osteria calcutta

Questo web non costituisce testata giornalistica etc. Recenti interferenze ci hanno indotto a registrarne i contenuti che non sono riproducibili; vi invitiamo a non inserirci tra i vostri links se non dopo averci contattato. Tutto cio' non ci piace, ma...  

Per il mese di luglio il web e' affidato a Michele Sferra

LUGLIO 2009

Non e' per nostra colpa, se qualcuno ci si riconoscera'. Neanche per nostro merito, ovviamente.
Questo paese non cambia mai. Basta sostituire qualche data, qualche contesto, e...

http://www.youtube.com/watch?v=2N1yAvFBC1s&NR=1

http://www.youtube.com/watch?v=iTZxdM47FvM

MAURO


- Manuelito, ammappete... che bella poltroncina...me pare il trono del pavone...che ci fai?
- L'intellettuale da salotto.
- E...si guadagna bene?
- N'antra vita, Miguel, n'antra vita!


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MURI A BERLINO

http://www.youtube.com/watch?v=Kehu8QBHCCk&NR=1


9 novembre 1989



Una nera, nera notte

9 novembre 1989, ore 18,53. Diretta TV. Gunter Schabowski, membro del Politburo del Partito Socialista Unitario della Germania e Ministro della Propaganda della DDR: Per accontentare i nostri alleati, è stata presa la decisione di aprire i posti blocco. (...) Se sono stato informato correttamente, quest'ordine diventa efficace immediatamente. 

Riceviamo e pubblichiamo:
di Emanuela Ferrara
Ciao, non ho fatto il tema sul crollo del muro di Berlino (all'esame), perchè mi è sembrato provocatorio e politicamente schierato. Si doveva dire che il comunismo era collassato insieme al muro e che ciò era sacrosanto, giusto e naturale. Attuare una provocazione in quel contesto mi è sembrato ridicolo. Ho visto da poco il web e vi mando quello che avrebbe potuto essere il mio tema. 

Innanzitutto, io lo avrei intitolato: Berlino, 9 novembre 1989: una nera, nera notte.
Io penso che smantellarono il muro per regalare al capitalismo milioni di persone uccise, strangolate dal libero mercato nei paesi del’Est. E penso che il muro di Berlino non sia crollato, piuttosto che sia stato comperato dagli occidentali, pezzo a pezzo. In tantissimi corsero ad acquistare un frammento di quel muro, sapendo che, con gli anni, avrebbe acquistato valore. Li chiamavano Mauerspechte (picchi del muro) quelli che venivano a prendersi piccoli pezzi per rivenderli ad un mercato senza storia (più’ che per souvenir), andavano proprio a ruba. Tutta la faccenda, io la vedo sintetizzata in due scritte:

1) Niente + guerre. Niente + muri. Un mondo unito.

Si trova, nei pressi di quella che oggi chiamano East Side Gallery, in Mühlenstraße, o più grande galleria di pittura all’aria aperta del mondo”. In effetti, sul muro crollato, si trovano oltre un chilometro di graffiti . La fase è bella, ma tanto semplicistica. Un mondo unito non può essere realizzato se non si attaccano e trasformano i rapporti di forza al suo interno. Se cioè la parte di mondo che sta sotto l'altra non rovescia le cose. Finchè questo non avviene, una scritta resta soltanto uno slogan, non funziona e tutti ne approfittano per mascherare dietro qualche slogan i delitti peggiori. Ad esempio, anche a Gaza, l’orrendo muro che cerca di sterminare i Palestinesi anche chiudendoli in riserve che ricordano ciò che fu fatto agli indiani d'America, è un crimine che continua ad essere permesso dai difensori dei diritti umani che inneggiano proprio, guarda caso, a un mondo libero, unito, senza più guerre (cioè a una pacificazione sociale decretata e controllata da chi è, per definizione, bianco, occidentale e made in USA). Non so chi abbia  realizzato quella scritta,  non credo comunque Keith Haring, forse un bravo ragazzo di passaggio che non sapeva di scrivere qualcosa che mi avrebbe fatto riflettere.

2)State lasciando il settore Usa

Qui si tratta della scritta su di un cartello.
Una come me, potrebbe pensare: che bello”!, ma le cose sono un po’ più complicate. A Yalta, nel ’45, la guerra non era ancora finita. Forse, il fatto che la conferenza si svolgesse nella residenza estiva dello zar Nicola 2°, suggestionò un po’ Roosevelt, Stalin e Churchill a prendere una serie di decisioni imperiali circa il modo in cui spartirsi l’universo mondo, a cominciare dall’Europa. Proprio nell'amena località della Crimea, misero in cantiere anche un successivo incontro per discutere su quella che sarebbe poi divenuta l’ONU (sigla che, al solo sentirla, fa stare male) e dotarla di un Consiglio di Sicurezza congegnato in modo da perpetuare un impero nei secoli dei secoli. C’è sempre bisogno di carrozzoni che supportino il Potere in baschetti blu e armi coadiuvandolo attivamente nell'attacco e nella gestione dei popoli vittime e avallandolo presso l’opinione pubblica.
Per quanto attiene al tema, gli alleati stabilirono che la Germania, come discutevano da tempo, fosse divisa in zone dalle quali ciascuno avrebbe potuto accaparrarsi il massimo a proprio piacimento. Del popolo tedesco non interessava nulla a nessuno. La Germania, con oltre 20 miliardi di dollari da risarcire, sarebbe stata smilitarizzata e smembrata in zone di occupazione gestite da ciascuna forza alleata. Berlino, occupata dalle truppe alleate, divisa in 4 zone amministrate da Usa, GB, francesi e URSS che (come deciso alla conferenza di Potsdam, sempre nel ’45) potevano derubare come volevano la propria zona per ripagarsi i danni di guerra. I vincitori non volevano la ricostruzione, se non a parole, di uno stato unitario perchè, già prima che fnisse la guerra “calda”, era iniziata quella “fredda”, tra USA e URSS. I tedeschi non avevano voce in capitolo, avendo perso una guerra voluta da Hitler che aveva fatto 55 milioni di morti e 35 milioni di feriti. Mica una sassaiola. Vivevano in una terra distrutta, città spettrali, una popolazione affamata composta di milioni di senzatetto per i bombardamenti a tappeto, oltre 10 milioni di profughi specie dall’Europa est, fame e disperazione, nel terrore di ciò che i vincitori  avrebbero deciso.




Dresda

L'integrazione delle 2 Germanie nei 2 blocchi contrapposti capeggiati dalle superpotenze USA e URSS fecero di questo campo di macerie e morti un oggetto di dominio e concorrenza.  L’URSS di Stalin aveva pagato il prezzo più alto in vite umane e risorse e continuò per anni a trasportare in Russia risarcimenti costituiti da fabbriche intere, macchinari e materie prime; l’immagine dei russi liberatori dal nazismo si appannò non poco. Gli USA volevano alleati-sudditi per la Guerra Fredda e, per trasformare la Germania in un proprio avamposto contro l’URSS, iniziarono quasi subito ad inviare decine di migliaia di pacchi che contenevano generi alimentari, medicine, abiti e ogni genere di merci, dal carbone ai macchinari. E poi chissà che, dal momento che, sugli aerei USA, non si sa mai bene cosa si trasporti e, nel dopoguerra (con quelli della Gran Bretagna sempre a rimorchio) ne volarono centinaia di migliaia. Massicci aiuti economici arrivarono dal Piano Marshall che, non a caso si chiamava “Piano per la ripresa europea”, strumento per riprendersi e perpetuare il dominio Usa sull’Europa e rendere le sue economie funzionali alle esigenze del sistema produttivo nordamericano. La Germania Federale, in breve tempo, tornò una forza economica, e negli anni ’50, ’60 e poi ’70 si parlò di Wirtschaftswunder (miracolo economico). La parte est della Germania non godeva invece di aiuti paragonabili e faticava a riprendersi. Standard di vita diversissimi spingevano centinaia di migliaia a fuggire dalla Germania est all’ovest, non per la conquista del west, ma perchè, già sedotti da ciò che la propaganda prospettava loro come il “benessere”, potessero finalmente esserne acciuffati. Ma non tutti fuggivano, in prevalenza si trattava di giovani con buona formazione professionale, laureati, tecnici specializzati, artigiani, creando ulteriori difficoltà economiche alla Germania dell'Est. Nel '49 si formarono 2 stati: la Repubblica Federale di Germania (BRD), e la Repubblica Democratica Tedesca. (DDR). Il confine fu  chiuso nel ’52 e la notte tra 12 e 13 agosto 1961 si diede inizio alla costruzione di un Muro che divideva in 2 Berlino, circondando i 3 settori occidentali, chiusi in territorio orientale. Dall'iniziale barriera in filo spinato si passo’ al cemento e 155 km. di ben 4 generazioni di muro sempre più rafforzato e protetto da recinzioni, trincee, torri di guardia e cecchini separarono Berlino Ovest da Berlino Est e dal resto della RDT. I punti di attraversamento erano pochi, i checkpoint si chiamavano: Alpha, Bravo, Charlie. Finì ad essere chiusa anche la porta di Brandeburgo.




Da Berlino est, migliaia di fughe rocambolesche: gallerie sotterranee, mongolfiere, etc.; acrobatiche: scivolando lungo cavi elettrici tra pilone e pilone etc.; praticamente suicide: gettandosi da finestre di appartamenti prospicienti il muro; dall'89, attraverso le ambasciate della Germania Federale a Praga, Varsavia e Budapest e attraverso l’Ungheria dopo che questo paese aprì i confini con l’Austria. Più di 200 persone vennero uccise e molti i feriti. Certamente in numero assai ridotto, ci fu però anche chi tentò la fuga dall’ovest verso est, approfittando del fatto che  alcuni punti del muro non si trovavano esattamente sulla linea di confine: a volte la frontiera era a diversi metri dal muro, come nel triangolo di Lennè (tra Lennè, Bellevue e l’Ebertstrasse), area che restò a lungo extraterritoriale.



In realtà, la vita a Berlino Est non era affatto squallida, e la Terra Sperata dell'Ovest non era neanche quella un paradiso, anzi lo era meno ancora. Negli anni, soprattutto i nordamericani snaturarono la loro parte di città rendendo le strade identiche a quelle di qualunque città occidentale e deprivandole di ogni atmosfera berlinese. Non fu l'inesistente miseria dell'Est, ma la propaganda a far sì che il Muro, simbolo della cortina di ferro e della divisione in 2 blocchi, divenisse simbolo dellaNavigazione “tirannia comunista”. Con la crisi del sistema sovietico, l'avvento in URSS di Gorbaciov a marzo dell'85 (Perestroika e Glasnost), le crescenti difficoltà politiche ed economiche per i paesi dell’est e, nella DDR, tentativi vani di sostituzione di vertici del partito e del governo, si arrivò a concedere ai berlinesi dell’Est di traversare il confine con la Germania Ovest.
Alle ore 18 del 9 novembre 1989
nel corso di una conferenza stampa, a Gunter Schabowski, membro del Politburo del Partito Socialista Unitario della Germania e Ministro della Propaganda della DDR, venne consegnata una velina con l'invito a diffondere la notizia.
Leggenda vuole che la velina non contenesse l’indicazione della data in cui il provvedimento sarebbe entrato in vigore. Alla domannda del corrispondente Ansa da Berlino est (Riccardo Ehrman), Schabowski rispose che, per quanto ne sapeva, il provvedimento aveva effetto immediato. In quella nera notte di pioggia, un diluvio quasi universale di migliaia e migliaia di berlinesi dell’Est allagò i checkpoint verso il settore USA e le guardie furono costrette a lasciarle passare. Mega concerti si susseguirono, tra i quali quello di Rostropovic e uno di  Roger Waters (ex bassista dei Pink Floyd) che interpretò The Wall dal vivo. La RDT cessò di esistere, l'abbattimento ufficiale del muro iniziò il 13 giugno del 1990 e termino’ in pochi mesi. Molti blocchi di cemento vennero distrutti; alcuni furono simbolicamente usati per costruire strade; 250 battuti all’asta fino a 250.000 marchi. La Germania fu riunificata e i 5 stati federali della DDR si ricostituirono e furono inclusi nella BRD tramite ampliamento della Grundgesetz (più o meno l'equivalente della Costituzione).




Ma i festeggiamenti davanti alla Porta di Brandeburgo durarono poco. I tedeschi dell’est compresero di essere stati occupati e annessi e, per chi arrivava da un sistema del tutto imperfetto, ma che garantiva piena occupazione e un minimo di dignità, fu difficilissimo ritrovarsi in una società capitalista, entrare cioè nella logica di un’economia anche questa di guerra perchè basata su un altissimo livello di competitività, sul libero mercato. La caduta del muro segnò la fine della guerra fredda aprendo ad aggiornati e reciprocamente soddisfacenti accordi tra superpotenze. Un popolo fu comperato col pretesto di riunificarlo, per riassettare l’ordine mondiale stabilitosi nel dopoguerra.

