E' impossibile pubblicare tutto... Riporto alcune tra le parti che mi
sembrano piu’ significative, cercando di restituire anche (per quel che posso) un po’
dell’atmosfera in cui si è svolta la conversazione. Ghopal dice:
“…I tribali non daranno mai
credito ad un’ideologia totalitaria con un faccione (really big face)
che li sovrasti disciplinandoli ed uniformandoli a
una dottrina a loro estranea. Hanno gia’ le loro divinita’ e una
cultura che
non viene dall’istruzione scolastica, ma da tradizioni millenarie. Sono
gente
libera, che vive a contatto strettissimo con la natura, hanno la
liberta’
scolpita dentro e nessuno potra’ togliergliela. Se il governo indiano
li
avesse lasciati liberi di esistere a modo loro, la loro storia
sarebbe andata in un modo differente. Alcune tribu’ sono state
convertite
all’hinduismo o all’Islam, altre al cristianesimo, ma si tratta di un
sincretismo religioso con caratteristiche singolari, secondo i casi. La
maggior
parte poi ha le proprie divinita' e una spiritualita’ animista.… Sono persone
che, in
maggioranza, non sanno neanche dove si trovi l’India su una carta
geografica, dal
momento che non ne hanno mai vista una. E neanche Delhi o Kolkata...
No, certo
che non aspirano a vivere dentro un alveare…se si sono armati non lo
hanno
fatto per poter accedere ad uno stile di vita che non sara’ mai il loro,
ma perche’ il governo, che li ha sempre perseguitati, o ignorati –
e
quest’ultima cosa non e’ detto che fosse un male – , e' determinato a
strappargli le terre in cui abitano. In tante zone i militari e le truppe di
paramilitari, oltre a molestarli, hanno cominciato, ad uccidere le
persone
come fossero insetti fastidiosi; struprano le donne e incendiano i
villaggi in un
crescendo di violenza. La loro e’ una resistenza a una guerra
dichiarata e di
violenza estrema. Per i contadini poveri e’ differente, pero’ anche
loro sono
minacciati e insieme, tribali e contadini poveri sono oggi, i veri
ribelli che
animano per tutta l’India una protesta popolare inarrestabile.
Gli
adivasi sono esseri umani pronti a morire combattendo piuttosto che
consegnare
le proprie terre per andare a morire comunque nelle citta’, ma sono anche
pronti a
dare la vita per la liberta’ di esistere liberi. I maoisti sanno che
non hanno probabilita’
di successo se non accettano la cultura dei membri del loro esercito.
Assolutamente nessuna…Potrebbero anche avere in mente di prendere il
potere con
la forza ma, di fatto, lottano con noi per difendere vite estremamente
a
rischio”.

- Due domande: ritieni possibile che il
“progresso” dell’India possa avvenire solo
contrapponendosi ad altre modalita' di esistenza? C’è veramente un’irriducibile
opposizione tra “civilta’” e mondo pre-moderno, arcaico (per usare i termini che leggo
piu’ spesso sui quotidiani, qui, a Kolkata)? E ancora: Deepak
ti ha appena presentato come un luogotenente naxalita... Che significa? “La prima
e’ una domanda complessa. Potrei risponderti che ognuno ha diritto alla
propria storia e al proprio tipo di sviluppo, ma sarebbe una risposta solo “apparentemente”
accettabile. Infatti, e’ anche la risposta conclusiva di tutti i meetings sull’argomento
ai quali ho partecipato nei tempi in cui frequentavo gli studi. In realta’, si
trattava solo di raduni di rane e serpenti che prendevano molti soldi – e
molti ne prendeva l’Universita’ o la struttura ospitante – per parlare di
niente. E non concludevano niente...non potevano avere alcuna
efficacia sul piano pratico e queste frasi prefabbricate nascondono
sempre una menzogna. Non e’ affatto vero che ciascuno abbia il diritto di
svilupparsi a proprio modo…sarebbe vero in un mondo in cui non esistesse la
