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etc.ec.etc.
GIUGNO
2009 Presso la libreria
Rinascita
Roma, Viale Agosta, 36 ![]() Presentazione del libro edito da Sensibili alle foglie OSTERIA CALCUTTA Sarà presente l’autrice
Marina Valente Video: "Dichchi Na, Debo Na ! Non cederemo ne' ora ne' mai ! / We'll never give
up!", di Danilo Licciardello Le vicende di un’associazione di volontariato
laica, libertaria e autogestita, attraverso le testimonianze dei protagonisti.
Le difficoltà, i successi, il drammatico impatto con la mafia locale. Ma
anche un’esperienza, un sogno, un’utopia messa in pratica. ******************** La nostra terra inghiottita non esiste
sotto i piedi, Potete respingere, non
riportare indietro, e' cenere (da solo andata, righe che vanno troppo spesso a capo,di Erri De Luca)
Fuggono dalla follia di paesi che li hanno
condannati. Verso un'altra follia, quella dei paesi che hanno emesso la sentenza
di condanna. E poi? Qualcuno e' “fortunato”. Come Nadu, che
lava i vetri a Desenzano d'estate e a Napoli d'inverno; come Umitza, che ha
trovato un lavoro al nero, a Roma; come Soledad, a Firenze (una laurea in
cornice sul muro di una baracca a Montespertoli, accanto alla foto dei propri
genitori, massacrati); altri non sono tanto “fortunati”.
Come i prigionieri nei campi di concentramento in Italia, oggi; come
Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, negli Stati Uniti, un bel po'
di anni fa; come tantissimi portoricani o messicani che
hanno varcato illegalmente un “confine” (oggi e
ieri); Altri ancora non sono fuggiti da una morte, ma hanno scelto di
condividere lotte e destini. Come Che Guevara a Cuba; come
tantissimi... Tutti migranti, da un mondo all'altro. Tutti “stranieri”. Come Gesu'
Cristo in Palestina. COMUNITARI EXTRA
http://www.youtube.com/watch?v=gPEmvU3R_i0 Da qualunque distanza arriveremo, a milioni di passi quelli che vanno a piedi non possono essere fermati. Dai nostri fianchi nasce il vostro mondo, e' nostra la rottura delle acque, la montata del latte. Voi siete il collo del pianeta, la testa pettinata, il naso delicato, siete cima di sabbia dell'umanita'. Noi siamo i piedi in marcia per raggiungervi, vi reggeremo il corpo, fresco di nostre forze. Spaleremo la neve, allisceremo i prati, batteremo i tappeti noi siamo i piedi e conosciamo il suolo passo a passo. Stringetevi nei panni, noi siamo il rosso e il nero della terra, oltremare di sandali sfondati, lo scirocco. (“Coro”, Erri De Luca) Non
chiudere la porta in faccia a nessuno: potrebbe essere un
Angelo
(...) Ciascuno di noi attraversa la vita come un
ospite, un pellegrino, un viandante. Apparteniamo a questo mondo
solo per una brevissima parentesi dell’eternità; per l’eternità apparterremo ad altro, che può essere tutto o nulla, comunque ci riguarderà tutti per un’infinità di tempo in più. La morte.
Il Tribunale dell’Occidente la destìna a tutti i *non-consumatori, anche in casa propria, ma si comporta differentemente nei confronti dei *consumatori. Per loro, criminalizza la morte e la condanna alla pena dell’esilio (a vita) dalla vita, cercando di escludere una delle due sole cose che ci accomunano veramente tutti: il fatto che si nasce e che si muore. Cosi’ però resta solo la vita; il Grande Inquisitore Occidentale pretende che ciascuno se la immagini eterna, la trasforma in merce, la pubblicizza e la vende in forma tossica, virtuale, secondo le esigenze del mercato. Si approfittano della vita altrui, ne traggono profitti. Ma...la vita ha un senso solo perchè esiste la
morte. Altrimenti, neppure esisterebbe. E non esisterebbe se non esistessero gli
“Altri” (non saremmo vivi, non saremmo
neppure nati).
Gli “Altri” siamo noi stessi e tutto ciò che ci
circonda. Ho letto da qualche parte: non
chiudere mai la porta in faccia a nessuno, potrebbe essere un angelo.
Quando chiudiamo la porta, siamo noi ad avere perso qualcosa. Quando cerchiamo lontanissimo, senza vedere ciò che ci è vicino - di solito per paura - senza avere cura, facciamo soffrire tentando di affermare la proprietà privata del nostro ego, la non-dipendenza dall’“Altro”, stiamo negando la vita perchè affermiamo una cosa impossibile durante il nostro passaggio da queste parti. Trasformiamo l'amore in un pettegolezzo e le cose sacre in prodotti da centro commerciale. Solo la morte è in
grado di sciogliere tutti i legami e scaraventarci chissà dove. In
vita, siamo tutti inter-dipendenti, non riconoscerlo equivale
perciò ad annullarsi.
Il problema non
è cercare il senso della vita, su questo ci si può incartare all’infinito, il
problema serio è viverla. Almeno per me. Sergio
G. LE
VELE
Bisogna alzare le vele (Edgar Lee Masters) ![]()
Pechino, piazza
Tien-An-Men, giugno 1989
Accadeva venti anni fa. La Cina...( - no, aspetta...oggi e'
mercoledi...
-O.K. Era solo un'anticipazione.
Sabato sul web: CINA: CHE COSA E' ANDATO
STORTO?
-Cina??? Tanto io me ne vado alla
Merika.
-Beh, insomma...adesso c'è la
krisi...anche quelli che stavano meglio...bene...
-Eh, gia'. Li' c'è anche gente cosi'
povera che ha solamente i soldi.
-Anche qui, Bea. Anche
qui..)
******************** Riceviamo e
pubblichiamo:
(...) neanche una parola sulle prossime elezioni?
Dal nostro punto di vista il Parlamento europeo è un po' come l'Isola dei
Famosi, meglio: come “Ballando sotto le Stelle” (proprio l'emblema di quel
Parlamento, ovvio).
Serve cioè a riportare alla ribalta vecchi attori. Per altri versi, è un ospizio per ex politici e personaggi da far stipendiare a vita per “favori resi” ai governanti degli stati coinvolti. Farli stipendiare cioè dai popoli che li subiscono (illudendoli persino di avere qualche voce in capitolo). Il PE non ha potere reale nè incidenza politica, ma ha valore di un referendum sui primi ministri in carica. Noi, al nostro premier, se possiamo dargli una spinta per la Fossa delle Marianne, ben volentieri. Non cambia nulla e nulla ci aspettiamo dalla democrazia borghese. Però “e' de soddisfazione”. Non voteremo, ma abbiamo aperto da tempo un buon canale di comunicazione con chi farà una X sopra una falce e martello, in nome di quella commun'autonomia di cui abbiamo discusso tante volte. Siamo gente semplice, “de borgata”, il nostro
contributo teorico alla spinta di cui sopra ve lo inviamo con un paio
di link che ancora ci fanno ridere. Se poi non si riesce con la teoria, allora... http://www.youtube.com/watch?v=Ug6FKdOakoI&NR=1 http://www.youtube.com/watch?v=vIOM407p-eI&feature=related Circolo
Anarchico Tor di Quinto Una
specifica: COSA E' VOLGARE E COSA NON LO E'? (e, già che ci siamo, cosa vuol dire: “nazional popolare”?)
Circolo Anarchico Tor di Quinto più:
La volgarità e' un concetto molto ambiguo. Infatti, le identiche parole, le stesse azioni, i medesimi gesti, possono essere accompagnati da aggettivi che li qualificano in modi del tutto opposti, o comunque inconciliabili. Nessuno (almeno lo speriamo molto) si sognerebbe di definire volgare una scena di un film di Pasolini o una poesia di Alda Merini. Tanto meno - che so? - una litografia erotica di Picasso. Facciamo questi esempi perchè la volgarità è generalmente e curiosamente associata al sesso. Perchè mai un legame veramente arbitrario combina un sostantivo e un aggettivo privi tra loro di qualsivoglia rapporto logico? Il discorso chiama in causa morali puritane di ogni epoca e luogo, repressioni strumentali a poteri varii. Questa però è solo una breve nota, per ribadire che la volgarità è una qualità (negativa) dell'anima e ha rapporto con la borghesia, anzi, ne costituisce l'essenza. Fuori da questa classe maledetta possiamo parlare di “popolare”, termine che non è, nell'immaginario collettivo, associato alla sessualità, ma accompaganato a volte - in senso dispregiativo - da un aggettivo. Nazional-popolare significa, più o meno: di bassa lega, di qualità artistica pari a zero, qualcosa di destinato “al sollazzo e all'istruzione dei poveri e degli ignoranti”. La propaganda, insomma. Esattamente ciò che distingue un'opera di Brecht da un manifesto sovietico - anni lontani - di quelli in cui il solito lavoratore tutto muscoli-niente cervello è eroe non differente dal giovane Balilla, dal repubblichino di Salò o da qualunque altro modello imposto da qualunque potere, anche attuale. A nostro modo di
vedere, i concetti di “nazione” e di “popolo” non sono per nulla affini, o una
cosa è nazionale (e quindi
evoca lo Stato), oppure è popolare ed evoca un popolo con una sua specifica cultura nel contesto di altri popoli, tutti a pari diritti e non separati da barriere. Non è comunque il caso di spiegare nuovamente quello che qui scriviamo, in tanti, una riga si e due no. Preferiamo proporre un esempio di cosa sia volgare: schiavi, vittorie, guerra e ancora guerra; Roma caput Mundi (come “Deutchland uber Alles”); la Lega, in ogni sua espressione; “Unione e l'Amore” mescolati ad un Dio bestemmiato a ogni riga; la libertà ottenuta con la conquista militare (e imperiale, di Roma). La storia dell'antichità, in Italia, va riscritta da capo, come quella del Risorgimento e di quel losco figuro che fu Cavour. O come quella dell'“eroe” Giuseppe Garibaldi. Mai sentito parlare di come fu liquidato il Regno delle due Sicilie? Oppure del “brigantaggio”? Della “questione meridionale” e del suo rapporto con l'industrializzazione del nord? Di Nino Bixio a Bronte (che non è che un esempio?). A scuola non si insegna. A scuola si raccontano solo frottole. Una per tutte: qualcuno vi ha mai raccontato chi fossero Romolo e Remo? Quelli allattati dalla lupa capitolina? Al massimo vi hanno insegnato che erano fratelli e qualche professore in vena d'esoterismo mistico vi avrà fatto un parallelo con Caino e Abele, uno l'incarnazione del Male; l'altro quella del Bene. Niente affatto. Erano due criminali e l'assassinio di uno avvenne nel contesto di una feroce guerra tra bande. Il luogo dove sorse poi Roma era infestato da predoni e assassini senza alcuno scrupolo che vi si ritrovavano per organizzare scorribande, spartirsi bottini o trovare rifugio. Quella zona era tanto odiosa e temuta che nessuno osava accostarvisi, tanto meno le donne. Quando a qualcuno (al famoso Romolo della leggenda, o ad un altro) venne in mente di fortificare la zona, per difenderla da altre bande che operavano nei paraggi, pensò di circoscriverla e fondare un nucleo separato, una “città”. Ma, per fondare una città, occorreva assicurarsi una discendenza e per questo vennero rapite e violentate le donne della vicina Sabina che, spontaneamente, non avrebbero mai accettatodi partorire figli per quella genìa. A scuola, tutto ciò non è neppure accennato e i Romani nascono armati dalla testa di Minerva. A scuola però, si lascia che i bambini evochino, senza capire cosa stiano cantando, altri bambini strumentalizzati, destinati , in tenuta da Balilla, a simboleggiare, per volere “divino”, il trionfo sullo “straniero”, cioè la sostituzione di un padrone con un altro, a suon di massacri. Imperialismo, ridefinizione di territori, guerra e profittatori di guerra. Mercenari e generali assetati di sangue umano. Stiamo parlando dei Fratelli di
taglia: Fratelli
d'Italia, l'Italia s'è desta,
dell'elmo di
Scipio s'è cinta la testa... (testo completo qui) E, se ancora non vi fosse bastato, se non vi sembra abbastanza volgare, ecco cosa cantavano i “valorosi” mille mercenari di Garibaldi, mentre massacravano il popolo del Sud per (testo completo nella pagina
interna)conto dei Savoia: ALL'ARMI! ALL'ARMI! Certo - si potrebbe
obiettare - li' si trattava di "fare l'Italia", cioè di liberare staterelli
dominati da monarchici ********************
SEGNALAZIONE IMPORTANTE:
RINGRAZIAMO TUTTI COLORO CHE HANNO DESIDERATO ESPRIMERCI ANCHE PER E-MAIL OPINIONI PERSONALI O DI GRUPPO IN MERITO ALLE ELEZIONI PROSSIME VENTURE PER IL PARLAMENTO EUROPEO. AL TEMPO STESSO, VI PREGHIAMO DI INTERROMPERE QUESTO
TIPO DI COMUNICAZIONI PERCHE . STATE INVOLONTARIAMENTE INTASANDO LA CASELLA DI POSTA ELETTRONICA DELL'ASSOCIAZIONE (IL CUI SPAZIO NON E' ILLIMITATO)!!! NON CI INTERESSA LA "DEMOCRAZIA DELLE
URNE".
