osteria calcutta
MOVIMENTO RIVOLUZIONARIO POPOLARE

E' fondato nel 1979 da Paolo Aleandri e Marcello Iannilli.
La linea e' orientata al superamento dell'ideologia classica del fascismo.
La Commissione Stragi sancisce cosi' i suoi legami e il suo ruolo di branca armata di Costruiamo l’Azione:
“Gli attentati della primavera del 1979, rivendicati con la sigla "Movimento Rivoluzionario Popolare" e il logo del "mitra e della vanga incrociati" sono ideologicamente e politicamente riconducibili all’area di Costruiamo l’Azione, sia per diretto coinvolgimento nell’esperimento di aggregazione operato dal giornale, sia per la perfetta coincidenza tra la linea da esso sostenuta e la scelta degli obiettivi

Paolo Aleandri, pupillo di  De Felice, è infatti tra i fondatori di Costruiamo l’Azione. Iimplicato in vari attentati dinamitardi con il nome di copertura Maurizio, dopo l'arresto diventa un collaboratore di giustizia. Fu in contatto con la Banda della Magliana: “Conobbi, tramite Semerari Aldo, che me lo presentò, un personaggio di spicco della malavita romana, Franco Giuseppucci, detto il Negro. Mi chiese di custodirgli delle armi in un luogo a mia scelta. Componenti di CLA, ignorando la provenienza di queste armi, le prelevarono a mia insaputa. Quando Giuseppucci me le chiese, dovetti sostituirle con altre tra cui, non posso escludere che ci fosse il MAB poi  trovato al ministero della sanità, dove venivano occultate le armi della Banda della Magliana, di Egidio Giuliani e dei neri romani”. Per la sparizione delle armi Aleandri fu rapito da Abbatino e altri membri della Banda della Magliana e tenuto segregato 1 mese in una camera di un appartamento ad Acilia, "o le armi tornano al loro posto o Aleandri muore". Della liberazione si fanno carico Carminati, Pancrazio Sforza e Dario Mariano; una soluzione di forza si concluderebbe per loro in una carneficina, percio' decidono di trattare. Iannilli e Calore di CLA rimediano 2 mitra MAB modificati e 2 bombe a mano tipo ananas che scambiano il 30 agosto 1979 con Aleandri alla stazione di Trastevere, a Roma. Liberato, Aleandri e' obbligato dai camerati a tornare a Poggio Mirteto dove è nato; vi rimane un paio d’anni fino all'arresto, in seguito al quale decide di collaborare con gli inquirenti. Parla dei  rapporti di De Felice e Semerari con la camorra, della loro proposta di trovare un elemento per gambizzare un venditore d'auto napoletano dietro congruo compenso. Racconta dei legami di Semerari con gli ambienti dei servizi di sicurezza e fa piu' volte riferimento al colonnello Michele Santoro. E dell'incarico ricevuto da De Felice di tenere i contatti con Licio Gelli che incontra piu' volte presso l'hotel Exelsior di  Roma, a volte in compagnia del generale Miceli. Pur poco + che adolescente si rende conto di essere strumentalizzato da personaggi completamente estranei al suo progetto rivoluzionario. Oggi e' sceneggiatore di fumetti e collabora con varie riviste.

Marcello Iannilli e Paolo Aleandri...vi dice nulla la strage di Bologna ...?