Per il mese di marzo il web e' affidato a Paolo De Cinque  

                                                                                       e  Wanda Maralli

MARZO 2009

...per fare veri i sogni e le favole storia...

da tutti noi
http://www.youtube.com/watch?v=4KisNml_Wi0


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Chiariamo subito: questa ricerca è da intendersi unicamente come stimolo alla riflessione; se qualcuno si sentisse "disturbato" a leggere il proprio nome, è invitato a discuterne.



...trascende ogni mio controllo...

Le Liaisons dangereuses

Breve presentazione
di Paolo De Cinque

Metti una sera a cena…un anziano professore con deliri dovuti alla propria età mal vissuta; un generale; un manager dell’ENI (?); qualche fascista; qualche ex (?) nazimaoista; qualche ex (?) ordinovista; qualche sciocco; qualcuno tanto vanesio da considerare gli altri puro riflesso di sè; qualche piduiista; qualche massone; un “filosofo” convertito a destra (ma -riprendiamo da uno dei contributi raccolti - ha ragione Ivano Fossati dicendo che: oggi, ogni insegnante di filosofia è “filosofo”); alcuni traditori di professione; altri che hanno per slogan “Je men fou”, il "me ne frego" di triste memoria storica. Ma esiste anche - fortunatamente - l'interpretazione de  il “me ne frego”,  data da Guzzanti (-Corrado, ti fai sentire? A  presto.); uno che fa riferimento a un simbolo con cavaliere armato di lancia - e non occorre avere studiato geometria artistica per vedere che il disegno ècostruito sulla base di una svastica -; un tardo-maoista i cui interventi appaiono e poi... scompaiono (magia!!!) dai siti web di ripensatori e comunitaristi nazionalitari. Poi altri… ma ce n’è già più' che abbastanza per cambiare ristorante. Invece, qualche compagno - giovane - ci casca e magari finisce a frequentare un campo antiimperialista o una vecchissima Acropoli che ... ma non anticipiamo. E’ in primo luogo per loro, per questi giovani compagni, che  pubblichiamo i risultati della ricerca. Superata un'età, gli altri sono tutti complici. Ricordiamo che “bipartisan” è sinonimo di “fascista”, in qualunque occasione; che “opposti estremismi” è espressione inventata dalla destra, storicamente utilizzata per confondere le idee sull'origine di stragi targate CIA, con l'intento di operare un golpe o per imporre regimi di polizia (...anni lontani, ma si parlera' anche di questo). C’è, oggi, in questa provincia Italia, un grande vuoto culturale ed esistenziale. La societa’ capitalistica lo ha costruito attorno e dentro le persone per poterlo riempire di propaganda e dei contenuti che gli sono propri; una falsa sinistra ne e’ stata complice: non riuscendo a proporre nel suo complesso un’alternativa credibile, ha fatto il gioco del padrone, inconsapevolmente o in perfetto accordo. Ma ciò non toglie nulla al fatto che la vagheggiata (non da noi) “Terza Posizione” come “superamento” di “destra” e “sinistra” sia sinonimo di “fascismo”. 
Come qualcuno avra’ intuito, Wanda ha terminato la sua ricerca su “nazimaoismo, infiltrati e spie”

 Le Liaisons dangereuses

 (parte 1°)
   http://www.youtube.com/watch?v=0-rboGtEXXY

                                                                    di Wanda Maralli

BRACCIA SOTTRATTE ALL’AGRICOLTURA

Per me, quando leggete le parole: “comunitaristi/smo, zona, fas(c)i, zero, romani/o, nazione, rinascita nazionale, patrie – piccole, grandi è uguale – sono fascistiE nazifascisti. Mascherati e no. Con contorno di compagni giovani che ci sono cascati e ingenui e complessati (ve lo ricordate “Il tamburo di latta?” Gunther Grass, già Nobel per la letteratura, dichiarò nell'agosto 2006 di essere stato volontario nelle SS, confessandone “candidamente” il motivo: voltare le spalle ai propri genitori. -Tutto su wikipedia-).
E' una mia opinione: chi tiene le fila di un mondo sommerso di falsi e veri intrighi sono squallidi personaggi che, anche nell'occasione assolutamente tragica del massacro della Striscia di Gaza, speculano sul sangue dei morti - sulla Palestina speculano da sempre - per interessi privati e per rilanciare la loro nefasta idea: un blocco eurasiatico contro quello USA. Sempre di Imperialismo si tratta, benchè sostengano il contrario. E sempre di “Terza Forza”.
Sono convinto che l'intuizione mussoliniana di una terza via alternativa al comunismo sia ancora attualissima. Lo sostiene Fini, si può leggere anche sopra un manifesto, nel video di you tube in cima a questo articolo. E' un video che fa rimpiangere tempi in cui l'ambiguità - pur esistente - era assai minore, sapevi con chi stavi parlando o interagendo. Ma, quella lì, era un'altra  generazione. Oggi, nella provincia Italia, si vive accerchiati da persone ambigue, da vigliaccherie varie e cialtroni (all'occorrenza stragisti, e sempre per vigliaccheria). Tra frasi dette a metà, significati che alludono ad altri significati, accademismi prolissi, scopiazzature e vanagloria, autoincensamenti, autocitazioni (!!!) e totale indifferenza per gi altri -intesi proprio come esseri umani-; resistere è proprio molto dura. Tante volte ci chiediamo se abbia un senso sopportare anche il sospetto generalizzato, la non volontà di almeno intravedere i tanti piccoli tentativi controcorrente. Tra persone convinte che “tutto è marcio” da un'informazione (televisione, stampa) completamente manipolata che ha diffuso terrore fin dentro l'anima - anche per imporre pacchetti sicurezza indecenti -. Poi, si sa, il terrore porta a confondere tutto e a non sapere più distinguere.
Resistiamo allora, provando a fare un minimo di chiarezza.
Una volta scrivevamo (con Seneca): “nulla di ciò che è umano ci è estraneo” (ex-straneus, straniero).
Oggi aggiungerei: “tutto ciò che è ambiguo ci è estraneo” (proprio di un altro pianeta, un pianeta non amico).
Continuiamo perciò come abbiamo sempre fatto. E ci meravigliamo sempre, con sofferenza.

Mi sono chiesta da dove sarebbe stato meglio iniziare questo articolo: dai nazimaoisti, dalla nuova destra francese, dal '68, da oggi. Inizio da una riunione del mio condominio, svoltasi ieri sera. Strillano tutti. Le divergenze politiche si traducono in oggetti volati chissaccome dal terrazzo di sopra e infiltrazioni d'acqua rovina-soffitti. Diverse solitudini private trovano sfogo nell'evento “Riunione Condominale”. Tanti revisori di conti contestano di avere pagato troppo e qualcuno persino troppo poco. Poi, tutto viene scaricato sull'amministratore precedente. L'ordine del giorno vero però è un altro: i lavori di restauro che, crisi o non crisi, stanno a cuore a tutti i condomini di una piccola palazzina. Una cifra spaventosa, per ciascuno. Tutti però fanno a gara a mostrarsi disponibili a materializzarla subito e - mi stupisce - ciò vale anche per persone che non ritenevo benestanti. Io non ho soldi; è la verità e la dico. Per me non è possibile contribuire con quella stratosferica cifra. Mi impegno a sotterrare un euro sotto l'albero di Pinocchio e, se mai dovesse centuplicarsi, di provvedere a versare la quota. La mia dichiarazione viene messa a verbale, ma l'amministratore è a disagio, non trova le parole da scrivere. “Perchè”? - domando - “Perchè, sa...è una questione delicata...il fatto che lei non abbia soldi...è...delicato...”. Gli detto io la frase, parola per parola. Che cosa c'è di “delicato” nei soldi? Non stiamo parlando di emozioni, tantomeno di sentimenti, parliamo della cosa più materiale, volgare e sporca che esista al mondo; possedere o non possedere denaro non qualifica nessuno, nè in positivo nè in negativo. E' pura contabilità, dal punto di vista dei valori (perlomeno di quelli “non bollati”). Spiego anche questo e chissà cosa avranno capito.
Questo picolo psicodramma condominiale offre un micro-spaccato di una società impazzita, al cui interno possono assai facilmente infiltrarsi, in Italia, i germi di un fascismo di ritorno, mascherati da quel “superamento di destra e sinistra” che significa sempre “destra”, anche e soprattutto estrema.
Ci siamo sempre decisamente opposti alle ipotesi di complottismo. E continuiamo a farlo.
I complotti non esistono. Esiste però un humus appositamente creato per tentare di alimentare una certa “confusione”. L'ultima cosa della quale ci sia bisogno. In un Paese confuso.

Oggi che, come sostiene - a ragione - Andrea Gallo: “Il virus del fascimo è di nuovo in libera uscita, qualche nozione in più, sull'argomento, non  potrà fare che bene.

'O FAMO STRANO”? 
           
http://www.youtube.com/watch?v=2fimRgciuLQ       

Sul fenomeno politico italiano del Nazi-maoismo, storicamente inteso, qualche indicazione generale si trova su wikipedia, da prendere molto all'ingrosso e considerando i parecchi errori contenuti nel testo. Uno per tutti (secondo noi grave e non “innocente”): citare gruppi di “estrema sinistra” al suo interno.
No. Nessun “gruppo” reale vi aderì, al massimo soggetti singoli che, per varie ragioni personali, non entrarono a far parte dei movimenti di sinistra o delle lotte armate degli anni '70. Non è un piccolo errore. Vero è che non furono mai chiariti i reali referenti ideologici dei “nazimaoisti”, ma i riferimenti ad Hitler c'erano, eccome!
Forse non sui loro “striscioni e manifesti”, ma di sicuro esplicitati da Lotta di Popolo, movimento d'estrema destra in cui confluirono anche FUAN-CaravellaPrimula Goliardica, per alcuni all'origine di tutto http://it.wikipedia.org/wiki/Lotta_di_Popolo ...
Vero anche che i nazi-maoisti mescolavano con “disinvoltura”: Mao, Che Guevara e Hitler, in quanto “oppositori” del capitalismo, fingendo di voler percorrere una via trasversale “rivoluzionaria” o genericamente movimentista, solo apparentemente in lotta contro la società borghese. Rimettere al centro l'etica, demistificare il valore del denaro e formulare idee di trasformazione radicale di un sistema economico che uccide nel concreto (anche per fame) e mira a distruggere le fondamenta dell'essere e del sentire umano, non significa in alcun modo richiamarsi a “valori tradizionali” come: patria-nazione-famiglia etc. Non esistono correnti trasversali, nè sono mai esistite. Esistono mascheramenti dell'estrema destra (ben evidenti a chi non è più un ragazzo). Nascosti da pretesi “machiavellismi” per cui il fine (...o: il “Fini”?) giustifica sempre i mezzi; oppure occultati da “antimachiavellismi” che, specularmente, sostengono un'unità di mezzi per fini differenti.
Tutto ciò è farraginoso? Ovviamente sì, infatti non ha altro significato che quello di generare confusione. 
Inoltre: non esistono “idealisti” che non si confrontino nella realtà e con la realtà.
Consigliamo di dare un'occhiata attenta a:  http://xoomer.virgilio.it/controvoce/
Leggendo le “voci correlate” si arriva a  Europa-Nazione, spuntano i soliti Mutti e Pasquinelli, compare un utente che si sigla con un punto interrogativo e che commenta anche alcuni tra i  9 siti  (collegati tra loro) che, per mesi, abbiamo tenuto sotto osservazione. Intuirete immediatamente come e perchè si arrivi a cose come: comunitaristi, campi antiimperialisti, eurasia, pretesa di essere politicamente “scorretti” (correttissimi invece, dal “loro” punto di vista).
Sappiamo che inorridirete a leggere parole come “comunismo nazionalitario”, “fronte patriottico” et similia (per dirla come dice chi, tra noi, ha rifiutato - giustamente, comprendiamo benissimo - di scrivere questo articolo, delegandolo interamente). Immaginate però cosa possa essere stato, per noi e per tanto tempo, seguire questi blog e questi siti... 
Ad ogni modo, una ricerca ha più senso se è partecipativa. Vi chiediamo di inviarci i vostri materiali e, se possibile, di segnare da qualche parte i nomi che incontrerete sui link. Non ci saranno sorprese quando ne riparleremo, nella seconda parte dell'articolo. Vi consigliamo anche - utile ed istruttivo -
cercare in internet i blog e i siti sui quali questi “personaggi” scrivono, commentano etc.