INVITIAMO INOLTRE TUTTI A RAGIONARE CON LA PROPRIA TESTA E A NON CHIEDERE
CONSIGLI CHE
NON POSSIAMO OFFRIRVI. LA MIA PERSONALE OPINIONE E' CHE L'ITALIA DOVREBBE USCIRE DALLA NATO
E ANCHE
DALL'EUROPA. MA E' UN'OPINIONE MIA, NON UN INVITO A DISERTARE LE URNE. CONTINUIAMO A IMBARCARE POETI, SOGNATORI E RIVOLUZIONARI. E, SU QUESTA NAVE, SIAMO TUTTI CAPITANI. GRAZIE PER L'ATTENZIONE. PAOLO
******************** -...ehi, Paolo, posso farti una
domanda?
-Si', Bea.
-Ecco, io dico,
insomma...non capisco...l'altro ieri hanno spedito un proiettile a Di Pietro in
una busta
con una sua
foto e la scritta “Morirai” composta con letterine ritagliate. Oggi al Tg hanno detto che Santoro ha ricevuto un bossolo depotenziato insieme a un messaggio simile... -La domanda?
-Perche' io, come posta, ricevo solo
bollette delle utenze, multe e solleciti di pagamento?
-A ciascuno il suo. Ti offro un gelato e
ti spiego cos'è la propaganda. *ARMI DI ISTRUZIONE DI MASSA* LEZIONI GENERALI Le
armi di distruzione
di massa. Sono quelle della cui esistenza, nel 2003, l'allora segretario di Stato Colin Powell forni’all’ONU false prove perchè venisse dato agli Usa – come da copione – il via libera per un certo atto 2° (ouverture a parte). Dopo anni, ha ritrattato: (“Mi sbagliavo, quelle armi, in Iraq, non c'erano”. La menzogna servì però a rinnovare il mandato di massacratore agli Stati Uniti + alleati (venditori di armi, patto atlantisti, profittatori di guerra, finanza internazionale, petrolieri, distruttori, mercenari e ricostruttori, untori del Terrore e propagandisti del bisogno disicurezza ovunque, vertici delle forze armate e della polizia di quasi tutto il mondo, ministridell’economia, degli esteri e degli interni, piazzisti della morte sotto svariate forme e impennatadi vendite di un libro di Oriana Fallaci). L’Iraq ridotto a poligono per il tiro al civile. Saddam Hussein impiccato alla corda della democrazia occidentale e sprofondato nella botola del dimenticatoio. Stragi, provette e millantatori: esportare “democrazia” può comportare anche tutto questo. E una scarpa in faccia. Anzi, due. Tanto, poi si continua col presidente dopo, quello della speranza (di restare a galla) e della presunzione (di continuare tutto come prima, tiro al piccione incluso). I termini “speranza”e “presunzione” sono intercambiabili, in questo caso. Non è giocando al Risiko internazionale che sirisolve qualcosa. Noi, quando giochiamo, lo facciamo in tutt'altro modo. Altri giochi, mentalità e interlocutori. A ciascuno il suo. Le armi di istruzione di massa. Non c'entrano con la scuola dell'“obbligo” (obbligo...poi!). E parlare di lezioni generali non significa richiamare alle urne per eleggere i rappresentanti virtuali di un Potere odioso, inaccettabile semanticamente, epistemologicamente, storicamente, ontologicamente (chi più ne ha ne metta). Il Potere non ha corpo nè sangue, ma si nutre del sangue altrui dai tempi dei tempi. E' un vampiro senza nome, le figure che lo incarnano sono come le figurine di quell’album dove ti manca sempre quella dell’ultimo calciatore. E, a volte, spendi pure un sacco di soldi prima di rassegnarti a domandarla per posta (magari utilizzando, per la richiesta, la matita rubata al seggio elettorale). P.S. una cosa giusta pero' l'abbiamo sentita, in merito alle elezioni europee: “sono un esempio di democrazia diretta”. Diretta da chi? Peccato solo che questo non venisse specificato. Armi di istruzione di massa? Ci stiamo pensando da parecchio tempo. Abbiamo alcune idee. Iniziamo oggi uno scambio su questo argomento. Pubblicheremo le proposte concrete quando e se riusciremo a coagularle. Non vogliamo sovrapporci ad alcuno, l'unico contributo nostro, nell'immediato, è contenuto nella frase: non si può costruire il mondo che vorremmo utilizzando le categorie del capitalismo (non disgiungendolo dal fascismo, come purtroppo vediamo fare). http://www.sanbenedetto.org/index.php?option=com_content&task=view&id=1122&Itemid=1 ******************** TUTTI
A CASA? LA NOTTE DELLA REPUBBLICA
(scrivo col toner caricato ad inchiostro simpatico. Il messaggio si autodistruggerà' domani). Gran casino. Cohen-Bendit (da tempo -bandit e basta) fa il quasi il pieno (Sarkozy testa a testa) - Vespa litiga con il radicale Cappato perchè' ciascuno dei due vuole dare i numeri meglio -i radicali si candidano a rappresentare tutta l'Italia col 3% (2%?) -danno tutti i numeri - i giustizieri della notte crescono - Comunisti Italiani e Rifondazione (ci dispiace per alcuni singoli compagni che stimiamo, ma...) non raggiungono il 4% -la lega sfonda la linea gotica -Berlusconi si abbassa ancora, ma non sprofonda- poi, magari si ribalta tutto.I casi sono due: o vi rimediate un televisore oppure cercate i dati in internet in diretta. Io, stanotte, 'notte. ******************** ![]() Non è più nè bello nè impossibile
(personalmente non l'ho mai considerato tale, ma qualcun altro si'). E'
invecchiato male, come il suo attuale falso amico. Mi dispiace per Villa Doria Pamphili (perchè abito a Monteverde, e non soltanto per questo). Appoggiamo: GLI STUDENTI DELL'ONDA MOBILITATI CONTRO LA VISITA DI MUHAMMAR GHEDDAFI (da domani, a Roma per giorni tre): “contro l'accordo tra Gheddafi e Berlusconi, che prevede i respingimenti degli immigrati provenienti dalle costelibiche”. Li appoggiamo perchè siamo totalmente contro i respingimenti (sulle condizionidei respinti vedi: http://www.sanbenedetto.org.). E perchè si tratta di una visita la cui apparente “inutilità” (Gheddafi sarà di nuovo in Italia, al G8 di luglio, come presidente di turno dell'Unione Africana) cela manovre di tutt'altro tipo. Le storie di gasdotti e italici riscatti - che comunque non condividiamo nè condivideremo mai- sono ancora un epifenomeno. Dedicata ai promessi fidanzati “troppo possibili”: (Al di là del testo, notare l'ambientazione) http://www.youtube.com/watch?v=xoco58gF8h0 nota Appoggiare non significa obbligatoriamente partecipare. Amnesty International, Human Rights Watch, Fortress Europe (!) et similia non godono la nostra simpatia. In linea generale, l'Onda si troverà in mezzo a carrozzoni di profittatori di guerra e a noti profittatori diguerra e pace. Gomito a gomito con i radicali. In altre parole: lo schieramento col quale l'opposizione degli studenti si troverà a condividere il proprio cartello è desolante. Al tempo stesso, abbiamo fiducia che questo verrà compreso da ciascuno studente e che assai presto (ma davvero prestissimo) ci arrivino elaborazioni differentiche saremo lieti di pubblicare. Anche sotto il profilo culturale, senza offesa per nessuno, il “popolo dei Celestini”, potrebbe - a nostro avviso - esprimere qualcosa di più coraggioso. http://www.youtube.com/watch?v=IVnPotcVkFQ Un altro sguardo: Mercoledì 10
giugno, ore
18.30
libreria Rinascita
Roma,
Viale Agosta,
36 ![]() OSTERIA
CALCUTTA
di Marina Valente ediz. Sensibili alle foglie Sarà presente l’autrice Video: "Dichchi Na, Debo Na ! Non cederemo ne' ora ne' mai ! / We'll never give up!" di Danilo Licciardello
...e intanto, a L'Aquila...avevamo lasciato la
situazione cosi':
******************** Riceviamo e pubblichiamo:
Ci arriva di nuovo il Comunicato della Sapienza in Onda sulla contestazione alla
visita di Gheddafi. Stralci: -il diritto al dissenso, pratica assolutamente vitale per una democrazia, viene di volta in volta attaccato per criminalizzare le esperienze di movimento che all’università continuano ad esprimere capacità autonoma di sperimentazione dei saperi, di innovazione, di mobilitazione....la nuova occasione sarà la visita del Colonello Gheddafi, invitato dal “Magnifico Barone” Frati a parlare con le rappresentanze accademiche e studentesche l’11 Giugno: su quali argomenti, a che proposito e per quale motivo sia stato invitato non ci è dato saperlo... sappiamo benissimo che dietro questo trattato ci sono ben altri interessi che parlano dicentrali elettriche, infrastrutture e sfruttamento delle risorse, un piano di collaborazione che riguarda e vede coinvolti paesi dell’Africa occidentale e dell'Europa, dall'Italia alla Francia (...),ma con questa mobilitazione vogliamo porre soprattutto il punto su una questione che non riteniamo semplicemente di diritto, è questione etica e politica. ...la nostra protesta si vuole opporre in primo luogo all’articolo 19 di questo trattato che mettesullo stesso piano la lotta al terrorismo, la lotta al traffico di sostanze stupefacenti e l’immigrazione clandestina. ...riteniamo questo invito inopportuno perchè in questa fase particolare della crisi che stiamovivendo, assistiamo nel nostro paese a un pesante processo di ridefinizione della cittadinanza, dei codici dell'inclusione e dell'esclusione in termini di razzismo e di restrizione complessiva delle libertà. ...le dichiarazioni di un presidente del consiglio che afferma che l’Italia non sarà mai multietnica, mentre la Lega aumenta il suo bacino elettorale su elementi xenofobi e razzisti disegnano ungoverno che rivendica in toto i respingimenti in mare e quei lager che sono i CIE. ...siamo intolleranti: intolleranti al razzismo e alle politiche sull’immigrazione che negli ultimi anni governi italiani ed europei hanno scelto, intolleranti al tentativo del governo di scaricare icosti della crisi sui migranti, sugli studenti, sui precari e sui lavoratori.La Libia si sta rendendo complice di una politica italiana fatta di violazione dei diritti umani, delle libertà individuali e collettive, di respingimenti e stragi in mare è per questo motivo che l’Ondarespinge Gheddafi. Sapienza in Onda Il testo completo potete leggerlo cliccando qui o su: http://roma.indymedia.org/node/10561 VENERDI’ 19 GIUGNO 2009 ROMA, LIBRERIA ALEGRE Circonvallazione Casilina 72/74 [Pigneto]Dalle 18.30 OSTERIA CALCUTTA ed.
