osteria calcutta
        
Per il mese di Febbraio  il web e' affidato a Beatrice Pecci          

            FEBBRAIO
                             ...cerchiamo di cominciarlo. Piangersi addosso e' molto peggio.

                                                           
LA CLASSE MEDIA      
                                          tutti la vogliono, nessuno se la piglia piu', non rifilatela a noi!!! 

                                                          

                                                             http://it.youtube.com/watch?v=lNxGdQQay-g         

“...In meglio non è cambiato nulla, anzi è stato un costante progredire verso il peggio. Come diceva Marx (così utile per salvare il fallimento delle banche):
Quando la rivoluzione arriva troppo tardi, tutta la  merda ricomincia da capo. (...) schifosi anni ottanta, gli anni dell'edonismo reaganiano, dello yuppismo, degli stilisti elevati a rango di opinion leader. Il potere è rimasto sempre identico a se stesso, quando spara nelle strade, quando manda i suoi aerei a bombardare città e villaggi per “motivi umanitari”, quando licenzia - o permette di licenziare - migliaia di persone per gli interessi dello Stato,  di qualche Padrone (dello Stato), quando affama i pensionati, quando privatizza la Sanità, quando nega il diritto alla casa, quando chiude le frontiere all'immigrazione, criminalizza il dissenso… (Andrea Gallo)
Partiamo da queste parole di Andrea per sviluppare un ragionamento (...domani, pero'!).
-domani quando?
-domani.
-oggi e' domani.
 -deve avere seguito il tuo consiglio, Bea.
 -?
-le avevi detto: in un paese dove non e' permesso neppure staccare la spina ai morti (per interesse politico) e strumentalizzano tutto e  tutti: parenti delle vittime, defunti da quasi vent'anni, stragi di bambini e innocenti...spettacolarizzano il dolore (anche per distogliere da altre manovre)...nella caciara  di TV, internet, virtualita', monache a lutto, fascisti mascherati, complottisti, massoni, impostori, quattro dell'Ave Maria, mucchi selvaggi, comunitariani, terzoforzisti, comunisti patriottici (de Benoist, Nuova Destra e tutti i corollari che  sai), ti consiglio di staccare per un po'  la spina del televisore e quella del PC....puo' farti solamente un gran bene.
-vabbe', pero' quando lo scrive l'articolo?
 -domani.
                                               

                                              HO CAPITO. LO SCRIVO IO.

                                                  Bea (trice) Pecci in:

                         LA CLASSE MEDIA    

                                                         

                     (Ci sono appunti su questo tavolo, cerco di ricucirli e ci aggiungo del mio).

... chi salvera’ la classe media, piccola, borghesia tanto orrenda da essere definita un “mostro” da Pasolini? Inventata dal capitalismo che fabbrica classi come e quando gli conviene, alla quale il craxismo e suo figlio il berlusconismo (1° versione, neoliberista, gia' rampante in TV) diede falsa consapevolezza di se’ durante i disgustosi anni ’80 di cui parla Andrea? 
Mostri: unico valore il denaro, caratteristica distintiva l’egoismo piu’ assoluto col corollario della non  solidarieta’.
Valerio Evangelisti ricorda la marcia vergognosa dei 40.000, quadri e impiegati della Fiat di Torino che,  negli anni '80, protestavano contro l’occupazione della loro fabbrica da parte di lavoratori di “rango inferiore”:
Siamo “classe media”, che cazzo volete da noi? Perche’ dovremmo sentirci partecipi dei vostri problemi?”. 
Adesso eccoli, quadri che sono divenute “croste”, impiegati senza piu' impiego, piccoli burocrati; la loro principale  paura si e’materializzata: un baratro si spalanca sotto i loro piedi, ci stanno sprofondando. L‘era della middle class, in occidente, e’ finita. Edonismo reaganiano, Milano da bere, MILANO DA PERE, craxismo, Sotto il vestito niente...
(- scusa, Paolo, cosa c'entra il vestito?
-e' una metafora, da un film di Vanzina, vale a dire...ma non ti deconcentrare... stai andando bene...)
...nel contesto dell’economia astratta, sotto i simboli monetari non c’è nulla: operazioni matematiche, numeri, curve. Grandezze virtuali, non reali. Il denaro non rappresenta piu’ alcuna  merce, nè simboleggia piu’ l’oro. Ma anche sotto gli pseudo valori, le passerelle alla moda, l’estetica (perche’ scomodare tale termine non lo so)... il benessere era effimero. Inutile ogni lifting, le rughe tornano. 
Dalla merda anni ‘80, da quella non-cultura dominante attraverso la quale il Potere cercava di rassettarsi l’abito, di rifarsi  la messa in-piega, la permanente, per presentarsi in tiro (e in posizione di tiro), irrompevamo nella tecnologia invasiva le  voci delle ultime radio libere, e Andrea Pazienza. L’ho conosciuto tardi, a Bali. Era molto stanco. Inseguiva un sogno disperato consapevole della propria disperazione, bandito in fuga da tutto, anarchico del sentimento, libertario devastato che tentava di evadere se’ stesso, ultimo confine di un oceno in tempesta, impulsivo, scomposto. Come la sua opera, si sentiva incompleto, frammentario, senza futuro, uno dei propri  personaggi feriti; non mi disse mai quale, soltanto: quello piu' inconsapevole che annullarsi non porta mai a salvezza.
(-...non lo sapevo che lo avesse conosciuto...io adoro Andrea Pazienza...
-la fai finita di distrarti?)
Il capitalismo e’ follia. Regge su immaterialita’, astrazioni monetarie e paradossi. Sono impazziti tutti, come la maionese quando la prepara Stefano, non monta , non cè nulla da fare. Questa classe media, mediatrice, mediatica, meschina, medioBanca, medio-mediocre, mediaset, oggi mendica un impiego per figli tanto flessibili da lavorare quattro giorni al mese, teme per la pensione, i risparmi…non li ha nascosti sotto al letto, come fa mia sorella, li ha convertiti in buoni di un tesoro che non esiste, azioni ormai cartastraccia, fondi di investimento inaffidabili...Sotto il vestito niente neanche prima, solo un vuoto riempito di astrazioni e astrazioni di azioni, mutui non piu' pagabili. I generi di prima necessità salgono a prezzi da rapina, per un “problemino” dell'economia finanziaria? La classe media sprofonda, con le proprie certezze e illusorie vanita', provocando un Big Hole peggiore di quello delle Torri gemelle!
(-se lo saranno scavato da soli?
- ...)
Odiose-operose-diligenti filiere di risparmiatori Ognun per se’... Una risata vi seppellira'. Quale?
                                                                                 La nostra!
                                                                
