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26 novembre GIORNO DEL RINGRAZIAMENTO
http://www.adnkronos.com/IGN/Video/?vid=3.0.2754073231
11 settembre di Mumbai ? Un'azione di guerra ha insanguinato Mumbai, capitale finanziaria, commerciale, economica dell’India, tra le piu’ popolose megalopoli al mondo (13 milioni di abitanti). Un attacco multiplo, coordinato e pianificato. Oltre una trentina di attentatori, con sostegno logistico nella citta', divisi in 3 commandos principali, ben addestrati e militarmente organizzati sicuramente da un esercito, ma …da quale? (proprio sicuri che l’opzione sia tra India e Pakistan?). Mumbai: è snodo di interessi strategici di India e Cina; paesi che, anche senza necessita' di ricorrere all'opinione del Nic (il Centro di Analisi dell’Intelligence USA) sono destinati a prendere la supremazia nel mondo di fronte all'inesorabile (ma ancora non vicinisimo e apportatore di altre catastrofi) declino americano.Circa 200 morti e 400 feriti dopo oltre 60 ore di guerra. Per la 1° volta vengono presi di mira cittadini occidentali, e si chiede il passaporto alle vittime (confermato anche da Rakesh Patel, uomo d’affari londinese sfuggito all’assedio del Taj: “era una caccia agli stranieri, chiedevano se avessimo passaporto britannico o americano”).
1° PARTE (fatti, considerazioni, ipotesi,
illazioni, condanne etc.) I FATTI, IN SINTESI, COME SONO STATI RACCONTATI (ormai noti a tutti, ma da tenere a mente)Dettagli nella pagina interna Dalle 22:30
di mercoledì 26 novembre, commandos
arrivati dal mare attaccano
Mumbai, prendendo di mira una decina di obiettivi, tra cui:
noti ritrovi di occidentali, stazioni ferroviarie, edifici nell'area
di Colaba-Nariman Point - stracolma di alberghi, ristoranti e altri
luoghi turistici - cinema, un ospedale, l'area di Crawford market, la zona
del Forte. Esplosioni, sparatorie e incendi seminano terrore e morte, devastano
ampia parte della citta’, concentrandosi poi sul centro culturale ebraico Nariman
House e su 2 alberghi a 5 stelle: Taj Mahal e Trident/Oberoi.
Alcuni europarlamentari riescono a fuggire, ma centinaia di ostaggi
in maggioranza non indiani restano intrappolati per 3 giorni. Con grande
ritardo, il governo invia l’Esercito e squadre speciali
anti-terrorismo che irrompono negli hotel liberando143 prigionieri. Nella
Nariman House, 5 ostaggi, tra cui il rabbino TRA LE CONDANNE Il governo britannico; George W. Bush: non esclude la matrice islamica e offre l'aiuto americano; Obama: Offre aiuto per far fronte agli attentati “...contro civili innocenti, che dimostrano la grave e urgente minaccia del terrorismo. Gli USA devono rafforzare le alleanze con l’India e con le nazioni del mondo per sradicare e distruggere le reti terroristiche”.(Napolitano, da Israele, condanna il terrorismo islamico. Fini: “la comunita' internazionale deve mantenere alta guardia contro atti di violenza gratuita, ingiustificabile che colpiscono popolazioni inermi”. Il Papa si appella perché si ponga fine a tutti gli atti di terrorismo che destabilizzano pace e solidarietà umana. De Gennaro: “ ci sono preoccupazioni anche per l’occidente, Italia e USA”). SOSPETTI Voci, illazoni, verita' ? I terroristi potrebbero essere legati ai pirati somali, l’attacco e' una vendetta per l'azione recente della marina indiana nel golfo di Aden; potrebbe essersi rafforzato un terrorismo autoctono; indizi portano al Pakistan: gli scafistisarebbero sbarcati da una nave pakistana, nei loro cellulari: messaggi e chiamate col Pakistan, coinvolti cittadini britannici di origine pakistana (smentito da Londra), hanno fucili in dotazione all'esercito pakistano e sostegno logistico della “marina” della Lashkar - organizzazione jihadi attiva in Kashmir considerata eanazione dei servizi militari pakistani -, da ultimo: l'unico catturato, Azam Amir Kasab, pachistano di 21 anni, sembra aver confessato che il commando pachistano ha ricevuto aiuto da residenti a Mumbai (di almeno 5 dei quali fornisce nomi e indirizzi) e il piano prevedeva l'uccisione di 5000 persone. SALE LA TENSIONE TRA NDIA E PAKISTAN. New Delhi accusa Islamabad, basandosi sulle confessioni del solo terrorista catturato vivo; Islamabad nega ogni coinvolgimento e minaccia di spostare le sue truppe dai confini con l'Afghanistan a quelli con l'India in caso che la crisi precipiti. L.K. Advani, capo dell’opposizione (Bjp), denuncia i buchi dell’intelligence. La polizia ammette di esserse stata colta impreparata (uccisi gia’ mercoledì 11 agenti e funzionari d'alto livello tra cui il capo dell’unita’ anti-terrorismo di Mumbaj, il commissario aggiunto di polizia e un altro esperto dell’antiterrorismo). Il ministro dell'interno, Shivraj Patil, si dimette (anche a seguito delle critiche della stampa indiana, rivolte sia al Congress - il partito al potere a livello federale - che all'opposizione ultranazionalista indu' del Bharatiya Janata Party (BJP). Le elezioni in India sono tra pochi mesi.