sopraffazione. Dove esiste una strutturazione basata su un
sistema di potere che oggi puoi definire liberismo, ma che, sotto altre
denominazioni, e’ esistito da un’epoca molto antica... e' come se l’albero del
pane fosse stato distorto e avesse continuato a infestare della
parola “dominio” tutto il terreno, distribuendo briciole, avvelenate della propria malattia, solo ai suoi
sottoposti. Io credo che debbano avere diritto pieno di esistenza libera solo
coloro che, di quel pane, non hanno assaggiato neanche le briciole. Liberta’ e liberismo
non coincidono, come sappiamo, ai padroni del mondo non deve essere piu’
permesso nulla. Il loro “progresso” e’ lo snaturamento dalle
radici umane dell’esistenza perche’ puo’ avvenire solo poggiando sulla schiena di
altri. Nessuna comunita’ tribale si muove in questo modo, i valori e contesti
sono tutt’altra cosa e non possono essere misurati col metro dell’arroganza e
dell’ignoranza di chi ha il potere. E’ quel tipo di “civilta’ del potere” ad
essere in aperta antitesi con valori che definisce “arcaici” per
denigrarli di fronte a una “splendente” modernita’.… ma stiamo parlando dei valori alla
radice degli esseri umani! In questo senso, questa “civilta’” e’ in
antitesi con la tradizione. Un’altra
civilta’ potra’ svilupparsi a partire da un altro
modo di concepire l’esistenza”. - In occidente, molti anni fa, si contrapponeva il mito del buon
selvaggio alla civilta’ moderna corrotta, ma anche questa era
una trappola.
Da cio' che dici mi sembra di capire che si tratti piuttosto di
qualcosa di molto piu' profondo, che ha a che vedere con la lotta
contro il potere da parte di chi lo subisce. Io non credo che il
termine “sviluppo” sia quello giusto, per me i termini
andrebbero ridefiniti tutti. Sviluppo di che? E per chi? Per che cosa? “Sono
d'accordo e tu hai afferrato molto bene il senso di cio' che ho
detto. E' proprio qualcosa di molto profondo quello che dovra' essere
portato a una nuova luce...Io
faccio parte di un gruppo di persone che si sono ribellate in un
piccolo
distretto del West Bengal (n.d.r. il nome
non lo scrivo, motivi ovvii). Anche il termine “luogotenente” e' sbagliato e andrebbe rivisto. Io preferisco definirmi un “nullatenente”!
(n.d.r. il gioco di parole e' possibile solo traduzione in italiano). Io e mia moglie siamo diventati contadini per
scelta e, da tantissimi anni, viviamo a fianco di una popolazione
tribale. Siamo
entrambi di Kolkata e non “figli della foresta”, ma ne’ io ne’ lei
avevamo piu’ una famiglia e ci e’ capitato di entrare in contatto con
la
resistenza di questa comunita’. Abbiamo imparato a vivere in un modo
differente da quello al quale eravamo abituati, ma non “sottosviluppato”.
Non concepisco la vita distribuita su una scala gerarchica, pur essendo
nato in una famiglia rigorosamente hindu. Io e Veka pensiamo che
possano esistere molti piani paralleli dell'esistenza, anche in senso storico, impossibili da paragonare uno all'altro. E abbiamo fatto una scelta”. - Si, ma le parallele non si incontrano mai... “No,
questo non lo credo. Il nostro e’
un caso particolare ma, in linea generale, penso che sia molto
importante che ci si possa incontrare nelle radici, per poi unirsi
nella concretezza della realta'. Se ciascuno si desse da fare principalmente
nel posto in cui e’ nato per ottenere che tutte le resistenze di tutto
il mondo possano entrare
in contatto tra loro ed unirsi, le parallele troverebbero un punto
d'incontro. So che e' il lavoro che state portando avanti e mi sembra
veramente importante. Per quanto riguarda la seconda
domanda... i naxaliti sono i ribelli dell’India
di oggi! E io sono un ribelle. I maoisti costituiscono una parte di migliaia di
