanche lo sanno come sono fatte
una galera o un'aula di tribunale, valuteranno “indispensabile ” rinchiuderci questo o quello. Quando
non si è abbastanza coraggiosi da osare la propria libertà, la malignità
d'animo può crescere a livelli indicibili. Si ritroveranno in buona
camerateria (ma non per molto, ancora). Noi invitiamo tutti coloro
che, tra voi, operino nel cinema a qualunque titolo, a
sottoscrivere l'appello di Giuseppe Tornatore per l'immediata
scarcerazione. E tutti a rivedere la filmografia essenziale di uno straordinario regista: ('62) Il coltello nell'acqua ('63) Le piu' belle truffe del mondo ('65) Repulsion ('66) Cul de sac ('67) Per favore...non mordermi sul collo! ('68) Rosemary's baby...nastro rosso a New York ('71) Macbeth (2) ('72) Che? ('74) Chinatown ('76)
L'inquilino del terzo piano
('79) Tess
('86)
Pirati
('88) Frantic
('92)
Luna di fiele
('95) La morte e la fanciulla
('99)
La Nona Porta
('02)
Il pianista
('05) Oliver Twist
*************************** OTTOBRE 2009http://www.youtube.com/watch?v=8-pzKkcHsvoTutti quelli tra voi che ci hanno scritto o sono venuti a
cercarci sanno il perchè della lunga semi-interruzione del web. Vi
ringraziamo tutti, anche se, tra compagni, non ci si dovrebbe mai dire grazie.
Non sarà facile, prendo io in mano la situazione.
Paolo
25 ottobre 2009, il posto si sa.******
...il web resta affidato a me (non me l'aspettavo...)
Dunque: in agosto
avevamo avviato uno di quei discorsi che non terminiamo perchè
servono unicamente a mettere pulci - al momento fornite
direttamente dal curatore del mese - nelle orecchie di tanti che pensano
di sapere tante cose e in realtà non sanno nulla, o sanno solo quello
che si vuole che sappiano. O quello che vogliono sapere. In particolare, avevamo cercato di indurre qualche perplessità sulle
cause della seconda guerra mondiale. Abbiamo ricevuto tesi di laurea e diverse e-mail sull'argomento. Ne pubblichiamo (in parte) qualcuna nella pagina interna. ****** NON ARRENDERSI, NON ARRENDERSI MAIE, per chi ama The Gang, cliccare qui. ******
mémoire de l'avenir ALBUM F O T O G R A F I CI (per informazioni, scrivete)
 ******************
Le parole di luglio e agosto
Sono
soltanto appunti, frammentarii. A volte appuntati su foglietti, da
decodificare. Cose che voleva scrivere e che abbiamo avuto il permesso
di pubblicare nella pagina interna.Ci vorrà tempo, si tratta di una gran quantità di cose.
****************** LA CONGIURA DI IPAZIA
di Beatrice Pecci (da spunti qua e la' e con considerazioni mie) ” Charles William Mitchell, “Ritratto di Hipatia”, Laing Art Gallery, New Castle upon Tyne
Bella
era bella. Almeno, stando alla raffigurazione di Charles William
Mitchell, che la immagino' attraente e nuda come la verita' e a
Raffaello, che la rappresento', unica donna, tra Socrate e Pitagora (con le sembianze di Francesco Maria della Rovere). Raffaello, particolare de: “La Scuola di Atene”, Palazzi Vaticani.
Hipatia visse nel IV secolo d.C.
ad Alessandria d’Egitto. Allieva e collaboratrice del padre, Teone, matematico,
astronomo, scienziato, filosofo e occultista, gli succedette
nell'insegnamento, superandolo di gran lunga e ponendosi a capo della Scuola
Alessandrina, che combinava in modo originale interessi teorici-pratici
e libertà di pensiero. Guido' la scuola neoplatonica,
fu vicina agli
occultisti; fondandosi sulle scienze esatte introdusse le
dimostrazioni
nelle speculazioni, portandole a un metodo piu' rigoroso. I
Neoplatonici svilupparono infatti enormemente, in modo
originale, le dottrine di
Platone dando fondamento scientifico ai suoi assunti, al tempo stesso
unendo la
Teurgia (magia bianca, che includeva comunicazione con gli spiriti,
esorcismi e
purificazioni) alla filosofia. Hipatia insegno' nel Museo
Tolemaico dove
era raccolto e custodito il pensiero antico di tempi e luoghi
differenti. Ogni dottrina
scientifica o religiosa aveva spazio nella biblioteca piu' grande
e ricca
dell'antichità, sopravvissuta
gia' a molti attacchi finchè il vescovo Teofilo la rase al suolo (cosi'
come
distrusse pure il meraviglioso tempio dedicato a Giove
Serapide e altri monumenti della civiltà greco-orientale). Il
primo attacco alla
Biblioteca d’Alessandria fu invece l'incendio col quale la
soldataglia rozza, “barbara”, di Giulio Cesare distrusse parte di
quello
straordinario contenitore del sapere, per realizzare un attracco
per le
proprie navi da guerra (Plutarco: “Vita di Cesare”). Si
capisce bene perchè Cesare perse la testa per Cleopatra e lei non
lo ricambiasse mai davvero. Convinta
che ognuno potesse
apprendere il sapere e che compito del filosofo fosse portare
la
conoscenza a tutti, senza retorica, autocompiacimento o ricerca del
successo
personale, Hipatia, come Socrate, insegnava anche pubblicamente.
Platone,
Aristotele, proprio in mezzo alla strada. Lanciò
questa sfida opponendosi alla prepotenza della propaganda
cristiana tra macerie di templi appena demoliti o
trasformati in cattedrali per ordine di vescovi ignoranti intenzionati a distruggere la cultura
ellenica. Riconoscendo l’esistenza di molte vie per giungere a Dio e
il diritto di ciascuno alla liberta' di scegliere secondo le proprie inclinazioni,
Hipatia difese l'antica religione tra i decreti criminali dell'imperatore
Teodosio che proibivano i culti pagani equiparando i sacrifici
nei templi al delitto di lesa maesta' (punibile con la morte). Teofilo
arrivo'
ad esporre in piazza gli oggetti sacri rubati ai templi distrutti, per
offendere i Misteri degli elleni che, ad Alessandria, combatterono
l'ultima
battaglia per la sopravvivenza della loro cultura. E’ nella città
piu'
sapiente e cosmopolita del tempo che, dalla fusione di paganesimo e
filosofia
idealistica greca, nasce il neoplatonismo occultista, teso ad unificare
tutte
le fedi e le religioni con la scienza e ad armonizzare quanto si sa con
quel
che si crede. Hipatia si perfezionò negli
studi ad Atene, presso la scuola di filosofia e gnosticismo di Plutarco, che intendeva diffondere la scienza degli Oracoli caldei, ampliando,
al suo ritorno, le cognizioni filosofiche e scientifiche della raffinata società
alessandrina. Fu straordinaria in ogni
sua manifestazione: sacerdotessa pagana affascinante, intelligente, amatissima,
coraggiosa, generosa, scienziata (invento’, tra l'altro: astrolabio, aerometro, idroscopio), astronoma, matematica, musicologa,
occultista, oratrice, filosofa, medico. La piu' colta tra i filosofi
della sua epoca, unica erede del platonismo reinterpretato da Plotino. In filosofia, rifiutò il discorso
retorico-dimostrativo, servendosi dell'esperienza nella
ricerca del vero e del divino. Nemica di ogni pregiudizio a partire da
quelli contro le donne, fu rispettata dagli uomini, consultata dai
politici di tutta l’area mediterranea, accreditata presso la corte di
Costantinopoli. Per la libertà di parola e azione, accorrevano
ad ascoltarla da ogni parte, poteva esprimersi di
fronte ai capi della città, gli uomini provavano timore reverenziale per la sua straordinaria saggezza. Tra
i molti alunni, tutti pieni di ammirazione e amore, Oreste, prefetto
d'Egitto, la chiese in sposa; lei lo rifiutò. Sinesio, vescovo poeta di
Cirene e gnostico, fu il suo discepolo più affezionato. La città l’amava e il suo prestigio era tale che i
governanti la consultavano sulle questioni pubbliche. Troppo
per i fondamentalisti della Chiesa di Roma che temevano l'influenza pagana
della filosofia neoplatonica e del libero pensiero sulla comunita’ cristiana
di Alessandria. E' stato scritto, a ragione, che: “Il suo prestigio era di
natura eminentemente culturale, ma la sua cultura le fece acquisire anche
potere politico”. La prima martire pagana non poteva infatti non entrare in
conflitto di potere con la chiesa del tempo. Fu sadicamente assassinata a marzo del
415 da monaci violenti, sicari di Cirillo (i parabalanoi, chierici
barellieri, milizia privata del vescovo di Alessandria) che la trascinarono in
una chiesa detta “di Cesare” e la scarnificarono con conchiglie affilate.
