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                                                           I FRONTI NAZIFASCISTI SONO TANTI
                                                     
Del Fronte Nazionale di Borghese abbiamo gia' detto.  Ne citiamo altri due:                        
IL FRONTE NAZIONALE DI FREDA
Giorgio Freda lo fondo' a Milano il 21 dicembre 1990, dopo essersi consultato con il neonazista Guy Amadruz, leader del Nouvel Ordre Europèen, organizzazione che faceva della difesa della razza bianca l'imperativo principale. Con Amadruz, valuto' la fattibilità di fondare in Italia un'organizzazione con analohe finalita'. Freda, dopo essere stato presidente del FUAN Caravella di  Padova e dopo una breve militanza nel MSI, si concento' sulle proprie idee naziste.
Linee guida del Fronte Nazionale: avversione per tutti i partiti politici; rigetto di ogni tipo di democrazia; forte riferimento alla civiltà europea e occidentale, ai suoi miti e tradizioni.
Viene teorizzata la nascita un’aristocrazia in contrapposizione ad ogni model egualitario, la nascita di un “comunismo aristocratico” attingendo - liberamente - da Platone, Terzo Reich e maoismo.  Tenta di infiltrarsi tra le aree di sinistra (come Calore e Aleandri di Costruiamo l'Azione) per creare un comune fronte “antiborghese”.
Nel 1999, 49 militanti del gruppo furono condannati dalla Corte di Cassazione per “avere costituito un'associazione avente lo scopo di incitare alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali”; Freda fu condannato a 6 anni. Il Fronte Nazionale fu sciolto nel 2000 tramite la legge Mancino per “ricostituzione del disciolto partito fascista”.

IL FRONTE NAZIONALE
Nasce da una scissione della “Fiamma Tricolore”, in analogia col francese “Front National” di Le Pen (di cui intende imitare l’esperienza). Vi confluiscono le esperienze di “Alternativa Nazionale Popolare” e della rivista “La spina nel fianco” (risalente al ‘92). Quasi inesistente a nord, ottenne 25 mila voti alle elezioni provinciali di Roma nel ‘98. L'anno successivo subi' la scissione da parte della componente “nazionalcomunista”, aggregatasi attorno alla rivista “Rosso è Nero”. Leader incontrastato: Adriano Tilgher, fiancheggiatore nell'ombra Stefano Delle Chiaie, formalmente animatore dell’agenzia di stampa “Publicondor”. Altre figure conosciute: Paolo Signorelli (tra i massimi dirigenti di “Ordine Nuovo” piu' volte inquisito per omicidio), Enzo Erra e Rutilio Sermonti (autore insieme a Rauti di una “Storia del fascismo” in 6 volumi).
Nel programma: “lotta all’immigrazio” e alla “società multirazzial”, opposizione al “mondialismo” e, in nome dell'“Europa unificata”, uscita dell'Italia dalla NATO. Il “Fronte Nazionale” ha puntato ultimamente alla costituzione di una casa comune della destra radicale, promovendo una “cosa nera”.

Ma in che quadro si muove la rivista Rosso e' nero?
Nell'aria assai variegata dei comunitaristi e dei filo-islamici (in quanto nazisti), che va dalle riviste “Orion” e “Aurora”, alla rete italiana dei “circoli comunitaristi, per finire a “Comunità Politica di Avanguardia” di Trapani. Il comune denominatore di questo micro-universo è duplice: a) l'idea della necessità del ritorno alle origini “rivoluzionarie”, di “sinistra” del fascismo e del nazismo (alle sue componenti “socialiste”); b) il sostegno politico ai movimenti antimperialisti, fino ad identificare nell’integralismo islamico un strumento di lotta al  “mondialismo”.  La rivista “Orion”, animata da Maurizio Murelli (condannato per la morte di un agente di Polizia avvenuta a Milano il 12 aprile ‘73, dilaniato da una bomba a mano lanciata durante una manifestazione della “Maggioranza Silenziosa”), ha ruolo di primo piano nel collegamento fra le diverse anime di qust'area. Tra le figure piu' accreditate: Claudio Mutti, già fondatore dei comitati per la scarcerazione di Freda, proprietario della casa editrice “Edizioni del Veltro”, indagato piu' volte per attentati, protagonista di diversi tentativi di infiltrazione a sinistra, autore di “Nazismo e Islam” (in cui esalta le gesta della 13° Divisione SS mussulmana della Bosnia –Erzegovina). Da anni Mutti si dichiara convertito all’islamismo. Ma sono i “circoli comunitaristi” a provenire dall'esperienza della rivista “Rosso è Nero”,  interna al “Fronte Nazional” di Tilgher. Si presentano ora come sezione italiana del “Partito Comunitarista Nazional-Europeo”, vecchia creatura di Jean Thiriart, ex-combattente delle SS condannato per collaborazionismo, divenuto a partire dagli anni '60 personalità principale nell'ambito del neonazismo europeo del secondo dopoguerra. Teorico del “comunitarismo”, come “superamento in avanti del nazismo e del comunismo” (depurato, ovviamente, da Marx ) Jean Thiriart ha fondato piu' di un‘internazionale nera, tra le altre “Jeune Europe”, che in Italia originò prima “Giovane Europa” e poi “Lotta di Popolo”. Sua la frase: “Il plastico sarà il megafono dell’anticomunismo nella seconda metà del ventesimo secolo”. I “circoli comunitaristi”, rifiutando di farsi collocare a destra, cercano di infiltrarsi nel movimento antiglobalizzazione, com provò a fare “Lotta di Popolo” nel ‘69 nel movimento studentesco di Roma. Si tratta di un gruppo storico di provocatori che, per il loro camuffamento, attingono a piene mani nella simbologia della sinistra. Sui lor siti-internet è possibile leggere scritti di Marcos e del Che, di Mussolini e di Nietzche.

IMPORTANTE: Maurizio Neri e' il leader dei Campi Antiimperialisti.

Maurizio Neri, gia' leader dei comunitaristi di Socialismo e Liberazione. Ma chi è in realtà? Balza agli onori della cronaca, quando il suo nome fa capolino nell'ambito  delle indagini relative alla strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna. In seguito, il suo percorso politico passa prima per il MS Fiamma Tricolore, poi per il Fronte Nazionale di Tilgher, con cui si presenta alle elezini del 1998 nella circoscrizione di Terracina. Chi si presenta per lo stesso Fronte Nazionale nella circoscrizione di Sabaudia? Serafino Di Luia. Si, proprio lui, l'inventore dei nazi-maoisti, divenuto famoso dopo che il suo nome fu inserito insieme a quello di Delle Chiaie nel libro "La strage di stato". Dopo la scissione dal Fronte nel ‘99, Maurizio Neri fonda i circoli comunitaristi.

Da:

http://209.85.129.132/search?q=cache:EA0UrbDkrLoJ:www.controappunto.org/resistenza
/fascistinelcampo/maurizioneri/maurizioneri.html+maurizio+neri&hl=it&ct=clnk&cd=4&gl=it