![]() |
Per il mese di Febbraio il web e' affidato a Beatrice Pecci FEBBRAIO ...cerchiamo di cominciarlo. Piangersi addosso e' molto peggio. LA CLASSE MEDIA tutti la vogliono, nessuno se la piglia piu', non rifilatela a noi!!! http://it.youtube.com/watch?v=lNxGdQQay-g “...In meglio non è cambiato
nulla, anzi è stato un costante progredire verso il peggio. Come diceva
Marx (così utile per salvare il fallimento delle
banche): “Quando la rivoluzione arriva troppo
tardi, tutta la merda ricomincia da capo”. (...)
schifosi anni ottanta, gli anni dell'edonismo
reaganiano, dello yuppismo, degli stilisti elevati a rango di opinion
leader. Il potere è rimasto sempre identico a se stesso, quando
spara nelle
strade, quando manda i suoi aerei a bombardare città e villaggi per
“motivi
umanitari”, quando licenzia - o permette di licenziare - migliaia
di
persone per gli interessi dello Stato, di qualche
Padrone (dello Stato), quando affama i pensionati, quando privatizza la Sanità, quando nega il diritto alla casa, quando chiude le frontiere
all'immigrazione, criminalizza il dissenso…” (Andrea Gallo) Partiamo da queste parole di
Andrea per sviluppare un ragionamento (...domani, pero'!). -domani quando? -domani. -oggi e' “domani”. -deve avere seguito il tuo consiglio, Bea. -? -le avevi
detto: “in un paese
dove non e' permesso neppure staccare la spina ai morti (per interesse politico)
e strumentalizzano tutto e tutti: parenti
delle vittime, defunti da quasi vent'anni, stragi di bambini e innocenti...spettacolarizzano il dolore
(anche per distogliere da altre manovre)...nella caciara di TV, internet,
virtualita', monache a lutto, fascisti mascherati, complottisti,
massoni, impostori, quattro dell'Ave Maria,
mucchi selvaggi, comunitariani, terzoforzisti,
comunisti “patriottici” (de
Benoist, “Nuova Destra” e tutti i corollari che sai), ti consiglio di
staccare per un po' la spina del televisore e
quella del PC....puo' farti solamente un gran
bene”. -vabbe', pero' quando lo scrive l'articolo? -domani.
HO CAPITO. LO SCRIVO IO. Bea (trice) Pecci in: LA CLASSE MEDIA
(Ci sono appunti su questo tavolo, cerco di ricucirli
e ci aggiungo
del mio). ... chi salvera’
la classe media, piccola, borghesia tanto orrenda da essere definita un
“mostro” da Pasolini? Inventata dal capitalismo che fabbrica classi come e
quando gli conviene, alla quale il craxismo e suo figlio il berlusconismo (1°
versione, neoliberista, gia' rampante in TV) diede falsa consapevolezza di se’
durante i disgustosi anni ’80 di cui parla Andrea? Mostri: unico valore il denaro, caratteristica distintiva l’egoismo piu’ assoluto
col corollario della non solidarieta’. Valerio Evangelisti ricorda la
marcia vergognosa dei 40.000, quadri e impiegati della Fiat di
Torino che, negli anni '80, protestavano contro l’occupazione della loro
fabbrica da parte di lavoratori di “rango inferiore”: “Siamo “classe media”,
che cazzo volete da noi? Perche’ dovremmo sentirci partecipi dei vostri
problemi?”. Adesso eccoli, quadri che sono divenute “croste”,
impiegati senza piu' impiego, piccoli burocrati; la loro principale paura si
e’materializzata: un baratro si spalanca sotto i loro piedi, ci stanno
sprofondando. L‘era della middle class, in occidente, e’
finita. Edonismo reaganiano, Milano da bere, MILANO
DA PERE, craxismo, Sotto il vestito niente... (- scusa, Paolo, cosa c'entra il vestito? -e' una metafora, da un film di Vanzina, vale a dire...ma non ti deconcentrare...
stai andando bene...) ...nel contesto dell’economia astratta, sotto
i simboli monetari non c’è nulla: operazioni
matematiche, numeri, curve. Grandezze virtuali, non reali. Il denaro non
rappresenta piu’ alcuna merce, nè simboleggia piu’ l’oro. Ma anche sotto gli
pseudo valori, le passerelle alla moda, l’estetica (perche’ scomodare tale termine non lo so)... il benessere era effimero.