Pensandoci, era un tema attuale e non per questioni di ricorrenze. Il crollo del Muro può anche essere preso a simbolo del tramonto delle ideologie, cosa buona. Ma favorì una forte disillusione che continua a spingere verso ripieghi nel privato, in cerca di un benessere individuale e qualunquista. O, sul versante solo apparentemente opposto, irrigidisce nella conservazione di vecchi miti, presi per attuali. Il precipitato di tutto questo, è un mondo senza più senso, ridotto a migliaia di frammenti, spezzettato, crollato, dove una miriade di specchi deformano ogni immagine. Vergognosamente, dal 2005, anche in Italia, ogni 9 novembre, si commemora il  “giorno della libertà” e si indottrinano alunni di varie scuole attraverso l'esaltazione della democrazia occidentale. Un mondo schiavo pretende di insegnare cosa sia la libertà…la libertà del capitale cioè, che permette di morire di fame, in strada, senza assistenza medica, in mare durante traversate disperate, nelle carceri, nelle bidonville, nei territori della vergogna occidentale, dove la vita umana equivale a zero. Mi vengono in mente le magliette dei soldati dell'esercito d'Israele, con la scritta “colpisci una donna palestinese incinta: con un colpo, ne uccidi due”. Bella, la liberta' occidentale. Divide il mondo in popoli da eliminare e popoli da asservire. I primi li disintegra, ai secondi permette tutto, purche' sia svuotato di senso e non porti a nulla. Stimoli,confusione, merci, propaganda. Miraggi inarrivabili per alcuni, grande abbuffata per altri. Sono l’Occidente e l’Europa ad essere seriamente ammalati e crollati. Le persone che vi abitano hanno perduto il senso delle cose vere. Solo una sana, imprevedibile follia, un guizzo di umanita', un sogno realizzato, non la pesantezza bigotta, austera, para-scientifica, potrebbe farci riemergere dai crolli e tornare vivi. E l'edificare un muro invalicabile che ci separi per sempre dai concetti di libera impresa, spirito imprenditoriale, recupero di efficienza, esperienza tecnica e tutela della concorrenza. Intanto, per diversi sondaggi, a 20 anni dalla caduta del Muro di Berlino, non è sicuramente un caso che il 57% dei tedeschi che vivevano all’est, abbia forti rimpianti per il passato, nonostante il muro, le limitazioni di libertà e il basso tenore di vita (sondaggio commissionato dal governo federale all’Istituto Emnid pubblicato sul quotidiano Berliner Zeitung).

Il “Giorno della libertà”. Come quello “della memoria”, “del ricordo”, “dei cani”, delle “donne”...?
Spero di vedere, nel corso della mia vita, un giorno di libertà vera, che preveda anche la scritta “stiamo lasciando la zona Usa”. Insomma,  proprio tutt’altra cosa!.

Emanuela Ferrara
(foto e link inseriti dalla redazione del web)

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Personalmente, non mi sembra che questi giovani siano tutti da “aperitivi”. Mi sembra invece che, tra di loro, ci sia chi ragiona, si informa, pone questioni. Ho pubblicato il tema di Emanuela per intero perchè, che si concordi o meno, (personalmente non condivido diversi punti), non credo che in URSS si vivesse bene, neppure un pò. Al tempo stesso, però, apre una discussione non banale. Michele

- guarda che qui mica lo devi giustificare a nessuno perchè pubblichi una cosa...
- volevo ringraziare Emanuela...
- a beh, allora...
- perchè mi ronzi intorno, Bea?
- chi...io?...Volevo chiederti...insomma...sai per caso quando ritorna Paolo?
- perche? Non vado bene come sostituto?
- si'. siiiiiiii...ma Paolo quando torna?
- un mesetto. Anche meno. Ma mi ha incaricato di dirti una cosa: che lui, le ragazzine, non se le fila neanche di striscio.
- uaaahhhh...cattivo...uaaahhh...
- Santi Numi!!! Dai, che... tra una ventina d'anni... magari...
- uaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh...non lo pubblicare questo, non lo pubb...

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TUTTI SOTTO LO STESSO TETTO
(grande occasione sotto il cielo dell'Aquila)

Comincio con una domanda alla quale rispondere con assoluta sincerità. Chi, tra voi,  non è stato sfiorato neanche un attimo dal pensiero - difficile da trasformare in desiderio vero perchè davvero immorale e troppo umanamente scorretto - di vedere in televisione o leggere sopra un giornale che a l’Aquila, in questi giorni, un terremoto di magnitudine spropositata spazzasse via dalla faccia della Terra i “grandi” che vi si sono riuniti? Una vendetta tellurica, rivolta scomposta della tettonica a zolle che faccia franare una sull’altra decrepite figurine che “fingono” di incontrarsi, avendo già deciso tutto da tempo, gabbando tutti e con la prospettiva di farla franca ancora una volta? Non servirebbe a nulla, si sa, per una figurina sprofondata, ne riemergerebbe un'altra, non è così che si cambiano certe cose... è proprio un'idea inutile e cattivissima. Un pensiero orrendo, immorale e scorretto. Una fantasia alla quale avete apportato immediatamente tutte le correzioni del caso, salvando in ingegnosissimi modi i legittimi abitanti de L’Aquila, gabbati già da salvatori del nulla alla Bertolaso, da una protezione incivile che li tiene “in caldo” e in gabbia, imbottiti di “antidepressivi” di genere vario. Esseri umani proibiti al contatto diretto con quanti sono ancora tenuti militarmente “fuori” e possono vederli solo attraverso il filtro correttivo della TV. Hanno perso figli, amori, case, tutto. E la loro sorte resta incerta fino a che gli avvoltoi dell’edilizia speculativa (e non solo loro) si metteranno finalmente d’accordo e li promuoveranno “abbastanza cresciutelli” per concedere loro di poter smettere di fare i boy scouts assediati, intendati e sorvegliati in armi. 
Avevano previsto tutto, ma non il terremoto. Possibile? Certo, è strano. E, sulle ricostruzioni, fanno sempre i soldi. Non accade forse che si devastino paesi interi con guerre micidiali proprio per poterli ridisegnare ed edificare in un altro modo?. Se poi sono le catastrofi naturali e non gli eserciti a buttare giù tutto...meglio, molto meglio. Nessun sospetto potrà insinuarsi, neanche piccolo piccolo...



(Portiere del CON-DOMINIO)

Di arresti, yes we camp, Oxfam e altre cosette...

da Antonio

Prima comunicazione. Sono sulla A24 l’Aquila-Roma (prima del casello). Yes, they camp. Maxi scritta. Sulla collina di Roio, domina l’autostrada (mediatico per mediatico, il TG ne avrà parlato, ma - scommetto - non “buca” come Michelle Obama  e pure l’opinione pubblica è quel che è, false parole e false orecchie. E l’Aquila che pare Terezin). Che dire? Tanti bravi ragazzi che conosco credono in questa forma di protesta. Al massimo posso dirgli che quelli fanno gli ecologisti e voi le letterine di plastica…sono pure piu’ riciclabili. E nessuno mi prende su, guarda che coincidenza, proprio come nella canzone che avete messo qui, sul web. Vado spesso in sintonia col web. Vi scrivo col portatile e chissà se c’è qualcuno dall’altra parte che mi riceve e mi legge. Sono riuscito a entrare perchè c’ho n’amico, nessun problema. Però non ci capivo niente all’inizio. Il Forum di ieri si chiamava “Per la Ricostruzione Sociale” e già questo non mi piaceva, ma lasciamo perdere. Era nel campo del comitato 3e32, il nome è quello dell’ora in cui c’è stato il terremoto. C’era meno gente di quella che mi aspettavo, ho riconosciuto Rinaldini, il sindacalista CGIL che av…era stato buttato giù dal palco. E mi ha preso male perchè dove c’è CGIL prende sempre male. Quando il sindacalista della Fiom dice che “la crisi colpisce lavoratori e lavoratrici in totale mancanza di alternative concrete a difesa dei diritti del lavoro”, mi chiedo per cosa riceva uno stipendio. Comitati cittadini, associazioni, movimenti di territorio. Poi due tra i più spocchiosi giornalisti di 'sta sinistra che non c’è ma fa finta di esserci e mi ha preso pure peggio. Era tutto un parlare di democrazia, crisi, emergenza...ma si può uno appassionare a parole come queste, non lo so, ditemelo voi…A me sembra che qua si faccia un Forum nell’acqua (non so se conoscete questa espressione, è come dire: un colpo che non va a segno). Per fortuna ho incontrato un amico mio, un compagno di Vicenza che al Dal Molin fa le lotte ed è una voce ribelle- E' un grande e, a differenza di me, sa parlare. Lui aveva i biscotti e la birra, li abbiamo divisi. Poi ci hanno spiegato la logica del tanto peggio tanto meglio che io non ci credo proprio. Un giornalista dell’Argentina raccontava esperienze autogestite legate alla sciagura del Cromanon. Dicono che si sta applicando in prova all’Aquila la choc economy e io sono già chocchato di mio, sara' la birra. Il Forum è in alternativa al vertice dei Grandi, ma vedo quelli di Oxfam e intuisco...capisco...però lo scrivo dopo. 

Potevo scegliere: a) la società civile e i suoi movimenti, di questa società qui,  punto massimo della democrazia qui. b) l’illegittimo G8. Se scelgo la prima scelgo dal basso e se scelgo il secondo scelgo dall’alto. Però, a me, in questo caso, l’alto e il basso mi lasciano strano. Mi sembrano un po’...vabbè, che poi alla fine…Yes We Camp! Berlusconi avrà tradotto “tirano a campa’ ” e sai che risate si saranno fatti alla caserma di Coppito! 


Io, in camporella, ci andavo fino a che non ho avuto casa. Poi, scusa, chiedere una ricostruzione “altra”, partecipata, non imposta dall’alto mi pare un controsenso. Se una cosa la chiedo e non me la prendo arriverà sempre dall’alto e tutto il resto sarà un contorno di aggiustamenti, concertazioni eccetera e le imprese sono tutte solite imprese, non è che ce ne sono di migliori o peggiori, tutte tengono conto dei profitti - la logica d’impresa - e non della volontà delle persone. E quei docenti di economia e urbanistica, chi sono?...Mah! Li chiamano tutti cittadini e mi ricorda la rivoluzione borghese, invece della Comune. Il giapponese che voleva suonare il tamburello della pace vicino alla zona rossa per l’armonia tra tutte le religioni non l’ho visto. Ho parlato invece con tante persone, dell’Aquila e dintorni, tutte scontentissime perchè la ricostruzione non è mai partita e stanno nelle tende da 3 mesi in condizioni...

Cerimonie, cerimoniali e drammi veri. Intanto, mi arriva per sms la notizia degli arrestati di Roma.

Mandate pure in onda, si è fermata una macchina. Poi riprendo (magari correggo gli errori e qualcos'altro, meglio).

Seconda comunicazione. Un pezzetto l’ho fatto. Cercando l'impossibile, si può realizzare il possibile, chi si limita a ciò che sembra possibile non è mai avanzato di un passo (che poi è lo stesso di “Esagerate esagerate sempre: ecco l'arma ”, sui muri del '68). Bakunin mi è venuto in soccorso insieme ai ricordi di chi mi dice sempre: “se vuoi evitare che ti cerchino, cercali tu per primo”. Ha funzionato e, dopo che con la Polo ho fatto pochi chilometri, ho seguito l'indicazione e i Poli si sono bevuti una storia che solamente loro. Comunque arrivo a Roma anche se mi sa che ci metto settanta ore. Mi sa pure che avete sbagliato a mandare me perchè io non ho abbastanza cultura. Non lo so che significa “governance”, per esempio (ha che fare con Mary Poppins?).
Zanottelli ha detto una gran cosa: il problema centrale in tutto il mondo è il profitto, che è diventato più importante dei diritti e della vita stessa. Verissimo.
(Sto scrivendo fuori dall'autogrill, i miei portatori stanno prendendo il caffè in servizio. Possono? Forse si'. Almeno non si addormenteranno in macchina con me dentro).
L’Abruzzo del g8, sulla vetrina del mondo, sta in saldi di stagione. L’Aquila potrebbe diventare un’altra Maddalena per questi niente affatto pentiti e sempre impuniti. Ricostruiranno sulla pelle del popolo, scegliendo per tutti.
Ah, domani 3e32 e altri fanno un presidio di fronte alla Villa Comunale. Io torno, perchè sto al nero e non posso permettermi un'altra assenza (a fine mese però, libero come l'aria! E non lavoro più, torno io, me, ciò che sono).



Tutte queste manifestazioni dell’Onda, tutti quei fermi, gli arresti di studenti. Roma, Torino, Napoli. Uno spiegamento di polizia che definire esagerato è poco. Le grate mobili funzionano come navigatori satellitari a percorso deviato e i carabinieri in assetto antisommossa per così veramente pochi (cosa non torna?). Blocchi, scontri, blitz e soliti sequestri di armi improprie, che poi sarebbero tutto perchè, se ci metto un soldo di forza e due di mira... “Liberi tutti e subito!”. Liberi i “Siamo tutti aquilani”, bravi ragazzi in piazza contro 8 invasori, più delegazioni che compreranno una popolazione terremotata, alla quale non sono affatto graditi. Chiedono anche che siano scarcerati i 66 già arrestati in due giorni. 
E’ però un responsabile della Digos a occuparsi della sicurezza di p.Barberini. E non è un responsabile qualunque. Hanno scomodato un pezzo grosso...per quattro gatti. Perchè? Non è assolutamente previsto che qualcuno si faccia male. Ho un piccolo capogiro, sarà la birra combinata col sole.
E rivedo Carlo nel sangue.
Poi me stesso, al campeggio no global, subito dopo il g8 del 2001, a Sant’Angelo a Scala. Ero una tenda con le gambe, tanto era piccola quella che avevo rimediato. Me la rimboccavo alla vita e andavo in giro su e giù per la pineta. Casarini e Marina col suo filmato dei black bloc che andava 24 ore su 24, quelle due “ragazze” (che belle!) che parlavano d'India alla popolazione dei terremotati di Genova. Gessi, bendaggi, lividi, cicatrici fresche. Soprattutto un Sannita, grande come una montagna, fermo all'ingresso, che ripeteva, inesorabile: stu strunzo, ha fatto muri’ nu compagnoOgni volta che si entrava o si usciva dal camping, ti faceva passare sotto quelle forche caudine. Casarini era addolorato, sinceramente. Le pulzelle però se ne andarono col Sannita ad Acerra rinnovandomi la sorpresa e l’emozione provata quando mi avevano raccontato Calcutta. Erano le più vere di tutti, oltre che le più fuori di testa (le due cose vanno, spesso, di pari passo).
Ma erano proprio tutti veri aquilani” quelli che l’altro giorno difendevano un Abruzzo invaso dalla Protezione Civile che si sperimenta nel ruolo di truppa d’occupazione?