Non ci cadranno in testa! Ma neanche, in occidente, le vogliono piu’. Eppure...fino a ieri... “Signore Asse Centrale dell’Assetto Produttivo, prego, accomodatevi...l'economia astratta lo e’ diventata troppo. In Italia - esempio - non si produce, si finanziano unicamente le solite élite, carrozzoni industriali che andrebbero smantellati (tipo FIAT); il capitale, che si e' dato licenzia di ucciere, diminuisce organici e salari, elimina e mette in vendita diritti: casa, scuola, pensione - ad un'eta' inferiore almeno a quella di Matusalemme -, privatizza il privatizzabile: tutto in saldi: scuole, pubblico impiego, assistenza, servizi... Un sistema simbolico che separa ciascuno dalle proprie esigenze di vita - con le altalene di tassi d’interesse bancari e istituti di credito a corde ormai slabbrate - si è ingrippatocome la 500 di Michele. Non e’ la guarnizione della testata: e’ la testa. Ma la testa dovè? La finanza cerca liquidi per ripartire, tuffi e giravolte...non potra' I correntisti non ce la fanno a pagare la bolletta della corrente elettrica. I padroni sono in difficolta’, non pagano il lavoro, nessuno acquista nulla. I partiti, a parte la buona fede di singoli e al di la’ dello sbarramento al 4% - da cui  altri carrozzoni, clientele e mafie - stanno in panne (sempre come la 500 di Michele). Aumentare i salari senza ridurre i megaprofitti e’ impossibile: il denaro non si moltiplica sotto l’albero di Pinocchio. I sindacati principali hanno sostituito la lotta di classe con la concertazione, hanno fatto propria l'ideologia dominante: patto tra produttori a prezzo di indebolimento economico e politico della classe operaia. Il mercato e' la regola, il nemico principale e’ l'inflazione (per destra e falsa sinistra) e pensano di combatterla a suon di privatizzazioni...impossibile...
Il capitale astratto che controlla l'economia produttiva, reinveste i profitti nella finanza invece che nella produzione di merci. Monopolista e banchiere, quell'un'unica non-persona: il capitalismo, fonda su un sistema simbolico sempre + evanescente, distante dal lavoro e dalle esigenze reali della gente. Volete che non vada in crisi  schizo-periodiche?
(-schizo-periodiche? Ho sentito bene?
-ciao Michele.
-ciao Pa', che ci fa Bea sopra quel banchetto? Un comizio?
-no, si e' presa alcune carte dalla scrivania, mi sta dettando...
-... da li'?
-dice che le viene meglio.
-eh??? Non va bene "schizo-periodiche"???
-va benissimo, Bea.
-Santi Numi!!!!
-e' volato via un foglio!
-e' lo stesso...dicevi?)
...c’è scritto: Friedman ispirò Reagan, Thatcher e successori. Per tentare di disintegrare la classe operaia in quanto soggetto compatto, l'hanno scissa, atomizzata: piccoli  gruppi o individui singoli, costretti a contrattare la sopravvivenza, in concorrenza tra loro. Aboliti i contratti nazionali, illusi di possedere autonomia e che flessibilità e' bello”, precari e lavoratori niente affatto autonomi accettano tutto perche’ “disoccupati e’ anche peggio”e ce ne sono gia’ un’infinita’. Difficile che diventino soggetto antagonista - dice ancora Evangelisti -, peggio di e' per i lavoratori subalterni che hanno convertito risparmi o pensioni in fondi azionari, ma non sono azionisti veri, possono solo subire e votare  faccie da scarpa - questo lo dico io - tutte sorrisi, ottimismo, bugie, rassicurazioni...I discorsi sul merito li fanno quelli che si illudono di poter essere i vincitori nella lotta di tutti contro tutti. Quelli che dirigono il gioco... ancora per poco...
E’ provinciale e molto miope affermare che la classe operaia sia in via di estinzione sostituita dal lavoro immateriale e non restino che declinazioni della classe media. Da tempo, globalizzazione e concorrenza hanno spinto i padroni a  investire per il mondo, schiavizzando manodopera in Asia, America Latina, Europa Orientale e gli operai si sono moltiplicati. Il capitale e' diventato immateriale! Le classi subalterne sono aumentate vertiginosamente! La “classe” è nel mondo, nelle agenzie di reclutamento per lavoratori interinali, nel lavoro nero, autonomo, terziario, sono gli immigrati braccianti-schiavi, i poveri di sempre. Oggi conviene spezzettata, in concorrenza al suo interno, dislocata, perche' si senta priva d'identita' e non abbia coscienza di sè. Ma e' sempre classe subalterna, rinominata, dislocata dal capitalismo che fabbrica le classi attraverso lo Stato col suo apparato di false concessioni, repressione, controlli, sottocultura etc.
Ah, qui c'e' scritto: passi  da Evangelisti e commento...
Se non si abolisce questa dannata idea di stato e non ci si auto-organizza, si continuera’ a ragionare in termini di potere e non di abolizione di ogni potere. Si torna ad: An-ghi-ngo’, ‘sto potere a chi lo do’io lo do’ alla Befana se lo tiene una settimana, poi lo do’ all’uomo nero, se lo  tiene un anno intero…”. Poi, magari...
(-Pa', mi fai scendere?
-no. Ti ci lascio tutta la notte. La storia della conta e'  troppo.
-Uaaaaaaaaa!!!!)
...non ha senso cercare “classi” salvifiche per applicarci i propri protocolli. Ovunque, schiere di persone oppresse sono costrette a subire o ad elemosinare la vita. In tutto il mondo, altre persone pontificano su di loro, le nominano, le rinominano, ne fanno merce politica dopo averle ridotte a merce e basta. Sono oggetti di descrizione e speculazione per altri  che ricevono riconoscimenti, assegni e identita’ per parlare di loro. Ma di loro chi? Di noi. Parlano di noi!!!
FIAT VOLUNTAS DEI?
No. Io, se mi offrissero un posto in Fiat, non direi “Fiat voluntas Dei”, direi “By bye, torno da dove sono venuta”. Alla catena non ci ho legato mai neanche il cane, si chiama: Libero (era quello scartato alla Casa Bianca, perche'  non idoneo). E vorrei che tutti, ma proprio tutti, spezzassero quelle catene e smettessero di pagare le rate dei frigoriferi, quelle delle automobili, allora si’ che ci sarebbe da ridere. Ma sindacati e partiti tengono il guinzaglio e, per distruggere uno straccio di Costituzione, si strumentalizza il dolore di una famiglia e si resuscitano i morti prima di quelli di Reggio Emilia - che ancora li devo vedere uscire dalla fossa -.
