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ARUNDHATI ROY
31 Marzo 2007 (da Tehelka: the people’s paper)
http://www.tehelka.com/story_main28.asp?filename=Ne310307Its_outright_CS.asp
(per concessione
dell’autrice e con la traduzione di Piero Pagliani)
“E’ una guerra aperta ed entrambe le parti stanno scegliendo le loro armi”
-C’è un’atmosfera di
crescente violenza in tutto il paese. Come legge
Non occorre essere dei geni
per leggere i segnali. Abbiamo una classe media in crescita, ingrassata a base
di consumismo radicale e ingordigia aggressiva. E se i paesi industrializzati
dell’occidente avevano le colonie da saccheggiare per le risorse e per generare
le condizioni di schiavitù necessarie ad alimentare la loro crescita, noi
dobbiamo colonizzare noi stessi, le nostre “parti inferiori”(1). Abbiamo incominciato a mangiare le
nostre stesse membra. L’ingordigia che si sta generando (e spacciata come un
valore interscambiabile col nazionalismo) può essere saziata solo strappando la
terra, l’acqua e le risorse ai più deboli. Ciò di cui siamo testimoni è la più
riuscita lotta di secessione mai intrapresa nell’India indipendente – quella
della classe medio-alta dal resto del paese. È una secessione verticale, non
laterale. Stanno combattendo per il diritto di appartenere ad un’elite mondiale
persa da qualche parte nella stratosfera. Sono riusciti a requisire le
risorse, il carbone, i minerali, la bauxite, l’acqua, l’elettricità. Ora
vogliono la terra, per poter produrre più auto, più bombe, più miniere – i
supergiocattoli dei nuovi supercittadini della nuova superpotenza. È una guerra
aperta e da entranbe le parti della barricata i contendenti stanno scegliendo
le proprie armi. Governo e corporations allungano le mani verso gli aggiustamenti
strutturali, servendosi della Banca Mondiale, della ADB e FDI (2) delle sentenze emesse dai tribunali
amici, dai politicanti amici, dell’aiuto amichevole dei ‘corporate-media e
di una forza di polizia incaricata di far ingoiare tutto questo alla gente
comune.
1 La scrittrice allude al millenario sistema castale -
in vigore tuttora in India nonostante ufficialmente abrogato dalla Costituzione
60 anni fa. “Parti basse” è quindi un modo figurato per designare la miriade di
caste e sotto-caste (e soprattutto gli aborigeni e i fuori-casta) che
principalmente pagano il costo della crescita.
2 ADB = Asian Development Bank;
FDI = Foreign Direct Investments.
Coloro che vorrebbero opporsi a questo processo hanno finora limitato la loro protesta alle dharnas (3), agli scioperi della fame, alle satyagraha(4), ai procedimenti legali o a ciò che ritenevano fosse la solidarietà dei media. Ma sempre di più stanno ora optando per le armi. Crescerà la violenza? Se il ‘tasso di crescita’ e la Sensex (5) continueranno ad essere gli unici barometri usati dal governo per misurare il progresso… Come leggo tutti questi segnali? Nello stesso modo in cui leggerei una qualsiasi pubblicità aerea, hai presente? di quelle che vedi passare a chiare lettere lassù nel cielo… E ciò che queste lettere dicono è “Siamo nella merda, gente!”
3 Digiuno nei confronti di persone o situazioni ai
quali si chiede conto di un’offesa.
4 Letteralmente “insistenza nella verità” forma di
resistenza non violenta.
5 E’ la borsa di Mumbai, ovvero Mumbai Stock Exchange
Sensitive Index.
-In passato lei ha
dichiarato che, sebbene personalmente non convinta del ricorso alla violenza,
ritiene immorale condannarla, viste le condizioni del paese. Può chiarire
meglio questa affermazione?