Guardo in Internet e faccio un riassuntino. Di sicuro non sono veri Aquilani quelli della corazzata inglese della solidarietà internazionale Oxfam International, nata ad Oxford nel 1942, durante la prima guerra mondiale, e residente ovunque. Accorpa 13 Ong con oltre 3000 partners e uno staff di 4000 persone impegnate in progetti in oltre 100 Paesi (ultimi inseriti: Giappone, India e Messico). Gestisce il 75% dei progetti umanitari nel mondo. Sbarcata ufficialmente in Italia  il 23 Gennaio del 2008 (ad Arezzo), in rapporto di partnership con Ucodep, Oxfam è tra le più potenti multinazionali della Terra. Opera in tutti i principali settori della cooperazione: aiuto allo sviluppo, lotta alla povertà, diritto all'acqua e altre priorità sociali, salute, istruzione, commercio equo e solidale, cambiamenti climatici e diritti civili. Sempre associando no profit a business colossali. Invade Facebook, YouTube, MySpace e Flickr.
La piccola Ucodep opera dal ‘76 in Italia e in altri 14 paesi nel campo della cooperazione allo sviluppo. Il suo presidente, Francesco Petrelli, oroglioso del rapporto paritario con Oxfam, con budget condiviso (tra le ONG confederate è l'unica a non essere affiliata, ma partner), l'ha sempre considerata un'occasione di crescita per il no profit italiano con nuovi standard e competenze in advocacy e campaigning  e per l'azione di lobbing. Per Jeremy Hobbs, direttore esecutivo di Oxfam International, l'Italia ha un ruolo importante nel G8 e nella UE e le sue posizioni in materia di commercio, politica estera e immigrazione incidono sulla povertà globale. Servono campagne professionali lavorando insieme alla società civile, un approccio spregiudicato e di rigore scientifico che fornisca dati incontrovertibili circa le cause dei problemi sociali, coinvolgendo media e giovani sui temi dello sviluppo. Intanto però, aderì subito Donato Di Gaetano, addetto agli Affari internazionali di Confindustria. Temi prioritari di Oxfam-Ucodep: finanza per lo sviluppo, servizi di base, raggiungimento degli obiettivi del Millennio. Oxfam non può raccogliere fondi, non essendo un ente registrato in Italia, ma... c'è sempre il c/c postale di Ucodep.  
Per i termini inglesi ve la vedete voi, quello che capisco io è che, insieme con questi, non ci prenderei neanche un caffè. Oxfam è, per il volontariato laico, quello che Sant'Egidio è per quello cattolico. E tutti e due, in politica, ragionano come l'Opus Dei. Sono due colossi  che stanno alla massoneria come i girasoli a Van Gogh, che sarebbe come dire: a pennello. Per quanto riguarda Sant'Egidio, Bush II°, in ogni sua visita a Roma, lo ha avuto come primo interlocutore calcando personalmente con gli stivaloni texani i gradini dell'ex convento delle Carmelitane scalze (tranne una volta, l'
8 giugno del 2007, quando Trastevere, già acquistata in buona parte - palazzi, locali, chiese - dalla candidata al Nobel per la guerra su cinque continenti, insorse con moto popolare spontaneo e Marazziti fu costretto a recarsi lui presso l'Ambasciata USA, il giorno seguente, per incontrare l'amico amerikano). Mano sul fuoco che Obama I°  farà lo stesso, anche perchè è un clone del predecessore.
Non si può controllare chi scende in piazza. Ma chi decide la
linea, forse sì. Non ci sono prove, anche se per me è già una prova il fatto che su tutto ciò non si indaghi, come fosse un'italica endemica abitudine quella alla mafia, alla massoneria, agli infiltrati. E invece no. E non è affatto un problema secondario. C’è Oxfam dietro questa vetrina di saldi di stagione. Oxfam come grande Fratello, figlio dello Zio Sam e Cugino di Campagne in materiale plastico. Insomma, tutto in Famiglia. In un Kolossal casereccio, da Cinecittà (non arrivò forse dagli Studios sulla Tuscolana la chiesa prefabbricata per la messa di Santo Chilosaforsemai per bestificare la città?), si è innestato l'assai più grande, Hollywodiano Truman show yankee. Roba da Golden Globe.
Storie di connessioni, partnership, vassallaggi. All’Aquila e nella valle dell’Aterno, la criminalità organizzata camorrista e mafiosa aveva infiltrato il tessuto economico e sociale ben prima del terremoto del 6 aprile e del G8. Cosche differenti di camorra e ‘ndrangheta (incluse quelle che gestiscono armi e droga nel pescarese), da anni, in Abruzzo, investono e riciclano. Passa di tutto tra una sponda e l'altra di un Adriatico al fosforo, all'uranio impoverito da ordigni sganciati per
esigenza operativa ineludibile dai bombardieri Nato nel corso di decine di migliaia di missioni contro l'ex Jugoslavia nella guerra al Kosovo. L’enorme business dell’emergenza e poi della ricostruzione di case, strade e infrastrutture - tutto da rimettere in piedi - è un'occasione ghiotta per aziende facenti capo a mafie di campagne coltivate con sementi della grande finanza distribuite da Usa + alleati a organismi geneticamente non modificati, gli stessi da sempre. Crescono e si riproducono su un terreno di connivenze entrato subito in azione. L’affare di milioni di euro dei bagni chimici nei campi, gli imbrogli nella gestione dei rifiuti, nella stesura di bolle d’accompagnamento, i sabotaggi di mezzi e di autopompe fin dai primissimi giorni, i tentativi di forzare la cassaforte della Procura...dove circolano molti soldi i controlli non vengono mai fatti e tutto passa sotto il nome di segreto di stato. Appalti, subappalti, aziende locali escluse e precedenti contratti della Regione Abruzzo annullati per favorire imprenditori amici e societa’ mafiose. Commistione di affari e di politica (Oxfam insegna e supervisiona). A L’Aquila, il presidio sulla legalità dell’associazione Libera fa tutto quello che può ma, per sminare questi fondali, servono sommozzatori. Sono sommozzatori gli aquilani?

(continuo poi. Rientro in macchina).

Terza comunicazione. No, gli Aquilani non sono sommozzatori. Difficile che, vivendo appollaiati sul Gran Sasso, si abbia familiarità col mare. E i  montanari, in genere, preferiscono le alture alle profondità. Pascolare bestiame, non tirare le reti. Soprattutto, L'Aquila non è - purtroppo - la città in rivolta che qualcuno immagina. L'Aquila e la Valle dell'Aterno non sono fucine di ribelli che siano insorti e abbiano creato una “comune dell'Abruzzo”, su modello, tanto per dire, di quella di Parigi. Da queste parti una calamità diciamo naturale ha fatto trecento morti e creato una frattura nella vita, individuale e collettiva, di migliaia di persone, un dolore che non serve a crescere. Non si cresce col dolore, si cresce attraverso la ribellione e la gioia. Non ci sono marinai di Kronstadt, ci sono persone umanamente ferite, umiliate e offese, costrette, orgogliose per natura, al ruolo di sudditi di potentati cercando invece in ogni modo di reclamare legittimi diritti. Questo non lo dico io, me lo dice Lina. L’ho incontrata all’uscita dalla tendopoli dove c’è in corso il Forum alternativo. E’ piccola, convessa, arrabbiata. Reagisce col rancore verso tutto il mondo alla morte di entrambi i genitori. Me lo dice spontaneamente, io non le avevo domandato niente. Fumiamo una sigaretta ai mezzi accovacciati in un angolo esterno della tenda. Poi in piedi, sembra che qui ingombriamo. Lei è proprio dell'Aquila, ma il 6 aprile si trovava in una casa di amici che si è misteriosamente tenuta in piedi (ma è stata dichiarata inagibile). Non li ha visti morire, li hanno recuperati dopo. “Mia madre aveva ancora un sorriso da regalarmi, davvero, giuro che sorrideva. Siamo sempre stati strani noi. In questo cazzo di città”. Le chiedo di parlarmi di questa città. “Ne faranno un supermercato, al g8. Tutto l’Abruzzo è diventato un supermercato, lo era pure prima e mia madre ci viveva male. Sono tutti commercianti e c’è gente ricca sfondata e profondamente razzista”. Io non sono d’accordo su questa cosa e glielo dico. “Ah, no?  Prova tu ad essere napoletano a L’Aquila e vedi come ti trattano. Adesso sono diventati tutti santi del paradiso. E si ritrovano in tenda con i rumeni, gli albanesi, gli africani, che prima li schifavano proprio”. Parliamo di come è cambiato il mondo e di una situazione che riguarda tutta l’Italia o, almeno, buona parte. Riesco a strapparle un compromesso. E' il mondo che non va, tutto quello che c'era di naturale e di vero viene travolto dall'avidità, il profitto come valore assoluto. Così, qui non è più terra di briganti. Adesso è terra di mafia.” Un ragazzo esce dalla tenda alternativa, si aggiunge a noi e parliamo dell'orgoglio abruzzese, di cui dicono tutti. Il compromesso raggiunto va in frantumi. Lina torna alle vecchia tesi: tutti commercianti. Giovanni cerca di spiegarle che non è vero, che lui ha conosciuto tantissime persone di valore, che affrontano con coraggio la tragedia. La invita a entrare, ma lei non ascolta più. Dice che torna in tenda, nella sua tenda, a guardare in internet. Mi ricordo di Michele (di Acerra) che si è ritirato da anni in una specie di casolare a fare ricerca sui banditi e sui lupi. Le chiedo allora di cercarmi qualcosa sui lupi della Marsica. Giovanni fa una faccia, come a intendere: Ma ti pare che, in questa situazione.... Lina mi dice che lo farà e mi chiede il mio indirizzo elettronico, se trova qualcosa di interessante. Va via e, con Giovanni ed altri, perdiamo un po' di tempo a non comprenderci.

Quarta comunicazione. Finalmente da casa. Sostegno e solidarietà non credo di averne data. Perchè non sapevo come. Accendo la TV e vedo le “8 signore” tutte a Sant’Egidio. Poi, mi dicono che Oxfam c’era anche ieri, a Roma, con mascheroni che riproducevano le fattezze dei signori 8. Niente cena, sono stanco, ma stanco a morte, comunque scrivo ancora qualcosa. Prima però, metto sul web il link alla lettera di Andrea Gattinoni. L'abbiamo già pubblicata, ma forse non è stata letta da tutti.

E’ stato bravo Gattinoni, ho visto con i miei occhi cose che avevo conosciuto attraverso i suoi. Una marea di  sfollati (70000), 35000 reclusi in campi-lagher di tende dove resteranno finchè differenti mafie, protettori e protettorati, enti locali e non, si metteranno d’accordo sulla spartizione dei fondi per la “ricostruzione”. Attendati invasi da sciacalli che contendono il loro sangue a pulci, zecche e pidocchi. E a tutte le sanguisughe che abitavano tende e terre d’Abruzzo da molto prima del sisma. Si diffondono gastroenteriti, polmoniti virali, dissenterie e tubercolosi. Come accade in carcere - ed è il peggio di tutto -, sei spersonalizzato, schedato, ridotto a un numero. Hanno usato bracciali di riconoscimento o da collo obbligatori o  tessere magnetiche con: foto, nome, cognome, codice a barre. Mancano le impronte digitali. Merce, sei merce.
“Possono venirti a trovare solo se hanno intenzione di comprarti (i signori 8) o di venderti qualcosa (i pusher)”, mi ha detto un’altra ragazza, si chiama Franca e viene da Bazzano. La ricostruzione è iniziata solo lì dove la si mette in scena per la passerella.
Bazzano si vede dalla statale 17 e, per i vip, hanno predisposto il tour alle macerie di Onna. Partiranno da Coppito, devono trovare il cantiere in corso e attendati tranquilli. Franca, dall'accampamento a Bazzano, e’ stata addirittura mandata via perchè lei, tranquilla, non lo è per niente. E' stata tra quelle che hanno contestato, a giugno, l’elezione di Miss tendopoli Abruzzo, organizzata da un’agenzia di moda necrofila. Del resto, solo gli appartenenti alle forze dell'ordine o alla Protezione civile avevano accesso nei giorni dell'allestimento del set. Stava al Forum proprio per denunciarlo. Ha una depressione attiva ed è imbottita di psicofarmaci, come tantissimi altri, quasi tutti. Ieri ne aveva presi in dose eccessiva, non è riuscita a fare un discorso in pubblico. Anche in privato, cioè a me, chiedeva in continuazione se la ritenessi fuori di testa. Le ho risposto che io, per i fuori di testa, ho un debole e lei era supercarina. E che, per me, la follia della disperazione, tra retate, armi, episodi di violenza e spersonalizzazione massiccia, è veramente umana, troppo umana. Non così quella del Potere. La protezione civile fa il bello e il cattivo tempo, ha paralizzato una città, gestisce fondi e tutto, ma le regole sono cangianti, oltre che insensate, valgono per giornate e per tendopoli: in tanti campi entri e esci solo con il pass, in altri neppure con quello; qui vietato volantinare; lì riunirsi in assemblea; lì ancora somministrare caffè e vino e devi disinfettarti le mani con l’alcool per poter accedere ad un vassoio di sbobba militare. Dicono: per evitare il diffondersi di epidemie. Ma delle condizioni igienico sanitarie dei campi, con decine in fila per bagni chimici che, col caldo che fa...ne vogliamo parlare? Arrosticini oggi, surgelati quando l’inverno portera’, come sempre, l’Aquila a moltissimi gradi sotto lo zero. Tutti ammassati dentro tendopoli-carceri di massima in-sicurezza, senza intimità possibile (ma dove fanno l'amore? E dove vanno per avere cinque minuti in pace, del tutto soli, proprio fuori da tutto e dall'inferno?). Il sogno di poter riavere una casa si allontana insieme a fondi spalmati dal 2010 fino al 2032! E a chi daranno le case? Il governo - ha scritto Andrea Gattinoni - prova come riuscire a tenere prigioniera la popolazione di un’intera città senza che trapeli niente all'esterno. Sperando magari che, in buona parte, si autodistrugga da sè stessa (aggiungo io).