I resti del suo corpo fatto a pezzi - come Eco, Orfeo, Osiride - furono
bruciati nel Cinerone, come la spazzatura. Il suo nome vuol dire “eccelsa,
sublime” ma contiene anche quel “pathos”,
inscindibile dagli altri significati. Per molti è simbolo dell'amore e
della difesa fino all'estremo limite della verità, la ragione e la scienza, anche se i
razionalisti a oltranza ne occultano volutamente l’aspetto magico, religioso, sacrale. Oggi la ricordano un romanzo e un
filmone del regista Alejandro Amenabar. Sul nazionalpopolare Venerdi di
Repubblica del 16 ottobre 2009, un articolo annuncia l'uscita del
libro e parla del film fregiandosi di un pezzo in cui Margherita Hack,
temendo il ritorno al medioevo oscurantista, ricorda (in stile Guttuso, piu'
che con la grazia di Goya) che il sonno della ragione genera mostri e che con
l'assassinio di Hipatia iniziò il lungo, tragico periodo del
fondamentalismo religioso. Tra innumerevoli
martiri: Giordano Bruno, colpevole di eresia per aver visto un po' troppi (innumerevoli)
soli e terre rotanti intorno a essi, cosi' come sette pianeti ruotano intorno
al nostro sole. E, per di più, averli immaginati abitati da esseri
viventi. Anche Internet comincia a
riempirsi di informazioni su Hipatia, che ognuno cerca di tirare giù dal suo carro
per trascinarla al proprio mulino, continuando a smembrarla, a farla a pezzi per stupidità e
interessi di genere vario. Quella
di
Hipatia era una scienza
totale - ben diversa dal concetto moderno di “scienza”-, non si
fermava alle apparenze, ma cercava le cause profonde dei
fenomeni facendo riferimento all'unita' di tutte le cose e fenomeni
del creato. Sinesio, arrivato ad Alessandria per seguire i suoi corsi e devotissimo alla sua maestra per
tutta la vita, si converti' alla
filosofia, che lei gli insegnò a considerare uno stile di vita, una
costante, religiosa ricerca della verità. Scrive Sinesio:
“L'Universo è un'unita’, ogni parte
del Cosmo ha simpatia per le altre vivendo tutte compenetrate
dall'energia
dell'anima universale che vivifica il Creato. (...) Dio è l’Unità assoluta e
opera una continua creazione, calandosi nella materia. Compiuta
l'evoluzione
terrena, l'anima risale fino a confondersi con Dio e diventa essa pure
divina”.
Concetti simili a quelli della Cabbalà ebraica. Per Plotino: “esiste una divinità unica da cui
emanano gli spiriti della Terra e del Cielo e le anime umane. Le barriere che
poniamo alla nostra coscienza sono illusioni, nella realtà quei limiti non
esistono, forse esiste solo un'infinita coscienza universale da cui siamo
venuti e alla quale ritorneremo”. Hipatia, donna, veneratissima,
pagana che parla di Misteri e si oppone alla rozza brutalità idolatra, è una nemica per i
cristiani di Alessandria. ...Cosa non va?
La madre della scienza
sperimentale (visse più di mille anni prima di Galileo), erede del pensiero
antico, che non si converti' al cristianesimo per restare libera di poter
studiare, potè sfidare le leggi del “socialmente accettabile” solo rinunciando
all'amore. Ma scienza e amore sono
veramente in conflitto? La filosofia è il mezzo con cui comunichiamo con i nostri
simili e con Dio, una comunicazione tipica di un essere umano che non è
puro spirito, ma spirito calato nell'anima di un vivente. Per
Sinesio, l'astronomia può essere tramite verso la teologia, giacché
il corpo del cielo ha sotto di sé la materia e il suo moto sembra essere
un'imitazione dell'intelletto. Vale anche per l'Amore. Non è
forse l'Amore che conduce a Dio? Quello che: “…muove il sole e l'altre stelle”
(Dante, XXII canto Paradiso)? E John Donne, non scrisse forse, nei Sonetti sacri: “...Here the admyring her my mind did wheet to seeke thee God; so stremes do shew their head. (“...Ammirarla affilò la mia mente a cercarti, Signore. Così i torrenti svelano la loro polla”)? Nell’antica filosofia dell'amore universale, la
forza dell'amore sostiene tutti nell'elevazione verso la luce. Ma appena viene
a mancare il sentimento d'unione con tutti gli esseri, ripiombamo nella
situazione di individualità limitata, solitaria, circoscritta. L'inferno e' l'egoismo, la divisione
di sé dagli altri, il volere tutto per se', la non-condivisione. La funzione del prendersi cura, innata nel femminile, è propedeutica all'apertura all'altro. A questo punto (precipitando dalle stelle alle stalle): Ha mai senso aumentare, nel mondo
della scienza, il numero dei posti di comando affidati alle donne
(oggi il 5%) come vorrebbe il programma di un organismo dell'Unesco?
Saranno mai le “quote” a restituire femminilita' al femminile? E ancora: perchè,
di Hipatia, si occupano principalmente fascisti, neonazisti, nazimaoisti,
mestatori nel torbido (soliti ri-spolveratori di culti pagani?). No. Qualcosa non torna.
Forse, è come per il
ciclo di
Artù. Vicenda epica straordinaria, purtroppo usurpata da chi,
impossibilitato a
comprenderla, l'ha ridotta a saga da casa Pound o a propaganda
anticlericale.
