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DICEMBRE 2009 |


Roma, 18 dicembre, presso la
Città dell'utopia nel quartiere S. Paolo, dalle ore 19.
In questa occasione Nicola
Valentino illustrera’ i contenuti del suo libro appena uscito dal titolo:
“L'ergastolo.
Dall'inizio alla fine” edito da Sensibili alle foglie.
Sara’ inoltre allestito
un banchetto dei libri della cooperativa con le ultime pubblicazioni.

Genova -
Lunedì 21 e martedì 22 dicembre 09
ore 19. Spettacolo teatrale
Esistenza, soffio che ha
fame.
Parole e musiche
ispirate a Qohélet e altri testi sacri, uno spettacolo di e con Don
Andrea Gallo e Carla Peirolero. Musiche e canzoni di Roberta
Alloisio e Edmondo Romano
ore 21. Buffet
multietnico cucina ligure,araba,africana
Uno spettacolo tra teatro e spiritualità fuori dagli abituali confini della celebrazione religiosa, che riflette sulla dimensione sacra dell’esistenza. Un’attrice, una cantante, un musicista e un Pastore danno vita a un rituale, una danza di parole che muove emozioni e riunisce nello stesso cerchio artisti e spettatori. Nato da un' incontro tra Carla Peirolero, attrice e curatrice del Festival delle Culture Suq a Genova, e Don Andrea Gallo, il “prete da marciapiede” più famoso d’Italia, lo spettacolo è un cammino tra culture e religioni e restituisce il senso di comunione tra i popoli pur nella difficoltà delle diversità. Al termine cibi e bevande di diverse tradizioni: pani lievitati in vari modi, vino e thè. Lo spettacolo sostiene la Comunità di San Benedetto al Porto.
ll valore della pace reso assoluto e contrapposto alla chiusura
dell'Occidente, uno
spettacolo che dà una visione ricca e gioiosa della religione...
Indispensabile la prenotazione tutte le informazioni su: http://www.sanbenedetto.org
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Souvenir d'Italie o Miracolo a Milano?
ULTIM'ORA, di Bea Pecci
ANRA- Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi colpito al viso da un riproduzione del Duomo di Milano scagliatagli contro da Massimo Tartaglia, un uomo di 42 anni, subito dopo un comizio del Popolo della Liberta'- premier ricoverato al san Raffaele con prognosi di giorni due.
BERLUSCONI PERDE LA FACCIA?
No, una cosa gia’
persa non si
puo’ perderla di nuovo. Non convince, non convince. Perche’ non ha
usato la
Silvio-mobile? Come ha fatto un semplice cittadino ad avvicinarsi tanto
da
poterlo colpire? E i body guards? Distratti? Perche’ il piu' odiato
dagli italiani non si e’ fatto proteggere adeguatamente? Oppure si’, e
allora… dobbiamo pensare ad una
burla concordata col ministro degli Interni? Non convince. A
caldo, non
convince.
In questo avanspettacolo, nulla convince piu’.
Quando la politica non era solo una sceneggiata, si
usava domandarsi, di un gesto o di un avvenimento, “cui prodest?”
Poi ci e’ stato furbescamente
detto che questo criterio di valutazione è inesatto perche’, come al biliardo, in politica ci si muove di sbiego. Cosi', solo gli sbieghi e gli ambigui si sono arrogati il diritto di interpretarla e la capacita' di saperlo fare.
Io invece - guarda un po' - lo ritengo ancora un criterio
valido; quello che, pur imperfetto, approssima di
piu’ la realta’.
Gli Usa non si sono forse buttati
giu’ da soli le loro Twin per avere il pretesto di attaccare l’Afghanistan? E
Neda Aqa Soltan
non e’ stata forse assassinata da chi
l’aveva convinta a prestarsi ad un falso mediatico (sputtanatato poi da
tutti e
troppo presto dimenticato) per favorire una “rivoluzione colorata” dopo
che le
elezioni in Iran avevano dato la vittoria ad Ahmadinejad?
Meraviglierebbe che uno show man da crociera quale
Berlusconi finisca a fare da “burattino che le prende”, per il capocomico
Usa per cui lavora e che, in un orchestrato attentatino, (o un atten-teatrino) venga metamorfizzato in vittima per
essere sottrarlo ai processi che lo aspettano? In un momento in cui e' in crollo di
popolarita', travolto dagli scandali e quasi inchiodato alle proprie
responsabilita'? Non convince.
Se
ne
avvantaggia lui, in primis, che si vuole impunito e impunibile. E
se ne avvantaggia tutto quell'apparato repressivo
(polizia-militari-vigili con la pistola-ronde e fai da te-)
che e' stato da un bel pezzo mobilitato in tutto il Paese, col
pretesto della
“sicurezza”. E tutto il
discredito
va a Di Pietro (che non e' certo Robespierre, ma sta cercando di metterlo
alle corde)
e a quella “sinistra comunista”, che soltanto Berlusconi vede nel
Pd (“Gesto inqualificabile”, si e' affrettato a dichiarare Bersani).
Questo Pd davvero “inqualificabile” potrebbe pero' trovarsi, suo malgrado, nella posizione di sostituirlo.
Carta vince, carta (anche Costituzionale) perde?.
E'
una classica tecnica di marketing. Si mette in giro la voce che
qualcosa verra' immessa sul mercato; si genera l'attesa; si fa uscire
il prodotto. Da
mesi si stava aspettando questo scoop. Da mesi era stato
annunciato e ripetuto dai media che il premier era a rischio di
attentato. Da mesi lo aveva affermato lui stesso. Da mesi si sta
spargendo la menzogna di un ritorno del
“terrorismo”. Beh', fosse stato vero, ci si aspettava qualcosina di
piu'!!!
Da un clown, ci si puo' aspettare soltanto che
riceva una torta in faccia. Da Berlusconi, un
trepiede, una riproduzione del Duomo di Milano ad uso turistico...
Ci fanno persino tenerezza i
Massimo Tartaglia fans clubs su facebook... Alt!!! No, anche questi non convincono
cosi’ tanto. Tutta acqua al mulino di
Santo Subito II°. Ora, anche grondante sangue (sangue?).
Falso
campione dell'autonomia
nazionale -come pretendono tanti fasci -, in realta' assoluto servo
degli Usa, sceso in politica per i suoi
fini e per decisione altrui - oltre che per evitare la galera -, lucra da sempre attraverso una gestione del paese
e dell'economia di tipo criminale e
mafioso.
Dopo essersi proclamato l“'Unto del Signore”, ora si
pretende Santo
Subito Martire.
Alle 20.44 gli arriva la solidarieta’ del Vaticano, per bocca
del portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi: “...fatto
molto grave e preoccupante, che manifesta il rischio reale che dalla violenza
delle parole si passi alla violenza nei fatti”.
Alle 21.51, l’“attentatore”
dichiara: “Non sono io. Io non sono Nessuno”.
Alle 22.24, le stigmate: ad
Emilio Fede, che si precipita a trovarlo in ospedale, proclama: “Sono
un miracolato”.
Non convince, non convince. A caldo, non convince proprio.
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http://www.youtube.com/watch?v=AcD3CTiREoc
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Parto per qualche giorno. A Napoli, l'altro ieri, un bambino Rom di otto anni, mi ha chiesto che cosa sia il Natale. Suo padre e’ in carcere e sua madre ha altri quattro figli tutti piu’ piccoli e chiede l’elemosina. Mi ha tolto dall’imbarazzo di rifiutare inviti rituali, formali da un branco affamato di parenti-serpenti. Ora so con chi passero’ le festivita’ natalizie. Auguri con tutta me. Patrizia C.
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AUGURI DI BUONE FESTE !
2009/2010
da Vittorio e Cristina
“VIGNOLO”, ORVIETO (UMBRIA)
**********25 dicembre 2009: “Trovato neonato in una
stalla. La polizia e i servizi sociali indagano. Arrestati un falegname e una
minorenne”. L’allarme è scattato nelle prime ore del mattino grazie alla
segnalazione di un comune cittadino (obbediente all’invito del ministro
Maroni): aveva scoperto una famiglia accampata in una stalla. Al loro arrivo
gli agenti di polizia, accompagnati da assistenti sociali, si sono trovati di
fronte ad un neonato avvolto in uno scialle e depositato in una mangiatoia
dalla madre extracomunitaria, tale Maria H. di Nazareth, appena quattordicenne.
Al tentativo della polizia e degli operatori
sociali di far salire la madre e il bambino sui mezzi delle forze dell’ordine,
un uomo, successivamente identificato come Giuseppe H di Nazareth, ha opposto
resistenza spalleggiato da alcuni pastori e tre stranieri presenti sul posto.
