osteria calcutta

Il mese di settembre del duemiladieci




L’Osteria a Calcutta
ha accettato l’invito della sezione del Pdci del Labaro

(v. Offanengo 19, Roma)
ad essere presente, con una propria bancarella,

alla festa
che si terrà
da mercoledi 1 a domenica 5 settembre
al
Parco Marta Russo, di Labaro.

Dalle ore 17.30 in poi.

Avremo il libro “Osteria Calcutta”, le nostre foto, i manifesti, ecc.
Chi volesse incontrarci, potrà farlo in questa occasione.

Ringraziamo particolarmente Marianna, Mario, Linda e Gaetano, per questa opportunità.

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PARABELLUM. Il futuro che faranno.



Il più amato dagli italiani che vorrebbero governare si smarca dal polo delle libertà (loro). La notizia arriva a tempo reale tra le bancarelle del Labaro (Roma, periferia).
Stupore.
Ma quale stupore?
Sono mesi, anni, che, nel nostro piccolo, lo stiamo dicendo. Tutti i falsi balletti di governo e i finti oppositori di governo servivano a far passare l'idea che la destra finiana fosse una destra “democratica” e “nuova”. E, dall'“uomo d'ordine” che piace agli americani, ai moderati, a tanti antiberlusconiani, anche persone insospettabili si aspettano “giustizia e ordine”.
Galvanizzato da tutti i mentitori, dai falsoni per i quali “non esistono più né la destra né la sinistra”, e da tutti quelli che, pensando che il problema centrale sia “abbattere Berlusconi” (che, nel problema vero, è solo una comparsa), recitano a macchinetta una litania mandata a memoria (dettata da chi?), senza avere uno straccio di visione d'insieme.
Avranno l'ordine di Salò, se passa.
La “sinistra” non parlamentare, dopo aver pervicacemente perseguito la scissione dell’atomo, oggi vagheggia la fusione nucleare, con chicchessia, pensando di riuscire a non scomparire del tutto. Ma fusione e scissione atomica, in questo caso, producono gli stessi risultati.
E’ un suicidio.
La “sinistra-d’opposizione si fa per dire”, va dove la porta il vento.
Un compagno, un ragazzo, mi ricorda la scritta trovata su una delle tante schede annullate, alle elezioni di alcuni anni fa. Diceva “cazzi vostri, io domani vado in Svizzera!”.
Noi no. Noi restiamo. La tentazione di andarcene è molto forte, ma abbiamo, come associazione, persone che amiamo, impegni presi, qualche cosa da dire – ancora – finchè ci lasciano la voce.

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Ma ci sono piaciute, al Labaro:

LE SEDIE

Ci sono piaciute, queste "sedie". Un centro di narrazione, che vuole farsi ricettacolo di storie: una struttura che accolga iniziative culturali, formative e sociali che vertono intorno al tema del racconto, della scrittura, della lettura e della memoria. Non la "solita zuppa"!!!!

Francesca Biancat legge con intensità e grazia, "Storie cotte e mangiate" da un vasto menù.

Solo per un assaggio, da trascrivere qui (ma c'è molto altro):  

Antipasti veloci  

(Dello chef Jules Renaud):

Scrivere

Amicizia

Semplicità

Donne

Talento

Raccomandazioni

Matrimonio

Felicità

Vizi e virtù

Indifferenza

Fortuna

Cambiare parere

Femminismo

Morte

 

(Della chef Dorothy Parker):

Ciò che tutti vorrebbero sentirsi dire

Suicidio

Epitaffio

Amori bugiardi

Uomini

Romanzi brutti

Passione per i Martini

I ricchi

Problemi di spazio

 

(Dello chef Michel Tournier):

Problemi di udito

Case

L’inno ai mondiali di calcio

 

Primi piatti

Per chi vorrebbe divorziare e non ha mai pensato al voodoo: di Fredric Brown

Un concentrato di vita coniugale: Lo so benissimo. È il mio dramma di Felice Andreasi

Per chi ha due figli, due:  nostri figli di István Örkény 

Per chi si preoccupa di quanto possa costare un figlio: Lettera alla figlia Bertl di Karl Valentin

Per le coppie in crisi: Il calcetto o (nei bar di destra) calcio balilladi Stefano Benni

Per chi non sa mai cosa scrivere in una lettera d’amore (un buon modello da imitare): Lettera d’amoredi Karl Valentin

Per chi è distratto con la propria moglie: La moglie bruciata di Felice Andreasi

 

Secondi piatti

(condimento con vizi e virtù)

Per chi vuole sapere se ci sarà un’altra guerra mondiale: La guerra mondiale di Felice Andreasi