Tra le nebbie di Avalon si dipana il difficile e mai completo passaggio
a un
“cristianesimo” che non fu mai tale finchè continuò per secoli
ad uccidere il mondo antico, pagano, saggiamente a lungo custodito - da
cristiani veri - nel
chiuso dei conventi. Ginevra, invaghita di Lancillotto, l'eroe che ha
restituito gli antichi culti al lago da cui originavano e inalberato lo
scudo crociato, non smise mai di amare Arthur di Camelot. Ma è Morgana che lui inseguirà sempre, fino a morirne. Questo commuove
veramente alle lacrime. Non si tratta di trasformare Hipatia in un'eroina femminista ante litteram (che
tristezza) nè di utilizzare Giordano Bruno per propaganda politica (che
squallore). Si tratta invece di schivare attentamente i congiurati che, a vario
titolo, usurpano i loro nomi; squarciare le tenebre e trovare quel varco
tra i mondi che permette di
traversarli riappropriandosi di capacità e tradizioni che la barbarie di
una chiesa sedicente “cristiana” attraverso i secoli, e la meschinità
becera, economicistica e senza ali dei tempi attuali impediscono di recuperare. http://www.youtube.com/watch?v=vbG5fAuThAU ( - sono andata bene, Pa'? Che ne dici? - non preoccuparti, Bea. Sempre meglio dello squallore che leggo in giro.).
*************************Ma...c'è un'altra Chiesa! Il battesimo
secondo don Gallo: “Sarai cristiano e antifascista” “Io ti battezzo nel nome del Padre e del Figlio e
dello Spirito Santo”. E dell'antifascismo.
Alla tradizionale formula con cui si conclude il rito del battesimo, don Gallo, prete di strada, ha aggiunto una postilla.
(da La Repubblica Genova, 17 ottobre '09) All' interno della cerimonia con cui viene impartito il
primo dei sacramenti ha introdotto anche un'altra regola di comportamento cui
dovrà attenersi il buon cristiano: l'adesione all' antifascismo. Un messaggio
che i due fratellini, Enrico di quattro mesi ed Eleonora di poco più di un
anno, non avranno ben capito, ma che i genitori e i parenti hanno apprezzato
applaudendo la fine della cerimonia all' interno della chiesa di San Benedetto
al Porto di cui don Gallo è parroco * da tanti anni. «Per me ormai è una formula normale. Il rito del
battesimo serve per dire che noi apparteniamo a questa chiesa. E allora
dobbiamo testimoniare il messaggio di Gesù. E in un'epoca in cui il virus del
fascismo è in libera uscita, il cristiano non può non essere antifascista». Il
rito del battesimo non dovrebbe rispettare regole rigide? «Il rito ha un suo
testo, ha simboli come l'acqua e l'olio. Il mio commento serve per far capire
meglio cosa sia la testimonianza, perché il cristiano deve partecipare alla
vita della città». L'accuseranno di fare politica durante una cerimonia sacra.
«Nelle mie parole non c'è partitismo o ideologia.E poi vorrei dire che il
cristiano è un cittadino che ha una Costituzione che dice che la Repubblica è
laica e antifascista». Cosa si augura per quei due fratellini? «Che
interpretino il ruolo del cristiano come di colui che “viene mandato” agli altri e che come Gesù non discrimina nessuno. Il cristiano non può non
essere antifascista». * la
Repubblica di Genova non sa che Andrea è solo "cappellano feriale
e festivo" della chiesa di San Benedetto al Porto. Il parroco è don
Federico Rebora che, cristianamente, l'ha accolto e ha permesso e
permette l'esistenza della Comunita'.
************************
Nota tecnica: Continuiamo a ricevere e-mails di compagni che ci domandano aggiornamenti su
nazimaoisti, kriptofascisti et squallida similia. Ne abbiamo molti,
anche quelli che appaiono e poi scompaiono dai loro siti e blog (ma non dalle
nostre registrazioni), oltre a quelli relativi a quando vanno a Pescare
o a Caccia di grane. Li inviamo perciò su richiesta. Sul web, mi sono occupata io, in passato, dell'argomento e non ho il
computer. Potete perciò richiederli al solito indirizzo:
osteriacalcutta@libero.it Stiamo anche "ripulendo"
la nostra posta dalle e-mails non desiderate, "dirette" e "in differita" (Fw). Possiamo, sempre su
richiesta, mettervi sull'avviso in merito a questa spazzatura che
sicuramente verra' ricevuta anche da altri siti o singoli. Hasta la victoria. Wanda (e Patty). ************************ Cronaca nera: TREMONTI-PENSIERO (sempre lui) qualche anno fa: http://www.youtube.com/watch?v=I_fQGlnRSTM qualche mese fa: http://www.youtube.com/watch?v=zjOQZUMbTFk LA LIBERTA' Il posto fisso è la base per la stabilità sociale. “Io non credo che la mobilità sia di per sè un
valore, credo che, per una struttura sociale come la nostra, il posto fisso sia
la base su cui ognuno organizzi il proprio progetto di vita, crei la propria
famiglia (...) La variabilità del posto di lavoro,
l'incertezza, la precarietà...possono essere un pezzo della realtà che non
puoi modificare, ma per me l'obiettivo fondamentale è ancora, se possibile, la
stabilità del lavoro, base della stabilità sociale... la possibilità di tirare
su la famiglia, comprare la casa...”. Difficile commentare. E' cosa nota da tanto tempo! http://www.youtube.com/watch?v=W5223d_kQaY
************************ 25 ottobre, il posto si sa. 
************************ ...daltonici, presbiti, mendicanti di vista... http://www.youtube.com/watch?v=MAN30uMp1f4 
******************** Sotto dettatura, con immensa gioia, pubblichiamo: 
Faccio
ancora troppa fatica a scrivere, comunque scriverò sempre meno perchè
questo web è una costruzione collettiva e non il mio diario personale.
Siete diventati bravissimi ed è giusto che procediate con le vostre
(molte) forze. Detto a Paolo il testo di un argomento sul quale vorrei
esprimermi. Roman Polanski. Condivido pienamente l'opinione del web. Chi non aspetta altro che l'occasione di sbattere il “mostro” in prima
pagina, sarebbe bene che si comperasse uno specchio. Chi ha una
mentalità forcaiola, attende solo un pretesto per
poter proiettare sugli altri le proprie morbosità, per godere della propria “punizione” attraverso la condanna di altri. Mi fa pena. E mi dispiace. Chi
si barcamena sul filo spinato di una inesistente giustizia sperando di
uscirne illeso, si è davvero messo in un “cul de sac” (http://www.youtube.com/watch?v=KhCX5cP_zZk) dal quale non
uscirà facilmente. Leggo
schifezze sull'argomento. Morbosità. Ipocriti e tardo-femministe si
trovano a rivendicare una “giustizia” nella quale fino a ieri non
avevano creduto. Dell'opinione dei fasci e nazional-fasci non mi
interessa. Se qualcuno crede che l'Italia sia la Repubblica di
Weimar, appoggia le ronde e s'illude di poter avere qualche incidenza
(culturale o politica), magari di formare un partito - che quando è
moda è moda -, rinnovando i fasti del Reichstag, non è affar mio. Vigliacchi e rimestatori nel torbido non valgono un'altra riga. Polanski deve essere liberato.