Inutile ogni lifting, le rughe tornano. Dalla
merda anni ‘80, da
quella non-cultura dominante attraverso la quale il Potere cercava
di
rassettarsi l’abito, di rifarsi la messa in-piega, la
permanente, per presentarsi
in tiro (e in posizione di tiro), irrompevamo nella tecnologia invasiva
le voci delle ultime radio libere, e Andrea Pazienza. L’ho
conosciuto tardi, a Bali. Era molto stanco. Inseguiva un sogno disperato
consapevole della propria disperazione, bandito in fuga da tutto, anarchico del sentimento, libertario devastato che
tentava di evadere se’ stesso, ultimo confine di un oceno in tempesta, impulsivo, scomposto. Come la sua opera, si sentiva incompleto, frammentario, senza futuro, uno dei propri personaggi feriti;
non mi disse mai quale, soltanto: “quello
piu' inconsapevole che annullarsi non porta mai a salvezza”. (-...non lo sapevo che lo avesse conosciuto...io adoro Andrea
Pazienza... -la fai finita di distrarti?) Il
capitalismo e’ follia. Regge su immaterialita’, astrazioni monetarie e
paradossi. Sono impazziti tutti, come la maionese quando la prepara
Stefano, non monta , non cè nulla da fare. Questa classe media, mediatrice,
mediatica, meschina, medioBanca, medio-mediocre, mediaset, oggi mendica
un impiego per figli tanto
flessibili da lavorare quattro giorni al mese, teme per la
pensione, i risparmi…non li ha
nascosti sotto al letto, come fa mia sorella, li ha convertiti in buoni di
un tesoro che non esiste, azioni ormai cartastraccia, fondi
di investimento inaffidabili...Sotto
il vestito niente neanche prima, solo un vuoto riempito di
astrazioni e astrazioni di azioni, mutui non piu' pagabili. I generi di
prima necessità salgono a prezzi da rapina, per un “problemino” dell'economia
finanziaria? La classe media sprofonda, con le proprie certezze e illusorie vanita', provocando un Big Hole peggiore di quello
delle Torri gemelle! (-se lo saranno scavato da soli? - ...)
Odiose-operose-diligenti filiere di
risparmiatori “Ognun per se’”... Una risata vi seppellira'. Quale?
La nostra!![]() Non ci cadranno in testa!
Ma neanche, in occidente, le vogliono piu’. Eppure...fino a ieri... “Signore
Asse Centrale dell’Assetto Produttivo, prego, accomodatevi”...l'economia astratta lo e’ diventata troppo. In Italia - esempio - non si
produce, si finanziano unicamente le solite
élite, carrozzoni
industriali che andrebbero smantellati (tipo FIAT); il capitale, che si e' dato licenzia di ucciere, diminuisce organici e salari, elimina e mette
in vendita diritti: casa, scuola, pensione - ad un'eta' inferiore almeno a quella di Matusalemme -, privatizza
il privatizzabile: tutto in saldi: scuole, pubblico impiego, assistenza, servizi... Un sistema simbolico che separa
ciascuno dalle proprie esigenze di vita - con le altalene di
tassi d’interesse bancari e istituti di credito a corde ormai
slabbrate - si è ingrippato, come la 500 di Michele. Non e’ la guarnizione della
testata: e’ la testa. Ma la testa dovè? La finanza cerca liquidi per ripartire,
tuffi e giravolte...non potra' I correntisti non ce la fanno a pagare la bolletta della corrente elettrica. I padroni sono
in difficolta’, non pagano il lavoro, nessuno acquista nulla. I partiti, a parte la
buona fede di singoli e al di la’ dello sbarramento al 4% - da cui altri
carrozzoni, clientele e mafie - stanno in panne (sempre come la 500 di Michele). Aumentare i salari
senza ridurre i megaprofitti e’ impossibile: il denaro non si moltiplica sotto l’albero di Pinocchio. I sindacati
principali hanno
sostituito la lotta di classe con la concertazione, hanno fatto propria
l'ideologia dominante: patto tra produttori a
prezzo di indebolimento economico e politico della classe
operaia. Il mercato e' la regola, il
nemico principale e’ l'inflazione (per destra e falsa sinistra) e pensano di combatterla a suon di privatizzazioni...impossibile... Il
capitale astratto che controlla l'economia produttiva, reinveste i
profitti nella finanza invece che nella produzione di merci.