Le Liaisons dangereuses
(parte 2°)
Queste persone e queste organizzazioni, dopo un certo numero di stragi, le azioni criminali commesse insieme alla Banda della Magliana e alla loggia P2 e altre “cosette” del genere, sono svanite solo in apparenza. Nella realtà, hanno unicamente cambiato nome, riciclandosi al governo (in posti chiave), nelle industrie (come manager), nei mass media (giornali e televisione), allagando internet (una miriade di siti) e, a livello di base, infiltrandosi nelle “agitazioni” studentesche oltre che dare vita ad appositi “campi” e “campi di addestramento”. Quando Cossiga lancia le sue “smaronate”, sa ovviamente  benissimo di cosa parla.
E’ chiaro che gruppi come “Costruiamo l'azione” o “Fasci d'azione rivoluzionaria” (per non parlare di Ordininuovi” e “neri”) hanno dovuto riciclarsi e spesso cambiare nome (sostituire “azione” con “attuazione” o eliminare la parola “fasci”, ad esempio), ma non sono scomparsi; è scomparso invece il divieto di ricostituzione del partito fascista e il perchè non ha bisogno di spiegazioni. 
Sigle come: “Comitato di Resistenza democratica” e “Fronte nazionale Rivoluzionario” (fondato nel ’72 da Mario Tuti e che fa riferimento al fascismo repubblichino) possono però ancora trarre in inganno.
La stessa cosa vale per: “Europa Civilta'” o Movimento Politico Occidentale”; il termine: “Occidente” è specialmente utilizzato da chi fa riferimento a una “civiltà superiore”. “Internazionalismo” e “nazionalismo” sono evidentemente termini antitetici...ma il trucco c'è. Anzi, ce n'è più di uno. Un solo esempio: questi gruppi, nei loro siti e blog (e raduni umbri o alpini) si schierano sempre apertamente a sostegno della Palestina. Davvero piange il cuore davanti a sperticati “appoggi” ad un popolo che resiste da decenni e decenni, portando avanti una lotta di classe contro un'occupante sionista - crudele oltre ogni limite - esibiti da persone che si fingono dalla parte dei Palestinesi...ma solo in quanto odiano gli ebrei, essendo neo-nazisti! A dire loro che il sionismo è una cosa e il popolo ebreo è un'altra (i popoli sono altro dai loro governanti, concetto ovvio), si è costretti ad abiure vergognose del proprio pensiero pur di restare parte della “confraternita”. Minacciati? Non lo crediamo -anche se mai si sa in certi “ambientini”- ed è comunque chiaro che sono fatti “loro”. E' però anche vero che, dato il livello dell'informazione oggi esistente, sempre nella provincia Italia, può esserci chi ci casca. E tenendo anche conto del fatto che, al di sopra della solita certa età della ragione, proprio non ci riesce di comprendere come si faccia a sopportare di trovarsi in mezzo a fascisti, viscidi, orrendi, sbirri e canaglie autentiche e “dialogarci” come se niente fosse, a non sentire un ribrezzo proprio fisico nei loro confronti. Paura? Vanagloria? Necessità esistenziale di un pubblico che ti ascolta e incapacità di trovarne un altro? E chi lo sa! Noi, questa ricerca l'abbiamo fatta per i giovani. Per gli altri, esiste il PSP (Pronto Soccorso Psichiatrico).

TERTIUM NON DATUR

(...strani amici ed ancora più strane alleanze...)

... non viviamo tempi di pace e  gli aut-aut li hanno già posti altri. Si può soltanto scegliere da quale parte di mondo stare, con chi, e non tradire mai una chiara scelta di parte. ... a bordo di una nave pirata, l’unica scelta è tra il dovere e l’ammutinamento...

Un gruppo (formalmente estinto, ma nei fatti operante), è quello di Terza Posizione, che - come altri - invoca il “superamento” di destra e sinistra e, nella confusione generale, pare un uovo di Colombo quadrato. Non lo è. Le uova di Colombo quadrate non esistono. Si tratta di un'ideologia, di una “forma mentis” che deriva in linea diretta da quella del gruppo neofascista di Lotta studentesca e prefigura quella via “alternativa” teorizzata da Peron nel ‘47, come abbandono delle ideologie contrapposte. Non a caso, lo slogan del gruppo fu, all'epoca: “Né fronte rosso, né reazione, Terza Posizione.” (http://www.youtube.com/watch?v=SlnQuMoDQQE). Questa ancora attuale - anche sotto mentite spoglie - Terza Posizione ha una linea teorica e una apertamente terrorista. Dall'aperto antagonismo (armato) nei confronti dell’URSS e degli USA è passata alla lotta contro l'Impero Americano egemone (non capisce un tubo di Ordine Mondiale? Secondo noi, mente). Frammentata in micro-gruppuscoli, ha mutato toni; non si richiama più in modo esplicito al fascismo “rivoluzionario” e al nazismo ma, per comprendere, non è neppure indispensabile essere capaci di leggere tra le righe. Spesso, è sufficiente una minima analisi del lessico utilizzato. In alcune formazioni: pedanteria accademica, volgarità, ordine e disciplina, insulti a gogò - tipici di chi non ha altro di sensato da dire -, perenne richiamo a “noi ittttaliani”, “povere patrie” e altre, simili  “gradevolezze”. In altre:  praticamente le stesse cose, travestite da “sinistra”. In entrambi i casi: messaggi in codice, che rispondono a contatti avuti dietro le quinte e dei quali l'ignaro malcapitato navigatore della rete non sa e non saprà mai nulla. Ma, sempre in entrambi i casi, basta dare uno sguardo ai link raccomandati da tali siti. Regolarmente: fascisti, europeisti, nazionalitari, con svolazzi qua e là - da indagare - per confondere le acque. Autori di riferimento? Italioti o fascisti, ovviamente, con totali stravolgimenti (l'inganno!) di scrittori eccezionali e poeti immensi come Pasolini che, se fosse vivo e non fosse stato ucciso proprio da “parenti loro”, saprebbe bene come rispondere. I simboli scelti vanno da ridicoli, patetici “vendicatores” (ma adesso qualcuno deve avergli suggerito di cambiare insegna, notiamo che esibiscono una specie di scudo rosso-bruno con dentro due mani che non si capisce cosa facciano), alla runa Wolfsangel, data l’impostazione verticistica, militaristica, antisemita e ultra nazionalista. Storicamente, questa runa (il cui nome significa: “dente di lupo”) è un simbolo originario della Germania, un talismano utile a preservare dagli attacchi dei lupi o un simbolo che indica il “Lupo Mannaro”, emblema (guarda un pò!) dei muratori* , usato anche come simbolo araldico negli stemmi e da numerose unità militari della Germania nazista e poi dai neonazisti .
http://it.geocities.com/difensoridellarazza/rune.htm  (intermezzo su rune e simboli: se li sai, li eviti).

A questo punto, vi consigliamo di leggere “La strategia dei camaleonti”, sul sito di indymedia
http://lombardia.indymedia.org/node/12495  
Tutto l'articolo - nomi da appuntare - su http://www.nuovaalabarda.org/dossier/comunitaristi_e_nazimaoisti.pdf

*...a proposito di “muratori”. Il pensiero corre subito alla massoneria. Avete mai pensato che, in Italia, il programma di “rinascita democratica” di Licio Gelli  stanno attuandolo punto per punto? No?
Cliccate qui per credere.

 
ICONOGRAFIA E ICONOLOGIA

Breve intermezzo (a richiesta e, a ben leggere, non del tutto fuori contesto)

LA RIVOLUZIONE E' ARTE

Iconografia: studio del significato delle immagini e classificazione dei temi o dei soggetti rappresentati. A volte, il contenuto rappresentato e' evidente; altre volte e' oscuro e vanno analizzati anche: contesto storico e sociale e convenzioni figurative in cui una rappresentazione è nata; coloro ai quali e' destinata.
Iconologia: esamina un'immagine in rapporto a stile e intenzione dell’autore e alla cultura della sua epoca, spiegando la raffigurazione come manifestazione dell’“atteggiamento di fondo di un popolo, di un periodo, di una classe (Erwin Panofsky, Studi di iconologia, 1939).

Naturalmente, stiamo parlando d'Arte.
                                                                           Da:
Osservazioni sulla Rivoluzione iconografica di Caravaggio
(...) fino alla fine del 1500 e ai primi anni del 1600, iconografia ed iconologia praticamente coincidono. Il Rinascimento è caratterizzato dall'ossessione umanista dell'avvicinamento al vero, mirante a trovare le leggi dei fenomeni che, manifestandosi le stesse condizioni, si ripropongano identici; si  tratta però di una ricerca misurativa, proporzionale e dialettica dei rapporti tra le cose, basata su un principio razionale, cioè di misure e rapporti. Non un naturalismo di tipo ottocentesco, semmai - a dirla con Hauser - un naturalismo dogmatico. Questa tendenza a far coincidere iconografia e iconologia viene lacerata dalla crisi politica e sociale che l'Italia attraversa e dalla crisi conseguente dei valori del Rinascimento. Tragiche vicende storiche come la calata degli Spagnoli, il sacco di Roma e la Controriforma, nonchè il provincialismo derivante all'Italia dalla scoperta dell'America, avevano già trovato una manifestazione angosciosa in Michelangelo e nella sua titanica reazione.
La crisi trapassa prima nell'arte manierista, che denuncia la fermentazione critica italiana e, finalmente, in Caravaggio. La sua opera, spezzando completamente le catene della continuità iconografica, dà luogo a una ristrutturazione delle immagini tale da produrre un'iconografia nuova (...) innalza alle cose un monumento che non e' in funzione del loro significato trascendente, ma della loro valutazione in quanto
cose e basta. Distruggendo il valore simbolico delle cose, fa saltare la cerniera tra iconografia e iconologia.
P
er capire le origini della Rivoluzione del Caravaggio, occorre rifarsi alla sua formazione culturale e soprattutto al suo essere in stretto rapporto con le correnti religiose piu' progressiste del tempo che, di fronte alla minaccia dell'eresia, non sostenevano - come i Gesuiti -, la necessità di una difesa ad oltranza dell'autorità della chiesa e del suo apparato politico, bensi' miravano all'unita' spirituale dei fedeli, al di là delle divisioni gerarchiche e di classe, al risveglio della Fede e alla prassi impegnata della Carità. L'esclusione caravaggesca della ricerca del bello e dell'invenzione è sostituita dalla volontà di puntare al vero. L'arte non consiste più nell'osservazione duplicativa della natura, ma nell'accettazione della dura realtà, nello sdegno delle convenzioni e nella conseguente e sincera assunzione delle massime responsabilità.
Nel Riposo in Egitto c'è completa assenza di ogni artificio compositivo e di ogni tentativo di eroicizzare le figure. La Madonna e San Giueppe sono sorpresi in atteggiamenti eminentemente umani, in aperta polemica contro il Manierismo. Polemica non fine a sè stessa, che evolve fino alla realizzazione di opere ove gli stessi influssi di Michelangelo e di Raffaello sono interpretati criticamente rispetto all'interpretazione sterile ed inesatta che ne davano i Manieristi: il paesaggio scompare del tutto; le ombre diventano ormai quasi nere, contrapponendosi senza passaggi a luci violente. Questo contrasto tra la luce e l'ombra è l'espressione di una precisa concezione del mondo. Di una realtà non più intesa come incarnazione di valori astratti e metafisici, ma come campo eminentemente conflittuale, attraversato da forze di tensione drammatica.
     