E' una vicenda molto triste e, a distanza di tanti anni, mi sembra
anche manovrata. Non credo si stia cercando di colpire un “pedofilo”,
l'America ne è piena - e anche il mondo -, ma di stabilire un
pericoloso precedente che non può che andare a favore di chi reclama
l'estradizione per “reati di altra natura” e ribadire che quella giustizia ti perseguiterà sempre. La giustizia! La società occidentale regge su una serie di tabù e regole di condotta che ciascuno deve interiorizzare per poter far parte del “civile” consesso. Al
tempo stesso, invece che impegnarsi in un
processo maieutico, dando e ridando fiducia, si continuano a
celebrare processi penali e a basare la convivenza sociale sulla repressione e - qualunque cosa
se ne possa dire - sul diritto negativo, quindi su tutta una lunga
serie di divieti (non si fa - non si può - non si deve). Questa
stessa società alimenta un immaginario di perversione da cui
scaturiscono azioni sicuramente orrende, legate a pulsioni non
elaborate e a divieti imposti e interiorizzati. Gli stupri familiari
sono cosa quotidiana (in occidente, ma non solo), vengono
però denunciati poche volte perchè le donne - il femminile - sono
tenute ancora in stato di schiavitù patriarcale. Se un albanese o un
rumeno, oggi, in Italia, commette la stessa azione, va a casanza
perchè sembra meno grave e c'è meno vergogna a denunciare uno
“straniero” piuttosto che un padre o un parente. E molti
“stranieri” vengono accusati ingiustamente grazie alla politica
schifosa dei respingimenti. La violenza privata, inoltre, non è mai
disgiunta da quella pubblica dove, su
scala macroscopica, vengono riprodotte identiche atrocità. In
molti stati d'America, ai neonati, per tradizione viene regalata
un'arma, dal nonno materno, che sarà custodita in una cassetta di
sicurezza finchè non avrà l'età giusta per servirsene. Quando quest'altra vittima
l'età giusta ce l'ha e si mette a sparare a casaccio su un asilo
compiendo una strage di bambini, i giornali spiegano: “E' uscito fuori
di testa”. Non è così. Sono i fantasmi non esorcizzati prodotti
da un mondo bestiale quelli che sono evasi dalla gabbia.
Come giustificare altrimenti le magliette dei soldati
d'Israele con la scritta: “Colpisci una donna incinta, con un
colpo ne uccidi due”? Faccio un altro esempio, “classico” e molto
chiaro. Vi state occupando della seconda guerra mondiale. Bene. Il
processo di Norimberga non rese affatto “giustizia”
di quanto accadde. Mandare al patibolo una manciata di gerarchi nazisti
non fece scomparire il nazismo come impostazione mentale dalle fantasie
rimosse di tanti tedeschi. Gli innumerevoli crimini commessi dagli “alleati” non vennero neppure considerati perchè erano i vincitori.
Gli inglesi rasero al suolo intere città tedesche (qualcuno ricorda
Dresda?), uccidendo complessivamente oltre mezzo milioni di
civili. Gli USA lanciarono atomiche su due città del Giappone che
probabilmente non si libereranno mai dell'eredità di quella tragedia. Non esistono guerre “umanitarie”, la lista dei misfatti dei “liberadores” alleati è lunghissima. Leggevo la testimonianza di Edgar L.Jones, storico e
corrispondente di guerra americano, che racconta come i “valorosi” soldati statunitensi sparassero
ai prigionieri a sangue freddo, distruggessero ospedali e presidii
sanitari,
uccidessero i civili nemici e li gettassero moribondi in un buco
insieme ai morti. Di alcuni bollivano la carne e scolpivano
le ossa per ricavarne oggetti decorativi.
Bricolage di guerra. E vogliamo parlare delle espulsioni in massa di intere popolazioni? O dello sbarco di Anzio, in materia di stupri di massa? Nessuno è innocente in guerra, alla base di tutte le guerre c'è la
volontà di potenza, e non ha limiti perchè, dove la libertà non
ha potere di esprimersi, è proporzionale a un inconscio individuale e collettivo rivendicativo
e sepolto, ma sempre pronto a riemergere. E il carcere non è
affatto la soluzione. Non lo è MAI. I crimini sessuali, e specialmente quelli ai danni di minori, vengono connotati da un particolare marchio di infamia, ma non
per uno sviscerato amore per l'infanzia innocente. In generale, tutto
quello che riguarda la sessualità adulta è “sospetto”, quando non
“condannabile”, oggetto di repressioni, tabù e false morali che
servono a mantenere un nucleo di energia repressa facilmente
manovrabile dal Potere (W.Reich, Psicologia di massa del fascismo).
Per quanto riguarda i bambini, ritengo che siano gli esseri più
sfruttati del mondo, utilizzati anche in fantasia come angolo
d'innocenza dove trovare riparo. E' evidente che gli abusi
sull'infanzia siano tra i crimini più odiosi e tutti sanno che, nelle
carceri, chi li ha commessi va incontro ad ogni genere di
violenza da parte degli altri detenuti (i detenuti per reati
comuni). Però anche questo va considerato meglio. Abolire il carcere
è assolutamente importante, è urgentissima la battaglia per la
liberazione dei prigionieri politici (e anche degli altri), ma questo non
significa che la cultura carceraria sia, di per sè,
il massimo che c'è. E' un discorso lungo, lo faremo in altra occasione.
O lo farete voi. Potrebbe cominciare con: “anche i bambini sono
prigionieri politici”. Al
momento, aggiungo solo che, negli ultimi
anni, c'è un aumento considerevoledi libri e films
dove bambini-mostri, apparentemente del tutto innocenti, si
rivelano esseri diabolici. C'è una frase di Bertrand Russel che
dice: “In tempi di pace i figli uccidono i padri. In tempi di guerra sono i padri ad uccidere i figli”.
Mi sembra terribilmente attuale. Non perche' creda all'eventualita' di
una terza guerra mondiale, questi sono i timori di chi non ha fiducia
in un immenso movimento di popoli che sta andando avanti in tutto il
mondo e alla fine li travolgerà, se non se ne accorgono in tempo (il
terrore di chi è spaventato da tutto e, in fondo, odia tutti). La
frase di Russel è attuale perchè viviamo già
in tempi di guerra. Guerra tradizionale (basta guardare una
cartina geografica) in tanti luoghi del pianeta, e guerra condotta con
armi non
convenzionali. Non sto parlando del fosforo bianco (che pure è
argomento importantissimo), ma di tutta quella serie di messaggi
sbagliati che vengono lanciati da tutti i media col compito preciso di
incunearsi nelle teste per ottenere che i pensieri si dispongano in
un certo modo, funzionale al Potere. Che le persone credano in
alcune cose e non in altre. Che confondano tutto. Guardia alta! Un
piccolissimo esempio, banale: la moda. Promuove chiaramente l'anoressia
e un'immagine di bambina sexi che vada ad
incrementare un immaginario perverso. Guardia veramente altissima. La
vicenda di Polanski è davvero triste. E può creare divisioni
anche tra i compagni: giustizialisti contro anti-giustizialisti;
facendo dimenticare che stiamo parlando di una giustizia borghese.
