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...ci
scusiamo per l'attesa, ma la redazione del web è stata (per un po') acquartierata a
Napoli. Questo ha comportato una serie di questioni (noiosissime da
spiegare) e alcuni problemi tecnici che stiamo risolvendo. I nostri temi restano gli stessi. Ostinati e contrari, fuori da ogni escatologico, epistemologico, rompiscatologico, fritto e rifritto (e chi più ne ha, ne tolga al più' presto dal proprio bagaglio indotto di parlare e straparlare a vuoto). Ancora pochi giorni e saremo in grado - si spera - di poter gestire completamente la situazione. Per adesso, soltanto un po' di musica. Grazie. http://www.youtube.com/watch?v=UatC0eZjWUI&feature=related http://www.youtube.com/watch?v=F8bQ9gHHh28http://www.youtube.com/watch?v=nuSkcLY0YQg http://www.youtube.com/watch?v=nuSkcLY0YQg http://www.youtube.com/watch?v=UKEDYFyKrn4&feature=related Perchè Cavour concepì questa trovata? Il fatto è che i Borbone, sul trono dal 1734, avevano fatto fiorire il loro regno, con progressi in ogni campo (ad eccezione di quello sociale). Napoli, soprattutto con Ferdinando II, che regnò fino al 1859, raggiunse uno dei periodi di massimo splendore e, nelle casse del Banco di Napoli, nel 1861, c'erano 443 milioni di lire in oro. Una fortuna colossale (Vittorio Emanuele scapperà, poi, col malloppo, come da consuetudine savoiarda. In un certo senso, fu quella la prima Cassa del Mezzogiorno, e sempre affare di predatura). Nelle casse del Piemonte c’erano invece solo 20 milioni di lire, e tutte di carta straccia per i debiti contratti per fare le guerre con gli austriaci (perse tutte, a parte quella vinta con l’esercito francese di Napoleone III). Insomma, il Sud d'Italia aveva, all'epoca, un potere economico 60 volte superiore ai piemontesi. Il Sud diventò la cassaforte del nuovo stato unitario. Altro che storie. Qualunque versione differente fu propaganda; lo è ancora oggi (a partire dalle elementari). ![]() Maria Sofia di Baviera, l'eroina di Gaeta, moglie dell'ultimo re Borbone, fu davvero in contatto con briganti, rivoluzionari e anarchici? Non ci sono dubbi. Esistono lettere molto esplicite che scambiò con Errico Malatesta (e una di queste si trova ancora cucita dentro la rilegatura di un libro che è parte di una biblioteca privata, donata tanto tempo fa alla Biblioteca Nazionale di Roma. Come lo so? Lo so.). Il punto è che tutti volevano, in primis, la stessa cosa: scacciare gli invasori piemontesi. Poi si sarebbe visto (mano sul fuoco che si sarebbero alleati???????). Qualcosa si può trovare in questo link: http://www.youtube.com/watch?v=qZGN4vEyjCg&feature=related ********************** 19 aprile 2010 Hoka Hey! ********************** Grazie a Dio, non siamo marxisti e la vediamo proprio come Malatesta: http://www.youtube.com/watch?v=dskccs9cgpw&feature=related
La lettera cucita nella rilegatura pone in risalto molte cose. Maria Sofia di Baviera e
il libertario di Santa Maria Capua Vetere avevano in comune un bel pò di cose. La
passione della libertà, il coraggio, una vita in lotta. Quando si
incontrarono, a Parigi, la “Regina degli anarchici”
s'era già
battuta, diciassettenne, contro una corte austera, chiusa,
raccapricciante
nella propria rigidità; aveva lottato in armi per il Regno di Napoli,
difendendolo fino all’ultimo dall'avvento di amministratori,
ragionieri, faccendieri e burocrati nordisti di basso profilo,
legandosi a “sovversivi” e a “banditi”;
amava il suo popolo di un amore ricambiato e, dopo la cacciata dei
Borbone,
aveva dedicato la vita alla lotta per la riconquista del sud. Malatesta,
l’anarchico più amato di ogni epoca, di eccezionale popolarità, visse, fin da
ragazzo, tra rivolte, arresti, condanne, espulsioni, assoluzioni e rilasci (spesso
ottenuti grazie a sollevazioni popolari). Clandestino, fuggì dalle carceri di mezza
Italia. Comprese che i valori dell'anarchia:
libertà, uguaglianza, solidarietà, sono espressioni di un’aspirazione
universale e che la trasformazione sociale e la realizzazione della società
libertaria dipendono unicamente dalla volontà. La
Rivoluzione non è un fatto economico e sociale, ma è un atto di volontà.
