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Giulio Girardi, filosofo e teologo della Liberazione tra i piu' prestigiosi e importanti del mondo. Nato al Cairo il 23 febbraio 1926. Fu a Parigi con la famiglia fino al 1931. Poi in Libano, frequentando la scuola primaria a Beirut. Nel 1937, a seguito della separazione dei genitori, si trasferi' con la madre e la sorella ad Alessandria d'Egitto, frequentando la scuola media italiana presso i salesiani. Scelse di divenire salesiano e, nel 1939 inizio' gli studi superiori in Italia, ai quali seguirono quelli filosofici e teologici per la formazione al sacerdozio come salesiano di Don Bosco.Completo' gli studi nel 1950, con il dottorato in filosofia (tesi sulla metafisica e San Tommaso d'Aquinio). Fu ordinato nel 1955.
E’ stato professore di filosofia, antropologia, e introduzio al marxismo e Teologia della Liberazione presso molteplici Universita', tra le quali: l'Università salesiana di Torino e di Roma, l'Università cattolica di Parigi el'Iistituto superiore Lumen vitae di Bruxelles. In seguito, fu espulso da tutte queste istituzioni e poi dalla congregazione salesiana a causa delle sue scelte politiche e teologiche: la scelta d’impegno con i movimenti di base e la presa posizione per il marxismo. Nel 1962 partecipo' in qualita' di esperto di marxismo e problematiche dell'ateismo contemporaneo al Concilio Vaticano II, collaborando alla progettazione e alla redazio della Gaudium et spes, preziosissimo documento “sulla Chiesa nel mondo contemporaneo”; Dal 1965 al 1969 partecipo' al dialogo tra cristiani e marxisti, a livello nazionale e internazionale. Alla sua ricerca filosofica, affianca il crescente impegno con le realtà di base, in Italia e nel mondo, che iniziano a coniugare l'aggiornamento conciliare con l'impegno politico.
Nell'aprile del 1972 compi' il suo 1° viaggio in America Latina per partecipare al 1°  Incontro Continentale del Movimento Cristiani per il socialismo, tenutosi a Santiago del Cile. Il documento che concluse i lavori di questo incontro termina con queste parole: I cristiani devono optare decisamente per la rivoluzione, specialmente nel nostro continente, dove è tanto importante la fede cristiana nelle masse popolari. Quando i cristiani avranno l'audacia di rendere una testimonianza rivoluzionaria integrale, la rivoluzione latinoamericana sarà invincibile.
Uno dei massimi divulgatori e protagonisti in Europa della Teologia della Liberazione, viene definitivamente espulso anche dall' Istituto Lumen Vitae di Bruxelles. Si dimettono da quest'ultimo, per solidarietà, anche Francois Houtart, Gustavo Gutierrez e Paulo Freire. Prosegue la docenza universitaria presso l'Universita' di Lecce, insegnando filosofia della stori dal 1977 al 1978, poi presso l'Universita' di Sassari, ove insegna filosofia politica da 1978 al 1996. Continua a viaggiare in America Latina, alternando l'insegnamento ai suoi impegni politici. E' in Cile, Peru', Colombia, Messico, Cuba...
Tornato in Italia, partecipa al movimento in Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Austria, Belgio. In Nicaragua collabora con il Centro Ecumenico Antonio Valdivieso di Managua, con la chiesa popolare e movimento indigeno nicaraguese; impegnato nella solidarietà con l'America Latina, particolarmente con Cuba e il movimento indigeno in Messico, Ecuador e Bolivia. In Italia, ha anche coordinato una ricerca partecipativa con la Comunità di San Benedetto al Porto di Genova, di Andrea Gallo, dal titolo: Dalla dipendenza alla pratica della liberta'. Nel 1974 e'  membro del tribunale Russel II sull'America Latina; è membro del Tribunale Permanente dei Popoli, fin dalla sua fondazione, nel 1976.
Dopo essere stato espulso da tutte le Università cattoliche in cui era docente, nel 1977 e' anche dimesso dalla congregazio salesiana e sospeso a divinis.Continua il suo impegno di solidarietà con i popoli latinoamericani e la sua opera di animatore e formatore nelle comunità di base e negli organismi di riflessione e di dialogo tra cattolici e comunisti. Nel 1980 compie la sua prima visita in Nicaragua, ove solidarizza con la rivoluzione sandinista ed esprime collaborazione con i vari movimenti ecumenici, indigeni e popolari. Il Fronte Sandinista gli assegnerà l'ordine Carlos Fonseca per il suo lavoro a fianco della popolazione nicaraguense.