Quinta e ultima comunicazione (scrivo al presente, anche se è già passato un giorno, perchè mi riesce meglio).
Luigi
è arrivato con una delle tante associazioni che costellano la sciagura cercando di dare una mano. Sta a Verona da qualche anno, ma è nato a l’Aquila, sperava di tornarci perchè qui ci sono i suoi ricordi d’infanzia e la sua famiglia. L’hanno scampata, a parte due lontani cugini che abitano a Roma, ma erano in visita a certi parenti. Sarebbero dovuti ripartire prima del sisma se una serie di coincidenze non li avesse fatti trattenere qualche giorno in piu’. “Quando la vita decide di allontanarsi da te, vince sempre lei - dice - qui adesso pare Gaza”. La prima affermazione non mi fa sobbalzare, è un punto di vista, non è il mio, ma lo rispetto. La seconda però, l’accostamento Gaza-Terra d’Abruzzo, la respingo. 
c’è un intero popolo assediato, affamato e massacrato con l’intenzione di sterminarlo per permettere un certo rafforzamento e avanzamento ad est 
.
Qui abbiamo un disastro diciamo naturale e poi una sperimentazione in vitro di come si possa realizzare un bluff mediatico colossale, facendo credere che una ricostruzione
mai iniziata proceda al meglio, con campeggiatori speranzosi e contenti ai quali sta ottimamente pensando il buon governo. Quando in tv e sui giornali si dice che qualcuno è tornato a casa, si tratta di persone che vivono in Comuni colpiti solo molto marginalmente dal terremoto le cui case sarebbero state agibili subito. 
Infatti, solo bugie. E, delle tante associazioni sparse sull’Appennino, non si parla mai. A parte che per diffondere l’informazione che sarebbero in combutta con i no global e che, tra gli sfollati, si siano infiltrati “provocatori” e strani volontari del Nord con cappucci neri e mazze ferrate pronti ad avventarsi sopra rovine umane e di calcestruzzo. Hanno volutamente creato un clima di allerta alla vigilia del G8. Diversi bar, tra quelli che si era potuto riaprire, hanno chiuso per il summit. Ci sono negozi dove il proprietario ha tirato giù la serranda e ci ha appiccicato un cartello: “in ferie per qualche giorno. Hanno arrestato dei ragazzi, come il napoletano di Insurgencia, per creare tensione e spaventarci. Si vede che gli facciamo paura”.
Mi accorgo che la risposta sul parallelo con Gaza è stata elusa. Sarà perchè porto la kefiah? Siccome resto sempre perplesso quando un compagno non risponde alle domande che faccio, lo incalzo. Luigi s'impappina.
No, sai, e' che...è come Gaza nel senso che qui siamo sotto un bombardamento di informazioni false e viviamo tra le rovine, come i Palestinesi...”.  Andrebbe ancora relativamente bene, se non aggiungesse: “Poi, qui noi siamo italiani, non beduini, sotto le tende non ci possiamo vivere...dobbiamo batterci per la nostra città, non possiamo farci carico, adesso, dei problemi del mondo. Mi accorgo di avere a che fare con uno della CGIL, quelli che avevano blindato, per paura di provocazioni no global, la tendopoli loro. Berlu$co', non te fa revede' a l’Aquila”, la conferma arriva da un bambino che passa travolgendoci con una bandierina sindacale e questa scritta sul retro della maglietta. Luigi lo conosce, è il figlio di un sindacalista venuto a Roma, a Montecitorio, con i rappresentanti dei Comitati aquilani. Chiedevano il rispetto degli impegni presi e protestavano contro il decreto Abruzzo sulla ricostruzione (con nessuna risorsa definita e nulla di vincolante), ma non riuscirono ad impedire che passasse. C'ero anch'io - dice Luigi - non vogliamo case soltanto, ma la riparazione di tutti i danni. Rimettere in piedi tutte le nostre attività produttive, soprattutto le piccole e medie imprese, che qui sono tantissime e servono al sistema paese. Poi il resto...questa città deve ripartire e sono necessari centinaia di milioni di euro, da dare direttamente a noi, non filtrati attraverso attraverso clan e speculatori

Io non posso e non voglio incazzarmi con qualcuno che si trovi in posizione di inferiorità - ha mezza famiglia in camping e l'Aquila è la sua città - però per me lo fa Gianni, che mi ha raggiunto da una tenda che doveva essere lontana come il suo Dal Molin per quanto tempo ha impiegato a ritornare. Riesce invece, in tre minuti virgola trentadue, a dargli dell’integralista, dell’eurocentrista, dell’euroimperialista, dell'infinocchiato da Obama, del servo dei servi, del finto sostenitore dei Palestinesi, del fiancheggiatore di traditori e del narcisista autoreferenziale senza speranza. Luigi se le prende tutte che pare un pungyball. Io mi guardo in giro. La delegazione No dal Molin e i collettivi di Napoli si è unita ai ragazzi e alle famiglie dei Comitati di “L’Aquila agli aquilani” per cercare insieme di organizzare per loro stessi una vita migliore ”. Il 3,32 si dà da fare e dice: “Vogliamo progettare assieme il nostro futuro”. Hanno idee grandi, ma costrette dentro scarpe da nanerottoli. E questo mi dispiace, anche se molti tra loro sono giovani e, se c'è stoffa, verrà sicuramente fuori. Rispetto alla manifestazione del 10 luglio, qui all’Aquila (Cobas, Cub-Rdb e Sdl),  c’è chi non parteciperà, chi crede che sarà una mobilitazione eccezionale; chi si augura una marcia bella e pacifica. Quelli di Casa Pound, allontanati dal campo di Poggio Picenze, ancora non se ne vanno, ma per intrallazzi loro perchè non sono stati ordinati scontri, meno ancora che qualcuno ci resti. 

Tutti concordano col dire che le casette - che poi dovrebbero ospitare solo un quinto di senza tetto  - non saranno pronte prima delle gelate. Si sa, hanno speso milioni per il g8 e i finanziamenti sono venuti da trattative sigillate dal segreto di Stato. Quelli di Coppito hanno 6000 climatizzatori e tutta l'organizzazione è in mano a uomini dei Servizi, non soltanto italiani. A noi hanno dato qualche fazzoletto parasole e a Coppito i migliori mobilieri d’Italia”, dice Luigi, che non risponde mai a tono, ormai l'ho capito (dei mobilieri, lo sapevo. Era stato annunciato all’incontro annuale dei giovani di Confindustria). Anche Gianni lo guarda, perplesso.
Sì, c
i vorrà tempo per la “ricostruzione” di una situazione drammatica, totalmente irrisolta. Prima di allora, succederanno molte cose. Non saremo più solo noi (ed è un noi che vale per indicare una rete di persone) - seguiti dai fasci, primatisti delle scoperte del giorno dopo per gabbare chi li ascolta - a denunciare la foto taroccata di Neda, il sangue da Morgan's paint sparso dal medico di giorno e agente CIA di notte a Teheran (di sangue ce ne intendiamo assai, e non per nostro merito). Forse Obama farà un passo clamorosamente  falso, cioè vero
U
na vecchietta potrebbe ricevere una dentiera a tutto sorriso come quelle che sanno realizzare solo gli odontotenici della Casa Bianca. Ma intanto molti altri, sicuramente, sicuramente proprio, si saranno fatte le zanne tutte d’oro.
Antonio

(Per la prima volta, e in via del tutto eccezionale, abbiamo dovuto operare una assai sommaria correzione delle bozze del precedente articolo poiche' il testo ci è arrivato quasi indecodificabile per problemi tecnici finalmente risolti. L'articolo è stato letto e approvato dall'autore).

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Qualche e-mail di pubblica utilità

- sabato 11 luglio 2009 - Il Manifesto, pag. 4-5. Grande foto e  ben più di una manchette pubblicitaria in onore di Oxfam Ucodep. In linea...Wanda

- Un *piano Marshall per la Palestina?* Ho sentito bene?

- L'Aquila svenduta e poi lottizzata tra le nazioni del mondo ancora purtroppo vincitore. La divideranno in settori come fecero con Berlino Ovest? Faremo Muro. Giò

- Vi seguo da sempre. Al principio cercavo di capire oltre le parole, ma non ci riuscivo oppure facevo delle fantasie delle quali  non potevo essere certo. Mi succede ancora però posso dirvi una cosa, che avete creato un modo di fare informazione e di comunicare veramente originale, grandioso perchè non è imitabile. A me ha cambiato proprio il modo di guardare le cose e mi sento molto più libero. E imparo ogni giorno. Si capisce che c'è una regia attenta e una grande esperienza di vita e di lotta. Se c'è un difetto è solo uno: date assuefazione!!!!!
P.S. Vorrei condividere con voi almeno una canzone. Grazie. Riccardo (tel.***)
http://www.youtube.com/watch?v=fhD4xF-zD80&feature=related

- Sto scrivendo un libello sul Salvator Mundi italiano. Vi allego in esclusiva i titoli dei paragrafi (ma sul NOSTRO web pubblicateli pure!). Un abbraccio solidale. Natalia Manfredi 
1) Un capo protettivo e molto civile
2)
Malattie tropicali a Liverpool?

3)
Ceffi di New York

4)
Jubilemos
il mio compagno e' uno scrittore, ma,Di trasformarsi da schiavi in
5) Simone, Sindone e Sigonelle
6)
Uno tsunami di incarichi

7)
Agenti virali trasmissibili

8)
Da Albert Schwaitzer ad
Arnold Schwarzenegger  (i tempi cambiano, i miti invecchiano) 


VOGLIAMO SEMPRE LA LUNA DENTRO AL POZZO
(E UNA STELLINA )


E infatti, è così. Ma non è quella che penseranno in troppi.

Riceviamo dall’Associazione A SUD un invito e un comunicato contenente 5 proposte (...) sul clima, la povertà, l'ambiente e le migrazioni per affrontare e risolvere le crisi, dopo i proclami vuoti, inefficaci e sterili presentati dai governi riuniti a Coppito per il G8. Nel Comunicato si sottolinea che le proposte sono già condivise da centinaia di milioni di persone in tutto il mondo, dalle organizzazioni indigene e contadine e dalla società civile (tra cui anche National Alliance of People Movement, India) e si annuncia, nell'occasione della Conferenza Stampa del 10 luglio all'Aquila, la consegna ai familiari delle vittime del terremoto di una lettera di solidarietà e sostegno da parte delle popolazioni indigene latinoamericane e dei movimenti indiani. 

Il testo del comunicato denuncia l'assenza al G8 di umanità, popoli, diritti, giustizia e Terra, la totale incapacità e non volontà di tutti i governi presenti ad affrontare la crisi provocata dal presente sistema economico e la perdita dei principi di democrazia e partecipazione; le sterili dichiarazioni d'intenti avanti a minacce come distruzione della natura, povertà, fame, cambiamenti climatici, migrazioni ambientali, conflitti sociali ed economici, disoccupazione e precarizzazione della vita, distruzione di beni comuni non rinnovabili; il fallimento dell'attuale governance mondiale e di ogni promessa di benessere e sviluppo attraverso politiche e scelte delle grandi istituzioni internazionali, commerciali e finanziarie insieme ai governi del G8, a spese dei popoli e della natura, con arricchimento di poche imprese e impoverimento di miliardi di esseri umani, elevando il profitto a unica intoccabile stella polare a scapito dei diritti umani e di quelli della natura. La risoluzione della crisi è individuata nel buon senso, la buona volontà e soprattutto nella rinuncia all'arroganza di un modello economico e sociale sempre più razzista, dannoso e insostenibile per i viventi e per il pianeta.

