osteria calcutta

COMUNICAZIONE INTERNA

E siamo qui, stanchi, ma uniti nelle stesse convinzioni, nei sentimenti condivisi che hanno fatto nascere questo sito. Un modo per parlare tra noi (le discussioni sono state aspre, furibonde) e scambiarci informazioni. E, da sempre, anche un punto d'accoglienza per naufraghi; forse, abbiamo lasciato aperte troppe porte. Ma tant’è. Rientriamo nei nostri panni.

Oggi riunioni a Roma, a Napoli, a Catania e a Montespertoli. Soliti luoghi e orari.

In discussione:
a. la questione “Scampìa”
b. come rendere efficace la nostra azione a favore delle rivolte in Medio Oriente
c. l’eventuale chiusura dell’account su fb. Problema minore, ma …

 Domani pubblicheremo tutte le decisioni.

... poi, è intuitivo per tutti cosa intendiamo noi per "riunioni": http://www.youtube.com/watch?v=MjynHXaU0x8

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Uno sguardo sul ponte

(lo daremo poi)

Intanto ...

Un po' per celia e un pò …

(mettendo insieme un pò di pezzi presi qua e là; quello che mi interessa è sottolineare come, in nome di non si sa che, si difendano posizioni non difendibili).

ANCORA I-TAGLIA!!!

Nuove indicazioni sulla questione de: “Il Manifesto”, in merito alle dichiarazioni di Valentino Parlato a favore di Gheddafi. Non che la cosa stupisca. L'informazione che si definisce di sinistra ha perso da tanto tempo il filo della storia e, sinceramente, c'è, a nostro parere, unicamente internet per orientarsi nel panorama complicato di questo paese dove si continua a definire “nostrum” un Mediterraneo condiviso con altri (e che, come ogni mare, per definizione, non può avere confini). Un mare che, per solcarlo, a noi sembra si sia persa la bussola. Per navigare a vista, però, occorre essere marinai esperti. E, per partire, è ovviamente indispensabile rimuovere l'àncora.
Non bastano gli interventi correttivi di Rossana Rossanda e di altri a smentire le assurdità. Valentino Parlato, forse per la solidarietà espressa a Gheddafi da Chavez, Oriega e Fidel Castro (che, sul Granma, denuncia “il crimine della Nato” già pronta ad invadere la Libia); o forse per lo scetticismo per l'insurrezione libica dovuto all'amicizia con Gheddafi, il 18 febbraio, subito dopo la “giornata della collera” - repressa nel sangue -  ha ribadito, in un'intervista al Sole 24 Ore, la sua “stima convinta” per il Colonnello. Nonchè l'ammirazione per il Libretto verde, testo, a suo dire: “ancora valido”, “messaggio roussoiano di potere diffuso”, “di democrazia diretta”.
Del resto, già per la rivolta tunisina, “Il Manifesto” titolava, il 14 gennaio: “Golpe militare. Ben Ali fugge”.
Vecchi schieramenti, vecchie logiche. Vecchie fedeltà e incapacità di guardare il mondo per quel che è, oggi. E gli accadimenti in Medio Oriente per ciò che sono: rivolte di popolazioni costituite per lo più da giovani, che hanno deciso di non sopportare più i tiranni.

Da una parte del mare c'è un mondo arabo in cambiamento a tutti i livelli, un mondo giovane, che vive una transizione accelerata, si ribella alle dittature, mette in discussione e modifica strutture di potere, familiari, riferimenti ideologici.
In Europa, pregiudizi diffusi impediscono di vederlo e si teme solo l'arrivo dell'ondata di profughi, ingegnandosi su come respingere un esodo definito “biblico” (benchè lo stesso Ministero del Lavoro dichiari che l'Italia avrà bisogno, per reggersi, di importare un milione e 8000.000 lavoratori circa nei prossimi dieci anni).  
O si sceglie di vivere all'interno di logiche complottiste. Ed è allora che un dittatore feroce diventa un leader rivoluzionario e, in omaggio ad un'antica sua presunta via al socialismo, si pongono in secondo piano le violenze che ha inflitto al popolo libico: immensi campi di concentramento, lager-bordello per i migranti subsahariani, violenze, torture, rastrellamenti, deportazioni in container blindati, sfruttamento di lavoratori schiavi, razzismo istituzionale.

Il discorso potrebbe finire qui. Ma non basta perché, a certe “fedeltà” a paradigmi stantii, ad antiche amicizie e a paure di non si sa che cosa, partecipano anche tutti coloro che difendono le posizioni del quotidiano della “sinistra” o le minimizzano. Per questa strada, non si avanza di un passo, neanche in direzione della realtà (che non è poco).

Molte le lettere di protesta a "Il Manifesto".

http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20110227/pagina/10/pezzo/298184/

con le risposte di Valentino Parlato.

l'articolo integrale in pdf:

http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=XKKXT

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Torna l'ora legale!(?)

domenica 27 marzo 2011
L'ora legale è una convenzione internazionale, in base alla quale le lancette dell'orologio vengono spostate di un'ora in avanti (…) Essa è adottata da tutti i Paesi industrializzati; moltre altre nazioni, però, non la prevedono. La sua applicazione è regolata dalla legge ed in Italia la sua  durata va dall'ultima domenica di marzo all'ultima domenica di ottobre. Negli Stati Uniti, dove viene chiamata con l'acronimo DST (“Daylight Saving Time” o “Standard Time Detector”), l'ora legale entra in vigore alle ore 2 a.m. della seconda domenica di marzo e termina alle ore 2.00 a.m. della prima domenica di novembre.
[In diverse nazioni] l'ora locale [è calcolata] rispetto a quella del meridiano di Greenwich, considerata l'ora ufficiale a cui fare riferimento, quella che coincide con il meridiano 00. L'ora di Greenwich viene indicata con l'acronimo GMT (Greenwich Mean Time) o, meglio, con l'acronimo UTC (Tempo Coordinato Universale).
(…) va tenuto presente che la misurazione del tempo può variare, poichè si tratta di uno standard adottato per favorire la comunicazione fra i popoli.

Come in tutte le convenzioni, possono essere introdotte delle novità come - ad esempio - il TAI, cioè il Tempo Atomico Internazionale.
Da:  http://www.dossier.net/utilities/calcolo-ora-legale/fusi-orari.htm