Di una giustizia della quale dobbiamo liberarci, insieme a tutto quello
che ha contribuito a sedimentare nei retrobottega dell'anima degli
esseri umani. E' un lavoro lungo e difficile, ma non vedo altre vie
d'uscita. Contro questa (in)giustizia ci batteremo fino alla morte. Aggiungo una nota: i giustizialisti insistono su quella che
ritengono essere la domanda cruciale: “E se capitasse a tua figlia?” Ne soffrirei immensamente, ma il carcere non farebbe diminuire la sofferenza, al contrario. L'ossessione
della punizione c'è solo in chi ha sensi di colpa tali da non conoscere
il perdono. Come lo so? Lo so. ********************
Flavia torna dall'India (prima parte) 
Sankha Banerjee, BLUE WINDOW
Book Marina's Signature mine Mahasweta Devi21.8.09 La vedo praticamente subito. Ha per me una scatola di dolci e un libro di Mahasweta: “ After Kurukshetra”,
in cui il Mahabharata è riletto da un punto di vista differente:
quello delle donne e dei fuoricasta indiani. E' contenta, fiera di
mostrarmi la dedica, ma io preferisco la sua - quella della
mia amica -, per la quale il viaggio non è stato semplice. Tra il primo
capitolo: “The five Women” e l'ultimo: “Souvali”, si annoda e poi si
srotola il percorso difficile di ogni donna
in cerca di un proprio spazio “femminile” nel mondo. Per me, l'inganno è
contenuto già nella formulazione della richiesta e della ricerca: un proprio spazio. Il termine proprio non va bene. E non va bene perchè proprio
è un termine maschile, che implica proprietà e possesso. L'identità
non va cercata per appropriarsene,
l'identità è un dato di fatto, non
le necessitano riconoscimenti: è. Sono i grandi imbrogli dell'Anima e
del
mondo che fanno soffrire per cose che, a mio parere, andrebbero lette
in un altro modo (e impediscono di affrontare i problemi veri). C'è un poster che mia figlia ha guardato nella sua stanza, per tanti anni. C'è scritto: “ Non basta esistere”?
Certo che basta. E' la spazzatura che ci circonda che fa
fraintendere tutto, sono i messaggi ambigui che vengono rivolti in
continuazione. Le tappe obbligate. Le scelte imposte
facendoti credere che siano le tue. I mille inbrogli che spingono a
costruirsi una corazza rigida, per difesa, rendendo difficile
la semplicità
del reale. Da una donna a un'altra, e particolarmente da una madre
a una figlia - e viceversa -, passano un messaggio segreto e un Amore che
non possono essere recisi perchè altri hanno stabilito il diritto al proprio.
C'è qualcosa di sacro in questo. E la Storia non ricomincia mai a capo
(per fortuna). Credo profondamente e credo che ci sia diritto al comune, al nostro. Alla condivisione. Alle parole sussurrate e agli abbracci. Da qui si dovrebbe partire. Sempre. C'è una finestra azzurra
in mezzo al grigio e al nero che ci circondano; è un
passaggio, un ponte che unisce, un lapislazulo, un varco tra i
mondi. Ma tutto questo... ancora non lo sa... Le
donne sono abitatrici di confini. Siamo esseri di confine e di mare. Un
confine di mare non puo' mai essere rigido, nè puoi mai stabilirlo
con precisione
assoluta. E' sempre
mutevole, cangiante, le onde non possono essere separate e si
accavallano una all'altra in continuazione. Non puoi dividerle, sono
tenute insieme da una miriade di molecole, tante quante le stelle in
cielo. Nel
mare ci si deve
immergere. Se un'onda grande come una montagna appare all'improvviso -
l'ho
imparato in Indonesia -, hai tre scelte: la prima e' cercare
di tornare indietro; la seconda e' rimanere immobile; la terza e'
lasciare
che ti abbracci e ti copra. Nel primo caso, non raggiungerei mai la
riva a nuoto, l'onda correrà sempre più veloce e
ti sfracellerà sul bagnasciuga. Nel secondo, è più o meno la stessa
cosa: nessuno può rimanere immobile di fronte alla forza del mare; ti
travolgerà.
L'unica soluzione è quella che sembra la più rischiosa: tuffarsi. Per
un
attimo sembrera' che l'acqua ti sommerga, ma ci si ritroverà
salvi dall'altra parte. Un po' più avanti nel cammino di mare. E' quell'attimo di coraggio, quello che serve. E la fiducia. C'entra tutto questo con l'India? In qualche modo sì. Non
siamo ancora in grado di pubblicare la testimonianza di Flavia perchè
lei non riesce ancora a ritrovarsi qui, in occidente. Speriamo che accada presto. ********************
- “...anticapitalismo artistico”? Ho letto bene? E' questo che scrivono di noi? - ne scrivono tante. Sempre i soliti, più che altro “il” solito. Stefano, scrivi tu il pezzo sull'India, prima di quello di Flavia? - si', certo... ma...l'avete visto questo? Io lo trovo...geniale!
E' proprio cosi' che mi sento! Ed è la prima cosa che mi ha detto
Debjeet: “la scienza è il mezzo principale che usano per
cercare di addormentarci di nuovo”! E Debjeet neanche ha mai letto
Wittgenstein... ovviamente... anche perche' e' analfabeta... no guarda,
io il mio articolo sulla guerriglia indiana lo intitolo proprio cosi':
“gli artisti dell'anticapitalismo”. Bello, scritto grande... - come vuoi. Quando sarà pronto? - comincio a lavorarci oggi pomeriggio. CICLO E RICICLO http://www.youtube.com/watch?v=6a0ZKEMwNvw&NR=1 Era scontato. Il PD ricicla Piero Bersani
che sarà proclamato ufficialmente segretario il 7 novembre, giorno
dell'anniversario della Rivoluzione d'ottobre. Dovrà occuparsi di bricolage,
per questo inizia il suo mandato con un discorso agli artigiani.
Finisce, con questo trucchetto di riciclaggio e la farsa delle
alleanze, la saga paesana del PD. “L'atto
assume particolare gravità in quanto genera inganno nei riguardi delle
persone coinvolte, che hanno potuto ritenere di aver celebrato delle
vere primarie laddove ciò era impossibile”.

Era scontato purtroppo anche che don Alessandro Santoro (nella foto) venisse, prima o poi, rimosso dall'incarico da parte dell'Arci-diocesi di Firenze. Le nuove purghe del millennio colpiscono i sacerdoti scomodi, come fra Benito Fusco,
altro uomo d'eccezione, che ho avuto modo di conoscere, allontanato in
settembre dall'eremo di Ronzano per essere confinato a Budrio. “Colpevole”
forse di essere stato un militante di Lotta Continua e di non aver
rinnegato il proprio passato? O di continuare a tuonare contro
ogni ingiustizia e discriminazione? (http://www.sanbenedetto.org/index.php?option=com_content&task=view&id=1207&Itemid=60). La motivazione, nel caso di don Sandro? Avere celebrato il matrimonio tra una transessuale e il suo compagno. Per il comunicato dell'Arci-diocesi: “L'atto
assume particolare gravità in quanto genera inganno nei riguardi delle
due persone coinvolte, che hanno potuto ritenere di aver celebrato un sacramento laddove ciò era impossibile”. Conosciamo
personalmente don Sandro che, presso la Comunità le Piagge
(Firenze) combatte in prima persona, da tanti anni, per quelli che
vengono definiti “gli ultimi”.