Le 5 proposte*riconoscimento dell'acqua come diritto umano inalienabile ed universale e non merce *istituzione di una Corte Penale Internazionale per i crimini contro l'ambiente *uscita dal WTO delle politiche agricole ed idriche *fine delle produzioni di biocombustibili e dell'agrobusiness *riconoscimento del debito ecologico del nord del mondo nei confronti del sud del mondo

Il Comunicato è inserito tra queste 2 frasi:
a)
G8: LORO SULLA LUNA, NOI SULLA TERRA
Tornare TUTTI GIU’ PER TERRA (richiedendo all'opinione pubblica internazionale di discutere e prendere in considerazione le 5 proposte).
b) Non c’è più tempo per rimanere sulla Luna. Noi che siamo sulla Terra vogliamo costruire un presente capace di sostenere il futuro.
*****
Nel totale rispetto del lavoro di A SUD, il comunicato si presta ad una risposta valida per tutte le associazioni, Ong, etc. che ci scrivono.
Saltiamo subito i cari e care che ci disgustano tanto quanto il salmone con le mandorle, gli aperitivi, i citrulli di Alberobello e di tutt'Italia + mondo e veniamo al dunque, come si fa tra compagni e non tra parvenues. Evitiamo pure i compagni e compagne, che è lungo, inutile e puerile (ed esclude i trans. Ci ha mai riflettuto nessuno?). Abbiamo abolito da tempo - per quanto mi riguarda: da sempre - il politically correct e parliamo con spontaneità e franchezza. Vi invitiamo dunque a sedervi al tavolo di quest'Osteria, dove il linguaggio è poco educato, e si straparla un po', ma si dice ciò che si pensa.
Offriamo noi.
Parto dalle 6 proposte
concrete”, tutte inerenti al disastro ambientale in corso e alla  necessità di arginarlo e di ristabilire un corretto rapporto uomo-natura:
1) riconoscimento dell'acqua come diritto umano inalienabile ed universale e non merce. Massimo accordo. Si tratta di un diritto primario, perciò tra quelli veramente comuni a tutte le popolazioni ed etnie, indispensabile alla sopravvivenza. Ma: qual'è, a questo punto, l'Autorità internazionale che dovrebbe riconoscere tale diritto? Se i governi riunitisi per il G8 hanno escluso diritti e popoli dalle loro conversazioni e le loro politiche si risolvono in sterili dichiarazioni d'intenti (e su ciò concordiamo, almeno per 7 di loro), allora per Autorità internazionale si intende qualcos'altro. Noi riconosciamo un'unica Autorità: quella di classe. Traduco: stiamo parlando dell'Autorità di tutti i popoli oppressi e, all'interno di ciascun popolo, dei settori sociali che vanno sotto il nome generico dipoveri. Ci siamo presi più volte - da paperoni, borghesi e traditori - l'accusa di pauperisti e proprio non ci interessa.
Tutta la storia del mondo può essere intesa come la lunga guerra dei poveri contro i ricchi, degli sfruttati contro chi li sfrutta. Queste categorie sono state codificate in classi la cui composizione è in parte cambiata per il progressivo immiserimento di interi settori sociali in più parti del pianeta e per ricadute varie di un sistema che, con sfaccettature differenti, andando proprio al nocciolo dell'atomo, è sempre lo stesso. Questo ha fatto immaginare a più di un citrullo occidentale in vena di neologismi che il concetto stesso di classe non sia più valido, essendosi le classi ormai dissolte nella fluidità del neoliberismo (frantumazione del welfare, dissoluzione dei legami sociali, lavoro immateriale, dislocazione di lavoratori etc.). Così ragionano intellettualoidi di questo paese, in corsa verso gli atelieurs del pensiero alla moda. Il concetto resta invece valido, qui e in tutto il mondo: stiamo parlando sempre di sfruttati contro sfruttatori. Noi la nostra parte l'abbiamo scelta da tempo. Il punto è: come fare in modo che questa Autorità si esprima direttamente - non tramite portavoce - e abbia reale incidenza su decisioni che sono in mano al nemico? Solo per un esempio: come evitare un altro Ecuador? Su un versante solo apparentemente differente, il punto è: come rispettare, come lottare insieme senza sovrapporsi? Un tempo, brigatisti internazionali, comunisti e anarchici, diventavano rivoluzionari di Spagna. Oggi...?
L'acqua è sicuramente un diritto umano trasformato in merce. Ma non è l'unico e non è tutto. Sono proprio i diritti umani ad essere stati trasformati in merce, presi singolarmente e anche come degli apriori. In nome di questi stortissimi diritti sono stati commessi sempre i peggiori tradimenti e i più efferati massacri. Sono stati utilizzati per giustificare i colonialismi di tutti i tempi, dalle guerre infinite risalendo su su fino ai crociati bianchi e cattolici e, per quanto riguarda i protestanti, sarà pure il caso di dire, senza neppure tirare in ballo Max Weber, che l'arroganza e la vanagloria di chi si ritiene eletto da Chissachi è spesso pari solo alla sua saccenza. Ma la questione non è religiosa -  nelle religioni, è sempre stato espresso tutto e il contrario di tutto - , è politica. Oppure non si troverebbe giustificazione alcuna all'ondeggiante attitudine dei perbenisti occidentali  (cattolici protestanti, buddhisti, laici etc.) che passano da un corteo per la Palestina ad un presidio avanti all'ambasciata di Teheran contro quell'Ahmadi Nejad, presidente legittimamente eletto, un negazionista dell'olocausto, una schifezza umana e uno che agisce solo per interessi propri, ma che è purtroppo (e sottolineo: purtroppo) l'unico, oggi, insieme alla Siria, a difendere la Palestina ed i suoi combattenti. Quando si sceglie di sostenere Mousavi, agente della Cia e del Mossad, dimenticandosi che si tratta di un criminale stragista al soldo degli Usa e di Israele, si tradisce l'Autorità dei Palestinesi e l'Autorità di classe che, in quella terra, coincidono. Dare addosso all'Iran per questioni di velo è in linea con i cari e care delle tante e-mail che rimandiamo al mittente perchè dietro il velo delle battagli definite civili si nascondono l'eurocentrismo, l'euroimperialismo, la pretesa di essere detentori di verità assoute e di diritti esportabili  validi sempre, ovunque e per tutti. La battaglia per il diritto di cittadinanza al mondo dell'essere femminile - della femminilità, proprio - è un'altra cosa. Finchè saranno le signorine bene della borghesia di Teheran a reclamare il diritto di non portare veli e non le donne del popolo, questa battaglia non è la nostra. E proprio come donna mi sento offesa, perchè, proprio perchè donna. la mia parte l'ho scelta.
Qui ci sta bene un ricordo personale. Erano gli anni '70. Pieno
femminismo. Confesso - senza ironia - di non avere mai avuto inclinazione per le marmellate fatte in casa, per il recupero dell'uncinetto etc. ma, ciò nonostante, ho frequentato per un po' il gruppo della Lungara, a Roma, dove incontravo molte donne, anche quelle che facevano carriere differenti dalla mia. Si parlava dell'Africa e una di loro - il nome è noto, ma non importa - aveva approfondito la questione delle mutilazioni genitali femminili. Una cosa orribile, allora come oggi. In pochissime settimane, grazie ad un'amicizia personale della femminista di cui sopra, fu messo in piedi un comitato per le donne Africane, a difesa della loro liberta' sessuale e dell'orgasmo libero sui cinque continenti (scrissero esattamente cosi' e, se mai qualcuna  avesse conservato il comunicato, la prego di spedirmelo, perche' lo pubblico).
Io provengo (sfortuna o grazia) da una famiglia un po' particolare dove mi è stato insegnato che, prima di stabilire cosa sia meglio o più necessario per qualcun altro, sia buona educazione domandarglielo. Ero però molto giovane e reduce da esperienze un po' particolari anche quelle, così una mia piccola obiezione passò inascoltatata.
In quattro e quattr'otto fu organizzato il meeting con i nomi allora di punta del femminismo italico. La signora africana arrivò, ci parlò del Burkina Faso e della sovrumana fatica delle donne del suo paese, dei lavori pesanti, della difficoltà a crescere i propri bambini, a mettere su un pranzo per famiglie allargate numerosissime. Dellorgasmo libero sui cinque continenti, neanche un accenno. La cosa si faceva imbarazzante perchè le donne convenute - tante - erano lì proprio per sentir parlare di infibulazone e clitoridectomia; alcune giornaliste presenti scalpitavano. Così, ad un certo punto, l'amica italiana interruppe quella africana dicendole senza mezzi termini che tutto ciò che aveva raccontato era interessante e importante, ma non era  l'oggetto dell'incontro e le domandò di esprimersi circa la sessualità in Africa. La signora - purtroppo non ricordo il nome, questo lo scriverei volentieri - fece un gran sorriso e rispose che, di quella, a loro non interessava proprio nulla, perchè ne avevano abbastanza degli uomini e soprattutto perchè non avevano da mangiare e madri senza latte partorivano figli scheletrici, deformi, che morivano come mosche e questo e null'altro era il loro primo interesse. Ora, io non so se le due donne non si fossero capite fin dall'inizio o se la signora africana avesse usato quel pretesto per raccogliere fondi per il minuscolo orfanatrofio che aveva appena istallato. Ricordo solo che la serata si chiuse male e le giornaliste evitarono di scriverne.
E' chiaro che si tratta di un caso limite, ma è realmente accaduto e, a mio parere, è ancora abbastanza istruttivo.

Potrei fare molti altri esempi: dalle tonnellate di salsicce di maiale che la cooperazione di Craxi fece arrivare in dono ad un'Eritrea musulmana che li rispedì indietro immediatamente, e si rischiò un incidente diplomatico. Ai cinque letti ortopedici, svizzeri, costosissimi e a quattro stelle, forniti attraverso Médicine Sans Frontières ad un mio amico amato che dirigeva un ospedaletto vicino a Mogadiscio dove, in piena guerra civile, i feriti si ammassavano sopra gli scalini, uno sull'altro, moribondi e già morti aggrovigliati insieme, e lui aveva fatto urgentissima e ovvia richiesta di qualche centinaio di semplici brandine. Ma questa era probabilmente solo una storia di tangenti e una bomba intelligente spazzò via tutto e tutti.
Mi sto dilungando troppo.

Torniamo all'acqua. Qui parliamo di un diritto reclamato in prima persona dagli assetati del mondo che, da tempo, sanno che non può essere merce. Lo sanno nelle aree desertificate della Somalia, dove le donne percorrono a piedi, ogni giorno, decine di chilometri per caricarne alcune taniche e magari trovare disseccato un pozzo che ieri zampillava. Lo sanno i contadini indiani che pagano venti rupie a bottiglia la possibilità di irrigare campi e orticelli indispensabili alla sopravvivenza. Lo sanno in tanti, in tante parti del mondo. Vogliamo parlare di Napoli o del pasticciaccio dell'acquedotto pugliese? Voi, noi, tantissimi altri combattiamo piccole battaglie lanciando grandi sfide, ma credo che si debba avere l'umilta' di riconoscerle piccole cose, perchè la soluzione vera non passa per Comitati cittadini, ma per la ribellione e l'unità di tutti gli incivili che si riconoscono nella stessa situazione e nello stesso sogno. Sta già accadendo.

Lumpenproletariat è un termine che, forse un po' impropriamente, viene tradotto qui: sottoproletariato. Marx definì lumpenproletariat la parte del proletariato formata da chi non dispone di alcun reddito ed è totalmente privo di coscienza politica. Ne Il 18° brumaio di Luigi Bonaparte”, così descrive il lumpenproletariat di Parigi: risorse e origini equivoche; avventurieri corrotti, feccia della borghesia, vagabondi, soldati in congedo, forzati usciti dal bagno, galeotti evasi, birbe, furfanti, lazzaroni, tagliaborse, ciurmatori, bari, ruffiani tenitori di postriboli, facchini, letterati, sonatori ambulanti, straccivendoli, arrotini, stagnini, accattoni, in una parola, tutta la massa confusa, decomposta, fluttuante, che i francesi chiamano la bohème... (insomma, per buona parte, le persone che piacciono a me). E ancora: “...rifiuto, feccia, schiuma di tutte le classi...spazzatura... Ne: Il Manifesto del Partito Comunista, il lumpenproletariat è anche “...quell’insieme degli straccioni e della canaglia, che è ciò che rappresenta la putrefazione passiva degli strati infimi della società esistente”. Con l'aggiunta che s'intende parlare di esseri umani resi dal proprio abituale genere di vita più disposti a farsi comperare e ad essere posti a servizio della reazione.
Ora, dal momento che tutte le rivoluzioni e le trasformazioni sociali, culturali e politiche sono state condotte materialmente dal
lumpenproletariat, sembra che il sottoproletariato possa indifferentemente essere trascinato dentro una rivoluzione proletaria o farsi mettere al servizio della reazione, essere organizzato ed utilizzato per prendere il potere e poi magari impacchettato in un impianto liberale qualunque e lasciato a sedimentare. Tutto ciò è sbagliato e può essere spiegato anche col fatto che Marx ed Engels scrivevano in un'epoca in cui l'Europa andava industrializzandosi e le ribellioni erano quelle dei soldati e degli operai. Fatto è che ci fa piacere leggere: Siccome Marx ed Engels avevano escluso il lumpenproletariat, i sottoproletari dall’armata dei soggetti rivoluzionari, non si aveva alcuna esitazione a prendere le distanze ed arricciare il naso per chi trovava fertilità rivoluzionaria tra carcerati, periferici e sottoproletari, anche cattolici irlandesi, o quando oggi la rivoluzione la fanno gli invisibili delle favelas e le turbe delle bidonville indiane o africane.

Per noi anarchici: niente società civile, niente UE, niente PE, niente ONU, niente FAO, niente carrozzoni internazionali falsi difensori di diritti per l'orgasmo libero sui cinque continenti di burattini perversi e stragisti, manovrati dalla grande finanza e dai banchieri internazionali. Fiancheggiati, consapevolmente o meno, da totalitaristi europei che non riescono a guardare al di là del proprio naso, sempre arricciato in segno di disgusto per tutto ciò che non risponde ai canoni della loro democraziaI nostri interlocutori sono Altri. Se non sono civili, bianchi, occidentali, democratici, meglio.