A parte il fatto che io
sarei un peso come guerrigliera, non credo di aver usato la parola ‘immorale’ –
la moralità è una faccenda vaga e incerta come il tempo. Io la vedo così: i
movimenti non-violenti hanno bussato alla porta di ogni istituzione democratica
di questo paese per decenni, e sono stati ignorati e umiliati. Guardi alle
vittime del gas di Bhopal, al Narmada Bachao Andolan (6) L’NBA
aveva tutto per vincere – una leadership di alto livello, massima copertura mediatica,
più risorse di ogni altro movimenti di massa. Che cosa è andato storto?
E’ chiaro che la gente si senta costretta a ripensare la propria strategia! Quando
vediamo una Sonia Gandhi che tenta di promuovere la satyagraha come fosse
un prodotto di esportazione al Forum Economico Mondiale di Davos, è il momento
per noi di sederci a riflettere. E chiederci se all’interno della struttura di
un stato nazionale democratico, nell’epoca della disinformazione e dei mass media
controllati dalle corporations, c’è spazio per forme di disobbedienza
civile di massa! O se persino gli scioperi della fame richiedano (per
essere visti) questo o quel Vip della politica.
Interessa a qualcuno se la gente(7) di Nangla Machhi o delle miniere di Batti (8)
sta facendo uno sciopero della fame? Irom Sharmila ha fatto uno sciopero
della fame per sei anni!(9). Tutto
ciò dovrebbe insegnarci qualcosa… E mi è sempre sembrata una tale ironia il
fatto che in un paese dove la gente è comunque affamata, la protesta politica
debba ricorrere agli scioperi della fame! Siamo in uno spazio-tempo diverso,
ora. In lotta contro un diverso e molto più complesso avversario. Siamo entrati
nell’era delle ONG – o, dovrei dire, nell’epoca delle tigri ammaestrate –
dove persino l’azione di massa può rivelarsi una pratica di portata equivoca.
Abbiamo manifestazioni che si rivelano finanziate, abbiamo dharnas sponsorizzati
e Forum Sociali che si atteggiano a militanti ma che non danno seguito a ciò
che predicano. Abbiamo ogni tipo di ‘resistenza virtuale’. Riunioni contro le
SEZ direttamente sponsorizzate dai più convinti promotori delle stesse SEZ (10). Corporations responsabili
della devastazione dell’intero ecosistema ricevono premi e riconoscimenti come campioni
di impegno ambientale, nonché per le iniziative di “rinforzo” in favore delle
comunità locali. Così una Vedanta, una multinazionale che con le sue miniere di
bauxite sta distruggendo le foreste dell’Orissa, ha dichiarato di voler fondare
un’Università nella stessa Orissa! E i Tata, attraverso ben due organizzazioni
di beneficenza, finanziano direttamente o indirettamente non pochi attivisti e
“movimenti di massa” nel nostro paese. È forse per questo che la repressione e i morti di Singur (11) sono stati stigmatizzati meno di
quelli di Nandigram? Certo, i Tata e i Birla hanno finanziato anche Gandhi – e
forse furono la nostra prima ONG. Ma ora abbiamo ONG che fanno un gran baccano,
scrivono rapporti a iosa, ma con le quali i sarkar (12) continuano a sentirsi molto a loro agio. Che conclusione trarre
da tutto ciò? È ovvio che siano sempre di più i propagatori “professionisti”(13) dell’azione politica reale. La
resistenza ‘virtuale’ è diventata un peso morto.