Dal 1986 inizia a frequentare  Cuba, e' li' ogni anno, collaborando con diverse istituzioni; dal 1988 è impegnato nella solidarietà con i movimenti indigeni, specialmente in Messico, Equador e Bolivuia. Dal 1992, con il movimento macroecumenico dell'Assemblea del popolo di Dio, in cui alle tematiche della liberazione, si unisce la riscoperta delle origini indigene dei popoli sudamericani. Fino ai primi anni del 2000, continua occuparsi anche di tematiche relative all'educazione popolare e al nascente movimento per la pace. Nel corso degli anni, si e' anche impegnato, in Italia, soprattutto nel campo ricerca partecipativa sulle condizioni del mondo del lavoro e sulla trasformazione della coscienza cristiana a fronte delle mutazioni del contesto sociale. Nel 2005, con il suo ingresso nel movimento Noi Siamo Chiesa, propone in esso l'aggiornamento sulle tematiche d’impegno politico e ecclesiale.
Assieme a un gruppo internazionale di teologi (unico italiano, assieme a Giovanni Granzoni e al giornalista Filippo Gentiloni), è stato promotore anche di: Appello alla chiarezza, manifesto contro la beatificazione di Karol Wojtila, uno dei pochi  segnali critici rivolti al grande pubblico sulla figura di Giovanni Paolo II.
L'appello  elenca 7 punti particolarmente controversi del pontificato wojtyliano:
1)La repressione e l'emarginazione esercitate su teologi, teologhe, religiose e religiosi mediante interventi autoritari della Congregazione per la dottrina della fede.
2)La tenace opposizione a riconsiderare, alla luce dell'Evangelo, delle scienze e della storia, alcune normative di etica sessuale che, durante un pontificato di oltre 26 anni, hanno manifestato tutta la loro contraddittorieta', limitatezza e insostenibilita'.
3)La dura riconferma della disciplina del celibato ecclesiastico obbligatorio nella Chiesa latina, ignorando il diffondersi del concubinato fra il clero di molte regioni e celando, fino a che non e' esplosa pubblicamente, la devastante piaga dell'abuso di ecclesiastici su minori'.
4)Il mancato controllo su manovre torbide compiute in campo finanziario da istituzioni della Santa Sede, e l'impedimento a che le autorità italiane potessero fare piena luce sulle oscure implicazioni dell'Istituto per le opere di religione (Ior, la banca vaticana) con il crack del Banco Ambrosiano.
5)La riaffermata indisponibilita' del pontefice, e della Curia da lui guidata, ad aprire un serio e reale dibattito sulla condizione della donna nella Chiesa cattolica romana
6)Il rinvio continuo dell'attuazione dei principi di collegialita' nel governo della Chiesa romana, pur cosi' solennemente enunciati dal Concilio Vaticano II'.
7)L'isolamento ecclesiale e fattuale in cui la diplomazia pontificia e la Santa sede hanno tenuto mons. Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo di San Salvador, e l'improvvisa politica di debolezza verso governi - dal Salvador all'Argentina, dal Guatemala al Cile - che in America latina hanno perseguitato, emarginato e fatto morire laici, uomini e donne, religiose e religiosi, sacerdoti e vescovi che coraggiosamente denunciavano le 'strutture di peccato' dei regimi politici dominanti e dei poteri economici loro alleati.
E conclude:
Su tutti questi aspetti, coloro che danno una 'valutazione negativa' dell'operato di Giovanni Paolo II, sono invitati dai firmatari dell'appello a fornire la loro testimonianza al Vicariato di Roma, superando 'la ritrosia e la timidezza, e ad esprimere formalmente, con liberta' evangelica, fatti che, secondo le loro conoscenze e i loro convincimenti, dovrebbero essere d'ostacolo alla beatificazione presso....(segue il nome di un'agenzia).

Tra gli altri suoi numerosissimi scritti: Credenti e no credenti x mondo nuovo; Cristianesimo, liberazione umana, lotta di classe; Cristiani per il socialismo, perché?; Sandinismo, marxismo, cristianesimo: la confluenza; La tunica lacerata; Il popolo prende la Parola. Il Nicaragua per la teo-logia della liberazione; Rivoluzione popolare e occupazione del tempio. Il popolo cristiano del Nicaragua sulle barricateLa conquista dell’America. Dalla parte dei vinti; Il tempio condanna il Vangelo: il conflitto sulla teologia della Liberazione fra il Vaticano e la CLAR; Gli esclusi costruiranno la nuova storia?; Cuba dopo il crollo del comunismo; Resistenza e alternativa. Al neoliberalismo e ai terrorismi.