(-li vedro', Paolo?
-si, ma continua a parlare di te).
Di me...se non c’è crescita culturale generalizzata - noi facciamo la nostra piccolissima parte, ma certo non puo’ bastare -, vale comunicarmi che i profitti finiscono nell’economia astratta, in vuoti indici di borsa slegati dall’economia reale? Dirlo a mia madre, che ha il portafoglio vuoto e domani mettera' nella borsa della spesa quatttro patate astratte? Certo che la classe esiste. E' questione di possibilita’ concrete di vita e anche di accesso a tutto cio’ che e’ bello, all’arte, all’amicizia, alle risorse creative. Non faremo gli operai, mai. Non siamo “classe”, allora? Di certo non siamo parte di questo stato di cose, non lo saremo mai (di nessuno stato). Non faremo una Rivoluzione per loro. La faremo per noi e a partire da noi, costruendo associazioni libere che estenderemo all’infinito. La liberta’ - quella vera, che o e’ per tutti o non e’ , quella che, se la conosci, non la eviti, come dici sempre tu - e’ un valore supremo, non un mutuo subprime. L'aggettivo immigrato non ha senso (da dove a dove?).  Se faremo in modo che il mondo rassomigli al mio sogno, al tuo, Paolo, sarà bellissimo. Individui, popoli, culture, differenze che saltano e si esaltano; esigenze dell'individuo e della societa’, mettile in comune: scopri che sono identiche. La democrazia non sarà piu’ la serva della zia, sara' reale. Sgrammaticare tutto non significa inventare un nuovo dizionario per definirci. E’ elaborare molte possibili grammatiche sgrammaticando l’esistente, siamo tutti condizionati, e però a noi basta un clic per far saltare finanza e finanzieri.
Lo Stato non sarà mai democrazia, e’ il luogo dove il capitale trama, pianifica, ci disegna e ci ridisegna per sfruttarci meglio. Chi va a votare si illude di contare qualcosa, ma ha un accesso solo passivo ai media, mia nonna ancora non ha capito che succede a Vicenza, non lo sapra' mai se sono sempre gli stessi ad avere visibilita’. Pari diritti e leggi uguale per tutti? Non scherziamo! La democrazia non la si offre come i pasticcini, si conquista. Creando noi i nostri organi decisionali e innescando i detonatori, non future generiche conflittualita’.
Siamo la maggioranza, il soggetto politico. Cresceremo fino all’inverosimile: senza casa, senza lavoro, sbattuti da una parte all’altra. Ci vogliono coraggio, passione, capacita’, rabbia. I padroni lo sanno, ne abbiamo in abbondanza; percio’ ci fanno guerra. Guerre infinite: se vinte, ridanno fiato ad economie allo sfascio controllando materie prime, investendo nella ricostruzione di paesi devastati; l’industria dei cannoni tira le altre, servizi per eserciti d’occupazione, banche, assicurazioni, edilizia, investimenti a gogo’. Guerre piu’ aspre dentro i singoli stati quanto piu’ perdono quelle esterne (diventate costosissime). E allora via servizi sociali; prezzi di petrolio e tassi d’interesse in salita libera, fino all’economia detta reale, cereali, pane, pasta a carati; OGM per rendere i contadini schiavi di chi vende i semi. Non  mangi, cerchi di emigrare, ti respingono, ti imprigionano, ti trattano da criminale. C’è “crisi”; il capitale si rassetta ammortizzando costi di guerre perse, cercando di annullare le lotte. “Emergenza sicurezza (difesa dalla bancarotta), patriottismo-egoismo di massa. La nostra patria e’ il mondo, la nostra legge: la Liberta’. Ti spaventano, ti umiliano definendoti debole, impotente. Ma sei soggetto, le tue lotte non sono ininfluenti, il nemico non e’ invincibile. Niente padroni, tutti comandanti, ne deleghe ne’ propagande, stavolta perdono loro. Gli intellettuali passano dall’altra parte: borghesi che, giocando al videopoker, hanno scommesso male o il bluff s'e' visto; hanno perso la bussola con un pugno di azioni (e la capacita’ d’azione da molto tempo prima). Non sono mai stati collegati a persone reali e il virtuale non e’ una virtù.
Abbiamo tutte le ragioni.
Tra scenari deliranti e un pianeta violentato, impazzito, cosa dobbiamo ancora temere? Da cosa assicurarci? Che perdere? Terrorizzati ceti medi, alla fine vorranno farla pagare a noi, come sempre, ma siamo noi che non vi sopportiamo piu’. Loro potrebbero reintegrarvi: noi no. Noi, coi vostri miti/riti borghesi non c’entriamo. Non apparteniamo ai vostri delirii, alle vostre sceneggiate. Tanto meno al vostro Ordine Nuovo, alle vostre Piccole Patrie (che schifo), al vostro nazionalismo fascista. Siamo altro, differenti da voi e tra di noi, ma uniti. Non siamo competitor della morte altrui, nè capitalisti in conflitto, nè stati che abbiano bisogno di sterminare popoli accordandosi sottobanco per ridistribuirsi potere, territori, risorse (Ragion di Stati), ma un mondo di individui, poi gruppi, che stanno riscoprendosi  in prospettiva sociale, unendo le energie, attenti alle carte geografiche. Umani, non metafisici. Non siamo categorie mentali, non viviamo dentro i computer, siamo soggetti concreti, fisici. Gente reale che si connette in ogni parte del mondo. Non potrete annetterci né affossarci. Il personale e’ politico, o tutto e’ effimero, non lo avete capito? Non ha importanza quale sara’ il prossimo assetto dei poteri padronali (lo stesso? Un altro?). Noi, padroni, non ne vogliamo. Il capitale è il nemico, crisi o non crisi, riassetti di potere, caos sistemici e/o strutturali: fatti vostri. Ci riguarda la lotta delle masse e delle singole persone che ne sono parte. La rivoluzione è una cosa seria, per questo si fa con allegria!
-pero'...
-Il mondo lo salveranno i ragazzini.
-mi metti giu', allora ???
----------------------------