organizzazioni che combattono, in India, da molto tempo prima della loro
comparsa. In West Bengal e in Orissa hanno spaventato molte
persone con una serie di omicidi
di quadri del CPM. Ma non credo che sia la strada migliore per mutare
lo stato delle cose. Quanto al Maoismo, quella pagina di storia e’
morta e
sepolta, anche se sono in molti a fingere che sia resuscitata”. A che scopo? “Per interesse!”. Prende con delicatezza un foglio di carta dal mio
block notes e fa una cosa che non mi sarei mai aspettato. Deepak e’ un ottimo
interprete, ma non credo sia un grande medico, perche’ la ferita di Ghopal
continua a buttare sangue; Ghopal ne
lascia cadere alcune gocce sul foglio e, ad ogni goccia, attribuisce un nome. “Ecco…ti
dico chi ne trae vantaggi… Il governo (una goccia). Cerca di terrorizzare la middle class, che sta conoscendo un benessere
prima sconosciuto e le upper classes, che hanno privilegi da sempre. Il governo
fa quello che fece Roosweelt per convincere gli americani ad
entrare in guerra contro la Germania…utilizzo’ i media per simulare che i
nazisti avessero in mente di attaccare gli USA…e’ anche quello che ha fatto
Bush II per avere il pretesto di attaccare l’Iraq…quello che fa continuamente
il governo centrale dell’Unione indiana per giustificare gli attacchi ai musulmani in India e in
Kashmir…e quello che, mi sembra, abbia cominciato a fare il governo italiano
per liberarsi di persone che gli sono scomode. Tutto questo gran parlare di Maoismo serve a stroncare i movimenti
di resistenza contadini e tribali. I media sono pagati per diffondere, attraverso i
loro canali, notizie sulle atrocita’ che avrebbero
commesso e ricondurre centinaia di movimenti a quell’unica
denominazione: “Maoisti”, o “simpatizzanti Maoisti”
per farli fuori tutti in un colpo solo. E’ veramente importante ripetere
che “naxalita” oggi significa solo ribelle e che non tutti i ribelli sono
maoisti. Prendiamo il caso di Lalgarh, a meno di 200 chilometri da Kolkata (Km.170). La JSW Steel sta impiantando li’ vicino un’acciaieria del valore di quasi dieci milioni di dollari. Dove c’è un
progetto industriale “devono” esserci
i maoisti. Cosi’ sono arrivati sul posto decine di migliaia di poliziotti e truppe paramilitari con l’ordine di uccidere perche’ la compagnia potesse cominciare a scavare.
Dopo la figuraccia fatta a Singur e a Nandigram, non distorcono
neanche piu’ trattati come il Land Aquisition Act . Ora vanno subito con i
militari e le squadracce, uccidendo e bruciando. La popolazione si e’ ribellata, e’ insorta. I maoisti hanno partecipato ad
una rivolta di massa i cui protagonisti sono stati i contadini poveri e le
minoranze tribali; hanno organizzato questa protesta conducendo la
lotta armata arrivando a dichiarare Lalgarh “zona liberata”. Hanno aumentato
influenza e potere, ma e’ anche vero che il
governo li ha fatti tranquillamente tornare nella giungla proprio mentre inseriva il Cpi (m) (n.d.t. Partito Comunista Maoista dell'India)
nella lista ufficiale delle organizzazioni
terroristiche...con licenza di uccidere o arrestare anche i sospettati
e i simpatizzanti. In realta’ sono fuorilegge tutte le resistenze
popolari definite tutte “terroriste” e fiancheggiatrici. E molti movimenti separati, fiancheggiatori dei maoisti, legati anche loro al Trinamool Congress... quello di Kobad Ghandy, ad esempio, o Chatradhar Mahato, recentemente arrestato… A Lalgarh ci
sono una
quantita’ di altre formazioni ribelli , e’
la popolazione che ha dimostrato di saper tener testa al governo!
Sicuramente
anche i maoisti, ma non solo loro! E la minaccia vera, e' il
terrorismo di stato, sostenuto dalle rane e dai serpenti
– ancora! – che invadono il paese. Altra goccia: le multinazionali.
