osteria calcutta

http://www.youtube.com/watch?v=UW3IgDs-NnA



APRILE 2010

...ci scusiamo per l'attesa, ma la redazione del web è stata (per un po') acquartierata a Napoli. Questo ha comportato una serie di questioni (noiosissime da spiegare) e alcuni problemi tecnici che stiamo risolvendo.
I nostri temi restano gli stessi.  Ostinati e contrari, fuori da ogni escatologico, epistemologico, rompiscatologico, fritto e rifritto (e chi più ne ha, ne tolga al più' presto dal proprio bagaglio indotto di parlare e straparlare a vuoto).
Ancora pochi giorni e saremo in grado - si spera - di poter gestire completamente la situazione.
Per adesso, soltanto un po' di musica. Grazie.

http://www.youtube.com/watch?v=UatC0eZjWUI&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=F8bQ9gHHh28

http://www.youtube.com/watch?v=nuSkcLY0YQg

http://www.youtube.com/watch?v=nuSkcLY0YQg

http://www.youtube.com/watch?v=UKEDYFyKrn4&feature=related

Aggiungo solo un'altra cosetta, sull'occupazione piemontese. Visto che qua adesso siamo, riprendiamo un discorso che avevamo solo accennato. Innanzitutto: i briganti. I briganti furono i partigiani delle 2 Sicilie. Guerriglieri che, uomini e tantissime donne, si batterono da eroi, a decine di migliaia e fino alla morte, contro i piemontesi e contro un'unità che significava solo asservimento del sud a una regione del nord in combutta con i Savoia.
Perchè Cavour concepì questa trovata? Il fatto è che i Borbone, sul trono dal 1734, avevano fatto fiorire il loro regno, con progressi in ogni campo (ad eccezione di quello sociale). Napoli, soprattutto con Ferdinando II, che regnò fino al 1859, raggiunse uno dei periodi di massimo splendore e, nelle casse del Banco di Napoli, nel 1861, c'erano 443 milioni di lire in oro. Una fortuna colossale (Vittorio Emanuele scapperà, poi, col malloppo, come da consuetudine savoiarda. In un certo senso, fu quella la prima Cassa del Mezzogiorno, e sempre affare di predatura). Nelle casse del Piemonte c’erano invece solo 20 milioni di lire, e tutte di carta straccia per i debiti contratti per fare le guerre con gli austriaci (perse tutte, a parte quella vinta con l’esercito francese di Napoleone III). Insomma, il Sud d'Italia aveva, all'epoca, un potere economico 60 volte superiore ai piemontesi. Il Sud diventò la cassaforte del nuovo stato unitario. Altro che storie. Qualunque versione differente fu propaganda; lo è ancora oggi (a partire dalle elementari).



Maria Sofia di Baviera, l'eroina di Gaeta, moglie dell'ultimo re Borbone, fu davvero in contatto con briganti, rivoluzionari e anarchici? Non ci sono dubbi. Esistono lettere molto esplicite che scambiò con Errico Malatesta (e una di queste si trova ancora cucita dentro la rilegatura di un libro che è parte di una biblioteca privata, donata tanto tempo fa alla Biblioteca Nazionale di Roma. Come lo so? Lo so.). Il punto è che tutti volevano, in primis, la stessa cosa: scacciare gli invasori piemontesi. Poi si sarebbe visto (mano sul fuoco che si sarebbero alleati???????).
Qualcosa si può trovare in questo link: 
http://www.youtube.com/watch?v=qZGN4vEyjCg&feature=related

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19 aprile 2010

Hoka Hey!

