osteria calcutta


Quando ci arriva la telefonata, non riusciamo a comprendere subito di che cosa si tratti. Mohamad parla e piange, e’ 
sconvolto. La polizia e’ entrata dentro la sua baracca allo slum e ha preso a mandare all’aria tutto. Cercavano armi, lo ha
capito anche se nessuno glielo ha detto, al contrario, lo hanno zittito con una minaccia e ha pure ricevuto un calcio da un
poliziotto. Le guardie non hanno trovato nulla, ma si sono portati via suo zio, che distilla liquore abusivamente ed era
l’unica
persona oltre a lui a trovarsi li’ in quel momento. Mohamad ha quattordici anni, e’ la prima voce che ascoltiamo  sui
fatti di
Delhi. Parla in modo concitato di bombe, di morti, di slums invasi dall’esercito, di citta’ nel caos, di centinaia di
persone ferite,
di cose che non riesce a comprendere. Non comprende, ad esempio, perche’ un ragazzino piu’ piccolo di lui,
di dodici anni,
che vende palloncini a Connaught Place sia stato arrestato dalla polizia come sospetto 
terrorista islamico. Francamente, questo non lo comprendiamo neppure noi.

LA NOTIZIA
Una serie di violente esplosioni ha scosso la capitale: 5 bombe nel giro di 45 minuti, a partire dalle 18.15 (ora locale)
hanno causato centinaia di feriti e oltre venti. Le bombe sono esplose in tre mercati sempre molto affollati (ancor piu’ di 
sabato e per le imminenti festivita’ indu’ e musulmane). Gli attentatori hanno agito nel pomeriggio e sarebbero stati utilizzati 
scooter e biciclette. Alcune bombe erano collegate ad un timer e posizionate nei cestini della spazzatura; tutte erano di
piccolo potenziale, ma collocate in posti strategici, dove il sabato sera si ritrovano centinaia di persone. Due sono esplose a
Connaught Place, due a Greater Kailash Block Market, rione di Greater Kailash I (un quartiere residenziale della classe 
medio-alta) e una a Karol Bagh. La dinamica  ricalca quella dell'attentato a New Delhi nell'ottobre 2005 - nell'ambito di una
serie di attentati in diversi mercati-  ; anche in quell'occasione: sette bombe in mercati affollati di sabato sera, ma i morti 
furono oltre 70 perché si trattava di bombe ad alto potenziale. 
Due le rivendicazioni:
1) dagli Indian Mujahedin
, con una e-mail spedita all'agenzia Press Trust of India e successivamente a diversi media 
nazionali: “In nome di Allah, gli Indian Mujaheddin hanno colpito ancora una volta. Fermateci se potete”. Nella
e-mail si parla di nove bombe. La polizia dice averne trovate e disinnescate tre, due delle quali nella zona di Connaught Place,
centro della citta’, pulsante di persone, di negozi, cinema, ristoranti e alberghi.
2) dal SIMI, lo Student Islamic Movement of India, gruppo clandestino di cui, secondo gli investigatori locali, Indian 
Mujaeddin sarebbe il “braccio armato” (presunto responsabile anche degli attentati a Jaipur a maggio scorso-63 vittime- e
che indica in Mumbai il prossimo obiettivo). Entrambe le rivendicazioni sono state inviate ad organi di stampa da Mumbai, 
parlano la stessa lingua e fanno riferimento ad azioni precedenti. Dichiarano completata l'operazioneBad”, dalle iniziali
delle tre città dove ci sono stati gli ultimi attentati: Bangalore (sette bombe, due morti il 25 luglio), Ahmedabad (diciassette 
bombe, quarantacinque morti il 26 luglio) e Delhi oggi. La polizia ha arrestato diverse persone, parecchie delle quali 
“catturate” negli slums, ritenute inizialmente coinvolte negli  attentati. Il ragazzino di dodici anni fermato ieri, che vendeva 
palloncini a Connaught Place, non e’ risultato implicato nei fatti, ma e’ in stato di fermo. Ha riferito di aver visto due persone
piazzare qualcosa in un cestino dell'immondizia. Gli inquirenti ritengono che dietro gli attentati ci sia Abdul Subhan, noto
come Tauqueer, un musulmano vicino al  SIMI, esperto di informatica, addestrato nei campi del Laskhar-e-Taiba e tra i
presunti responsabili delle bombe sulla metropolitana a Mumbai nel 2006 che provocarono 185 vittime. I sospetti su di lui
nascono anche dal fatto che le e-mail di rivendicazione sono state spedite da Mumbai, dove Tauqueer risiede.
Il ministro degli interni ha convocato una riunione di emergenza stamattina con vertici di polizia e intelligence.
La polizia 
indiana ha messo in stato di allerta l’intero paese e particolarmente le citta' di Mumbai, Chennai, Bangalore, 
Ahmedabad e gli stati limitrofi a quelli di Delhi, Haryana e Punjab. Ha evacuato gli altri mercati di Delhi, tra i quali 
Sarojini Nagar, luogo dell‘attentato del  2005. Aeroporto di Delhi, stazioni ferroviarie, palazzi governativi e altri obiettivi 
dichiarati sensibili sono stati messi in stato di allerta e raddoppiata sicurezza. Le corse della metropolitana sono state 
fermate. 
Per il ministro dell'Interno, Shivraj Patil:<!--[if !vml]--><!--[endif]--> "Il fatto di aver programmato le esplosioni nel giorno in cui il 
mercato è più affollato, indica l'intenzione di causare il numero maggiore di morti e di danni".
Per il viceministro degli interni: Sriprakash Jaiswal :“Le esplosioni sono state pianificate dai nemici del paese”. 
Arun Jaitley, ex ministro e dirigente del partito della destra nazionalista BJP ha dichiarato al canale televisivo
ALL NEWS Ndtv che: “il profilo degli attentatori e’ cambiato negli ultimi anni. I terroristi nati qui stanno aumentando”. 
I “nemici interni”, per lui, sono, ovviamente, i musulmani. Ma il Bjp aveva governato proprio sulla pelle dei musulmani, 
dopo la distruzione della moschea di Ayodia ad opera di estremisti indu’ prezzolati o fomentati a credere che la Moschea 
fosse stata edificata sulle rovine di un preesistente tempio di Ram. La carneficina contro i musulmani che ne segui’ fu
un bagno di sangue incancellabile. (per saperne di piu')
Per Manmohan Singh, attuale primo ministro dell’India
: terrorismo, estremismo, comunitarismo e fondamentalismo
sono le maggiori minacce a unita’e integrita’ del paese.