2) istituzione di una Corte Penale Internazionale per i crimini contro l'ambiente. Massimo disaccordo.
Per due ordini di considerazioni.
a) quelle di cui sopra. Non riconosciamo alcuna autorità a Corti Penali Internazionali. Nè in merito all'ambiente nè di altro tipo. Per fare un esempio: di tutte le teste che avrebbero potuto rotolare per decisione di questi Tribunali (prime fra tutti quelle di chi li istituisce), abbiamo visto, nel 2005, quella di Saddam Hussein. Demonizzato dall'Occidente, dittatore sanguinario in possesso di inesistenti armi di distruzione di massa, criminalizzato dalla propaganda imperialista di tutto il mondo. Alla guida del partito Baath, aveva saputo coagulare le immense potenzialità del popolo iraqueno e, cacciati i colonialisti bianchi, aveva promosso lo straordinario riscatto di un paese distrutto che, tra mille insidie, avanzava su una strada di Diritti umani diversi da quelli comandati dalla democrazia occidentale, quelli che interessano i popoli, gli esclusi, i fuori dalla Storia, i proletari. Istruzione, conoscenza per rendersi soggetti del proprio destino, alfabetizzazione, sanità, distribuzione equa delle ricchezze, donne libere, fiorire di arte, scienza, agricoltura, industria. Saddam aveva in Iraq un consenso popolare tale da permettergli di distribuire armi a 6 milioni di cittadini, tutti quelli in grado di impegnarsi nella difesa, senza temere insurrezioni. Ricordo le riprese che gli furono fatte in carcere. Tristissime, violente, schoccanti. Ci hanno sparato addosso dagli schermi i segni evidenti di come sanno torturare i portatori di democrazia. E le fasi scelte di un processo farsa condotto da chi aveva già ammazzato 2 milioni di iracheni e puntava a disintegrare un popolo definitivamente. Vogliamo ricordare Milosevic in quello schifo dell’Aja? I Tribunali Speciali sono strumenti del nemico di classe, per inscenare processi modulati su quelli dell'Inquisizione e con gli stessi metodi. Processi sempre falsi. Come si può dare ancora credito a chi, ammantandosi di democrazia nega il diritto a ciascun popolo di perseguire autonomamente la propria strada? E' possibile che i crimini contro l'ambiente abbiano bisogno di essere riconosciuti da un ennesimo tribunale borghese? Non sono le Corti Penali Internazionali a doverli condannare, è la coscienza di classe dei popoli. Aggiungiamo, sempre per chiarezza: il "modello Milosevic" o il "modello Saddam" non sono i nostri. Sono modelli di stato-nazione, non modelli di libertà, in ogni caso. Però, dal dire questo alle menzogne che si leggono in giro, ce ne corre ...

b) Non siamo mai stati, non siamo e non saremo mai giustizialisti. Odiamo il carcere, i giudici, i giudizi, i tribunali, i secondini e tutta la sbirraglia sadica che partecipa alla punizione di qualunque colpevole. Sempre e comunque. Non ci esaltiamo della morte altrui. La vendetta non ci soddisfa, non ci interessa. Neanche abbiamo particolare affinità con la categoria parenti delle vittime, spesso manipolata da chi ha il potere e non si fa scrupolo di strumentalizzare il dolore altrui. I crimini contro l'ambiente sono anche crimini contro l'umanità. Ma le condanne internazionali agli alti livelli istituzionali diventano concertazioni. Sappiamo pefettamente che la storia è scritta con inchiostro di sangue, può essere inevitabile. Ma questo non significa confondersi con falsi Robespierre, torturatori, boia e giustizialisti a oltranza. E, su questo, non scrivo altro. 

3) uscita dal WTO delle politiche agricole ed idriche. Certo, ma il discorso è sempre lo stesso. Chi dovrebbe uscire dal WTO e quali politiche agricole ed idriche? Chi è il soggetto? Quale - e cosa - il predicato? Chi gestisce tali politiche? Chi le controlla? Come uscirne? Questa dichiarazione d'intenti potrà inverarsi solo attraverso un ribaltamento tra soggetti e oggetti. Altre politiche, d'accordo, ma chi ha il pieno diritto di portarle avanti?

4) fine delle produzioni di biocombustibili e dell'agrobusinessLa questione ecologica è importantissima. Tuttavia, non è una questione separata, affrontabile con successo attraverso la riduzione dei consumi individuali, nè modificando gli stili di vita nei paesi del Nord del mondo, cosa tanto gratificante soggettivamente - per me frustrante e basta -, per molti. Questo invito può essere rivolto alle classi privilegiate dell'occidente (e dell'oriente), ma assolutamente non a tutti. Anche qui, in occidente, in un campo rom dietro una ferrovia ai Bagni di Tivoli, o negli anfratti della stazione Ostiense di Roma - per fare un esempio - è addirittura offensivo.  Sono anni e anni che brave persone in occidente si autoseviziano con scatole di biscotti che rifiuterebbe - giustamente - anche un cagnolino allo stremo, affamato e abbandonato al palo di un'autostrada (uno dei crimini peggiori, razzista, colonialista e antropocentrico). Da anni, per masochismo virtuoso, si acquistano ignobili bevande insapori e pasta al miglio capace di trasformare un'aquila in un canarino in un batter d'ali. In osservanza all'etica modaiola e politically correct dell'evitare di prendere la macchina il più possibile, c'è gente che percorre chilometri a piedi, sotto qualunque intemperia, con le conseguenze sanitarie del caso (raffreddori, bronchiti, polmoniti, etc.). Anni in cui chi può paga a carati una striminzita mela biologica che neanche quella credulona di Biancaneve avrebbe accettato (certo, non avrebbe incontrato la strega, ma nemmeno il bacio del principe). Questa strategia non funziona. E non funziona perchè il problema è politico. L'intera questione ecologica non è una questione”. Così come non esiste la questione delle donne, non esiste una questione ambiente separata da tutto il resto. Sono le scelte politiche dei governi a determinare le scelte economiche, a progettare o meno grandi infrastrutture, gasdotti, raffinerie e stazioni di trasporto per l'industria petrolifera. Ma i governi del mondo - con alcune eccezioni importanti - non stanno assolutamente evitando di estrarre combustibili fossili o provando a ridurne il consumo. Stanno invece cercando di accaparrarsene la maggiore quantità, invadono paesi, massacrano milioni di esseri umani, inventano rivoluzioni colorate e promuovono golpe, a questo scopo. Gli stili di vita, inclusa l'austerity Obamiana, sono dettati da politiche che rispondono tutte a un'unica logica: potere. Cioè, soldi. I consumi sono quelli indotti, in materia di risorse come di cibo, stili di vita, mentalità, abitudini sessuali, etc. etc. etc. Non è riducendo la domanda di energia e materie prime che si potrà uscire dall'economia del petrolio. Fare pressioni in tale senso su questo o quel governo  è utile tanto quanto lo furono le infinite marcie per la pace per impedire l'invasione dell'Afghanistan. O per bloccare l'olocausto dei Palestinesi (Gaza, fine del 2008, due milioni di morti). Appellarsi ad una società civile globale che fa star male solo ad immaginarsela? Buon senso, buona volontà? Ma di che parliamo, compagni?
Le politiche e le scelte dei governi sono dettate dalle grandi concentrazioni finanziarie internazionali. Una crisi niente male investe tutti i piani: economico, politico, finanziario, culturaleUna crisi periodica classica, di sistema, che i governi cercano di risolvere classicamente, cioè minacciandosi guerra tra loro, cercando di spostare equilibri geostrategici e rilanciando guerre infinite per lo sterminio dei popoli di troppo, quelli che non ci stanno, in cerca di un'altra strada o che già stanno tentando di percorrerla. Ma, oggi, qualcosa può mettersi di traverso. Il modello economico e sociale arrogante, razzista, escludente, che affama, distrugge la natura e crea sconquassi nell'universo mondo, anche inducendo cambiamenti climatici e migrazioni ambientali e distruggendo beni comuni non rinnovabili, non è più sostenibile nè in sè stesso nè soprattutto perchè la logica del profitto come stella polare ha prodotto miliardi di affamati e di disperati che propro non staranno a guardare perchè non se lo posson permettere. Il buon senso non ha mai portato a niente, solo a rinuncie, concertazioni ed appiattimenti.  La fine di un mondo allo sfascio e la costruzione di un mondo più giusto non è sicuramente affidata alla società civile animata da tanta buona volonta'. Sta tutta nelle mani, nell'intelligenza e nella sensibilità dei miliardi di esseri umani allo stremo, barbari, incivili,  rifiuti, feccia, spazzatura che parlano un'altra lingua - anche nelle bidonvilles d'Europa o nei ghetti neri di New York se ne parla un'altra - e spesso hanno proprio un'altra storia e un'altra cultura, ignorano l'etichetta occidentale o tutte le etichette. L'internazionalismo espresso nei Social Forum non è sufficiente, servono prese di posizioni non ambigue, non ambidestre, non si può stare contemporaneamente dalla parte di Mousavi, della Cia, della marionetta Obama manovrata dai banchieri che l'hanno fatto eleggere, e che li salva con i soldi pubblici, rilancia guerre infinite, arma Israele, promuove golpe e tenta rivoluzioni colorate, aizza e paga monaci Tibetani e secessionisti uiguri nello Xiniang, non molla l'Iraq (lasciandoci cinquantamila soldati e oltre trecentomila mercenari), intensifica la guerra in Afghanistan in funzione antirussa e anticinese. E, dall'altro lato, dichiararsi dalla parte degli sfruttati. Tra l'altro, se queste cose non sono ben chiare a tutti, le si lascia appannaggio di fascio-comunitaristi e neonazisti che le dicono, ma da ben altro punto di vista rispetto al nostro.
Perchè il rischio è questo. O se ne parla, oppure ne parleranno altri, con tutt'altre intenzioni.
Tessere e scucire
. Per me, o si ritrova proprio quell'internazionalismo che portò centinaia sulle barricate di Spagna - un antimperialismo che superi anche quelle spaccature - collegandoci tutti ai combattenti della Palestina, al Sudan, all'Iran, all'America Latina, ai marginali del mondo, oppure si resterà animati di tanta buona, buonissima volontà che aprirà le strade del Paradiso nell'al di là, ma non farà fare un passo nell'al di qua.  Fortunatamente, questo passo lo stanno già facendo, in tantissimi, per loro stessi e per tutti quelli che sono ancora indecisi. Il mondo che sta arrivando travolgerà tutti gli esitanti, i vigliacchi, quelli che - ne conoscerete senz'altro anche voi -, in questo paludoso occidente, fingono di non vederli, sperando di contribuire cosi' alla loro invisibilità. E quelli che, difendendo l'ultimo fortino dell'arroganza occidentale e borghese, si perdono dentro oziosi e pettegoli chiacchiericci su strategie, linee e ghirigori. Patetici. Non sarà possibile a nessuno salvare capre e cavoli. 

5) riconoscimento del debito ecologico del nord del mondo nei confronti del sud del mondo. D'accordo e di più. I debiti nei confronti del sud del mondo sono infiniti e nessuno è risarcibile. Ma non siamo noi ad averli contratti. Noi abbiamo solamente crediti. E abbiamo chiaramente scelto una parte.



Stiamo sognando? Forse. Ma forse no. E, il diritto di sognare, è un diritto vero. Se non c'è sogno, la vita diventa un'inutile serie di pagine da calendario inserite tra un'alfa e un'omega. Se non c'è sogno non c'è Arte e, se non c'è arte, non c'è Rivoluzione. Noi preferiamo guardare la luna e un futuro in grado di sostenere il presente. Un futuro appena abbozzato, desiderato e intuito, che proprio non tenga in alcun conto l'opinione pubblica internazionale, la maggioranza - che è in realtà minoranza assoluta - con la quale non discutiamo proposte e alla quale non chiediamo di discutere con noi. A Terra non ci torniamo più. E vogliamo la luna, il pozzo, la luna dentro il pozzo e i suoi crateri lunari. Magari anche le brioches. E una stellina (siamo anarchici: la stellina è per forza rossa e nera).






Scusateci la lunga risposta, speriamo almeno che apra più di un confronto.
E che tanti sciocchi capiscano la differenza tra la stellina rossa e nera e i rossobruni (banale scriverlo, ma c'è anche chi ragiona così e non comprende le differenze).

La redazione del web de: L'Osteria a Calcutta

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Riceviamo e pubblichiamo:
Je n'ai pas des mots adéquats, notamment pour la frustration d'^etre loin et l'impossibilité d'y ^tre ce soir.
Je ne peux que transmettre 'le nuage de colère' de tant de camarades, de Milan, de Naples, de Rome,de l'Aquila et encore auxquels j'ai pu raconter "de la police et de Joaquim et de nousautres". Je vous embrasse, salut, Oreste

2009-7-13
Solidarité avec Joachim Gatti, blessé au visage par tir policier au flashball Joachim Gatti, caméraman, réalisateur et organisateur d'expositions, 34 ans, a été blessé au visage par un tir policier au flashball mercredi 8 juillet 2009 à Montreuil s/Bois.
Il a perdu son oeil et doit subir des interventions chirurgicales au visage. 4 autres personnes ont été plus légèrement blessées.
Suite à l'évacuation le matin même de 'la Clinique', un squatt politique et culturel ouvert à la population, Joachim et ses amis préparait pour la soirée un rassemblement sous forme de repas festif lorsqu'ils ont été pris à partie sans sommation par des policiers qui ont tiré à bout portant "au-dessus de la ceinture", comme l'attestent plusieurs témoins. L'agression et les blessures infligées à Joachim, ce militant et ami si généreux et convivial, sont insupportables! Cette violence est intolérable, il est hors de question de s'accommoder des conséquences de la politique sécuritaire actuelle dont on voudrait nous faire entériner la banalisation.En soutien à Joachim et aux autres blessés ainsi que pour dire non aux expulsions et à la politique sécuritaire, manifestation lundi 13 juillet à partir de 18h à Montreuil, rue piétonne Croix de Chavaux. 
Pour être informé des suites: cf. le blog de la Clinique
: http://laclinique.over-blog.net

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Botta  e  risposta  (sotto le quinte capita di tutto)
- Al Tg1, hanno appena detto che, a L'Aquila, entro novembre, daranno le case a TUTTI. L'annunciatrice ha commentato: "Ecco, questi sono i numeri dati dal premier..." . Che ne pensate? Ironia involontaria?
- No. Volontaria. Qualcuno fa il furbetto e qualcun altro non sa che, morto un Papi, se ne fa subito un altro.