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Grazie a Dio, non siamo marxisti e la vediamo proprio come Malatesta:
Ottenere il comunismo prima dell'anarchia, cioè, prima di avere completamente conquistato la libertà politica ed economica, significherebbe stabilire una tirannia così terribile, che la gente rimpiangerebbe il regime borghese, per poi tornare al sistema capitalista”. 
A guardare la storia...ditelo voi se non è vero.

http://www.youtube.com/watch?v=dskccs9cgpw&feature=related 

Partita doppia (costi/benefici)? Una lettera trovata per un caso, a volte, può indirizzare un’esistenza. Dipende anche da chi la ritrova e dalle circostanze, ma non vi dirò altro al riguardo, perchè l’ho promesso. Una promessa è una promessa. L’unica cosa che posso aggiungere è che non si trattò di un gossip, di una vicenda sentimentale. Sofia, infatti, era in tutt’altri amanti affaccendata e pure Malatesta ce ne aveva del suo. Lei, donna affascinante e anticonformista, con un marito pavido, bigotto e mezzo impotente, si prese una valanga di amanti e sparpagliò di figli lo spazio incluso tra Baviera, Francia, Roma e le 2 Sicilie. E fece bene. La questione con Malatesta è di tutt’altro genere. Ma cosa possono avere in comune anarchici – regicidi per definizione – e  “reginelle” ribelli sugli spalti di Gaeta? L’odio comune per i Savoia, ma non soltanto. Quello che possono avere di comune, a volte, persino certe regine e certi re (no tutti, stateve bboni neo-borbonici, jatevenne...) e rivoluzionari anarchici (rivoluzionari veri, non sedicenti, stateve bboni pure in tanti, tra quelli delle Apuane...) è che non sono borghesi e possiedono una nobiltà d’animo naturale (non dinastica), che viene dall’amore per la vita e per la libertà. Dall’aver sentito profondamente il giusto e l’ingiusto e possedere una visione profetica dell’avvenire, che è un dono, una grazia, non una banale somma aritmetica, un fattore ereditario o un arraffazzonamento di concetti a copia-incolla che si pretendono analisi politiche. Perché, per cambiare le cose che non vanno, non serve il bricolage d’accatto dell’IKEA, nè rispolverare concetti travolti dalla storia. Servono amore, umiltà, coerenza, sentimento di unione e di condivisione che, se li provi, non li stai a vantare, non te la tiri, non li dici a nessuno ma, tanto per cominciare, ti guardi dentro al portafogli e dividi in parti uguali. Il resto è il solito bla-bla-bla, per impotenza, per arteriosclerosi, per vanagloria allo stato impuro. Autoreferenzialità vanagloriosa (notare il suffisso: vana). Perché, tra altre cose, ci vuole bellezza per donare bellezza; coraggio per infonderne. Senza bellezza, generosità e coraggio si va solo a infilarsi in una serie di presunti “doveri” - che nessuno ha mai chiesto ad un altro -, ritenuti da assolvere sperando nell’assoluzione plenaria da parte del proprio Superio egotico (scambiato per SuperDio o per SuperPippo) per le proprie cattive azioni. Azioni che, con la politica e con come va il modo, non c’entrano un bel nulla. Ma per tanti “Marx m’è padre a me”, pare che funzioni così. (Nella variante appena appena un pò meno rozza: “Hegel m'è padre a me”). Soliti “cazzari”, come si dice a Roma. Veterostalinisti, veterotskjsti ... oggi  persino veteroterzordinovisti, veteroterzoforzisti e veterofascinazi (quello che conta è solo il suffisso vetero, per fortuna).

