osteria calcutta

luglio


foto di Alice Valente, 2010

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INCONTRI

Sensibili alle foglie festeggia 20 anni. Tre giorni di festa culturale. Nel ventennale invitiamo tutti alla festa culturale che si terrà a Roma, nei locali dell’Associazione Horti Lamiani, in via Giolitti 163, a fianco della stazione Termini venerdì 2, sabato 3, domenica 4 luglio 2010

Proponiamo tre giorni di festa, intitolati a tre temi fondamentali per la nostra cooperativa, all’interno dei quali tuttavia ci sarà spazio anche per tante altre cose. Il programma è provvisorio e indicativo. È soprattutto l’occasione per un incontro fra chi collabora con noi, da diversi punti di vista, da diverse città. Un’occasione per i nostri tanti e diversi “nodi” della “rete” di conoscersi e confrontarsi. La possibilità per tutti i nostri autori di parlare dei loro libri. Per i soci lavoratori è anche un indispensabile momento di confronto e condivisione con chi ha seguito e sostenuto le attività della cooperativa, con l’augurio che questo sostegno possa continuare ad ampliarsi. Ed è anche un modo per dire grazie a chi ci ha permesso di arrivare a questo compleanno.

Venerdì 2 luglio 2010
Un giorno sul carcere
Quando Sensibili alle foglie è nata, vent’anni fa, molti dei suoi soci fondatori erano ancora in carcere – il “carcere speciale” dei detenuti politici – e alcuni di loro stavano scontando l’ergastolo. Oggi quel carcere è quello del 41 bis, dei sepolti vivi, e sembra esserci sempre meno attenzione su chi ci vive e chi ci muore ogni giorno. Per questo vogliamo dedicare la prima giornata al confronto e alla riflessione su questa istituzione. Con Nicola Valentino per l’ergastolo. Con Giuseppe Certomà per il carcere discarica e il tramonto del servizio sociale della giustizia. Con Franco Maranta per quel carcere particolare che va sotto il nome di Ospedale Psichiatrico Giudiziario. Con Maria Rita Prette per il carcere speciale. Con i libri di Annino Mele. Con la partecipazione di Giuliano Capecchi per l’Associazione Liberarsi, di un rappresentante di Antigone, di Cecco Bellosi, per una panoramica sul 41 bis e sul carcere attuale. Con Dario Malventi per un’esperienza di ricerca interna al carcere attenuato in Spagna.
Dalle ore 18,30: Incontro e terminalità
Lo sguardo della fenomenologia sulle cure di fine vita e l’assistenza domiciliare La recente pubblicazione del libro di Beatrice Taboga, Sapere ascoltare, offre una nuova occasione per riflettere e interrogarci intorno alle problematiche legate all’accompagnamento di fine vita e all’assistenza accanto alle gravi patologie croniche. Interverrà Gilberto Di Petta, psicopatologo, responsabile del Centro Giano a Secondigliano per la doppia diagnosi, responsabile della rivista Comprendre e autore di numerose pubblicazioni. L’evento è promosso da Antonino Aprea della Ryder Italia e Roberto Mander, curatore del libro.

 Sabato 3 luglio 2010
Un giorno sul razzismo
La deriva razzista del pensiero prevalente nel nostro paese è sotto gli occhi di tutti. Far circolare e confrontare pensieri diversi, centrati sul riconoscimento e rispetto della persona in quanto tale, è una delle attività nelle quali siamo impegnati sin dalle nostre origini.
In questo giorno incontreremo i Rom con i quali Nicola Valentino sta facendo un cantiere socianalitico, le ragazze che ballano con Vania Mancini, i ragazzi che ha incontrato Renato Curcio nel lavoro sui migranti minorenni a Milano e tanti altri. Nicoletta Poidimani ci parlerà del suo lavoro sulle origini del pensiero fascista razzista nel periodo coloniale. Con Paolo Bellati, di Belleville, e qualche rappresentante del centro diurno romano di Save the children. Alessandro Bono per la pedagogia degli oppressi.

Domenica 4 luglio 2010
Un giorno sulla socianalisi narrativa
. Nella prospettiva dell’Università Popolare Georges Lapassade un giorno di confronto sull’analisi istituzionale. Il primo cantiere socianalitico narrativo che Renato Curcio e Nicola Valentino hanno fatto insieme è quello pubblicato Nel bosco di Bistorco e che ha dato vita a Sensibili alle foglie. Questo giorno è dunque anzitutto una festa per misurare i passi che questa ricerca ha fatto nel corso di questi venti anni e per progettare insieme quelli a venire. Con Pietro Fumarola, Salvatore Panu, Paolo Sollecito, Leonardo Montecchi, Roberto De Angelis, Patrick Boumard, Remi Hess, Patrice Ville… Con i gruppi che hanno fatto o stanno facendo l’esperienza del cantiere socianalitico.

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Mettere sguardi al mondo

VEDERE

Foto di Alice Valente, tratte dalla mostra in programmazione









Più di trecento scatti. E ciascuno è un capolavoro. Raccontano, emozionano. Catturano e restituiscono bellezza. Ridanno ancora luce a un mondo cieco. Ci vuole bellezza per donare bellezza. Sempre da li' partiamo. 
I
l vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”. (Marcel Proust)

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RICORDIAMO A TUTTI CHE:
DAL 15 AL 25 LUGLIO SAREMO PRESENTI CON UN NOSTRO STAND ALLA FESTA DELL'UNITA'
A ROMA, CARACALLA.
IL GAZEBO DELL'OSTERIA A CALCUTTA
SI TROVA
SUBITO ALLE SPALLE DELLO STAND DI RINASCITA.
intanto, una breve pausa



fate del vostro meglio

http://www.youtube.com/watch?v=YOiWNftto0s



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http://www.youtube.com/watch?v=7sYWBC-Y_PY

http://www.youtube.com/watch?v=r4UtlzciPW8&feature=related



Alighiero e Boetti, Mappa 1989

IL MONDO COM'ERA

Non era così giovane; non era così antico. Gettare felicità solubile dentro vene segrete. Il mondo era una fistola aperta; ci guardavi dentro l’Afghanistan, le grandi porte dell’est. Potevi vedere in faccia i mittenti di milioni di cartoline con il destinatario falso. Questo era il mondo: era una cartolina che ritornava sempre indietro. Altra felicità solubile, orologi a scadenza, mappe per ricordare, per fissare i contorni e il sillabario. Un concetto: sempre lo stesso. E poi: “Che ti pare di questo?”. “Di questo?”. “E questo”?. “E…”?. ...
Novembre 1989. “Facciamo in fetta. Quella di Brandeburgo sarà l’ultima porta. Fissiamolo com’era - non che fosse perfetto -, ma dopo sarà peggio. Dammi, dammi la mano...”.
(da un epistolario privato)

IL MONDO COME ERA

I TRE PAPPONI
Yalta,1945

 

Certo, c'era la Cina, con i circa 7000 morti della Grande Carneficina Proletaria. 
Adesso c'è persino chi vorrebbe rivoluzionarculturalcinesizzare l'India. Non ce la faranno mai (per fortuna).
E' Primavera, svegliatevi bambini!

E qualcuno si ostina a mentire... per difendere... che? Ogni potere è, in sè stesso, un male. Lunico “potere” che riconosciamo è quello di essere liberi e di lottare per la propria e l'altrui libertà: “...il potere di esercitare il diritto di esistere e di essere se stessi. Il potere di creare la propria vita, liberi di opporre a qualunque potere politico ed economico, un'organizzazione umana basata sull'autogestione, la condivisione, la solidarietà. Forme di organizzazione cooperative e non gerarchiche.
Il potere del “poter fare”, e dell'azione di massa che deve risiedere là dove esso si origina: nel popolo e niente altro che nel popolo”. (da “Osteria Calcutta”, di Marina Valente, ed. Sensibili alle foglie)

E' proprio quella strada impervia dell'Anarchia, quella che abbiamo scelto, da sempre, di percorrere. Non perchè lo si debba - lasciamo molto volentieri a bacchettoni, frustrati, azzeccagarbugli e borghesi, la loro hegeliana, infelicissima coscienza -, ma per una libera scelta. 

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NAPOLI, QUARTIERI
Lo stato dell'arte (cliccare per accedere).

La Maga di Scampia consiglia:

Fuggire da chi sta qui...   http://www.youtube.com/watch?v=K-4kvH9Mwlk

...e però anche qui (sono tanti), via, velocissimi...   http://www.youtube.com/watch?v=UtV4AYoZPMo


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ROMA
DA GIOVEDI 15 LUGLIO  A VENERDI 25 LUGLIO  2010
L'OSTERIA A CALCUTTA
Sarà presente, con un proprio stand, presso la Festa dell'Unità, a Caracalla.
Avremo, con l'autrice,  il libro Osteria Calcutta, ed. Sensibili alle foglie
Proiezione dei nostri filmati,  
manifesti
mostra fotografica
e molto altro ancora...
(orario: 18-01)

DATA LA GRAVITA’ DEGLI AVVENIMENTI 
ATTUALMENTE IN CORSO IN INDIA, 
INVITIAMO TUTTI A PARTECIPARE 
(a eccezione di provocatori, fascisteria di giro e persone sgradite.
Non è democratico? Probabilmente non lo è, siamo anarchici)

Il gazebo dell’Associazione si trova molto vicino all'ingresso, subito alle spalle dello stand di Rinascita

Ringraziamo di cuore Maurizio Bartolucci per questa opportunità.

