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ORDINE NUOVO

Il nome deriva dal Neue Ordnung, sognato da Hitler.
Fondato da Pino Rauti e Clemente Graziani nel 1953, inizialmente era un centro studi nato in seno al  MSI. Il 26 novembre 1956, al 5° congresso del MSI fu eletto segretario Arturo Michelini con una linea che cercava alleanze con i monarchici e la DC. Deluso da questa deriva centrista, Rauti lascia il partito dando vita al Centro Studi Ordine Nuovo, nel '62 aderisce al “Protocollo di Venezia”, un coordinamento fra organizzazioni di estrema destra e ambienti dei servizi segreti. A maggio del 1965 l'Istituto studi militari Alberto Pollio organizza un convegno a Roma, all'Hotel  Parco dei Principi, finanziato dallo Stato Maggiore dell'esercito; presenti imprenditori, neofascisti e alte cariche dello Stato che gettano le basi ideologiche  e logistiche  della cisiddetta "strategia della tensione". Rauti è uno dei promotori del convegno Stralci dal suo intervento: “sensazione, quasi avvilente cheuna parte della classe dirigente d’Italia, prova dinanzi alla situazione, davanti all'attivismo scatenato dai comunisti. E' la sensazione che gli strumenti giuridici, politici e costituzionali siano superati da questa nuova tecnica. Mentre il campo anticomunista lotta solo in periodo elettorale, i comunisti, ogni giorno, ogni  ora, sono presenti nel Paese: lavorano sempre perché sono in guerra.”Occorre considerare anche l'importanza che hanno le iniziative settoriali, le organizzazioni parallele, lo studio approfondito di queste nuove tecniche d'indottrinamento e di condizionamento delle masse: ecco l'importanza di questo convengo. Nel '69 Almirante torna alla carica di segretario del MSI, Rauti torna nel partito, Ordine Nuovo rimane in mano a Clemente Graziani, nasce il Movimento Politico Ordine Nuovo. Aderiscono: Roberto Bessuti, Mario Tedeschi, Bruno Esposito, Roberto Gabellini, Sandro Saccucci, Elio Massagrande, nel momento di massima espansione Ordine Nuovo ha da 2000 a 3000 aderenti. Rauti è presente, con Delle Chiaie e Borghese e i loro attivisti, a Reggio Calabria, nel corsodella rivolta per Reggio capoluogo, capeggiata dal deputato del MS Francesco “Ciccio” Franco. La rivolta inizia il 14 luglo 970, sono ferite decine di persone emuoiono 5 poliziotti. Vengono assaltate sedi del PSI, del PCI e la Questura, cariche di tritolo sno collocate davanti alla filiale della Fiat e all'ispettorato di PS.
Simbolo: l'ascia bipenne nel solito cerchio bianco su consueto campo rosso; motto, quello delle SS: “il mio onore si chiama fedeltà”. 
Il 21 novembre 1973 il ministro dell'Interno Paolo Emilio Taviani decreta, in base alla legge Scelba, lo scioglimento di Ordine Nuovo accusato di ricostruzione del disciolto partito fascista; 30 aderenti sono processati e condannati, tra loro ci sono Graziani, Massagrande e Francia. Molti altri aderenti saranno arrestati e processati in seguito, Giovanni Ventura per la strage di p.Fontana, Delfo Zorzi, latitante in Giappone, per la strage di p. della Loggia a Brescia e er quella di p.Fontana, altri  per quella dell'Italicus. Rauti e' accusato e assolto per il golpe Borghese. Graziani fugge in Grecia e poi in Francia, Inghilterra, Bolivia e Paraguay dove muore nel 1996. 
Il 9 luglio 1976, il magistrato Vittorio Occorsio viene massacrato da Pierluigi Concutelli con un mitra Ingram di fabbricazione americana. Nell’auto del giudice vengono trovati 7 volantini siglati Movimento Politico Ordine Nuovo con il logo dell'ascia bipenne. Nella rivendicazione si legge: “la giustizia borghese si ferma all’ergastolo, la giustizia rivoluzionaria va oltre…”. 