Sia Giuseppe H. che i tre stranieri, risultati sprovvisti di documenti di
identificazione e permesso di soggiorno, sono stati tratti in arresto.
L’Ufficio Stranieri della Questura e la Guardia
di Finanza stanno indagando per scoprire il paese di provenienza dei tre
clandestini. Secondo fonti di polizia i tre potrebbero essere spacciatori
internazionali, dato che sono stati trovati in possesso di un ingente
quantitativo di oro e di sostanze presumibilmente illecite. Nel corso del primo
interrogatorio gli arrestati hanno riferito di agire in nome di Dio per cui non
si escludono legami con Al Qaeda. Le sostanze chimiche rinvenute sono state
inviate al laboratorio per le analisi. La polizia mantiene uno stretto riserbo
sul luogo in cui è stato portato il neonato. Si prevedono indagini lunghe e
difficili.
Un breve comunicato stampa dei servizi sociali,
diffuso in mattinata, si limita a rilevare che il padre del bambino è un adulto
di mezza età, mentre la madre è ancora adolescente. Gli operatori si sono messi
in contatto con le autorità di Nazareth per scoprire quale sia il rapporto tra
i due e se la loro lontananza dal luogo di residenza abituale possa nascondere
rapimento o plagio. Nel frattempo Maria H. è stata ricoverata all’ospedale e
sottoposta a visite cliniche e psichiatriche. Sul suo capo pende l’accusa di maltrattamento
e tentativo di abbandono di minore. Gli inquirenti nutrono dubbi sullo stato di
salute mentale della donna la quale afferma di essere ancora vergine e di aver
partorito il figlio di Dio.
Il primario del reparto di Igiene Mentale ha
dichiarato oggi in conferenza stampa: “Non sta certo a me dire alla gente a
cosa deve credere, ma se le convinzioni di una persona mettono a repentaglio –
come in questo caso – la vita di un neonato, allora la persona in questione
rappresenta un rischio sociale. Il fatto che sul posto siano state rinvenute
sostanze stupefacenti non ancora consuete al nostro mercato clandestino, non
migliora il quadro. Sono comunque certo che, se sottoposte ad adeguata terapia
per uno due o tre anni – solo i progressi determineranno la durata della cura –
le persone coinvolte, compresi i tre trafficanti di droga, potranno essere
reinseriti a pieno titolo nella società. Le autorità competenti decideranno se
espellerli con foglio di via obbligatorio o accettare la loro eventuale
richiesta di permesso di soggiorno. Ma questo esula da ogni mia responsabilità
professionale”.
Pochi minuti fa si è sparsa la voce che anche i
contadini presenti nella stalla vengono sospettati di essere consumatori
abituali di sostanze stupefacenti. Il loro alibi non ha retto ai primi
controlli. Sostengono di essere stati costretti a recarsi nella stalla da una
persona di alta statura con addosso una lunga veste bianca e due ali sulla
schiena (?). Avrebbe loro imposto di festeggiare il neonato. Il portavoce della
sezione antidroga della questura ha così commentato: “Gli effetti di certe
sostanze a volte sono imprevedibili, ma si tratta della scusa più assurda mai
messa a verbale negli interrogatori di tossicodipendenti”.
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Cara Marina,
auguri!
Come stai? Spero tu stia bene… fammi sapere...
Io sono stanchissimo
perche' sono arrivato ieri sera (mercoledi'). Dovevo arrivare martedi' sera, ma
il volo da Chicago a San Diego e' stato cancellato e ho dovuto aspettare 12 ore
all'aeroporto. Insomma... stiamo bene e oggi andremo dalla zia a fare la festa
a Gesu' bambino. La mamma ha fatto pozole e tamales per la cena e domani, il
25, si andra' a Tijuana (speriamo non piova!).
Ci sentiamo presto. Stammi bene.
Feliz Navidad!
Baci,
Diego
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Félicitations
pour votre ténacité et votre extraordinaire travail, de chacun d'entre vous. Marina, j’espere d’avoir, en
cette nouvelle annèe, un peu de votre courage. Un peu de votre capacité à
engager et, en même temps de respecter les temps de chacun. Sur ce chemin de lutte (la vôtre, la nôtre). Le combat.
Avec
sincère admiration. Félicitations. Avec vous.
Jacques
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Annus Horribilis
in decade malefica
Decade malefica in stolto secolo
Secolo osceno e pavido
Grondante sangue e vacuo di promesse
Annus Horribilis
Annus Horribilis
Annus Horribilis in decade malefica
S’attardano ombre
Le parole confondono
Si separano sponde
Coltivano incendi
Cure imposte e subite
Da sembianze smarrite
Sotto sguardi accecati
Tra pochezze infinite
Ecco le novità
Ecco le novità
Ecco le novità
Il cielo è uno scudo labile e tenue
Ammalia il vuoto e nulla seduce
Avanza il lato oscuro, s’alza s’innalza abbaglia
Mi ruba gli occhi ed ero cieco già
Mi ruba gli occhi ed ero cieco già
Lo so lo so lo so
Mi ruba gli occhi
Annus Horribilis in decade malefica
Decade malefica in stolto secolo
Secolo
Secolo osceno e pavido
Grondante sangue e vacuo di promesse
Conosco le parole
Dette scritte scandite
Tenerezze stupite
E tensioni impazzite
Tendono al grande bang
Tendono al grande bang
E tutto tende al grande BANG
...Osteria Calcutta è un lavoro aperto
a felici traguardi!
Ciao Marina, serenità e salute,
R.
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E’ la mezzanotte del 25 dicembre 2009.
I popoli antichi veneravano la Luna e il Sole; nel
giorno del solstizio invernale, quando la luce inizia a dilatare il suo
tempo giornaliero, adoravano il dio del Sole, che rinasceva dopo la
propria morte. Il dio greco Dioniso e il dio egizio Oro. E
anche Mithra, il dio della Luce di origine indoeuropea, nato da
una roccia, circondato da pastorelli che gli offrirono doni dentro
una grotta, dal quale e’ mancato un
soffio che - qui - non fossimo tutti battezzati per volonta' dell'imperatore romano Aureliano, alla fine del III° secolo. Forse, da Mithra, derivò Buddha.
Il
25 dicembre, giorno celebrato in tutta l'antichita' come compleanno del
Sole, in questa post modernita' e' un giorno triste. Le ragazzine
borghesi ottengono per regalo le sospirate tette di plastica; i
ragazzini borghesi, l'ultimo desiderato modello di cellulare-spia. Le
tavole sono ubriache di parenti-serpenti, di unioni false, di noia, di
dovere, di abitudine. I figli che parlano di futilita', gli amici per
far numero. Quello “simpatico” che si invita per ravvivare l'ambiente. Quello che si vuole presente perche' altrimenti resterebbe da solo e tocca essere “buoni”.
Il cane di casa - il migliore di tutti, senza ombra di dubbio -
sbattuto in balcone perche' c'è un ospite con l'allergia e perche' e'
troppo esuberante. In balcone! Con i fumatori impenitenti che, come e'
noto, intossicano piu' della diossina e di tutti i veleni che,
quotidianamente, respiriamo e mangiamo ovunque. In balcone, gli “eretici”:
il cane esuberante e il fumatore impenitente, e che il diavolo se
li porti, altro che Gesu' bambino. Esuberi che devono rimanere al
freddo, al gelo, alla pioggia, se insistono a rivendicare un proprio
libero spazio.
Una grande abbuffata, una sbornia colossale e tutti i salmoni a Gloria (quella zia ricca sempre in punto di morte che pero' campa sempre e non si arriva mai ad ereditare).
Fortuna che esiste un altro mondo.
No, non parlo dell'al di la' di questo; è proprio qui, sulla Terra. E'
il mondo che cerchiamo di costruire, passo dopo passo, ed e'
soprattutto il mondo della stragrande maggioranza dell'umanita',
povera, offesa, in esubero, discriminata e in lotta. Un mondo di
bambini soldato, di bambini ai quali non e' permesso essere tali, di
adulti smarriti, reclusi, abbandonati. Di anziani che non possono piu'
ricordare. Un mondo di esseri umani che non pensa all'aperitivo da
selezionare su un'ampia lista, ma s'interroga sulle possibilita' di
avere una sufficiente forza, domani, per raggiungere una pozza d'acqua.
Si chiede se potra' mettere insieme un mezzo pasto qualunque. E' un
mondo in lotta. Dall'America Latina, a Gaza, all'India, E noi, in quella stessa lotta, stiamo. Con le armi che possediamo e con la frase che, cristiani o no, credenti o no, si dovrebbe tenere sempre scolpita in mente:
“E' piu' facile che un cammello passi per una cruna d'ago che un ricco entri nel mondo dei cieli.”