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Riceviamo e pubblichiamo:



Riceviamo (in risposta) e pubblichiamo:
...anche io e il mio cane lavoriamo negli albergli da parecchi anni, circa venti. Ci siamo 'mbriacati spesso e hanno dovuto chiamare spesso la polizia. Io ho tentato di rifilare assegni a vuoto in differenti occasioni, lui no perchè non sa firmare e non gli hanno concesso un conto in banca. Abbiamo incendiato coperte e bandiere (a stelle e strisce, in particolare, e anche quelle dello stato di Israele).  Nelle nostre valigie hanno trovato asciugamani e argenteria.
Siamo benvenuti anche noi? Possiamo garantire l'uno per l'altro, senza problemi. S.D.

Rispondiamo anche noi:
Certo che si!
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La Maga di Scampia

oroscopo del giorno:
ARIETE: quanno ce vò ce vò.
TORO: ...davvero, honey? Sono libera dopo le ventitre...
GEMELLI: menage à trois? Parliamone.
CANCRO: speriamo il più tardi possibile
LEONE: Hic Sunt. Diffidate delle imitazioni.
VERGINE ...ma che, vulimmo pazzià???!!! Se avete di questi problemini, telefonatemi al numero privato: risolvo tutto.
BILANCIA: a Scampia, a parlare di bilancia si rischia il gabbio, pensano subito ai “bilancini” (no, non quelli dello Stato...vabbuò anche quelli, tuttavia).
SCORPIONE: ...ti senti intrappolato e vuoi suicidarti? Telefonami anche tu al numero privato.
SAGITTARIO: parte superiore o inferiore?
CAPRICORNO: per quale verso?
ACQUARIO: meglio il mare aperto.
PESCI: sconto comitive.

 
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BRAVO EVANGELISTI!

Consigliamo a tutti di procurarsi il numero di giugno di “Su la testa”, allegato al quotidiano “Liberazione”. Siamo diventati improvvisamente comunisti, da Anarchici? Certo che no. Ma, l'articolo di Valerio Evangelisti intitolato: "I Rosso-Bruni":vesti nuove per una vecchia storia,  è da leggere, fotocopiare e diffondere; si riallaccia a quello che abbiamo scritto noi a marzo 2009, stessi nomi e specifiche (Preve, De Benoist, Ripensatori-strateghi e dintorni). E c'è anche molto di più.
Non condiviamo alcune cose del pezzo, ma, nel contesto della questione trattata, sono minorità. I rosso-bruni non hanno alcun futuro (anche quando cercano di farlo), ma contribuiscono alla confusione presente, che è proprio l'ultima cosa della quale ci sia bisogno.
Da non perdere.
Effetto secondario - molto positivo - dell'articolo: l'uscita allo scoperto di alcuni tra questi figuri, che, in preda al panico, si sono precipitati a mandare in rete i loro messaggi di dissenso con Valerio Evangelisti. Tra questi, anche più di un commentatore di siti internet di compagni autentici. Quando li definiamo infiltrati... non lo diciamo a caso.
Tempo verra'.


* IL "NUOVO" CHE AVANZA *

Riportiamo,  dall'articolo di Valerio Evangelisti: (sottolineature e parentesi  quadre nostre)
(...) [Gli “autonomi nazionalisti”]...in realtà il piccolo movimento è nato in Germania, dove, visto il successo degli “Antifa”, alcuni militanti di estrema destra hanno pensato che fosse solo una questione di look; poi il nucleo iniziale si è ramificato, raggiungendo persino l'Australia. Prassi di questi gruppi? Infiltrarsi nelle manifestazioni degli Antifa e causare il maggior numero possibile di danni insensati, con obiettivi certamente diversi da quelli dei Black Bloc propriamente detti.
Restano comunque una minoranza, come gli “anarchici nazionalisti” [contraddizione in termini, n.d.r.] che li avevano preceduti. Ben diverso - anche se numericamente ancora marginale - il peso esercitato dalla tendenza fascista detta 'rosso-nera', o 'comunitarista', o 'nazionalbolscevica', o 'socialista nazionale'. In Italia è una lunatic frange, eppure può contare su un quotidiano, qualche rivista, diverse case editrici e molti siti web, che alcuni, in buona fede, credono di estrema sinistra. Il fatto è che questo filone ha una sua storia e, qui e là per l'Europa, persino un suo radicamento.
Un recente numero del Bollettino Aurora di Alex Lattanzio - che prende nome dal famoso incrociatore che appoggiò gli insorti della Rivoluzione d'Ottobre - rievocava i “padri nobili” in quei comunisti nazionalisti che negli anni '20, in Germania, ebbero un qualche seguito, fino a venire cancellati dai nazisti hitleriani. In realtà, l'origine della corrente è più recente. Il fondamento autentico è il belga Jean-Francois Thiriart (1922-1992), ex combattente delle SS valloni, collaborazionista in nome di gruppuscoli provenienti dall'estrema sinistra approdati al sostegno al Terzo Reich. Nel dopoguerra, Thiriart pagò le sue scelte con alcuni anni di carcere. Tornato in libertà, fondò alla fine degli anni '50 il movimento Jeune Europe (avente per simbolo la croce celtica, poi divenuta di uso comune a destra), che si opponeva alla decolonizazione del Congobelga, dell'Algeria e degli altri possedimenti europei in Africa. In Italia, Jeune Europe ebbe quale primo referente Ordine Nuovo, mentre all'interno dell'OAS (Organisation Armée Sécrète) franco-algerina, trovò un discepolo brillante e intelligente in Jacques Susini, l'ideologo del gruppo terroristico.
Lentamente, tuttavia, le idee di Thiriart, inizialmente  tanto antiamericane quanto antisovietiche e centrate sulla nozione di Europa quale culla della civiltà, mutarono. Cominciò a leggere l'URSS quale baluardo nazionalista, speciamente nella figura di Stalin,  e a considerare con simpatia la Cina.  Formulò la nozione di Eurasia, entità politica e culturale in fieri capace di dare scacco all'impeialismo americano , ormai quasi il solo nemico (con la sua appendice ebraica, Israele). (...)...per i dettagli rimando a un saggio di Claudia Cernigoi, La strategia dei Camaleonti: comunitarismo e nazimaoismo
[link anche da questo web a marzo 2009 http://www.nuovaalabarda.org/dossier/comunitaristi_e_nazimaoisti.pdf],
apparso nel 2003 sulla rivista triestina La Nuova Alabarda...
(...) chi traspose in Italia le nuove idee di Thiriart fu in primo luogo “Lotta di popolo”, il più noto gruppo detto nazi-maoista. Seguirono “Lotta Studentesca”, in parte “Terza Posizione”, la rivista “Orion” di Milano (facente capo alle edizioni Barbarossa e alla libreria del Fantastico di viale Plinio) fino all'ala estrema e armata, i NAR di Giusva Fioravanti. Più raggruppamenti minori, misticheggianti o aventi radicamento locale, in forma di circoli e associazioni culturali. (...)
Una rassegna dei gruppi e dei siti che sto per citare è  compresa in un saggio, L'arcipelago della destra radicale, presente nel sito web L'Avamposto degli Incompatibili.
(...) è d'obbligo il rimando a una delle maggiori formazioni che agiscono [oggi] a livello europeo, a dimostrazione che siamo di fronte a una piccola Internazionale. Si tratta del Partito Comunista Nazional-Europeo, i più diretti eredi di Jean Francois Thiriart. Quando si accede al loro sito si è accolti dall'inno sovietico. Si passa poi a una pagina fitta di ritratti di Stalin e Che Guevara. Il partito sembra avere molte filiazioni soprattutto nell'Est europeo, e, quanto all'Europa Occidentale, in Francia (...)
Gli italiani (...) sono più abili a camuffarsi. Prima di catalogarli, vediamone  le idee di fondo (non comuni a tutti i nuclei, ma alla maggior parte):
-  L'unione di Europa e Asia (“Eurasia”) è in grado di sconfiggere l'imperialismo statunitense...
- A questo fine, va bene l'alleanza con tutti gli Stati e le forze che perseguono il medesimo obiettivo, dagli integralisti islamici, ai nazionalisti slavi, a paesi socialisti o socialisteggianti come Cuba, il Venezuela o altri dell'America Latina;
- Il capitalismo è aborrito, ma identificato in sostanza con le banche e i grandi fondi di investimento. Nella maggior parte dei casi nelle mani di ebrei;
- Il conflitto di classe è taciuto o considerato “superato”. Non rientra negli schemi interpretativi. I rapporti di forza sono diventati “geopolitici”, e la Russia di Putin, la Cina o il Vietnam che promuovono il neocapitalismo, l'Iran ecc. sono oggettivamente oppositori del sistema globale. Le classi escono dal quadro. Si parla di “nazioni”, “etnie” o “popoli” come surrogato delle classi.
- Nessun “comunitarista” si definirebbe razzista (...). Gli esodi di massa verso i paesi più ricchi sono dovuti non a miseria, ma a un piano americano per piegare l'Europa - e la futura Eurasia. Ovviamente con l'appoggio della fnanza internazionale e dei suoi organi di controllo, che mirano a soffocare la nostra cultura e ad averci in pugno per debolezza di fronte all'invasione.
- Israele è identificato con gli ebrei in toto, e comanda in pratica il mondo intero. La resistenza alla politica del governo israeliano è indifferenziata. Contro gli israeliani, per i rosso-bruni, va bene di tutto: i palestinesi veri e propri (in tutte le loro componenti, spesso assai diverse), i talebani, gli estremisti islamici, Ahmadinejad, fino ai naziskin di quartiere. Il nemico sono “gli ebrei” in genere. Controllano il sistema finanziario, si sono inventati l'Olocausto per tenerci sotto ricatto perenne. Ciò li coinvolge come “genus” potenzialnente pericoloso, a prescindere da età, sesso, cultura, fede religiosa o non religiosa effettiva, ecc.
Questo “corpus” di idee, condiviso in larga misura, ma raramente in ogni punto, connota vari piccoli gupppi esistenti in Italia, maestri di confusione.