Il CPM ha
ogni responsabilita’ dell’essersi alienato la propria base elettorale e
del suo attuale trovarsi sull'orlo del precipizio. La sua politica
sciagurata
lo ha portato a divenire schiavo (slave)
delle multinazionali e delle grandi famiglie di capitalisti e industriali
indiani e occidentali. Serpenti,
anche dell’India, che gestiscono imprese e affari in varie parti del mondo e non si preoccupano di chi c’è al governo, ne’
del popolo indiano, basta che gli si obbedisca e possano continuare a riempire
la loro pancia. Le grandi multinazionali
acquistano
i governi, pagano le campagne elettorali, i media, e le NGO
delle corporations, ma dietro tutto questo c’è un sistema
mafioso che ha terminali ovunque nel mondo. Ti dico una mia opinione
personale:
e’ proprio questo sistema che ha determinato la crisi in America e in
Europa.
Anche l’accanimento sull’industrializzazione dell’India perseguito dal
governo
centrale e, qui in West Bengal, da Buddhadeb Batthacharjee, non mi
sembra una strada
scelta per “sviluppare” il paese, piuttosto qualcosa di eterodiretto.
Ho sospetti, ma non ho prove...I nuovi corpi speciali di milizie armate
che il governo centrale e quello del West Bengal
stanno continuando ad approntare servono a liberarsi dei tribali e dei
contadini
poveri ...almeno, nelle loro intenzioni…
Non e’ una novita’, nel mondo, il fatto
che le foreste debbano essere distrutte per diventare sede di impianti
industriali, estrattivi, di coltivazioni legate al grande business
dell'agricoltura... insomma, tutte quelle strutture funzionali alla
“modernizzazione”. Pensa a cio’ che e’ successo in Brasile…Qui, le
aree
urbane sono state stravolte e il paradosso e' che la recente crescita
della ricchezza di alcuni, che ha accentuato in modo spaventoso il
divario tra
citta’ e villaggi... gia' non e' piu' sostenibile! Grattacieli in
citta’ e stragi di contadini e tribali nelle zone rurali e nelle
foreste... e un'economia che sta andando in panne...i processi della
globalizzazione hanno intensificato la
rapacita' delle corporations che, da anni, hanno firmato accordi con i governi
locali. I nostri boschi e colline sono bucherellati da un incredibile numero di “carote” attraverso le quali gli
ingegneri delle compagnie hanno da tempo trovato una quantita’ di minerali
preziosi…la giungla sembra la luna, con la differenza che la luna e’ disabitata.
Qui, invece, esattamente come in Brasile, gli abitanti di queste zone sono di
troppo. E’ importante sottolineare che i fuoricasta, i lavoratori, i
contadini, non sono in guerra tra loro e non c’è alcuna classe
operaia legata al mito dello sviluppo, anche a costo di allearsi
col gran capitale contrapposta a contadini e tribali. Questo tipo di
guerra tra poveri e’ un’invenzione. I poveri, fuoricasta, contadini,
operai, senzatetto, tribali, sanno benissimo che la mafia del capitalismo e’ il loro
vero nemico”. Mamata
Banerjee, (goccia) un’opportunista corrotta, un’arrampicatrice da circo senza alcun ideale che non il
proprio personale interesse; ha riportato un successone alle
ultime elezioni generali, e' diventata ministro delle ferrovie perché si e’ presa
il merito di aver difeso i contadini espropriati dai progetti
industriali del governo di Bhattacharjee...ha siglato un accordo che ha avvantaggiato il Trinamool Congress, si e' ammantata di
un consenso crescente per arrivare a vincere le elezioni dell’Assemblea del 2011. I maoisti hanno contribuito al suo
successo per ragioni strategiche. Ma, per loro, non e’ questione di vita
o di morte che il Trinamool vinca le elezioni del 2011. Mamata cerchera’ di gettarli a mare, se mai dovesse
vincere, ha voluto questa alleanza solo per opportunismo, ma ha
contratto con loro un debito che dovra' risarcire. Non investirei una
rupia
sulla sua “lunga vita”. In ogni caso, e' anche lei che ha contribuito a