Fino a qualche tempo fa i
movimenti di massa potevano ancora rivolgersi alla giustizia. Ma i tribunali
hanno prodotto una tale serie di sentenze ingiuste, e così insultanti nei
confronti della povera gente per lo stesso linguaggio che usano, da toglierci
il respiro. Una recente sentenza della Corte Suprema dell’India, che autorizza
il proseguimento della costruzione del Vasant Kunj Mall (sebbene sprovvista
dell’approvazione preliminare) la dice tutta sul fatto che la scorrettezza
delle corporations non viene neppure messa in questione (14)! È questa è una conclusione
pesantissima, nell’epoca della corporale globalization, della rapina corporate
della terra, nell’epoca delle varie Enron e Monsanto, delle Halliburton e
Betchel. Poiché mette a nudo il nucleo ideologico della nostra massima
istituzione giudiziaria. Ed è così che il potere giudiziario, insieme alla stampa
corporate, può tranquillamente essere visto come la colonna vertebrale del
progetto neo-liberista. Cosa può fare la gente, in un clima simile, in cui si sente
continuamente logorata, consumata da questo interminabile processo ‘democratico’
che ha il solo esito di umiliarla ancor di più? È ovvio che la questione non
debba ridursi alla mera opzione binaria – violenza contro nonviolenza. Ci sono
partiti politici che credono nella lotta armata, ma in quanto parte di una più
ampia strategia politica. I rappresentanti di queste lotte sono stati trattati
con brutalità, sono stati uccisi, picchiati, imprigionati con false accuse. La
gente sa benissimo che optare per la lotta armata significa tirarsi addosso
tutta la multiforme violenza dello Stato Indiano. Anche la più insignificante
resistenza armata diventa così una strategia, il mondo intero si restringe e i
colori sbiadiscono nel bianco e nero. Ma quando la gente decide di fare quel
passo perché ogni altra opzione si è rivelata disperante, dovremmo condannarla?
E davvero c’è qualcuno che crede che se la popolazione di Nandigram si fosse
limitata ad inscenare l’ennesima dharna e intonato canzoncine di
protesta, il governo del Bengala avrebbe cambiato idea? Viviamo in tempi in cui
essere inefficaci vuol dire di fatto sostenere lo status quo (che, senza dubbio, va bene per
molti di noi…). Ed in cui l’efficacia si paga a caro prezzo. Trovo difficile
condannare la gente che è pronta a pagare quel prezzo.
6 Comitato di lotta della valle della Narmada che si
oppone alla costruzione delle dighe.
7 Nangla Machhi è lo slum di Delhi che una volta stava
tra Pagati Maidan e il ponte di Nizamuddin è che nel marzodel 2006 venne raso
al suolo nonostante ci vivesse una popolazione di 40 mila abitanti.
8 la Roy fa riferimento al lungo sciopero della fame
(oltre un mese) che una decina di attivisti ingaggiarono l’anno scorso nelle
miniere di Bhatti a sud di Delhi per rimandare l’evacuazione di coloro che vi
si erano rifugiati nelle vicinanze (in alcuni casi addirittura dall’epoca della
partition con il Pakistan).
9 Irom Sharmila Chanu, signora della tribù Metei dello
stato di Manipur, attivista dei diritti umani, ha attuato uno sciopero della
fame tra il 2000 e il 2006 per protestare contro l’Armed Forces (Special Powers) Act che conferisce poteri speciali
all’Esercito nelle cosiddette “Sette Sorelle” cioè gli stati del Nord-Est,
Arunachal Pradesh, Assam, Manipur, Meghalaya, Mizoram, Nagaland e Tripura.
10 Special Economic Zones: aree identificate per lo
sviluppo neoliberista, quasi sempre a costo di espropri ai danni dei contadini
(come nei citati distretti di Singur e Nandigram nel Bengala Occidentale).
11 Singur è la vasta area agricola (1000 acri) che,
impugnando il Land Acquisition Act (1894), il Governo del Bengala ha assegnato
alle industrie Tata Motor per la produzione del progetto “low cost car”. La
protesta da parte dei contadini che sono stati privati di qualsiasi fonte di
sussistenza, è durata invano per mesi e periodicamente riesplode tuttora.
12 Capi.
13 allude qui al dibattito sul ruolo dei cosiddetti
“provocatori” o “outsiders”, argomentazione regolarmente utilizzata dalla
stampa benpensante indiana per deligittimare di contenuti “propri” ogni
protesta che superi I confini della resistenza non violenta.
14 Progetto di centro commerciale nel quartiere
sud-occidentale Vasant Kunj di Delhi contestato per l’alto impatto ambientale
in una zona pregiata.
-Lei ha viaggiato
parecchio sul campo – qual è la sua sensazione circa i punti caldi in cui è stata?