 
da Mauro:

GIUSEPPE UMBERTO RAUTI

Detto Pino, nasce a Cardinale, in provincia di Catanzaro, il 19\11\1926, repubblichino, catturato dagli Inglesi finisce in un campo di prigionia in Algeria. A vent’anni fonda con Giorgio Almirante, Clemente Graziani e Julius Evola i Fasci d’Azione Rivoluzionaria, la prima formazione politica neofascista del dopoguerra. Sempre nel 1946 è tra i fondatori del MSI, nel 1954, quando Michelini assume la carica di segretario del partito, da vita al Centro Studi Ordine Nuovo. Nel 1956 esce dal MSI, fonda Ordine Nuovo e aderisce al “protocollo di Venezia”, un grande raduno internazionale di neofascisti nel corso del quale si cerca di dar vita ad un Partito Nazionale Europeo. Tra i firmatari del protocollo figurano Adolf von Thadden,  Oswald Mosley, Jean Thiriart, il conte Alvise Loredan, il missino Mellini Ponce De Leon. Quello che doveva essere un partito europeo si rivela con il tempo un coordinamento fra gruppi neofascisti e servizi segreti. Il 04\05\1965 interviene al convegno, finanziato dallo Stato Maggiore dell’esercito, sulla guerra rivoluzionaria organizzato a Roma dall’Istituto di Studi Militari Alberto Pollio, alla convention  partecipano alte cariche dello Stato, vertici militari neofascisti e imprenditori. Nella sua relazione: “La tattica della penetrazione comunista in Italia” denuncia il fatto che la classe dirigente del paese ha in mano, per contrastare l’attivismo comunista, strumenti politici, giuridici e istituzionali obsoleti. Definisce l’aumento di consensi elettorali del PCI frutto di una guerra sovversiva, una marcia, una strumentalizzazione dell’apparato dello stato che sfocia in una lenta sua conquista. Il 16\04\1968 organizza e partecipa con altri cinquantuno camerati ad un viaggio alla volta della Grecia dei colonnelli, nel corso della loro permanenza in territorio ellenico i neofascisti italiani vengono eruditi dagli esperti del regime  sulle tecniche di infiltrazione nei gruppi antagonisti. Viaggio, soggiorno e corsi sono offerti dalla giunta militare. Mentre  Rauti continua a far parte della schiera dei giornalisti  “militanti” di destra in compagnia di colleghi come Giannettini e Beltramelli, Ordine Nuovo compie attentati ai quali Pino si dichiara sempre estraneo. Nel 1969 si reca in Germania in compagnia di Giannettini, i due si spacciano per rappresentanti dell’esercito e del governo italiano, per l’occasione si fa immortalare in una foto che lo ritrae su un nuovissimo carro armato Leopard ancora coperto da segreto militare. Nel corso dello stesso anno, con l’elezione di Almirante alla segreteria del partito, Rauti rientra nel MSI, Graziani non lo  segue e con Mario Tedeschi, Sandro Saccucci, Pierluigi Concutelli e Elio Massagrande fonda il Movimento Politico Ordine Nuovo, del quale diviene segretario. Il 04\03\1972 il giudice Stiz emette nei confronti Rauti un mandato di cattura per gli attentati ai treni avvenuti l’8 e il 9 agosto del 1969, in seguito  l’incriminazione si estende agli attentati del 12 dicembre. Il 1972 lo vede anche eletto Deputato nelle liste elettorali del MSI, dove viene rieletto fino al 1994.  