Monopolista e banchiere, quell'un'unica non-persona: il capitalismo, fonda su un sistema simbolico sempre +
evanescente, distante dal lavoro
e dalle esigenze reali della gente. Volete che non vada
in crisi
schizo-periodiche? (-schizo-periodiche? Ho sentito bene? -ciao Michele. -ciao Pa', che ci fa Bea sopra quel banchetto? Un comizio? -no, si e' presa alcune carte dalla scrivania, mi sta dettando... -... da li'? -dice che le viene meglio. -eh??? Non va bene "schizo-periodiche"??? -va benissimo, Bea. -Santi Numi!!!! -e' volato via un foglio! -e' lo stesso...dicevi?) ...c’è scritto: Friedman ispirò Reagan, Thatcher e successori. Per tentare di disintegrare la classe operaia in quanto soggetto compatto, l'hanno scissa, atomizzata: piccoli
gruppi o individui singoli, costretti a contrattare la sopravvivenza,
in concorrenza tra
loro. Aboliti i contratti nazionali, illusi di possedere autonomia e che “flessibilità e' bello”, precari
e lavoratori niente affatto autonomi accettano tutto perche’ “disoccupati e’
anche peggio”e ce ne sono gia’ un’infinita’. Difficile che diventino soggetto
antagonista - dice ancora Evangelisti -, peggio di e' per i lavoratori subalterni che hanno convertito risparmi o pensioni in fondi azionari, ma non sono azionisti
veri, possono solo subire e votare “faccie
da scarpa” - questo lo dico io -
tutte sorrisi, ottimismo, bugie, rassicurazioni...I discorsi sul merito li
fanno quelli che si illudono di poter essere i vincitori
nella lotta di tutti contro tutti. Quelli che dirigono il gioco... ancora per poco... E’
provinciale e molto miope affermare che la classe operaia sia in via
di estinzione sostituita dal lavoro immateriale e non restino che declinazioni della
classe media. Da tempo, globalizzazione e concorrenza hanno spinto i
padroni a investire per il mondo, schiavizzando
manodopera in Asia, America Latina, Europa Orientale e gli operai si sono moltiplicati. Il capitale e'
diventato immateriale! Le classi subalterne sono aumentate vertiginosamente! La “classe”
è nel mondo, nelle agenzie di reclutamento per lavoratori
interinali, nel
lavoro nero, autonomo, terziario, sono gli immigrati
braccianti-schiavi,
i poveri di sempre. Oggi conviene spezzettata,
in concorrenza al suo interno, dislocata,
perche' si senta priva
d'identita' e non abbia coscienza di sè. Ma e' sempre classe
subalterna,
rinominata, dislocata dal capitalismo
che fabbrica le classi attraverso lo Stato col suo apparato di false concessioni, repressione,
controlli, sottocultura etc. Ah, qui c'e' scritto: passi da Evangelisti e commento... Se
non
si abolisce questa dannata idea di stato e non ci si
auto-organizza, si continuera’ a
ragionare in termini di potere e non di abolizione di ogni
potere.
Si torna ad: “An-ghi-ngo’,
‘sto potere a chi lo
do’…io lo do’ alla Befana se lo tiene una settimana, poi lo do’
all’uomo nero, se lo tiene un anno intero…”. Poi,
magari... (-Pa', mi fai scendere? -no. Ti ci lascio tutta la notte. La storia della conta e' troppo. -Uaaaaaaaaa!!!!) ...non ha senso
cercare “classi” salvifiche per applicarci i propri protocolli.
Ovunque, schiere di persone oppresse sono costrette a
subire o ad
elemosinare la vita. In tutto il mondo, altre persone pontificano su di
loro, le
nominano, le rinominano, ne fanno merce politica dopo averle ridotte a merce e basta. Sono oggetti di descrizione e
speculazione per altri che ricevono
riconoscimenti, assegni e identita’ per parlare di loro. Ma di loro chi? Di noi.
Parlano di noi!!! “FIAT”
VOLUNTAS DEI? No. Io, se mi offrissero un posto in Fiat, non
direi “Fiat voluntas Dei”,
direi “By bye, torno da dove sono venuta”. Alla catena non ci ho legato
mai neanche
il cane, si chiama: Libero (era quello scartato alla Casa Bianca, perche' “non idoneo”). E vorrei che tutti, ma proprio tutti,
spezzassero
quelle catene e smettessero di pagare le rate dei frigoriferi, quelle
delle
automobili, allora si’ che ci sarebbe da ridere. Ma sindacati e partiti
tengono il guinzaglio e, per distruggere uno straccio di Costituzione,
si
strumentalizza il dolore di una famiglia e si resuscitano i morti prima
di
quelli di Reggio Emilia - che ancora li devo vedere uscire dalla fossa -. (-li vedro', Paolo? -si, ma continua a parlare di te). Di me...se non
c’è crescita culturale generalizzata - noi facciamo la nostra piccolissima
parte, ma certo
non puo’ bastare -, vale comunicarmi che i
profitti finiscono nell’economia astratta, in vuoti indici di borsa
slegati
dall’economia reale? Dirlo a mia madre, che ha il portafoglio vuoto e