Quali sono le linee di combattimento in quei posti?
Domanda enorme – che cosa
posso dire? L’occupazione militare del Kashmir, il neo-fascismo nel
Gujarat, la guerra civile in Chhattisgarh, lo stupro dell’Orissa da parte
delle multinazionali, la sommersione di centinaia di villaggi nella Narmada Valley,
la gente che vive ai limiti di un’inedia assoluta, la devastazione delle foreste,
le vittime di Bhopal – sopravissute fino ad ora solo per vedere che il governo
del Bengala Occidentale sta di nuovo caldeggiando il re-ingresso della Union
Carbide – che adesso si chiama Dow Chemicals - a Nandigram! (15). È un po’ che non vado
nell’Andhra Pradesh, nel Karnataka, nel Maharashtra, ma sappiamo dei
quasi centomila contadini che si sono suicidati. Sappiamo delle esecuzioni sommarie
spacciate per “scontri a fuoco” e della terribile repressione in Andhra Pradesh
(16). E ciascuna di queste aree ha la
sua storia particolare, una proprio economia ed ecologia. Nessuna di
essa meriterebbe un'analisi frettolosa. E tuttavia c’è un tessuto
connettivo, ci sono potenti pressioni culturali ed economiche
internazionali che stanno gravando su di esse. Come non ricordare il progetto
dell’Hindutva che per via sottocutanea continua a diffondere il proprio
veleno, per meglio eruttare presto, di nuovo? (17) Io direi comunque che l‘accusa più grande di tutte è
che, tuttora, siamo una nazione, una cultura, una società che continua a nutrire e a
praticare la nozione di intoccabilità. Mentre i nostri economisti macinano
numeri vantandosi del nostro tasso di crescita, un milione di persone –
un’umanità che vive di rifiuti – si guadagnano la vita caricandosi sulla testa
la merda altrui. E se non trasportano la merda sulla testa morirebbero di fame (18). Ma che superpotenza del cazzo è
questa?
15 Riferimento al disastro chimico nella città di
Bhopal – Madya Pradesh – causato da una fabbrica di pesticidi della
statunitense Union Carbide il 3-12-1984: secondo una stima prudente di Amnesty International
i morti sono stati 22.000. L’amministratore delegato dell’Union Carbide
dell’epoca, nonostante un mandato di cattura internazionale, vive
tranquillamente negli USA.
16 “Falsi scontri”: si tratta dei famigerati encounters, utilizzati già durante la
rivolta contadina di Telengana (1946-1951) e quella naxalita degli anni
‘60-’70, e poi massicciamente in Kashmir e nel Nord-Est dell’India. Di fatto
sono degli omicidi a sangue freddo di militanti o supposti simpatizzanti,
spacciati per scontri a fuoco.
17 L’Hindutva è
il movimento nazionalista indù.
18 Arundhati Roy non sta parlando per metafora.
-Come dobbiamo
interpretare la recente violenza statale e poliziesca in Bengala?
Non è molto diversa dalla
violenza statale e poliziesca di qualsiasi altro posto –compreso il problema
dell’ipocrisia e del doppio standard esercitato da ogni partito politico,
compresa la Sinistra istituzionale. Perché le pallottole comuniste dovrebbero
essere diverse da quelle capitaliste? Ne succedendo di cose strane: è nevicato
in Arabia Saudita; i gufi appaiono alla luce del sole; il governo cinese ha varato
una legge che sanziona il diritto alla proprietà privata. Non so se tutto ciò ha
a che fare col cambiamento climatico. I comunisti cinesi stanno diventando i più
grandi capitalisti del XXI secolo. Perché dovremmo aspettarci che la nostra Sinistra
parlamentare debba essere diversa? Nandigram e Singur sono segnali chiari. Non possiamo
non domandarci se per caso non siano lo stadio immediatamente precedente allo
scoppio di una nuova rivoluzione contro il capitalismo. Pensateci: la
Rivoluzione Francese, la Rivoluzione Russa, la Rivoluzione Cinese, la Guerra
del Vietnam, la lotta anti-apartheid, la cosiddetta freedom struggle gandhiana
in India … qual è l’ultimo stadio al quale sono tutte giunte? È questa la fine dell’immaginazione?