Per chi a volte sente di valere un’acca: L’Acca in fuga di Gianni Rodari

Per chi mette in dubbio che l’uomo discenda dalla scimmia: L’uomo discende dalla scimmia di Felice Andreasi

Per chi si sente solipsista: Il solipsista di Fredric Brown 

Per chi è vizioso: Una vita di stravizi di Achille Campanile

Per chi non vuole mai cedere il proprio posto in tram: In tram di Achille Campanile

Per chi ha problemi con il Bancomat o anche solo con il proprio conto in banca: Fratello Bancomat di Stefano Benni

Per chi ama pescare e non sa cosa può succedere una volta gettato l’amo:Lombrittico etica di Stefano Benni

Per chi vuole sapere perché le previsioni del meteo non c’azzeccano quasi mai: Che tempo fa? di Stefano Benni

Per chi ama gli animali: Comunicato dell’associazione per la protezione animali di István Örkény

Per chi vuole capire il senso della vita: Il senso della vitadi István Örkény

Per chi vuole essere sempre primo in tutto: L’uomo più bravo del mondo di Gianni Rodari

Per chi esce sempre insoddisfatto da un ufficio pubblico: Informazioni di István Örkény

Per chi vuole sapere cosa disse Paride dopo la distruzione di Troia: Tragedia Omerica di Cesare Zavattini

Per chi non crede nelle meraviglie dell’eco: L’eco sbagliata di Gianni Rodari

Per chi cerca consigli economico-finanziari: Lettera di un povero per ottenere soldi da un ricco di Max Beerbohm

Per chi prova sempre a migliorare il destino dell’umanità: Una piccola buona azione di István Örkény 

Per chi ama gli orologi: Il bottone del colletto e le lancette dell’orologio di Karl Valenti 

Per chi fa il bandito apprendista: L’errore del bandito principiante di Achille Campanile

 Per chi si sente un gentiluomo di vecchio stampo:Vecchia galanteria di Achille Campanile

 

Contorni esopiani

Per chi fa le cose nei momenti meno opportuni: Il pescatore che sonava il flauto di Esopo

Per chi non si affida mai al tempo: La volpe con la pancia piena di Esopo

Per chi non sa se è meglio avere governanti infingardi e innocui o turbolenti e malvagi: Le rane che chiesero un re di Esopo

Per chi crede nel valore del lavoro: Il contadino e i suoi figli di Esopo

Per chi è avido e disonesto e crede di passarla sempre liscia (e si sbaglia): La vecchia e il medico di Esopo

Per chi spesso finisce dalla padella alla brace: La padrona e le ancelle di Esopo

 

Dessert

Per chi guarda sempre con sospetto le paste che stanno in bella mostra sul bancone dei bar (e fanno bene): La Luisona di Stefano Benni

Per i golosi: Le golose di Guido Gozzano

Creme caramel Paradiso: La ricerca di Brown

 

Torte

Torta tradizionale: Vecchi proverbi di Gianni Rodari

Torta Fantasia: Il semaforo blu di Gianni Rodari

Torta matematica: Abbasso il nove di Gianni Rodari

Torta sbagliata: A sbagliare le storie di Gianni Rodari

 

Dolci piccanti solo per adulti

L’immaginazione di Felice Andreasi 

 

Vino della casa

Vino e amore: Michel Tournier

 

Digestivi

per chi certe cose non le digerisce proprio e non capisce perchè

Tante domande di Gianni Rodari

La riforma della grammatica di Gianni Rodari 

Lettera a un parlamentare che non è riuscito a farsi rieleggere di Max Beerbohm

  
 

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Quest'anno, già a settembre, è nuova usanza...

Per quasi tutto il mese di settembre
Osteria Calcutta
alla festa in via Tiburtina,
davanti al cimitero del Verano.


Tra lapide e lapide...
dalle ore 18 in poi

con una nostra bancarella (libro e quant'altro).


Ringraziamo: Gaetano, Marianna, Mario, Linda...

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TRASFERIMENTO (PROVVISORIO) DI BANCARELLA

Solo per oggi, 17 settembre - benchè sia anche venerdì e gli spostamenti non siano indicati come favorevoli dalle divinazioni astrali - l'Osteria a Calcutta si trasferisce, armi e bagagli, e provvisoriamente, ad un'altra festa. La chiamano:   

FESTA DELL'UNITA' DEI COMUNISTI Roma 17-18-19 Settembre 2010

Parco dell’Unità, via del Frantoio 8 – Metro B S.M. Soccorso

Certo, barcamenarsi, cioè bancarellarsi tra tutti è uno slalom...