(...) Si può parlare di realismo caravaggesco proprio in quanto Caravaggio trasgredisce ogni obbligo che ciascun oggetto porta fatalmente con sè; sarà questo esasperato realismo a provocare il rifiuto da parte del clero persino della Conversione di San Paolo, detto ironicamente la Conversione del cavallo, dove è espresso l'istante di paura e di silenzio che segue il compiersi di un dramma (...). Affermare che non esista differenza tra il dipingere l'immagine di un Santo, un cavallo o un cesto di frutta non liquida il problema dell'iconografia, getta invece le basi di una canone iconografico nuovo e molto più vasto che porta all'annessione divorante di tutti i fenomeni del reale. (...) un'opera perciò profondamente anti-monarchica che distrugge la scala gerarchica tradizionale in una visione non più antropocentrica, ma cosmocentrica, per cui tutto è ugualmente degno di essere rappresentato, perchè tutto esiste e tutto è. Il rifiuto della trascendenza, di dare cioè alle cose altri significati al di là di quelli reali, non è un pensiero anti-religioso, è piuttosto la rivendicazione della necessità di un principio conoscitivo ed operativo laico. 
Il pensiero della morte è dominante in Caravaggio, come già in Michelangelo. Ma, per Michelangelo, la morte è lsublimazione; per Caravaggio è soltanto la fine, l'enigma della tomba (...). Dio è presente nella devozione popolare, nei fatti della vita quotidiana, nell'umanità senza convenzioni delle persone povere. La Fede vera, come la totalità del reale e la capacità di leggerlo, appartiene unicamente agli umili (...).
La Rivoluzione caravaggesca ebbe consequenze immediate in Rembrandt e Velasquez, ma impiegò un lunghissimo tempo a sovvertire la tradizione (...) Dopo la morte di Caravaggio una violenta ondata di classicismo tentò, senza riuscirvi, di ristabilire l'ordine gerarchico nell'arte, mediante una strutturazione precisa dei vari generi, ordinati secondo una scala piramidale al cui vertice è Dio con i Santi, poi la storia e la favola, il re, i grandi e i potenti, il paesaggio, la rappresentazione dell'uomo di condizione media, poi del popolo, e infine quella delle cose inanimate. Col tempo, l'insegnamento del Caravaggio fu compreso a livello universale, è già verificabile  nella polemica tra quadri di grande e piccola maniera. I primi, avendo per committenti chiesa o stato, riescono molto più difficilmente a liberarsi; i secondi, in contrapposizione aperta all'arte tradizionale e spesso venduti a prezzi bassissimi, trovano ampia diffusione (...) In Occidente, al lacerarsi di una visione astratta di rapimento estatico che spinge a pensare alle cose del cielo, evitando lo specchio del mondo (un corrispettivo orientale può essere: l'immobilismo russo fino a Pietro il grande), diventa necessario e ineludibile lo specchio dei rapporti umani (...).
Ne La crocefissione di San Pietro non c'è solo indiscriminazione e disposizione quasi casuale delle cose, senza gerarchie, sull'onda del caos reale (l'opposto dell'ordine perfetto ed armonico rinascimentale), ma anche rarefazione, essenzialità, un minor numero di elementi rappresentati.  Nel fuggire da ogni parte del quadro, si esprime la volontà di indicare non uno spazio chiuso, ma una realtà assai più ampia dalla quale, quasi con sofferenza, è stata strappata una scena, tentando di ricollegarvela tramite gli elementi drammatici. Quando la realtà è soprattutto il non detto, ciò che è alluso, sottinteso, ma centrale e comprensibilissimo quasi solo ai non addetti ai lavori, è la Rivoluzione vera, che porta ad un'enorme accelerazione di mutamenti che non hanno più  nulla a  che vedere con la dinamica precedente. In Caravaggio c'è la monumentalizzazione anti-rinascimentale di tutto ciò che è oggettivo, banale, prosaico, non eroico. Qualunque cosa può essere dipinta e collegata in una struttura tendente a un discorso, in funzione del rovesciamento completo della visione rinascimentale e del suo esclusivo riferirsi  a cose alte (neo-platonismo, prospettiva del sublime, sublimazione religiosa culminante in Michelangelo, etc.); i grandi conflitti si giocano tutti, ormai, a livello reale (...).
Dopo di lui, particolarmente i Bamboccianti, appresero di tutto questo soltanto la nuova visione iconografica ma, componendo in forma geometrica (in Caravaggio non c'è alcun allestimento compositivo e scenografico perchè la vita è, anche, disordine), si limitarono a introdurrre motivi e invenzioni che rispecchiavano il gusto della scenetta di realtà, riducendosi alla rappresentazione divertente di ciò che avviene nel basso popolo”. Un rovesciamento dei significati reali del Caravaggio in chiave affettuoso-paternalistica e loro conseguente degradazione per cui Roberto Longhi pote' definirli dei caravaggisti a formato ridotto.

Da questa boccata d'aria - salutare - si intuisce, tra l'altro, che la tecnica non serve assolutamente a nulla e che sono l'Arte e la Poesia a contenere in sè stesse le spinte rivoluzionarie. Il resto è noia al quadrato, a ennesima im-potenza. Per questo il resto dilaga e la poesia e l'arte sono considerate secondarie e bandite. L'amministratore del mio condominio considera delicate le questioni di soldi. La virtualità sostituisce il reale. L'ambiguità prende il posto della verità. Il mondo non è in mano agli artisti, ma agli economisti e ai politici. I Bamboccianti te li ritrovi dove meno te li aspetti.
Ma non è tutto. Perchè questi criptonazisti, criptofascisti, criptotutteleschifezze, rossobruni e colleghi non vengono immediatamente smascherati, ridicolizzati e ancora se ne deve parlare? Per intuire o comprendere un fenomeno, occorre essere artisti  o possedere le categorie per collocarlo adeguatamente. Qui, abbiamo tutti qualche responsabilità. I partiti della sinistra ufficiale non hanno favorito lo sviluppo nè dell'una nè dell'altra cosa, come prevedibile. I compagni  di base - anche gli anarchici - non sono stati in grado di diffondere in modo capillare la verità e l'entusiasmo, la forza delle loro battaglie e, al di là di situazioni autenticamente solidali e di lotta, sono principalmente arroccati su posizioni difensive, a volte anche autoreferenziali. Se ne parlerà ancora.
Al momento, continuiamo ad esporre la nostra ricerca.
Dopo aver seguito il percorso che vi abbiamo segnalato, avrete individuato siti e blog relativi.
Per quanto riguarda i “
campi, aggiungiamo solo:
http://www.controappunto.org/resistenza/fascistinelcampo/infiltrazioni.html e:
http://www.comunitarismo.it/ (scopriamo con voi, in questo preciso momento, dove gli ex vendicatores hanno ripreso il nuovo stemma!!!)
E  altri due contenuti nella pagina interna.
Poi, si può seguire tutta la polemica tra Contropiano che, nel 2007, pubblicò un articolo A volte ritornano e la delirante risposta.
Poi ancora, la vera storia di una manifestazione a favore del popolo iraqueno, nel 2003, annessi e connessi.
http://www.controappunto.org/resistenza/fascistinelcampo/infiltrazioni.html  
http://italy.indymedia.org//news/2003/10/405970.php
Fu costretto ad occuparsene persino Paolo Mieli (che sicuramente non è tra i nostri beniamini)!.

http://209.85.129.132/search?q=cache:Gr4Anr9zNTkJ:www.rolliblog.net/archives/2003/11/23/
insoliti_compagni_di_strada_al_campo_antimperialista.html+manifestazione+dicembre+campo+antiimperialista
&hl=it&ct=clnk&cd=8&gl=it

Per oggi, ne avrete sicuramente abbastanza. Chiudete la serata in allegria (e con chi vi pare)...è meglio!

http://www.youtube.com/watch?v=SF5E0lUMUHA&feature=related  


                     Le Liaisons dangereuses
(parte 3°)
http://www.youtube.com/watch?v=jsCiszxgraE

...ma adesso avete voi il potere,
adesso avete voi supremazia, diritto e polizia,
gli dei, i comandamenti ed il dovere,
purtroppo, non so come, siete in tanti e molti qui davanti
ignorano quel tarlo mai sincero che chiamano pensiero…

Non è vero che non sia possibile riconoscerli. E' vero che, se si è in totale buonafede, difficilmente si immagina la malafede negli altri. Anzi, non si pensa proprio alla malafede (nel senso sartriano e in quello d'uso corrente). Si presuppone onestà perchè si dà onestà, anche se le cose, purtroppo, non funzionano sempre cosi'.  
Poi, è vera un'altra cosa; ci riflettevo ieri, tornando a casa. Abito in un quartiere di periferia dove, la sera tardi, è pericoloso girare in strada. Per questo mi si è avvicinata Patrizia; ci siamo conosciute perchè lei aveva paura di attraversare una certa piazza. Sono tutti  fascisti lì, e naziskin, mi ha detto. L'ho presa sotto la mia ala protettrice di disoccupata di mezza età che non ha paura neanche del diavolo (perchè cos'altro potrebbe capitarmi nella vita, davvero non saprei) e abbiamo fatto insieme un bel tratto. Chiacchiere. Anche confidenze, forse nascerà un'amicizia. Mi ha parlato molto di Riccardo: E' proprio cotto ...ogni volta che mi vede arrivare, gira l'angolo per non incontrarmi..., ...figurati...è così timido, proprio per il fatto che è tanto innamorato...quando gli ho passato quel bigliettino - lavora a giorni alterni all'edicola sotto casa mia - ha rifiutato ed è anche diventato rosso...almeno mi pare...ieri quasi tremava passandomi il quotidiano....
Patrizia è una ragazza sveglia e per nulla stupida. Solo che sono i suoi sentimenti ad interferire con la percezione di qualunque cosa faccia Riccardo, anche a scapito dell'evidenza. Qualunque cosa avessi detto per farla ragionare non avrebbe sortito alcun effetto, anche perchè Riccardo - immagino per vanagloria, ma non lo so - gioca con lei come un cretino - certamente lo è -, fascistello non da meno di quelli che popolano la piazza temuta. 
Questo episodio mi ha fatto pensare a quanti differenti elementi (emotivi, affettivi, situazionali etc.) possano contribuire a distorcere la percezione della realtà di un'altra persona, col risultato di autoconvincersi che sia fatta in un determinato modo, e cioè: esattamente cosi' come piace a noi. Patrizia sarà triste quando se ne renderà conto e dovrò asciugare qualche lacrima anche perchè, di fascistelli e cretini, è ancora piena la Terra (intesa come pianeta).
Allargando il discorso all'argomento di cui ci stiamo occupando, ho pensato allora a un breve manuale semi-serio (tipo il Manuale d'autodifesa che, negli anni '70, circolava tra i compagni per fornire indicazioni utili su come comportarsi in caso di fermo durante una manifestazione, di perquisizioni da parte della polizia, etc.).
Non so se servirà, proviamo.