domani mettera' nella borsa della spesa quatttro patate astratte? Certo che la classe esiste. E' questione di possibilita’ concrete di vita e anche di accesso a tutto
cio’ che e’ bello, all’arte, all’amicizia, alle risorse creative. Non
faremo gli operai, mai. Non siamo “classe”, allora? Di certo non siamo parte di
questo stato di cose, non lo saremo mai (di nessuno stato). Non faremo una
Rivoluzione per loro. La faremo per noi e a partire da noi, costruendo
associazioni libere che estenderemo all’infinito. La liberta’ - quella vera,
che o e’ per tutti o non e’ , quella che, se la conosci, non la eviti, come dici
sempre tu - e’ un valore supremo, non un mutuo subprime. L'aggettivo “immigrato” non ha senso (da dove a dove?). Se faremo in modo che il mondo rassomigli al mio sogno, al
tuo, Paolo, sarà bellissimo. Individui, popoli, culture, differenze che
saltano e si esaltano; esigenze dell'individuo e della societa’, mettile in comune:
scopri che sono identiche. La democrazia non sarà piu’ la serva della zia, sara'
reale. Sgrammaticare tutto non significa inventare un nuovo dizionario per
definirci. E’ elaborare molte possibili grammatiche sgrammaticando l’esistente,
siamo tutti condizionati, e però a noi basta un clic per
far saltare finanza e finanzieri. Lo Stato non sarà mai democrazia, e’ il luogo dove
il capitale trama,
pianifica,
ci disegna e ci ridisegna per sfruttarci meglio. Chi va a votare si
illude di contare qualcosa, ma ha un accesso solo passivo ai media,
mia nonna ancora non ha capito che succede a Vicenza,
non lo sapra' mai se sono sempre gli stessi ad avere visibilita’. Pari
diritti e leggi
uguale per tutti? Non scherziamo! La
democrazia non la si offre come i pasticcini, si conquista. Creando noi i nostri organi decisionali e innescando i detonatori, non future
generiche conflittualita’.
Siamo la maggioranza, il soggetto politico. Cresceremo
fino all’inverosimile: senza casa, senza lavoro, sbattuti da una parte
all’altra. Ci vogliono coraggio, passione, capacita’,
rabbia. I padroni lo sanno, ne abbiamo in abbondanza; percio’ ci fanno guerra. Guerre infinite: se vinte, ridanno fiato ad economie allo sfascio controllando
materie prime, investendo nella ricostruzione di paesi devastati; l’industria
dei cannoni tira le altre, servizi per eserciti d’occupazione, banche, assicurazioni, edilizia, investimenti a gogo’. Guerre piu’
aspre dentro i singoli stati quanto piu’ perdono quelle esterne (diventate
costosissime). E allora via servizi sociali; prezzi di petrolio e tassi d’interesse in salita libera, fino all’economia
detta reale, cereali, pane, pasta a
carati; OGM per rendere i contadini schiavi di chi vende i semi. Non mangi, cerchi di emigrare, ti respingono, ti
imprigionano, ti trattano da criminale. C’è “crisi”; il capitale si rassetta ammortizzando costi di guerre perse, cercando di annullare le lotte. “Emergenza sicurezza”
(difesa dalla bancarotta), patriottismo-egoismo di massa. La nostra
patria e’ il mondo, la nostra legge: la Liberta’. Ti
spaventano, ti umiliano definendoti debole, impotente. Ma sei soggetto, le
tue lotte non sono ininfluenti, il nemico non e’ invincibile. Niente
padroni, tutti comandanti, ne’ deleghe ne’
propagande, stavolta perdono loro. Gli intellettuali passano dall’altra parte: borghesi che, giocando al
videopoker, hanno scommesso male o il bluff s'e' visto; hanno perso la
bussola con un pugno di azioni (e la capacita’ d’azione da molto tempo prima). Non sono
mai stati collegati a persone reali e il virtuale non e’ una virtù. Abbiamo
tutte le ragioni. Tra scenari deliranti e un pianeta violentato,
impazzito, cosa dobbiamo ancora temere? Da cosa
assicurarci? Che perdere? Terrorizzati ceti medi, alla fine vorranno farla
pagare a noi, come sempre, ma siamo noi che non vi sopportiamo piu’. Loro potrebbero reintegrarvi: noi no.
Noi, coi vostri miti/riti borghesi non
c’entriamo. Non apparteniamo ai vostri delirii, alle vostre
sceneggiate. Tanto meno al vostro Ordine Nuovo, alle vostre Piccole
Patrie (che schifo), al
vostro nazionalismo fascista. Siamo altro, differenti da voi e tra di noi, ma
uniti. Non siamo competitor della morte altrui, nè capitalisti in conflitto, nè stati che abbiano bisogno di
sterminare popoli accordandosi sottobanco per ridistribuirsi potere, territori,
risorse (Ragion di Stati), ma un mondo di individui, poi
gruppi, che stanno riscoprendosi in
prospettiva
sociale, unendo le energie, attenti alle carte geografiche. Umani, non metafisici.