...l'articolo continua citando: il sito Aurora, apparentato con la rivista Eurasia, fascisti almeno quanto a estrazione, e le cospicue attività editoriali di entrambi; il sito Comedonchisciotte - linkato anche da alcuni blog la cui collocazione a sinistra non è in disussione -, che, alla nascita, offriva da scaricare I protocolli dei Savi di Sion; gli equivoci in cui cade abbastanza spesso Giulietto Chiesa, che condivide con i rosso-bruni l'interpretazione - fondata o meno che sia - degli attentati dell'11 settembre come complotto maturato all'interno degli Stati Uniti
E ancora:
(...) ...non riconoscere il conflitto di classe come centrale priva la destra “nazional-bolscevica” della filosofia della storia propia della sinistra. A ciò sopperise cercando il motore degli eventi in cospirazioni raffinate (a volte credibili in parte, altre volte no), e in gruppi di potere che nascostamente gudano le scelte palesi di Stati e coalizioni tra nazioni (Gruppo Bieldeberg, Club di Roma, ecc.)...l'importante è che ci sia qualcuno che complotta nell'ombra, dai banchieri ai Savi di Sion attualizzati.
Malgrado simili bizzarie, alcuni transfughi della sinistra sono finiti per approdare alle sponde rosso-brune, con maggiore o minore consapevolezza. E' il caso dell'economista Gianfranco La Grassa  [scriveva su “Ripensare Marx”, che da alcuni mesi ha cambiato nome in: http://www.conflittiestrategie.splinder.com], allievo di Antonio Pesenti (firmò con lui un cospicuo Manuale marxista di economia politica), sempre citato dai “nazional-bolscevichi”; di un altro economista radicale, Virginiangelo Orati, che a suo tempo collaborava alla Monthly Review; ma soprattutto è il caso del “filosofo marxista” Costanzo Preve, divenuto un autentico teorico del “comunitarismo”. Ha un suo sito, Comunismo e libertà (prima si chiamava Comunitarismo.it [http://www.comunismoecomunità], da cui divulga il nuovo verbo, sempre richiamandosi a Marx.
Tornando all'ala militante dei rosso-bruni, ecco Socialismo Nazionale e Gerarchia, vincolati a Militia, gruppuscolo (un tempo denominato Movimento Politico Occidentale) che di recente ha avuto guai giudiziari, anche per le sue connessioni con alcune curve calcistiche di tifosi; ed ecco Rinascita - Quotidiano di Sinistra Nazionale  (da non confondere, è chiaro, con La Rinascita del PdCI)...accanto al titolo riporta una citazione di Niezsche; i contenuti sembrano di estrema sinistra. In realtà i fondatori hanno vecchi percorsi che ben poco hanno a che fare con la storia del movimento operaio. Rimandano invece al terribile vecchietto ex SS, Jean Thiriart, e alla sua Jeune Europe.
Potrei continuare pagine e pagine...Mi limito invece a fare un breve riferimento a un'altra corrente rosso-bruna, di origini differenti. Si tratta dei seguaci, che si potrebbero definire “fascisti ecologici”, del filosofo francese di destra Alain de Benoist. Costoro hanno circoli, siti e riviste, nonchè una casa editrice di dimensioni non piccole, con sede a Bologna: Arianna Editrice (appoggiata a una catena distributiva, Macrolibrarsi). Arianna pubblica testi di medicina alternativa, libri su cospirazioni varie, saggi sulla decrescita e su forme di illuminazione interna, pamplhet contro il “signoraggio bancario”. Diffonde quotidianamente un bollettino in rete, in cui hanno ampio spazio il negazionismo dell'Olocausto, le tesi del superamento delle distinzioni tra destra e sinistra, la geopolitica di impostazione “eurasiatica”.

Tutti i materiali contenuti in Su la testa, giugno 2010, in pratica dedicato alla nuova destra, sono di estremo interesse. Invitiamo perciò tutti i compagni ad acquistarlo.  Ne parleremo ancora.

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http://www.youtube.com/watch?v=fa7gfseA4_I

Herr: es ist Zeit. Der Sommer war sehr groß.
Leg deinen Schatten auf die Sonnenuhren,
und auf den Fluren laß die Winde los.

Befiel den letzten Früchten voll zu sein;
gib ihnen noch zwei südlichere Tage,
dränge sie zur Vollendung hin und jage
die letzte Süße in den schweren Wein.

Wer jetzt kein Haus hat, baut sich keines mehr.
Wer jetzt allein ist, wird Es lange bleiben,
wird wachen, lesen, lange Briefe schreiben
und wird in den Alleen hin und her
unruhig wandern, wenn die Blätter treiben.

http://www.youtube.com/watch?v=848kFTVL1sY


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Tanti hanno scritto, tanti sono andati ad acquistare il numero di “Su la testa” dedicato al neofascismo e ai rosso-bruni. Tanti hanno osservato i  siti di riferimento, hanno collegato i link, hanno compreso quali sono stati messi lì solo per gettare fumo negli occhi e annotato i nomi (anche falsi, doppi, tripli e quadrupli) dei redattori e dei commentatori. Bene, benissimo! Smascherare questa gentaglia è un buon inizio perché la sinistra extraparlamentare riprenda ad interrogarsi su tali altrui farneticazioni - in Italia mai del tutto sopite -, riesaminando anche le proprie responsabilità e agendo di conseguenza.
Per quanto ci riguarda, accenniamo adesso ad alcune “cosette” – le uniche, nel contesto – sulle quali abbiamo da dire. a) Non è necessario essere dei complottisti e neppure “antiamericanisti viscerali” - non lo siamo - per ritenere che gli Usa abbiano architettato l’attentato dell’11 settembre 2001 alle Torri gemelle, in combutta con la famiglia Laden, per costruire il pretesto di invadere paesi importanti per i loro interessi economici, politici, strategici. Ci sembra evidente che l’Amministrazione di G.W.Bush e quella attuale di Barack Obama abbiano usato la “scusa” del “terrorismo islamico” per invadere ed occupare paesi arabi con la complicità dei loro “alleati”. Obama ha tradito l’impegno al “cambiamento” promesso ai propri elettori, per assecondare i propri finanziatori: grande finanza e banche commerciali mafiose nordamericane e del mondo. I massacri in Asia e nel Medio Oriente, il colpo di stato in Honduras a giugno 2009 - e quelli tentati  in Paraguay nel 2000 e in Bolivia nel 2008 -, l’accerchiamento del Venezuela, le nuove basi a Panama e in Paraguay, il tentativo di stroncare l’Alba (organizzazione bolivariana per le americhe) e appropriarsi di petrolio, risorse minerarie, manodopera a basso costo, acqua etc. – e si potrebbe continuare – sono realtà
b) Gli Usa, così come lo Stato d’Israele, sono nati sullo sterminio (riuscito nel primo caso; nelle volontà dichiarate, e in atto, nel secondo) di popoli nativi di terre abusivamente occupate. Ciò non fa di ogni statunitense o di ciascun ebreo un assassino, neppure a livello potenziale, è ovvio. Aumentano, al contrario, gli esempi di abitanti dello Stato d’Israele e delle persone di religione ebraica, nel mondo: intellettuali, ma anche soldati e civili, che si ribellano al governo di uno stato genocida; crescono, negli Usa, i movimenti di opposizione guidati anche da coloro che, in buona fede, si erano illusi sul fatto che Obama ponesse fine alle guerre imperialiste o – esempio – smantellasse Guantanamo, invece di costruirne un’altra. Ciò non significa negare la tragedia dell’Olocausto, significa solo non considerarla “unica”, perché non lo è. Tragicamente, lo Stato d'Israele, ripete, nei confronti di Gaza e del popolo palestinese, l’identico genocidio subìto dal popolo ebraico durante il nazismo. Gli Usa, alla rotta, hanno utilizzato e continuano ad utilizzare la prevista crisi sistemica del capitalismo per riposizionarsi a livello internazionale e ristabilire il fronte delle proprie alleanze, tentando di rimanere al centro della scena. Da parte degli Usa, ciò comporta, tra le altre cose: il proseguimento di guerre imperialiste in corso e il programmarne di nuove; il. moltiplicarsi di basi militari NATO in posizioni strategiche in paesi asserviti; l'appoggio alle stragi dello Stato d’Israele; il solito utilizzo di colpi di Stato e Rivoluzioni colorate per sovvertire, in giro per il mondo, governi legittimi e volontà popolare allo scopo di instaurare governi fantoccio al loro servizio. In Iran, è fallito il tentativo di Rivoluzione verde teso a delegittimare il presid. Ahmadi Nejad  e sostituirlo con l’agente CIA Mousavi. In Honduras, il colpo di Stato contro il presidente Zelaya è riuscito con la collaborazione - in entrambi i casi - dei servizi segreti di differenti stati. Di tutto ciò, riteniamo complici e servi: l’Europa tutta, la quasi totalità delle istituzioni della cosiddetta “società civile” e della “comunità internazionale” (ONU, FAO, UE, ecc.) che rappresentano solo i propri interessi e quelli degli Usa, agendo anche da cinghia di trasmissione di un sistema di morte; la stragrande maggioranza delle ONG, delle Associazioni per i diritti umani e di quelle “non profit”, in realtà a scopo di lucro e di delazione. Dietro tutto ciò: la mafia internazionale dell’Alta Finanza, le Grandi Banche e le Corporations, dirigono l'orchestra. 