MANUALETTO DI PUBBLICA UTILITA':

"SE LI RI-CONOSCI, LI  EVITI"

http://indymedia.org/ (sono sempre il vostro compagno...)

Prefazione
E' evidente che, se un tale ti si presenta vestito di nero, croce celtica al collo e tatuaggi coordinati, ti invita a un concerto di skin heads, ti dice che la sua canzone preferita è: 270 Bis Claretta e Ben, ti parla di  blocco sociale e a te non viene neanche un dubbio, stai messo male. Per dirla come dice un compagno che scrive anche su questo web: Cambia spacciatore, che è meglio.
Ritornello della canzone appena citata: ...piovon fiori su Piazzale Loreto/e io ho il cuore nero/e tanta gente/mi vorrebbe al cimitero/ma io ho il cuore nero/e me ne frego/ e sputo in faccia al mondo intero/”.
Per ascoltarla in una
maschia e poderosa interpretazione (dove, tra l'altro, c'è la riprova che Corrado (Guzzanti) non ha esagerato un bel nulla e si conferma l'estinzione, in Italia, del reato di apologia del fascismo) ecco il romano link: http://www.youtube.com/watch?v=ANWRZCZWCzo
Il nostro discorso non verte però sui casi eclatanti, ma su quelli kripto. Anche nel senso della Kriptonite usata per dotarsi di Superpoteri e trasformarsi in Superuomini a gettone, a ore, a tempo determinato come i lavori a contratto (ammesso che qualcuno li trovi).
Schematicamente:

ASPETTO FISICO (MORFOLOGIA): l'impossibilità della Bellezza. Impossibilità ad esprimerla, a riconoscerla; oppure l'essere cosi' sfortunati da riuscire a riconoscerla negli altri e, accecati dall'idea che qualcuno la possieda, divenirne invidiosi oltre ogni limite (un po' cone Salieri con Mozart, stando alla leggenda). Nel pratico: non è una questione di caratteristiche fisiche. Se lo fosse, occorrerebbe in primo luogo distinguere tra donne ed uomini (gli omosessuali sono moltissimi e i trans non mancano, in entrambi i casi però, ben lontani da un felice e rivoluzionario coming out, essendo  quello relativo alla sessualità, per certe persone, l’inconfessato più inconfessabile; oppure il rimosso del rimosso).
Sicuramente, ciò che li accomuna, al di là del gradevole o dello sgradevole (che sono pur sempre faccende del tutto soggettive) è un’aria sfuggente, evanescente, astratta, quella di qualcuno che non verrà mai a raccontare ad una sconosciuta le sue vicende personali, come ha fatto Patrizia con me, ieri sera. Se poi lo fa, sta mentendo o ha intenzioni non manifeste. Sfuggevolezza e mancanza di consistenza sono determinanti (a prescindere da peso, altezza, altre misure). Si ha la sensazione di avere di fronte qualcuna/o che non abbia un’identità precisa, una fisicità naturale. Come se il “rimosso” fosse talmente tanto da invadere la presenza concreta.
Ovviamente: nessuna realtà e morte della Bellezza (Caravaggio insegna).

a) Voce: il timbro può essere estremamente variabile. A livello dela forma discorsiva, indizi possono essere: la logorrea; l'ossessione a ripetersi, giustificarsi e chiedere di essere accettati (ma lasciando nel vago il perchè e il per cosa); la continua necessità (compulsiva) di ribadire l'ovvio.Una diffusissima modalità: costruire discorsi infiniti e prolissi per sostenere qualcosa di assolutamente evidente e che potrebbe essere espressa in tre parole. La finalità puo' essere il mascheramento oppure il desiderio di ottenere consensi, collegandosi direttamente alla vanagloria - caratteristica peculiare, sempre e comunque, di simili soggetti -; ad ogni modo il risultato non cambia.
b) Lessico: Testi scritti: anche qui, molte differenziazioni. Costanti: ambiguità e doppi sensi (eventualmente tripli o quadrupli). Oralmente: prolissità.
Insistenza verbale o scritta, surazionalità e razionalizzazione; citazioni di autori patrotttici; autocitazioni; in qualche caso: minacce.
In una brevissima raccolta di frasi ed espressioni tipiche, non possono mancare: Lor Signori; Cari e care; Je men fou; andate al diavolo; noi italiani; vergogna; sdegno etico; regolamento di conti (in Banca?);

CARATTERISTICHE PSICO-COMPORTAMENTALI
http://www.youtube.com/watch?v=Q1A2czAxH_E
In ordine sparso: ambiguità; vigliaccheria; non autenticità; inconsistenza; considerazione del mondo secondo tracciati preGalilei (Toto', per prenderli in giro, avrebbe detto...Galivoi) e cioè: con se' stessi al centro e pianetini specchi-di-se' ruotanti intorno. Es. un piccolo fatto capitato loro è un dramma cosmico, le tragedie altrui sono razionalizzate e mai condivise. Questo atteggiamento comporta speculare necessità di un capo al quale sottomettersi; rigidità psicostrutturale e comportamentale; incapacità di dare e ricevere amore; tendenza all'inganno (ovvia); tendenza alle offese di bassa lega; ossessione del Je men fou; perenne senso di indadeguatezza che porta a sopravvalutarsi di fronte agli altri, per l'unica ragione - in fondo in fondo - del sentirsi intimamente non all'altezza”. Gli altri sono sempre: stolti, sciocchi, dementi, intorpiditi dall'idiozia, venduti, ignoranti, semi-colti, penalmente da perseguire (con inviti al ripristino della pena di morte e a una non metaforica eliminazione che potrebbero essere ironici, se non fosse che questi soggetti sono incapaci di ironizzare, men che meno su loro stessi), e ancora: buffoni, zombies, vermi, lombrichi, insetti e tutto il rettilario; indifferenza per gli altri (i pianetini di cui sopra) mascherata da rispetto e sensibilità (entrambe assenti); ignoranza dell'Arte, sostituita da scienza e tecnica; avarizia; atteggiamento fatuo e vanesio; rifiuto di confronti autentici; sado-masochismo fino ad autentica crudeltà mentale; logica del buttare a mare qualcuno è l'unico modo per insegnargli a nuotare; serietà presunta; atteggiamento da voltagabbana; (ovvia) propensione alla fuga senza spiegazioni; infantilismo; inaffidabilità, vanagloria; arroganza; permalosità; supponenza; tendenza ad autocitarsi in continuazione; incapacità a mettersi in discussione; paranoia (le malattie, la crisi, l'atomica e via discorrendo); moralismo (esatto opposto dell'etica); mediocrità; misoginia (connessa a problematiche sessuali rimosse o inconfessate); rifiuto del termine fascista (dichiarato fenomeno appartenente al ventennio); il resto è tra noia e spocchia.

ISPIRAZIONE "FILOSOFICA"
Precisazione
Dal momento che l'Amore e la Conoscenza (in qualunque modo la si voglia intendere) sono esclusi a priori dal campo, scomodare la Filosofia è sicuramente fuori luogo. Ma c'è un fatto: tra loro, esistono falsi-marxisti; o che non avevano capito tanto bene; o che avevano interpretato Marx in chiave totalitaria (da Super-Io rigido). Magari pensano anche che la rivoluzione culturale cinese fu una gran cosa (non a caso erano nazi-maoisti. Erano? Guardate un po' con chi discutono i ripensatori proprio oggi, 7 marzo 2009: i nazionalbolscevichi! No? Leggete con attenzione e appuntatevi i nomi e i nomi di TUTTI i link indicati, prima che sparisca qualcosa, - è già accaduto e, se certe mie intuizioni sono azzeccate, accadrà ancora -: http://nazbol.splinder.com/. Con l'occasione, vi consiglio due cose: a) seguendo il link dove questo commentatore commenta e cercando tra i suoi amici, arriverete senz'altro anche a quelle sedicenti Comunità Proletarie Resistenti” (che hanno cambiato insegna) già incontrate da tante altre parti e delle quali, purtroppo, sappiamo più di quanto credono. Ci soffermiamo su di loro solo per sottolineare che di “proletario” non hanno proprio un bel niente - siamo in grado, a richiesta, di darvi ogni chiarimento -; per il resto, sono ininfluenti  (se qualcuno avesse dubbi sul loro "cuore", guardate chi spunta nei loro commenti http://cpr.splinder.com/post/19940990/Il+Nuovo+video+dei+Punkreas#comment-54079040). Di "cuori neri" parleremo ancora, e molto, nelle pagine interne, dedicate alle organizzazioni. Sono sempre quelli di “Claretta e Ben”? Si. Il testo è stato un po' rimaneggiato? Si. E che kripto sarebbero, altrimenti? Anche i nomi. Pseudonimi sovietici - stalinisti, nazimaoisti - e altre cosette, ma li riconoscerete subito. Poi, basta passare col cursore sui nomi dei "postatori", anche quando sono oscurati, e' solo apparenza e si può farlo).
b) andate a dare un'occhiata, se vi va, a chi fu Ernst Junger, una cui frase è posta all'inizio della pagina linkata...avete già indovinato? Ci avrei scommesso.
A proposito della rivoluzione culturale cinese. Parlo a nome mio (e tralasciando per un attimo i morti): fu una tragedia, comportò la perdita di capolavori di un'arte millenaria, patrimoni dell'umanità tutta. Come a dire che le Piramidi andrebbero abbattute perchè furono costruite da persone schiave. O che si dovrebbe rinunciare a tutta l'Arte (orientale e occidentale) perchè la committenza erano il clero, gli imperatori, etc.
Poichè non stiamo parlando di quattro fascistelli isolati (quelli costituiscono la manovalanza), questi camaleonti, di differenti età, una qualche arraffazzonata presentazione filosofica, a volte ce l'hanno (può fare loro comodo in diversi ambienti, specie tenuto conto del fatto che, purtroppo, oggi vanno di moda scienza e tecnica; loro stessi sponsorizzano quelle - non a caso - in modo da far valere le quattro nozioni che hanno come oro colato).