La lettera cucita nella rilegatura pone in risalto molte cose. Maria Sofia di Baviera e il libertario di Santa Maria Capua Vetere avevano in comune un bel pò di cose. La passione della libertà, il coraggio, una vita in lotta. Quando si incontrarono, a Parigi, la “Regina degli anarchici” s'era già battuta, diciassettenne, contro una corte austera, chiusa, raccapricciante nella propria rigidità; aveva lottato in armi per il Regno di Napoli, difendendolo fino all’ultimo dall'avvento di amministratori, ragionieri, faccendieri e burocrati nordisti di basso profilo, legandosi a “sovversivi” e a “banditi”; amava il suo popolo di un amore ricambiato e, dopo la cacciata dei Borbone, aveva dedicato la vita alla lotta per la riconquista del sud. Malatesta, l’anarchico più amato di ogni epoca, di eccezionale popolarità, visse, fin da ragazzo, tra rivolte, arresti, condanne, espulsioni, assoluzioni e rilasci (spesso ottenuti grazie a sollevazioni popolari). Clandestino, fuggì dalle carceri di mezza Italia. Comprese che i valori dell'anarchia: libertà, uguaglianza, solidarietà, sono espressioni di un’aspirazione universale e che la trasformazione sociale e la realizzazione della società libertaria dipendono unicamente dalla volontà. La Rivoluzione non è un fatto economico e sociale, ma è un atto di volontà.  L’ideologia va adattata al sentire delle masse, non viceversa. Il suo comunismo non viaggia su treni blindati tedeschi, non è importato nè imposto, ma liberamente scelto e voluto, è un principio di giustizia sociale e parte dal basso. Il terrore rivoluzionario porta necessariamente alla dittatura, anche quella detta “del proletariato”, nel cui nome i bolscevichi affogarono Kronstadt e i soviet ribelli nel sangue, per creare uno stato autoritario. Internazionalista e pacifista, Malatesta sa che l'anarchia si realizzerà solo attraverso la lotta rivoluzionaria, ma la violenza (triste necessità), non deve essere indiscriminata, ma ridotta al minimo possibile. L'economia è per sua natura riformista e conservatrice. L’anarchia fonda i suoi ideali sull'etica, quindi su un'intesa volontaria. La democrazia è accettabile come male minore? Mah! La maggioranza non possiede la verità assoluta, inesistente, ciascuno ha la propria. Unico limite alla libertà è l'amore verso gli altri. Errico e Maria Sofia s'incontrano anche nell’umanità. Il sovversivo, medico come il Che (non si laureò, ma sostenne tutti gli esami all'Università di Napoli), tentò rivolte sociali ovunque gli fu possibile: in Italia, Spagna, Egitto, Argentina. Cercatore d’oro in Patagonia, falsificatore di monete, sempre braccato dalla polizia, fuggì da uno dei suoi domiciliari nel 1884, per andare  a soccorrere la popolazione di Napoli, durante un’epidemia di colera. Maria Sofia, da Roma, da Parigi, dalla Baviera, tramò incessantemente contro i Savoia, accolse gli anarchici, contattò Gaetano Bresci in America. E  si stracciò le vesti per farne bende per soldati feriti e popolo ammalato. 
Vite sopra le righe, romantiche; la morte le livella, la Storia no. Lui pubblica giornali clandestini in Francia e Italia. Dirige Umanità Nova fino al ‘22, quando i fascisti chiudono il quotidiano e ne devastano la sede. Quando, controllato a vista, gli tolgono anche l'aria, si chiude in casa con compagna e figlia e muore per crisi respiratoria. Lei, dopo una vita di dolori, di lutti e di battaglie, scrive ad un altro anarchico la sua ultima lettera.
Mi  permetto di stravolgere senso, significato e titolo di un celebre libro: “Cristo si è fermato a Eboli-Napoli” (e anche sulla Salerno- Reggio-Calabria). Per me, poichè Cristo veniva dal profondo sud, a parte le eccezioni, ad andar oltre, l'Italia di quel tempo gli fece schifo. Nulla fu peggiore del regno d’Italia, poi repubblica, oggi costellazione di basi militari per bombardieri che, dopo essere partiti per le guerre infinite di Bush II continuano ad esistere e funzionare, per guerre rafforzate ed ampliate dal previopacifista Obama.