            
                                ITALIANI... BRAVA GENTE?
                                                                       
Ricordiamo, si ricordiamo i crimini fascisti in Jugoslavia, Slovenia (per non dire della Somalia), i campi di sterminio e le stragi commesse dall'Imperialismo fascista.
Solo per averne una piccolissima idea:
Bilancio delle vittime slovene in 29 mesi di terrore fascista, nei 4.550 Km quadrati di questo territorio:
Ostaggi civili fucilati .......................n. 1.500
Fucilati sul posto.............................n. 2.500
Deceduti per sevizie...........................n. 84
Torturati e arsi vivi..........................n. 103
Uomini, donne e bambini morti nei campi di concentramento..............................n. 7.000
Totale.........................................n. 13.087
I criminali di guerra che ordinarono ed eseguirono questa carneficina non furono neppure differiti ad un tribunale del nostro paese. Non un solo processo.
(dati da http://anarchopedia.org)

                                                                   ----------------------------

Contromanifestazione sulle foibe 10-2-2009 a Parma

Quarta edizione a Parma della manifestazione antifascista promossa dal Comitato antifascista e per la memoria storica-Parma alternativa alla "Giornata del ricordo delle vittime delle foibe" del 10 febbraio. Ricordiamo i crimini del fascismo in Jugoslavia, dai primi anni '20 all'occupazione militare italiana iniziata nel '41, che hanno preceduto i tragici fatti delle foibe, ricordiamo che l'apposita Commissione delle Nazioni Unite individuò 700 criminali di guerra italiani, nessuno dei quali è stato mai condannato nè consegnato alle autorità jugoslave, ricordiamo i quarantamila soldati italiani che l'8 settembre '43 scelsero di combattere insieme con la Resistenza jugoslava per la liberazione dal nazifascismo. Uno di questi, Carlo Bortoletto, presidente nazionale dell'Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini, porterà la propria testimonianza di combattente in Jugoslavia, dall' 8 settembre '43 all' 8 marzo '45 con la Divisione Italiana Partigiana Garibaldi. A seguire la proiezione del film La battaglia della Neretva con Sergei Bondarchuk, Yul Brynner, Orson Welles, Sylva Koscina, Franco Nero. Inizio alle ore 21 di martedì 10 febbraio al cinema  "Astra" di Parma (piazzale Volta, 3 Parma). 
In Jugoslavia, nel 1942, il generale Mario Robotti, comandante dell’XI Corpo d’Armata italiano in Slovenia e Croazia, e il generale Mario Roatta, Capo di Stato Maggiore e comandante della II Armata, indica, con la famigerata circolare n°3 C, ebbero l'ordine di demolire e incendiare case e villaggi, uccidere ostaggi, internare massicciamente la popolazione.
Dopo l’azione delle squadracce nei primi anni ’20 del secolo scorso contro centri culturali, sedi sindacali, cooperative agricole, giornali operai, politici e cittadini di “razza slava”, dopo l’italianizzazione forzata perseguita nel corso del ventennio nero, nella primavera del ’41 il fascismo aggredisce la Jugoslavia e ne occupa diversi territori con brutale durezza. Distruzioni e incendio di interi villaggi sloveni e croati, confisca di beni, rastrellamenti e esecuzioni sommarie, campi di concentramento, all’ordine del giorno. Questi sono i crimini  di cui è responsabile l’Italia fascista di Mussolini e del re, che hanno preceduto i tragici fatti delle foibe per i quali nel 2004 è stata istituita la  “Giornata del ricordo” il 10 febbrai (...). Quando l’Italia riconoscerà i crimini commessi dal fascismo in Jugoslavia e nei Balcani? Nessuno degli oltre 700 (dato della Commissione ONU per i crimini di guerra) criminali di guerra italiani, a cominciare dai generali Roatta e Robotti, è stato mai condannato né estradato e consegnato alle autorità jugoslave. L’8 settembre 1943, quarantamila soldati italiani presenti nei Balcani si unirono ai partigiani jugoslavi nella lotta per la liberazione dal nazifascismo. Accolti come fratelli dalle popolazio jugoslave, metà di essi diedero la vita in quell’epica lotta, riscattando così il nostro Paese dall’onta in cui il fascismo l’aveva gettato. A questi italiani devono andare il ricordo e la riconoscenza della Repubblica nata dalla Resistenza.
10 febbraio 2009 Parma, cinema “Astra” (piazzale Volta); ore 21 Testimonianza  sulla  guerra in jugoslavia di Carlo Bortoletto, già combattente della Divisione Italiana Partigiana Garibaldi, presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini; ore 21.45 Proiezione del film La battaglia della Neretva con Sergei Bondarchuk, Yul Brynner, Orson Welles, Sylva Koscina, Franco Nero