 
- Nuova destra di Alain De Benoist
http://it.wikipedia.org/wiki/Alain_de_Benoist
La voce è stata ritenuta "non neutrale" (non sappamo da chi),  lo toverete anche scritto.
...ma De Benoist è filosofo...di chi? Un esempio è quello qui sotto:
http://209.85.129.132/search?q=cache:Evrh9Lmn8NMJ:ginosalvi.blogspot.com/2008/10/
moralisti-immorali-di-alain-de-benoist.html+De+Benoist&hl=it&ct=clnk&cd=2&gl=it

nonchè (ovvio):
http://www.juliusevola.it/documenti/schedaautore.asp?cod=Alain%20de%20Benoist

-  Nuova Acropoli
Vi invitiamo innanzitutto invitarvi a leggere
http://209.85.129.132/search?q=cache:8XkTPkdNGB0J:www.ilcircolo.net/lia/1508.php+miguel+martinez&hl=
it&ct=clnk&cd=5&gl=it
(notando bene chi è che prende le difese di Martinez, e che cosa scrive). Quanto a Martinez e a Campo Antiimperialista, avete tutto google a disposizione! (e il suo blog è linkato da tutti i kriptofasci).
Qui invece trovate la testimonianza di un ragazzo capitato per caso e per amore della filosofia (vera) a una certa iniziativa di Nuova Acropoli. A mio parere, merita di essere letto.
http://209.85.129.132/search?q=cache:JGHPfHpM5RcJ:contingente.blogspot.com/2006/11/nuova-acropoli-e-
strani-discorsi.html+nuova+acropoli&hl=it&ct=clnk&cd=5&gl=it&lr=lang_it

SCRITTORI DI RIFERIMENTO
C'è da sbizzarrirsi. Ovviamente tutti quelli itttalioti e fascisti. Citiamo solo: Evola; rispolverata di Manzoni; Eliot (forse non sapevate che...); Pound; Petrolini; Marinetti; Rauti (suocero del sindaco di Roma); solito Brecht confondiacque; Mazzini e Cavour (qui ci sono differenze tra siti, ma non ne conosciamo l'origine - cose loro -); Mussolini, Mao e Hitler; Musica: Gaber (solo dove conviene); Battisti come piovesse; Lucio Dalla (tutti lo sanno che...); Wagner (compositore per il quale stravedo, ma di certo non mi identifico, come loro, nelle sue idee politiche); Cuori Neri, quelli del 270 BisPoesia: diversi poeti itttalici da Dante a Montale, ce n'è per tutti i gusti (o quasi. Tanto...chi li legge più i poeti?); Pasolini completamente distorto; Varie: Baget Bozzo (definito: “politologo”... c'è da non crederci; Chomsky (!!!!) sempre rigirato a proprio uso ed interesse, etc. etc. etc.. Dimenticavo: de Benoist; De Gaulle...

SEGNI PARTICOLARI
Nulla di femminile. Anche quando sono donne a scrivere (purtroppo), nulla è accogliente. Nulla è bello. Sui loro siti non compare MAI (ve ne sarete accorti): una bella foto, un'immagine non mostruosa, accattivante o gradevole; la loro totale incompatibilità con ciò che è bello è disarmante. Stiamo parlando in senso lato: potrebbero - casi rarissimi, noi non ne conosciamo - somigliare persino a Marlon Brando all'epoca di Fronte del Porto, di Un tram che si chiama desiderio o di Ultimo tango a Parigi (evocare cioè la bellezza maschile assoluta, almeno per me); possono ricordarvi la superextrasexibellissima dei vostri sogni, ma non incarneranno mai la bellezza, proprio per la loro profonda non-consistenza.

Fine del manualetto.

Concludiamo anche noi, per questa sera.  
(Eh, si', ma concludiamo almeno... con qualcosa di  i-n-d-i-s-c-u-t-i-b-i-l-m-e-n-t-e  bello!).







...se mai ne scovaste uno cosi', domani sera sono libera (chiamate a qualsiasi ora).
Bonne nuit!

Le Liaisons dangereuses
(parte 4°)

NESSUN COMPAGNO SCENDE DALLE BARRICATE
Neanche lo ricordo quando ci sono salita. Forse negli anni '70, quando (mio padre era già morto) licenziarono mia madre per partecipazione ad agitazioni. Non pianse neppure un minuto. L'avevo vista disperarsi per questioni sentimentali, perchè si innamorava sempre di soggetti sbagliati e, essendomela sempre immaginata molto più fragile di quanto fosse in realtà, mi apprestavo a consolarla come potevo. Ma quella volta no. Ricordo che eravamo in cucina, il nostro luogo delle confidenze (e anche l'unica stanza che c'era, a parte il camerone dove dormivamo); Tracciò con l'indice una immaginaria linea sulla tovaglia quadrettata e mi disse: Noi siamo da questa parte (a sinistra) e gli altri da quell'altra. Di là (a destra) ci sono quelli che hanno in mano tutto e anche la nostra vita. Sono una minoranza, ma sono ricchi, potenti e criminali. Da questa parte invece, dove siamo anche noi, ci sono quelli che si oppongono e si opporranno sempre. Sono la maggioranza. Non sono affatto uniti e, al loro interno, esistono molte contraddizioni. Però è di qua che si deve stare. Qui ci sono la forza e il coraggio. E' qui che si condivide e non ci si sente mai soli. Dall'altra parte ci sono unicamente chiacchiere, violenza ed una solitudine infinita
Ero praticamente una bambina e il '68 mi aveva presa appena appena di striscio. Mia madre invece ci aveva partecipato. Non afferrai tutto il senso di ciò che mi diceva, ma l'essenziale lo capii. L'accarezzai  e mi posizionai dal lato sinistro della barricata della sua spalla. Lei si risollevò pian piano dalla grave situazione economica dovuta al licenziamento e aprì un banco al mercato:  la mejo frutta de Tor Bella Monaca” (qualcuno diceva anche: la mejo fruttarola). Quando morì, c'era più gente al suo funerale che a quello di Togliatti. Tutta l'area dell'Autonomia Romana passò per un saluto e io potei liberamente piangere sulla barricata di tante spalle. Aveva ragione lei: un compagno non sarà mai veramente solo. Per la ragazzina che ero fu una consolazione importantissima. Per la donna che sono diventata poi, anche di più. Imparai che la vita non ha alcun senso se non si può condividerla con tantissimi altri e che il punto non è la solitudine più o meno esistenziale che comunque non risparmia nessuno, ma proprio la concretezza della condivisione quotidiana, delle mani che si cercano e si trovano senza soffocarsi nè avvinghiarsi (come nel simbolo di cui parlavo, dove sono anche brutte!), della messa in comune delle azioni quotidiane e delle azioni senza paura, oltre che dei sogni e dei desideri.
La mia è una storia uguale a tante e differente da tante altre ancora, ma mi andava di raccontarla qui.
Gianfranco Manfredi, parecchio tempo fa, cantava:
...e la barricata? Dove l'han portata?
Non c'è proprio più?...
C'è. Esiste. Non è mai scomparsa. Chi ci scende tradisce. Chi finge di starci sopra tradisce. Chi si mescola con i fascisti tradisce. Con i fascisti non si dialoga. Non si discute. Non si tratta. A nessun prezzo. E i traditori possono mettersi le penne da pavone che credono ma, nello specchio di Grimilde, vedranno sempre il loro vero aspetto e sempre si sputeranno in faccia da soli (prima ancora che lo facciano altri). Quanti ne ho conosciuti che, non riuscendo a dialogare con persone vere - implicherebbe mettersi in discussione -, a cercarle, si sono posti su un podio da dove parlare a gente come loro, fascisti (e destri in genere) pur di avere un uditorio che li gratifichi, magari aspirando a divenire il
delfinodi questo o quello! Quante ne ho sentite di sciocchezze che significavano una sola cosa: infantilismo! E quanti ne ho letti che, offesi nel proprio Io - grande come Villa Arcore, anzi molto di più -, non hanno sopportato di aver perso tempo (parole loro) crendendo a cose che non si sono poi realizzate e adesso desiderosi solo di tradire a loro volta! Ma chi li ha ingannati? Credevano solo alla teoria, e neanche la interpretavano bene, incapaci di incarnare alcunchè se non assolutismo dispotico, verticistico. Non era ciò per cui si lottava (e si lotta). Non lo è mai stato se non in fanatici del rigore, del metodo e del moralismo, dei punti di non ritorno obbligati. Hanno messo insieme il peggio di tutto, il totalitarismo, il potere, ordine e disciplina, una visione verticistica della vita e l'assoluta separazione tra personale e politico. Inutile chiedere loro di venire a vedere, ad ascoltare chi ragiona diversamente e mette in pratica tutt'altro...inventeranno sempre una scusa per non confrontarsi con persone che potrebbero sbattergli in faccia lo specchio di Grimilde (questo me lo scrisse Marina). Con questa gente non c'è nulla da fare. E non vale la pena spiegarglielo.
Dialogo? http://www.youtube.com/watch?v=YI5YKyZcQwA&feature=related

 piccola digressione su Pasolini:

La Resistenza e la sua luce
di Pier Paolo Pasolini
 

. Così giunsi ai giorni della Resistenza 
senza saperne nulla se non lo stile:
fu stile tutta luce, memorabile coscienza 
di sole. Non poté mai sfiorire, 
neanche per un istante, neanche quando 
l’Europa tremò nella più morta vigilia. 
Fuggimmo con le masserizie su un carro 
da Casarsa a un villaggio perduto 
tra rogge e viti: ed era pura luce. 
Mio fratello partì, in un mattino muto 
di marzo, su un treno, clandestino, 
la pistola in un libro: ed era pura luce. 
Visse a lungo sui monti, che albeggiavano 
quasi paradisiaci nel tetro azzurrino 
del piano friulano: ed era pura luce. 
Nella soffitta del casolare mia madre 
guardava sempre perdutamente quei monti, 
già conscia del destino: ed era pura luce. 
Coi pochi contadini intorno 
vivevo una gloriosa vita di perseguitato 
dagli atroci editti: ed era pura luce. 
Venne il giorno della morte
e della libertà, il mondo martoriato 
si riconobbe nuovo nella luce...

Quella luce era speranza di giustizia:
non sapevo quale: la Giustizia. 
La luce è sempre uguale ad altra luce. 
Poi variò: da luce diventò incerta alba,
un’alba che cresceva, si allargava 
sopra i campi friulani, sulle rogge. 

Illuminava i braccianti che lottavano. 
Così l’alba nascente fu una luce 
fuori dall’eternità dello stile... 
Nella storia la giustizia fu coscienza 
d’una umana divisione di ricchezza, 
e la speranza ebbe nuova luce.