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In Italia, quasi tutti gli intellettuali e i media sono utilizzati per diffondere false idee nell’opinione pubblica. Tutti i governi della Repubblica italiana, dal ’46, hanno preso ordini da Washington, eseguiti direttamente o attraverso la mafia. Il governo Berlusconi, lacchè e complice di interessi che ruotano intorno agli Usa, ha tentato di proseguire goffamente la politica craxiana anni '80 (società dello spettacolo, dell'immagine, edonismo reaganiano, yuppismo, stilisti elevati al rango di opinion leader), ma, tempi mutati e crisi, non gli è più possibile. Da “Sotto il vestito niente” a “Neppure più il vestito”. Invia truppe in appoggio alle guerre Usa - imperiali e infinite -, mentre demolisce ogni traccia di solidarietà inculcando il virus della paura che giustifichi il rafforzamento di uno Stato di polizia; prosegue lo sfascio della scuola pubblica e la riduzione della cultura a nozionismo e preparazione tecnica per ipotetici lavori a contratto. Falsi miti e precarietà dell’esistenza espongono, soprattutto i giovani, a una quasi totale assenza di futuro. Il precedente governo, di “sinistra”, agì in modo simile inviando bombardieri sulla Serbia, iniziando l’opera di sfascio della scuola pubblica e le privatizzazioni di servizi sociali essenziali, manipolando l’opinione pubblica, etc. L’opposizione parlamentare è attraversata da individui e gruppi motivati da interessi economici e di potere. La sinistra extraparlamentare finisce con l'annacquare le lotte in un buonismo da marcette di protesta, sostituendo il “dialogo” alla ribellione; la “concertazione” a scioperi e occupazioni; l’“avversario politico” al nemico di classe. 
Malgrado ciò, la distinzione destra-sinistra va mantenuta perché, nella sinistra, si riconosce un'umanità in lotta e cammino. Se non si vuole - e noi non lo vogliamo - che rosso-bruni, comunitaristi, eurasiatici, neonazisti e amici di Salò, col loro falso antiimperialismo e il loro breve codazzo, manipolino la denuncia – a uso di vaneggiamenti varii di Grande Europa, demoplutocrazia, fascismo socialista delle origini, etc. – di alcune verità, è importante, a nostro avviso, che questi temi vengano dibattuti a sinistra. Serve un’autocritica e un’inversione di rotta…ma rapida: la macchia nera dal profondo del Golfo del Messico si sta espandendo. 
Abbiamo risorse: non sperperiamole, o permetteremo a catastrofi ampiamente previste di abbattersi su popoli che non hanno alcuna intenzione di essere “salvati” dai Salvator Mundi di una Protezione Incivile che lucri sulle “ricostruzioni” e tenti l’ennesimo lifting di un’opposizione che deve finire di essere in perenne crisi. Serve il coraggio di rileggere il mondo e la propria storia; di destrutturare tutto ciò che rechi il segno del Potere, riconoscendo gli errori, stando all'interno dei movimenti. Serve il coraggio.
Bravo Evangelisti!

*SEGNALIAMO UN APPROFONDIMENTO (ALCUNI NOMI E LORO EXCURSUS, E IL LINK IN MERITO ALL'AVAMPOSTO DEGLI INCOMPATIBILI) SU:

http://www.carmillaonline.com/archives/2010/07/003561.html

 DA NON PERDERE*

 -Perchè “Operazione Baygon”?...Ci abbiamo pensato un pò... 
 - Forse per indicare una volontà di “sterminio”, di  “annientamento totale?”...
- Ce la faranno a far uscire proprio TUTTI i nomi, anche quelli con le “personalità multiple”?
- Non lo so... Speriamo di sì.

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Scambi:
Cara M. … per me un grande “dono”. Sono contento di saperti sempre in “lotta”. La tua costanza è sempre stata per me uno stimolo benefico...  A.G.
Grazie A. … è la “tua” costanza quella che spinge me. E, forse, non la chiamerei neppure costanza... è qualcos’altro che potrei definire in un modo solo … Ancora un abbraccio.  M.

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Ciao Tommaso, incollo qui il tuo pezzo, con un pò di ritardo. Bello; respiro l'aria dei vicoli e del mare. A presto (spero, qui succede di tutto...). M.

GENOVA, 18 luglio, dopo la Messa dei Diritti celebrata con don Ciotti, don Andrea Gallo è ritornato nel Ghetto per festeggiare il suo 82esimo compleanno e i 40 anni della Comunità San Benedetto al Porto.

Una festa organizzata nella piazza senza nome, rinominata Piazza Princesa. Festa nei vicoli del Ghetto, per festeggiare gli 82 anni di don Andrea Gallo.

Caro Faber,
l’altra sera al compleanno di don Gallo c’eri anche te. Ti abbiamo visto fare su e giù di continuo fra via del Campo e piazza Princesa...
A salutare una per una le tue ninfe transessuali e i tuoi compagni tossicomani. A sgomitare nella calca per un piatto gratis di cous cous e lasagne al pesto, a far risuonare la tua musica e le tue poesie in ogni angolo del Ghetto, a fare gli auguri ad Andrea per i suoi 82 anni ruggenti, a immergerti e commuoverti dentro la movida più miracolosa di Genova.
Avevi i brividi, non ci credevi. Te che questo spicchio di centro storico lo hai sempre amato, respirato e maledetto come pochi altri. Te che ieri insieme agli amici della comunità mi indicavi a ogni crocicchio le coordinate dell’esclusione. Lì i bassi delle Bocca di Rosa che tanto spaventano l’assessore. Là gli islamici costretti a pregare in un magazzino. Qui lo spaccio, lì la terra di nessuno di chi si va a fare: i buchi di dolore nascosti dietro i cassonetti, una casa sventrata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e rimasta lì, nei decenni, a vegetare. Ti chiedevi com’era potuto succedere: che diavoli Megu e Nando ad architettare una rivoluzione così, che matti tutti gli altri (il Comune, San Benedetto, gli artisti, i volontari) a lavorarci su e a farla diventare realtà. Il Ghetto all’improvviso aveva cominciato a splendere, a brulicare di gente, di flash, di palchi, di banchetti, di installazioni. “Dalla solitudine alla festa”. Genova libera, finalmente.
Nelle piazzette e nei caruggi mai così vivi di vico Croce Bianca e dintorni non passava uno spillo. Piazza Princesa come piazza delle Erbe il venerdì sera. E le facce dei condomini sporgenti dai davanzali erano uno spettacolo nello spettacolo. Immigrati, studenti e giovani coppie che dall’alto strabuzzavano gli occhi di meraviglia e contemplavano l’indescrivibile. Sotto di loro, un teatro all’aperto ritagliato fra i ruderi e le impalcature, un pubblico felicemente rannicchiato in ogni dove, e il vocione di Moni Ovadia a declamare salmi di pace e barzellette yiddish.
Gli occhi del tuo amico Gallo brillavano. Il comandante si è goduto le moine di Carla padrona del palcoscenico, ha abbracciato tutti i cantanti emozionati, ha intascato tutti i sigari regalati, ha concelebrato la messa con don Ciotti e tagliato la torta di compleanno coi musulmani, e soprattutto ha volteggiato in prima fila sulle note di tutte le tue canzoni che si susseguivano e ti richiamavano fra noi nel Ghetto. Vittorio che apre le danze intonando a passo di carica Bocca di Rosa, Claudia che ci rapisce con una versione solo voce di Jamin-a, Federico che afferra a due mani Il Giudice con tanto di dedica satirica al ministro Brunetta. E il tempo della tua musica che sembra non essere trascorso affatto.
La rampa di lancio verso il gran finale l’ha cavalcata Max Manfredi, che grazie a don Gallo è diventato insieme a te uno dei miei cantanti preferiti. Barba canuta, arpeggi ricamati, parole scelte: atmosfere metropolitane e subito dopo agresti, grottesche e poi intime, fra ritratti di pendolari e suggestioni amorose e chitarre che diventano donne. Mentre suonava la Fiera della Maddalena ho visto vicino a me una ragazza di 20 anni ballare leggiadra, piena di trasporto, e cantare la canzone a memoria, e salutare Max con un fischio alla Trapattoni insieme all’applauso. Genova libera, sì, anche da Maria De Filippi.
E il gran finale, lo sapevi, non poteva che essere Princesa. La tua canzone che racconta l’umanità di un transessuale, la canzone che da ieri ha anche dato un nome alla piazza dimenticata del Ghetto. Gli Ostinati e Contrari, il tuo regalo più bello alla comunità San Benedetto, hanno fatto da battistrada con voce e arrangiamento; e le Princese di vico Croce Bianca si sono aggiunte come coriste d’eccezione. Noi tutti ci siamo emozionati, a noi che le Princese piacciono così come sono: col loro trucco pesante, i vestiti scollacciati e la voce grossa e birichina con cui hanno gridato ad Andrea a mo di chiosa gli auguri più travolgenti: “Don Gallo, ti amiamo tutte!”. 
Con buona pace del cardinale. 