Ma
non come consolazione futura o tale da indurre passivita' e
rassegnazione. Tenendo invece - anche e sempre - bene a mente che il
regno dei cieli va costruito prima qui, sulla Terra. Ricordo le parole
di Andrea, quando lo conobbi. Alla fine di una celebrazione, disse: “La pace e' finita. Andate e lottate insieme. E non arrendetevi mai”.
E
ricordo altro. I tanti Natali passati qui, in Italia; un soppalco
altissimo, i carciofi con la pastella, il profumo dei fiori, il presepe
con la sabbia vera che occupava un'intera stanza. La carta regalo fatta
a mano. La tombola con i ragazzini. I cioccolatini. Santa Maria
Stagnola!!! E i Natali in India, o in Indonesia, con Brenda e i
pupazzetti infilati dentro la sabbia.
La poesia della vita passa anche per queste piccole cose.
Lo sapeva bene Alda Merini. Che scrisse:
…Io quest'anno ho
spento le candele: tutti mi hanno invitato, ma quella notte non farò nulla di
diverso, nulla che io non faccia sempre, proprio come quando ero bambina; al
limite si cambiava stanza, si andava dalla camera al tinello per vedere se era
arrivato Gesù, e per mangiare il panettone…
…C'è una bella poesia
dialettale che dice “fai piano, ogni volta che dai un colpo al muro lo dai
al mio cuore...”. Casa: quanto la ami a Natale! Ricordo quando, sempre
bambina, persi la mia, abbattuta anche quella: allora c'erano le bombe, ci
rifugiammo chi nelle risaie e chi nei paesi limitrofi, dove tutti eravamo un
po' degli stranieri. Nei granai la sera recitavamo il rosario su dei
pagliericci di fortuna, poi di giorno si andava nelle cascine in cerca di pane,
in breve... si mendicava dai contadini abbienti. Oggi, invece, che abbiamo una
casa non abbiamo più quella cortesia e quell'amore dei contadini. Io dormivo
con una vecchia che ogni notte pregava la morte che la venisse a prendere, e
avevo paura. Ma come bambina ho dovuto accontentarmi.
Adesso che sono
un'anziana poetessa... continuo ad accontentarmi. Ma ripenso con nostalgia a
quei Natali solenni, quando la mamma faceva enormi presepi, metteva le figurine
dei pastori e i laghetti di specchio. Ci facevano trovare il carbone, alle
volte, ma eravamo contenti lo stesso: poi, dietro il carbone, c'erano sempre
tre caramelle. Però era arrivato Gesù, era questo che importava, vedere che
sulla paglia del presepe qualcuno aveva deposto il bambino. E si pregava, si
pregava insieme davanti a quella statuina, ignorando che il piede lieve della
mamma era andato lì di notte per deporlo... Allora ignoravamo tutto della vita,
anche il mistero della nascita, un evento che per noi cadeva dal cielo. La
Madonna non appariva sorpresa, neanche San Giuseppe, e noi piccoli eravamo in
un regno di favola bello che abbiamo perduto. Ci dimenticavamo dei doni e
stavamo piuttosto a guardare quel bambino appena nato domandandoci se aveva
freddo, ma la mamma ci diceva che aveva l'amore della Madre... Ecco, forse
anche in tarda età chi mi scalda ancora nelle notti di solitudine è l'amore
della mamma, che io amavo tanto e che credevo che, come Maria, non sarebbe mai
morta. Sì, si può morire d'amore per un uomo, ma quello che mi fece impazzire,
forse, fu quella porta chiusa di mia madre dolcissima, che io credevo eterna,
come tutti i figli.
E mi sono resa conto,
a un tratto, che non avevo mai ascoltato i suoi lamenti tanto ero giovane. Ma
quanto si paga la giovinezza! Anch'io, come le mie figlie, quando andavo a casa
sua le portavo via gli oggetti più preziosi perché... nella mia casa sarebbero
stati bene, e una madre si fa sempre derubare. A lungo andare morì, senza
chiedere mai niente, ma era così felice della nostra gioia che forse non morì
veramente mai. L'abbiamo derubata, ma soprattutto - e sembra un eufemismo -
avremmo voluto (che Dio mi perdoni) portarle via quegli occhi, così verdi, così
dolci, così innamorati di noi.
Sono passati decenni
da quei Natali e ancora cerco l'odore dei mandarini o del bollito, che si
mangiava solo quel giorno. Erano i nostri doni. Oggi invece si tende a saltare
il Natale, si va direttamente all'arrivo dei Magi, ai doni, la nascita quasi
non esiste più, forse perché le nostre donne non sanno essere madri. E i bambini,
tra televisione e futili regali, sono i più grandi emarginati del nostro tempo:
abbiamo rubato loro l'infanzia e la religiosità della vita.
Mi si chiede cosa
vorrei trovare questa notte sotto il presepe: la mia Barbara, la mia Flavia, le
mie figlie che mi furono tolte quando una maestra, assistente sociale, trovando
che la casa non era ordinata me le portò via. Sono sempre stata una disordinata
perenne, ma avevo quattro bambine felici alle quali suonavo le
“nenie” di Natale. Andando in solaio ho trovato le mie vecchie famose
poesie tutte imbrattate delle loro figurine: giocavano con le mie grandi
poesie! Io non ho pianto su queste, ma su quelle figurine sì. Loro non sapevano
cosa vuol dire genio, conoscevano solo due parole: mamma e bambino. Il mio
presepe privato.
(Alda Merini)
Io,
quest'anno, non ho la possibilita' di un decoder e guardo i
telegiornali al computer.
Pero' una piccola luce l'ho accesa, prima del by-passaggio a nord
est che mi portera' l'Anno nuovo (impiego' meno tempo Amundsen,
nel 1906, a conquistare quello a nord ovest, inseguito dai creditori,
sopra un peschereccio per le aringhe).
Una
luce che si rispecchi, invece, e' una cosa semplice. E' sufficiente
unire lo spago con l'argento, i cristalli di rocca antichi e
il bambu' fresco. Non e' l'ipocrisia della fraternita' universale. La
falsita' dell'essere tutti in uno. Tutt'altro. Esprime, senza retorica,
almeno
nelle intenzioni, la possibilita' di lasciare ciascuno libero e
unico, e al tempo stesso unire insieme saldamente
materiali che restano differenti e molteplici, ma sono schierati dalla stessa parte.
Appassionati del tentativo di contribuire a far si' che' la luce (ogni piccola, discriminata luce) abbia
una possibilita' di vittoria, si rifletta e si espanda.



* L'11 settembre 2001, cosi' com'e' stato raccontato al mondo, e' una bufala made in Usa.
Si tratta infatti della “trovata” criminale dell'Amministrazione Bush II° per poter scatenare le “guerre infinite” al preteso “terrorismo
islamico”, aprendosi con i massacri la strada per le
pipelines dal Caspio, eliminando popoli di troppo e sostituendo i loro
legittimi governi con fantocci sul libro paga della CIA. Molti i (non)
secondari e correlati. Ne citiamo solo due: scatenare la paura, il
sospetto generalizzato, l'odio per i musulmani e i “diversi”, da cui rafforzamento della sicurezza interna e convalida delle alleanze (e sudditanze) esterne.
Le “crisi” vengono previste con decenni di anticipo dalle agenzie specializzate e i “rimedi”
vengono agiti molto prima che le banche siano fatte fallire, per poi
salvarle. E molto prima di quando i semplici cittadini possano
rendersene conto.
Di tutto cio' abbiamo parlato a lungo in “Immagini e parole 2008”. Aggiungiamo qui solo una nota, tratta da http://pilotsfor911truth.org , relativa allo “sventato”, mai esistito attentato al Pentagono.
...Il dirottamento del volo American
Airlines 77 non può essere avvenuto. Un parametro nei dati chiamato "FLT
DECK DOOR" combacia e conferma dati precedentemente decodificati e
ottenuti dai Piloti per la Verità sull'11 settembre dal National Transportation
Safety Board (NTSB) utilizzando il Freedom of Information Act.