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QUALCOSA SUCCEDE A NAPOLI

“In Campania riprende la lotta dal basso contro le discariche. Da diversi giorni gli abitanti di Terzigno e Boscoreale scendono in piazza per manifestare e protestare contro la volontà di costruire una nuova discarica all'interno del parco nazionale del Vesuvio. Un'operazione spacciata come semplice ampliamento di un impianto già presente, che già mostra tutte le sue criticità rendendo invivibile la zona circostante. Sulle barricate i cittadini che da giorni stanno simbolicamente occupando il comune di Boscoreale. Insieme ai cittadini anche il sindaco del comune napoletano, Gennaro Langella, che ha annunciato lo sciopero della fame a partire da sabato prossimo, 25 settembre. L'esasperazione dei cittadini fa registrare anche episodi di incendi dolosi ai danni di camion trasporta rifiuti. Ultimo in ordine temporale il fuoco appiccato la notte appena trascorsa ad un autocompattatore a Boscoreale. Ignoti, secondo quanto riportano le agenzie, hanno dato alle fiamme il camion trasporta rifiuti e riversato l'immondizia lungo la strada. Forati inoltre i pneumatici di altri cinque mezzi, il tutto per impedire che gli autocompattatori arrivassero a scaricare l'immondizia nella discarica già esistente. Sentiamo Giacomo del Comitato in Difesa del Territorio dell'area vesuviana…”.

Questo dice Radio Onda d'Urto, il 23 settembre 2010
Le cose però sono più complesse.

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ULTIMA BANCARELLA. 

ANCHE OGGI E' MORTO UN RAGAZZO. A NAPOLI. NON UN EROE, UN RAGAZZO.

La sua famiglia non vuole pubblicità e rispettiamo questa scelta. Ma è veramente difficile non pensarci. Gli dedichiamo un racconto, scritto anni fa da un compagno di Genova.

LUPO GIALLO 

Un racconto di  Roberto O.