Tommaso Giani 
Genova, 20 luglio 2010
Foto e tutto al sito: http://www.sanbenedetto.org  

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LE MANI IN PASTA

 
Foto di Alice Valente, 2010

Ce l'hanno in tanti. No, non queste belle mani di giovane contadina indiana che, con sapiente, delicato tocco, cura il suo campo. Parlo di altre mani. Di altri piedi.  Le mani in pasta. Mani aggrovigliate, avvinghiate, croci-uncinate. Piedi infilati dentro stivaloni della Wehrmacht e le scarpe bianche che fanno tendenza in certi ambientini. La rete è in subbuglio. Scompaiono da alcuni siti le vendite on line di cappellini burberry con maglietta di Nietzsche annessa. Svaniscono a tempo record alcune citazioni su siti e blog, ma non si può cancellarle tutte. E' tutta una gran corsa al si salvi chi può. Un affannarsi a cercare un antenato di religione ebraica, un padre partigiano, un evento qualsiasi nella propria vita in cui non si è fatta una mascalzonata ad un aficano, a un arabo, a uno straniero (“Cazzo...ci sarà pure almeno una sola volta in cui...) e non sempre lo si trova. A volte lo si stipendia. Lo si prende in affitto. Si rinsaldano - meglio: si finge di rinsaldare - vecchie alleanze e si rompe con altri - meglio: si finge di rompere -, troppo esposti. Si adducono giustificazioni puerili, che non giustificano proprio nulla. Quelli della sinistra sono brutti e cattivi, cani, imbroglioni, usano materiali di tanto tempo fa (...perchè, scadono?). Si minacciano denunce. Tra un: la sinistra è marcia e un: venduti allo straniero (!), inframmezzati dal solito non esistono più nè la destra nè la sinistra - affermazione questa che, nel contesto, non c'entra molto, ma è sempre da ribadire - scalpitano a più non posso. Fingono di sentirsi offesi oppure piagnucolano. Qualcuno passa a scrivere su altri blog, altri cercano scampo tra garanti non si sa bene di che (...si sa, si sa), smettono i panni - falsi - da metalmeccanici in mobilità e cercano di mimetizzarsi da condizionatori d'aria creativi. Tanto, fa caldo, magari non li nota nessuno... Qualcuno si spinge a formulare ipotesi fantascientifiche sulle finalità dell'articolo di Valerio Evangelisti (losche, sospette, politiche”...), ma lo fa ad uso di eventuali, nuovi, incauti, lettori, perchè quelli che ha già sono tutti coinvolti. Qualcuno pubblica risposte offensive e sciocche su ogni sito che gli offra spazio per farlo. Qualcun altro sparisce perchè tiene famiglia. Qualcuno toglie dalla home page il pezzo riguardante il fattaccio”; altri scelgono di continuare a fingere una difesa totalmente inutile.
In tanti parlano di
caccia alle streghe”, come se l'antifascismo non fosse un valore fondante e fondamentale di questa repubblica, tanto da prevedere, con la legge 20 Giugno 1952, n. 645 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n°143 Del 23 giugno 1952), il divieto di riorganizzazione del disciolto partito fascista, con sanzioni penali  fino a 12 anni di reclusione, interdizione di diritti per 5 anni e scioglimento e confisca dei beni dell'associazione o del movimento. Ci sono pene previste anche per apologia del fascismo, aumentate se il reato è commesso a mezzo stampa o con altro mezzo di diffusione o propaganda; con aggravio - tra l'altro -, anche per eventuali finanziatori; arresti e ammende anche per chiunque compia pubblicamente manifestazioni usuali al disciolto partito fascista
Mentre cerco questa legge in Internet mi imbatto casualmente in una pagina facebook che, come avviso di comune interesse promuove una raccolta firme per la sua abolizione. Curioso. Di solito sostengono che il fascismo non esista più.  Ovviamente, la proposta è formulata in nome della democrazia. Già, la democrazia. Questa serva della zia, tirata ad arte da tutte le parti, come la famosa coperta. 
Tempo verrà. 
Qualcuno scrive anche a noi, che abbiamo segnalato l'articolo di Evangelisti. Amici degli amici (loro). Sempre gli stessi. Basta vedere la faccia (cambiata di gran fretta, per una foto non migliore - il soggetto è quel che è - , ma un pò meno somigliante a...) o leggere le citazioni e un paio di righe dai siti “giustificazionisti che ci segnalano.

Gli anarchici (veri) sono sempre nel mirino di questa gentaglia.

Rispondiamo con la classica risata che li seppellirà.

Moltissimo tempo fa, cercammo di spiegare qualcosa attraverso una canzone di De Andrè ad uno di questi provocatori - non se ne sarà mai accorto - che avevamo sperato di aiutare ad allontanarsi dalla strada senza uscita in cui stava andando a cacciarsi. Ma non potevamo sospettare fino a che punto. A noi sembrava solo una persona in crisi.
Sbagliavamo; e non c'è niente da fare. Non cambiano mai.

http://www.youtube.com/watch?v=f2zwXZ1C6g0

LEGGE 20 GIUGNO 1952, n. 645 (GU n. 143 del 23/06/1952)
(PUBBLICATA NELLA GAZZETTA UFFICIALE N.143 DEL 23 GIUGNO 1952)

Preambolo
LA CAMERA DEI DEPUTATI ED IL SENATO DELLA REPUBBLICA HANNO APPROVATO;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
PROMULGA
LA SEGUENTE LEGGE:

ART. 1. (RIORGANIZZAZIONE DEL DISCIOLTO PARTITO FASCISTA).
AI FINI DELLA XII DISPOSIZIONE TRANSITORIA E FINALE (COMMA PRIMO) DELLA COSTITUZIONE, SI HA RIORGANIZZAZIONE DEL DISCIOLTO PARTITO FASCISTA QUANDO UNA ASSOCIAZIONE O UN MOVIMENTO PERSEGUE FINALITÀ ANTIDEMOCRATICHE PROPRIE DEL PARTITO FASCISTA, ESALTANDO, MINACCIANDO O USANDO LA VIOLENZA QUALE METODO DI LOTTA POLITICO O PROPUGNANDO LA SOPPRESSIONE DELLE LIBERTÀ GARANTITE DALLA COSTITUZIONE O DENIGRANDO LA DEMOCRAZIA, LE SUE ISTITUZIONI E I VALORI DELLA RESISTENZA O SVOLGENDO PROPAGANDA RAZZISTA, OVVERO RIVOLGE LA SUA ATTIVITÀ ALLA ESALTAZIONE DI ESPONENTI, PRINCIPII, FATTI E METODI PROPRI DEL PREDETTO PARTITO O COMPIE MANIFESTAZIONI ESTERIORI DI CARATTERE FASCISTA.