I MISFATTI La lunga scia di sangue. La tragedia di Mumbai non e' un evento isolato. Sono oltre venti gli attacchi che hanno insaguinato l’India dal 2001 a oggi (alcuni riportati nella pagina interna). In Pakistan, nel 2008, oltre 500 musulmani hanno perso la vita in 33 attacchi suicidi, il paese supera l'Iraq quanto a numero di tali attacchi in 1 anno. Ma e' ancora molto poco, se almeno si considerano (in ordine sparso), per quanto riguarda l'India: le innumerevoli morti per fame (di musulmani e indu') in diversi stati dell'Unione; i contadini costretti a coltivare prodotti da esportazione che non sono in grado di acquistare, suicidi a centinaia perche' rovinati dall'introduzione di pesticidi e OGM, uccisi dall'arsenico che avvelena i campi, massacrati dai governi nel tentativo di cacciarli dalle proprie terre per fare posto a multinazionali (il recente caso del West Bengal), etc. etc. etc. E, per quanto riguarda il Pakistan: i genocidi di civili operati dagli “sconfinamenti” per aria e per terra delle truppe USA a caccia di talibani, etc.etc.etc. Vandana Shiva ritiene il terrorismo e
attacchi come quello a Bombay, frutto di “una società geneticamente modificata”. Non lo crediamo.
Se lo credessimo, non nutriremmo piu’ alcuna speranza. Una societa’ e
un’umanita’ ad altissimo rischio, questo si’. Dove e’
urgente affrontare le questioni in modo non settoriale o localistico
perche’ una cosa e’ partire dal proprio specifico e un’altra e’ ignorare
l’intreccio complesso che si abbatte sul mondo e su ciascun individuo che lo
abita, forzandolo a una serie di “credenze”, di “abitudini mentali” che
scoraggiano l’azione e imprimono un marchio di falsa
“ineluttabilita’” agli orrori del quotidiano (vissuti in prima persona,
ascoltati o letti sui quotidiani). L'Ordine Mondiale e' organizzato
in Stati impegnati a creare nemici, utili a mantenere un potere
sanguinario, criminale, mafioso, deumanizzante, usando tutta la
violenza di cui sono capaci (enorme), spettacolarizzandola, soprattutto nei
momenti di crisi. Prime ripercussioni di quanto accaduto a Mumbai: inasprimento delle tensioni India-Pakistan, dopo la “confessione” dell’unico arrestato, ma l'accusa, formulata poi esplicitamente, era gia' nel primo commento del premier indiano (i “legami”esterni). Il Pakistan si trovera’ contro gli USA e l'India; 2 miliardi di musulmani in tutto il mondo, già vittime di stereotipi negativi e diffamati come intrinsecamente violenti, dovranno affrontare un ancor maggiore carico di pregiudizi. I riflettori del mondo sono nuovamente puntati sul “terrorismo islamico”, si torna a parlare di “scontro di civiltà”, come dopo l'11 settembre 2001; anche in l’India, c'è rischio che i musulmani debbano subire la collera degli indu'. Discriminati (il 33% vive al di sotto della soglia di povertà) con metà delle donne analfabete e oltre 1 quarto di bambini tra i 6 e i 14 anni che non hanno mai frequentato alcuna scuola, i musulmani indiani sono una cospicua minoranza alla quale e' impossibile rivendicare diritti. L'ipotesi di un “terrorismo” autoctono e' stata subito rigettata dalle autorita' indiane, ma se ne parlera' ancora. Anche perche' le elezioni per il rinnovo del parlamento federale sono imminenti. Il terrorismo e’ un progetto legato al potere e contro l’umanità, non una campagna portata avanti dai musulmani di tutto il mondo. E' urgente individuare i veri mandanti che, ben al di la’ di religioni ed etnie, sono sempre gli stessi. E sempre gli stessi sono coloro realmente in grado di sconfiggerli: quelli che da massacri e divisioni imposte hanno sempre e solo unicamente da perdere; quelli ancora capaci di immaginare e creare un mondo migliore. Conseguenze a breve e medio termine La tragedia di Mumbai e quanto sta accadendo oggi in Pakistan hanno radici lontane. Vediamo intanto una pista: (da leggere seguendo la progressione delle date)