L’ideologia va adattata al sentire delle masse, non viceversa. Il suo comunismo
non viaggia su treni blindati tedeschi, non è importato nè imposto, ma liberamente scelto e
voluto, è un principio di giustizia sociale e parte dal basso. Il terrore rivoluzionario
porta necessariamente alla dittatura,
anche quella detta “del proletariato”, nel cui nome i bolscevichi affogarono
Kronstadt e i soviet ribelli nel sangue, per creare uno stato autoritario. Internazionalista e
pacifista, Malatesta sa che l'anarchia si realizzerà solo attraverso
la lotta rivoluzionaria, ma la violenza (triste necessità), non deve essere indiscriminata, ma ridotta al minimo
possibile. L'economia è per sua natura riformista e conservatrice. L’anarchia fonda i suoi ideali sull'etica, quindi su un'intesa
volontaria. La democrazia è accettabile come male minore? Mah! La
maggioranza non possiede la verità assoluta,
inesistente, ciascuno ha la propria. Unico limite alla libertà
è l'amore verso gli altri. Errico e Maria
Sofia s'incontrano anche
nell’umanità.
Il sovversivo, medico come il Che (non si laureò, ma sostenne
tutti gli esami
all'Università di Napoli), tentò rivolte sociali ovunque gli fu
possibile: in Italia, Spagna, Egitto, Argentina. Cercatore d’oro in
Patagonia, falsificatore di monete, sempre braccato dalla polizia,
fuggì da uno dei suoi domiciliari nel 1884, per andare a soccorrere la popolazione di
Napoli, durante
un’epidemia di colera. Maria Sofia, da Roma, da Parigi, dalla Baviera,
tramò
incessantemente contro i Savoia, accolse gli anarchici, contattò
Gaetano
Bresci in America. E
si stracciò le vesti per farne bende per soldati feriti e
popolo
ammalato. C'è da non crederlo. Rileggendo oggi, settembre 2011, queste righe, mi viene in mente che, DURANTE e DOPO la terrificante parentesi facebook, sono state interpretate come scritte da filo-monarchici! Lo so, fa ridere, eppure sono stati capaci persino di questo i tarantolati feisbukkari!!!! Mi astengo dal commentare. Meglio. http://www.youtube.com/watch?v=Vp_qbs4ZdRQ
Fatti e misfatti. “Questo paese è diventato ‘na monnezza pure nucleare, dove, Adriatico apparte, al
governo ci stanno le scorie RAI-attive e le alleanze tattiche di sfascisti + fascisti
mascherati, vanagloriosi + vanagloriosi, e così via”. Carmine si lamenta. Io rincaro. “E all’opposizione
istituzionale c’è un vuoto. In quella extra-istituzionale ci sono
movimenti di
persone alcune proprio bravissime e altre simpatiche, ma non ce la
faranno se non hanno un contatto con il popolo e non lo stanno a sentire. All’opposizione mediatica, poi, ci stanno
saccentoni in
fregola di giudizi, pluralis maiestatis, ripetizioni di concetti,
autocitazioni
e domande retoriche. Squinternati che strablaterano e abitano lo
spazio del
nulla, senza sangue o contatto con coloro su cui pontificano privi di
mandato”. Carmine approva: “Sì, sì...è accussì...ti spiegano cosa siano il capitalismo e l’imperialismo e come
combatterlo cò discorsi talmente afrodisiaci che ammoscerebbero il colosso di Rodi. Ma addó stammo? Magari
stessimo a la cantina ‘e vascio Porto, no, maronna mia, simmo
capitati dintro nu salotto virtuale co le poltroncine tutte per i gerarchi...c'è posto