Sensibili alle foglie. Sarà presente l’autrice MARINA VALENTE
Sarà proiettato il Video:"Dichchi Na, Debo Na ! Non cederemo ne' ora ne' mai ! / We'll never give up!", di Danilo Licciardello ****************** Resistiamo e
pubblichiamo.
(...) ma la fate finita con tutti questi giri,
rigiri, rimandi? E scrivete quello che pensate! Se qualcuno se la prende, se ne discuterà. No, non vi tolgo le castagne dal fuoco. Marina IN TROPPI...SCRIVONO AL
COLONNELLO di MicheleGli
scrive Berlusconi:
“Caro amico ti
scrivo...”,
a titolo suo personale perchè il personaggio è un noto mitomane. Ma gli scrive anche per conto di multinazionali italiane e aziende di genere vario coinvolte nella Grande Illusione della Nuova (nuova?) Frontiera che, sterminando indigeni (come ogni nuova/vecchia frontiera) e con qualche perdita tra gli occupanti (stile Nassirya), pianti l'italica bandierina su qualche duna farcita in noir. Il colonialismo ha cambiato forma, per certe zone del mondo. Poi, oggi è più conveniente, in altre zone, spartirsi bottini e risorse in un contesto di amorosi sensi. Hai voglia Gheddafi ad esibire sul petto la foto dell'eroe libico Omar al Mukhtar: non incanta nessuno. Quando, poco tempo fa, trasmisero in televisione lo sceneggiato su Mattei, una compagna disse che stavano facendo propaganda a Marchionne (l'accordo Fiat-Chrysler era in via di definizione). Paolo rispose che stavano facendo pubblicità all'ENI. Mi ricordai di quanto mi aveva raccontato Stefano, di come cioè le truppe (troupe-troppe) della RAI inquadrassero i valorosi militari italiani a Nassirya, ma con espresso divieto di riprendere pozzi e trivelle. L'ingiunzione - che avrebbe voluto essere persino spiritosa - era: “I pozzi no. Solo le pozzanghere”. Stefano faceva parte di una di quelle troupe, non parlava “per sentito dire”. Insomma, avvenne un pò come per le donne afghane “liberate” dai valorosi yankees + alleati, costrette a scoprirsi il volto al passaggio davanti alle telecamere per nasconderlo poi velocemente appena fuori mirino (recentemente, qualcosa del genere è stata tentata per diffondere il panico della febbre suina. Diego, messicano, in costante contatto con il proprio paese d'origine, ci conferma che la mascherina non la portava proprio nessuno). Tornando allo sceneggiato su Mattei, commentai: “Cazzi loro”, io domani vado in Svizzera. Un modo mio abituale per dire che qui non ci resisterò a lungo, con soddisfazione mia e di tanti altri. “ENI, FIAT, INDUSTRIE DI PUNTA O TACCO sempre imprese capitalistiche songhe e sempre ammute laimmo a castregna' ”, diceva mio nonno, nel cui linguaggio meticcio “castregna'”significava “mettere a ferro e fuoco e impiccare a testa in giù i proprietari, e “ammute”“ significava “senza chiedere loro neanche le generalità”. Ma non soltanto le imprese nazionali e il presidente del consiglio scrivono a Gheddafi. Gli scrivono i “giustizieri d'Italia”, in toni diversi. Stefano Pedica, senatore dell'IdV lo ha atteso per consegnargli un diploma di “dottor horroris causa per violazione dei diritti umani” nel quale vengono elencate le ragioni dell’onorificienza: “il colpo di stato cruento e sanguinoso del ‘69, la cacciata vergognosa di 35 mila italiani residenti in Libia, il terrorismo, la dittatura, le torture e il ricatto, minacciandoci di far cominciare una nuova ondata di clandestini se l’Italia non effettuerà nuovi investimenti in futuro”. Potete non crederci. In tal caso, leggete http://www.carta.org/campagne/migranti/17741 dove il fatto è raccontato da un punto di vista differente dal nostro, ma “sempre o stissi efatto je' ” (come avrebbe detto mio nonno etc.). Pedica s’è presentato con una foto relativa alla strage di Lokerbie appuntata al petto. Ragazzi...! Quel pasticciaccio assassino che vide coinvolti CIA e Mossad, si chiuse formalmente tramite un accordo siglato tra la Libia e gli Stati Uniti di Bush nell'ottobre del 2008 (vent'anni dopo: attentato di Lockerbie,1988) con un risarcimento delle 270 “vittime del terrorismo” per cui Tripoli pagò a Washington 1,5 miliardi di dollari. La Libia accettò di risarcire, ma non si assunse la responsabilità degli attacchi. E perchè mai? Perchè avrebbero dovuto assumersela in più di un Servizio segreto (a proposito, non sarebbe il caso di smetterla di parlare di servizi “deviati”? I Servizi sono diritti e fanno cose perfettamente in linea con la loro funzione). Però tant'è. C'era poco da perder tempo a commentare l'ovvio in merito alle elezioni del parlamento europeo. La cosa più rilevante - mi rattrista il fatto che nessuno lo abbia sottolineato - è la vittoria dell'ignoranza. Vincono i due partiti più rozzi, ignoranti e illetterati che ci siano sull'italica piazza. E il terzo tiene. Pedica è tra i vincitori. Non si può pretendere nulla. Scrivono a Gheddafi anche gli studenti dell'Onda. A Roma, alla Sapienza (davanti a Lettere e Filosofia), cartelli e striscioni espongono l’immagine di “San Papier” il santo protettore dei migranti, di tutti quelli che muoiono in mare e di quelli che, una volta arrivati, vengono respinti nel paese d’origine. Ci sono canotti che ricordano i gommoni con i quali molti clandestini giungono sulle coste italiane, verniciati di rosso sangue. C'è un cartello in lingua araba “No alle prigioni per i migranti in Libia, fuori Gheddafi dall’università”. Gli studenti gridano: “Gheddafi e Berlusconi li vogliamo sui gommoni” e “Siamo tutti clandestini”. Si manifesta anche contro la “militarizzazione dell’università” invasa da polizia e carabinieri. Tensioni e tafferugli (il termine: “cariche” mi sembra troppo), da stamattina. Fin qui tutto si tiene (più o meno). Ma non si tiene più quando gli studenti dichiarano che “l'Università non è luogo in cui sponsorizzare trattati internazionali, ma luogo di produzione del sapere critico e indipendente”. Nè quando denunciano l'arrivo alla Sapienza di Gheddafi come: “un’azione pubblicitaria per il rettore e l’università, finalizzata a dimostrare che la Sapienza è alleata del governo”. E allora giù con slogan come “né frati né colonnelli, l’università non è una vetrina”, e quelli contro il rettore: passano da “Frati vergognati” a “Frati rettore a Tripoli”(!!!). Nè si tiene quando dichiarano: “L’Onda «respinge» Gheddafi e Berlusconi”. Bhoom! I due su nominati sono megalomani pazzi. Uno dice: lo Stato sono Io (Gheddafi: “In Libia non abbiamo bisogno di elezioni perchè il popolo governa già”. L'altro dice: lo Stato me lo compro io. L'Onda si dichiara in grado di “respingere” entrambi. E come? Triste. Triste. Comunque. “Cazzi vostri”, io domani vado in Svizzera. -a fare cosa? -la mela sulla testa del figlio di Guglielmo Tell. Almeno un brividino (forse, chissà, si spera) magari riesco ancora a provarlo. Michele ******************** Riceviamo e
pubblichiamo Un'opinione, da Infoaut.org http://www.infoaut.org/articolo/liberi-dal-g8-e-dalla-repressione-diritto-di-manifestare-in-abruzzo Ultim'ora: muore, a Milano, Ivan della Mea http://www.youtube.com/watch?v=y67YCa1c1F8 Un abbraccio a Clara, a Sara, a Pietro. ******************************************************************** se vi fosse sfuggito: ARRIVANO LE RONDE NERE http://www.sanbenedetto.org/index.php?option=com_content&task=view&id=1122&Itemid=1 Prima che la situazione
degeneri ulteriormente esprimiamo il nostro punto di vista su alcune cose, in
modo da non creare equivoci. Non riteniamo che questa provincia sia sull'orlo di un colpo di stato, ciò nonostante, invitiamo a rivedervi “Cabaret”. Intanto, in merito alle “ronde nere” http://www.youtube.com/watch?v=LNMVMNmrqJE&feature=related Spaventati? Di gia'? La notizia riguardante queste ronde è passata quasi inosservata e, probabilmente, domani i giornali ci speculeranno sopra. Utilizzo il termine “speculare” perchè, a nostro avviso, nessun giornale, in Italia, è oggi veramente credibile e tutti sono “speculari” a un'identica logica. Cerchiamo di spiegare quale sia in tre articoli. 1) LO TZUNAMI DEI
DIRITTI http://www.youtube.com/watch?v=rkRIbUT6u7Q&feature=related MERCENARI I Diritti Umani. Tutti ne
parlano, ne innalzano la bandiera, ne inventano di nuovi, sempre associandoli