La mattina dell'11 settembre 2001, il volo AA-77 decollò
dall'aeroporto internazionale di Dulles diretto a Los Angeles alle ore 8:20
(eastern time). Secondo i rapporti ufficiali, avvenne un dirottamento tra le
ore 08:50:54 e le 08:54:11, durante il quale i dirottatori fecero schiantare il
velivolo sul Pentagono presumibilmente alle 09:37:45. Come riportato dalla CNN,
secondo Ted Olson sua moglie Barbara Olson l'aveva chiamato dal volo AA-77
affermando che "...tutti i passeggeri e il personale di volo, inclusi i
piloti, erano stati raggruppati in fondo all'aereo e lì trattenuti da
dirottatori armati". Tuttavia, secondo i dati di volo forniti dal NTSB, la
porta della cabina di pilotaggio di AA-77 quel giorno non fu mai aperta
durante il volo (le
informazioni riguardo lo stato della porta della cabina di pilotaggio venivano
aggiornate ogni quattro secondi durante il volo e i dati indicano che la porta
non è stata aperta nemmeno una volta durante tutto quel tempo). Come avrebbero
fatto dunque i dirottatori ad entrare nella cabina di pilotaggio, rimuovere i
piloti e dirigere il velivolo verso il Pentagono, se la porta della cabina
rimase chiusa? Fondata nell'agosto del 2006, "Piloti per la Verità sull'11
settembre" è un'organizzazione in costante crescita che comprende aviatori
professionisti da tutto il mondo. L'organizzazione ha analizzato i dati forniti
dal NTSB riguardo l'attacco al Pentagono, lo schianto a Shanksville (Pennsylvania)
e l'attacco al World Trade Center.
I dati non confermano la versione ufficiale. Il NTSB e l'FBI rifiutano di commentare. C'è una crescente
montagna di informazioni e dati conflittuali e contraddittori che le agenzie
governative e ufficiali, insieme ai Mass Media, si rifiutano di riconoscere.
…chi sono i
comunitaristi? E' gente che, appropriandosi di alcuni fondamentali comunisti e
antimperialisti, li mescola con deviazioni radicali dagli assunti marxiani sul
conflitto tra le classi. A questo sovrappone, sotanzialmente annullandolo, istanze
nazionaliste che, lungi dal mettere in discussione l'imperialismo per sè, si
indirizzano contro quello statunitense, anglosassone, israeliano, nel nome
neanche troppo dissimulato di un imperialismo italiano, oggi sublimato in
quello euroasiatico. Si intravvede una linea di continuità con i paradigmi di
80 anni fa che ci parlavano della demoplutocrazia…
(da http://fulviogrimaldi.blogspot.com/2009/11/se-la-tirannia-e-loppressione-si.html ).
Se
poi, tra chi ci segue, qualcuno si scandalizza del fatto che facciamo
convivere, in questo spazio virtuale e nella realta', persone che non
condividono tra loro punti importantissimi di visione teorica ... che
si scandalizzi pure! Noi siamo insieme a tutti i non ambigui,
a quelli che sono in perfetta buona fede e che non abbandonano la
lotta. Con loro possiamo scambiare e magari anche discutere
all'infinito; ci fara' sempre piacere. Siamo anarchici, percio', alla fin fine, abbiamo una visione “nostra” del tutto. Ma mai e poi mai,
ci ritroveremo sulle barricate insanguinate di Barcellona. Cerchiamo di
unirci, invece di frantumare sempre tutto fino alla scissione
dell'atomo. Ne conosciamo le conseguenze.
http://www.youtube.com/watch?v=-jZRJWp_Beo&feature=related
* CRISI ECONOMICA, CULTURALE E DELLE RELAZIONI SOCIALI SONO COLLEGATE
(parentesi stile facebook (che poi vi raccontiamo anche questo...):
- Marina - va a
prendersi un caffe'
- Sara - Whow!
- Vincenzo - Non esagerare
pero'!
- Alessia - mi piace
questo elemento
- Angelo - anche a me piace questo elemento
- a 2 persone piace questo elemento
- Daniele - il caffe’
ti fa male
- Vincenzo - condivido
questo elemento
- Alessia - questo elemento non mi piace piu’
- Sara – questo elemento non mi piace piu’
- Alessia e Sara - hanno
stretto amicizia
L'esempio è inventato, ma rappresenta cosa sia facebook. Ne avevamo
parlato lo scorso gennaio, inserendo anche un link e declinando tutti gli
inviti. Qualcuno ci fece pero’ comunque lo scherzo di iscriverci. Poco prima di Natale, mi sono divertita a
sondare il terreno di quest’area virtuale. Ho confermato le mie idee al
riguardo e mi sono accorta di quanto,
nonostante l’esistenza di nuovi network, Faccia/libro sia ancora molto
gettonato. Innanzitutto, e' costellato da una miriade di
microinformazioni, in numero tanto elevato da sembrare i
frammenti di una meteora esplosa per un attentato orchestrato (no, Sgrena...non ti precipitare...Al Queida non c'entra) dal Pentagono contro le umane possibilita' di approfondimento e selezione. Poi, è attraversato da solitudini, narcisismi, comunitaristi eurasiatici
(ormai ho sufficiente fiuto per riconoscerli e cadono in
contraddizione in un nanosecondo). Ci abitano però anche compagni veri che lo utilizzano per promuovere eventi, idee, cose
reali. Percio’, di tanto in tanto, lo utilizzeremo anche noi, tempo permettendo
(che tanto, a Palo Alto e dintorni, siamo schedati da un pezzo).
Il
linguaggio
utilizzato da
faccia/libro e’ pero’ un linguaggio che noi non utilizziamo e forse
questo
non piacera’. Pazienza. Ci sembra peggio che questo
linguaggio si sia diffuso tra i compagni in modo tanto rapido quanto
resistente. Io non posso considerarmi amica - ne’, ovviamente, nemica -
di una
persona mai vista ne’ conosciuta che pero’ mi comunica che oggi si
sente un po’
giu’ di corda. Per la ragione semplice che non so chi sia! Riconoscendo
benissimo quale sia la “classe” e la “lotta di classe”, detesto
l'idea della fratellanza
universale del “cari e care” (ammoscerebbe
Wonder Woman o il Colosso di Rodi). Fosse proprio questo l’obiettivo? Temo che ce ne siano anche altri.
Ad ogni modo, Facebook mi comunica disagio, astrazione e vuoto. Crea confusione e noto, tra le altre cose, che una gran parte di utenti segue con commenti
vaghi, semplicissimi, una piccola parte di imbonitori, gratificandoli della qualifica di “esperti”. Noi
facciamo il lavoro contrario: non ci gratifichiamo di falsi esperti e, chi scrive
qui, persona conosciuta o no che sia, e’ esperto veramente. Ha vissuto e vive in prima persona le cose di cui
parla. E
non delega ad altri
“conoscenza” e “cultura”. Non si beve gli sproloqui di secchioni che
parlano
per citazioni e per far vedere quanti libri hanno letto (spesso
ripetendo
ovvieta’ che sono tali anche per un liceale). Tra figli dei Lumi, padri
e
fratelli dei lumi, discendenti dei lumi, c’è un tale spreco di energia
elettrica che si capisce in quale conto tengano l'ecologia. Ad alcuni, basta
piazzare qui o li’
una qualche citazione in tedesco, per far vedere che lo si e’ studiato
(a
proposito: lo sanno tutti che la filosofia occidentale e' meglio studiarla in tedesco. Lo
sa anche Diego, a poco piu’ di vent’anni. Vive con me, e’ di origine
messicana; una famiglia che ha scavalcato un muro infame e
pericolosissimo per tentare la sorte in
California. Non c’è bisogno di ‘sti gran pensatori. Diego ne sa di piu’
e
meglio).
Faccia/libro
segue l'andazzo corrente. Un pizzico di tutto; chi decide e chi
segue. Poi, cercando, troviamo qualche nome - sempre quelli - che fa
scivolare con
nochalance il nome delle scuole che ha frequentato (titoli di merito?) e spara li' un'overdose
di “io
so che”, “tizio e’ un idiota e Caio e’ il peggio del peggio”; le
solite profezie
autoavverantisi e lo stabilimento professorale (balneare) di cosa sia
corretto e cosa non lo
sia. Di chi stia nel giusto e chi nello sbagliato.
Ma...
vergognatevi!
Che un giorno
la vita vi travolga con la violenza di uno tzunami, con la
collera di
quelli che avete sempre ingannato, voi sempre pronti alle peggiori
alleanze. Voi che non esistono piu' la destra e la sinistra. Non siete
arrivati neppure a comprendere Gaber, figuriamoci Pasolini. Che vi
arrivi la rabbia vera e innocente di un
ragazzino http://www.youtube.com/watch?v=qxghrG8lpg0. E che quella rabbia faccia scomparire la vostra brutta faccia da faccia/libro e da ogni altro luogo del pianeta.
La cultura non consiste nell’aver ingoiato i “sacri” o profani testi
(quella, semmai, e’ “coltura” del proprio orticello di quattro fans che, ancora piu’
ignoranti , o tremebondi, o traditori di professione, necessitano di un guru di riferimento).