prenotato...E vabbuò, tanto chillo spettacolo fa schifo.”. TERRITORIO? FEDERALISMO LIBERTARIO! Le corrispondenze tra Sofia ed Errico sono d'attualità anche perchè oggi tutti parlano del successo leghista e della necessità di radicamento territoriale e vanno rimesse a posto alcune cose prima che scippino pure quelle (quando, sui siti della Lega, leggi “comunismo federalista”, qualcosa non va; occorre chiarire). L’idea federalista non è obbligatoriamente negativa (jatevenne leghisti, vabbuò che nessuno legge cchiù, ma n’antro poco ce la potete facere...). L’idea federalista fa schifo nell’accezione padana del termine, che vorrebbe gettare a mare “stranieri” e sud dopo averli spolpati all'osso. Ma c'è un altro federalismo: il federalismo libertario, completa abolizione di classi e stati nazionali. Eguaglianza politica, economica e sessuale (spero sia chiaro perchè non siamo veterofemministi; lo siamo nel senso di Emma Goldman e in nessun altro). Questo tipo di federalismo abolisce ogni forma di potere operato da esseri umani ai danni di altri esseri e della natura. Il comunismo centralista, in ogni sua forma, ha fallito ovunque e il marxismo tenderà sempre a conquistare lo stato e a una centralizzazione autoritaria del potere, a un mondo di stati e non di popoli. Ma: “Lo stato, ovunque, in qualunque forma istituzionale operi: borghese, socialista, comunista, è sinonimo di costrizione, di dominazione attraverso la forza, camuffata se possibile, al bisogno, brutale, nuda”. Lo Stato è il nemico, causa prima di ogni oppressione ed emarginazione. Altro che consolidare il proprio stato nazione, renderne le aziende competitive sul piano internazionale eccetera!“La liberazione totale degli uomini può avvenire soltanto attraverso l'abolizione dello stato, il rifiuto di qualunque socialismo di stato, la valorizzazione delle forze sociali che si tende ad emarginare...lo Stato è contro la natura umana, siamo esseri sociali, non possiamo fare a meno di vivere in società, ma non abbiamo affatto bisogno di una struttura statale, che è solo schiavitù e oppressione”.(Michail Bakunin). Non più aziende, ma innumerevoli forme di libere associazioni federate in associazioni sempre più grandi autogestite dai lavoratori. Vi sembrerà impossibile, ma si può. E, tra tante prove, c'è proprio il fatto che gli anarchici hanno sempre fatto paura a tutti e li hanno emarginati sempre. Come i poeti, in un mondo di sedicenti elettrotecnici (a correnti alternate). Federalismo politico territoriale significa libertà per singoli e gruppi, un'organizzazione sociale che veda la partecipazione diretta della popolazione alla politica, dal basso all'alto, dalla periferia verso il centro. L'anarchismo collettivista pone fine a ogni tipo di discriminazione, anche perchè per “patria” non intende quella nazionale, ma quella dell’umanità tutta dove ogni popolo, a pari diritto, abbia completa libertà e viva in pace, indipendente da qualsiasi forma di stato imposta dall'alto. La rivoluzione anarchica può partire solo dal sottoproletariato, dalle masse di esclusi che oggi si moltiplicano e la guideranno. Non è la libertà borghese, ma “la grande libertà umana che, distruggendo tutte le catene dogmatiche, metafisiche, politiche e giuridiche da cui tutto il mondo è oggi oppresso, restituisce a tutti, collettività e individui, piena autonomia dei loro movimenti e sviluppo, liberati per sempre da tutti gli ispettori, direttori, tutori...”. Vediamo sperperare il tempo ad approfondire concetti come classi e capitalismo, invece di guardare al futuro con ottimismo ed impegnarsi in quella che è la soluzione. Prevalgono ancora la stupidità, il terrore di perdere l'orticello, l'incapacità di guardare in grande (implica sentirsi liberi interiormente). *********** Certo,
per credere nell'ideale anarchico, occorre a volte non misurare il
mondo e chi lo abita partendo dalla scarsa opinione che si ha di sè stessi. Più facile
vedere la scarsa opinione che il modo ha di questo paesello. Lo
considera tutto un USA e
getta, lo vede anche un bambino,
soprattutto se si tratta di un piccirillo zingaro naufragato prima di
toccare costa, oppure afgano, iraqueno, o di ogni altro paese da attaccare o
invadere.