- ti mando questo, Miche'...Cose e'pazzi... http://notizie.libero.it/primopiano/tremonti_insulti.phtml
- Ed e' ne' cangia stile...http://www.youtube.com/watch?v=rwSCuIaO6Js&feature=related

- Non ti sembra che l'11 settembre porti sfiga? E' il giorno in cui hanno decapitato Beatrice Cenci e sgiustiziato Luisa Sanfelice...posso scrivere un pezzo? ...Bea.
- 100 battute. E ad agosto.

- E poi...a parte quello che gia' si sa: nel 1922 inizia il mandato britannico in Palestina, nel 1926 fallisce il tentativo di eliminare Mussolini (però, queste vecchiette irlandesi!), nel 1955 nasce Pupo...ha, ecco, nel 1958 scoprono l'asteroide 55 di Pandora! (message truncated
 
- Ma che,  mi vuoi leggere tutto wikipedia?  100 battute e NON una di piu' (sempre ad Agosto).

- Ciao, come orientarmi in internet? C'e' tutto e di più, siti che spuntano come funghi e chissà chi c'e dietro... devo confessare che mi ci perdo proprio...insomma, qual'è l'atteggiamento migliore con cui  porsi davanti a questa overdose di informazioni?
- Mmmm... tolta la grazia che c'era nelle vecchie cose...  http://www.youtube.com/watch?v=jakzIeukGJo&feature=related

- Vuoi dire che Internet es suegno...e quel che conta è solo la fioraia della Scala?
- Si', proprio un gran Calderòn.  E ho trovato anche di meglio: http://www.youtube.com/watch?v=hA3ePoiXB6w&NR=1
Teniamoci in contatto.


- Scusa, io avrei bisogno di una poesia, anche piccola piccola, che la devo spedire in Francia. Lui è bellissimo, anarchico, filosofo, molto ironico, gli piacciono gli animali e (purtroppo) anche le donne piu' grandi di me, qualche volta e' anche credente...me la potete mandare con urgenza? Grazie. Tatiana.
- ...Tatiana???!!! A parte il fatto che ci hanno oramai scambiato praticamente per qualunque cosa, qui si esagera! Bea, lo so, fa un gran caldo per tutti, ma fattene una ragione! Comunque, per smentire la mia fama di cattivissimo, il link per Paolo te lo mando. http://www.youtube.com/watch?v=b5CLCQBitBE&feature=related (ma non funzionera').


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Construction de l’identité



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Riceviamo e pubblichiamo


No, noi non cerchiamo il castigo 
(  I puntata  )

di Oreste Scalzone

No, noi non cerchiamo il castigo  «Me l´hanno ucciso due volte!», «È come se l´avessero uccisa una seconda volta!»: da qualche anno in qua, e in crescendo, questo grido, grida come queste, echeggiano per l´Europa, risuonando con altri urli straziati e agghiaccianti, che si levano nel, e dal mondo. Umano, umanissimo, troppo umano... Forse che non è umana - tra ferinità e culture, innato e acquisito; tra strazî, voci, vociferazioni, echi, voci-di-dentro, ipostasi, trascendenze e loro calchi ri-mondanizzati, caso e necessità, passioni, pulsioni, economie libidinali, lutti ed elaborazioni, razionalizzazioni, e ancora - forse che non è umana la vendetta, l´infanticidio, il matricidio e parricidio, il massacro? E che, lo stupro non è umano? E il "far giustizia", far giustizia da sé, "giustiziare" lo stupratore con le proprie mani, forse che è fuori dall´umano, "sotto-umano"? L´infanticida Maria Carrar, o Rina Fort, Pierre Rivière, o l´uomo che "in mite luce/strangolò il padre e la madre suoi", non sono fenomeni de l´umano? Forse che anche tutto questo non è un proprio di questa specie anomala, «specializzata nella parola» epperciostesso «pericolosa», specie d´esseri parlanti, p[a]roletarî, sportisi fuori di sé, fuori dell´essere, riguardatisi, aventi inferito mortalità, alterità, scoperto/inventato Tempo, angoscia, infelicità, praticata con disperata vitalità - persistenza nel proprio essere - la propria potenza?  Cosa si vuol dire, obiettare, argomentare a una madre, figura archetipale assunta anche a simbolo di tante altre, che urli come un´Erinni, contro la vita e la morte e il destino e gli Dei, e tutto concentri, risentimento immenso mortale, contro qualcuno ritenuto responsabile dell´immensa tragedia "contro-natura" di dover sopravvivere a un figlio soppresso, sempre anzitempo, sempre come infinita nequizie? Ma, giustamente, ogni con-vivenza possibile ha da trascendere l´ «umano», essere anche, in certo senso, sovr´umana. Qui sta il punto. Non appena, sol che strappiamo lo sguardo dall´immagine assoluta, decontestualizzata - épochè e blow-up, cronotopo di quell´urlo, le razionalizzazioni di quell´urlo - il suo attizzarlo, aizzarlo, ripercuoterlo, farlo risuonare; il suo farne base di dottrina, il suo usarlo, legittimarlo, renderlo principio attivo, pubblica morale - è crimine, e al contempo mortale errore.


(continua nella pagina interna)

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CITTADINI VERSUS PROLETARI? OH, MY GOD! ...E IO CHE SONO NATO IN CAMPAGNA?

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MAURO

- Manuelito, non ti sembra di esagerare? Si è solo fratturato un polso...
-  'nse sa' mai, Miguel...



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GENOVA, 20 LUGLIO 2001



Il mondo. Di appena un paio di cose sono certo. Se tutto finisse oggi, vorrei lasciare in eredità ai miei figli - se ne avessi - , ai nostri figli, ai figli dei figli, ai figli dei figli dei figli...qualcosa per orientarsi e su cui costruire, perchè non siano costretti  a ricominciare da capo...

DELLA BORGHESIA  LA BORGHESIA E':   http://www.youtube.com/watch?v=dCHi5apc1lQ
da: I LEGGENDARI: Jacques Brel, il narratore di una sera d'estate (antologia in preparazione. Ne esiste anche una specie di traduzione - ma non all'altezza -, del Gaber migliore, prima che la vita e...beh, la vicenda e' nota. http://www.youtube.com/watch?v=FW0KdNmbWXM&NR=1).

La borghesia fa schifo. Anche troppo generoso, Jacques Brel: non c'è distinzione tra grande, media o piccola. Non è il mio linguaggio, se lo fosse direi che la borghesia è il Male Assoluto. Incarna ogni volgarità, presunzione, grettezza, egoismo, egocentrismo, totalitarismo, menefreghismo (nella declinazione dell'indifferenza e in quella del mors tua vita mea), doppiezza e per-versione. E' nata, anche storicamente, utilizzando i più poveri come carne da macello; una volta al potere, non ha distribuito nè pane nè brioches, ma ulteriore violenza e mattanze. In tutto il mondo. Nel tempo ha mutato forma, divenendo sempre più rozza, ignorante e criminale. Non ha valori che non siano bollatipre-sunti. Ha consapevolezza della propria decadenza, sente il fiato sul collo e sa di essere destinata ad estinguersi ma, nel frattempo - e ancor di più, proprio per questa ragione -, continua a uccidere, cercando di trascinarsi dietro le sue rovine e i propri effetti collaterali. Può mistificare tutto, corrompere e spingere a dimenticare ogni cosa vera, sostituire la realtà con l'effimero, tutto quanto è naturale con una serie di dis-torsioni anche virtuali frantumando gli individui in un caleidoscopio di riflessi di altri riflessi. Nel tempo, si è infiltrata in strati sociali altri, in territori che non sempre hanno saputo tenerle testa. Qualunquismo, propaganda, miti deformi, povertà materiale indotta, falsi sogni/bisogni, paure costruite,  bisogno di sicurezza inventato con il quale cerca di convincere che ci si debba/possa affidare unicamente ai suoi marci apparati, alle sue istituzioni orrende, alle sue leggi schifose, al suo governo. E' il nemico. Il nemico di classe: imperialista, colonizzatore, sterminatore di popoli e culture. Unico credo: il profitto. Unica forma: l'apparenza. Unica bramosia: il Potere. Non ha sangue, perciò si nutre di quello altrui. Un vampiro che non si dovrebbe mai sottovalutare. Meno che meno oggi che può trasvestirsi da dirittoumanista, da pacifista, da  buonista, da signora della porta accanto, da protagonista di un talk show, da intellettuale salottiero, da qualunque cosa.

DEL LAVORO IL LAVORO NON NOBILITA NESSUNO: il lavoro è un male. Non si tratta di reclamare più lavoro per tutti, ma di lavorare infinitamente meno e (meraviglia!), per niente. Il lavoro è una condanna. Nella sua forma salariata, e cioè sfruttata, serve a comperarsi la vita, a soddisfare falsi desideri e bisogni indotti. Anche li' dove è necessario alla sopravvivenza in senso stretto, la vita resta da una parte e il lavoro dall'altra. Quella che ti rimane dopo una giornata lavorativa è niente, è un surrogato risicato e stanco di un'infelicità quotidiana da colmarsi - chi può - durante il week end, le ferie striminzite d'estate o un'amante per l'illusione di sentirsi al mondo. Il lavoro diventa un corpo imprigionato nell'attesa di una pensione - sempre più rimandata nel tempo -, quando si potrà sprofondare nella rabbia dell'aver sprecato l'intera esistenza. I borghesi che percorrono questa strada, di solito la insegnano ai propri figli, per vendetta, caricandoli della propria morte. Vale per i borghesi grandi, medi e piccoli (che, come le piccole e medie industrie, sono ancora peggiori degli altri perchè più frustrati di tutti). Ma non sono loro che mi interessano. Se avessi un figlio non sarebbe un borghese e potrei dirgli una cosa che sento profondamente. E cioè: solo in una forma veramente autonoma il lavoro ha un senso, ma allora non si chiama lavoro, si chiama: mi piace fare questa cosa qui e la faccio (scrivere, coltivare un campo, dipingere, inventare, costruire un ponte, qualunque cosa, anche e soprattutto con gli altri - è bello fare cose insieme -). Questo però presuppone un'organizzazione della società totalmente differente, dove la vita sia una possibilità data a tutti, insieme agli strumenti per poter scegliere e il potere del poter fare, che non è cosa che ti venga regalata: è una conquista che presuppone una scelta. E il coraggio di una strada nettamente contro. Al figlio che non ho, io direi di guardare a ciò che è vero, alla bellezza dei sentimenti veri, alla poesia, all'arte, alla strada come salvezza (sempre e comunque), non dando ascolto a chi parla di costruirsi un futuro, a chi vorrebbe programmartelo o che  ti dà una mano. Cercando piuttosto di decostruire tutto ciò che di fasullo si sovrappone al vero, intralciando la vita, ad ogni passo. Sappiamo però di avere, su questo web, visitatori di transgenere vario. Per qualcuno andrà bene il classico:  http://www.youtube.com/watch?v=OP-9PLBrKNU&feature=related
Per altri, può bastare un accenno: http://www.youtube.com/watch?v=CO_8JE7l1iM&NR=1

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I  LEGGENDARI
(frammenti per un'antologia)
Per esempio, a me piace...
Cliccare qui
 (se vi va)
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OMBRE DI PALAZZO
dai nostri servizi

Abbiamo finalmente una linea!!!
MAURO


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L'OMBRA DELLA LUNA




L'eclissi del 1961 me la ricordo appena. Ero piccola; andammo su per i tetti, io e mia madre, che - dopo anni - piangeva ancora la fine del suo matrimonio. Non aveva capito che, per entrambe, era stata una benedizione. Avevamo degli occhialini di carta e rimanemmo a guardare attraverso quelli, io e lei da sole. Io non avevo paura, al contrario: vedere il sole scomparire mi faceva immaginare un universo lunare, intimo e femminile. Glielo dissi; lei mi accarezzò. Da allora, prendemmo l'abitudine di andarcene sul terrazzo alto quando avevamo qualcosa di importante da confidarci. Succedeva meno spesso di quanto avrei desiderato, ma qualche volta sì. Mano a mano, lei si rese conto che le eclissi non influenzano necessariamente catastrofi, fine del mondo o crolli di dinastie imperiali. E afferrò l'importanza di quelle ore segrete, tra me e lei, e quella della libertà della quale potevamo godere. Differenti consapevolezze vennero ad assommarsi. E fu un bene.
Domani, il 22 di luglio, avrà luogo l'eclisse solare più lunga di questo secolo. Ho letto che dovrebbe durare oltre sei minuti e che, in Asia, miliardi di persone staranno con il naso per aria ed occhialini simili a quelli che ricordo io. Tutti a guardare il sole divorato dal drago celeste, cioè dal cono lunare, Lilith vicitrice nella sua pienezza, che correrà in soccorso, frapponendosi tra la Terra e il Sole. Partirà dall'India, dal golfo di Khambhat, attraverserà verso est tutto il subcontinente, poi Nepal, Bhutan, Myanmar, Bangladesh, Birmania, Cina e Giappone. In una parola: coprirà tutto il terrazzo alto, l'intero arco del sud-est asiatico, dove il popolo crede che le eclissi preannuncino rivoluzioni, scontri sociali e cadute di imperi e gli è stato insegnato che ciò sia un Male. Dall'India, al Tibet, a Schanghai, passando per la valle dello Yangtze, l'ombra lunare finirà col tuffarsi nel Pacifico.
Quando fenomemeni naturali preannunciano la fine degli imperi e delle dinastie nascono la solidarietà e l'abbraccio tra gli usurpati di tutto. Io lo so, perchè l'ho vissuto. Il mandato strappato al cielo con la violenza, una volta scaduto, non è rinnovabile. Il cielo, nella sua veste lunare, si riprende ciò che i governanti della Terra hanno rubato ai popoli. Da pochi giorni, ci è stata fatta tornare alla memoria la falsa conquista, a opera di colonizzatori bianchi dell'intera galassia, di una luna senza ombre, costruita in un set Hollywoodiano. Dopo centinaia, migliaia di questi inganni e di catastrofi vere, ma totalmente contro natura, con un numero incalcolabile di vittime adulte e vittime bambine, un fenomeno finalmente naturale: la Luna blocca i raggi del Sole.
Speriamo solo che non ci sia pioggia. Un'altra opportunità si ripresenterà nel 2132.