Arriviamo cosi’ al
punto da trattare. “Crisi economica, culturale e delle relazioni sociali sono
collegate”. E non solo - in Italia - a causa dello sfascio della scuola
pubblica o dell'affannoso sgomitare per un posto precario o
per spolparsi un osso. E’ piu’ complesso. Per dirla in modo un po’ rozzo, ma
comprensibile a tutti , ogni epoca storica e' caratterizzata da una produzione di idee e cultura che e' condizionata dai modi di produzione, dall'organizzazione economica e
sociale. “Le idee della classe dominante sono, in ogni epoca
le idee dominanti; cioè, la classe che è la potenza dominante della società è
in pari tempo la sua potenza spirituale dominante. Le idee dominanti sono
l'espressione ideale dei rapporti materiali dominanti, sono i rapporti materiali
dominanti presi come idee”. Sto accenando al rapporto struttura-sovrastruttura secondo Karl Marx. Secondo la nostra esperienza (non secondo i libri che abbiamo letto),
continua ad essere un'idea valida, anche se reversibile (ripetiamo ancora una volta: siamo e restiamo anarchici).
Perche' i rapporti di produzione mutino e' anche necessario che mutino
i pensieri indotti, stereotipati, ricalcati sul modello di quelli
di produzione. Cioe', quelle “idee della classe dominante”
che questa stessa classe sparge attraverso tutti i possibili mezzi
di comunicazione sull'universo mondo e sulle classi sociali
subalterne. Se vi capita di dare un'occhiatina a cio' che scriveva
Engels in “L'origine della famiglia, della proprieta' privata e dello stato”
o ai testi di Cooper e di tantissimi altri che, dal '68 in poi,
hanno ragionato e scritto su queste cose, diventera' piu' chiaro
cosa si intenda per necessita' di non distinguere tra pubblico e
privato (vero conflitto d'interessi!). Certamente, tutto cio' vale
poco per chi e' considerato in esubero in Honduras, in Palestina, lungo
le vie del petrolio e anche qui da noi, per la strada e nelle
istituzioni totali. Ma vale per coloro che pretendono di rappresentarli
in salotto e di rivendicare diritti altrui senza interrogarsi su sè
stessi. Perche', al finale, la battaglia e' sempre la stessa:
poveri e poverissimi contro
ricchi e potenti. Ma i secondi possiedono solo soldi e tempo da
perdere, i primi sono portatori di verita' incrollabili, di difficolta'
autentiche, ma anche di capacita' creative che nemmeno se le sognano
quelli “del piano di sopra”.
Il nostro piccolo lavoro e', passando attraverso una condivisione pratica, reale, continuativa,
quello di facilitare l'emergere di straordinarie potenzialita'.
Strano lavoro. Spacca il cuore, ma dà molte soddisfazioni.
Provare per credere.
http://www.youtube.com/watch?v=OP-9PLBrKNU
* ...Reclamiamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressori:
gli uni sono la mia patria; gli altri sono i miei stranieri (Don Milani)
Non vediamo good ol' tmes da
rimpiangere. Ne' abbiamo vissuto un miracolo negli anni ’70, facendocelo poi
sfuggire di mano... Alcuni di noi sono stati parte di
un grande slancio collettivo e chi ha partecipato veramente era “in se'” il miracolo,
altri giocavano. Fuori da questa considerazione, si puo’ arrivare oggi a
discorsi da circolo della bocciofila, dove vecchietti acidi e rancorosi, disillusi per l’eta’ e gli
acciacchi, rimpiangono la
propria infanzia-eden mitizzata e
lacrimano sui sogni infranti. Nessuno gli ha tolto
niente: sono
loro che non sono stati capaci di mutare un contesto sociale spaventoso
(purtroppo,
non ne e’ stato capace neanche chi ha messo l’anima dentro un tentativo
in cui
tanti hanno lasciato la vita o marciscono ancora in galera).
Accusare dei propri
fallimenti quelli che neanche allora facevano sul serio e’
una scorciatoia facile, indice di dipendenza - o di desiderio di
dipendenza, di delega - come a dire: i miei “comandanti” mi hanno
deluso
(o tradito, o abbandonato)... si perde il
filo rimpiangendo una “sinistra” che “non e’ stata” (quindi “non
e’”) tutta cosi’ bella. Esistevano riviste, giornali,
parlamentari, ma quelli di
maggior valore sono scomparsi, fatti chiudere forzatamente o resi muti.
“Il
Manifesto”, che tento’ pure di diventare un partito, nacque da una
costola del PCI nel tentativo (non riuscito) di convogliare
(e attutire) una protesta
dilagante. Cosa
si pretende che esprima, oggi? Perche’ lamentarsi del fatto che
non
risponda al tipo di testata che si vorrebbe?
Per
noi, ciò che conta è alzare la testa e riappropriarsi
di un discorso di parte che percorre tutta la storia. Riconoscersi, in
prima
persona: comandanti. Addossare le responsabilita’ ad “altri” e’
inutile, quando non dannoso. Per appartenere a qualcosa, e’ possibile
utilizzare un paradigma semplice, ma di livello superiore: sentirsi
parte della
“razza umana”. E’ un’appartenenza sufficiente, altre non ne
servono.
L’identita’ non e’ un monolito o qualcosa che c’è solo “essendo
parte di una
struttura” (men che meno ideologica). Non è neanche la somma semplice
delle
tante che ci vengono attribuite o di quelle che ci diamo da
soli.
Penso invece che: “Io E’ l’altro”. Le
categorie di riferimento sono differenti e la domanda vera non riguarda
il
conformismo, ma è: sono davvero capace di sentire di “essere”
l’altro? Se ci riesco (quando ci riesco) ho realizzato qualcosa.
Se non ci riesco (tutte le
volte che non ci riesco) ho fallito. Si dovrebbe ripartire dal sogno,
dal
volo. Essere il volo.
Dal nostro punto di osservazione: i good ol’ times erano popolati da:
a) Rivoluzionari; b) Antifascisti militanti, molti dei
quali facevano (come i rivoluzionari) analisi valide tuttora. Cos’e’ un’analisi “seria”? Chi dovrebbe farla? Il
ruolo degli intellettuali e’ “dans la rue”, gridava Sartre agli operai
della Renault. Ascoltare, recepire, dare voce. La politica non e’ materia
per pensatori eletti (con tutti gli altri “prepolitici” e
“precategoriali”)... possono occuparsene a giusto titolo solo: i
“fuori casta” del mondo; gli artisti; i poeti; chi e' capace di
ascolto e partecipazione vera. Gente poco seria? Tanto seri da ridere delle proprie follie e rischiare la pelle al tempo stesso; c) Anticonformisti
di moda: se la son data a gambe quando le cose si sono messe male. Finiti
ad auto-recludersi in diversi tipi di bunker e istituzioni totali
quotidiane dove hanno trovato cio’ che in realta’ andavano cercando, non certo
la Rivoluzione, ma un’identita’ circoscritta (magari circoncisa).
Incapaci di esercitare l’anticonformismo ieri, figuriamoci oggi. La
Sinistra-dei-bei-tempi-andati aveva molte sfaccettature e, in questa
sua parte, faceva piuttosto schifo....intellettualoidi e trafficoni che si dicevano “di sinistra”, oggi sempre piu’ a destra... “Quella sinistra”
e’ scomparsa. Non va rimpianta, piangendo il morto, o
meglio: il “nato morto”. Negli anni della repressione, operarono in modo
selettivo, colpendo chi faceva analisi serie e agiva coerentemente, non chi cercava un posto al sole.
In un esercito con troppi futuri disertori,
c'era anche chi veramente desiderava costruire un mondo nuovo, perche’ vivere
in questo gli procurava dolore autentico (non sdegno etico).
Partirono da questo dolore, dallo scavare dentro se’ stessi e da
un’analisi massacrante della realta’. Chi ha continuato (tra i sopravvissuti)?
Quelli che erano sinceri ed hanno avuto coraggio. E coraggio non
significa assenza di paura... significa
provare paura, ma agire ugualmente. Va avanti solo chi non
cercava assicurazioni, ne’ contenimento, ma LIBERTA’. E, la liberta’, o e’
per tutti o non e’ (“Io E’ l’altro”).
Si puo’ vivere senza padroni. E molto meglio. Il nemico vero non sono i saltimbanchi, le
marionette o i cialtroni da operetta. Il nemico vero e’ sempre lo
stesso: il capitalismo, inteso come Ordine Mondiale da sovvertire (non a
chiacchiere).
Nel mondo, il sistema capitalista sta
attraversando la sua solita crisi sistemica, stavolta anticipata e complicata da una serie
di fattori, tra i quali:
a) l’effettivo esaurirsi delle
risorse e il ribellarsi del pianeta allo scempio subìto e in atto.
b) le grandi migrazioni prossime
venture dall’Africa e dall’est del mondo, a seguito di carestie prossime
venture e della miriade di sfollati creati dalle tante “guerre infinite”.