Nel 1974 in Portogallo con la “Rivoluzione dei garofani” che fa cadere il regime dittatoriale di Antonio de Olveira Salazar,  viene alla luce che l’agenzia di stampa portoghese Aginter-Presse altri non è se non una centrale eversiva internazionale neofascista. L’Aginter-Presse è collegata all’agenzia Oltremare di Roma diretta da Giorgio Torchia e per la quale Rauti lavora., tra le due agenzie esiste un vero e proprio rapporto di collaborazione riguardante “Lo scambio di corrispondenze giornalistiche, di notizie e documentazioni su alcuni paesi africani, l’aiuto reciproco sul piano delle relazioni internazionali nel quadro della lotta al comunismo, la partecipazione delle due agenzie alla realizzazione pratica di un centro di legami e  di coordinamento su scala internazionale, l’azione psicologica e di propaganda su piani operativi da definire”. Il 1974 è un anno gramo per Rauti che viene anche inquisito per la strage di piazza della Loggia, otto morti e cento feriti. Ad ottobre del 1979 si svolge a Napoli il XII congresso del MSI che vede rieletto alla segreteria del partito Almirante con 807 voti, Rauti che ne riceve attendere 236 è il nuovo vice segretario. Il 14\12\1987 si scontra con Gianfranco Fini per la guida del partito, pur ottenendo quasi la metà dei voti non riesce a spuntarla con il giovane rivale che conta anche sul l’appoggio di Almirante, già gravemente ammalato. Per avere la guida del MSI deve attendere il congresso di Rimini del 1990 ma la sua segreteria dura fino all’anno successivo quando il comitato centrale lo destituisce riaffidando il partito nelle mani di Fini. Nel 1995 si svolge a Fiuggi il XVII e ultimo congresso del MSI, nasce Alleanza Nazionale che cerca, almeno ufficialmente, di scrollarsi di dosso un’iconografia diventata quanto meno imbarazzante, su questo passaggio, rivolgendosi ai nostalgici, interviene tempo dopo Ignazio La Russa: Anche  chi come voi non condivise la scelta di Fiuggi, deve ammettere che è stata quella svolta a far si che si potesse aprire la pagina del revisionismo su ciò che vi sta più a cuore, sull’Italia fascista. Sottraendo il fascismo alla contesa politica lo abbiamo consegnato alla storia di questo paese. Abbiamo fatto si che potesse diventare un elemento di memoria condivisa e non una grande rimozione”. Tra chi non condivide la scelta di Fini c’è anche Rauti che abbandona il partito e dopo aver fondato  con Tommaso Staini  il Movimento Sociale Fiamma Tricolore  ingaggia con Alleanza Nazionale un querelle giudiziaria per l’uso del nome e del simbolo del MSI che termina con la sentenza del Tribunale Civile di Roma che da torto a Rauti.  Nel 2003 sempre il Tribunale Civile di Roma accoglie il ricorso di alcuni esponenti della Fiamma Tricolore e invalida l’elezione del comitato centrale del partito avvenuta nel 2000, Rauti dalla formazione fonda Movimento Idea Sociale con la quale stringe un accordo elettorale con la Casa delle Libertà. Il sodalizio con la coalizione di centro destra si scioglie nel 2006. Alle elezioni nazionali  del 2008 il MIS si presenta sotto il simbolo di Forza Nuova, Rauti, che non si è presentato come candidato, al ballottaggio per l’elezione del sindaco di Roma garantisce il suo appoggio al marito di sua figlia Isabella, Gianni Alemanno. Il 15\05\2008, a pochi giorni dal trentaquattresimo anniversario del fatto, il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Brescia Lorenzo Bennini accoglie la richiesta dei PM Martino e Piantoni, disponendo il rinvio a giudizio per concorso nella strage di piazza della Loggia per Rauti, Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi, Maurizio Tramonte, Francesco Delfino e Giovanni Maifredi.