Solo un guerriero Chejenne sa stare per ore immobile sotto il sole, muto ed estraneo, come il serpente. Lupo Giallo, a dire il vero, era appostato da circa dieci minuti, ma nell'aggguato metteva una determinazione tale che senza dubbio sarebbe stato in grado di attendere anche l'intera giornata. Avrebbe potuto, certo, ma intanto la vittima designata già avanzava verso l'appuntamento fatale. Lupo Giallo la vide, riconobbe il vestito a fiori sgargianti, il passo incerto. Senza tradire la minima emozione, armò la carabina e attese.
Un passo dietro l'altro, nella calura del mezzogiorno, la vittima s'avvicinava ansando sotto il peso della sua mercanzia su per la salita fino a finire diritta nel mirino del cecchino appostato. Il tempo si cristallizzò  nel respiro profondo di Lupo Giallo, nella pressione uniforme dell'indice sul grilletto fino  al botto. Uno strillo s'alzò nitido, a testimoniare che la fama di tiratore infallibile di Lupo Giallo non era usurpata. La signora Caterina (Rina per gli intimi) s'ebbe un colpo da carabina ad aria compressa diritto sul malleolo, un dolore improvviso la fece trasalire. Pensando ad un insetto mollò la borsa della spesa che si rovesciò per terra liberando il suo contenuto. Mele e pere presero a ripercorrere disordinatamente la strada fatta dalla signora Caterina, giù per una Via Donghi deserta e assolata, seguite da tutta la disperazione che può essere contenuta in uno sguardo di donna. All'improvviso, a sovrastare tutto, il grido di guerra del guerriero Chejenne: “Yayyyy!”. Lupo Giallo emerse dal suo nascondiglio (il posteriore di una 600 multipla gialla), rilanciò il suo grido di guerra, quindi sfrecciò davanti ad una esterefatta signora Caterina lanciato all'inseguimento di mele e pere giù per la discesa. Il guerriero però, non aveva fatto i conti con la combattività della signora Caterina. Questa, incurante del dolore al malleolo e dell'inadeguatezza degli zatteroni di sughero che calzava, al grido di “Delinquente!” iniziò un inseguimento sciabattante. All'altezza della curva della Madonnina il vantaggio del guerriero Chejenne era di circa trenta metri, destinato ad aumentare perchè, proprio davanti alla Madonnina, la sfida delle leggi fisiche della corpulenta signora terminò con un volo rovinoso. “Yayyyy!” esultò Lupo Giallo, "Teppista!" replicò la signora Caterina. Rolando, "bacan" della carrozzeria all'angolo, fece capolino, vide sfrecciare il guerriero, un ragazzino, sandali e calzoncini e maglietta  a strisce, con i colori di guerra ed una carabina in mano e senza indugio si buttò  all'inseguimento, giù per la discesa, verso Via G.Torti. Ora, una squaw sovrappeso ed un uomo ancor prestante sono avversari di diversa consistenza ed a metà di Via G. Torti il vantaggio di Lupo Giallo era ridotto a metà. A Piazza Terralba solo un brusco salto di lato permise a Lupo Giallo di sfuggire alla leggendaria presa di Rolando.
Lì, però, le strade non erano deserte e il folle inseguimento terminò proprio in Piazza Martinez, tra le braccia di un vigile urbano, nelle vesti di improbabile “giacca azzurra”.
Attorniato da una folla di curiosi, Rolando suggerì una soluzione di giustizia sommaria a base di schiaffoni, la folla rumoreggiò, il vigile s'impose: “Niente linciaggi!”. Disarmato il guerriero e preso atto che c'era chi conosceva l'indirizzo del reprobo (visto che lui si ostinava a sostenere che un guerriero Chejenne non parlava con le giacche azzurre) s'avviò verso Via Donghi.
Buffa processione, un vigile urbano impettito con in una mano un fucile ad aria compressa e nell'altra l'orecchio di un ragazzino con il musetto imbrattato di rosso e dietro una torma di curiosi, un Rolando ansante e una signora Caterina inviperita che lamentava la perdita di mele e pere ed una grossa sbucciatura al ginocchio.
Il vigile urbano scoprì che Lupo Giallo non abitava in un teepee sul Sand Creeck, ma in un palazzone di Via del Manzasco, che si chiamava Michele e che la madre, una signora dall'aria indaffarata, era dotata di un bel caratterino. Una raffica di scappellotti per il furto del rossetto usato da Lupo Giallo per la pittura di guerra e minacce di terribili rappresaglie per quando sarebbe rientrato il padre, un'esplosione di tale vitalità che permise lo scioglimento del capannello di curiosi. Alla fine, Lupo Giallo, per quella scorribanda, s'ebbe, a scopo terapeutico, il taglio dei capelli che portava lunghi a dismisura, il taglio della carabina (nel senso che il padre la segò a metà) avuta in regalo a Natale dopo lunghi pianti e mesi di preghiere più un numero indefinito di scappellotti. La cura non sortì effetto alcuno, a parte gli scappellotti, che furono ritenuti la vera causa di un improvviso miglioramento in matematica del ragazzo. Dopo una settimana, con un nuovo taglio alla marines, Lupo Giallo, costretto a cambiare il nome e divenuto “Il Rinnegato” era di nuovo all'agguato. Armato di cerbottana ed inafferrabile più che mai. E' duro per un pellerossa vivere in Arizona, figuriamoci a Genova, e figuriamoci se il pellerossa in questione ha la pretesa di bersagliare i passanti con “cannonate” dalla punta bagnata di colla. Michele era questo, cresciuto più o meno in fretta all'inseguimento dell'America. Un'America ricorrente sulle etichette dei jeans. Genova pulsava viva a quei tempi, la gente guardava al futuro con fiducia, leggeva i giornali e si lamentava dei troppi meridionali e del dialetto che andava perdendosi.
Michele poi, l'America l'ha trovata, dopo 12 anni, 8 paia di jeans, 3 motorini e un numero indefinito di fidanzate e lavoretti precari appena accennati. Un metronotte gli ha piantato un colpo di Smith & Wesson calibro 38 proprio in mezzo alle spalle. Aveva rotto un deflettore, voleva rubare e non voleva fermarsi. In tasca aveva 0,300 grammi di felicità solubile, l'America in polvere, soluzione endovenosa, successo e sollievo assicurato. Lupo Giallo non assalirà più nessuno. Le sue bombe di terra, terrore delle massaie, non insidieranno più i bucati del quartiere.
Le foto di rito, su un dolore composto. La gente adesso va di fretta, legge il giornale, guarda al futuro con timore, si lamenta per gli africani e per l'identità che si va perdendo. Michele, prono sulla strada, con il viso atteggiato a stupore, sembra guardare la scia di cristalli luccicanti sull'asfalto, briciole luminose su sfondo nero, come una qualche galassia, una guida sicura all'ovest.
Una foto a colori, nella terza di cronaca.

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Silenzio, per un po'

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A TUTTI I COMPAGNI CHE CI LEGGONO:
Riceviamo ogni giorno più di una e-mail con la quale, giustamente, ci viene chiesto perchè il sito non sia più aggiornato, come di solito.  
La realtà è che, in questo mese, siamo TUTTI - come Associazione - super-impegnati in una miriade di cose, tra Roma, Napoli, Palermo etc.etc.

Per i nuovi lettori: il materale di approfondimento non manca, inoltrandosi tra mesi, pieghe, pagine e commentatori del web.
Per tutti gli altri: cercate di avere un attimo di pazienza, riprenderemo a scrivere qui quanto prima.

Gaetano


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