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Da: http://www.unita.it 28 febbraio 2009 Pasolini assassinato dall’odio dei fascisti Tratto dall'Intervista a Dacia Maraini di Toni Jop …per quanto riguarda l’assassinio di Pasolini avvenuto nel
novembre del ‘75, eccoci alle prese con l’ennesima dichiarazione di Giuseppe
Pelosi, l’uomo a lungo ritenuto l’omicida e rimasto in carcere per nove anni,
che sembra confermare un quadro, la scena del crimine, così come molti di noi
l’avevano immaginata, temuta. Pasolini non sarebbe stato ucciso nel corso di un
alterco violento appesantito da uno sfondo sessuale. Pierpaolo, secondo Pelosi,
sarebbe stato massacrato da un commando di gaglioffi al grido “sporco comunista
frocio carogna”. Un omicidio politico, premeditato. Dacia, sorpresa? “Non direi. L’avevamo detto fin da
principio che non era lui l’omicida. Non aveva neppure una goccia di sangue
addosso, niente di niente. E tutti noi abbiamo pensato: non è possibile
uccidere un uomo che si è difeso, si è rivoltato contro l’aggressore o gli
aggressori e restare senza una traccia di sangue sui vestiti. Pierpaolo era
tutto insanguinato. Solo che...” Solo che? “Che quando c’è un reo confesso, e Pelosi si accollò
il delitto, le cose diventano molto difficili. La polizia ha tra le mani quello
che le interessa, fine. Era comodo avere un reo confesso, così non si andava a
cercare in giro...” Il signor Pelosi si è fatto anni di cella sostenendo
di essere il colpevole. Poi, a cominciare dal 2005, inizia a raccontare
un’altra storia e par che passo dopo passo tutto torni... ”Pelosi dice sempre mezze verità.
Si poteva capirlo prima che non parlava per paura. Se la polizia avesse
insistito nelle indagini, nelle verifiche, con lo stesso Pelosi, probabilmente
sarebbe riuscita a farsi raccontare ben prima la verità”. Ora la scena del delitto si inzeppa di un odio e di
una violenza ben connotati, allora come forse anche oggi... “Bisogna dire che esisteva nei
confronti di Pasolini una generale atmosfera punitiva, contraria alla sua
persona. C’era molta violenza. Ero con lui, per strada, in diverse occasioni in
cui fu aggredito verbalmente. Quelli che hanno cercato di farlo fuori non erano
solo quelli che lo hanno ammazzato..”.
Nell’estrema destra di allora... “A sinistra erano ormai finiti i tempi della scomunica morale. Tutti lo volevano dalla loro parte. I fascisti invece non lo potevano sopportare. Lui si diceva comunista, era dichiaratamente omosessuale. La sua radicalità politica contraddiceva, per loro, il suo edonismo. Si può accettare il radicalismo politico da un asceta, ma da un uomo in carne e ossa che dimostra di amare la vita...” |