al termine MERCANTI“democrazia”. In una “democrazia” borghese, i diritti sono particolarmente storti, il solo parlarne è generalmente utile a molteplici usi di potere e controllo. La loro esistenza crea posti di lavoro e permette quella dei Mercenari dei diritti umani, che ci sono particolarmente odiosi. Sono ovunque. Dietro svariate sigle di ONG, di associazioni “umanitarie”, “sociali”, di “Ricerca, Sviluppo e Cooperazione”, al soldo del Potere, impegnati su più fronti (gia questo la dice lunga). Tra questi fronti (tutti comunque “bellici”), ne consideramo due: a) il controllo dell'opinione pubblica. Attraverso l'utilizzo di dati contraffatti e di tecniche di manipolazione di massa, vengono imposte determinate logiche e non altre, vengono demonizzati certi Paesi e non altri. I diritti sono storti, ma non lo sono affatto le organizzazioni che se ne fanno promotrici che assolvono soltanto i compiti loro assegnati da chi, di volta in volta, decide cosa si debba pensare. Cosa sia giusto e cosa non lo sia. Quali libri acquistare, a quali informazioni dare credito. Regole “etiche” di comportamento. Ciliegina sulla torta: imponendo il tutto in modo tale da permettere l'illusione di avere liberamente scelto. E' in nome dei “diritti umani” che si avallano invasioni e massacri utili ad esportare democrazia e si costruisce nella testa dell'opinione pubblica (che tanto pubblica non è, essendo stata privatizzata da tempo) l'idea che tutto cio sia giusto o, al più, un male necessario. b) azioni dirette, che possono comportare coinvolgimento diretto in stragi, colpi di stato, omicidi veri e propri. Cito a caso: Jugoslavia, do you remember? mondo ma, generalmente, ricevono finanziamenti internazionali, specie se è stato deciso di posizionarle in luoghi strategici e dotarle di una qualche rilevanza. Soltanto a titolo d'esempio, riproponiamo un articolo apparso il 23 settembre 2008 su: http://www.laltralombardia.it/public/docs/venezuela11.html * Human Rights Watch....ONG con sede a Washington, il cui direttore per le Americhe è José Miguel Vivanco che - tra le altre cose - ogni anno si reca a Caracas per presentare centinaia di pagine di rapporto sulla violazione dei diritti umani che, secondo HRW, si starebbe consumando in Venezuela. Nel 2008 - finalmente - il giorno dopo la presentazione del suo ennesimo documento: “Il regime di Hugo Chávez”, Vivanco è stato espulso dal paese per violazione della legge circa il visto d’ingresso. Benchè il governo venezuelano non sia quello che ci piacerebbe, l'espulsione di Vivanco non può che essere motivo di soddisfazione. * Per quanto riguarda Amnesty International è facile trovare la documentazione in rete. Qui c’è una segnalazione di http://napoli.indymedia.org/node/7496 (Riguarda l'equiparazione tra occupante massacratore sionista e combattenti per la libertà palestinesi). * Tra le ONG, ricordiamo anche OXFAM, totalmente avversata dai popoli che combattono all'Est (e non solo) e il cui arrivo è promosso da affaristi e maneggioni di organizzazioni “umanitarie” locali. I finanziamenti alla maggior parte delle ONG arrivano dall'ONU che, se è per questo, finanzia anche i Social Forum. * Reporters sans frontieres è direttamente finanziato dalla Cia, come denunciato anche da Gianni Mina'. Carrozzoni come questi infestano il mondo in quantità impressionante; ai più grandi, sono affiliati i piccoli, la cui manovalanza volontaria è spesso inconsapevole e in buona fede, mentre non c'è mai buona fede a livello dei dirigenti. Di blog, siti, reti e affini, collegati tra loro o impegnati in finte baruffe chiozzotte, non parliamo nemmeno. I mercenari dei diritti umani travolgono l'informazione come uno tzumani, sono tanti e sempre pronti a vendersi al miglior offerente. Non hanno in testa alcun pensiero proprio, solo una quantità di zeri al termine di una lunghissima cifra che si aspettano e pretendono di ricevere. Sono pronti a tutto, ai peggiori tradimenti e alla peggiore vigliaccheria. In un mondo in cui tutto è merce, sono come i prodotti geneticamente modificati di un ipermercato (globale). In un mondo in cui il denaro - per alcuni - è virtuale, può capitare che si vendano per equivalenti: successo, potere, autogratificazione, etc. Mimetici e infiltrati ovunque. Va da sè, sono
quelli che acquistano i mercenari. Non li incontrate mai (neanche se
frequentate il “Billionaire” o MENDICANTIaltri luoghi così, cosa della quale, peraltro, dubitiamo). Qualcuno sarà tentato di identificarli con il direttore della banca che gli ha negato il prestito. Altri con il proprietario della fabbrica che lo appena cassa-integrato. Altri ancora avranno avuto l'impressione di individuarne le fattezze nell'avvocato che non li ha difesi come avrebbe potuto/dovuto e ha permesso che venissero cassa-interrati senza neanche la cassa. Non è così. O meglio: questi sono i mercanti piccoli, quelli che fanno commercio della propria vita e di quella altrui, ma non sono i veri mercanti. I grandi mercanti non li incontra mai nessuno. E neanche si incontrano tra di loro. Si incontrano le figurine dell'album; loro no, perchè sono la figurina mancante. Concrete sono le persone che subiscono ancora un feroce dominio di classe. Tutto il resto è falso: falsa la democrazia, falsi i diritti (non si è affatto tutti uguali davanti alla legge, non fosse altro che per il fatto che solo i privilegiati - chiamiamoli così - possono comperare e governare la comunicazione e l'informazione). L'economia è divenuta troppo astratta, certo; ha separato ciascuno dalle proprie esigenze di vita, senz'altro; il capitalismo ha esposto il mondo ai capricci di un sistema di simboli, d'accordo. Ma è il sistema simbolico, oggi, a governare tutto. Le figurine determinano la completezza del gioco, ma non puoi colpirle nè educarle, perchè non esistono. Il gioco ha superato sè stesso e ha inghiottito la realtà fisica in un sistema di simboli. No, non siamo impazziti e neppure stiamo scherzando. La vita è vita. La morte è morte. Il sangue è sangue. Qualcuno, tra noi, è più incline alle speculazioni filosofiche, altri meno. Lo scorso anno, una persona che ci è particolarmente cara ricevette un link e lo pubblicò sul sito per condividerlo http://www.youtube.com/watch?v=vbG5fAuThAU. Per quanto mi riguarda, lì c'è tutto quello che c'è da dire. Ma qui stiamo parlando d'altro. E cioè, del modo in cui un sistema virtuale decide dell'esistenza altrui. Ne decide i diritti e l'esistenza in vita, le opinioni, in un gigantesco Truman Show dove non si è mai veramente liberi se non si spezza il meccanismo, che funziona ormai senza un manovratore con una faccia e un nome. Per questo non ha senso parlare di libertà per tutti, finchè non si distrugge il dizionario. Si confrontano opinioni indotte con altre opinioni indotte e niente cambia. Puoi arrivare ad accorgerti che anche la tua ribellione era prevista (in determinate forme e modi). La democrazia - per come la si intende - è oggi un grande male. Porta a quella fuorviante considerazione che ognuno abbia il diritto (ci risiamo: il diritto) di esprimere la propria opinione e che sia un merito e un imperativo morale lottare perchè tutti possano esprimerla, anche se contraria alla nostra. Ma tutti chi? Tutti significa: un essere umano più un essere umano, più un essere umano, più un essere umano, etc. etc. etc. In un mondo di figurine, la prima cosa da fare mi sembra quella di cercare di riportare ogni individuo alla sua autenticità di essere umano. Oppure non c'è strada. Anche perchè: Nessuno è più schiavo di coloro che falsamente pensano di essere liberi (Johann Wolfgang von Goethe) Sono quelli che aspirano a
divenire mercenari, o piccoli commercianti di diritti, idee e
beni materiali (anche armi, perchè no? Il mercato non ha etica), ma ancora non gli riesce. Non hanno le conoscenze giuste, gli appoggi, l'estrazione sociale adeguata o la (pseudo) cultura sufficiente (l'insieme di nozioni cioè, che servono a farsi strada). I mendicanti si vendono per pochissimo, sono perennemente in saldi e la possibilità di un articoletto qua e là (mondo dell'“informazione”), di una conoscenza qua e là (mondo della “rappresentanza”) può persino bastare a soddisfare un narcisismo in bilico tra un ego spropositato e la perenne insicurezza di se'. Sono tantissimi, sempre i più meschini, sempre i più vigliacchi. Ma non sono nè innocenti nè innocui. Non sono innocenti perchè sono del tutto consapevoli di ciò che fanno e delle proprie motivazioni. Non sono innocui perchè sono pronti a qualunque bassezza. Hanno spesso qualche santino di riferimento, possono chiamarlo Obama (falso esempio del mito del “self made man”), Berlusconi (esempio dell'uomo che “si è fatto da solo” unicamente nell'accezione intuibile dalla canzoncina riportata in un articolo precedente. http://www.youtube.com/watch?v=vIOM407p-eI&feature=related). Il santino può essere Rockefeller, Marx, il Salvator Mundi, ma sempre di santino si tratta. Di un San Cristoforo che li traghetti oltre la mediocrità e spalanchi loro le porte del mercato grande. Qualche volta succede (ma non per loro merito); più spesso restano, eterni postulanti, a rosicchiare briciole gettate sotto la tavola, o cadute per noncuranza. Nella loro testa, i diritti umani corrispondono ad un passepartout promettente. Altro non sanno, altro non gli serve sapere. Un'ultima annotazione: lo tzunami dei diritti travolge l'informazione, contribuisce in maniera determinante all'ignoranza globale e concede avallo alle peggiori schifezze. Ma vi siete mai domandati chi paga tutto questo? In termini di esistenza: le masse derubate del mondo, massacrate in nome della democrazia dei diritti. In termini economici: i grandi carrozzoni internazionali, tipo l'ONU, che sovvenziona guerre e pacifisti, G8 e Social forum. Quando è il nemico a sovvenzionare un'azione di protesta contro sè stesso, pensate che lo faccia per benevolenza? Quando è un governo mercante a concederti la piazza per un sit-in o una manifestazione, pensate che non abbia un proprio tornaconto? Quando parlano tutti di diritti (Onu, PE, UE, CIA e servizi vari - questi sì, diritti- pensate che, unendovi a quel coro, potrete mai uscirne indenni? O piuttosto vi stanno solo prendendo per il naso? Lascio il quesito aperto. 2) LA FIERA DELL'EST di Michele Sferrahttp://www.youtube.com/watch?v=iP2gqdGf1qU “L’invenzione
di Morel”, è un vecchio film di fantascienza, ma consiglio a tutti di