L’attacco maoista a
Bijapur: la morte di 55 poliziotti (20). Non le sembra che anche i “ribelli” siano una brutta
copia dello Stato?
Come sostenere una cosa del
genere? Chi si sentirebbe di dire che quelli che combatterono contro
l’apartheid – comunque brutali siano stati i loro metodi – erano una brutta
copia dello Stato? O che quelli che combattevano i Francesi in Algeria? O
quelli che combattevano i Nazisti. O quelli che stanno combattendo l’occupazione
americana in Iraq? Tutti quanti sono la brutta copia dello Stato? Tutto questo
riempirsi la bocca sui ‘diritti umani’, che alimenta a non finire la poderosa
produzione dei Reports, tutta questa insensata gara che siamo tutti obbligati
a giocare, a chi condanna prima e meglio, contribuisce a renderci tutti un po’
più politicanti – e diluisce la sostanza politica di ogni cosa. Per quanto puri
vorremmo restare, per quanto vigorosamente continuiamo a pulire le nostre aureole,
la tragedia è che abbiamo esaurito qualsiasi scelta di purezza. C’è una guerra
civile nel Chhattisgarh, sponsorizzata, promossa dal governo del Chhattisgarh, che sta
seguendo pubblicamente la dottrina di Bush: se non siete con me siete con i
terroristi. La spina dorsale di questa guerra, a parte le forze di sicurezza
ufficiali, è il Salwa Judum (21)
– una milizia di gente comune che sostenuta dal governo è obbligata a prendere
le armi, obbligata a diventare spos
(ufficiali di polizia
speciali). Lo Stato indiano ha tentato la stessa cosa in Kashmir, in Manipur,
in Nagaland. A decine di migliaia sono stati uccisi, centinaia di migliaia sono
stati torturati, migliaia sono spariti. Qualsiasi repubblica delle banane
sarebbe fiera di questi record. Ora il governo sta importando queste fallimentari
strategie nel centro stesso del paese. Migliaia di Adivasi sono stati costretti
a spostarsi dalla loro terre ricche di minerali in campi della polizia. Centinaia
di villaggi sono stati evacuati con la forza. E la ragione di tutto ciò è che
queste terre, ricchissime di ferro, sono concupite da corporations come
Tata e Essar. Sono stati siglati numerosi accordi, anche se nessuno sa che cosa
dicono. L’acquisizione della terra è già iniziata. Cose di questo genere sono
accadute in Colombia – uno dei paesi più devastati del pianeta. Mentre gli
occhi di tutti sono fissati sulla spirale di violenza tra le opposte milizie,
sostenute dal governo e dalle bande di guerriglia, le multinazionali
zitte-zitte fanno man bassa delle ricchezze minerarie. Questa è lo spettacolino
che è stata inscenato per noi in Chattisgarh. Ovviamente è orribile che 55
poliziotti siano stati uccisi. Ma anche loro sono vittime di questa politica di
governo come chiunque altro. Per il governo e per le corporations sono
solo carne da cannone – ce n’è in abbondanza, nei luoghi da cui provengono. Lacrime di
coccodrillo verranno versate, compassati anchormen della televisione ci
strapazzeranno per un po’ e altre razioni di carne da macello ci
verranno propinate. Per i guerriglieri maoisti i poliziotti e gli spos che
hanno ucciso erano il personale armato dello Stato indiano, i principali
perpetratori della repressione, della tortura, delle uccisioni in
prigione, dei falsi “scontri a fuoco”. Anche con la migliore
immaginazione, non erano civili innocenti –semmai possa esistere una cosa
simile. Non ho nessun dubbio che
anche i Maoisti siano agenti del terrore e della coercizione. Non ho dubbi che
abbiano commesso indicibili atrocità. Non ho dubbi che non possono pretendere
un sostegno incondizionato dalla popolazione locale – ma chi potrebbe? E
tuttavia, nessuna guerriglia potrebbe sopravvivere senza un sostegno locale. E’
una impossibilità logistica. E il sostegno ai Maoisti è in crescita, non in
diminuzione. Questo ci dice qualcosa. La gente non ha altra scelta che
allinearsi al fianco di chiunque pensi sia il meno peggio.Ma paragonare un
movimento di resistenza che combatte contro enormi ingiustizie, al governo che
è causa di queste ingiustizie, è assurdo. Il governo ha sbattuto la porta in
faccia a ogni tentativo di resistenza non-violenta. Quando la gente prende in
mano le armi, non c’è limite alla violenza che viene dopo: rivoluzionaria, lumpen
o apertamente criminale. Il governo è responsabile per la situazione
mostruosa che ha creato.