ART. 2. (SANZIONI PENALI).
CHIUNQUE PROMUOVE OD ORGANIZZA SOTTO QUALSIASI FORMA LA RICOSTITUZIONE DEL DISCIOLTO PARTITO FASCISTA A NORMA DELL'ARTICOLO PRECEDENTE È PUNITO CON LA RECLUSIONE DA TRE A DIECI ANNI.
LA STESSA PENA SI APPLICA AI DIRIGENTI DELL'ASSOCIAZIONE O MOVIMENTO; CHIUNQUE VI PARTECIPA È PUNITO CON LA RECLUSIONE FINO A DUE ANNI.
SE L'ASSOCIAZIONE O IL MOVIMENTO ASSUME, IN TUTTO O IN PARTE, IL CARATTERE DI ORGANIZZAZIONE ARMATA O PARAMILITARE OVVERO FA USO DI MEZZI VIOLENTI DI LOTTA, I PROMOTORI, I DIRIGENTI, E GLI ORGANIZZATORI SONO PUNITI CON LA RECLUSIONE DA CINQUE A DODICI ANNI E I PARTECIPANTI CON LA RECLUSIONE DA UNO A TRE ANNI.
FERMO IL DISPOSTO DELL'ART. 29, COMMA PRIMO, DEL CODICE PENALE, LA CONDANNA DEI PROMOTORI, DEGLI ORGANIZZATORI O DEI DIRIGENTI IMPORTA IN OGNI CASO LA PRIVAZIONE DEI DIRITTI E DEGLI UFFICI INDICATI NELL'ART. 28, COMMA SECONDO, NUMERI 1 E 2, DEL CODICE PENALE PER UN PERIODO DI CINQUE ANNI. LA CONDANNA DEI PARTECIPANTI IMPORTA PER LO STESSO PERIODO DI CINQUE ANNI LA PRIVAZIONE DEI DIRITTI PREVISTI DALL'ART. 28, COMMA SECONDO, N. 1, DEL CODICE PENALE.

ART. 3. (SCIOGLIMENTO E CONFISCA DEI BENI).
QUALORA CON SENTENZA RISULTI ACCERTATA LA RIORGANIZZAZIONE DEL DISCIOLTO PARTITO FASCISTA, IL MINISTRO PER L'INTERNO, SENTITO IL CONSIGLIO DEI MINISTRI, ORDINA LO SCIOGLIMENTO E LA CONFISCA DEI BENI DELL'ASSOCIAZIONE O MOVIMENTO.
NEI CASI STRAORDINARI DI NECESSITÀ E DI URGENZA, IL GOVERNO, SEMPRE CHE RICORRA TALUNA DELLE IPOTESI PREVISTE NELL'ART. 1, ADOTTA IL PROVVEDIMENTO DI SCIOGLIMENTO E DI CONFISCA DEI BENI MEDIANTE DECRETO-LEGGE AI SENSI DEL SECONDO COMMA DELL'ART. 77 DELLA COSTITUZIONE.

ART. 4. (APOLOGIA DEL FASCISMO).
CHIUNQUE, FUORI DEL CASO PREVEDUTO DALL'ART. 1, PUBBLICAMENTE ESALTA ESPONENTI, PRINCIPII, FATTI O METODI DEL FASCISMO OPPURE LE FINALITÀ ANTIDEMOCRATICHE PROPRIE DEL PARTITO FASCISTA È PUNITO CON LA RECLUSIONE FINO A DUE ANNI E CON LA MULTA FINO A LIRE 500.000.
LA PENA È AUMENTATA SE IL FATTO È COMMESSO COL MEZZO DELLA STAMPA O CON ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE O DI PROPAGANDA.
LA CONDANNA IMPORTA LA PRIVAZIONE DEI DIRITTI INDICATI NELL'ART. 28, COMMA SECONDO, N. 1, DEL CODICE PENALE PER UN PERIODO DI CINQUE ANNI.

ART. 5. (MANIFESTAZIONI FASCISTE).
CHIUNQUE CON PAROLE, GESTI O IN QUALUNQUE ALTRO MODO COMPIE PUBBLICAMENTE MANIFESTAZIONI USUALI AL DISCIOLTO PARTITO FASCISTA È PUNITO CON L'ARRESTO FINO A TRE MESI O CON L'AMMENDA FINO A LIRE CINQUANTAMILA.

ART. 6. (AGGRAVAMENTO DI PENE).
LE PENE SONO AUMENTATE QUANDO I COLPEVOLI ABBIANO RICOPERTO UNA DELLE CARICHE INDICATE DALL'ART. 1 DELLA LEGGE 23 DICEMBRE 1947, N. 1453, O RISULTINO CONDANNATI PER COLLABORAZIONISMO ANCORCHÈ AMNISTIATI.
LE PENE SONO ALTRESÌ AUMENTATE PER COLORO CHE ABBIANO COMUNQUE FINANZIATO, PER I FATTI PREVEDUTI COME REATI NEGLI ARTICOLI PRECEDENTI, L'ASSOCIAZIONE O IL MOVIMENTO O LA STAMPA.
ART. 7. (COMPETENZA E PROCEDIMENTI).
LA COGNIZIONE DEI DELITTI PREVEDUTI DALLA PRESENTE LEGGE APPARTIENE AL TRIBUNALE.
PER I DELITTI STESSI SI PROCEDE SEMPRE CON ISTRUZIONE SOMMARIA, SALVO CHE RICORRANO LE CONDIZIONI PER PROCEDERE A GIUDIZIO DIRETTISSIMO AI SENSI DELL'ART. 502 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE. IN QUESTO CASO IL TERMINE DI CINQUE GIORNI INDICATO NELLO STESSO ARTICOLO È ELEVATO A QUINDICI GIORNI.

ART. 8. (PROVVEDIMENTI CAUTELARI IN MATERIA DI STAMPA).
ANCHE PRIMA DELL'INIZIO DELL'AZIONE PENALE, L'AUTORITÀ GIUDIZIARIA PUÒ DISPORRE IL SEQUESTRO DEI GIORNALI, DELLE PUBBLICAZIONI O DEGLI STAMPATI NELL'IPOTESI DEL DELITTO PREVEDUTO DALL'ART. 4 DELLA PRESENTE LEGGE.
NEL CASO PREVISTO DAL PRECEDENTE COMMA, QUANDO VI SIA ASSOLUTA URGENZA E NON SIA POSSIBILE IL TEMPESTIVO INTERVENTO DELL'AUTORITÀ GIUDIZIARIA, IL SEQUESTRO DEI GIORNALI E DELLE ALTRE PUBBLICAZIONI PERIODICHE PUÒ ESSERE ESEGUITO DAGLI UFFICIALI DI POLIZIA GIUDIZIARIA, CHE DEBBONO IMMEDIATAMENTE, E NON MAI OLTRE VENTIQUATTRO ORE, FARNE DENUNCIA ALL'AUTORITÀ GIUDIZIARIA. SE QUESTA NON LO CONVALIDA NELLE VENTIQUATTRO ORE SUCCESSIVE, IL SEQUESTRO SI INTENDE REVOCATO E PRIVO DI OGNI EFFETTO.
NELLA SENTENZA DI CONDANNA IL GIUDICE DISPONE LA CESSAZIONE DELL'EFFICACIA DELLA REGISTRAZIONE, STABILITA DALL'ART. 5 DELLA LEGGE 5 AGOSTO 1948, N. 47, PER UN PERIODO DA TRE MESI A UN ANNO E, IN CASO DI RECIDIVA, DA SEI MESI A TRE ANNI.
ART. 9. (PUBBLICAZIONI SULL'ATTIVITÀ ANTIDEMOCRATICA DEL FASCISMO).
LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO BANDISCE CONCORSI PER LA COMPILAZIONE DI CRONACHE DELL'AZIONE FASCISTA, SUI TEMI E SECONDO LE NORME STABILITE DA UNA COMMISSIONE DI DIECI MEMBRI, NOMINATI DAI PRESIDENTI DELLE DUE CAMERE, PRESIEDUTA DAL MINISTRO PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE, ALLO SCOPO DI FAR CONOSCERE IN FORMA OBBIETTIVA AI CITTADINI E PARTICOLARMENTE AI GIOVANI DELLE SCUOLE, PER I QUALI DOVRANNO COMPILARSI APPOSITE PUBBLICAZIONI DA ADOTTARE PER L'INSEGNAMENTO, L'ATTIVITÀ ANTIDEMOCRATICA DEL FASCISMO.
LA SPESA PER I PREMI DEI CONCORSI, PER LA STAMPA E LA DIFFUSIONE È A CARICO DEI CAPITOLI DEGLI STATI DI PREVISIONE DELLA SPESA PER ACQUISTO E STAMPA DI PUBBLICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E DEL MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE.

ART. 10. (NORME DI COORDINAMENTO E FINALI).
LE DISPOSIZIONI DELLA PRESENTE LEGGE SI APPLICANO SENZA PREGIUDIZIO DELLE MAGGIORI PENE PREVISTE DAL CODICE PENALE.
SONO ABROGATE LE DISPOSIZIONI DELLA LEGGE 3 DICEMBRE 1947, N. 1546, CONCERNENTI LA REPRESSIONE DELL'ATTIVITÀ FASCISTA, IN QUANTO INCOMPATIBILI CON LA PRESENTE LEGGE.
LA PRESENTE LEGGE E LE NORME DELLA LEGGE 3 DICEMBRE 1947, N. 1546, NON ABROGATE, CESSERANNO DI AVER VIGORE APPENA CHE SARANNO STATE RIVEDUTE LE DISPOSIZIONI RELATIVE ALLA STESSA MATERIA DEL CODICE PENALE.
LA PRESENTE LEGGE, MUNITA DEL SIGILLO DELLO STATO, SARÀ INSERTA NELLA RACCOLTA UFFICIALE DELLE LEGGI E DEI DECRETI DELLA REPUBBLICA ITALIANA. È FATTO OBBLIGO A CHIUNQUE SPETTI DI OSSERVARLA E DI FARLA OSSERVARE COME LEGGE DELLO STATO.