C'è da non crederlo. Rileggendo oggi, settembre 2011, queste righe, mi viene in mente che, DURANTE e DOPO la terrificante parentesi facebook, sono state interpretate come scritte da filo-monarchici! Lo so, fa ridere, eppure sono stati capaci persino di questo i tarantolati feisbukkari!!!! Mi astengo dal commentare. Meglio.

http://www.youtube.com/watch?v=Vp_qbs4ZdRQ  

Fatti e misfatti.Questo paese è diventato ‘na monnezza  pure nucleare, dove, Adriatico apparte, al governo ci stanno le scorie RAI-attive e le alleanze tattiche di sfascisti + fascisti mascherati, vanagloriosi + vanagloriosi, e così via”. Carmine si lamenta. Io rincaro. “E all’opposizione istituzionale c’è un vuoto. In quella extra-istituzionale ci sono movimenti di persone alcune proprio bravissime e altre simpatiche, ma non ce la faranno se non hanno un contatto con il popolo e non lo stanno a sentire. All’opposizione mediatica, poi, ci stanno saccentoni in fregola di giudizi, pluralis maiestatis, ripetizioni di concetti, autocitazioni e domande retoriche. Squinternati che strablaterano e abitano lo spazio del nulla, senza sangue o contatto con coloro su cui pontificano privi di mandato”. Carmine approva: “Sì, sì...è accussì...ti spiegano cosa siano il capitalismo e l’imperialismo e come combatterlo cò discorsi talmente afrodisiaci che ammoscerebbero il colosso di Rodi. Ma addó stammo? Magari stessimo a la cantina ‘e vascio Porto, no, maronna mia, simmo capitati dintro nu salotto virtuale co le poltroncine tutte per i gerarchi...c'è posto prenotato...E vabbuò, tanto chillo spettacolo fa schifo.”. 
Ogni tanto - va detto -, trovi sul web qualcuno che dice la verità. P o c h i s s i m i. Il resto è terra di scorribande di cialtroni, presuntuosi nuovi avanzi della tavola dell'Ultima Cena, che arrancano sopra carrozzelle spinte da infermieri prezzolati da destra, ribaditori del nulla e dell’ovvio che si credono cervelli pensanti. O fingono di credersi tali (lungo discorso, qui inutile). Sta di fatto che questo paese una fortuna ce l’ha: non è una vera nazione, un vero stato-nazione (fortuna) e non lo diventerà (fortuna dippiù), perchè le culture che lo attraversano sono differenti per storia, origini…praticamente tutto! Di qua ci sono passati in tanti, gli arabi, per esempio, e hanno portato cultura...“Sì, ma non simmo divenuti ‘mericani neanche dopo l’occupazione a fine seconda guerra, pure se qualcuno vorrebbe che ci diventassimo”.
...non si fecero nè l'Italia nè gli italiani... in Italia ci sono lingue diverse, culture diverse, arti, rapporti sociali diversi. Un unico italiano non esiste.” (Mario Monicelli).

TERRITORIO? FEDERALISMO LIBERTARIO!