Pier Paolo Pasolini non fu solo uno dei più grandi poeti del '900, ma anche il meno ambiguo. Le sue prese di posizione, scomodissime, sono sempre state pubbliche. Il suo privato fu saccheggiato come quello di pochi altri artisti. Di lui si sapeva tutto e di più. Nel tutto rientrano il suo essere antifascista, marxista e cattolico; le amicizie e le preferenze sessuali. Nel di più ci sono - tra le altre cose - le bugie costruite per gettare fango su un uomo profondamente coerente con sè stesso e col mondo, originale, non ortodosso e  rivoluzionario; l'incredibile numero di processi che subì, incluso quello - risibile - per aver scassinato un distributore di benzina”; il castello di menzogne costruite intorno al suo assassinio, all'idroscalo di Ostia, operato su commissione da un gruppo di fascisti.
Il saccheggio e lo stravolgimento del suo pensiero continuano, come se, anche da morto, potesse dare fastidio a qualcuno (proprio come Sartre, che Pasolini incontrò a Parigi e al quale dedicò  
Ali' dagli occhi azzurri).
Si può anche vedere e ascoltare:  http://www.youtube.com/watch?v=NdFBzmuzckM
E' scandaloso che un
un poeta eccezionale, uomo straordinario di profondo rigore morale e di coraggio estremo, venga utilizzato, anche da morto, da persone ambigue che vedono l'ambiguità dove non ce n'è traccia e che, per portare acqua al proprio mulino, arrivano a contrabbandarlo persino come uno scrittore di destra (scassinatore di distributori di benzina, immorale, corruttore di giovani, uomo di destra...evvvai!!!). Sanno di mentire. Del resto, sono incapaci di fare altro.

Accenno qui solo a uno dei punti che altri approfondiranno, meglio di me, in altri articoli.
Quando Pasolini scrive:

"L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo. (...) non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società(...). Denuncia una verità dolorosa, difficile da ammettere in certi anni (e anche oggi, per alcuni): il passaggio cioè, nella società italiana, dal fascismo in camicia nera a una mentalità  fascista, più' difficile da riconoscere e da combattere.
Quando aggiunge:
"(...) la grande differenza tra i valori proclamati e i valori reali della società, l’omologazione, fanno pensare veramente a una società totalitaria. Quello che importerà nel futuro sarà il comportamento della più grande forza mai conosciuta: la massa omologata dei consumatori, la stragrande maggioranza degli esseri umani, non più l’ingegno delle élites culturali o l’attività dei politici. L'identikit di questo volto ancora bianco del nuovo Potere attribuisce vagamente ad esso dei tratti "moderati", dovuti alla tolleranza e a una ideologia edonistica perfettamente autosufficiente; ma anche dai tratti feroci e sostanzialmente repressivi: la tolleranza è infatti falsa, perché in realtà nessun uomo ha mai dovuto essere tanto normale e conformista come il consumatore;  quanto all'edonismo, esso nasconde evidentemente una decisione a preordinare tutto con una spietatezza che la storia non ha mai conosciuto. Dunque questo nuovo Potere (...) dovuto a una "mutazione" della classe dominante, è in realtà una forma "totale" di fascismo (...) Potere (che) ha anche "omologato" culturalmente l’Italia: un’omologazione repressiva, pur se ottenuta attraverso l'imposizione dell'edonismo e della joie de vivre"... ha ragione da vendere. Milano da bere, gli schifosi anni '80 sono tutti li', declinati; il futuro non sarà roseo. DC e PSI, poi altri cialtroni. Pasolini vede, intuisce, sa che il consumismo portera' a un'omologazione di comportamenti e giustamente teme il potere di un fascismo totale che sfuma le distinzioni in un'orgia di prodotti, di egoismi privati e di abissale ignoranza. Da qui anche l'importanza delle barricate e il valore della resistenza (e della Resistenza).
Quando conclude, premettendo che la sua è certamente una visione apocalittica, ma che:
"...se accanto ad essa e all’angoscia che la produce, non vi fosse in me anche un elemento di ottimismo, il pensiero cioè che esiste la possibilità di lottare contro tutto questo, semplicemente non sarei qui, tra voi, a parlare"...
cosa sta dicendo? Quello che mi dico anch'io, nel mio piccolissimo, ogni mattino al risveglio.

Pasolini aveva il coraggio di raccontare come stava modificandosi il Potere in Italia, gli imbrogli e i crimini della DC e il tradimento dei dirigenti di sinistra, denunciato con lucidità da un antifascista marxista. Girò un film con  Lotta Continua, ma non dialogò mai con i borghesi (lo dichiarò lui stesso), si relazionava solo con quelli che definiva intellettuali” (tutt'altro calibro degli attuali sapientoni) e con i sottoproletari. Ai salotti buoni preferiva le periferie, i bassifondi, proprio come De Andre', anarchico, ma in ciò del tutto simile: schierato da una precisa parte e mai compromesso. Noi siamo più vicini a De Andre': non siamo gramsciani, nè trotskjisti, siamo anarchirci. Ma stravediamo per Pasolini. Lo comprendiamo. Pasolini odiava i fascisti e vedeva quel virus diffondersi a macchia d'olio. Per questo si scagliò, nei suoi articoli, contro ogni schema dottrinario, contro il conformismo, il progressismo, il riformismo, il qualunquismo, la propaganda, la demagogia. Aveva intuito il pericolo, ma anche la via di salvezza. E' sempre la stessa via: scendere giù da tutti i piedistalli, rischiare di persona, vivere secondo le cose in cui si crede, incarnarle, nel modo, insieme a (oltre  che per) coloro che si ama. Riesce ad udire Bach attraverso le parole della Roma di periferia, descrive il sottoproletariato urbano innalzandogli un monumento alla vita (non un monumento funebre) e denuncia il progressivo avanzare dell'omologazione legata al consumismo come minaccia alla purezza della parte più sana del mondo. Urla la sua denunca, ingaggia battaglie politiche: ma nella realtà, a partire dalla vita personale, non attraverso elucubrazioni astratte e con prolissità accademiche, intellettualistiche, che annoiano tutti, non sono accattivanti, non fanno simpatia, non comunicano entusiasmo, non si condividono. Che possono - tutt'al più - creare una decina di adepti in persone in malafede, o con problemi personali o che si sentono - vero o no che sia - molto poco istruiti. 
La scandalosa e temutissima diversità”, di Pasolini, a mio parere, consiste in realtà in questo: nell'essere un poeta vero. Un uomo vero. Quindi un profeta, oltre che un essere umano vivo e libero; non un intellettuale, come  si definiva. Per leggere le verità che intuì dietro la strage di Stato e per conoscere meglio quella e altre carneficine operate dai rappresentanti dell'estrema destra, tra i quali molti oggi terzoforzisti, qualche deputato e diversi compagni di campeggio, vi ripropongo un testo pubblicato su questo web, il  12 dicembre 2008 . Cliccate qui.

SUL PONTE DI BASSANO...
(LORO si dan la mano)
stalinisti e fascisti
ANARCHICI  e NUOVA DESTRA
da: UMANITA' NOVA
Guardia Alta!!!

In definitiva, di chi stiamo parlando?
Questa ricerca è partita dal desiderio di mettere sull'avviso le compagne e i compagni più giovani; perciò vi proponiamo di leggere, su http://www.wumingfoundation.com/italiano/stelladelmattino/?p=23  
domande, anche recenti (assemblate liberamente qui sotto), che troverete nel link):
- pensavo che non ci fossero più questi steccati, noi qui, tu là e che contassero solo le idee, senza etichette… ... il confronto è sempre meglio di tirarsi indietro...come lo cambiamo questo paese? E come lo cambiamo questo mondo se non discutiamo? (…) quel ragazzo…ha idee progressiste, e forse molto più avanti della classe politica che non abbiamo più (i vari partiti comunisti che non ci sono più, e che anche io votavo, perchè forse non mi rappresentavano più e non ci rappresentavano più…)
Parte delle risposte (sempre liberamente assemblate, che condividiamo nella sostanza e che troverete nel link):
...è proprio perché a contare sono le idee che bisogna assumersi la responsabilità di ciò che si pensa e si sostiene, senza infingimenti. Esistono idee inconciliabili e chiunque ha il diritto di riservarsi di discutere con chi vuole. A noi discutere con certa gente non interessa. Pace libera tutti... si può essere di destra anche senza dichiararsi o ritenersi tali e senza teorizzare la supremazia razziale. Ancora più facilmente e inconsapevolmente si può essere ambigui, laddove l’ambiguità è spesso una labile frontiera per sdoganare idee inaccettabili. In particolare certe propaggini della cosiddetta Nuova Destra teorizzano proprio l’eclettismo e il superamento delle contrapposizioni politiche, tacciando di ideologismo coloro che invece ribadiscono alcune macroscopiche differenze storiche e filosofiche...noi apparteniamo a questa seconda schiera, certi steccati vogliamo tenerli belli alti...le idee di De Benoist sono autoritarie oggi come ieri. Il differenzialismo identitario della nuova destra è razzismo riverniciato, non a caso lo si insegna alla scuola politica della lega. E il modello di società gerarchica che hanno in mente costoro non è poi molto diverso da quello di Evola ...si tratta di tentativi di infiltrazione, non di dialogo, e vanno avanti da un sacco di tempo. Alla larga… il  “dialogo” di cui si blatera, poi, viene presentato come un obbligo, un vero e proprio “ricatto morale”, un frame concettuale che se non viene accettato porta all’inevitabile accusa di “oscurantismo”, di “arretratezza” o peggio. Solo che il giochino del vittimismo è ormai frusto, è sempre più duro sostenere che l’onnipresente nuova destra sia oggi “discriminata” e non abbia diritto di parola, quando le sue idee informano in profondità linee di partito e addirittura politiche governative e i suoi esponenti intasano convegni, conferenze e corsi universitari... 
Già nel '93, i Wu Ming scrissero:
(…) la destra radicale non ha mai inventato nulla, limitandosi a recuperare e corrompere le forme di espressione-comunicazione dei movimenti realmente antisistemici (la forma organizzativa del “Fascio”, la bandiera nera degli anarchici…). …dovremmo insospettirci quando sentiamo qualcuno prendere le distanze dalla “destra classica”, dalla “destra tradizionale”: noi sappiamo che non esiste una destra “classica”; nel corso del XX secolo i fascismi - che si presentassero come movimenti o come regimi - hanno instaurato una tradizione mutagena, sempre rimanipolabile; non hanno mai avuto forme “pure” di discorso, sempre aperti a rappresentare le trasformazioni nel rapporto di capitale…l’informe “area storica” della destra radicale ha ruminato imperturbabile prima il sansepolcrismo (la retorica socialisteggiante e anticlericale), poi Hegel filtrato da Gentile, ma anche il misticismo paganeggiante, l’idealismo magico” di Evola e l’oscurantismo di Meister Eckhart, e poi -finissima acrobazia!- il tradizionalismo cattolico(…), passando nel frattempo dall’imperialismo eurocentrico e conclamatamente razzista al “culturalismo antropologico” post-Lévi-Strauss, fino all’apparente antioccidentalismo. (…) La N.D. non può essere considerata solo un’area di dibattito, un’esoterica corrente teorico-politica: essa incarna perfettamente le caratteristiche dell’innovazione dello spettacolo, forgia discorsi di guerra che rielaborano in forma “nobile” ciò che la “gente” già pensa (es. cita il Lévi Strauss di “Razza e storia” per dire che “ognuno deve stare a casa sua”, e lo chiama “antirazzismo differenzialista”!)...
clicca qui per leggere tutto

    NEL DETTAGLIO: NOMI E RIFERIMENTI
(SONO TUTTI COLLEGATI)

Abbiamo esitato un po' a inserire questo paragrafo nel contesto di questo articolo, per non generare paranoie. In quell'orrendo gioco degli specchi e di scatole cinesi nel quale ci siamo imbattuti, un nome trascinava velocemente ad un altro nome; l'ultimo nome al primo. Tantissimi erano collegati a processi per strage; tutti uscivano dall'Italia e si perdevano in centomila rivoli di palestre, di agenzie di viaggi, di negozi esoterici, librerie e case editrici, campeggi e confraternite, massonerie e istituti per l'infanzia. E ancora: eserciti, dittature, banche, aziende nazionali e multinazionali, posti di governo. L'insieme della documentazione è ora al vaglio di una possibile pubblicazione.
Lo ripetiamo: non esistono complotti, solo una trama nera che non è affatto indistricabile, anzi. Una trama che percorre la storia di questa provincia del mondo, collegandosi ad altre.
Tenendo conto di questa premessa, potete leggere:
PRINCIPALI ORGANIZZAZIONI  Dove sono finite?.
BLOG, SITI WEB, RIVISTE...
(abbiamo tolto i riferimenti, appena possibil li daremo di nuovo, su richiesta privata)

    ... E QUALCOSA RIMANE TRA LE PAGINE CHIARE E LE PAGINE SCURE...
       di Paolo De Cinque

 
Ogni forma di misticismo organizzato è basata sui desideri delle masse schiacciati dal meccanismo autoritario della civilizzazione. (Willhelm Reich)

Piazza, bella piazza, ci passò una lepre pazza......