COMITATO ANTIFASCISTA  E  PER LA MEMORIA STORICA – PARMA

                                                     ----------------------------

Avevamo lasciato la vicenda Battisti a un buon punto. Le cose si sono complicate (e non poco).
Al momento, potete seguire gli aggiornamenti su:  http://orestescalzone.over-blog.com/

                                                     ----------------------------

                                                          GIORDANO BRUNO
                                          
La Filosofia della Natura


                                                                      

                                            Forse, questa sentenza, fa piu' paura a voi che a me...

Nel 1600, all'alba, Giordano Bruno, scalzo e dopo una lunghissima carcerazione, viene condannato al rogo per           ordine del tribunale dell'Inquisizione e bruciato perche': eretico, impenitente, pertinace...
I suoi scritti, posti all’indice dei libri proibiti, seguono la stessa sorte sulla scalinata di S.Pietro.
Anche quest'anno, lo ricordiamo a Roma, Piazza Campo de' Fiori, il 17 Febbraio 2009 alle ore 16.30
(organizza l'Associazione Nazionale del Libero Pensiero "Giordano Bruno")     
                                                                        

                                                            Nessuno alzara’ gli occhi al Cielo…  

                                                        Siamo Nessuno, possiamo alzarli  

                        e vedere un Mondo niente affatto immutabile e un Universo Infinito

     Coraggioso e ribelle, Giordano Bruno difese la liberta’ di opinione e l’espressione del pensiero libero
contro ogni dogma e qualunque ortodossia.
Pago’ con la vita le proprie idee, differenti da quelle della maggioranza
e il rifiuto di mutarle.
Ma getto’ un seme che germogliera’e continuera' a mettere in crisi le concezioni tradizionali e ogni tentativo di
annientare la liberta' e i diritti.

                                                                     ----------------------------                                                            
Prima  che sparisca anche questa, meglio mandare a memoria almeno i primi ariticoli. Ci siamo permessi di evidenziare alcuni punti.
 LA COSTITUZIONE ITALIANA: PRINCIPI FONDAMENTALI
Art. 1 

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3 

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4 

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Art. 5

La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.

Art. 6

La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.

Art.7

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

Art. 8 

Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

Art. 9

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Art. 10

L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.

La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici.

Art. 11 

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

 ----------------------------

Riceviamo e pubblichiamo:
Il 22 febbraio del 1980, fascisti dei NAR, rimasti anonimi, si introducevano a casa di Valerio Verbano e lo uccidevano davanti agli occhi impotenti dei sui genitori. 29 anni dopo, il 12 dicembre scorso, uno studente della Sapienza ha denunciato alla Procura della Repubblica la sparizione del "faldone portante" contenente gran parte del materiale riguardante l'istruttoria sull'omicidio, stranamente ritrovato subito dopo la diffusione della notizia. A perderlo lo stesso ufficio responsabile dello smarrimento nel corso degli anni della pistola che lo uccise e di un passamontagna e un guinzaglio persi dai sui assassini. Nei giorni in cui si tenta di vietare i cortei nel centro della città, si rende reato bere una birra per strada di sera, si dichiara guerra ai centri sociali, si trasformano le piazze in checkpoint presidiati dai militari, ricordare la storia di Valerio e gli intrighi che continuano a segnarne la vicenda giudiziaria significa ricordare un simbolo dell'antfascismo militante in un periodo dove una nuova ventata razzista continua a mietere le sue vittime. Roma ricorda Valerio con una 2 giorni non per un semplice atto commemorativo ma per un atto di resistenza alla deriva autoritaria.