Questo web ha ripetuto fino allo sfinimento che la “creatura nata nira nira” (o quasi) era una criatura
della grandi banche d’affari e che avrebbe
continuato in peggio la politica del texano Pistola Facile. Attacchi
diretti e non,
colpi di stato, buttano giù un governo, ci piazzano un mamòzio loro e
sterminano
popolazioni niente affatto consenzienti. Gli alleati fingono di credere
alla
favoletta del mondo da democratizzare e interi paesi scompaiono pure
dalla
carta geografica, proprio come Atlantide. Dev’essere anche per questo
che si
propone di abolire la geografia nelle scuole. Che mai venisse un dubbio
a
qualcuno. La Serbia? E chi la ricorderà più? L’Iraq? Idem.
L’Afghanistan? La
più grande riserva d’oppio mondiale, mica un luogo del mondo popolato
da chi avrebbe
diritto a viverci in pace. E' la democrazia a stelle di plutonio e
strisce d'eroina. E via pure gli Emergency, che sanno e vedono
troppo,
anche se non siamo mai riusciti a considerarli simpatici e non
stravediamo per
loro, pur avendo amici là dentro. Gaza? La Somalia? L’Africa un po’
tutta? Il mondo è in mano a dei criminali, suffragati da cialtroni
da operetta. Fa male alla salute inzupparsi
di rotocalchi
bugiardi e leggersi FATTI quotidiani perchè dove c’è “fatto” c’è pusher (immancabilmente). Fa male in generale prendersela
con una sinistra che tale non è
stata mai,
stravede per Obama e appoggia le rivoluzioni a colore non avendo in saccoccia
neanche un paio di fanti (tutti spediti in missioni “umanitarie”
di quà o di là). Neanche quelli dell’1% hanno uno straccio di analisi politica o una
teoria di riferimento che non sia reperto d'archeologia.
Eppure basterebbe
non prendere a modello teorie stantie, non cercare soluzioni in testi e
teste datate,
ma partire da sé e guardare il mondo con gli occhi dei bambini. Provare,
per la
vita e per gli altri, i sentimenti che si hanno da bambini. I bambini sono, senza ombra di dubbio, anarchici. L'ideale anarchico non sarà mai vecchio perchè, poggiango su degli universali, sfugge alla tirannia del tempo. Qui, in troppi,
aspettano l’uomo della provvidenza, il supereroe, Batman o Guevara,
che a sto
modo arriverà quanno chiovono passe e ficusecche (cioè: mai). E magari è meglio così. Meglio, che siamo tutti capitani. ****** Da
tanti movimenti di base ci arrivano notizie di lotta e di
Resistenza. E abitiamo una terra particolare, che la capacità di aprirsi al
mondo e alle differenti culture, ce l’ha sempre
avuta. Dal particolare al generale, dal locale all'universale. Dalla Val di Susa a Gaza. Siamo
tutti schierati, contro un ordine mondiale
capitalistico e contro ogni tipo di integrazione in una società
borghese che va rifiutata in totale, con tutti i suoi strumenti di
morte. Tutte le frontiere si apriranno, i nuovi
equilibri li stabiliranno i popoli in lotta e renderanno obsoleti gli attuali
balletti delle alleanze, qui e nel mondo. Saranno esseri
di carne e sangue e fame e che hanno sopportato oltre il sopportabile
quelli che cambieranno la faccia della Terra. Tutto ciò che è
immateriale è destinato a scomparire e dissolversi (quindi anche il
capitalismo e gli organismi internazionali) sotto un impeto che tutto
travolgerà. O
si è adesso in questa lotta o se ne sarà fuori per sempre. Intanto, proprio la
natura, quella umana e quella intesa come Terra, si