DATA A ROMA, ADDÌ 20 GIUGNO 1952
EINAUDI
DE GASPERI - PICCIONI -
SFORZA - SCELBA - ZOLI
- PELLA - VANONI -
PACCIARDI - SEGNI -
ALDISIO - FANFANI -
MALVESTITI - SPATARO -
CAMPILLI - RUBINACCI -
LA MALFA - CAPPA
VISTO, IL GUARDASIGILLI: ZOLI


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Alice Valente, 2010

LA SCUOLA DI STRADA Poi siamo tutti belli di Ladispoli cambia logo. Da adesso in avanti, l'immagine sopra sarà riprodotta su un lato del pulmino viaggiante lungo il litorale laziale, in bell'evidenza. Sono terminati i corsi di luglio per adulti organizzati dai ragazzi. 
Pubblichiamo il resoconto di Sergio, uno tra i partecipanti.

Scrivo soltanto adesso perché ho appena finito di togliermi l’ultima freccetta dal “Sand Creek”... La mia settimana è cominciata ai primi di questo mese. Avevo chiesto solo una settimana e di poter stare da solo, il primo giorno, cioè senza altri adulti, perché mi vergognavo un pò e non mi sono mai sentito sicuro di cavarmela con i bambini. Avrei tante cose da scrivere, non so da dove cominciare. Provo, raccontando qualcosa del mio primo giorno.
Di come inizia l’avventura.
L’appuntamento, innanzi tutto. Ci si sarebbe dovuti incontrare in un certo bar di Ladispoli, ad una certa ora. Arrivo puntualissimo, col mio taccuino dove ho intenzione di annotare quello che mi colpisce. Aspetto un’ora. In quest’ora chiamo al cellulare Gaia Savarese - mi dice che arriveranno -; bevo un’aranciata gelata e acquisto alla farmacia accanto un generico contro il mal di stomaco, che arriva prima dei ragazzini. Annoto: i bambini non sono puntuali. Quando arrivano, sono una quindicina e mi prendono in consegna aiutandomi ad attraversare la strada e asciugandomi il sudore – il caldo spappola – con un asciugamano d’hotel. Uno mi presta un paio di occhiali Armani-made-in-Scampìa, del tipo di quelli che portava Marina. Il pulmino, per fortuna, non è lontano. E’ parcheggiato all’ombra, su un piccolo spiazzo. Gaia è lì dentro, ma non riesco a fare in tempo a lamentarmi per il ritardo perché mi affida subito un compito da svolgere. No, non quello di occuparmi dei bambini, ma quello di scrivere su un foglio quante volte immagino che avrò bisogno di utilizzare il bagno. “Perché”? Chiedo. “Perché ai bambini danno sempre compiti scemi”. Risponde. Annoto sul taccuino “Sono capitato in una gabbia di matti”. Però rimango. 
Il pulmino veleggia lungo la costa utilizzando una stradina che arriva quasi fin dove inizia la sabbia. Scendiamo nel punto in cui i bambini chiedono a gran voce di scendere e ci mettiamo a seguire delle impronte. “Di chi sono?” domando.  “Di quello che si è perso”. Rispondono. “Ma bisogna avvisare qualcuno, i genitori, la polizia...”. “E’ orfano. Ha 52 anni e lo ritroviamo noi”. Mi ha risposto Darla (nome di fantasia che invento adesso, come tutti gli altri, perché i bambini si devono proteggere sempre).  Ha dieci tonnellate di energia distribuite in un metro di altezza; sprizzano dagli occhi celesti e da un paio di codine intrecciate di perline. Tutti questi ragazzini emanano vitalità. Sono allegri, non hanno le facce “appese” dei ragazzini che sono parte di famiglie abbienti e che adesso staranno già godendosi le ferie su un'altra spiaggia. Indossano qualche straccetto da mare e  ciabattine di plastica. Qualcuno sfida scalzo la spiaggia rovente, per far vedere quanto è bravo. Io arranco e ancora non ho capito cosa ci sto a fare qui. Mi fermo un attimo per annotare anche questo. Si va, si corre, si balzella, si scavalcano piccole dune, ma il malcapitato non si trova. “Sarà fuggito”. Dico, e lo penso seriamente. “E’ ‘nu mariuolo…” dice quello che mi ha prestato gli occhiali e capisco da dove arriva. “Sì - mi risponde Gaia, senza che le abbia posto alcuna domanda - è di Quartieri e affitta occhiali agli allievi. “Vuoi dire che me li ha affittati e che io sono l’allievo?”. “Certo”, risponde lei che tiene il passo della “ciurma” alla perfezione.
Davide caccia un urlo che lo avranno sentito fino a Castellamare “L’ho trovato! E’qui!”. Tutti si precipitano, si affacciano su una piccola buca, confermano e mi fanno spazio perché possa guardare anch’io.
Di come, spinto e precipitato dentro un piccolo avvallamento della spiaggia, osservo, scrivo, ascolto, gioco, eccetera.
“Non è che mi lamento per questo “scherzo”, ma…” . 
“Dai, giochiamo - piccolo conciliabolo -…giochiamo a “Principessa Prigioniera”” “Si! Si!”. 
Annoto: “Sono in trappola”.
Si crea un Gran Consiglio per discutere cosa fare di me. Fortunatamente sono pietosi e mi lanciano una borraccia piena d’acqua. Un gesto di clemenza. Annoto anche: “Mi sento veramente ridicolo”.
Il gioco prevede che io debba prima rispondere a tre domande e poi liberarmi da me.
1° domanda: Nome, cognome, numero di carcerazioni, di CPT  visitati, di internamenti etc.”
2° domanda: luogo di abitazione: strada, capo nomadi, “sottanponte” – che scopro che è differente da “strada”, perché è al coperto – etc.etc.
3° domanda (che poi sarebbero due): il tuo ricordo più bello; il tuo sogno più bello.
Sulle prime due domande sono decisamente “scarso”. Non ho mai visitato un carcere e abito in un appartamento decente, anche se non di lusso, sulla via Salaria. Però queste domande mi fanno pensare. Immaginavo di trovarmi a contatto con ragazzi disagiati, invece annoto: “Sono loro che mettono a disagio me”. E li guardo meglio. Sono bellissimi. Qualcuno ha la pelle scura, alcuni sono zingarelli; tutti, chi più e chi meno, hanno genitori che lavorano tutto il giorno e penso che siano qui perchè qualcuno li custodisca. Lo dico a Gaia, che è scesa giù, dove mi trovo io. Mi risponde “No, guarda, non hai capito niente. Sono loro che hanno in custodia te”. Che non sia solo un modo di dire lo capisco quando si mettono a esprimere commenti sulla mia casa. Non ci sono mai stati, ovviamente, ma è come se la conoscessero da sempre. “Forno a microonde, acqua potabile, due televisioni e un salotto buono…”. “Neanche un filo di polvere e ordine da fare schifo. Se lasci una cosa fuori posto ti troncano la mano”. “Magari i figli tra gli scouts…- fanno versi -” “No, questo no! – rispondo - fino lì non ci arrivo”. 
Per il resto, inutile difendersi.
“Male, molto male”, sentenzia Sami, il rosso. “Non conosci nulla di nulla.”. Ha ragione. Annoto: “Non conosco nulla di nulla”. E’ allora che cominciano a raccontarmi storie, storie vissute, storie così dense e drammatiche che non riporto qui, perché ciascuno può immaginarle da sé. Però mi dicono anche di una gigantesca tartaruga di mare apparsa all’improvviso, mandata da San Michele Arcangelo, di una barca di contrabbandieri e di un veliero che batte tutta la costa e che nessuno vede, a eccezione di loro. Di una strega che canta e di un poeta che vive sulla cima di un albero. “I bambini ti fanno perdere il senso di ciò che è vero e di ciò che non lo è” (annoto). Giannetto mi rivela che c’è un varco tra i mondi, ma che, quando si diventa adulti, non lo si trova più. “Si perde la capacità di arrampicarsi sui soppalchi dell’anima e si va raso terra, cercando di confondersi con le piastrelle del pavimento”. Questo lo dico io; esce da solo, da  qualche parte di me. E mi permette di arrivare un po’ meglio alla domanda numero tre. Certo che ho dei ricordi e, tra questi, ce n‘è anche qualcuno bello. E’ solo che mi vergogno a raccontarlo. Loro, invece, non se ne vergognano affatto. Henry Ciccione ricorda come era contenta sua mamma quando il medico ha detto che il fratellino non era sieropositivo. Soldo di cacio ricorda la prima volta in cui ha visto il mare. Fante di cuori, quando suo padre gli ha insegnato il gioco delle tre carte. Susanna, la felicità per una bomboletta ricevuta in regalo. Mano che canta si emoziona ripensando alla prima volta in cui ha cominciato a battere sui tamburi. Tutti, senza eccezioni, rievocano l’incanto provato alla vista dell’alba e del tramonto, e le favole che la mamma o una sorellina raccontava loro. Mi faccio un po’ di coraggio, però non abbastanza. Rubo un ricordo altrui. Ricordo la volta in cui, per il mio compleanno, sono stato portato, a sorpresa, nel posto più bello del mondo. E’ andata così: mia madre lavorava perché non poteva farne a meno. Mi accompagnò a scuola e, recalcitrante perché era la “mia” festa, mi fece scendere proprio davanti all'ingresso. Feci appena a tempo a chiudere la portiera della macchina che lei la riaprì e mi riacciuffò. Mi chiese di aprire le due valigie “del lavoro” che aveva con sé e ci trovai dentro maschera, pinne e costumino. La palla e le racchettone. E via verso la costiera che, bella così, non è stata mai più e non lo sarà mai. Mi sembra una storia poco interessante, invece me la fanno ripetere più volte, aggiungendo particolari.  Non ho più voglia di annotare, di mettere un filtro tra me e ciò che vivo. Lo dico a Gaia, è soddisfatta. Sono un pò in difficoltà ad esprimermi sul mio sogno più bello. Ci sono tante frasi che potrei dire, cose che riguardano la giustizia, i diritti di tutti, la solidarietà, il rispetto dei bambini…ma mi sembrano frasi fatte. Tutto quello che trovo di sensato in questo momento si riassume in una richiesta: “Ho fame”. E la condivido con tutti gli altri.
“Puoi liberarti, Principessa”.
Il resto della giornata scorre denso di altri insegnamenti. E così il resto della settimana, che adesso mi appare troppo breve. Arrivano gli altri partecipanti-allievi. Trovo, troviamo insieme, l’oceano dentro una goccia d’acqua e vedo una luna rosa spuntare all’orizzonte dell’afa. Dò l’orologio in cambio degli occhiali-made-in-Scampìa e mi pare di intravedere quel varco tra i mondi che Giannetto sa passare continuamente da parte a parte. Sorvolo sulle freccette.
Artisti e bambini. Solamente loro vedono la vita così com’è. Essi conoscono il senso delle cose. Sentono nei discorsi la verità e la menzogna.  Questo  lo leggo  su un sito internet che seguo. E' veramente così.  