21 febbraio 2009
-ore 17: corteo cittadino (appuntamento in via Monte Bianco, sotto la lapide)
-ore 21: IsolaTeatro presenta "L'Isola di Athol Fugard" con Oscar De Summa e Armando Iovino regia e traduzione di Marta Gilmore all'Horus Liberato di Piazza Sempione
-ore 22: TrashClashNight DanceHall a sostegno della Palestra Popolare Valerio Verbano sempre all'Horus Liberato

22 febbraio 2009
-ore 15: presidio e volantinaggio in via Monte Bianco
-ore 17: Riunione e perfomance di tutte le realtà sportive popolari e antirazziste di Roma presso la Palestra Popolare Valerio Verbano al Tufelllo, via Isole Curzolane n. 133

Radio Onda Rossa 87.9 - RadioSonar - LiberaRoma

21 FEBBARIO 2009 DIRETTA E INTERVISTE.
Anche lui voleva vivere, ma in un altro modo. Per questo e’ stato assassinato. Dai fascisti, usati e coperti dallo stato. Anche noi vogliamo vivere, in un altro modo. Lo stesso di Valerio. Per questo non lo dimentichiamo. Per questo continuiamo la sua lotta, contro i fascisti e lo stato che li usa e li copre. Con tutti i mezzi necessari. Valerio Verbano ne’ strade da intitolare - ne’ boia con cui trattare solo la stessa lotta da continuare! I nostri compagni assassinati non debbono trasformarsi in icone inoffensive buone per ogni stanca commemorazione, ne’ possono diventare motivo di trasversale rivendicazione bipartisan, o peggio luogo di sperimentazione dell’oblio pacificatore. I nostri compagni sono stati assassinati perche’ davano fastidio, lottavano contro questa societa’, per un altro futuro, diverso da quello di allora, e ancora piu’ diverso da quello di oggi. Ricordare senza retorica i nostri compagni morti significa assimilarne lezioni e pensiero, continuarne l’opera e la lotta, aggiornata alle battaglie di oggi, ma legata al filo rosso che ci unisce nella linea di condotta generale della lotta di classe.
Oggi, l’approfondimento della crisi capitalistica sta producendo, insieme alla tendenziale neoschiavizzazione del proletariato, l’accelerazione della tendenza al bipartito di stato, come confermano la trasversale riforma federalista e lo sbarramento antiframmentazione partitica. La crisi, alla faccia di slogan e “onde” durati quanto una stagione metereologica, la stanno facendo pagare proprio a noi, alle nostre condizioni di vita, di lavoro, di a-socialita’. Avanza parallelamente a disoccupazione, precarieta’ e cassa integrazione, la visione generale razzista-securitaria della societa’, novella faccia della moderna democrazia borghese, che garantisce “libera circolazione” alle braccia degli schiavi di ogni colore ma ne brucia vite e diritti. Siamo al si salvi chi puo’, dove unitamente alla diffusione di un esasperato individualismo, all’abbandono di ogni radicamento territoriale, la defunta sinistra di stato non trova di meglio che elemosinare un posto al sole di Montecitorio, riproponendo ancora confusi assemblaggi e rifondazioni di “nuove” sinistre piu’ o meno unite. Sembrano non esserci sbocchi, eppure, a fronte di tanto sgomento e confusione cresce la necessita’ di fare chiarezza. Non tutto e’ perduto!
Noi non possiamo impedire, allo stato delle nostre forze e dei rapporti di forza tra le classi, il procedere della crisi e dei suoi effetti; possiamo però cogliere, nei meandri profondi della crisi, gli elementi strategicamente favorevoli al proletariato, primo fra tutti l’oggettiva spinta alla ritirata ordinata, che coltivi gli elementi della ripresa di classe per il futuro. Bisogna dare forza ed organizzazione a questa spinta, facendo passi pratici in questa direzione, riunendo e concentrando riflessioni e militanti, strutture ed individualita’. Lontani da ogni commemorazione, questo e’ il nostro modo di non dimenticare, di far vivere Valerio, la sua e la nostra rivoluzione!
Sabato 28 febbraio mobilitazione cittadina alla lapide di Roberto Scialabba Piazza S.Giovanni Bosco ore 16.00

COMBAT

----------------------------

                                   Le Liaisons dangereuses
Metti una sera a cena…un anziano professore con deliri dovuti alla propria eta’ mal vissuta; un generale; un manager dell’ENI (?); qualche fascista; qualche ex (?) nazimaoista; qualche ex (?) ordinovista; qualche sciocco; qualcuno tanto vanesio da considerare gli altri puro riflesso di se’; qualche piduiista; qualche massone; un “filosofo” convertito a destra (ma -riprendiamo da uno dei contributi raccolti - ha ragione Ivano Fossati dicendo che: oggi, ogni insegnante di filosofia è “filosofo”); alcuni traditori di professione; altri che hanno per slogan “Je men fou” (il “me ne frego”, di nota memoria storica), uno che fa riferimento a un simbolo con cavaliere armato di lancia, e non occorre avere studiato geometria artistica per vedere che il disegno e’costruito sulla base di una svastica; un tardo-maoista i cui interventi appaiono e poi... scompaiono (!) da siti web dei comunitaristi nazionalitari. Poi altri… ma ce n’è gia’ piu' che abbastanza per cambiare ristorante. 
Invece, qualche compagno - giovane - ci casca e magari finisce a frequentare un campo antiimperialista o una vecchissima Acropoli che ... ma non anticipiamo.
E’ in primo luogo per loro, per questi giovani compagni, che  pubblichiamo i risultati della ricerca. Superata un'eta', gli altri sono tutti complici.
Ricordiamo che “bipartisan” e' sinonimo di “fascista”, in qualunque occasione; che “opposti estremismi” e' un'espressione inventata dalla destra, storicamente utilizzata per confondere le idee sull'origine di stragi targate fascisti e CIA, con l'intento di operare un golpe o per imporre un regime di polizia (...anni lontani, ma si parlera' anche di questo). 
C’è, oggi, in questa provincia Italia, un grande vuoto culturale ed esistenziale. La societa’ capitalistica lo ha costruito attorno e dentro le persone per poterlo riempire di propaganda e dei contenuti che gli sono propri; una falsa sinistra ne e’ stata complice: non riuscendo a proporre nel suo complesso un’alternativa credibile, ha fatto il gioco del padrone, inconsapevolmente o in perfetto accordo. Ma cio' non toglie nulla al fatto che la vagheggiata (non certo da noi) “Terza Posizione” come “superamento” di “destra” e “sinistra” sia sinonimo di “fascismo”. 

