![]() |
|
Da: A cura di Giorgio Riboldi giugno 2005 Il comunitarismo nasce agli inizi degli anni ’60 come
presunta nuova concezione teorica. Il fondatore è un ex SS belga Jean Thiriart
il quale all’epoca fonda Jeune Europe che è una vera e propria Internazionale
Nera. Il suo motto è “Il plastico sarà il megafono dell’anticomunismo nella II
metà del XX secolo. In Italia aderiscono Ordine Nuovo, Giovane azione e
Quaderni Neri, Claudio
Mutti, Ugo Gaudenti (poi fondatore di Rinascita Nazionale), Claudio Orsi e
Salvatore Bezicheri, attualmente dirigente della Fiamma Tricolore. Dalla struttura italiana del gruppo nacque Lotta di popolo,
la formazione dei sedicenti nazi-maoisti, attivi nelle provocazioni e nelle
infiltrazioni degli anni ’60 e ’70. Il simbolo originario è un’aquila prussiana con spada e falce e martello. Il comunitarismo è una concezione che teorizza “il superamento in avanti del nazismo e del comunismo, depurato da Marx”. E’un’area oggettivamente provocatoria. Thiriart elabora il concetto di mondialismo e di “una potenza euro-asiatica da contrapporre agli USA”. In Italia inizialmente è una corrente interna al Fronte di Tilgher. Non hanno una struttura centralizzata. Gruppi, aree, nuclei, riviste ed associazioni sono fra loro coordinati. Tentano di accreditarsi come “sinistra anticapitalista ed antimperialista” e coprono il loro antisemitismo con un esibito antisionismo. Nel 1988, questa corrente si aggrega attorno alla rivista “Rosso è Nero” di Carlo Terracciano e Maurizio Neri. Nel 1999, i Comunitaristi escono dal Fronte ed entrano in rapporto con il Partito Comunitarista Nazionale Europeo, fondato nel 1984 in Belgio. Il feeling con questa formazione dura poco. Alla fine del 1999 la rivista “Rosso è Nero” comincia a dare ampio spazio a quello che impropriamente viene definito “il popolo di Seattle”. Nel 2000 la rivista muta il suo nome in “Comunitarismo”. Nel 2001 i circoli comunitaristi esauriscono la loro esperienza e successivamente danno vita all’Unione dei comunisti nazionalitari e alla nuova rivista “Resistere” che sostituisce “Comunitarismo”. Gli obiettivi politici e programmatici dei comunitaristi sono in sintesi: · superamento della dicotomia destra-sinistra che per loro sono categorie obsolete · tentare di collocarsi nell’area anti-fascista, anticapitalista e antimperialista e marxista · criticano il filo-americanismo di alcuni neo-fascisti · utilizzano anche la stella rossa come simbolo · il nemico è il liberal-capitalismo · hanno un atteggiamento favorevole all’Islam più integralista, in quanto combattente contro “il mondialismo” · teorizzano di fatto il ritorno alle cosiddette origini rivoluzionarie del fascismo e del nazismo · attingono
a piene mani dalla simbologia di sinistra, in quanto cercano di
accreditarsi
come sinistra anticapitalista e
antimperialista Attualmente si muovono anche
con la sigla Socialismo e Liberazione, definita rivista comunista e nazionalitaria il cui direttore è Maurizio Neri. Riviste che possono considerarsi punto di riferimento
teorico dei comunitaristi e non solo sono Orion, Aurora e in parte Uomo libero
di Pietro Sella. Vi è inoltre un rapporto abbastanza stretto con la rivista e
il gruppo di Rinascita Nazionale. Le case editrici sono Mediterraneo, Edizioni
all’Insegna del Veltro di Claudio Mutti e Barbarossa che stampa la rivista
Orion a cui collaborano Murelli, Chicco Galmozzi e Alessandra Colla – moglie di
Murelli – che è il referente culturale dell’area di “Sinergie Europee”. CONCLUSIONI L’idea
comunitaria e comunitarista è un contenitore di fascismi vecchi e nuovi. Il
comunitarismo è una pseudo dottrina che fa dell’ambiguità la forza della sua
pratica e tattica politica e si appella ad un concetto di comunità che opprime
le libertà dell’individuo in modo reazionario e corporativo e nega la
dialettica della lotta fra le classi. Mondialismo e mondializzazione Non hanno nulla a che
vedere con il concetto di globalizzazione, né tanto meno con quello di
imperialismo che sono categorie di intepretazione della realtà proprie della
sinistra. Con questo concetto la destra radicale si riferisce infatti ad una
strategia per il dominio mondiale perseguita attraverso il capitalismo dalle
lobbies ebraiche e dai circoli sionisti,. Un complotto secondo i fascisti per
mescolare e distruggere le razze. Il Fronte Nazionale di
Adriano Tilgher, oggi Fronte Sociale Nazionale, nasce da una scissione della
Fiamma Tricolore di Pino Rauti nel settembre 1997, ma rappresenta a tutti gli
effetti la continuità storica di un’esperienza politica ed organizzativa,
quella di Avanguardia nazionale, che attraverso innumerevoli rigenerazioni
vanta ormai 40 anni di storia. E, da: http://209.85.129.132/search?q=cache:EA0UrbDkrLoJ:www.controappunto.org/resistenza/fascistinelcampo/maurizioneri/maurizioneri. html+maurizio+neri&hl=it&ct=clnk&cd=4&gl=it Maurizio Neri e’ il leader dei comunitaristi
di Socialismo e Liberazione. Ma chi è in realtà Maurizio Neri? Maurizio Neri balza agli onori della cronaca,
quando il suo nome fa capolino nell'ambito delle indagini
relative alla strage del 2 Agosto 1980 alla stazione di Bologna. In
seguitoil suo percorso politico procede passando dapprima per il Movimento
Sociale Fiamma Tricolore, poi al Fronte Nazionale di Adriano Tilgher, con cui
si presenta alle elezioni
del 1998 nella circoscrizione di Terracina1. E immaginate chi si presenta
per lo stesso Fronte Nazionale nella circoscrizione di Sabaudia? Serafino
Di Luia. Si, proprio lui, l'inventore dei nazi-maoisti, divenuto famoso
dopo che il suo nome venne inserito insieme a Stefano Delle Chiaie nel libro La
strage di stato.
Dopo la scissione dal Fronte nel 1999 Maurizio Neri fonda i circoli comunitaristi e
adesso è approdato nella Lista Antiamericanista: che sia riuscito a lui quello
che non riuscì a Serafino di Luia?
|