La follia allo stato puro è una contestazione della società capitalistica, perché la follia è un flusso di desiderio, che porta con sé una contestazione di tutti i sistemi...  (Deleuze-Guattari L'Antiedipo)

Innanzitutto, vorrei distinguere ancora una volta:
a) 
fascismo storico: quello del ventennio, dalla Marcia su Roma, a Salò, a Piazzale Loreto.
b) fascismo come: espressione politicamente organizzata della struttura caratteriale umana media in quanto atteggiamento fondamentale dell'uomo autoritariamente represso dalla civiltà delle macchine”. Willhelm Reich dava questa definizione nel 1933, nel suo saggio La Psicologia di massa del fascismo, specificando che  lungi dall'essere la concretizzazione di una caratteristica specifica di alcune nazionalità, o l'imposizione da parte di una fazione politica su un popolo innocente, il fascismo è piuttosto la somma di tutte le reazioni irrazionali del carattere umano medio, che da migliaia di anni vede repressi i suoi impulsi primari”.
Aggiungeva:
Fenomeni di massa come il fascismo non costituiscono la reazione di classe del capitalismo contro l'ascesa del proletariato nè sono conseguenza del fallimento della politica socialdemocratica; queste spiegazioni non spiegano infatti come sia stato possibile al nazifascismo ottenere il consenso delle masse popolari, in epoche in cui avrebbero potuto esserci tutti presupposti economici per la crisi del capitalismo e il suo violento tramonto attraverso la rivoluzione socialista.
E ancora:
La psicoanalisi può aiutare a spiegare i comportamenti politici delle masse che non sono mai derivabili dagli interessi economici: l'analisi del carattere, lo studio della famiglia patriarcale e piccolo borghese e della sua funzione altamente repressiva permettono di comprendere la struttura caratteriale autoritaria, indotta dal potere dominante tra le masse, che le ha portate ad interiorizzare il rispetto e l'accettazione di un capo, estremo esito di quella castrazione dell'individuo iniziata dalla famiglia, nel rapporto del figlio con l'autorità del padre.

Arrivo così all'ultima parte di questa ricerca, tratteggiando alcune interpretazioni dell'adesione al fascismo da parte delle masse, delle folle che riempivano le piazze d'Italia  esaltandosi a parole d'ordine criminali, di guerra, contrarie ai loro stessi interessi. Ho riportato alcuni brani di Reich perchè li ritengo ancora attuali e perchè, a mio avviso, costituiscono una base di partenza.
Reich, lo si sa, era un genio rivoluzionario. E infatti: l'allievo più brillante di Freud, messo al bando dai nazisti e costretto a vagabondare per mezza Europa, riuscì a farsi espellere anche dalla Società Psicoanalitica di Vienna, dalla Società Psicoanalitica Internazionale e dal Partito Comunista Tedesco, sempre per non ortodossia. Non ebbe vita facile neanche negli USA: le FDA bruciarono i suoi appunti e gli fu proibito di proseguire le sue ultime ricerche sull'energia vitale. Violò il divieto e subì un processo nel quale rifiutò ogni avvocato, scegliendo di difendersi da solo. Condannato a due anni di reclusione per esercizio indebito della professione medica, morì di dolore, in carcere, il giorno precedente al suo rilascio.
Reich faceva paura a tutti.
Permise un salto di qualità enorme nelle interpretazioni economicistiche degli accadimenti collettivi spalancando la porta, oltre che a Marcuse, all'Antiedipo di Deleuze-Guattari.
L'Antiedipo è del 
1972, perfettamente e genialmente inserito nella critica alla psichiatria tradizionale, antiistituzionale e in quella antidogmatica, da sinistra, al marxismo. Deleuze può collegarsi senza problemi a Massenpsychologie des Faschismus, ma Reich afferma ciò che afferma negli anni '30, quando gli studi su autorità, famiglia e condizionamenti culturali (che trovano spunto anche in l'Origine della famiglia, della proprietà privata e dello stato”), cozzano frontalmente con i regimi ed i partiti comunisti: dogmatici, fermi all'economicismo tradizionale marxista e con una struttura moralistica, verticistica, autoritaria.
Reich è tra i primi a cercare di unire psicoanalisi e marxismo. Attraverso la pratica clinica, si accorge che è l'introiezione di massa dell'ideologia sessuofobica a promuovere la formazione di individui passivi e acritici disposti ad essere piegati e sottomessi senza resistenza. Lo afferma però mentre in Urss la dittatura di Stalin si accompagna (non diversamente da tutte le dittature; grazie a Dio, siamo anarchici!) al culto dell'autorità e della famiglia e al sospetto verso la sessualità. Proponendo la linea della Sexpol (Associazione per una politica sessuale proletaria, che coinvolge oltre 80.000 giovani) Reich evidenzia la funzione repressiva e altamente condizionante della famiglia, attraverso l'educazione sessuofobica dei bambini e dei giovani, la proibizione dei rapporti sessuali prima e fuori dal matrimonio etc. E' attraverso le sue istituzioni, il matrimonio monogamico e la famiglia in particolare, che l'ordinamento sociale capitalistico impone alle classi subalterne non solo il dominio materiale ed economico, ma anche la propria ideologia, puntello essenziale al proprio dominio. Individuato il legame tra repressione sociale, repressione sessuale e logica del potere, battersi per la liberazione sessuale è battersi per il pieno sviluppo delle capacità critiche ed intellettuali liberando la volontà di lotta politica anticapitalistica. La classe dominante reprime il manifestarsi dell'energia sessuale per mantenere l’ordine sociale e la supremazia. Il moralismo intriso di tabù determina strutture psichiche che reprimono la pulsione sessuale generando nevrosi, angosce, infelicità. Le classi meno abbienti non hanno strumenti per opporsi, devono subire passivamente. Nei centri popolari di igiene sessuale che istituisce, Reich non ha in trattamento borghesi nevrotici, e ciò, insieme alla pubblicazione di La funzione dell'orgasmo, lo rende odioso a tutti i suoi colleghi. Finirà a rompere con il marxismo e con un certo tipo di razionalismo senza troppi drammi intellettuali, ma non abiurerà mai alle sue idee.

Come si diventa un buon fascista. 
Reich era di origine ebrea, ma la famiglia non gli impartì alcuna educazione religiosa, lo educò invece alla libertà di pensiero. E' col coraggio della libertà che si oppose all’ultimo Freud, ormai ossessionato dalla pulsione di morte. No: per Reich esiste un unico istinto primario: la pulsione di vita; l’autodistruzione deriva della repressione degli istinti operata dai condizionamenti sociali. Non esistono società destoricizzate nè una civilta’ “in generale” alla quale “inevitabilmente” sacrificare la pulsione di vita (sessuale). E’ la civiltà “particolare” caratterizzata da rapporti sociali e dal sistema economico capitalistico a richiedere tale rinuncia per ragioni di dominio. Freud, da conservatore, utilizza la terapia psicoanalitica per far emergere le rimozioni inconscie delle pulsioni e sostituirle con la rinuncia consapevole (“Dove c'era l'Es, ci sarà l'Io”). Per Reich, l’origine delle nevrosi e delle psiconevrosi è conseguenza di ingorghi energetici di energia vitale in eccesso, non liberata completamente nel presente. Il “profeta” della rivoluzione sessuale degli anni '60 e e '70 e' soprattutto profeta dell'Amore. Viene tralasciato spesso di sottolineare che continuò sempre ad insistere sulle possibilità dell’Amore, non dell'atto sessuale in sè, perchè solo attraverso una profonda compartecipazione di corpo e mente e tramite l'abbandono totale è possibile favorire lo scioglimento dei blocchi psichici.
Gli impulsi repressi dalla società si trasformano in difese inconscie che irrigidiscono la condotta entro modelli stereotipati: uno superficiale, che rende disponibili ad assumere i ruoli e le responsabilità rivestiti nella vita sociale; uno sottostante, rimosso, costituito da impulsi aggressivi e perversi in risposta all’azione repressiva della società. Spesso ci si trova in presenza di una corazza psico-fisica, cioè emozionale e muscolare che tende a fossilizzarsi trasformandosi sempre più in una zavorra che limita la capacità di libertà e di felicità. Questa corazza riduce solo apparentemente l'ansia e la paura, nascondendo  profonda insicurezza e sfiducia nei confronti degli altri e dell'ambiente esterno, percepito ostile e pericoloso. Sulla repressione sessuale e le nevrosi conseguenti si innesta il fascismo, col suo portato di perversione, crudeltà e brama di dominio.