Non
siamo categorie mentali, non viviamo dentro i computer, siamo soggetti
concreti, fisici. Gente reale che si connette in ogni parte del mondo. Non potrete annetterci né affossarci.
Il personale e’ politico, o tutto e’ effimero, non lo avete capito? Non ha importanza quale sara’ il prossimo assetto
dei poteri padronali (lo stesso? Un altro?). Noi, padroni, non ne vogliamo. Il capitale è
il nemico, crisi o non crisi,
riassetti di potere, caos sistemici e/o strutturali: fatti vostri. Ci riguarda la lotta delle masse e delle singole persone che ne sono parte. La rivoluzione
è una cosa seria, per questo si fa con allegria! -pero'... -Il mondo lo salveranno i ragazzini. -mi metti giu', allora ??? ----------------------------
ITALIANI... BRAVA GENTE?![]() Ricordiamo, si ricordiamo i crimini fascisti
in Jugoslavia, Slovenia (per non dire della Somalia), i campi di
sterminio e le stragi commesse dall'Imperialismo fascista. Solo per averne una piccolissima idea: Bilancio delle vittime slovene in 29 mesi di
terrore fascista, nei 4.550 Km quadrati di questo territorio: Ostaggi civili fucilati .......................n.
1.500 Fucilati sul posto.............................n.
2.500 Deceduti per sevizie...........................n.
84 Torturati e arsi vivi..........................n.
103 Uomini, donne e bambini morti nei campi di
concentramento..............................n. 7.000 Totale.........................................n. 13.087
I criminali di guerra che ordinarono ed
eseguirono questa carneficina non furono neppure differiti ad un tribunale del
nostro paese. Non un solo processo. (dati da http://anarchopedia.org) Contromanifestazione sulle foibe 10-2-2009 a Parma Quarta edizione a Parma della
manifestazione antifascista promossa dal Comitato antifascista e per la memoria
storica-Parma alternativa alla "Giornata del ricordo delle
vittime delle foibe" del 10 febbraio. Ricordiamo i crimini del fascismo in Jugoslavia, dai primi anni
'20 all'occupazione militare italiana iniziata nel '41, che hanno preceduto i
tragici fatti delle foibe, ricordiamo che l'apposita Commissione delle Nazioni
Unite individuò 700 criminali di guerra italiani, nessuno dei quali è stato mai
condannato nè consegnato alle autorità jugoslave, ricordiamo i
quarantamila soldati italiani che l'8 settembre '43 scelsero di combattere
insieme con la Resistenza jugoslava per la liberazione dal nazifascismo. Uno di
questi, Carlo Bortoletto, presidente nazionale dell'Associazione Nazionale
Veterani e Reduci Garibaldini, porterà la propria testimonianza di
combattente in Jugoslavia,
dall' 8 settembre '43 all' 8 marzo '45 con la Divisione Italiana Partigiana
Garibaldi. A seguire la proiezione del film La battaglia della Neretva con
Sergei Bondarchuk, Yul Brynner, Orson Welles, Sylva Koscina, Franco Nero.
Inizio alle ore 21 di martedì 10 febbraio al cinema "Astra" di
Parma (piazzale Volta, 3 Parma). In Jugoslavia,
nel 1942, il generale Mario Robotti, comandante dell’XI Corpo d’Armata
italiano in Slovenia e Croazia, e il generale Mario Roatta, Capo di Stato
Maggiore e comandante della II Armata, indica, con la famigerata circolare n°3
C, ebbero l'ordine di demolire e incendiare case e villaggi, uccidere ostaggi, internare
massicciamente la popolazione. Dopo l’azione delle squadracce nei primi anni ’20 del secolo scorso contro centri
culturali, sedi sindacali, cooperative agricole, giornali operai, politici e
cittadini di “razza slava”, dopo l’italianizzazione forzata perseguita nel corso
del ventennio nero, nella primavera del ’41 il fascismo aggredisce la Jugoslavia e ne occupa
diversi territori con brutale durezza. Distruzioni e incendio di interi villaggi
sloveni e croati, confisca di beni, rastrellamenti e esecuzioni sommarie, campi
di concentramento, all’ordine del giorno. Questi sono i crimini di cui è responsabile l’Italia
fascista di Mussolini e del re, che hanno preceduto i tragici fatti delle foibe
per i quali nel 2004 è stata istituita la “Giornata del ricordo” il 10 febbrai (...).