Le corrispondenze tra Sofia ed Errico sono d'attualità anche perchè oggi tutti parlano del successo leghista e della necessità di radicamento territoriale e vanno rimesse a posto alcune cose prima che scippino pure quelle (quando, sui siti della Lega, leggi “comunismo federalista”, qualcosa non va; occorre chiarire). L’idea federalista non è obbligatoriamente negativa (jatevenne leghisti, vabbuò che nessuno legge cchiù, ma n’antro poco ce la potete facere...). L’idea federalista fa schifo nell’accezione padana del termine, che vorrebbe gettare a mare “stranieri” e  sud dopo averli spolpati all'osso. Ma c'è un altro federalismo: il federalismo libertario, completa abolizione di classi e stati nazionali. Eguaglianza politica, economica e sessuale (spero sia chiaro perchè non siamo veterofemministi; lo siamo nel senso di Emma Goldman e in nessun altro). Questo tipo di federalismo abolisce ogni forma di potere operato da esseri umani ai danni di altri esseri e della natura. Il comunismo centralista, in ogni sua forma, ha fallito ovunque e il marxismo tenderà sempre a conquistare lo stato e a una centralizzazione autoritaria del potere, a un mondo di stati e non di popoli. Ma: Lo stato, ovunque, in qualunque forma istituzionale operi: borghese, socialista, comunista, è sinonimo di costrizione, di dominazione attraverso la forza, camuffata se possibile, al bisogno, brutale, nuda”. Lo Stato è il nemico, causa prima di ogni oppressione ed emarginazione. Altro che consolidare il proprio stato nazione, renderne le aziende competitive sul piano internazionale eccetera!
La liberazione totale degli uomini può avvenire soltanto attraverso l'abolizione dello stato, il rifiuto di qualunque socialismo di stato, la valorizzazione delle forze sociali che si tende ad emarginare...lo Stato è contro la natura umana, siamo esseri sociali, non possiamo fare a meno di vivere in società, ma non abbiamo affatto bisogno di una struttura statale, che è solo schiavitù e oppressione.(Michail Bakunin).
Non più aziende, ma innumerevoli forme di libere associazioni federate in associazioni sempre più grandi autogestite dai lavoratori. Vi sembrerà impossibile, ma si può. E, tra tante prove, c'è proprio il fatto che gli anarchici hanno sempre fatto paura a tutti e li hanno emarginati sempre. Come i poeti, in un mondo di sedicenti elettrotecnici (a correnti alternate).
Federalismo politico territoriale
significa libertà per singoli e gruppi, un'organizzazione sociale che veda la partecipazione diretta della popolazione alla politica, dal basso all'alto, dalla periferia verso il centro.
L'anarchismo collettivista
pone fine a ogni tipo di discriminazione, anche perchè per “patria” non intende quella nazionale, ma quella dell’umanità tutta dove ogni popolo, a pari diritto, abbia completa libertà e viva in pace, indipendente da qualsiasi forma di stato imposta dall'alto. La rivoluzione anarchica può partire solo dal sottoproletariato, dalle masse di esclusi che oggi si moltiplicano e la guideranno. Non è la libertà borghese, ma la grande libertà umana che, distruggendo tutte le catene dogmatiche, metafisiche, politiche e giuridiche da cui tutto il mondo è oggi oppresso, restituisce a tutti, collettività e individui, piena autonomia dei loro movimenti e sviluppo, liberati per sempre da tutti gli ispettori, direttori, tutori...”. Vediamo sperperare il tempo ad approfondire concetti come classi e capitalismo, invece di guardare al futuro con ottimismo ed impegnarsi in quella che è la soluzione. Prevalgono ancora la stupidità, il terrore di perdere l'orticello, l'incapacità di guardare in grande (implica sentirsi liberi interiormente).  