recuperarlo da qualche parte. L'IRANE' molto attuale. Un uomo - naufrago, evaso, comunque sbattuto da un’onda su un’isola abbandonata - vede, su una scogliera, figure di uomini e di donne che indossano abiti di un'epoca precedente e trascorrono una gradevole villeggiatura. Li spia ed è colpito da Faustine, che sembra non vederlo o non curarsi della sua presenza. Intrufolatosi in una villa, scopre che tutti i presenti lo ignorano. Assiste alla lite tra Morel e i suoi ospiti coinvolti, a loro insaputa, in un esperimento: sono stati ripresi, per tutto il tempo del loro soggiorno sull'isola, da una macchina che riproduce all'infinito 7 giorni di spensierata gaiezza. Gli ospiti raggirati sono preoccupati anche per la propria salute (gli operai su cui Morel aveva già fatto un esperimento simile sono tutti morti). Faustine è vissuta almeno 50 anni prima, immortalata e ciclicamente riproposta da una macchina. Il protagonista cerca di entrare anch'egli nella proiezione, per penetrare il piano della memoria di Faustine. Attiva la macchina, modella gesti e movenze su quelli di lei, ricreando l'illusione che siano avvenuti contemporaneamente. Ma la macchina, immortalandone l’essenza, non gli permette di esistere piu’nella realta: lentamente, il suo corpo va disfacendosi. Con le ultime forze, distrugge la macchina. http://www.youtube.com/watch?v=Px6-WNu3xv0 (Pubblichiamo il testo integrale della lettera inviata alcuni giorni fa a Barack Obama. Non abbiamo ricevuto risposta, ma almeno abbiamo tentato. Clicca qui. Tra le diverse ragioni ipotizzate in merito alla mancata risposta, forse il fatto di non avere citato l'affaire Fiat-Chrysler può aver avuto la sua parte. Ad ogni modo, siamo stati ben attenti a non parlare di “crisi”, consapevoli che, solo leggendo la parola, avrebbe preso d'acido.) Evvabè. Andiamo avanti. Le figurine vengono proiettate alla ribalta, immortalate nel loro tradizionale gioco: Il Mercante in fiera. La macchina inventata da Morel li costringe a ripetersi all'infinito, posizionando denaro virtuale sul retro di un mazzetto di carte. Puntano, comprano, giocano all'asta. La posta aumenta col numero dei giocatori: più sono, più sembrano divertirsi. Barattano e si scambiano capre e cavoli. Quando sono in difficoltà si vendono l'Uruguay simulando che sia l'Alaska, poi la Finlandia millantando che ci sia il petrolio. Il banditore, o mercante, è il giocatore che dirige la partita estraendo le carte da uno dei due mazzi del gioco e nascondendo l'altro. E' lui a gestire l'asta, il baratto e le alleanze, sfoggiando eloquenza e vivacita', per rendere più appetitosi gli acquisti. Regola vuole che, prima di cedere una carta al migliore offerente, debba ripetere il bando ben 3 volte. E può offrire carte all'asta anche al buio, in modo che nessuno ne conosca la reale quantità. Gestisce anche i premi, derivati dalla somma raccolta, posizionandoli sulle carte predestinate ad essere vincenti. Per mantenere alta la suspance, scopre per ultime le carte del secondo mazzo (quelle con i premi), e per prime le perdenti, cosi' l'attesa cresce e, con l'attesa, crescono i baratti e la compravendita delle carte rimaste, il cui prezzo aumenta sempre piu' col proseguire del gioco. Si può arrivare a cifre vertiginose. Così (più o meno), l'Alta Finanza. Ma, poichè stiamo parlando di giochi tra figurine - al di fuori dei mercanti internazionali le persone sono carne, ossa, sangue e realtà -, è inevitabile che la pellicola si inceppi periodicamente e anche che un evaso, un sopravvissuto a un naufragio, sia pure con le ultime forze, distrugga l'ingranaggio. E, fuori dal gioco, i naufraghi sono l'80% del popolo della Terra. E li vediamo. Questi giocatori della morte che hanno accettato anche la propria per l'illusione di poter vivere eternamente. Hanno venduto volontariamente l’anima a un’invenzione folle e continuano distribuire premi, a puntare, a scambiarsi tra loro i pani e i pesci che non possono essere moltiplicati. Come gli ospiti di Morel, hanno rinunciato anche alla fisicita’, ma lo hanno fatto in piena consapevolezza. Sotto il vestito niente, pura forma. Se tutto questo avvenisse su un’isola sperduta, poco male. Si potrebbe dichiararla zona off limits e persino dimenticarsene. Ma la posta in gioco è la vita vera, reale, concreta di esseri umani veri, massacrati, torturati, sterminati, esseri e popoli di troppo, che non ci stanno e potrebbero rompere l’ingranaggio. Perciò vanno puniti, uccisi, stritolati, dislocati, divisi, sbattuti da una parte all’altra del mondo per cercare di impedire che trovino la forza di lottare, che si uniscano.Ma…continuano a fare figli. E allora, ecco gli inviti a ridurre la loro natalità. Gli appelli alla pianificazione delle nascite (i “razionalisti” occidentali). Alla castità (lo stato armato del Vaticano). Ecco la diffusione pianificata dell’Aids con corollario di negare i farmaci retrovirali all’Africa e la beffa di sostenere che il virus dell’HIV non sia un riuscitoesperimento di guerra batteriologica concepito in un laboratorio Usa, ma l’esito di “strani” accoppiamenti operati proprio dai “selvaggi” africani. Ecco Indira Gandhi, nell'India degli anni ’70, regalare una radiolina per ogni sterilizzazione (risultò troppo dispendioso, passò alle sterilizzazioni forzate, operate con violenza dalle squadracce di governo e le donne avevano paura di uscire da sole). Quanto a “manipolazione” delle nascite, non sostengo l’ipotesi (paranoica, di alcuni noti ex-intellettuali ex-marxisti) che persino la legge sull’aborto, in Italia, fu permessa per evitare che, vent’anni dopo, si presentasse sul mercato del lavoro un numero esagerato di giovani rispetto alle scarse opportunità che -si sapeva già - avrebbero trovato. Ne sarebbero potute nascere preoccupanti tensioni. Non lo credo ma, dove c’è di mezzo Pannella, tutto è possibile (anche depotenziare il movimento gay, un tempo combattivo e rivoluzionario). Se tutto ciò non è un incubo, non so cosa lo potrebbe essere. Ad ogni modo, poichè questa abitudine a riprodursi anche in cattività è tra ciò che distingue gli esseri umani dalle altre specie, gli esuberi aumentano nel mondo a velocità vertiginosa. Nascono figli accanto ai chek point di Gaza, col padre che taglia il cordone ombelicale con un sasso; nascono nei Balcani, in Darfur, da madri senza latte, nascono nelle bidonville di tutti i Paesi sventrati e colonizzati. Dappertutto. Milioni di neonati muoiono, ma ne nascono altri. Figli di prole-tari. Non nascono invece in gran parte dell’occidente. Calo pauroso delle nascite in tutta Europa. In Italia ci si è appena appena spostati dallo zero virgola qualche cosa solo grazie agli immigrati. Ai prole-tari. (L’Occidente: terra di vecchi, vecchia terra corrotta e corruttrice. Gli Occidentali hanno persino tentato di clonarsi). Ma non si può aspettare che si estinguano da soli perchè, intanto, fanno sfracelli. Soprattutto in tutto ciò che non è Occidente. L’Est: il Medio Oriente, l’Africa e tutti Paesi dove sono state collocate da tempo le figurine e, ogni tanto, c’è bisogno di risettarle: compito del mazziere, del mercante in fiera che bandisce le aste. Dire che lo fa appellandosi ai diritti umani e in nome della democrazia col sostegno di TUTTI i media, in particolare della finta sinistra, sarebbe come assegnare un Nobel postumo a Isacco Newton per avere “inventato” la forza di gravità. Chiaro che esisteva da prima. Scoprire l’acqua calda non ci interessa. Dare informazioni corrette sì, possiamo ricavarle solo cercando di spiare nel secondo mazzo di carte, quello tenuto nascosto e protetto dagli SS (i servizi segreti). ![]() Se tutto quello che l’Uomo ha è un tozzo di pane, due giorni, E d’acqua fredda un sorso un istante da un’anfora rotta, Perché bisogna esser servo di chi è da meno di noi? Perché bisogna esser schiavo di chi, come noi, è mortale? (Omar Khayyam) Quanto sta accadendo in Iran,
oggi, rientra nella strategia di potenza imperiale di figurine
nordamericane, israeliane ed europee che, per conto di un Impero Mondiale in decadenza, tentano di accaparrarsi il controllo totale su un paese dove “qualcosa” sta loro sfuggendo di mano. Stanotte ho avuto un incubo. La
mia casa crollava e arrivava Bertolaso che “ci pensava lui”. Una luna perdeva
la sua stella e mi precipitava addosso. Un terrificante cane a sei zampe (animale estinto come l'unicorno) mi inseguiva sostenendo che era vivo, vegeto, e lavorava per me. Non mi dava tregua: mi appariva in televisione, fauci spalancate; mi perseguitava dai cartelloni pubblicitari; mi minacciava se mai avessi avuto in mente di istallare un impianto di riscaldamento autonomo, a pannelli solari oppure con una diversa compagnia. Il sogno di un altro entrava dentro il mio. Marco Polo mi raccontava che, quando dettò in lingua d’oil Le deuisament du monde a Rustichello da Pisa, intendeva tessere l’elogio del livello di civiltà visto in Cina, del tutto sconosciuto e neppure paragonabile a quello dell’Europa ma, quando il testo diventò il “Milione” - in riferimento alla quantità di beni amministrata dal Kublai Khan - questa parola si impresse così a fondo nell’animo mercantile dell’Occidente che l'Est rappresentò sempre più, nei secoli, il miraggio di ricchezze e guadagni favolosi. Una mia amica, appena tornata dalla Cina, interveniva nella conversazione confermando che i mercati dell’Est hanno sempre fatto gola agli occidentali che, dell'Oriente, hanno sempre cercato di sfruttare tutto: risorse, cultura, abitanti. In particolare, la Cina non fu scoperta dai ricchi mercanti veneziani della famiglia Polo, a metà del 1200; rapporti commerciali esistevano già ai tempi degli antichi romani che cercavano di accaparrarsi seta e armi. Marco Polo ammetteva di avere rubato il baco, ma sosteneva che, quel furto, paragonato a quelli di poi, equivaleva al furto di una mela operato da un ragazzino. Gli antichi Romani, i mercanti di Venezia, la Compagnia delle Indie…tutti i poteri occidentali si sono arricchiti con l’Oriente, serbatoio di ricchezze, “bizzarrie” e tesori. L’Oriente invece, fino ad anni recenti, si disinteressava dell’Ovest che aveva veramente poco da offrire