Il nuovo soggetto politico non coincide col concetto classico di “classe”, ne’
ha le fattezze tradizionali del sottoproletariato, e’ il prodotto della
combinazione di soggetti diversi: gli sfruttati di sempre, i piu' emarginati (sottoproletariato ed “esuberi”),
gli immigrati, le seconde e terze generazioni di immigrati, l’insieme di tutti
coloro che si continua a sfrattare con violenza dalla loro casa nel mondo e che non hanno collocazione. Si e’ aperta una nuova epoca e il processo di contaminazione
e' inarrestabile, cosi' come lo sono le lotte, la rabbia e il coraggio
di chi non ha niente da perdere. Sono milioni e milioni di persone schiave e
bandite, il cui numero e' destinato a crescere in modo esponenziale. Non sara’ mai
possibile “integrare” tutti ed e’ illogico definire “dropout” la stragrande
maggioranza dell’umanita’. Non si puo' affermare che non sarà mai
egemoni ne’ che non farà mai alcuna Rivoluzione. Piu’ logico immaginare il
contrario. Intanto, fanno paura al Potere.
In Italia,
si risponde a questa paura istigando
al razzismo, terrorizzando per salvare il salvabile, convincendo che
sparare
ai propri vicini (o schiavi) permetta di preservare il proprio
bunker ecologico. Una sinistra corrotta ha spianato la via a
un governo razzista e xenofobo preparando il
clima d'intolleranza che
fonda sull'inventato bisogno di sicurezza. Operazione
di paura e di marketing: si propaganda il terrore (del
diverso, dello “straniero”,
dei neri,
degli omosessuali, dei tossici, dell’altro in genere, della
carestia,
della guerra mondiale...) innescando violenza e
diffidenza per cercare di spezzare ogni possibilita' di
con-divisione e
annientare ogni ribellione; poi si impone il rimedio:
uno stato di polizia (come dopo ogni Piazza Fontana etc.). Diffondere
la paura e’
il sistema classico utilizzato per distogliere l’attenzione delle
persone (e dei popoli)
dalla stra-crisi di certe forme di governo e illudere che i problemi
possano
essere risolti solo con gli strumenti di una inesistente democrazia. Il
bisogno
di sicurezza equivale alla perdita della Libertà, ma che importa? Le
paranoie
spingono ad ogni consenso, anche al piu' meschino, e a preferire di
essere controllati pur
di ritenersi al riparo. Ma al riparo da che?
Terrificante e' il mondo in cui viviamo e
il sistema che ci controlla.
Lo sterminio quotidiano di ogni individualita'
e devianza... Come emarginati o rom o
artisti o
gay o neri o prostitute o come donne e uomini non omologati nè
omologabili. Veltroni invio’ le ruspe nei campi Rom; Alemanno mira
a distruggerne fino in fondo l’identita’, come
qualunque identita’ “altra”, assimilandola ed utilizzandola. E’
l’aspetto moderno della repressione (“moderno” per l’Italia, in
altri
Paesi lo applicano da tempo): integrare nel sistema le culture
“altre”, per
annientarle. Cosi' si e' passati dal F.U.O.R.I (Fronte
Unitario Omosessuale Rivoluzionario) ai gay che chiedono di essere
considerati
normali (rispetto a quale “normalita'”?) e normati. Non c'è piu',
nelle loro richieste, alcuna valenza sovversiva, solo noia e
piattume. “Statalizzare” la “devianza” serve ad irreggimentarla, ingrassa Stato e privati con le logiche mafiose degli appalti. I
diritti diventano una tagliola, si cerca di “annettere” le
devianze, non di
“ammetterle”. Il capitalismo non ha etica, persegue solo i propri
scopi: tollera
o non tollera per motivi di interesse economico.
Potrebbe
“ammettere” qualunque cosa gli portasse un vantaggio. Stragi e massacri quando conviene. Nella
societa' borghese - termine antico, per noi sempre valido - nulla
è mai stato
rilevante. E’ la societa’ borghese
che fa schifo e che va disertata per andare
altrove.
Fuori dalla nostra provincia:
Gli USA (e
servitori vari) non sono i soli a dominare il mondo. In Italia, l’informazione che si
autodefinisce “di sinistra”: o ancora non si e’ accorta che i
rivoluzionari colorati sono burattini, o e’ pagata dalla CIA, o e’vittima di una
psicosi collettiva. Non ha senso arrovellarsi ad immaginare quali
scenari potrebbero indebolire lo strapotere USA. Nè
ingegnarsi a cercare il modo attraverso il quale i dominanti
s’indeboliscano tra loro. Non esiste UN SOLO
nemico: i nemici accerchiano da tutte le parti. ...Seminano terrore perchè non ci si accorga che determinate forme di
governo sono in stra-crisi. Arrivano a scatenare il panico per una
improbabilissima terza guerra mondiale. Solita tragica sceneggiata col
sangue
delle persone. Le marionette dell'Ordine
Mondiale agiscono sotto la guida della grande finanza
internazionale, che coinvolge
Tokio come Berlino o Washington. USA
ed exURSS, ad esempio, generano i
peggiori conflitti nell’universo mondo e sono entrambi
membri permanenti dell'ONU (intoccabili, con diritto di veto, insieme a
Francia,
Cina, U.K.). Non si tratta di parteggiare per l'uno o
l'altro, l’unica
possibilita’ è nella non-complicità e nell'abbracciare solo le
lotte autenticamente dal basso. Assistiamo infatti, anche al riassetto di potere
tra dominanti capitalisti che avviene, come sempre, tra scosse e scontri.
Questo e’ anche il senso dell'attuale crisi finanziaria statunitense
(non siamo al crollo del ’29) e di quella mondiale. E' una crisi destinata
ad approfondirsi (solo il debito pubblico USA e' di 10.000.000 miliardi!). Per
questo tornano a parlare di guerra (che
sarebbe guerra tra grandi potenze economiche concorrenti per
l'egemonia globale). Ma non fanno i conti con un fatto fondamentale: non sara' possibile fermare le lotte dal basso. Il potere e’ assurdo, illogico, narcisista... possono intuirne le mosse i poveri, gli artisti e i poeti, che hanno
una visione differente. C’è una cupola, ormai senza piu' nome ne’ occhi, interpretata da salariati posti in posizioni di
vertice... ombre
disincarnate. Immediatamente sotto la cupola, ci son i guardiani
dell’Impero. Oggi: Usa, Israele, UE (con Italia e UK ai primi posti di vassalli). Poi ci son i sottoposti ai guardiani: stati vassalli con governi fantoccio piazzati in posizioni
strategiche (in Oriente, Medio Oriente, America Latina, Africa). Tutti loro
operano
attraverso sterminii definiti “effetti collaterali” per l'esportazione
di “civilta'”,
“democrazia” e “diritti” (traffico d'armi incluso). Sono dotati di
apparati
mediatici a loro funzionali, lungo il circuito che va dalle televisioni
di stato a quelle private dei differenti Paesi, ai giornali, ai siti
internet, ai blog, ai vari facebook et similia, giu' giu' fino ai mein
kampf
antimperialisti, mafia e sicari, raduni vari, militari e
paramilitari,
falso filoislamici, ovunque nel mondo.
Ma le cose sono cambiate gia’ da tempo. La “crisi”
non era solamente prevista, era anche voluta. Si obiettera' che le crisi sono
fisiologiche nel sistema capitalista. E' verissimo, ma se lo sappiamo noi, volete che non lo sapessero i guardiani
dell'Impero? Lo sapevano e hanno pianificato di utilizzarla come una carambola.
Un colpo, nel gioco del biliardo, che consiste essenzialmente nel colpire
una pallina con la stecca in modo tale che le altre si scompaginino tutte
sparpagliandosi per ogni dove. Qualche biglia sara' perduta, ma qualcun'altra
andra' in buca. E’ una mossa che si fa di solito in condizioni disperate,
quando le possibilita’ di vittoria sono tutte a favore dell’avversario.
Dunque, un avversario esiste!. Dal momento che la combriccola del Potere e’
sostanzialmente connivente, l’avversario e’ quello di sempre. Chiamatela lotta
dei poveri contro i ricchi o come meglio preferite, basta intendersi. Questo
avversario non accetta piu' questi giochi. Mentre in ogni dove si
tentano carambole sotto forma di rivoluzioni colorate (oggi: in Iran), colpi di
stato (oggi: in Honduras), da ogni parte del mondo va sempre peggio per l'Impero.