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Certo, per credere nell'ideale anarchico, occorre a volte non misurare il mondo e chi lo abita partendo dalla scarsa opinione che si ha di sè stessi. Più facile vedere la scarsa opinione che il modo ha di questo paesello. Lo considera tutto un USA e getta, lo vede anche un bambino, soprattutto se si tratta di un piccirillo zingaro naufragato prima di toccare costa, oppure afgano, iraqueno, o di ogni altro paese da attaccare o invadere. Questo web ha ripetuto fino allo sfinimento che la “creatura nata nira nira” (o quasi) era una criatura della grandi banche d’affari e che avrebbe continuato in peggio la politica del texano Pistola Facile. Attacchi diretti e non, colpi di stato, buttano giù un governo, ci piazzano un mamòzio loro e sterminano popolazioni niente affatto consenzienti. Gli alleati fingono di credere alla favoletta del mondo da democratizzare e interi paesi scompaiono pure dalla carta geografica, proprio come Atlantide. Dev’essere anche per questo che si propone di abolire la geografia nelle scuole. Che mai venisse un dubbio a qualcuno. La Serbia? E chi la ricorderà più? L’Iraq? Idem. L’Afghanistan? La più grande riserva d’oppio mondiale, mica un luogo del mondo popolato da chi avrebbe diritto a viverci in pace. E' la democrazia a stelle di plutonio e strisce d'eroina. E via pure gli Emergency, che sanno e vedono troppo, anche se non siamo mai riusciti a considerarli simpatici e non stravediamo per loro, pur avendo amici là dentro. Gaza? La Somalia? L’Africa un po’ tutta? Il mondo è in mano a dei criminali, suffragati da cialtroni da operetta. Fa male alla salute inzupparsi di rotocalchi bugiardi e leggersi FATTI quotidiani perchè dove c’è fatto c’è pusher (immancabilmente). Fa male in generale prendersela con una sinistra che tale non è stata mai, stravede per Obama e appoggia le rivoluzioni a colore non avendo in saccoccia neanche un paio di fanti (tutti spediti in missioni umanitarie di quà o di là). Neanche quelli dell’1% hanno uno straccio di analisi politica o una teoria di riferimento che non sia reperto d'archeologia. Eppure basterebbe non prendere a modello teorie stantie, non cercare soluzioni in testi e teste datate, ma partire da sé e guardare il mondo con gli occhi dei bambini. Provare, per la vita e per gli altri, i sentimenti che si hanno da bambini. I bambini sono, senza ombra di dubbio, anarchici. L'ideale anarchico non sarà mai vecchio perchè, poggiango su degli universali, sfugge alla tirannia del tempo. Qui, in troppi, aspettano l’uomo della provvidenza, il supereroe, Batman o Guevara, che a sto modo arriverà quanno chiovono passe e ficusecche (cioè: mai). E magari è meglio così. Meglio, che siamo tutti capitani.
Invece di invocare il Messia o arrovellarsi a vuoto per cercare una lettura dei fatti in grado di spiegarli, meglio metterci cuore, anima e un po’ di diottrie. Le crisi del capitalismo sono sistemiche ed inevitabili come le doglie del parto di Maddalena mia quando nacque mio figlio. Il parto settimino col quale gli USA cercarono di risolverne la propria crisi sistemica alle porte - ampiamente prevista e anticipata -, fu a settembre 2001, giorno 11, e non ebbe davvero la bellezza di Federico. Non portò vita, ma oltre tremila morti che si capì subito che era lo stato nazione loro ad averli offerti in sacrificio a Petrolio Impero detto “Il geopolitico”. Quando gli Usa si buttarono giù le Gemelle Torre, alte, slanciate, e però pure un attimino “minate” in precedenza, lo fecero con la complicità della famiglia Laden -  scritto e ripetuto nel web anche questo - non per sfoltire la propria popolazione, o per promuovere l'uso di un contraccettivo meno sanguinoso favorendo una qualche casa farmaceutica, ma per innescare l’odio per l’Islam e i paesi arabi che gli serviva di invadere, saccheggiare e sottomettere. Gli Usa (storicamente ripetitivi) tentano sempre di risolvere i propri impicci operando carneficine in giro per il mondo. E pure a casa loro. Mica è una novità. E così fanno anche tanti altri stati (stati, appunto).
Gli economisti sono totalmente inutili. L’ultimo, grandissimo filosofo, fu Deleuze. Nuove parole e concetti. Stato e nazione non sono imprescindibili e lo stato-nazione si sta davvero e fortunatamente estinguendo, si invoca - dalle nostre parti - solo dove non c’è altra via per urlare al mondo che si esiste (fatevene 'na ragione, patriottici tricologorroici). Il mondo cambia, sono le culture a resistere sui territorii. In Italia, La Lega ha sfruttato questa evidenza (chissà come sfuggita a tutti gli altri) e, pur avendo vinto assai meno di quel che si pensa, si è ben piazzata. Ma è l'esatto contrario di ciò che intendiamo noi per federazione. Si sarà almeno capito che, sopra i territorii, ci si deve stare.