sotto ogni punto di vista. Anche quando Costantinopoli (Istambul) divenne parte dell’impero romano, base di partenza per le carovane dirette in Asia, il viaggio era comunque pericoloso. Strada pesante, scontri fra templari ed eserciti musulmani, sete, deserti, freddo di montagna. Soprattutto: anche i romani, come poi Marco Polo, dovevano attraversare Armenia e Georgia, affrontando i loro proverbiali nemici: i Seleucidi, che occupavano tutta la zona mediorientale, i Sasanidi, poi gli Arabi e gli imbattibili Parti il cui territorio era passaggio obbligato tra Oriente e Occidente e avevano interesse al controllo delle vie carovaniere (inclusa la via della seta). Nonostante ciò, e la lontananza, i Cinesi conoscevano l’impero romano, lo chiamavano “Tzat's In”. Gli annali dell’epoca della dinastia Han parlano del sovrano “Huang Hung”, che risulta essere Marco Aurelio. Le fonti latine definiscono la Cina “Catai”. I romani sapevano bene dove stavano Cina e India, le indicavano sulle mappe e con entrambe avevano scambi commerciali e culturali. Marco ammetteva di essere stato il 1° europeo a vedere fontane zampillanti petrolio, ma negava ogni responsabilità in merito, dal momento che l'utilizzo del petrolio restò un mistero per secoli. Solo quando il segreto fu scoperto, il petrolio diventò sinonimo di potenza. Nasce una questione tra loro due. Marco sostiene di essersi si’ arricchito trafficando con l'est, ma di avere sempre rispettato l’“etica del commercio”, al punto di divenire consigliere, ambasciatore e uomo di fiducia del Kubilai Khan. Giovanna nega assolutamente l’esistenza di una tale etica e gli ripete a memoria -sua - alcuni passi di Engels. Arriva Alessandro Magno e, con la radicalità che gli è propria, taglia il nodo della discussione dando una sciabolata in testa a tutti e due (si sa, in India, pianse per non potere andar oltre). Ma questi sono incubi miei. Mi sveglio all'improvviso e scrivo: Iran: cronaca “immaginaria” di un genocidio annunciato. Di come i “democratici” di ogni livello e grado, i
“difensori dei diritti umani” preparano il terreno Dunque, IRAN PASTICHE, ricetta imperiale classica: INGREDIENTI (li trovate tutti
al "mercato")
Si ride per non piangere. (La situazione peggiora). Oramai sono del tutto sveglio. Eccoli, i morti. Ragazzi che
si danno fuoco dentro le moschee, Quando, nel 1978, gli Usa finanziarono la “rivoluzione” di
Khomeini e la cacciata dello Shah, lo fecero Significa però anche: ai miei “affari” interni ci penso io...ovviamente! E, le sue ragioni, non hanno a che ![]() Riceviamo
tanti commenti a questo articolo, al momento però non apriamo una
discussione tra tutti. Lo faremo, semmai, più avanti. Pubblichiamo solo due e-mail, su un problema che ci sta a cuore: - Cara Osteria Calcutta, condivido
molto dell'articolo di Michele Sferra, che mi ha aperto gli occhi su
tantissime cose. Ma c'è un punto che non e' stato nemmeno accennato: la
questione femminile. - Cara
Alessia, noi non difendiamo affatto il governo di Ahmadinejad e non
consideriamo Gheddafi qualcosa di
3) LA GENERAZIONE DEGLI APERITIVI di Michele Sferra http://www.youtube.com/watch?v=IVnPotcVkFQ Questo
articolo non avrei dovuto scriverlo io, ma -strano! - le idee
che ho espresso nell'articolo precedente hanno avuto successo internazionale (vabbè...esagero per vanagloria...però sono comunque piaciute molto), così mi è stato chiesto di completare gli appunti affastellati su questo inconcepibile tavolo (e seduto su uno sgabellino da pianoforte, di meglio non c'è). C’è un aspetto curioso nel cambio d’usi e costumi. Quello di modificare i nomi dei pasti principali. E’ un aspetto secondario ma, proprio per questo, non se ne capisce bene la ragione. Tanto tempo fa (non so se sia ancora così), i ricchi e i borghesi, intellettuali e snob, decisero che il pranzo non avrebbe più dovuto definirsi tale, ma “colazione”. Avvenne in parallelo a quando cominciarono a nominare “barca” i sessantatre metri e passa con su scritto: “Grazie papà”. Da un po’ di tempo la cena la chiamano “aperitivo”. Fa tanto “in”. Nella generale omologazione di costumi e abitudini, anche ai compagni capita di incontrarsi per un “aperitivo” (significa sedersi e consumare ettolitri di alcoolici e cibo a volontà). Sono capitato a uno di questi “aperitivi”, non parlo per “sentito dire”. Certo, è strano. Se domandassi a
Gianni o a Danilo, ai miei amici della casa famiglia, il permesso di o una birra doppia.poter offrire loro un “aperitivo”, penserebbero che io sia impazzito. Se ne offrissi uno ad Ahmed, che dorme sotto il cavalcavia e non mangia mai, mi risponderebbe con una parolaccia in lingua berbera che non comprenderei affatto nel significato letterale, ma sufficientemente in quello figurato che lo accompagnerebbe. Non lo faccio, mi limito ad invitarli per una pizza ![]() Perchè è tanto difficile utilizzare un linguaggio diverso da quello dei “padroni del vapore”? A me sembra che, anche con tutti questi miti/riti, si finisca col ribadire una distanza dalle classi popolari. Lasciamo che sia la borghesia a non mettere il naso fuori dal proprio cortile e perda tempo ad arrovellarsi su dubbi amletici inerenti a frittate (pardon: “omelettes”) da combinare o da aspettarsi! Per loro gli aperitivi esistono perchè, dopo, ci sono: un antipasto, un pranzo con più portate, il dolce, il caffè e l’ammazzacaffè (e lo stesso all’ora di cena). Per noi che mettiamo insieme un pasto con difficoltà, l’aperitivo non ha senso. In Palestina, in Somalia, in Senegal, in tante parti dell’India, in Bangladesh, nella maggioranza dei luoghi della terra, parlare di aperitivo è uno schiaffo. Una beffa. Non si può credere che il mondo finisca alla birreria all’angolo dell’Università occupata, della casa occupata, della manifestazione di piazza. Solo a titolo d'esempio (tra i moltissimi possibili): se non ci si proietta in un’ottica ampia, ho paura che il migrante conosciuto per caso potrebbe sembrare il prototipo dei migranti. Neanche la classe operaia di questo paese, disgregata, resa muta da sindacati venduti al tavolo delle concertazioni, istigata dalle televisioni e con coloro che la compongono messi uno contro l’altro, dislocati e flessibilizzati, rappresenta piu’ all'interno di un solo paese quello che un tempo si definiva “il soggetto di classe”. ...Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i", a un turbine di emozioni , proprio quelle che fanno brillare gli occhi, e fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti... Muore lentamente chi non capovolge il tavolo quando è infelice sul lavoro, chi non rischia il certo per l'incerto per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire i consigli sensati...Muore lentamente chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante... (da: “Chi muore?”, di Pablo Neruda). Una sera ne parlavo con un mio amico. Lui diceva: “Bisognerebbe lasciar perdere qualunque possibilità di carriera, studi, università, lavori fissi, precari, flessibili e a part time. Licenziarsi. Non lavorare proprio. Non farsi prendere dall’ingranaggio. Vivere in comune. Smetterla di frequentare sit in e parchi giochi. Trasformare i Centri Sociali in comunità per persone che abitano la strada. Invece dei boicottaggi, occupare piuttosto le fabbriche, espropriare le televisioni, proiettare cinema per le strade, diffondere Arte, musica, costruire università popolari, anche itineranti, dove insegnare quello che si sa e imparare quel tantissimo che non si conosce. Acquistare il minimo indispensabile, scambiare in continuazione, tornare al baratto. Non sposarsi, non accettare contratti di alcun tipo. Una vita di austerità? No!!! Dio o chi per lui ci salvi!!! Riprendiamoci le brioches! E una vita da appassionarsi, da riacciuffare, da godere, da lottare, una vita-vita. Nessuna schiavitù dal lavoro e nessuna regola. Non esistono solo quelli che reclamano diritti allo stato, esistono – e sono tanti – quelli che non vogliono nulla dallo stato, che non lo riconoscono proprio. Più ottenete diritti e più vi stanno imbrogliando. Meno ve ne concedono più significa che siete sulla strada giusta. Sono patetici quelli che ancora parlano di necessità di individuare il “soggetto di classe”. Ce l’hanno di fronte e non lo vedono”. Sulle prime, mi sembrò un pò un delirio. In fondo, anche i governi invitano all'austerity - c'è la loro crisi -e quelli che propagandano la decrescita mi danno sempre tanti dubbi. Mi ci volle un po' di tempo a capire che Sergio non stava parlando di questo. Lui si riferiva al rifiuto delle categorie, degli strumenti e delle aspirazioni indotte dalla middle class. Qualcosa di vero, nel suo discorso, c’era, anzi, molto, nel ragionamento di uno che vive proprio come le parole che dice. E con gioia. Perchè qui c’è l'aspetto della questione che mi ha fatto riflettere. Quelli che sembrano possedere tutto o comunque moltissimo più di me, mi sembrano tanto tristi. Io non riesco più a vedere, in Italia, non dico felicità - che sarebbe troppo - ma neanche allegria nei visi di questi forzati del lavoro, dei mutui, delle rate della macchina da pagare. Osservo vite adulte strangolate dalla dipendenza da qualche cosa, amicizie formali o strumentali, nessuna capacità d’amore. Ragazzi infelici che ripetono rituali di gruppo, per noia, per quel sentimento diffuso di assenza di futuro che li spinge a preoccuparsi principalmente di “riuscire” nella vita. Ma riuscire a che? Quelli che non possiedono nulla, o quasi, sono differenti. Io, come in una vecchia canzone, ho visto anche degli zingari