dare loro
risalto e a farli emergere. Trovo assolutamente ripugnante
l’atteggiamento di quegli
intellettuali che l’hanno sostenuta per opportunismo o per
l’illusione di sostenere cosi’ le lotte
dei contadini…davvero ripugnante…serpenti…”
Interrompo: - Ma...anche Mahaswetha Devi ha votato per lei...lo sanno tutti... “Mahaswetha e' una donna molto anziana e non in buona salute. Lei e' una delle persone piu’
riconosciute da
cui Mamata ha avuto
supporto, dopo i fatti di Singur e Nandigram. Non so se il suo appoggio
sia stato dato proprio per favorire Mamata, quello che e' certo e'
che anche altri intellettuali continuano a sostenere apertamente questa ridicola trafficante che potrebbe diventare il
prossimo primo ministro del West Bengal. Sono serpenti, come ti ho gia' detto, e qualche rana...In ogni modo, le prossime elezioni vedranno una scelta “tra il diavolo e il mare oscuro”. Parlando in generale, se Mamata arrivera’ al potere nel 2011, non sarebbe da
interpretare come un verdetto “a suo favore”, ma “Contro il Fronte delle sinistre” (Left Front)...per la maggior parte, anche se non interamente... In Mamata, il governo
di Buddhadeb ha trovato un’opposizione “istituzionale” per la prima volta in 32 anni, “dal nostro punto di vista”, non cambiera' molto, nella sostanza... Da ultimo, i maoisti stessi (gocce) traggono vantaggio dalla loro stessa criminalizzazione. Ganapathy ha
rilasciato, il 17 di ottobre, un’intervista su Open magazine. Ha
ribadito le sue posizioni da anziano leader e un’ideologia totalitaria che non
permette dissenso, non persuade, contiene reticenze e bugie, lascia trasparire le connivenze col Trinamool Congress e persino col CPM…nessuno prende sul
serio tutto quell’armamentario di retorica e il suo esercito e’ fatto di
persone analfabete …dunque….si e’ trattato di un’operazione mediatica,
l’intervista potranno leggerla solo quelli che sanno leggere. E’ destinata agli alfabetizzati e, auto-attribuendosi importanza, facilita il progetto del governo, che e’
proprio quello di esagerare l’impatto del loro movimento in India. L’esercito
di Ganapathy lo ascolta e lo seguira’, ma solo finche’ si occupera’ di problemi
veri, concreti, vivendo e lavorando insieme a loro. I Maoisti sono un movimento
politico che cerca di organizzare una base composta da senza terra,
contadini poveri e adivasi, ma non potranno mai utilizzarli per
prendere il potere. E' questo il punto importante”. - Che
rapporto hanno, oggi, le persone povere col marxismo? “Questo
e’ un altro punto importante.
Non e’ la prima volta che vieni in Bengala
e sicuramente avrai visto, sui muri dei villaggi e a Kolkata, una
quantita’ di
simboli comunisti e tantissimi manifesti che
riproducono i
visi dei quattro santi protettori: Marx, Lenin, Stalin, Mao. Sono
sempre stati opera del governo e dei tantissimi piccoli partiti
extraparlamentari. Il governo soffriva di una qualche schizofrenia
perche' continuava a pagare
attacchini e cartellonisti senza smettere di definirsi marxista e, al
tempo stesso, si stava completamente vendendo: ora teorizza l’economia di mercato ed esalta gli investimenti
stranieri come mezzo per liberare le masse dalla povertà. E' diventato improvvisamente liberista? In realta', il Left Front, in West Bengal, ha deviato dalla sua ideologia gia' molto
tempo fa...da lungo tempo non e' affatto di sinistra, non ha piu' ne' princìpi ne' ideali, ne' ideologie. Adesso
sono i piccoli
partiti a continuare a riempire gli angoli della citta' con lo stesso
tipo di manifesti, per farsi pubblicita’ ed affermare che loro sono
comunisti sul serio. E i maoisti, ovviamente... L'India ha sempre tentato di industrializzarsi...il West Bengal invece, per tanti
anni, e' stato un posto dove una forma di statalismo ha
fatto fuggire le industrie locali perche’ i lavoratori erano organizzati in sindacati fortissimi.