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Da tanti movimenti di base ci arrivano notizie di lotta e di Resistenza. E abitiamo una terra particolare, che la capacità  di aprirsi al mondo e alle differenti culture, ce l’ha sempre avuta. Dal particolare al generale, dal locale all'universale. Dalla Val di Susa a Gaza. Siamo tutti schierati, contro un ordine mondiale capitalistico e contro ogni tipo di integrazione in una società borghese che va rifiutata in totale, con tutti i suoi strumenti di morte. Tutte le frontiere si apriranno, i nuovi equilibri li stabiliranno i popoli in lotta e renderanno obsoleti gli attuali balletti delle alleanze, qui e nel mondo. Saranno esseri di carne e sangue e fame e che hanno sopportato oltre il sopportabile quelli che cambieranno la faccia della Terra. Tutto ciò che è immateriale è destinato a scomparire e dissolversi (quindi anche il capitalismo e gli organismi internazionali) sotto un impeto che tutto travolgerà. O si è adesso in questa lotta o se ne sarà fuori per sempre. Intanto, proprio la natura, quella umana e quella intesa  come Terra, si ribella ogni giorno.
Tanto pe' dicere.
Vabbuo', 'a conferenza stampa è fernuta…
Ciro Gaetano Macrì (con la consulenza di Alba De Simone)

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Qualcuno, tempo fa, fece notare che “simpatia” non è una categoria politica. Anche se ignoro quali siano le categorie politiche codificate e chi abbia costruito la classificazione, dal mio punto di vista, lo è. Il termine deriva dal greco sympatheia, che significa “provare emozioni con…”. Emozioni simili a quelle di un altro (felicità, dolore, quello che vi pare) e la simpatia nasce quando i sentimenti o le emozioni di una persona ne provocano di simili anche in un’altra, creando uno stato di “sentimento condiviso”. E’ un po’ più dell’empatia perché implica preoccuparsi, partecipare e desiderare di alleviare i sentimenti negativi che un altro prova. E venite a dirci che simpatia non è una categoria politica? Forse intendiamo cose differenti col termine politica. La simpatia è una delle poche categorie poliiche autentiche, anche perché le “prove” delle cose sono del tutto inutili (fanno presto presto a costruirne di opposte dall’altra parte) e allora è proprio la “simpatia” che ti fa scegliere una versione o l’altra.
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25 Aprile

http://www.youtube.com/watch?v=HhoRtJSTgNM&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=fSi6O_dIhsw&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=iQ_AmDa9D8A&feature=related

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Piazza, bella piazza...ci passò una lepre pazza...


Tra ipocrisie e precotti, qualcuno non ci sta. Bene! Pubblichiamo la rabbia e i dubbi di Angela, una giovanissima ragazza  della scuola di strada: “Poi siamo tutti belli” (Ladispoli).

MENTA E MACERIE

Il topo di quartiere
Menta e macerie
(Genova)
Legge le previsioni
fa caldo qui:
gatti!
lontani dalle stufe!
Che si muore bambini!
E finirono i fiori di cicoria
(se esistevano)

Il sole
Cercò di ricomporsi
Pensò che gli occhi
(non bastavano più)
potevano sfiorarsi
E scappare
O potevano visitarsi
A valle!
A valle!
Si deve andare a valle!

Cercava le parole
Dentro le tasche
Sull’amaca dei fili del discorso
Menta e macerie
Non voglio più la mano
Che sono grande
Però voglio la mano
Non ancora abbastanza
L'arco
La carovana

I rumori odorosi
(condivido la fame).
Le case basse
non per umiltà
Solo per condizione
Non tutti
Provavano la gioia
Di quella parità
E le guardavano
Come un cavallo un asino.

E' finita la festa dell'aprile
“Morivamo per vivere
Qui si muore di morte".
Di elemosina,
Di piccola umiltà
Di memorie interrotte
tra strada,
 piazza
e un guizzo di fortuna
(Mi dice)

Crescono case
Come funghi
A Tomici
A Busive (provincia Italia)
A Napoli
A Roma e a Trallallà
(A Quartieri)
Lei è nata nel maggio ’68
(Tra) Stevere e Lallà
Il mio nido sicuro