felici...http://www.youtube.com/watch?v=vrxXlEguX0c&feature=related Esiste un preconcetto duro, a morire, che vuole le persone povere infelici per definizione. I ricchi non sopportano che chi possiede meno di loro possa anche ridere e divertirsi. I poveri devono essere seri e tristi per definizione e per forza. Neanche un sorrisetto ogni tanto. In questo modo acquistano risalto le comodità borghesi. I portatori insani di tali comodità, quelli che - chissà poi perchè - si sentono sulle spalle la responsabilità degli orrori del terzo Reich e magari anche quelli della conquista del west, possono autoconfermarsi. Per un intreccio di sensi di colpa innestati su variabili individuali, proiettano all'esterno la proria insoddisfazione nel tentativo (vano) di sbarazzarsene. Questo meccanismo si chiama Identificazione Proiettiva (I.P.) e io lo so perchè ho frequentato i Centri Diurni. Rifiuto in totale tutto ciò e, una volta, feci parte di una Commissione di noi malati che - ricordo a memoria - rivelò ad illustri clinici questa semplice verità: “le persone povere, in ogni parte del mondo, prendono quello che di bello c’è nella vita, non lo sprecano neanche per gettarlo adosso agli altri. I borghesi, al contrario, perdono tutto, gettano via tutto, per vigliaccheria. La loro infelicità è tale che la trasformano in rabbia e, sapendo di sbagliare, sono costretti da una coazione a ripetere a proseguire un percorso deviato. Orologi impazziti, attaccati a sacri testi-coli di psichiatria, di psicoanalisi, di politica, di sociologia, che “sacri” non lo sono più e non lo sono mai stati. Coloro che lo credono sono come quei collezionisti di libri antichi che, in un modo ossequioso, riservano alla carta stampata una reverenza che meriterebbero soltanto le persone, cose vive della natura. A parte i fascisti, i nazisti e gli ambigui, che meritano solo Piazzale Loreto”. Potete non crederlo, ma fu un successo. E vedemmo facce diventare verdi di rabbia, bile e invidia. Da ragazzo, neanche io comprendevo bene la differenza tra l’apprezzare un pensiero (per me: quello di Malatesta) e venerarne l’autore, invece di considerarlo soltanto una persona che aveva scritto cose che mi interessavano e da cui potere liberamente estrarre quello che di utile e attuale mi sembrava che ci fosse. Poi, per tantissimi, era così urgente ribellarsi a genitori bigotti, moralisti, maschilisti, o che avevano già scelto il futuro dei propri figli (fede, identità di genere, tutto) da non potere evitare di abbarbicarsi a un altro protettore. Oggi che i “santini” hanno perso forza in quanto tali, ci sentiamo tutti più leggeri e più liberi. Possiamo rileggere ciò che ci pare e anche altro. Umitza legge il palmo della mano e ne indovina più lei di quante non ne abbia indovinate Karl Marx. E' una fortuna: le sue predizioni passano per un contatto fisico, attraverso le vibrazioni di una mano che si apre all'altra. Una carezza, non elucubrazioni mentali. Questa generazione degli aperitivi io la vorrei vedere libera da qualunque dipendenza, perchè può esserlo e ha tutte le capacità di incontrare il mondo. Di ri-appassionarsi. Gli ultimi anni hanno rimescolato tutte le carte. Ora, “filosofi e miserabili” non rappresentano più la verità sub-prema. Come per i mut(u)i sub-prime, dopo c'è solo crisi e crisi. Il “metodo scientifico” è materiale d’archivio e questo offre uno spazio immenso attraverso il quale guardare. Non siamo stati una generazione troppo seria e infelice, non direi. Ci siamo anche divertiti, abbiamo riso e pianto. Amato e odiato. Di sicuro abbiamo provato emozioni forti e, altrettanto sicuramente, abbiamo pagato prezzi spropositati. Ma non abbiamo mai abbandonato la lotta e, oggi che è possibile rimettere, al centro della vita, la vita stessa (mai contenuta dentro formulette), ne siamo doppiamente felici. a loro crisi se la pagheranno da soli solo se gliela faremo pagare. L’ostacolo che si mette di traverso, non sono le “figurine” costrette ad utilizzare, per le loro compra-vendite, parole d’elites, comprese al massimo da qualche secchione dell’Università (ne esistono ancora? Dubito). Non è però neanche la “logica degli aperitivi”, piccolo e secondario esempio di un modo di vivere che ne ricalca un altro. Personalmente credo che il vero problema sia stato, in Italia, l‘ingresso della “società civile” nelle lotte dei poveri. Le truppe d’assalto della “società civile”, con il loro pacifismo a oltranza, la loro malafede (e maledizioni) sono state infiltrate nel movimento per distruggere le barricate. E’ stato sempre così, anche storicamente. E allora guardiamolo ad occhi ben aperti l’altro mazzo di carte (quello nascosto dal mercante in fiera): in ogni democrazia e dittatura è stato favorito l’emergere, al proprio interno, di una middle class, rimandando a data da destinarsi la vera liberazione delle masse. Come uno tzunami, questa parte di società inventata, ambigua, falsa per definizione e portatrice di diritti storti ha alluvionato le piazze, insinuandosi ovunque. Prima subdola, poi iniziando a dettare regole di condotta, decidendo per tutti. Sono abituati così. E’ sempre la stessa logica: quella delle invasioni esportatrici di democrazia, in realtà armate e assassine, ovunque nel mondo. Prima ce ne libereremo, meglio sarà: loro non si autodistruggono; congelati dall'invenzione di Morel, continuano, tra un aperitivo e l’altro, a porsi domande retoriche e ad anticipare retoricamente le risposte alle domande che dovrebbero porsi gli altri. Analfabeti della comunicazione umana, consacrati a un qualunquissimo Dio, perennemente in dubbio sul bisogno di essere fedeli agli “inviolabili” testi, con la neppure tanto segreta speranza di un'“avanguardia” che li trascenda, andando oltre loro. Nascondendosi il pessimo giudizio che hanno di loro stessi dietro il disprezzo per una delle più grandi conquiste degli anni ’70, la consapevolezza cioe’ che: “il personale è sempre politico”Per me, http://www.youtube.com/watch?v=YopVAN2--n0. E senza alcun rimpianto. Come al solito, volendo esprimere il punto di vista di un’Associazione, ho finito per esprimere il mio e non credo di avere contribuito ad esporre un pensiero lineare, che non generi equivoci. Forse, a una discussione. Cara Stefania, è vero, i diritti umani sono nati come costruzione ideologica a salvaguardia di un privilegio, coprono e legittimano imperialismo occidentale, interventi militari, sacralizzazione del mercato e ossessione del politically correct. Ma perchè sfuggano al controllo del potere e producano effetti reali, cambiando veramente “il corso della Storia”, occorre, a mio avviso, che i compagni ridefiniscano il senso di questi diritti “sinistri”. Gli intellettuali aderiscono alle iniziative di lotta e poi si occupano, di “ordine internazionale”, sua salvaguardia e persistenza? Sì, è vero, ma non sono i veri interlocutori. Sono borghesi, che aspirano a un grande ruolo e a un grande portafoglio. Sono complici per vigliaccheria e il capitalismo non è un loro nemico diretto. Si definiscono “anti” anche per darsi un'identità moralisticheggiante, che permetta loro di raccontare bugie a sè stessi, oltre che agli altri. Hai ragione, questi auto-mistificatori farebbero meglio ad animare le masse opposte, a loro + affini…e, in effetti, i loro articoli vengono pubblicati dalle edizioni Arianna e dai siti dei kriptofasci.. ...ehi, ma che sto facendo…questo non è un appunto...è una lettera personale…vabbè, la lascio qui, sembra in linea col discorso... comunque, un piccolo scherzo, lo voglio fare a chi mi ha incollato al PC a salmodiare sopra una tastiera dove, ogni volta che spingi il tasto “Invio”, salta tutta la pagina….su un banchetto da pianoforte spacca-schiena…ma tu... mi spieghi come fai? Mistero. Poi, me l’hai quasi imposto di stare qui…e “imposto” a me...ah, se ti piglio… http://www.youtube.com/watch?v=zRV7RAg5iyA anto domani lo cancellerete, .è uno scherzo riservato ai nostri lettori della notte...Michele Sferra *********** Caro
Michele, invece non cancelliamo proprio nulla. E ti offro un posto da
capo-redattore sostituto-non retribuito - del web, vacante fino al ritorno di Paolo da Parigi (un mesetto). Marina *********** A proposito di "Diritti Umani". Riceviamo, pubblichiamo e ringraziamo ASUD per la segnalazione: ENI premiata per Responsabilità Sociale: una farsa all'italiana ![]() L'amministratore delegato
di Eni, Paolo Scaroni, è stato insignito pochi giorni fa del premio Corporate Social Responsibility Award 2009, assegnato dalla FPA - Foreign Policy Association alle aziende e alle personalità distintesi nella responsabilità sociale di impresa e nel contributo allo sviluppo sostenibile delle aree in cui operano.Probabilmente la FPA ha dimenticato, prima di decidere di assegnare il premio all'impresa petrolifera nostrana, di monitorarne l'operato nei circa 70 paesi in cui è presente, dove forti sono i dubbi sulla sostenibilità ambientale e sociale delle attività estrattive, come nel caso della Nigeria, che rappresenta il caso più eclatante di reiterate violazioni dei diritti umani e delle normative ambientali.L'ENI - così come gran parte delle multinazionali presenti nella regione - utilizza in Nigeria e in altri paesi pratiche vietate n Europa: tra esse il Gas Flaring, che consiste nel bruciare a bordo-pozzo il gas di scarto. Tale pratica, altamente inquinante, ha reso la Nigeria il primo paese al mondo per inquinamento da CO2 causato da Gas Flaring.E' di pochi giorni fa il video-shock: Il
video mostra senza possibilità di equivoci le barbarie commesse dalle
forze armate nigeriane, che non esitano a massacrare civili innocenti