E ancora peggio gli andra’ perche’, non considerando neppure esistente la
grande massa dell'umanita', mentre tentano di disintegrarla al fosforo bianco,
attraverso massacri collettivi, tiri al bersaglio individuali, tribunali
dell'Aja, dei “diritti umani” e via assassinando, questa orda di barbari, di
incivili, di analfabeti di una civilta' di mostri, cresce, si moltiplica, e non
si arrende. Mentre i guardiani della cupola sono impegnati a competere
e ad accordarsi tra loro, non tutti nel
mondo sono rincitrulliti dai videogiochi e dalle figurine. In alcuni Paesi - non pochi - sono miliardi di persone e non si
fermano. Per questo c'e' speranza. Di piu': c'e' certezza.
Arturo Ui non spuntera' da nessuna parte, benche' la societa'
detta “civile” lo invochi mentre finge di temerlo. Non ci saranno che goffi
tentativi di ascesa.
La situazione delle opposizioni, in Italia,
ci sembra (piu' o meno) questa: NGO, associazioni no profit,
laiche e non laiche, fanno spesso il gioco del padrone (consapevolmente
o
no). La “sinistra”
ufficiale e’ un vuoto a perdere e non può avere
palle ne’ ovaie perche' prospera venerando il dio-mercato per
timore
del
rincaro dei prezzi del parrucchiere. Persone che si fanno i conti alla
sera, non si
mettono in gioco e non rischiano. Con o senza la sinistra radicale
extraparlamentare,
non contrastera’ mai veramente la destra perche' ci va a braccetto:
fanno affari insieme. Recitano una parte e hanno grandi interessi.
Detto questo, e’ giusto criticare i “farisei” e i loro media,
ma senza riconoscere validita’ a questi interlocutori, altrimenti
si
rischia
di fare il gioco di chi ci vorrebbe tutti rassegnati, impotenti,
cinici o
fallimentari. Con chi si vorrebbe discutere su cosa sia accaduto
alla “sinistra”? Con chi un tempo partecipo’ per
gioco, per ribellioni personali che non ha saputo portare avanti, o per un posto al
sole? Con chi ha tradito tutto scegliendo di mandare altri al macello? Queste teste
non son recuperabili. Continueranno, alla bocciofila, a chiedersi “cosa e’
accaduto”. A mescolare carte e interessi, tentando di assicurarsi alle catene. Il
“ceto medio” non c'entra con noi. Tra quelli che si sono frantumati in diversi modi, la
maggior parte (ma non tutti) sono
sostenuti da intellettuali molto ignoranti e molto
corrotti. Senza proposte politiche, curvi sui propri interessi, che non
sono pero’
obbligatoriamente quelli dei “padroni nordamericani e dei loro
subcomandanti
italici”. Perdersi nell’analisi degli interessi di Prodi o di
Berlusconi equivale a concentrarsi sul dito, non vedendo la
luna. Pignole,
rigide, o appassionate che siano, accuse e accanimenti
fanno male
alla salute, non costruiscono e non danno gioia. C’è
gioia nella lotta e nella ribellione. Si tratta di spazzare via sia la destra che la falsa
sinistra. Ma anche, in Italia, di respingere l'attacco alla scuola
pubblica, all’università, alla ricerca, di opporsi con forza ad
autoritarismo e razzismo; di recuperare un'infinita' di cose e lottare
contro tantissime altre. Riscoprendo parole antiche, come “compagni”.
Trattando con cautela giustizialismo e magistrati. Borrelli non
e’ mai stato Robespierre e Di Pietro no è Zorro
(cosi' come Sarkozy non è El Liberador della Betancourt).
In un mondo
ancora diviso tra dominati e dominanti, i termini “Resistenza”
e “Antifascismo” hanno ancora un senso. Il movimento
antagonista del ’900 italiano non e’ cosa d’archivio. Continua in un
flusso ininterrotto di lotte e non
potra’ interrompersi finche’ ci saranno persone abusate e oppresse. E' vero
che, dietro il termine “Antifascismo”, si nascondono tutti gli
imbroglioni (anche Fini), ma in un Paese in cui i testi scolastici sono stati
da tempo re-inventati e si fa di tutto per azzerare ogni memoria
storica, noi lo rivendichiamo. Come storia nostra e
per riappropriarci di una parola usurpata attraverso la quale tante persone
possono ancora riconoscersi, capirsi, parlarsi, dall'Italia, a Gaza all'America Latina. Va da se’
che esso implichi: anti-imperialismo, anti-razzismo,
anti-sionismo militanti. Napoletano puo’ soffrire di Al-Zheimer quanto
la Sgrena di Al-Queida. Il complesso industrialfinanziario con
simpatie a sinistra e’ formato dai peggiori industriali e finanzieri, i
più pericolosi di tutti? Industriali e finanzieri son legati a destra e a
“sinistra” (gli industriali non stanno forse tutti dentro Medio Banca?). Quali
sarebbero i meno pericolosi? Ma non si vince giocando
di rimessa.
Sono tante le ragioni per coltivare
atti concreti di ribellione. Mantenendo o recuperando la sensibilita’ (da
non confondere col buonismo) che non permette di esprimere attraverso
grafici
asettici, la storia tragica di tanti esseri umani. Lo sdegno etico per
una
falsa sinistra nasconde spesso rimpianti per la propria adolescenza-vita-anni70-, rancori per “padri”
(soprattutto ideologici) che hanno sbagliato, o che si e' incapaci di eguagliare. Lo sdegno
etico però, non
e’ rabbia vera, puo’ finire ad avallare la peggiore destra. Chi
poi
aspetta di veder passar i cadaveri di Berlusconi e
Tremonti puo’
prepararsi ad un’attesa eterna e anche inutile: sono soltanto
marionette, i fili
stanno da un'altra parte. Cio' che riteniamo importante e': staccarsi
dal suolo,
volare alto. Avere coraggio. Rischiare in prima persona. Scendere da
tutti i
piedistalli e mescolarsi a coloro che oggi hanno ben altri
problemi di
quello di trovare un cestino per le cartacce (retorica insulsa da
difensori
dell'ambiente coi paraocchi). Guardarli in faccia. Non troverete
degrado e disperazione, ma coraggio (quello vero) e passione; anche
allegria. Drammi
veri e rabbia reale. Da li', la
vita apparira' diversa da un concentrato di dolore,
regole, divieti, rigidita', iper-responsabilita’ e quant'altro,
surrogati di
felicita' al posto di quella vera. Mettendo al primo
posto Liberta’
e sentimenti, scendendo in strada...
Illusione e realta' si trovano in punti diametralmente opposti rispetto
a
cio' che generalmente si crede. Non c’e’ da aver paura. C’è da entusiasmarsi. Il
progetto e’ quello di riprendersi per intero la vita. Strade intermedie non
ne esistono (ci credono solo quelli che, cercando di salvare capra e cavoli, perdono
entrambi o implodono). Non comprendendolo, si sbaglia. Oppure si
finisce come Bartali che vinse persino un tour sbagliando, perche' lo vinse nel
momento meno opportuno. Ogni volta che sembra di non avere altre vie, e' usanza ritenere di dover ricominciare tutto da capo. Non e' vero. Non
tutto è da rifare, e’ solo da continuare.
Ritrovare il filo smarrito. Non si tratta di rifondare, ma di ridare senso alle cose e alle parole, riparlare di LIBERTA’.
In Italia, si puo’ fare per la lunga tradizione di lotte
sociali e perche’ cè stata la Resistenza. E’ possibile
lavorare
a saldarle con la parte autentica delle battaglie degli anni ’70 e
i
nuovi scenari multiculturali, cercando unita’ tra emarginazione,
arte, cultura. In occidente e non solo, i padroni hanno
imposto regole, idiozie, ignoranza, moralismi,
falsita'... Ma,
invece di pensare di cambiare la borghesia e volgerla in favore
del popolo (cosa impossibile)...e buttiamola finalmente a mare!
Imagination is more important than knowledge
Lo diceva Albert Einstein. L'immaginazione e' piu' importante della conoscenza. L'immaginazione al potere uccidera’ il Potere. E qualcun altro ha scritto: "E' ricercando l'impossibile che l'uomo ha sempre realizzato il possibile. Coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che appariva loro come possibile, non hanno mai avanzato di un solo passo". I tanti disinformatori, sono cosi' irreali da chiedere il possibile. Possiam ridere del loro eleggersi a giudici del vero e della conoscenza, del libero pensiero persino, ma questi artistimai, questi poetimai, sono intermediari di morte. E, di essere sterminate, di essere considerate non esistenti, le masse in tutte le parti del mondo si sono un attimino seccate. Non esistono solo i giochi tra poteri (modo davvero poco abile e strumentale di dimostrare disprezzo per i popoli oppressi e di definire un Impero, con tutti i suoi tentacoli, i suoi boss - Usa, Israele, in primis - e i suoi mandanti ultimi: la Finanza Mafiosa Internazionale?).