Il governo sapeva di essere sostenuto dai contadini e il modo in cui
era arrivato al potere, percio' ha cercato per tre decadi di lavorare
soprattutto a favore delle campagne, anche se meno bene di cio’ che si
dice in giro perche' ha privilegiato alcuni distretti
rispetto ad altri. I contadini hanno continuato a votarlo cosi' alungo perche’
credevano in tutte le promesse che gli venivano fatte; speravano che,
prima o poi, sarebbero state esaudite...tutta questa mitologia del Bhudda
Rosso e’ sempre stata uno strumento per tenere tranquilli i contadini
piu' poveri che sono stati sempre discriminati e non hanno mai smesso
di combattere contro lo strapotere di “zamindar” e contro un sistema
che creava villaggi “quasi modello” e ne emarginava altri. Gli
Adivasi, poi... sono gli “abitanti originari” (dell'India),
ma gli indu' li hanno sempre trattati da selvaggi miscredenti,
perche' non hanno origini ariane e praticano
religioni differenti...non possono veramente essere inseriti nella
stratificazione della societa' indu'. La Costituzione dell'India li
definisce “scheduled tribes” (n.d.t. tribù inventariate),
per classificarli in qualche modo e riconosce loro alcuni diritti basilari; nei fatti
pero' sono trattati come fuoricasta. Il diritto di esistere e vivere nelle terre che abitano da
sempre gli viene riconosciuto solo per
scritto ...ma appellarsi alla Costituzione e' inutile, gli
indu' non li amano e non sarebbero per nulla dispiaciuti se
cessassero di esistere. Certo, parlo per la generalita' degli indu', ma
devi capire che questa societa' e' molto corrotta e molto chiusa
in se' stessa. Ora, dal momento che
c'e' questo nuovo benessere, la middle class teme che possa essergli portato via da
persone che considera in fondo dei selvaggi, proprio come li
consideravano gli inglesi ai tempi dell'impero britannico.” - Quando parli della “schizofrenia” del governo, intendi dire “trasformismo”? “Esattamente”. - Pero' non hai risposto alla mia domanda sul marxismo... “Ti avrei risposto, e' solo che...” Si volta verso Deepak , con un velo di disappunto: “Deepak! Il tuo impacco di radici non funziona! Devo aspettare di tornare a casa per essere medicato? Guarda, continuo a sanguinare...”. Io, che sono abituato ad interpretare le allegorie, penso che intenda dire chissache' e mi stupisco della risposta semplice dell'altro compagno: “Non ho altro...” “Non preoccuparti, passera' da solo”. Poi, si rivolge a me: “Ascolta,
io non mi permetterei mai di offendere, di denigrare in qualche
modo tutte le persone che, in tutto il mondo, hanno combattuto per
gli ideali del marxismo e ancora combattono...tutti quelli che sono
morti o che hanno passato la vita in carcere...I combattenti per la liberta' vanno onorati sempre. Anche io, da studente,
mi sono avvicinato alle teorie marxiste... siamo in West Bengal! Ora penso che, di quelle teorie, vadano salvati gli ideali, non l'impianto ideologico.
Ideali ed ideologia sono cose molto differenti. I primi ti
fanno andare avanti, la seconda ti irrigidisce in una serie
di regole che non e' poi troppo diversa da un impianto di casta. Leader
maximi, ministri e sotto-ministri, eserciti di difesa di qualcosa che
diventa cosi' lontana dal popolo...destinato solo a ripetere certi
slogans e supportare un impianto burocratico che non lo tutela piu'. Anche
la versione rurale del marxismo prevede una struttura rigida e non puo'
durare nel tempo perche' tutto cio' che e' rigido uccide, per
definizione, come anche tu mi hai detto. Sicuramente
quando esistevano ideologie contrapposte c'era almeno possibilita' di
scelta, oggi la scelta e' un'altra. E' quella tra una democrazia stanca, se pure mai esistita, e qualcos’altro che andra' a sostituirla. Sicuramente qualcosa che non nasca da intellettuali, bensi’ direttamente dal popolo.
Le popolazioni povere dell'India non hanno studiato i testi marxisti,
hanno solo creduto a chi gli diceva di essere dalla loro parte e, in diversi casi, lo era. La
resistenza rurale, pero'...qui e anche parlando in termini generali, ha
l’eterna forma della lotta dei poveri contro i ricchi
che esistono proprio perche’ creano i poveri.” “Te l’avevo detto che era la persona giusta
con cui parlare”, interrompe Deepak, offrendoci acqua pulita versata da
una brocca e bocconi di riso avvolti dentro una foglia.
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