10 febbraio 2009 Parma, cinema “Astra” (piazzale Volta); Avevamo lasciato la vicenda Battisti a un buon punto. Le cose si sono complicate (e non poco). Al momento, potete seguire gli aggiornamenti su: http://orestescalzone.over-blog.com/ ---------------------------- GIORDANO BRUNO La Filosofia della Natura ![]() Forse, questa sentenza, fa piu' paura a voi che a me... Nel 1600, all'alba, Giordano Bruno, scalzo e dopo una
lunghissima carcerazione, viene condannato al rogo per
ordine del tribunale
dell'Inquisizione e bruciato perche': eretico, impenitente, pertinace... I suoi scritti, posti all’indice dei libri
proibiti, seguono la stessa sorte sulla scalinata di S.Pietro. Anche quest'anno, lo ricordiamo a Roma, Piazza Campo de' Fiori, il 17 Febbraio 2009 alle ore 16.30 (organizza l'Associazione Nazionale del Libero Pensiero "Giordano Bruno")
Nessuno alzara’ gli occhi al Cielo… Siamo Nessuno, possiamo alzarli e vedere un Mondo niente affatto immutabile e un Universo Infinito Coraggioso e ribelle, Giordano
Bruno difese la liberta’ di opinione e l’espressione del pensiero libero
----------------------------
contro ogni dogma e qualunque ortodossia. Pago’ con la vita le proprie idee, differenti da quelle della maggioranza e il rifiuto di mutarle. Ma getto’ un seme che germogliera’e continuera' a mettere in crisi le concezioni tradizionali e ogni tentativo di annientare la liberta' e i diritti. |
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il
diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo
diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la
propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale
o spirituale della società.
Art. 5
La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.
Art. 6
La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.
Art.7
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
Art. 8
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.
Art. 9
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Art. 10
L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici.
Art. 11
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Riceviamo e pubblichiamo:
Il 22 febbraio
del 1980, fascisti dei NAR, rimasti anonimi, si
introducevano a casa di Valerio Verbano e lo uccidevano davanti agli occhi
impotenti dei sui genitori. 29 anni dopo, il 12 dicembre scorso, uno studente della Sapienza ha
denunciato alla Procura della Repubblica la
sparizione del "faldone portante" contenente gran parte del materiale
riguardante l'istruttoria sull'omicidio, stranamente ritrovato subito dopo la
diffusione della notizia. A perderlo lo stesso ufficio responsabile dello
smarrimento nel corso degli anni della pistola che lo uccise e di un
passamontagna e un guinzaglio persi dai sui assassini. Nei giorni in cui si
tenta di vietare i cortei nel centro della
città, si rende reato bere una birra per strada di
sera, si dichiara guerra ai centri sociali, si trasformano
le piazze in checkpoint presidiati dai militari,
ricordare la storia di Valerio e gli intrighi che continuano a segnarne la
vicenda giudiziaria significa ricordare un simbolo dell'antfascismo militante in un periodo dove una nuova ventata razzista continua a mietere
le sue vittime. Roma ricorda Valerio con una 2 giorni non per un semplice
atto commemorativo ma per un atto di resistenza alla deriva autoritaria.
21 febbraio 2009
-ore 17:
corteo cittadino (appuntamento in via Monte Bianco, sotto la lapide)
-ore 21:
IsolaTeatro presenta "L'Isola di Athol Fugard" con Oscar De Summa e
Armando Iovino regia e traduzione di Marta Gilmore all'Horus Liberato di Piazza
Sempione
-ore 22:
TrashClashNight DanceHall a sostegno della Palestra Popolare Valerio Verbano
sempre all'Horus Liberato
Radio
Onda Rossa 87.9 - RadioSonar - LiberaRoma
21
FEBBARIO 2009 DIRETTA E INTERVISTE.
Anche
lui
voleva vivere, ma in un altro modo. Per questo e’ stato assassinato.
Dai fascisti,
usati e coperti dallo stato. Anche noi vogliamo vivere, in un altro
modo. Lo
stesso di Valerio. Per questo non lo dimentichiamo. Per questo
continuiamo la
sua lotta, contro i fascisti e lo stato che li usa e li copre. Con
tutti i mezzi necessari. Valerio Verbano ne’ strade da intitolare - ne’
boia con cui trattare solo la stessa lotta da continuare! I nostri
compagni assassinati non debbono
trasformarsi in icone inoffensive buone per ogni stanca commemorazione,
ne’
possono diventare motivo di trasversale rivendicazione bipartisan, o
peggio
luogo di sperimentazione dell’oblio pacificatore. I nostri compagni
sono stati
assassinati perche’ davano fastidio, lottavano contro questa societa’,
per un
altro futuro, diverso da quello di allora, e ancora piu’ diverso da
quello di
oggi. Ricordare senza retorica i nostri compagni morti significa
assimilarne
lezioni e pensiero, continuarne l’opera e la lotta, aggiornata alle
battaglie
di oggi, ma legata al filo rosso che ci unisce nella linea di condotta
generale
della lotta di classe.