20 Si parla qui dell’attacco punitivo che il 15-3-2007
le milizie maoiste hanno effettuato a Bijapur nel Bastar (Chhattisgarh).
21 Letteralmente “missione di pace”.
- ‘Naxaliti’, ‘Maoisti’,
‘outsiders’: sono termini utilizzati in maniera molto imprecisa libero in
questi giorni…
La nozione di ‘Outsider’,
ovvero di ‘straniero’, è la prima a venir chiamata in ballo da qualsiasi
governo negli stadi iniziale della repressione – dopo che ha deciso di credere
alla propria stessa pubblicità, perché incapace di immaginare che la sua stessa
gente gli si stia sollevando contro. Questo è lo stadio in cui adesso si
trova il governo del Bengala Occidentale, anche se qualcuno potrebbe dire che
la repressione non è una cosa nuova nel Bengala ma che sta solo intensificandosi.
Ma in ogni caso, cos’è un ‘outsider’? Chi ha deciso i confini? Sono confini di
villaggio? di Tehsil? (22) di
Quartiere? di Distretto? di Stato? Dobbiamo dedurre che l’osservanza di una
ristretta politica regionale, etnica, sia il nuovo mantra comunista? Per quanto
riguarda i Naxaliti e i Maoisti – beh …l’India sta diventando uno stato di
polizia in cui chiunque sia in disaccordo con quanto succede rischia di essere
chiamato terrorista. I terroristi islamici devono essere islamici – e
siccome questa è una categoria che non va bene per definire la maggior parte di
noi, hanno bisogno di un altro e più ampio bacino di pesca. E quindi ricorrere
a questa definizione lasca, indefinita, è una strategia efficace, perché non è
lontano il giorno in cui saremo tutti chiamati Maoisti o Naxaliti, o terroristi
o simpatizzanti dei terroristi e saremo costretti a prendere le distanze da
gente che nemmeno sa o a cui nemmeno importa chi siano i Maoisti o i Naxaliti.
Nei villaggi, ovviamente, tutto ciò è già iniziato: migliaia di persone sono state
messe in galera, in tutto il paese, solo perché vagamente accusati di essere
terroristi che cercano di sovvertire lo Stato. E comunque chi sono i veri
Naxaliti e Maoisti? Non sono un autorità in merito, ma è una storia molto
semplice. Il Communist Party of
India, il CPI, fu fondato nel 1925. Il CPI(M) – o quello che noi chiamiamo
CPM – il Communist Party Marxist – si è scisso dal CPI nel 1964 e ha
formato un partito separato. Nel 1967 il CPM assieme a un pezzetto del Congresso,
è arrivato al potere nel Bengala Occidentale. A quel tempo c’era una
Recentemente, nel 2004,
l’MCC e il PW si sono unificati nel CPI(Maoist). Credono nella lotta
armata aperta e nel rovesciamento dello Stato. Non partecipano alle elezioni.
Questo è il partito che sta combattendo la guerra di guerriglia nel Bihar, in
Andhra Pradesh, nel Chhattisgarh e nel Jarkhand.
22 Capoluogo.
-Lo Stato indiano e i media concordano nel vedere nei Maoisti un pericolo alla nostra ‘sicurezza interna’.E’ il modo giusto di guardare a loro?