Il Pakistan e’ importantissimo crocevia di tubature, sede di scontro tra colossali
interessi. Il 1° progetto (BTC) per unire
il Caspio al Mar Nero passando x Azerbaigian Georgia e Turchia, soprattutto
con l’aiuto della britannica BP, è stato realizzato senza grandi
difficoltà.
Robert B.Oakley è incaricato di riorganizzare
le istituzioni militari; Zalmay Khalilzad è ambasciatore degli
USA all'ONU; Il Pentagono, impantanato in Iraq, ha delegato l’occupazione
militare dell’Afghanistan ai suoi alleati della NATO. aprile
2008 (vertice di Bucarest) Per rifornire le truppe,
l’Alleanza atlantica firma un protocollo con l’Organizzazione del Trattato
di Sicurezza Collettiva. I rifornimenti sono condotti attraverso Russia,
Uzbekistan, Tagikistan. Il ministro russo degli Affari esteri Sergei Lavrov
commenta la facilitazione alla NATO con l’importanza della cooperazione
internazionale contro il terrorismo; l’ambasciatore Zamir
Kabulov dichiara a Vremya Novostei che l’interesse è
vedere gli Occidentali impantanarsi e morire in Afghanistan.
23 aprile 2008, in occasione del ponte di
fine settimana per l’anniversario della nascita del Profeta, sessanta autobotti
si accalcano al posto di frontiera di Torkhan. Gli insorti attaccano con
lanciarazzi e il tutto si incendia in un immenso rogo. Per
rendere piu’sicuro il passo di Khyber, gli Usa intensificano gli
attacchi con missili in territorio pakistano, facendo stragi di
civili, giustificati con la “caccia al
militante”. 27 agosto 2008 riunione (che avrebbe dovuto
rimanere segreta) a bordo della portaerei Abraham Lincoln nell'Oceano Indiano.
Vi partecipano: da una parte l'ammiraglio Mike Mullen, capo
di stato maggiore delle forze armate degli USA e il generale David Petraeus, reduce dall’Iraq, dall’altra il generale
Ashfaq Parvez Kayani, capo delle forze armate pachistane. Si parla
di terrorismo, ma anche dell’imminente elezion di Zardari a capo dello Stato. 3
settembre 2008 il Pentagono bombarda altri bersagli in territorio
pakistano. Nello stesso giorno, Yusuf Raza Gillani,
il premier pakistano, scampa a un attentato vicino
Islamabad. L’attacco e’ rivendicato da Muslim Khan sedicente
portavoce delle milizie talebane che operano
lungo il confine con l’Afghanistan: “per vendicare l'operazione militare nella valle di Swat e nella regione tribale. Ogni politica di chi oggi guida il Pakistan è contro
l’Islam e il Paese: persone che vogliono compiacere gli americani spargendo il
sangue dei nostri figli. I militanti talebani
colpiranno ancora Gillani e il suo governo fino a un deciso cambiamento
della politica filo-USA. Devono sapere che, se nostri figli non sono al sicuro
nelle loro case, anche gli esponenti del governo pachistano non potranno sentirsi mai al sicuro,
nemmeno dentro veicoli blindati o nei loro sorvegliatissimi palazzi”. 5
settembre 2008 Ali Asif Zardari , vedovo di Benazir Bhutto, è eletto
presidente. Un burattino degli USA. 15 settembre 2008 Il capo di
stato-maggiore degli USA, l'ammiraglio Mike Mullen effettua una visita a
sorpresa in Pakistan. Pretende che il Pakistan ceda il controllo del passo di
Khyber agli USA. Incontra nuovamente Kayani. 18 settembre 2008, a seguito delle innumerevoli crescenti
incursioni delle forze Usa in territorio pakistano che sterminano civili e
contadini suscitando la collera nazionale contro di loro e contro Asif Ali
Zardari, il neoeletto presidente (incalzato daalcuni tra i suoi generali) fa la
voce grossa: “Non permetteremo che forze straniere violino la sovranita’
territoriale del Pakistan in nome della lotta al terrorismo”. Riflette il sentire di tutto il popolo. Gli
USA rispondono sottolineando i “molto limitati” strumenti del Pakistan per la lotta al terrorismo e che, senza il loro aiuto,
potrebbe accadere qualcosa di molto brutto. 20