Oggi,
l’approfondimento della crisi capitalistica sta producendo, insieme alla
tendenziale neoschiavizzazione del proletariato, l’accelerazione della tendenza
al bipartito di stato, come confermano la trasversale riforma federalista e lo
sbarramento antiframmentazione partitica. La crisi, alla faccia di slogan e
“onde” durati quanto una stagione metereologica, la stanno facendo pagare
proprio a noi, alle nostre condizioni di vita, di lavoro, di a-socialita’. Avanza
parallelamente a disoccupazione, precarieta’ e cassa integrazione, la visione
generale razzista-securitaria della societa’, novella faccia della moderna
democrazia borghese, che garantisce “libera circolazione” alle braccia degli
schiavi di ogni colore ma ne brucia vite e diritti. Siamo al si salvi chi puo’,
dove unitamente alla diffusione di un esasperato individualismo, all’abbandono
di ogni radicamento territoriale, la defunta sinistra di stato non trova di
meglio che elemosinare un posto al sole di Montecitorio, riproponendo ancora
confusi assemblaggi e rifondazioni di “nuove” sinistre piu’ o meno unite. Sembrano
non esserci sbocchi, eppure, a fronte di tanto sgomento e confusione cresce la
necessita’ di fare chiarezza. Non tutto e’ perduto!
Noi non possiamo impedire, allo stato delle nostre forze e dei rapporti di
forza tra le classi, il procedere della crisi e dei suoi effetti; possiamo però
cogliere, nei meandri profondi della crisi, gli elementi strategicamente
favorevoli al proletariato, primo fra tutti l’oggettiva spinta alla ritirata
ordinata, che coltivi gli elementi della ripresa di classe per il futuro. Bisogna
dare forza ed organizzazione a questa spinta, facendo passi pratici in questa
direzione, riunendo e concentrando riflessioni e militanti, strutture ed
individualita’. Lontani da ogni commemorazione, questo e’ il nostro modo di non
dimenticare, di far vivere Valerio, la sua e la nostra rivoluzione!
Sabato 28 febbraio
mobilitazione cittadina alla lapide di Roberto Scialabba Piazza S.Giovanni
Bosco ore 16.00
COMBAT
----------------------------
Le Liaisons dangereuses
Metti una sera a cena…un
anziano
professore con deliri dovuti alla propria eta’ mal vissuta; un
generale; un manager dell’ENI (?);
qualche fascista; qualche ex (?) nazimaoista; qualche ex (?)
ordinovista; qualche sciocco; qualcuno tanto
vanesio da considerare gli altri puro riflesso di se’; qualche
piduiista; qualche
massone; un “filosofo” convertito a destra (ma -riprendiamo da uno dei
contributi raccolti - ha ragione Ivano Fossati dicendo che: oggi,
ogni insegnante di filosofia è “filosofo”); alcuni traditori di
professione;
altri che hanno per slogan “Je men fou” (il “me ne frego”, di nota
memoria storica), uno che fa riferimento a un
simbolo con cavaliere armato di lancia, e non occorre avere studiato
geometria
artistica per vedere che il disegno e’costruito sulla base di una
svastica; un tardo-maoista i cui interventi appaiono e poi...
scompaiono (!) da siti web dei comunitaristi nazionalitari. Poi
altri… ma ce n’è gia’ piu' che abbastanza per cambiare ristorante.
Invece,
qualche compagno - giovane - ci casca e magari finisce a frequentare un
campo antiimperialista o una vecchissima Acropoli che ... ma non
anticipiamo.
E’ in primo luogo per loro, per questi giovani compagni, che pubblichiamo i risultati della ricerca. Superata un'eta', gli altri sono tutti complici.
Ricordiamo che
“bipartisan” e' sinonimo di “fascista”, in qualunque
occasione; che “opposti estremismi” e' un'espressione inventata
dalla destra, storicamente utilizzata per confondere le idee
sull'origine di
stragi targate fascisti e CIA, con l'intento di operare un golpe o
per imporre un regime
di polizia (...anni lontani, ma si parlera' anche di questo).
C’è,
oggi, in questa provincia Italia,
un grande vuoto culturale ed esistenziale. La societa’ capitalistica lo
ha costruito
attorno e dentro le persone per poterlo riempire di propaganda e dei
contenuti
che gli sono propri; una falsa sinistra ne e’ stata complice: non
riuscendo a
proporre nel suo complesso un’alternativa credibile, ha fatto il
gioco del
padrone, inconsapevolmente o in perfetto accordo. Ma cio' non toglie nulla al fatto che la vagheggiata
(non certo da noi) “Terza Posizione” come “superamento” di “destra” e
“sinistra” sia sinonimo di “fascismo”.