Come qualcuno avra’ intuito, Wanda ha terminato la sua ricerca su “nazimaoismo, infiltrati e spie”.

                 Le Liaisons dangereuses
 (parte 1°)
   http://www.youtube.com/watch?v=0-rboGtEXXY

                                                                    di Wanda Maralli

Premetto qualche riga, non fuori luogo. Sono giorni che riceviamo e-mail di compagni meravigliati e delusi per il fatto che questo sito non sia piu' aggiornato con l'abituale puntualita'. Le ragioni sono molte e differenti: siamo stati coinvolti in drammi personali ai quali trovare soluzione in brevissimo tempo; il guasto dei freni di un'auto, a Capodanno, non sempre ha un'origine meccanica “classica” (usura, etc.); il web ha realmente rischiato di scomparire, e ancora non e' del tutto ristrutturato. Andiamo avanti perche' siete in tanti a chiedercelo, anche se per un po' non sara' lo stesso. Al momento, io e Paolo De Cinque abbiamo ricevuto la delega a supervisionarlo. Speriamo di farcela. Grazie. Wanda

BRACCIA SOTTRATTE ALL’AGRICOLTURA

Aggiungo qualcosa a quanto ha già scritto Paolo: quando leggete le parole: “comunitaristi/smo, zona, fasi, zero, romani/o, nazione, rinascita nazionale, patrie – piccole, grandi è uguale – sono fascisti.  E nazifascisti. Mascherati e no. Con contorno di compagni giovani che ci sono cascati e ingenui e complessati (ve lo ricordate “Il tamburo di latta?” Gunther Grass, gia’ Nobel per la letteratura, dichiarò nell'agosto 2006 di essere stato volontario nelle SS, confessandone “candidamente” il motivo: voltare le spalle ai propri genitori. -Tutto su wikipedia-).

Chi tiene le fila di un mondo sommerso di falsi e veri intrighi sono squallidi personaggi che, anche nell'occasione assolutamente tragica del massacro della Striscia di Gaza, speculano sul sangue dei morti - sulla Palestina speculano da sempre - per interessi privati e per rilanciare la loro nefasta idea: un blocco eurasiatico contro quello USA. Sempre di Imperialismo si parla, benche’sostengano il contrario. E sempre di “Terza Forza”.
“Sono convinto che l'intuizione mussoliniana di una terza via alternativa al comunismo sia ancora attualissima”. Lo sostiene Fini, si puo' leggere anche su un manifesto, nel video di you tube in cima a questo articolo. E' un video che fa rimpiangere tempi in cui l'ambiguita' - pur esistente - era assai minore, sapevi con chi stavi parlando o interagendo. Ma, quella lì, era un'altra  generazione. In questo mondo d'oggi, nella provincia Italia, si vive accerchiati da persone ambigue, da vigliaccherie varie e cialtroni (all'occorrenza assassini, e sempre per vigliaccheria). Tra frasi dette a meta', significati che alludono ad altri significati, accademismi prolissi, scopiazzature e vanagloria, autoincensamenti, autocitazioni (!) e totale indifferenza per gi altri -intesi proprio come esseri umani- , resistere e' proprio molto duro. Tante volte ci chiediamo se abbia un senso sopportare anche il sospetto generalizzato, la non volonta' di almeno intravedere i tanti piccoli tentativi controcorrente. Tra persone convinte che “tutto e' marcio” anche da un'informazione (televisione e stampa) del tutto manipolata che ha diffuso terrore fin dentro l'anima - anche per imporre pacchetti sicurezza indecenti -. Poi, si sa, il terrore porta a confondere tutto e a non sapere piu' distinguere.
Proviamo allora a fare un minimo di chiarezza.
Una volta scrivevamo (con Seneca): “nulla di cio' che e' umano ci e' estraneo” (ex-straneus, straniero).
Oggi aggiungerei: “tutto cio' che e' ambiguo ci è estraneo” (proprio di un altro pianeta, un pianeta non amico).
Continuiamo perciò come abbiamo sempre fatto. E ci meravigliamo sempre, con sofferenza.