P.S.
Mi sono già prenotato per il mese di Agosto. Per tutto il mese.
Sergio Capparoni

***

Pubblichiamo alcune osservazioni di Marguerite:
“Tra le tantissime cose, mi fermo un attimo sul tempo e sul simbolo. Ho imparato che i bambini vivono un simbolismo tanto più assoluto quanto meno vengono condizionati e si lascia loro campo libero, di pensiero e di movimento. Un oggetto qualsiasi, una palla, un pezzetto di fil di ferro, una scatola di cartone, può essere infinite cose, significare tutto. Significati continuamente cangianti, si tratta di un simbolismo di tipo affettivo. Non mi è mai piaciuta la Montessori, con quella razionalità piatta per cui un oggetto serve a una funzione e basta; è un modo di uccidere la creatività. Non amo proprio nessuno dei tanti “sistemi” escogitati da pedagoghi di qualunque nazionalità e tendenza che cercano sempre di irreggimentare l’arte spontanea in canali stabiliti da loro.
Penso al povero, martirizzato figlio di Piagèt, che finì in analisi per tutta la sua vita dopo essere stato martirizzato dall’osservazione costante, implacabile, di un padre - quello sì, veramente pazzo - che decise di prendere un bambino svizzero a prototipo del “bambino” in sé. Non esiste il bambino “in sé”. Esistono “i” bambini. E sicuramente aveva ragione Vygotskij: il linguaggio serve ai bambini per comunicare, non per strutturarsi un pensiero. Serve per chiamare, per chiedere un abbraccio o del cibo, oppure per offrirne. I bambini si trovano al punto opposto di cose come facebook, o twitter, dove tanti credono di darsi esistenza attraverso le parole che scrivono e contano gli “amici”, che sono tanti o pochi a seconda di quanti gli rispondono o li invitano da qualche parte. Tra un mi piace, un non mi piace, una frase a effetto. Che solitudine infinita!
I bambini non si sentono soli. Possono sentirsi abbandonati ed esserlo veramente, ma allora è un altro tipo di ferita. E'  la ferita che ricorda un abbraccio che c'è stato e oggi non c'è più,
di solito è la madre a mancare, è quello il legame più profondo, più “naturale”. La solitudine è una sensazione che provano quelli, tra i cosiddetti: “adulti” che hanno perso la capacità di immaginare, sognare, desiderare. Un bambino è capace di aspettare in eterno, un adulto si spazientisce subito perchè non sa riempire l'assenza di una vertigne di tempi passati e presenti e futuri e in contemporanea, di amici conosciuti e attesi, ricordati, inventati, creati con maestria d'artista. I bambini comprendono l’arte e la riconoscono, perché sono essi stessi artisti.
Immergermi nel loro mondo è stato così affascinante da farmi quasi cadere vittima della sindrome di Stendhal, di quel tipo di stordimento cioè che ti coglie di fronte a qualcosa di così straordinariamente bello ed emozionalmente coinvolgente da farti stare persino male. Così come un’opera d’arte riesce a “comprenderti” nella relazione profonda tra sé stessa in quanto opera e il suo creatore, sentivo che io ero loro e loro erano me. Provavo come una vertigine che mi faceva andare all’indietro, a un’infanzia per me non tanto differente dalla loro, ma che si sommava e si estendeva a quelle tante esistenze. C’era qualcosa di divino, di ancestrale. Il capogiro di trovarsi all'incrocio della relazione col tutto.
Credo che sia per evitare questa sensazione, per paura di quella libertà infinita e immensamente viva, che troppi adulti, odiano i bambini, ne abusano in ogni possibile modo, cercano di distruggerli. Arrivano ad immaginarseli come “mostri” che tentino di aggredirti e persino di ucciderti. Stanno solamente attaccando la tua parte malata, mostrandoti, inconsapevolmente, ciò che sei e ciò che hai deciso di non essere più. Certo, non si può tornare ad un'altra età, ma, cercando di adultizzare e adultizzarsi, per paura del ridicolo o del giudizio degli altri, si  rischia di invecchiare senza conoscere nulla della vita che non le sue scartoffie. Questo, da qualche parte, lo si avverte ed è così che si diventa cinici. La vita è arte. E l’arte è senza tempo, come il gioco dei bimbi.
Bòn, spero che la traduzione sia comprensibile”.
Margherite Lemon
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L'OSTERIA A CALCUTTA
parteciperà con un piccolo stand al

TOR TRE TESTE FESTIVAL

Roma 30, 31 luglio - 1 agosto

Parco Alessandrino, Largo Serafino Cevasco 

Labirinti reali ed immaginari al Parco Alessandrino
(Municipio VII)

Ingresso: gratuito. Punto di ristoro: tutte le sere

Si parlerà di labirinti, della loro storia. Labirinti nella loro accezione spirituale di percorso dell'uomo verso il suo centro e, viceversa, dal suo profondo verso gli altri. Labirinti come percorso della memoria, cammino obbligato  che tiene desta la capacità di ricordare, ma anche labirinti come reti digitali, tracciati di migrazioni, luoghi di reclusione/esclusione, quella che tocca quotidianamente ognuno di noi: quando siamo bambini, donne, migranti, disoccupati, poveri, vecchi. Ma se ne parlerà musicalmente, dinamicamente, attraverso le favole e le leggende, attraverso storie che sono quelle di ogni essere umano che si fa ascoltatore, per trovare, assieme a spettacoli teatrali e concerti di grande intensità emotiva anche dei momenti di creazione, incontro e scambio come le Scritture di Strada,  un happening continuo di scrittura estemporanea completamente libera (perché, se liberiamo le scritture; le scritture, forse, libereranno noi) e gli incontri con gli autori di libri che propongono un'esperienza ravvicinata con il labirinto della parola, diventando un'occasione per aumentare gli accessi dei luoghi culturali del territorio.
A cura di: Ass. di volontariato The Way to the Indies - Argilla Teatri
Ass. Culturale Michele Testa TorSapienza e la partecipazione di Ass. Fabbrica Prenestina Onlus  - Coop. no profit Fuori Posto
PROGRAMMA COMPLETO

http://www.argillateatri.org/tor-tre-teste-festival-programma/  

Grazie, Isabella, ci sarò. Come te lo pubblicizzo meglio? A me piace sempre una vecchia sigla:

http://www.youtube.com/watch?v=xA6O-9mtHjI&NR=1

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Voglia mi sprona, Amor mi guida et scorge,
Piacer mi tira, Usanza mi trasporta,
Speranza mi lusinga et riconforta
et la man destra al cor già stanco porge;

E ’l misero la prende, et non s’accorge
di nostra cieca et disleale scorta:
regnano i sensi, et la ragion è morta;
de l’un vago desio l’altro risorge.

Vertute, Honor, Bellezza, atto gentile,
dolci parole ai be’ rami m’àn giunto
ove soavemente il cor s’invesca.

Mille trecento ventisette, a punto
su l’ora prima, il dí sesto d’aprile,
nel laberinto intrai, né veggio ond’esca.

(Petrarca, RVF CLVII)

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Serate

http://www.youtube.com/watch?v=7sRlylWy1SE

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