A questo punto, vorremmo fare alcune considerazioni e offrire un consiglio:

CONSIDERAZIONI:
a) Al governo dal 14 maggio del 2004, la coalizione guidata dal Congress ha messo in atto una tragicapolitica di svendita 
del Paese ai privati e all’occidente.
La progressiva liberalizzazione del Paese ha comportato la riforma dei tassi di 
esportazione e importazione, concepita a totale favore degli investitori stranieri, ma che ha messo in ginocchio la popolazione.
La riforma del sistema bancario ha reso l’India sempre piu’ appetibile per gli investitori specialmente occidentali 
(vengono loro concesse fino al 100%100 delle azoni), esasperando il divario tra ricchissimi e poverissimi. 
Parallelamente, il governo di Manmohan Singh ha lavorato alla costruzione di una  middle class sempre piu’ aggressiva e 
rampante, in grado di acquistare i nuovi prodotti. Purtroppo, gia’ nel 2004, anche i giornali della cosiddetta “sinistra” italiana 
salutarono il passaggio di consegne da Bjp al Congress con parole come: “L’India svolta a sinistra”, o “L’India 
abbandona il nazionalismo” o (peggio ancora): “Dove arriva il Social Forum, arriva la democrazia”. 
“Dopo il Brasile: Lula; dopo Mumbay: Sonia Gandhi”. Anche oggi il partito di governo di Manmohan singh e’ 
definito di Centro-sinistra dai giornali “sedicenti di sinistra”. Si intenderanno tra loro. Con noi, no di certo.
b) Abbiamo a stento creduto all’esistenza di Bin Laden (molti avrebbero scommesso la propria madre sul fatto che si trattasse
di un oleo-gramma: troppo perfetto nella parte per esser vero). Ad ogni modo, ormai ce lo immaginiamo piu’ probabilmente 
morto in Florida  che in giro per brulle montagne Afgane o Iraquene (difficile, in una grotta profonda, utilizzare un impianto
di dialisi). Abbiamo da subito identificato in Al  Queda un prodotto made in Usa, la cui esistenza fornisse giustificazione alla
“guerra infinita” per l’accesso nordamericano al petrolio e alle risorse dell’est. La questione e’ intricata.
Tutti i media (o quasi) nominano Al Qaida parlando degli attentati di ieri a Delhi: -parlando di Taqueer, sottolineano che ha
ricevuto  addestrato militare nei campi terroristici del Laskhar-e-Taiba, gruppo terrorista del Kashmir legato ad Al Quaida.
-evidenziando che si e’ rifatto vivo il terrorismo interno, dopo quello islamico di matrice separatista soprattutto kashmiro,
ripetono che il terrorismo in Kashmir e’ legato ad Al Qaida.- ricordando l’ultimo devastante attentato a Delhi, ottobre 2005,
lo attribuiscono a chi? Ai separatisti islamici  fondamentalisti filo-Al Qaida. I media (anche internazionali) tornano a fomentare
la paura e l’allarme per gli “integralisti islamici di Al Qaida”che, in India e nel mondo, seminerebbero terrore e morte.

c) La sicurezza, dopo i recenti attentati,  giustifica pienamente il raddoppio delle migliaia di agenti di sicurezza che sono 
gia’ state dispiegate in giro per il Paese-India.
Il ripetersi degli attentati semina paura e crescente incertezza tra gli indiani. 
Vecchio gioco. Parallelamente: la sicurezza del Paese-Italia giustifica anche qui la presenza dell’esercito ad ogni crocicchio. 
Si crea il “bisogno di sicurezza” seminando il panico, anche attraverso i massacri; si offre sicurezza attraverso la polizia e  
l’esercito. Tutto il mondo e’ Paese.
d) La sequela di attentati aggiunge anelli ad una catena di sangue che dura da molto, in India. Avra’ il suo peso sia nei 
rapporti col Pakistan e sul voto per il rinnovo del parlamento federale, il prossimo anno. Ma avranno un gran peso anche la
crescente insofferenza delle basse caste, delle popolazioni degli slums, dei Dalit (i senza casta indiani) che hanno finalmente
cominciato ad organizzarsi. Avranno peso le lotte contadine contro gli espropri delle terre.

CONSIGLIO
Consigliamo al sindaco di New Delhi, Arti Mehra di suggerire al ministro degli Interni di non mandare la polizia a cercare 
Al Qaida  tra i venditori di palloncini dodicenni. Non ce la trovera’. E anche di non terrorizzare i bambini e di non 
prendere a pretesto la ricerca di improbabili armi nascoste per continuare a smantellare gli slums. 
La popolazione delle baraccopoli potrebbe aversela a male.