Mai finora, ci siamo
ritrovati con animo così turbato come oggi. Siamo di fronte, nel nostro bel
Paese ad una caduta senza precedenti della Democrazia e dell’etica pubblica. La
mia coscienza di uomo e di prete che intende coniugare coerentemente Fede e Impegno
Civile e’ in difficoltà a prendere la parola. Dov’è la fede? Nelle crociate
moralistiche? Dov’è la politica? Nei palazzi? Dove sono i partiti? Sempre più
lontani…Illecite operazioni dei Poteri occulti, monopolizzazioni private dei
mezzi di comunicazione sociale, mancanze di risorse. E’ regolare il conflitto
di interessi.
Alleanze segrete con le potenti Mafie in cambio della loro sempre più capillare
e garantita penetrazione economica e sociale. Mito della governabilità a
scapito della indispensabile funzione parlamentare delle rappresentanze;
progressiva riduzione dello stato di Diritto a favore dello stato Padrone a
conduzione tendenzialmente personale. Sconfinamenti di potere e tentativi
sempre più frequenti di imbavagliare la giustizia e piegarla a interessi
privati, devastazioni del costume sociale attraverso corruzioni, legittimazioni
dell’illecito. E’ vera eutanasia della democrazia, siamo tutti corresponsabili
anche le istituzioni religiose. Mi chiedo: è inutile andare a votare? Come mai
gli indecisi e gli indifferenti aumentano? Esiste una rete possibile di
presidi, movimenti locali e di base, centri sociali, cantieri autonomi di
sovranità, che potrebbero scegliere una democrazia insorgente, abbandonando
rappresentanze formali e vuote: l’azione politica deve essere radicata nella
specificità locale e nell’ambito della vita comune. Auspico, da sempre, pur
aderendo ai movimenti che questi luoghi di resistenza non sottovalutino
l’importanza delle prossime consultazioni regionali. Da parte mia, come Diogene
in questi giorni con la mia Lanterna andrò in giro a stanare i lontani, i
dubbiosi, i delusi, gli arrabbiati e i benpensanti. Care donne e uomini: è un
dovere civico recarsi alle urne. Per gli indifferenti , gli ignavi garantiti
userò parole di Dante e di Gramsci. C’è chi difende il diritto al non voto. A
mio avviso i diritti sono di tutti coloro che con la vita, ci hanno donato la
Costituzione repubblicana. A noi tutti rimane l’impegno di lottare per una
nuova cittadinanza verso istituzioni comunitarie partecipate, mirando a
trasformare in modo nuovo l’esistente e il futuro. E’ un delicato momento di
transizione. La c’e’ ancora una risorsa! Il “sito” è l’essere in comune dove
gli umani possono incontrarsi, rovesciando i rapporti di potere.
Il mio sofferto invito non è quello di tapparsi il naso. La risorsa consiste
nella lista dei candidati.
Contattiamoli, conosciamoli, interroghiamoli, con i nostri stimoli e
contestazioni. Personalmente dopo 45 anni di presenza sul territorio genovese e
ligure ne conosco molti fortemente disponibili a impedire il nefasto avvento di
un regime autoritario e decisi a combattere la tendenza a solidificare la
rivolta in nuove forme di astrazione di dominio dell’ Uno su molti.
Ricordiamoci che ci guardano ansiosi tutti coloro italiani e stranieri che una
condizione crescente di precarietà priva di luogo, di radice, di legame ad un
ambiente riconosciuto e riconoscibile di vita; tantissime persone, non
garantite, invisibili e senza potere cui è stato sottratto in senso letterale,
il tempo futuro e con esso il respiro della speranza. DON ANDREA GALLO Genova,
19 marzo 2010