Mi sono chiesta da dove sarebbe stato meglio iniziare questo articolo: dai nazimaoisti, dalla nuova destra francese, dal '68, da oggi. Inizio da una riunione del mio condominio svoltasi ieri sera. Strillano tutti. Le divergenze politiche si traducono in oggetti volati chissaccome dal terrazzo di sopra e infiltrazioni d'acqua rovina-soffitti. Diverse solitudini private trovano sfogo nell'evento “riunione condominale”. Tanti revisori di conti contestano di aver pagato troppo e qualcuno persino troppo poco. Poi, tutto viene scaricato sull'amministratore precedente. L'ordine del giorno vero pero' e' un altro: i lavori di restauro che, crisi o non crisi, stanno a cuore a tutti i condomini di una piccola palazzina. Una cifra spaventosa, per ciascuno. Tutti però fanno a gara a mostrarsi disponibili a materializzarla subito e -mi stupisce- questo vale anche per persone che non ritenevo tanto benestanti. Io non ho soldi, e' la verita' e la dico. Per me non e' possibile contribuire con quella stratosferica cifra. Mi impegno a mettere un euro sotto l'albero di Pinocchio e, se mai dovesse centuplicarsi, di provvedere subito a versare la quota. La mia dichiarazione viene messa a verbale, ma l'amministratore e' a disagio, non trova le parole da scrivere. “Perche”? -domando- “Perche', sa...e' una questione delicata...il fatto che lei non abbia soldi...e'...delicato...”. Gli detto io la frase, parola per parola. Che cosa c'è di “delicato” nei soldi? Non stiamo parlando di emozioni, tantomeno di sentimenti, parliamo della cosa piu' materiale, volgare e sporca che esista al mondo; possedere o non possedere denaro non qualifica nessuno, ne' in positivo ne' in negativo. E' pura contabilita', dal punto di vista dei valori (perlomeno di quelli “non bollati”). Spiego anche questo e chissa' cosa avranno capito.
Questo picolo psicodramma condominiale offre un micro-spaccato di una societa' impazzita, al cui interno possono assai facilmente infiltrarsi, in Italia, i germi di un fascismo di ritorno, mascherati da “superamento di destra e sinistra” che significa sempre “destra”, anche e soprattutto estrema.
Ci siamo sempre decisamente opposti alle ipotesi di complottismo.
Ingfatti: i complotti non esistono, ma esiste certamente un humus appositamente creato per tentare di alimentare una certa “confusione”, l'ultima cosa della quale ci sia bisogno.
In un Paese confuso.
'O FAMO STRANO”?                     

Sul fenomeno politico italiano del Nazi-maoismo, storicamente inteso, qualche indicazione generale si trova su wikipedia, da prendere molto all'ingrosso e considerando i parecchi errori contenuti nel testo. Uno per tutti (secondo noi grave e non “innocente”): citare gruppi di “estrema sinistra” al suo interno. No. Nessun “gruppo” vi aderi', solo loschi figuri e ragazzi disorientati (ragazzi che, per varie ragioni personali, non entrarono a far parte dei movimenti di sinistra del '68. Non e' un piccolo errore. Vero e' che non furono mai chiariti i reali referenti ideologici dei “nazimaoisti”, ma i riferimenti ad Hitler c'erano eccome! Forse non sui loro “striscioni e manifesti”, ma di sicuro esplicitati da Lotta di Popolo, movimento d'estrema destra in cui confluirono anche “FUAN-Caravella” e “Primula Goliardica”, per alcuni all'origine di tutto... http://it.wikipedia.org/wiki/Lotta_di_Popolo
Vero anche che venivano mescolati con “disinvoltura” Mao, Che Guevara e Hitler, in quanto “oppositori” del capitalismo, fingendo di voler percorrere una via trasversale genericamente movimentista e solo apparentemente in lotta contro la societa' borghese. Rimettere al centro l'etica, demistificare il valore del denaro e formulare idee di trasformazione radicale di un sistema economico che uccide nel concreto (anche per fame) e intende distruggere le fondamenta dell'essere e del sentire umano, non significa in alcun modo richiamarsi a “valori tradizionali” come: patria-nazione-famiglia etc. Non esistono correnti trasversali, nè sono mai esistite. Esistono mascheramenti dell'estrema destra (ben evidenti a chi non e' piu' un ragazzo) nascosti anche da pretesi “machiavellismi” per cui il fine (...o: il “Fini”?) giustifica sempre i mezzi; oppure occultati da “antimachiavellismi” che, specularmente, sostengono un'unita' di mezzi per fini differenti. Tutto cio' e' farraginoso? Ovviamente sì, infatti non ha altro significato che quello di generare confusione. Inoltre: non esistono “idealisti” che non si confrontino nella realta' e con la realta'.
Consigliamo di dare un'occhiata attenta a: 
http://xoomer.virgilio.it/controvoce/
Leggendo le “voci correlate” si arriva a cose come Europa-Nazione, spuntano i soliti Mutti e Pasquinelli, compare un utente che si sigla con un punto interrogativo e che commenta anche alcuni tra i  9 siti  (correlati tra loro) che, per mesi, abbiamo tenuto sotto osservazione. Intuirete immediatamente come e perche' si arrivi a cose come: comunitaristi, campi antimperialisti, eurasia, pretesa di essere politicamente “scorretti” (correttissimi invece, dal “loro” punto di vista!).
Avete da leggere, al momento. Sappiamo che inorridirete a parole come “comunismo nazionalitario”, “fronte patriottico” et similia (per dirla come dice chi, tra noi, ha rifiutato - giustamente, comprendiamo benissimo - di scrivere questo articolo, delegandolo interamente). Immaginate però cosa possa essere stato, per noi e per tanto tempo, seguire questi blog e questi siti... 
Ad ogni modo, una ricerca ha piu' senso se e' partecipativa. Vi chiediamo, se possibile, di segnare da qualche parte i nomi che incontrerete sui link. Non ci saranno sorprese quando ne riparleremo, nella seconda parte dell'articolo. Vi consigliamo anche - utile ed istruttivo - cercare in internet i blog e i siti sui quali questi “personaggi” scrivono, commentano etc.