ribella ogni giorno. ******************************************************************************************************** http://www.youtube.com/watch?v=HhoRtJSTgNM&feature=related http://www.youtube.com/watch?v=fSi6O_dIhsw&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=iQ_AmDa9D8A&feature=related ********************************************************************************************************Piazza, bella piazza...ci passò una lepre pazza... Tra ipocrisie e precotti, qualcuno non ci sta. Bene! Pubblichiamo la rabbia e i dubbi di Angela, una giovanissima ragazza della scuola di strada: “Poi siamo tutti belli” (Ladispoli). MENTA E MACERIE
Il topo di quartiere Il sole Cercava le parole I rumori odorosi E' finita la festa dell'aprile Crescono case Noi stentiamo,
tentiamo, Di fronte c’era Angela Galante, 25. 4. 2010
********** Come esempio, la Rivolta di Battipaglia, il 9 aprile 1968: Strumentalizzata
da tutti (anche dagli autori del video che segue), fu
una ribellione spontanea, guidata dalle donne, dalle operaie del tabacchificio
ATI, che scavalcarono il piano della manifestazione preparato da organizzatori
politici e sindacali corrotti e compromessi per dirigersi verso
la stazione ferroviaria. http://www.youtube.com/watch?v=4NRxz4-QX0k&feature=related
La folla, nauseata e
inferocita da anni di chiacchiere e menzogne, interruppe poi il comizio
unitario indetto dai sindacati e incendiò il palco degli oratori... ![]() AVVERTENZA: ricordiamo a tutti che, come già da tempo, le e-mails che ci spedite saranno lette solo se non hanno mittente o altri destinatari in incognito. Non
si tratta di una scortesia, ma di una politica precisa di contenimento
dei “soliti ignoti” dalla quale non possiamo prescindere. A parte ciò, ci scusiamo per il ritardo nelle nostre risposte che qualcuno ci ha giustamente segnalato. Il fatto è che qui...che ambaradan! Quelli che ti vogliono istallare un pannello solare fai-da-te, quelli del pensiero-libero-mica-tanto, quelli che temono la grande pestilenza prossima ventura, i procuratori di affari-loro, furfanti e furbetti-ma-a chi la vuoi- dare-a-bere, eccetera, ecceterissima...ed il doppio indirizzo...le e-mails dei compagni ci capitano incastrate dentro! Solo una persona riusciva a rispondere a tutti personalmente a velocità record, rubando le ore al sonno, moltiplicandole, manovrando il suo tempo fino a espanderlo, se non proprio all'infinito (come sembrava a me), comunque quasi. Faremo del nostro meglio. Ciro Gaetano Macrì, da adesso in poi: Gaetano. ********** Una
cosa che mi ha fatto particolarmente piacere è che il mio pezzo sulle 2
Sicilie non è stato equivocato neppure (mai dire mai, però...) da
leghisti e neoborbonici; hanno capito (vabbuò, forse “capito” è troppo, ma qualcosa de genere) che non era roba per loro,
nonostante abbia utilizzato un brano da un film di
tal Squitieri, che lo si sa chi è. Non ho saputo resistere a Lina Sastri e
non c'è nient'altro in giro di attuale e di attendibile che racconti il sud
da sinistra. Poi, volevo delle immagini e la musica
nostra. Mi arriva adesso un brano di Bea Pecci (Osteria a Calcutta): IL MONDO VISTO DAGLI INQUILINI A maggio, lo troverete sul web Intanto: BUON 1° MAGGIO A TUTTI ...non vi libererete di noi... http://www.youtube.com/watch?v=YvKW15AeABg&feature=watch_response_rev Per
un giorno, vorremmo
non pensare all'oceano di petrolio che sta devastando la Louisiana,
all'accordo sul nucleare tra Russia e Italia, a dove troveranno i
cinque miliardi e mezzo da dare alla Grecia e a tutte le altre amenità
nazionali e internazionali. Ci piacerebbe pensare al percorso fatto
insieme, ai risultati e agli esiti imprevisti di tante questioni.
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