settembre 2008 Zardari pronuncia il discorso d’investitura davanti al
Parlamento, impegnandosi a sostenere gli sforzi del Pentagono contro i
“terroristi” afgani. I membri del governo invitati all’iftar (banchetto
serale che rompe il digiuno quotidiano durante il Ramadan) sono in massima
parte furenti perché il nuovo presidente non ha confermato l’impegno a
reintegrare i giudici della Corte suprema e ha lasciato intendere che
rinuncera’ alla sovranità sul passo di Khyber. Gli invitati erano il primo ministro,
Raza Gilani, il nuovo capodello stato, Asif Ali Zardari, e le alte sfere
militari. La cena avrebbe dovuto
tenersi all’hotel a cinque stelle “Marriott” di Islamabad. Poi, per
repentino cambio di programma, la prenotazione e' stata disdetta e si e' svolta nella residenza del premier,
a poche centinaia di metri dal Marriott. Erano tutti a tavola quando... un
attentato di violenza senza precedenti nel paese, devasta l'hotel Marriot di
Islamabad. Un camion-bomba, con carica esplosiva di almeno 600 kg di
TNT piu' diverse munizioni, scava un ampio cratere, uccide oltre 60
persone e ne ferisce 226. Nel folle groviglio di interessi
politico-economico-energetico-militari, il Pakistan e' il paese
strategicamente piu' rilevante per il controllo degli USA sul Medio
Oriente. Ma l'illogica rivendicazione alla sede di Islamabad
dell’emittente Al Arabica di un sedicente esponente di semi-ignoto gruppetto
fondamentalista iraniano: Fedayeen-al-Islam, rimbalza sui media del
mondo: e’ stato l’Iran. Subito:
affiliati di Al Qaida! Con
l’aiuto dei talibani, che smentiscono. Baitullah Mahsud, ex-detenuto a qualcosa di
molto brutto accade
Chi c'è, a questo punto, dietro l'attacco a Mumbai? C'è un scontro tra potenze, una in declino, stretta nella morsa di una crisi di proporzioni gigantesche e abituata a risolvere i propri guai con le guerre (un esempio per tutti: la 2° guerra mondiale, dopo la crisi del '29) e con ogni genere di mostruosita' ai danni del mondo; altre rampanti, altre ancora in gara per assicurarsi un posto in quel nuovo Ordine Mondiale che immaginano si sostituira' al primo. Potete provare a rileggere “Il Manoscitto di Braudel”, di Borges. Oppure immaginarvi un grande banchetto, con invitati “eccellenti”. Si suddividono i posti, qualcuno devono contenderselo perche' ambìto da un po' troppe persone. Faticano a mettersi d'accordo, il galateo salta, tentano di stabilire un ordine gerarchico, con capotavola predestinati, ma non funziona perche' in piu' d'uno vogliono essere “il primo”. Quando viene comunicato che la cena e' pronta, corrono tutti a collocarsi dove possono, per non perdersi neanche uno degli antipasti. Ma non sanno che il cuoco ha gia' tenuto per se' e per quelli con i quali ha cucinato, le porzione migliori. Non lo sanno perche' loro, gli invitati “eccellenti”, non frequentano le cucine, non ci mettono mai piede, ignorano da dove vengano i loro pasti, chi li prepari, chi li materializzi nel loro piatto. E' questo il limite che rendera' impossibile a nuovi e vecchi ordini mondiali di continuare ancora nel tempo.Ci saranno altre vittime, purtroppo. Considerando tutti “filistei”, quelli che si ritengono giganti trascineranno altri nella loro morte. Continuando ad immaginarsi piccoli e impotenti, alcuni salteranno sul carro dei presunti/presuntuosi vincitori e perderanno con loro. Al momento, e' possibile considerare la questione all'interno di un ampio contesto strategico. * Esiste da tempo una guerra sotterranea contro la Cina il
cui centro di gravità sono i giacimenti d’idrocarburi in
Asia Centrale, Medio Oriente e Africa e le relative rotte di trasporto. USA e India CONTRO Pakistan e Cina Gli USA sono impantanati e in serie
difficoltà. L'INDIA e' alleata con l’Afghanistan (e sta sviluppando
una strada che collegherà Herat, in Afghanistan, a un porto del
sud dell’Iran).