Lo abbiamo visto non risparmiarsi in nulla; svegliarsi presto, al
mattino, per andare a fare la faccolta del ferro insieme ai Rom,
sbattersi per cercare impossibili permessi di soggiorno per gli
immigrati, lottare contro i respingimenti, coinvolgersi in ogni
battaglia di giustizia, incazzarsi con un chiesa cattolica che, nelle
sue gerarchie, ha completamente dimenticato Cristo scegliendo croci
d'oro. Don Sandro ha aperto la porta della sua chiesa dei poveri agli umili e
ai perseguitati. L'abbiamo sentito chiederci, in un prefabbricato affollato di
tutto, aperto in mezzo al nulla, tra un viavai di persone in cerca
d'aiuto, se quella non ci sembrasse una vera chiesa. Certo che sì. Presso la comunità cristiana di base le Piagge si
sono tenute molte presentazioni di Sensibili alle foglie (tra le altre: “I dannati del lavoro”, “Il carcere speciale”, “L'azienda totale, di Renato Curcio”; “Istituzioni post manicomiali”, “Barelle”, di Nicola Valentino). Un prete davvero scomodissimo, sempre “in direzione ostinata e contraria al sistema”. Ricordiamo quando
lanciò, da Firenze, una
campagna di solidarietà a sostegno di Renato e del lavoro della
cooperativa Sensibili alle foglie, subito dopo l’aspra polemica
orchestrata dall'allora sindaco di Bologna
Sergio Cofferati, in parallelo alla presentazione di una
ricerca sul precariato. Don Sandro scrisse: “...La comunità delle Piagge, che da due
anni ha avviato un “cantiere” di riflessione socio-narrativa sulla sua storia
insieme a Renato Curcio, propone a chi vuol esprimer la sua solidarietà di
acquistare in libreria un testo edito da Sensibili alle foglie, cooperativa editoriale oggi
divenuta punto di riferimento nel campo della ricerca sociale... sembra costume diffuso reagire
alle paure per una nuova ondata di terrorismo puntando il dito e
demonizzando chi è stato partecipe della lotta armata negli anni settanta e
ottanta e che per questo ha pagato fino all'ultimo giorno la propria
responsabilità”. Anche Osteria Calcutta
è stata presentata a le Piagge, nel marzo del 2008. Quando andai a
Firenze, per organizzare l'incontro, trovai Don Sandro intento proprio
nella lettura del mio libro. “Vorrei
scrivere questa frase proprio qui, in grande - mi disse - per il giorno di Natale, tra il
manifesto di Don Milani e il calendario della Coop. Che ne dici?”. La frase era quella di Arundhati Roy, che c'è in apertura: Amare. Essere amati. Non dimenticare mai la
propria insignificanza. Non assuefarsi mai all'indicibile violenza e alla
grossolana disuguaglianza della vita intorno a te. Cercare la gioia nei posti
piu' tristi. Inseguire la bellezza fin dentro la sua tana. Non semplificare mai
le cose complicate e non complicare mai quelle semplici. Rispettare la forza,
mai il potere. E, soprattutto, guardare. Cercare di capire. Non distogliere mai
lo sguardo. E mai, mai dimenticare. Poi,
dopo la presentazione e l'ospitalità, ricordo una lunga chiacchierata,
al mattino presto. Parlammo dell'Amore e del coraggio, a suo avviso,
non separabili. E di moltissime altre cose. La recensione di Osteria Calcutta è su “L'Altra Citta'”: http://www.altracitta.org/?p=1947 http://webcache.googleusercontent.com/search?hl=it&q=cache:w4NcJDmVNDQJ:http://issuu.com/altracitta/docs/aprile2008+altra+citt%C3%A0+osteria+calcutta&ct=clnk
Don
Sandro e fra Benito hanno tutta la nostra solidarietà. Come singoli e
come Associazione uniamo la nostra voce a quella delle comunità
cristiane di base, mobilitate contro le purghe. ********************
Riceviamo e pubblichiamo: Grazie tantissime per il prezioso lavoro informativo e sul territorio.
Sono tempi di grande sofferenza, ma la luce trionfa sempre sulle
tenebre. Adelante. Con tutti gli umili del mondo. Non ci si deve
arrendere mai. Andrea C. ********************
Riprendono (finalmente) le presentazioni di Osteria Calcuttaun anticipo:
SABATO 21 NOVEMBRE 2009, ore
18.30
Spazio espositivo “San Nicolò”, corso Matteotti JESI (ANCONA) L'associazione culturale
Shambhala, laboratorio di discipline ed arti orientali, incontra Marina Valente,
autrice del libro e documentario “Osteria Calcutta”. programma:
- performance di apertura a cura di Shambhala laboratorio di yogatheatre con la
partecipazione di Melissa Di Matteo e Chiara Calorosi - presentazione del libro Osteria
Calcutta ed incontro con l'autrice Marina Valente
scenografia allestita da Antonia
Talamonti ******************** -
certo che tanto odio non me lo aspettavo...comunque...non avevamo
deciso di portare in giro solo il film di Danilo, dopo le continue...e
che ancora... - si, ma lei ha detto “non mettiamoci sullo stesso livello”. E
trovo che abbia ragione. Il film illustra una situazione e, con i
tuoi aggiornamenti, quelli di Debjeet, Sankha e gli altri, si incastra
bene. - ha ragione, sì. Non ci avevo pensato. - mi ha detto anche che non è il caso di utilizzare un titolo non nostro
per l'articolo che stai scrivendo. Oppure non se ne esce piu'... ci
sono persone veramente troppo malate perchè noi si possa aiutarli in
qualche modo. Sai, quelli che ascoltano la televisione o la radio e
pensano che stiano parlando di loro... alle volte sono angeli, altre
volte, come in questo caso, possono arrivare a qualunque bassezza. Servono degli specialisti della psiche e noi non lo siamo. - e anche questoè giusto. Con quegli sponsors, poi... Userò un titolo differente, ma con un significato simile, pero'... - va bene. - dici che a qualcuno interessano le conversazioni tra noi? - ne vanno tutti pazzi. Ma, rispetto a quest'argomento, ci ha chiesto di non parlare mai piu'. - ...neanche
per immagini? Io avevo già preparato quella di un pavone con
tutte le penne...e Mauro aveva realizzato una vignetta da urlo... - No. Il pavone ve lo mangiate per cena, tu e lui. - o.k., Pa', faremo cosi'. ******************** La justice pénale ne peut pas être infinie
Riceviamo e pubblichiamo
Mercredi 28
octobre 2009, da: Le Monde Deux Allemands de 76 et 68 ans menacés d’extraditionSonja Suder et Christian Gauger, qui ont vécu 31 ans en France, sont
soupçonnés d’avoir fait partie d’une organisation proche de la «bande à Baader» Le
15 octobre, les Allemands Sonja Suder, 76 ans, et Christian Gauger, 68
ans,
se sont vu notifier le décret d’extradition les concernant, signé
quatre mois plus
tôt, en juillet, par le premier ministre François Fillon. L’Allemagne a
réclamé
l’extradition de ce couple réfugié en France depuis 31 ans, qu’elle
soupçonne
d’avoir fait partie des «Cellules révolutionnaires», une organisation
prochede
la Fraction armée rouge, ou «bande à Baader». Mais en France, fait
inhabituel,
Sonja Suder et ChristianGauger ont été jugés deux fois en sens opposé.
Ils ont
été interpellés une première fois par les renseignements généraux dans
le 11 arrondissement de Paris, le 16 janvier 2000. Le sort du
couple, placé sous écrou
extraditionnel le 18 janvier 2000, et libéré trois jours plus tard sous contrôle judiciaire, est alors examiné par la
cour d’appel de Paris, qui conclut, le 28 février 2001, à l’irrecevabilité de la demande
d’extradition. Les faits quileur son tre prochés remontent à plus de trente ans
et sont, en France, prescrits. Les autorités allemandes soupçonnent Sonja
Suder, sur la foi de déclarations de repentis, d’avoir
participé indirectement à l’attentat contre les participants d’une conférence de
l’OPEP à Vienne le 21 septembre 1975. Attentat orchestré par Illich Ramirez Sanchez, alias
Carlos, lors duquel trois personnes avaient été tuées. Selon la police allemande, Sonja
Suder aurait participé au recrutement du terroriste Hans Joachim Klein, l’un des
repentis, et aurait remis, la veille, les armes au commando. Elle
et son compagnons ont aussi soupçonnés par la police allemande d’avoir commis
trois attentats à l’explosif ou tentatives d’attentats contre le château
d’Heidelberg, deux sociétés, KSB à Frankenthal et MAN à Nuremberg, entre 1977 et 1978.