DELFIO ZORZI

Noto come il “Samurai” nasce il 03\07\1947 ad Azzignano in provincia di Vicenza. Capocellula di Ordine Nuovo a Mestre gestisce ventenne gestisce una palestra di arti marziali, la Ronin kaj (Samurai errante), luogo sospettato di essere una copertura dove transitavano armi. Martino Siciliano, compagno di adolescenza e camerata di Zorzi, ne fornisce questa descrizione: “Aveva un carattere molto forte, spesso duro, era molto manesco e privo di quelle normali reazioni che in molti di noi sorgevano alla vista del sangue durante i pestaggi. Zorzi infatti si occupava anche delle punizioni da infliggere ai camerati. Era chiuso, introverso molto riservato. Portato quasi ad una specie di misticismo. Fu lui a far scoprire ad altri camerati il buddismo”. Allo studio del Bushido e di Evola Zorzi affianca quello dei timer e degli esplosivi, nel 1968 lui e Siciliano apprendono dal perito elettronico come costruire un innesco a tempo per attivare una carica esplosiva. Il 16\11\1968 viene arrestato per detenzione illegale di tre pistole ed un piccolo quantitativo d'esplosivo. Nel 1969 si trasferisce a Napoli dove frequenta il corso di lingue orientali, si laurea in lingua e letteratura giapponese. La sua tesi di laurea sul fascismo giapponese viene pubblicata anni dopo da le Edizioni AR con lo pseudonimo di Dario Zanchi. Digilio e Vinciguerra lo indicano come un personaggio legato ai servizi segreti, Zorzi, avvicinato da funzionari dell' Ufficio Affari Riservati del Ministero degli Interni, sembra optare per la strada più comoda e meno rischiosa per la lotta al comunismo. Sembra inoltre molto legato a Elvio Catenacci, questore di Venezia e successivamente vice capo della Pubblica Sicurezza, destinato a rimanere invischiato nella strage di Milano. Si trasferisce nel 1974 in Giappone, qui nel corso degli anni mette in piedi un impero miliardario operando nel settore della pelletteria, del duty- free e dell'import-export. Dal paese del Sol Levante collabora con il quotidiano della Democrazia Cristiana “il Popolo” per il quale scrive articoli che firma con lo pseudonimo di Alfredo Rossetti. Per conto del vicepresidente della DC Dario Antoniozzi stabilisce solide relazione con la destra del partito liberal democratico giapponese Nakayama. Dopo lunghe e complicate procedure nel 1989 ottiene la cittadinanza giapponese, assume il nome di Roi Hagen (origine delle onde) che in tedesco suona come croce uncinata, inoltre Hagen è l'eroe indoariano che preferisce morire che svelare i suoi segreti. Nel 1990 il giudice Salvini indica il Samurai come l'esecutore materiale della strage di piazza Fontana, fa richiesta di estradizione per il neofascista ma il governo nipponico la rifiuta. Protetto dal passaporto giapponese Zorzi decide di rendere delle dichiarazioni spontanee nella zona franca dell'Ambasciata italiana a Parigi, dove dichiara la propria estraneità alla strage, affermando che il 12\12\1969 era a Napoli, e nega ogni contatto con i servizi segreti. Nel 1993 presta trenta miliardi a Maurizio Gucci salvandolo temporaneamente dal fallimento. Nel 1995 la magistratura italiana lo condanna a quattro anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata all'evasione fiscale e alla contraffazione. Siciliano, divenuto nel frattempo collaboratore di giustizia, uno dei principali accusatori di Zorzi per la strage di Milano, riceve da Zorzi cospicue somme di denaro che lo sanno sparire quando viene chiamato a confermare le accuse nei confronti del Samurai. Successivamente in questo giro di soldi il pentito tira in ballo gli avvocati del latitante, i professionisti, Fausto Maniaci e Gaetano Pecorella (presidente della commissione Giustizia della Camera e difensore di Berlusconi nel processo SME) che per questo vengono indagati a Brescia. Siciliano dichiara di non avere mai incontrato Pecorella ma che i contatti erano tenuti da terze persone a loro volta indagati. Il 16\12\2003 il pentito si presenta in aula sotto scorta armata e afferma: “Sono stato minacciato. L'ho saputo dai miei familiari che a Mestre hanno ricevuto visite intimidatorie degli ex amici di Ordine Nuovo”. Zorzi vive in un quartiere esclusivo di Aoyama, “spara” raffiche di denunce per diffamazione a i giornali giapponesi e italiani, il suo nome è riconducibile società italiane protette da fiduciarie a cui Roi farebbe capo, le più note sono la Gruppo Pelle Italia e la griffe Oxus. Il punto vendita della Oxus di Milano si trova in Galleria Vittorio Emanuele, i locali sono di proprietà del Comune, parte civile nel processo sulla strage di piazza Fontana. All'inaugurazione del negozio partecipa anche il vicesindaco Riccardo De Corato di Alleanza Nazionale. Nel 2008 Roi Hagen è rinviato a giudizio per la strage di piazza della Loggia.