Fin dall’inizio della sua campagna, Obama ha posto la priorità sulla necessita’ per gli USA di maggiore sforzo militare in Afghanistan accusando direttamente il Pakistan e dichiarando che, se avesse vinto, vi avrebbe inviato nuove truppe per stanare i terroristi asserragliati nelle regioni di confine con l’Afghanistan. E intimando al governo di Zardari di dare nuovo impulso alle operazioni antiterrorismo pena l’ipotesi di un intervento militare in Pakistan e il ritiro dei milioni di $ in aiuti economici Il suo vice Joe Byden, lo scorso anno, da Presidente del “Committee on Foreign Relations” del Senato, defini’ Pakistan“il Paese piu’ pericoloso del mondo” e uno stratega del Pentagono dichiaro’: “Non possiamo sfuggire a un scontro col Pakistan, che ha la chiave del nostro successo in Afghanistan”. Anche per il capo della Cia, Michael Hayden, il Pakistan e' la piu’ grave minaccia terroristica per gli USA, ospitando nelle sue aree tribali i dirigenti di Al Quaeda. Haiden dichiaro' di “condividere col capo dei servizi segreti pakistani, general Ahmed Shujaa Pasha, molti punti di vista su come contenere la minaccia, nonostante le proteste in Pakistan contro i raid Usa oltre frontiera”. Per alcuni consiglieri di Obama: “Gli Usa dovrebbero negoziare con diverse figure dei talebani per scardinare la loro alleanza con al Qaeda”. 1 dicembre 2008 Obama comunica ufficialmente i nomi di
coloro che faranno parte della sua squadra
Hillary Clinton: Segretario di Stato; Robert Gates: capo del Pentagono; James Jones (ex generale dei marines ed ex comandante delle forze della Nato in Europa, amico del repubblicano McCain, partecipo' anche a un comizio con lui); Consigliere per la Sicurezza Nazionale; Susan Rice, sua consigliera in politica estera, nuovo ambasciatore all'Onu; Janet Napoletano, attuale governatore dell'Arizona, ministro per la Sicurezza interna; Eric Holder, ministro della giustizia. Molti incarichi di primissimo piano continuano a essere rivestiti da collaboratori di Bush: oltre a Robert Gates, tra gli altri: Ben Bernanke, che resta presidente della Federal Riserve, Robert Mueller, che resta il direttore dell’ Fbi, l'amm.Michael Mullen (scelto da Gates), capo dello Stato Maggiore delle forze armate, che resta alla difesa (e interlocutore su uno dei piu' importanti temi del programma di governo: la gestione delle guerre. (Mullen - il cui mandato scade nel 2011 – concorda sulla necessità di aumentare la presenza militare in Afghanistan, ma non col ritiro delle truppe dall’Iraq in tempi brevi). Se questi nomi sono - a dire poco- inquietanti, sono coerenti con le parole pronunciate da Obama durante la conferenza stampa a Chicago, nella quale ha annunciato le nomine. Obama non perde l’occasione per un messaggio al mondo niente affatto rassicurante, nel quale la nuova era, lungi dall'essere pacifista, si annuncia “americanamente” pragmatica. Parla di guerre e di terrorismo. La nuova missione di Gates sara' mettere “responsabilmente” fine alla guerra in Iraq attraverso una transizione al controllo iracheno”. L'attenzione e' spostata dall'Iraq all'Afghanistan “dove la guerra al terrore ha avuto inizio e dove va conclusa”.
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