Le rôle de Christian Gauger, décrit par la police allemande, aurait été de
fournir les matériaux nécessaires et de gérer les caches. Remis en liberté, le
couple sort de la clandestinité, quitte Lille où il résidait et s’installe à
Saint-Denis, en région parisienne. Ils ont vécu toutes ces années chichement du
produit de la vente de vide greniers, réparant quand ils le pouvaient dupetit matériel
électroménager. Victime d’un accident cardiaque en 1997, Christian Gauger souffre
de graves séquelles. Il n’a plus la même assurance
et a perdu une partie de sa mémoire. Pources raisons, il dépendde plus en plus des acompagne.
Mais le 30 octobre 2007, le couple est de nouveau interpellé, cette fois à la sortie
de son domicile. De nouveau placés sous écrou extraditionnel, Sonja Suder et Christian
Gauger sont libérés le 28 novembre 2007. Le Landde Hesseesteneff etrevenu à la chargesur sa demande
d’extradition en mettant en avant la convention de Dublin de 1996, qui lie les
Etats membres de l’Union européenne, et stipule, article 8, que «l’extradition
ne peut être refusée au motif qu’il y a prescription de l’action ou de la
peine, selon la législation de l’Etat membre requis ». Cette convention est
entrée en application en France en juin 2005. Du coup, la cour d’appel de Paris
s’est prononcée, le 25 février dernier, en faveur de l’extradition des deux Allemands,
– en totale contradiction avec son premier arrêt. Cheveux blancs pour lui, piovre
et selpourelle, le couple aux allures deretraités dissimule son inquiétude sous
la sobriété de son propos. «C’est un peu étonnant de changer d’avis», dit
Sonja Suder. Christian Gauger hoche la tête. «Cette convention de Dublin n’est
jamais entrée en vigueur en France, s’indigne leur avocate, Irène Terrel.
Et en droit français, les seuls faits imprescriptibles sont les crimes contre l’humanité.»
La situation de Sonja Suder et Christian Gauger, membres supposés d’une organisation
aujourd’hui disparue, – ce qu’ils n’ont jamais confirmé ni formellement nié –,
apparaît, de fait, assez inédite. «Onest au degré zéro du droit, poursuit
Mme Terrel. Le procès équitable, 35 ans après, est tout simplement impossible, il
n’y a plus de notion de délai raisonnable, la plupart des témoins sont morts, les
preuves n’existent plus…». L’avocate, qui espère une abrogation du décret, compte
mettre en avant l’autorité de la chose déjà jugée, l’âge et les problèmes desanté
deses clients. Surtout, Mme Terrel, tout commeles soutiens du couple qui se
mettent en place rappellent le commentaire de Nicolas Sarkozy, à propos du
cinéaste Roman Polanski, poursuivi pour actes sexuels sur un emineureaux Etats Unis
en 1977, interpellé le 27 septembre en Suisse, et menacé d’extradition. Dans un
entretien au Figaro, le 16 octobre, le président de la République
déclarait: «Je comprends que l’on soit choqué par la gravité des accusations
contre Roman Polanski. Mais j’ajoute que ce n’est pas une bonne administration de
la justice que de se prononcer trente-deux ans après les faits, alors que
l’intéressé a aujourd’hui 76 ans.» L’affaire
Suder-Gauger est aujourd’hui devant le Conseil d’Etat.
Propos recueillis par Luc
Bronner Lui-même ancien activiste italien réfugié en France pendant vingtsept ans,
bénéficiant d’une prescription depuis 2007, Oreste Scalzone peaufine, avec un
groupe de sympathisants, une «lettre ouverte au président de la République»
en faveur des Allemands Sonja Suder et Christian Gauger, menacés
d’extradition. «La justice pénale ne peut pas être infinie», estime Mnr Scalzone, qui milite contre toutes
les extraditions, et fut le fondateur, avec Toni Negri, du groupe Potere Operaio
avant de devenir, dans les années 1970, le leader du mouvement de l’autonomie
italienne. Dans cette lettre, les soutiens du couple Suder-Gauger rappellent au
président français ses déclarations plus clémentes sur la situation du cinéaste
Roman Polanski, 76 ans.
******************** Ritorni di Emanuela Ferrara http://www.youtube.com/watch?v=LOx63CUHlVQ&feature=relatedv 
Oggi, 28 ottobre 2009, l'orologio del grande mercato di Peepal Pandi, a Peshawar,
si è fermato alle 13 e 20, ora locale. Piu' di 100 morti e oltre
duecento feriti, tutti civili. Il Pakistan era, alla fine degli anni '70, una
frequentatissima porta per l'India. Ci si arrivava col magic bus, che
porto' mio fratello da Istambul alle soglie del Kashmir. Poi lui andò giù, fino a
Goa, che lo restituì alla nostra famiglia un
paio d'anni dopo e alla vita bolognese mai più. In Italia, si
mise a frequentare il gruppetto che ruotava intorno ad Andrea Pazienza,
poi si allontanò anche da lì e si perse per molte vie prima di
rinchiudersi in una specie di parco ecologico sulle colline toscane,
dopo la morte della mamma. Ogni tanto vado a trovarlo per ascoltare i
suoi racconti.  L'orologio della stazione di Bologna Centrale si fermò il 2 agosto del 1980, alle ore 10 e 25. 90 morti e oltre 200 feriti, per un ordigno collocato dai NAR (vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Bologna)
nella sala d'aspetto di seconda classe. Ogni volta che ci vado me ne
ricordo, anche perche' sono nata proprio in quel giorno e mia madre mi
ha dato il nome che porto perche' era quello di una sua amica,
che si trovava li' per accompagnare il figlio in partenza per le vacanze. Ogni nome ha una storia, io avrei dovuto
chiamarmi Simonetta e invece eccomi qui, con un altro nome e
l'antifascismo scolpito dentro. I
responsabili della strage di Bologna possono chiamarsi Roberto Fiore,
Gabriele Adinolfi, Claudio Mutti, Maurizio Neri, Paolo Signorelli etc.
(come indicato dal wiki, alcuni poi riciclatisi in molti modi - tutti
nomi da cercare con attenzione, in internet, a prescindere da wikipedia, e' interessante -), coagulatisi alla fine tutti intorno alle figure di Mambro e Fioravanti. I
nomi degli stragisti di Peshawar ptrebbero essere: Abdallah, Ahmad,
Amid, Dawud, Bilal, Ghassan, e persino Farida, nome femminile che
significa “perla rara" perche', sotto certi burka, passa di tutto. Oppure (perchè no?): Deepak, Prakash o Gandharaj. Ma, dietro tutti questi nomi, italiani, pakistani o indiani, per me ci sono sempre: John, Bill, Colin, George, Barack, Hilary e Rachel. Proprio
oggi sono tornata da Bologna, dopo aver partecipato a un incontro
sull'immigrazione. Avevo appena avuto il tempo di ricordarmi una
strage, che me ne viene servita un'altra. A Termini, Massimiliano
e Vassili, che stasera dormono da me perchè è sempre più difficile
trovargli un posto tranquillo, ora che l'inverno è alle porte e la
caccia ai poveri ed ai ricoveri è diventata violenta - loro, sono persone miti -
sono i primi a darmi la notizia. Al fatto che, anche secondo la loro
opinione, i mandanti si chiamino Bill, John, etc. aggiungono che,
nonostante l'alto numero di persone uccise, di stragi se ne sono
sicuramente commesse altre, oggi stesso, in Africa, per esempio, ma è
di questa che si deve parlare. Mangiamo
insieme spaghetti della Caritas. Arriva anche Andrea, che fa più o
meno gli stessi commenti. Lui dormirà da Eugenio, a Tor di
Quinto, ma passa perchè vuole sapere di Bologna. Che dire? C'è più
relazione a casa mia, di solito, tra immigrati, di quanta se ne
riesca a creare attraverso gli organismi che ho incontrato. Ma non ne
sono orgogliosa. Tutt'altro; è triste. Sono stanca, vado a dormire
presto e una voce, durante il sonno, mi dice: "Non preoccuparti.