Sono sicura che i Maoisti
sarebbero lusingati di essere visti in questo modo.
-I Maoisti dicono di voler abbattere lo Stato. Data l’ideologia autocratica alla quale si ispirano, quale sarebbe la loro alternativa? Non crede che anche il loro regime sarebbe sfruttatore, autocratico e violento? E che la loro azione non sfrutti già la gente comune? Davvero godono del sostegno della gente comune?
Credo che sia importante per
noi riconoscere che sia Mao che Stalin sono dubbi eroi con un passato di morte.
Sono decine di milioni le persone che sono state uccise sotto i loro regimi. A
parte ciò che è successo in Cina e nell’Unione Sovietica,
Pol Pot, col sostegno del Partito Comunista Cinese (mentre l’Occidente guardava
discretamente dall’altra parte), faceva piazza pulita di due milioni di persone
in Cambogia e portava milioni di persone sull’orlo dell’estinzione per fame e
malattie. Possiamo far finta che la Rivoluzione Culturale cinese non sia mai
avvenuta? O che milioni di persone in Unione Sovietica e nell’Europa Orientale
non siano state vittime dei campi di lavoro, delle camere di tortura, della
rete di spie e di informatori, della polizia segreta? La storia di questi
regimi è cupa esattamente come quella dell’imperialismo occidentale, eccetto il
fatto che hanno avuto una vita più corta. Non
possiamo condannare l’occupazione dell’Iraq, della Palestina e del Kashmir
mentre ce ne stiamo in silenzio sul Tibet e sulla Cecenia. Mi immaginerei che
per i Maoisti e i Naxaliti, così come per la Sinistra parlamentare, essere
onesti sul passato sia importante per rafforzare la fede della gente nel futuro. Si spera che il passato non si
ripeta, ma negare che sia mai accaduto non ispira fiducia... Ciò nondimeno, i
Maoisti in Nepal hanno intrapreso una lotta coraggiosa e vincente contro la
monarchia. Attualmente, qui in India, i Maoisti e i vari gruppi
marxisti-leninisti stanno guidando la lotta contro ingiustizie immense. Non
stanno solo combattendo lo Stato, ma i signori feudali e le loro milizie
armate. Sono le uniche persone che abbiano iniziato a fare qualcosa. E io li
ammiro per questo. Può darsi benissimo che quando arriveranno al potere di
riveleranno, come lei dice, brutali, ingiusti e autocratici, o persino peggio
dell’attuale governo. Forse, ma non sono pronta a darlo per scontato. Se succederà,
dovremo combattere anche loro. E prevedibilmente una come me sarà la prima ad
essere da loro impiccata al più vicino albero – ma per ora è importante
riconoscere che essi stanno sostenendo gli attacchi dalla prima linea della
resistenza. Molti di noi si trovano in una condizione tale per cui si stanno allineando
dalla parte di quelli che (lo sappiamo benissimo) non hanno spazio per noi,
nella loro immaginazione religiosa o ideologica. E’ vero che tutti cambiano
radicalmente quando vanno al potere – guardate all’ANC di Mandela. Corrotto,
capitalista, prono davanti all’FMI, espelle i poveri dalle loro case
–conferisce onori a Suharto, l’assassino di centinaia di migliaia di comunisti indonesiani,
col più alto riconoscimento civile che il Sud Africa possa offrire. Chi l’avrebbe
immaginata una cosa simile? Ma questo significa che i sudafricani avrebbero
dovuto desistere dalla lotta contro l’apartheid? O che se ne debbano dolere
oggi? significa che l’Algeria avrebbe dovuto rimanere una colonia francese, che
i Kashmiri, gli Iracheni e i Palestinesi dovrebbero accettare l’occupazione
militare? Che la gente la cui dignità è stata calpestata dovrebbe abbandonare
la lotta perché non riesce a trovare dei santi che la guidino nella battaglia?
-C’è una grave
crisi di comunicazione nella nostra società?
Si.