per difendere i profitti delle imprese del petrolio.La nostrana Eni
continua a fare affari lucrosi con quel governo, colpevole di un
genocidio perpetrato da ormai mezzo secolo. Sono forse tenuti in conto il concorso in violazioni di diritti umani, lo sfollamento massivo, l'aver causato
contaminazione insanabile di una intera regione nelle credenziali per
l'assegnazione del premio per la responsabilità sociale d'impresa? Tutto su: *********************************** ESSERCI NEL CONCRETO ANCORA UN RICORDO *********************************** Riceviamo, pubblichiamo (e facciamo circolare l'informazione)1° EN FRANçAIS, 2° en ITALIEN
-------------------------- IN ITALIANO, IN BREVE
Riceviamo e pubblichiamo: A che punto è la notte ? Alle tre del mattino, poco prima del crepuscolo aurorale anticipato
dai primi uccelli che sembrano *********************************** IL MURO DI BERLINO Era
tra le tracce tematiche in diverse città italiane, per gli esami
di maturità; traccia scelta soltanto da *********************************** Riceviamo e pubblichiamo: (..) ancora nessuno di voi lo fa... lo faccio io. Nel dramma dell’Iran sta ***************************** - ...che cos'è? ***************************** IL SABATO DEL VILLAGGIO (GLOBALE) Comunicato d'agenzia: Tegucigalpa, 28 giugno 2009. Colpo di stato in HONDURAS. *****************************
Riceviamo e pubblichiamo Mald´aurora ?... Ecco, possiamo dire che la notte è ferma, e segna il passo. Se vai
all´alba, un po´ prima, nell´ora che - come l´ultimo lucore del tramonto - si
chiama anch´essa ***************************** L'UTIMO GIORNO DI GIUGNO (A ciascuno il suo) La resistibile ascesa... di Michele Sferra Ma che giardino zoologico d'Egitto! Questi son uomini che servono per guerreggiare! Abbiamo conquistato Fiume e conquisteremo gli affluenti! Abbiamo conquistato Pola e conquisteremo anche Amapola! Trento l'abbiamo fatto nostro e dopo Trento faremo anche trentuno! Pace e bene , fratelli! Pace e bene!!" (Toto', da : Il giorno piu' corto") Chiariamo intanto una cosa, per i voyeurs che credono di controllare tutto: a) cambiamo pass word alla velocità' della luce. b) esiste, nei nostri differenti servers, il seguente pulsante: ![]() Evitate perciò le false e-mail, vi “sgamiamo” subito. c) per i “professionisti”, vale sempre la raccomandazione: Poliziotti che ci visitate in borghese, attenti allo scalino uscendo Visto che sono io che avrò la responsabilità del web per tutto il mese di luglio, eviterò un lungo articolo oggi. Che, tra l’altro è lunedì e io, di lunedì, non ho voglia di salmodiare. Non è lunedì? Certo che lo è, perchè ieri era festa. Come Leopardi, comunque, io stravedo per il sabato, primatista assoluto su tutti gli altri giorni della settimana. Intanto mi sono portato una sedia del bar (autorizzato al trasferimento in quanto ritenuto da molti miei meta-detrattori a metà tra demente e pazzo, che è pur sempre un buon piazzamento). E, dato che non mi spacco più la schiena sul banchetto da pianoforte - l’ho messo da una parte-, mi sono riletto vecchie cose già pubblicate. Riuscire ad aprire Immagini e parole dello scorso anno è un’impresa, soprattutto richiede tempo, tanto. In pratica potete cliccarci, poi uscire, andare a fare colazione fuori, ottenere una sedia, fermarvi a chiacchierare con un cane di strada che esce alla stessa ora, leggervi un quotidiano per intero - se ce la fate -, poi tornare e aspettare cinque o sei minuti prima che la pagina si sia aperta. E’ un problema che non abbiamo saputo risolvere, per questo abbiamo diluito il 2009 su separati fogli. Se però qualcuno si imbarca nell’impresa-attesa, non sarà deluso. Il web è proprio ciò che promette di essere fin dall’inizio: ...Una strada che parte chissà dove...Viaggi, pensieri, sogni...Ricordi personali...Ombre impigliate sopra il davanzale delle finestre...Amori che sono stati, altri che non saranno mai...Le nostre singole vite, le nostre storie incastonate nella grande storia...Il mondo che ci attraversa, quello che, apparentemente, ci sfiora solamente di striscio...Nulla di cio’ che è umano ci è estraneo...India e non solo...Le vicende umane di tante persone...Le realtà scomode, le fantasie...Ricordi e desideri di tanti... Poi, l’invito a seguirci sulla “cattiva” strada. Citazioni, canzoni, arte, film, foto bellissime, racconti offerti con generosità. Pasolini, Carmelo Bene…Editoriali e prese di posizione scomodissime, anche più del banchetto di cui sopra. Attualità e ricordi. La serie degli: A proposito di…, il Nascosto con le straordinarie vignette di Mauro…Lezioni di storia vera, discussioni spalancate...e sempre ricominciare: vogliamo la luna nel pozzo e anche le brioches. In questo vortice di creatività e passione, a/ttraverso tutto, le vicende di tante persone, dei compagni dell’Associazione, quasi nessuno escluso, mi colpiscono per il modo in cui sono incastonate e con-divise. Storie immancabilmente difficili acquistano dignità di esistenza concreta, proprio nello spazio più virtuale che esista, quello di Internet, dove tutto è irreale per definizione. E invece no. Incontri bellissimi e documentati, tragedie vere e dispiaceri ordinari. Rabbia e sorrisi. Tra un day hospital e l’altro. Tra un incidente e l'altro. Tra un'emergenza e l'altra. La chiavetta del web passa continuamente di mano in mano, di casa in casa, da un Internet Point compiacente a un altro... Cosa c'entra tutto ciò con la “resistibile ascesa” del titolo? Nulla. Il pezzo di oggi lo scriverò domani e lo sistemerò qui, in un giorno che non esiste, il 31 di giugno. In un altro calendario, cioè. Non è solo la ragione dei millenni che scoppia in noi, ma la loro follia. E' pericoloso essere eredi Col titolo, al massimo, c'entrano:Professori siete vecchi come la vostra cultura Guardatevi , siete tristi Quando la gente si accorge che si annoia, immediatamente cessa di annoiarsi E, ovviamente, anche vista l'ora: Bonne nuit a tout le monde, Se non c'è sogno, non c'è neppure rabbia nel vederlo offeso. Michele **** n u o v o c a l e n d a r i o 31 GIUGNO (A ciascuno il suo) La resistibile ascesa... di Michele Sferra http://www.youtube.com/watch?v=1451T-k_gHY&feature=related Eccomi di nuovo. Si diceva...si'...è una strada, quella della fantasia al potere, che a percorrerla con lo strumento internet, è densa di tagli(u)ole. Clac, e via una mano. Clac clac, un piede. Abbiamo conosciuto persone che, da questo mondo virtuale, sono state spezzettate in segmenti non più comunicanti, amputate o catturate al punto di riuscire ad “esistere” (ma si fa per dire) solo attraverso quello. Restare vivi e interi, e gestire una piattaforma dove personale è politico è una bella sfida. Se aggiungiamo che praticamente il 90% dei siti (a essere stretti) ha maggiori strumenti, redattori che sanno manovrare un web con perizia tecnica imparagonabilmente superiore alla nostra, capaci di invenzioni a noi sconosciute, la faccenda ha del miracoloso. E allora, in un giorno che non esiste - epperciò stesso fuori controllo - svolto l’angolo del discorso e vengo al punto. Per capire il legame, basta sciogliere il nodo. Ne “La resisitibile ascesa di Arturo Ui”, Brecht, in chiave allegorica, racconta la scalata di Hitler, trasponendola dalla Germania alla gangsteria, con l’ascesa al Potere, carica di violenze e assassinii, di un piccolo, mediocre boss della mafia locale Usa. L'opera, già nel titolo, suggerisce che Hitler poteva essere fermato e mette in guardia contro il gangsterismo politico fascista, il cui trionfo, non è irresistibile. M'ingegno a spiegare quale rapporto ci sia tra gli Arturo Ui varii che infestano la rete, mimetici e spesso travestiti da catastrofisti, e la ragazzina che ieri mi ha domandato: “Ma tu, Michele, pensi che non ci sia proprio speranza?”. Rispondo subito a lei: “Sì, c'è speranza”. I catastrofisti sono complici della confusione ordinata dai servizi - meno segreti di quelli di Pulcinella - che cercano di ottenere che nessuno - oltre agli addetti ai lavori - capisca nulla del “dietro le quinte” e le manovre vere passino sotto silenzio o vengano nascoste dalla cortina fumogena del loro chiacchiericcio (spacciatori di fumo che - porca miseria- conosco un pusher migliore, prego telefonarmi). Questi disinformatori sono capaci veramente di tutto pur di non far vedere ciò che nel mondo (in tutto il mondo), sta accadendo realmente. Non tutto ciò che può essere contato, conta. Non tutto ciò che conta può essere contato. E allora, sciogliamo il nodo e dividiamo
la Gallia in partes tres:
1) Due cose sono infinite: l’universo
e la stupidità umana, I disinformatori a) Perchè lo fanno. Noi
non siamo voyeurs, come i nostri spioni (a ciascuno il suo) che Le ragioni prime affondano
sempre nell’inconscio, in una insicurezza di sè che ha b) Quali interessi servono. A chi attraversa momenti di sconorto, vorrei dire: 2) Perchè? Cosa sta accadendo adesso? La mia interpretazione. Mia, di Michele Sferra, nato a Firenze l'esportazione di “civiltà”, “democrazia” e “diritti” (traffici d'armi inclusi). Sono dotati di apparati mediatici a loro funzionali, lungo il circuito che va dalle televisioni di stato e a quelle private dei vari Paesi, ai giornali - tutti di proprietà -, ai siti internet, ai blog, ai vari facebook et similia, giù giù fino ai mein kampf antimperialisti, mafia e sicari, raduni vari, militari e paramilitari, falso filoislamici, ovunque nel mondo. Ma le cose sono cambiate già da tempo. La “crisi” non era solamente prevista, ma
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