OBAMA CI RIPROVA IN IRAN. ALTRI MORTI.
26 dicembre 2009- fallisce l'attentato di un uomo nigeriano, che si dichiara affiliato di Al queida, sul volo della Delta Airlines da Amsterdam, diretto a Detroit.
26 dicembre 2009- Disordini in Iran, alcuni morti.
27 dicembre 2009- emergenza su un volo della Delta Airlines partito da
Amsterdam alla volta del Michigan. Un cittadino nigeriano e' arrestato per “comportamenti
aggressivi” nei confronti del personale di bordo, rifiutando di uscire
dalla toilette dell'aereo poco prima dell'atterraggio violando le nuove
regole di sicurezza che, da ieri,
impongono di restare seduti al proprio posto a partire da un'ora prima
dall'atterraggio. Ma e’ un falso allarme. L'uomo
non
aveva con sé nulla che potesse far pensare ad un tentativo di attentato,
aveva
solo mal di stomaco e per questo si era trattenuto in
bagno. La Casa Bianca nuovamente esorta a mantenere rigide
misure di sicurezza su
tutti i voli. Obama - in vacanza con la famiglia
alle Hawaii, convoca una
riunione in teleconferenza con i suoi più stretti consiglieri.
27 dicembre 2009- Disordini in Iran. 15 morti.
No, non ci si è incantato il computer. Si sono "ingrippati" altri strumenti di bordo.
...e non e' detto che finisca qui...
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E dove poteva “festeggiare” il Papa se non all'Opus Dei di Sant'Egidio? Luogo di pellegrinaggio di tutti i presidenti yankee e/o consorti da che lo hanno inventato e piazzato nei punti strategici del globo?********************
UN ANNO FA
LA STRAGE DEGLI INNOCENTI

MA GAZA NON SI ARRENDE
Estratti da "Araba Fenice, il tuo nome e' Gaza", di Fulvio Grimaldi:
http://www.youtube.com/watch?v=LigVHIa881E
http://www.youtube.com/watch?v=WCmg_NoRdzw&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=6zYVckRqtXk&feature=relatedhttp://www.youtube.com/watch?v=R3tBzJLA8Hs&feature=related
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Riceviamo e pubblichiamo:
INVITO PER IL 31 DICEMBRE



Hi Marina,
Merry Christmas and Happy New Year 2010!
If you come here I shall be very happy. We can
share so many things here.
Sankha

Sur mes cahiers d'écolier
Sur mon pupître et les arbres
Sur le sable sur la neige
J'écris ton nom
Sur toutes les pages
lues
Sur toutes les pages blanches
Pierre sang papier ou
cendre
J'écris ton nom
Sur les images dorées
Sur les armes des
guerriers
Sur la couronne des
rois
J'écris ton nom
Sur la jungle et le désert
Sur les nids sur les genêts
Sur l'écho de mon enfance
J'écris ton nom
Sur les merveilles des nuits
Sur le pain blanc des journées
Sur les saisons fiancées
J'écris ton nom
Sur tous mes chiffons d'azur
Sur l'étang soleil moisi
Sur le lac lune vivante
J'écris ton nom
Sur les champs sur l'horizon
Sur les ailes des oiseaux
Et sur le moulin des ombres
J'écris ton nom
Sur chaque bouffée d'aurore
Sur la mer sur les bateaux
Sur la montagne démente
J'écris ton nom
Sur la mousse des nuages
Sur les sueurs de l'orage
Sur la pluie épaisse et fade
J'écris ton nom
Sur les formes scintillantes
Sur les cloches des couleurs
Sur la vérité physique
J'écris ton nom
Sur les sentiers éveillés
Sur les routes déployées
Sur les places qui débordent
J'écris ton nom
Sur la lampe qui s'allume
Sur la lampe qui s'éteint
Sur mes maisons réunies
J'écris ton nom
Sur le fruit coupé en deux
Du miroir et de ma chambre
Sur mon lit coquille vide
J'écris ton nom
Sur mon chien gourmand et tendre
Sur ses oreilles dressées
Sur sa patte maladroite
J'écris ton nom
Sur le tremplin de ma porte
Sur les objets familiers
Sur le flot du feu béni
J'écris ton nom
Sur la vitre des surprises
Sur les lèvres attentives
Bien au-dessus du silence
J'écris ton nom
Sur mes refuges détruits
Sur mes phares écroulés
Sur les murs de mon ennui
J'écris ton nom
Sur l'absence sans désirs
Sur la solitude nue
Sur les marches de la mort
J'écris ton nom
Sur la santé revenue
Sur le risque disparu
Sur l'espoir sans souvenirs
J'écris ton nom
Et par le pouvoir d'un
mot
Je recommence ma vie
Je suis né pour te
connaître
Pour te nommer
Liberté
(PAUL ELUARD)Marcel
Un anno che inizia
con un
genocidio non puo’ essere un anno buono. Il 2009 e’ stato uno dei
peggiori anni
che io ricordi. Si e’ tentato di annientare e disintegrare fisicamente
Gaza, con
un massacro di innocenti come solo lo stato d’Israele e gli Stati Uniti
sono in
grado di fare. E’ stata intensificata la guerra all’Iraq e
all’Afghanistan, in un crescendo di uccisioni, c’è stato lo
sterminio degli indios in Brasile, in aprile il terremoto
dell’Aquila. Il golpe in Honduras, il tentativo di “rivoluzione verde”
in
Iran – che continua -, il tradimento degli intellettuali di
“sinistra”
in India, oggi l’apertura di un fronte bellico a tutto campo, mondiale,
da
parte di Obama… In Italia, i giornali non si riesce piu' a
leggerli, tanto sono conniventi. I partiti (tutti) non
rappresentano piu’ nessuno. Molti operai hanno votato Lega (non
un’enormita’,
ma non sottovalutarei). Il virus del fascismo e’ di nuovo in
libera
uscita. Il razzismo e’ montante. Continuano e intensificano la cacciata
dei “barbari”, i
respingimenti, i CPT sono stati sostituiti dai Centri di Espulsione, le
morti sul
lavoro e quelle in carcere sono aumentate in numero incredibile e ogni
devianza
dalla normalita’ di cui sopra (massacri e quant'altro) e’ bandita. Lo
stato diventa sempre di piu' uno stato di polizia. I campi Rom sono
transennati sempre
di piu’ con divieti e obblighi di entrata e uscita. Il prezzo della
spesa ora si paga facendo un mutuo.
Ho citato solo qualcosa. Se
tutto questo farebbe perdere la fede, la
speranza e pure la carita’ a un santo, noi, che santi non siamo, che
salottieri
non siamo, siamo poveri, ma in grado di vedere anche altre cose.
Di leggere altri segni. Lasciamo il porta a porta a Bruno Vespa, ai
residuati di Lotta Comunista, a Obama a caccia di “terroristi”
ovunque
essi si trovino... Lasciamo volentieri alla loro sproloquiante
imbecillita’ i traditori e i teorici
del superamento della destra e della sinistra. E i loro colleghi
eroasiatici (fossimo veramente su una nave pirata, se questa non fosse
altro che una metafora, peraltro azzeccatissima), li avremmo gia'
impiccati sul pennone piu' alto. Insieme a tutti quelli che blaterano
il nulla e, non avendo mai visto nulla oltre che se' stessi,
s'immaginano il mondo a loro immagine e somiglianza. La Storia ne avra'
completa ragione. Perche'la Storia non la decidono loro, va avanti
travolgendoli.
In questo immenso sfascio, in questa enorme perdita di vite umane, in
quest’arroganza del Potere, guardiamo a chi, oggi soprattutto in Palestina, in Honduras,
in Iraq, in Iran, in Afghanista, in India, a Cuba, in Grecia, in tante parti
dell’America Latina e persino qui, in Italia, non si arrende. Ci schieriamo con loro, in ogni modo, possibile o non possibile. Dalle favelas,
dai bassi, dagli attendamenti lungo il golfo di Aden, dalle verdi foreste
indiane abitate da popolazioni minacciate dall’Operation Green Hunt...da dove non se lo aspetterebbero mai…
Auguri di lotta e di un 2010 che
vorremmo ci vedesse sempre piu’ uniti. Uniti contro.
Per quanto mi riguarda, per me, sara’ cosi’. E vi prometto che scrivero' piu' spesso e, soprattutto, che verro' presto a Roma.
Emanuela Ferrara