Imperativo C-a-t-e-g-o-r-i-c-o (ma ci faccia il piacere!)
Per Freud, come per Kant, imperativo categorico era l'interiorizzazione delle leggi imposte dalla società; Per Reich, l'autorità sviluppantesi nella famiglia è introiettata dall'individuo e sentita come una legge morale, ma va combattuta fino in fondo. Freud e Kant non mettono mai in discussione il valore della verità, troppo ossequiosi o timorosi del potere ufficiale. Sarà Nietzsche - lo sottolinea Deleuze - che, demolito ogni valore consolidato, metterà in questione l’idea stessa di verità, annullando le categorie tradizionali vero-falso. Pensare è collocarsi nell’a-priori del senso e del valore, soprattutto liberando il pensiero dalle forze reattive. Ma, per ottenere questa liberazione, è necessario, per Deleuze, esplorare l’impensato, oltrepassare qualsiasi dimensione metodologica. Da http://duemilaragioni.myblog.it/archive/2008/02/16/girolamo-de-michele-le-lezioni-su-spinoza-di-gilles-deleuze.html
alcuni passi da un interessante  testo di Girolamo di Michele che potete trovare per intero cliccando sul link o sul blog di Carmilla (sono in relazione all'uscita, un anno fa, di un testo di Gilles Deleuze: Cosa può un corpo? Lezioni su Spinoza, a cura di Aldo Pardi, Ombre Corte, Verona).
Le evidenziazioni sono mie. Coincidono, sotto diversi aspetti, con le idee di Reich.
La prima, fondamentale ragione [per regalarsi la lettura delle lezioni su Spinoza di G. Deleuze] è l’aspetto terapeutico che oggi riveste l’opera di Spinoza: in un’epoca caratterizzata dal governo politico delle passioni tristi, la sua lettura è liberatoria per la sua capacità di andare alla radice delle servitù che imprigionano le menti e i corpi.
(...) La conoscenza dei rapporti tra mente e corpo è, per Spinoza come per Deleuze, sempre pratica: ciò che è in gioco è sempre un concreto incrociarsi e scontrarsi di rapporti di potere, affetti, costruzioni sociali. Lo stesso corpo individuale è una costruzione sociale, un progetto politico: la sua espressione e la sua interpretazione sono impensabili senza la comprensione adeguata delle stabilizzazioni imposte dai dispositivi di assoggettamento e dalle forme di riproduzione del potere.

(...) socialità e razionalità sono costruzioni. (...) «Spinoza non pensa assolutamente come un razionalista – per i razionalisti esistono la ragione e le idee, e se ne avete una, le avete tutte: siete razionali. Spinoza pensa invece che si diviene razionali, o saggi, cosa che cambia del tutto il senso del concetto di ragione».
(...) Una cattiva, cioè inadeguata, percezione dei corpi, della società, dell’altro, condurrà ad una cattiva composizione (...): stiamo parlando ancora di  metafisica, stiamo facendo della fenomenologia, o stiamo parlando di analisi sociale, dunque di politica? È del tutto evidente che questa distinzione non ha senso: il giudizio politico è espressione di una prassi, la quale esprime il massimo livello di composizione dei rapporti di cui posso essere capace a partire dall’adeguatezza o meno della mia comprensione degli elementi costituenti. 
(...) «Spinoza non fa mai della morale, per la semplice ragione che non si chiede mai cosa si “deve” fare. Piuttosto, si interroga su cosa si è in grado di fare, sulla potenza. (...) non ci si chiede mai “cosa posso sperare?”: la speranza, come l’invidia, la paura, l’ambizione, è una passione triste (...) Chi vive nella speranza o nel timore rinuncia a vivere la propria vita in favore o per timore di un’altra vita che non è, e che forse potrà essere. (...) non è un rimedio alla sofferenza, ma un prolungamento indefinito della sofferenza. Vincolare un altro alla promessa di un beneficio futuro è un modo per assoggettarne tanto il corpo quanto la mente, scrive Spinoza nel Trattato (II.10): costringerne l’anima a cercare di salvarsi piuttosto che insegnarle a vivere la vita. Il governo politico della tristezza non è altro che questo: vincolare la privazione di vita a una speranza, e questa a una «grande speranza che deve superare tutto il resto». Che tale speranza sia un Dio «che può proporci e donarci ciò che da soli non possiamo raggiungere» (Enciclica Spe Salvi), o che siano i dispositivi che ci vincolano alla rassegnata accettazione della nostra incapacità a costituirci liberamente al di fuori dei processi di assoggettamento, promettendoci la sicurezza in cambio dell’autodeterminazione: il risultato resta interno alla produzione sociale della paura, del timore, del bisogno di rassicurazione. Essere spinoziani è una questione di stile: significa rifiutare questi mediocri pastori di anime e di corpi, queste menti frustrate dalle proprie catene che proiettano sul corpo sociale le proprie servitù. Significa scommettere sulle pratiche costituenti di liberazione piuttosto che sui predicatori di tristezza.
L’Etica è una denuncia radicale di tale atteggiamento .
[per Spinoza]
solo le persone frustrate pretendono il potere, per rivalsa. Per questo sono pericolose. Solo i frustrati costituiscono sistemi di potere basati sulla tristezza. Hanno bisogno della tristezza degli altri. Possono regnare solo facendoli schiavi, perché la schiavitù è precisamente il regime in cui la potenza diminuisce. Gli uomini di potere instaureranno sempre regimi basati sulla tristezza. (...) “Odiate questo o quello!”. Non avete nessuno da odiare? Odiate voi stessi! La cultura della tristezza, la tristezza come valore, tutte le frasi che dicono: “Per crescere bisogna soffrire”, tutte queste cose per Spinoza sono abominevoli. Scrive un’etica proprio per dire: “Non è vero! Proprio per niente!.

Le mie considerazioni, i brani citati (e il testo di G.di Michele, che spero abbiate letto per intero nel link) non hanno la pretesa di fornire una risposta definitiva alle ragioni per le quali una immensa parte dell'umanità subisca lo strapotere di una minoranza. Il mio obiettivo era stimolare la riflessione sottolineando alcuni ambiti ed alcuni autori dai quali, a mio avviso, è impossibile prescindere. I contributi della Psicoanalisi critica, dell'Antipsichiatria e di filosofi come Deleuze - e altri - sono fondamentali. Senza Reich non avremmo neanche uno straccio di possibilità di accostarci al perchè delle adunate oceaniche del fascismo e del nazismo. E, per estensione, alle motivazioni dei criptofascisti. Ci sono autori che, con differenze, restano però nostri compagni di strada, pietre miliari del percorso che condividiamo con tantissimi altri.
Meglio: del percorso che condividiamo con gioia con tantissimi altri.
***
Ora che avete letto - se ancora ce la fate, sarebbe importante - avete tutti gli strumenti per comprendere l'ultimo link, molto ben fatto e approfondito da indymedia, dove si risponde alle obiezioni (puerili) di un ingenuo malcapitato nei campi antiimperialisti (obiezioni riportate in cima al testo) con una puntuale e chiara esposizione di cosa sia davvero questa nuova destra. Il link rimanda a uno scritto del 2004, ancora attualissimo, basta confrontarlo con ciò che dicono e scrivono oggi sui tanti blog e siti che avete ormai tutti chiari. Sempre le stesse cose (contrabbandate come "novita'"!!!):  http://italy.indymedia.org/news/2004/10/640590_comment.php 

CONCLUSIONI

unica possibile:
http://www.youtube.com/watch?v=-jZRJWp_Beo&feature=related

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appendice

 

LA BASE X ALTEZZA

 -Latte o limone?
Non c’è risposta. Il latte non ce l’ho. Un provvidenziale arancio ci salva da un te’ all’inglese o da quello nero stile conflitto bellico. Non parla, non dice niente. Sta sdraiata sul mio letto e basta. Non piange (ma perche’ non piange?). Avevo investito in un’attrezzatura di fazzoletti, abbracci e consolazioni. Biscotti, quelli buoni. Tutte le parole g-i-u-s-t-e. Adesso la faccio piangere io, cosi’ non sperpero almeno l’incauto acquisto (se il condominio lo sa, mi chiede nuovamente i soldi) e, soprattutto, si sfoga. Fa bene piangere. Un sistema sicuro ce l’ho. Le dico:
- Perche’ non piangi?
Non funziona. Questa ragazza è una roccia. Non chiede aiuto, non piange. Nei giorni appena trascorsi ci siamo raccontate molte cose. Ora è il silenzio.
Pe tutto il mese mi ha confidato i suoi sospetti, la vera ragione per la quale non voleva attraversare la piazza. Non voleva trovare Riccardo con quelli la’, vederlo insieme a loro avrebbe avuto l'effetto di scaraventarlo violentemente fuori dall’immagine che voleva custodire di lui. Nulla sarebbe stato più recuperabile. Avrebbe potuto passare sopra qualunque cosa, su questo no. Non che lui non le avesse fornito indizi per comprendere (gliene aveva dati, eccome), ma Patrizia li aveva sempre ignorati, scacciandoli come si fa con un pensiero doloroso. Quando non mi ha incontrata solitopostostessaora per dribblare il campo insieme, ha deciso di farlo da sola. Lo ha visto. Dove non avrebbe voluto mai incontrarlo. Cose che accadono, sto per raccontarle un’altra storia - non troppo diversa nella sostanza -, ma finalmente parla: “Hai terminato la ricerca?” Le rispondo di si’, le chiedo se vuole leggerla.
- Si... se ne farai un’altra…posso partecipare?
Sapevo che saremmo diventate amiche. E so come si costruiscono le amicizie: dalla verità, dalla solidarietà reale.
Lele entra all’improvviso (qui non ci sono porte ed è un vai e vieni che Dio lo manda).
 - E’ primavera oggi!
- ...dal 21 di marzo…
 - No! E’ oggi ... la primavera! Ho passato l’esame da perito tecnico!
- Davvero???
- Si. Mi hanno chiesto qualcosa in merito all’altezza che avrebbero dovuto raggiungere certi pilastri in determinate condizioni in cui, alla base…
- …e cosa ne sapevi?
- Io? Dell’altezza dei pilastri, niente. Ma, della base…ho finto di avere interpretato male la domanda. E ho rovesciato il rapporto... mica voglio fare il geometra!
- La base per altezza.
Patrizia ride. Lo scottex servirà per altri usi. I kripto hanno gettato la maschera. E abbiamo esaurito l’argomento nel tempo che ci eravamo prefissati. Si può desiderare di più? Senz’altro si’. Un’altra primavera.
Wanda  Maralli

Tanto dovevamo a tanti e a qualcuno in particolare che ha tentato di infiltrarsi persino qui (cose 'e pazzi!!!). Non ci aspettiamo chiarimenti (quali?). Nemmeno scuse. Nessun vigliacco chiede mai scusa, i vigliacchi inventano scuse, poi scappano. Non spiegano e non si prendono responsabilità. Spero, speriamo tutti, che questo lungo articolo venga letto nella sua interezza da tutte le compagne e i compagni ai quali lo dedichiamo e che sia loro utile per riconoscere a prima vista chi gli sta di fronte. Lo ripetiamo: non esistono complotti, ma è meglio che non esistano neanche confusioni. Guardia alta e teniamoci molto uniti. 
Buonissima Primavera a tutti.
  
Paolo De Cinque

 * POSTILLA IMPORTANTE

Questa ricerca è stata pubblicata a marzo 2009. Ovviamente, non è passata inosservata. Alcuni blog e siti criptonazisti hanno inserito tra i loro link "consigliati" una eterogenea miscellanea che, a unico scopo di depistaggio, mette insieme: ripensatori, auroriani, ariannici, comunitari, finti resistenti, mein kampf anti-imperialistici, euroasiatici, farfalloni varii, finti filoislamici e fascisteria di giro...con compagni di associazioni conosciute e validissime, passando per link a Radio Onda Rossa, fino al web di Oreste (Scalzone) e ai siti di case editrici come Derive Approdi e...Sensibili alle foglie (!!!!!!!).
Tutto ciò è riprova della giustezza di tutto quanto affermato nella ricerca.
Ad ogni modo, ciò non impedirà la vostra personale indagine, al contrario. Potete comunque seguire le piste indicate e, se vorrete, segnalarci dove troverete ulteriori "strani" connubi. 
Wanda

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