Noi stentiamo, tentiamo,
sentiamo e,
Come il pescatore di Lampedusa,
Non vediamo la riva.
La conoscessi meglio
Che lei lo sa.
Le lettere interrotte
Quando le cose cambiarono,
Voltarono le spalle
E il francobollo

Di fronte c’era
(splendidamente assorto in sé)
Il sole.
“Buon segno”
E lo seguirono
Come una traccia
Aspra
Di bandiere
Menta e macerie
“Ma – si dissero – il coraggio lo abbiamo”

Angela Galante, 25. 4. 2010

Potete contattare la scuola di strada: “Poi siamo tutti belli” ed essere aggiornati sulle inizative, utilizzando il solito indirizzo: osteriacalcutta@libero.it     

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Solo ciò che nasce "dal basso" ci interessa, per la verità.  E, quando ci si mettono in mezzo i sindacati ... a bè ...allora ...

Come esempio, la Rivolta di Battipaglia, il 9 aprile 1968: Strumentalizzata da tutti (anche dagli autori del video che segue), fu una ribellione spontanea, guidata dalle donne, dalle operaie del tabacchificio ATI, che scavalcarono il piano della manifestazione preparato da organizzatori politici e sindacali corrotti e compromessi per dirigersi verso la stazione ferroviaria. http://www.youtube.com/watch?v=4NRxz4-QX0k&feature=related

La folla, nauseata e inferocita da anni di chiacchiere e menzogne, interruppe poi il comizio unitario indetto dai sindacati e incendiò il palco degli oratori...

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AVVERTENZA: ricordiamo a tutti che, come già da tempo, le e-mails che ci spedite saranno lette solo se non hanno mittente o altri destinatari in incognito. Non si tratta di una scortesia, ma di una politica precisa di contenimento dei “soliti ignoti” dalla quale non possiamo prescindere.
A parte ciò, ci scusiamo per il ritardo nelle nostre risposte che qualcuno ci ha giustamente segnalato. Il fatto è che qui...che ambaradan! Quelli che ti vogliono istallare un pannello solare fai-da-te, quelli del pensiero-libero-mica-tanto, quelli che temono la grande pestilenza prossima ventura, i procuratori di affari-loro, furfanti e furbetti-ma-a chi la vuoi- dare-a-bere, eccetera, ecceterissima...ed il doppio indirizzo...le e-mails dei compagni ci capitano incastrate dentro! Solo una persona riusciva a rispondere a tutti personalmente a velocità record, rubando le ore al sonno, moltiplicandole, manovrando il suo tempo fino a espanderlo, se non proprio all'infinito (come sembrava a me), comunque quasi.
Faremo del nostro meglio.
Ciro Gaetano Macrì, da adesso in poi: Gaetano.

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Una cosa che mi ha fatto particolarmente piacere è che il mio pezzo sulle 2 Sicilie non è stato equivocato neppure (mai dire mai, però...) da leghisti e neoborbonici; hanno capito (vabbuò, forse  “capito” è troppo, ma qualcosa de genere) che non era roba per loro, nonostante abbia utilizzato un brano da un film di tal Squitieri, che lo si sa chi è. Non ho saputo resistere a Lina Sastri e non c'è nient'altro in giro di attuale e di attendibile che racconti il sud da sinistra. Poi, volevo delle immagini e la musica nostra.
Mi arriva adesso un brano di Bea Pecci (Osteria a Calcutta): IL MONDO VISTO DAGLI INQUILINI

A maggio, lo troverete sul web

Intanto:
BUON 1° MAGGIO A TUTTI
...non vi libererete di noi...

http://www.youtube.com/watch?v=YvKW15AeABg&feature=watch_response_rev

Per un giorno, vorremmo non pensare all'oceano di petrolio che sta devastando la Louisiana, all'accordo sul nucleare tra Russia e Italia, a dove troveranno i cinque miliardi e mezzo da dare alla Grecia e a tutte le altre amenità nazionali e internazionali. Ci piacerebbe pensare al percorso fatto insieme, ai risultati e agli esiti imprevisti di tante questioni. 

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