Come qualcuno avra’ intuito,
Wanda ha terminato la sua ricerca su “nazimaoismo, infiltrati e spie”.
di Wanda Maralli
Premetto qualche riga, non fuori luogo. Sono giorni che riceviamo e-mail di compagni meravigliati e delusi per il fatto che questo sito non sia piu' aggiornato con l'abituale puntualita'. Le ragioni sono molte e differenti: siamo stati coinvolti in drammi personali ai quali trovare soluzione in brevissimo tempo; il guasto dei freni di un'auto, a Capodanno, non sempre ha un'origine meccanica “classica” (usura, etc.); il web ha realmente rischiato di scomparire, e ancora non e' del tutto ristrutturato. Andiamo avanti perche' siete in tanti a chiedercelo, anche se per un po' non sara' lo stesso. Al momento, io e Paolo De Cinque abbiamo ricevuto la delega a supervisionarlo. Speriamo di farcela. Grazie. Wanda
BRACCIA SOTTRATTE ALL’AGRICOLTURA
Sul fenomeno politico italiano del Nazi-maoismo, storicamente inteso, qualche indicazione generale si trova su wikipedia, da prendere molto all'ingrosso e considerando i parecchi errori contenuti nel testo. Uno per tutti (secondo noi grave e non “innocente”): citare gruppi di “estrema sinistra” al suo interno. No.
Nessun “gruppo” vi aderi', solo loschi figuri e ragazzi disorientati (ragazzi che, per
varie ragioni personali, non entrarono a far parte dei movimenti di sinistra
del '68. Non e' un piccolo errore. Vero
e' che non furono mai chiariti i reali referenti ideologici dei “nazimaoisti”, ma i
riferimenti ad Hitler c'erano eccome! Forse non sui loro “striscioni e
manifesti”, ma di sicuro esplicitati da Lotta di Popolo,
movimento d'estrema destra in cui
confluirono anche “FUAN-Caravella” e “Primula
Goliardica”, per alcuni all'origine di tutto... http://it.wikipedia.org/wiki/Lotta_di_Popolo
Vero
anche che venivano mescolati con “disinvoltura” Mao, Che Guevara e
Hitler, in quanto “oppositori” del capitalismo, fingendo di voler percorrere una via trasversale genericamente
movimentista e solo apparentemente
in lotta contro la societa' borghese. Rimettere al centro l'etica,
demistificare il valore del denaro e formulare idee di trasformazione
radicale di un sistema economico che uccide nel concreto (anche per fame) e intende
distruggere le fondamenta dell'essere e del sentire umano, non significa in alcun modo richiamarsi a “valori tradizionali” come: patria-nazione-famiglia etc. Non esistono correnti trasversali, nè sono mai esistite.
Esistono mascheramenti dell'estrema destra (ben evidenti a chi non
e' piu' un ragazzo) nascosti anche da pretesi “machiavellismi” per cui
il fine (...o: il “Fini”?) giustifica sempre i mezzi; oppure occultati da
“antimachiavellismi” che, specularmente, sostengono un'unita' di mezzi per
fini differenti. Tutto cio' e' farraginoso? Ovviamente sì, infatti non
ha altro significato che quello di generare confusione. Inoltre: non esistono
“idealisti” che non si confrontino nella realta' e con la realta'.
Consigliamo di dare un'occhiata attenta a:
http://xoomer.virgilio.it/controvoce/
Leggendo
le “voci correlate” si arriva a cose come
Europa-Nazione, spuntano i soliti Mutti e Pasquinelli, compare un utente che si
sigla con un punto
interrogativo e che commenta anche alcuni tra i 9 siti (correlati tra loro) che,
per mesi, abbiamo tenuto sotto osservazione. Intuirete immediatamente come e perche' si
arrivi a cose come: comunitaristi, campi antimperialisti, eurasia,
pretesa di essere politicamente “scorretti” (correttissimi invece, dal
“loro” punto di vista!).
Avete
da leggere, al momento. Sappiamo che inorridirete
a parole come “comunismo nazionalitario”, “fronte patriottico” et similia
(per dirla come dice chi, tra noi, ha rifiutato - giustamente, comprendiamo benissimo - di
scrivere questo articolo, delegandolo interamente).
Immaginate però cosa possa essere stato, per noi e per tanto tempo,
seguire questi blog e questi siti...
Ad
ogni modo, una ricerca ha piu' senso se e' partecipativa. Vi chiediamo,
se possibile, di segnare da qualche parte i nomi che incontrerete sui
link. Non ci saranno sorprese quando ne riparleremo, nella seconda
parte dell'articolo. Vi consigliamo anche - utile ed istruttivo -
cercare in internet i blog e i siti sui quali questi “personaggi”
scrivono, commentano etc.