Ritornera'". "Chi? ... Cosa? ...", rispondo io, svegliandomi di
soprassalto. Ma tutti dormono e nella mia stanza non c'è nessuno. E'
mattina. Vassili prepara un ottimo caffè. "Ma è chiaro
- risponde a me che lo incalzo perchè lui è uno che prevede tutto in
anticipo - ritornerà tra tutti il tempo in cui ci si
guardava negli occhi come compagni, come noi, ora". Chiamo
Marina. Proprio ieri ha ricevuto una e-mail da un amico che non sentiva
da molto tempo. Titolo della e-mail: "Bisogno di Pace". ******************** Nota tecnica Continuiamo
a ricevere quotidianamente e-mail moleste da parte di fascisti,
mascherati e non, evidentemente più che infastiditi dalle nostre
ripetute denunce. Informiamo dunque tutti coloro che avessero simili
intenzioni che la lista dei nomi da evitare è stata inviata a tutti
i compagni (anche a quelli che, per ingenuità, avevano scambiato certe
sigle con qualcosa di decente). Informiamo inoltre che, da lunedi,
sarà in funzione un filtro anti-spam, che ci preserverà da molte
di queste e-mails. Non risolverà del tutto il problema, ma in parte
sì quelle che dovessero superare la barriera sarannno comunque
cestinate immediatamente, senza essere aperte. Che noia! Dopo di questo, Vape o similari.
*******************************
 Verità e
Giustizia per Stefano Cucchi
Comunicato stampa
della Comunità San Benedetto al Porto
Le foto del corpo
martoriato di Stefano Cucchi ci raccontano senza filtri come è morto.
É morto da solo, di botte, dopo essere stato fermato perchè in possesso
di 20 grammi di marijuana. Perdere un figlio e non sapere perchè, per
come. Ritrovarsi come familiari a combattere per avere “giustizia” subito,
perchè non si crei un muro di gomma attorno agli esecutori in divisa come è
successo in altri casi, quelli più conosciuti: Aldo Bianzino, Federico
Aldrovandi o Gabriele Sandri.
La morte di Stefano, ancora una volta, ci pone un problema di sicurezza
nelle nostre città, del proibizionismo che la alimenta, attraverso una legge
sul possesso e consumo di sostanze, come la legge Fini-Giovanardi, che non fa
nessuna distinzione ma pensa solo a criminalizzare e incarcerare. Non ci riferiamo però alla sicurezza tanto cara
ai partiti e usata in politica per fare leggi razziali, ma alla sicurezza di
non uscire morti dal carcere dopo che ci si entra in perfetta salute, di non
essere trattati come nella caserma Bolzaneto, la sicurezza di poter vedere ii
familiari e riconosciuti i propri diritti in caso di arresto. In pratica la
sicurezza di vivere in uno stato di diritto.
Come Comunità San Benedetto al Porto ci stringiamo
attorno alla famiglia di Stefano e chiediamo con forza che venga immediatamente
fatta luce sulla sua terribile morte.
Nel mese di settembre, durante l'incontro della Consulta
nazionale sulle Tossicodipendenze, il nostro rappresentante aveva denunciato al
sottosegretario Carlo Giovanardi il rischio costante che le sanzioni per “le
modiche quantità” o per l'uso personale possano innescare (come già successo)
dispositivi pericolosi e gravissimi. La legge infatti, seppur con intenti dissuasori, non
riesce ad ottenere un effetto “preventivo” ma sanziona invece pesantemente i
consumatori. Anche quelli occasionali. Punisce lo “status” di consumatore o di
detentore. Spesso in modo irreversibile.
Ma questa volta sarà difficile nascondere la verità.
Genova, 30 ottobre 2009
Comunità San Benedetto al Porto
*************************************************************************************** http://www.youtube.com/watch?v=WmpPCjXV6SI ***************************************************************************************

Poesia in forma di
rosa (1961-64)
Ballata delle
madri
Mi domando che madri
avete avuto.
Se ora vi vedessero al
lavoro
in un mondo a loro
sconosciuto,
presi in un giro mai
compiuto
d’esperienze così
diverse dalle loro,
che sguardo avrebbero
negli occhi?
Se fossero lì, mentre
voi scrivete
il vostro pezzo,
conformisti e barocchi,
o lo passate a
redattori rotti
a ogni compromesso,
capirebbero chi siete?
Madri vili, con nel
viso il timore
antico, quello che come
un male
deforma i lineamenti in
un biancore
che li annebbia, li
allontana dal cuore,
li chiude nel vecchio
rifiuto morale.
Madri vili, poverine,
preoccupate
che i figli conoscano
la viltà
per chiedere un posto,
per essere pratici,
per non offendere anime
privilegiate,
per difendersi da ogni
pietà.
Madri mediocri, che
hanno imparato
con umiltà di bambine,
di noi,
un unico, nudo
significato,
con anime in cui il
mondo è dannato
a non dare né dolore né
gioia.
Madri mediocri, che non
hanno avuto
per voi mai una parola
d’amore,
se non d’un amore
sordidamente muto
di bestia, e in esso
v’hanno cresciuto,
impotenti ai reali
richiami del cuore.
Madri servili, abituate
da secoli
a chinare senza amore
la testa,
a trasmettere al loro
feto
l'antico, vergognoso
segreto
d’accontentarsi dei
resti della festa.
Madri servili, che vi
hanno insegnato
come il servo può
essere felice
odiando chi è, come
lui, legato,
come può essere,
tradendo, beato,
e sicuro, facendo ciò
che non dice.
Madri feroci, intente a
difendere
quel poco che,
borghesi, possiedono,
la normalità e lo
stipendio,
quasi con rabbia di chi
si vendichi
o sia stretto da un
assurdo assedio.
Madri feroci, che vi
hanno detto:
Sopravvivete! Pensate a
voi!
Non provate mai pietà o
rispetto
per nessuno, covate nel
petto
la vostra integrità di
avvoltoi!
Ecco, vili, mediocri,
servi,
feroci, le vostre
povere madri!
Che non hanno vergogna
a sapervi
– nel vostro odio –
addirittura superbi,
se non è questa che una
valle di lacrime.
È così che vi
appartiene questo mondo:
fatti fratelli nelle
opposte passioni,
o le patrie nemiche,
dal rifiuto profondo
a essere diversi: a
rispondere
del selvaggio dolore di
esser uomini.
Da Pier Paolo Pasolini,
Bestemmia. Tutte le poesie, vol. I, Garzanti, Milano
1993
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