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CONDIZIONATI DALL'ARIA

Riceviamo:  
- sn 1 raga lic class. Ò indiskrz  prox prog skol. Kredo ke sitz seria km x  alleg. Cmq pls edit qdo volete. VV1KDB4E
(Firmato) amxse
rispondiamo:
* fiQo !!! Hagn, pop.
e pubblichiamo, cioe' mandiamo in rete il link ricevuto: http://www.youtube.com/watch?v=c9CxZnsbY04&hl=it  


- Ke è Hagn, pop”, Mik?
- Have a goog night, people.  Buonanotte, popolo. Ma...adesso pure tu, Bea...?
- Credevo ...e' il “Young & people language”, no?  Coomuunquuee...perche' Paolo non ha risposto? Anche  io ho firmato amxse...
- ...crisi del capitalismo schizoperiodiche ti si puo' perdonare, ma amxse...!!!
- Poi, ci sarebbe un'alta domanda, prima del mio spettacolare suicidio...
- Sarebbe?
- Perche' hai messo sul web il link degli Oblivion e non invece il pezzo sul Manzoni di...
- Perche' c'e' un Copyright, sai, quel simboletto
@...
- ...basta specificarlo...
- Giusto.

ADDIO AI MONTI
(No, non bastava specificarlo. Per volontà dell'editore abbiamo dovuto togliere il collegamento. Lo leggerete al più presto...dopo l'uscita del libro...)

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LO STATO DELL'ARTE:



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Bonjour a tout le notre monde

Plus ça devient vieux plus ça devient...

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Riceviamo e pubblichiamo:               

AMOR CHE A NULLO AMATO...

http://www.youtube.com/watch?v=ZuCPg0GTAFU&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=931pQlzaUsY&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=oV_TbQ7SaKQ&feature=related

...ma no che non abbiamo perso la rotta! ...eventualmente:

http://www.youtube.com/watch?v=PY1MaaLP3bs&feature=related

-  ora basta, pero', eh? Molla il mouse, che combini solo disastri...a tutta pagina, poi...
-  Ci leggono pure gli studenti....e poi...sono...carini...
-  quale....., Bea?
-  Ecco, quello...oh, sei impossibile!



Riceviamo e pubblichiamo, da Elisabetta Galgani:


RICORDI DA PORTARE CON SE’

Girovagando nella rete, mi imbatto in questa canzone di un po' di anni fa e mi riemoziona come la prima volta che l'ho ascoltata, anche se qualcosa è cambiato.

http://www.youtube.com/watch?v=lCNROIrji2A

 C´è uno strano silenzio dopo cena

sullo schermo l´immagine ferma Silvia
le catene alle caviglie e in una gabbia c´è una luce azzurra
un rettangolo fermo lo spioncino che impasta
musiche e voci monotone dal televisore...
e pensiamo a quel compagno fuori
per tanti anni dentro e ora non più al nostro fianco

ai domiciliari perché anche i dottori dell´apocalisse
riconoscono il suo stato di più niente.
Zero assolutamente niente!
ora a casa da solo
rinchiuso in una camera che è il suo e il nostro tormento
un segnale indelebile di un tempo la cui potenza del continuo
è maggiore di quella comune il cui scandire TAC TIC è alla rovescia.
E pensiamo a quella sua camera come a una cella
e lui peggio di prima che l´arreda
come dentro fuori tutti i mobili e dentro una branda
perché sappiamo che per lui non c´è più un senso
o forse solo il simulare una evasione per anni agognata.

E pensiamo dove siete dove siamo
quand´eravamo 1000 10000 100000
è impossibile che fuori non c´è più nessuno
è impossibile che non si sente più una voce un rumore un respiro
dove siete ci sentite non vi sento non sento più nessuno
fuori le sbarre un muro è impossibile che fuori non c´è più un respiro
non c´è più nessuno

C´è un silenzio strano dopo cena
e la grande paura è passata chissà
i padroni sono di nuovo sicuri di sé
tornano a sfoggiare i gioielli alla scala
le pellicce i loro soldi le Bmw fra tanta gente indifferente
e poi le cariche i pestaggi la polizia a proteggerli blindati
come sempre i teppisti in divisa, caschi azzurri e manganelli
e li vedi sempre presenti fare di fabbriche e scuole cimiteri viventi
e così ti trasformi trasformando il contorno
liberando la tua mente segue a ruota il corpo che le è intorno
sale dentro poi il senso delle cose
e non ce la fai più a stare affacciato ad un balcone
e così nella mischia ti ritrovi non per gioco
ma perché sale solo la voglia di apparire al mondo
per non morire come neve al sole
trasformati in bravi automi dalla televisione
ma c´è chi dice no c´è chi sfonda il silenzio
c´è chi cerca nella notte di fare un rumore tremendo
assordante dietro quel fumo nero le guardie
e noi a girare tra le fiamme
continuando a lottare dentro da dentro quelle gabbie
infrangendo il silenzio con tutto quanto sulle sbarre
allora decidiamo di fare fiaccolate anche se era complicato
pensavamo ad uno spettacolo da fuori tutti quei fuochi tremanti
sul muro nero accanto ai nostri pugni
sul muro nero accanto ai nostri sguardi
da dentro tutti quei fuochi tremanti
sul muro nero accanto ad una bandiera
sul muro nero di questa galera.
Ma gli unici
che potevano vedere erano solo piccolissimi fari sfreccianti
sull´autostrada lontana indifferenti
o forse un aeroplano su in alto fra i tanti
distinguendo solo il buio fra le rotte di volo dei venti
volando avanti verso cieli immensamente distanti
sopra quei fuochi tremanti

E pensiamo dove siete dove siamo
quand´eravamo 1000 10000 100000
è impossibile che fuori non c´è più nessuno
è impossibile che non si sente più una voce un rumore un respiro
dove siete ci sentite non vi sento non sento più nessuno
fuori le sbarre un muro è impossibile che fuori non c´è più un respiro
è impossibile che fuori non c´è più nessuno

L´immagine di Silvia sui giornali s´è affacciata di sfuggita
ancora un partigiano in catene
i criminali liberi i razzisti in divisa
e sappiamo che non c´è peggior crimine che
un essere umano che ne sottomette un altro
pensiamo che domani sarà come ieri
di nuovo un altro strano silenzio dopo cena
ragionando su come apparire per sentirsi vivi
e pensiamo a chi sta peggio e ai suoi lontani pensieri
forse come i nostri o forse anche diversi
al coraggio che ci da il suo sguardo invisibile a chi non vuol vedere
perché solo sussurri pronunciano il nome di Silvia Baraldini
Fuori! Fuori! Fuori!

Forse solo un aeroplano su in alto
oltrepassando l´oceano fra le nuvole leggendo
un pentagramma di note d´assalto
ancora un´altra volta cavalcando un sogno.

ak47

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Riceviamo e pubblichiamo:

( foto da: http://baruda.net/tag/francia )

da: Delitto&castigo, o rivoluzione  (II e III  puntata)
di Oreste Scalzone

...un discorso che ha un denominatore, una radice comune, è destinato a funzionare come reagente – e per cominciare, già come un liquido di contrasto che, a partire da una sua proprietà irritativa, funzioni come un marker rivelatore – in direzioni e con ‘reazioni a catena’ di tipo anche radicalmente diverso. Tanto per cominciare: rispetto agli uomini e le donne che compongono una serie di territorî esistenziali che costituiscono la mia più forte e coinvolgente ‘comunità reale’, la questione provocatoria ad essi pertinente non è formulabile con la domanda “Linciare un poliziotto è di sinistra ?”, ma bensì “Linciare un poliziotto è rivoluzionario? (o sovversivo, o radicale). Avendo in testa che, dietro, sotto e appresso, la domanda comune è “Linciare…” tout court. Beninteso, facendo ricorso ad una metafora forte, a fini euristici estrema : nella fattispecie s’intende linciaggio a mezzo mass-mediatico, reclamando una «giustizia» affidata al castigo giudiziario .
(continua nella pagina interna)

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Essendo in argomento, poichè non si finirà mai di urlare che bisogna liberarsi di ogni carcere finchè su questa Terra ne esisterà ancora uno, segnaliamo qui due libri importanti, editi entrambi da Sensibili alle foglie: 

1) LE TORTURE AFFIORATE

  
Estrapoliamo un brano: ENNIO DI ROCCO, PROCESSO VERBALE, ROMA 11 GENNAIO 1982 [Interrogatorio avanti al P.M. Domeni Sica]  

“La sera del mio arresto venni condotto prima al 1° Distretto di polizia ove ricevetti, nella cella, calci e schiaffi. Poi sono stato spostato alla caserma di Castro Pretorio. Dopo circa un’ora sono arrivati tre incappucciati che hanno incappucciato anche me, mi hanno caricato su un furgone e mi hanno condotto in un luogo che non so riconoscere perchè incappucciato, ma che ritengo essere una casa. In questo luogo per la notte e il giorno successivo (per quel che ho potuto capire) sono stato – a rotazione di squadrette di 3 o 4 persone- picchiato con calci, pugni e bastonate ed in pratica in ogni modo, con le manette strette ai polsi di dietro che venivano torte. Mi è stata poi praticata una puntura al braccio destro. Poi sono stato fatto sdraiare su di un letto e coperto con due coperte, chiaramente al fine di farmi sudare. Per un periodo di tempo che non so dire, dopo che avevo subito la puntura, si sono alternate domande suadenti e botte. Non credo di avere detto nulla sotto questo trattamento. 
Il giorno dopo c’è stata una nuova rotazione di percosse, sino a che non è arrivata una squadretta che ha continuato a battermi con i bastoni sulla pianta e sul dorso dei piedi e sulle caviglie; preciso che in tutto questo tempo ero legato con mani e piedi ad un letto. Sono stato picchiato anche sulle ginocchia, sul petto ed in testa. In tutto questo periodo sentivo le urla dell’altro compagno, che ritengo fosse Stefano Petrella, che però ovviamente non vedevo.
Può darsi che io dimentichi qualche altro particolare di questi tre giorni. Incappucciato e dentro a un furgone sono stato spostato in un altro edificio; dopo un viaggio di 45 minuti. Nel nuovo luogo di detenzione sono stato costretto a bere tre bottiglie di Caffè Borghetti, così mi dicevano. Mi sono addormentato e nel sonno mi facevano delle domande in relazione a cose che volevano sapere e alle quali ritengo, bene o male, di essere riuscito a non rispondere.
Può darsi che poi io abbia avuto delle allucinazioni, perchè sognavo di gridare e poi mi sono svegliato dopo essermi orinato addosso. Allora qualcuno si è avvicinato. Dopo un intervallo abbastanza lungo, durante il quale  non mi è stato fatto niente, mi hanno fatto  mangiare. 
Subito dopo sono stato prelevato dal letto e portato in una cucina (che ho potuto intravedere attraverso le bende agli occhi). Sono stato disteso lungo su un tavolo, mi è stato tolto il maglione e la camicia e messo con mezzo busto fuori dal tavolo. Ero a pancia all’aria e avevo le mani e i piedi legati alle gambe del tavolo. Una persona mi torceva gli alluci; altri due mi tenevano gambe e braccia; un altro mi teneva il naso chiuso e mi reggeva la testa. Qualcun altro mi mandava acqua e sale nella bocca, non facendomi respirare e tentando di soffocarmi. Non so quanto tempo ciò sia durato; ad un certo momento finì l’acqua salata e cominciò quella semplice. Ho tentato di uccidermi trattenendo il respiro ma non ci sono riuscito”.

2) IL BOSCO DI BISTORCO, di Renato Curcio, Stefano Petrelli, Nicola Valentino

Estrapoliamo un brano:  (Deprivazione tattile)
(..) Sottratto al sociale, il corpo del recluso non ha modo di ricevere e cercare stimoli sensoriali. E, fra tutte le privazioni, quella della tattilità è forse la più grave e devastante. Così devastante che un bambino ne può anche morire.
Quando sul finire dell’800 la puericultura americana introdusse il “lettino con le sbarre”, soppiantando la tradizione della culla, cominciarono a verificarsi morti inspiegabili di bambini perfettamente sani. L’evento è passato alla storia come “morte da lettino” o “sindrome mortale infantile subitanea”. L’esperienza umana insegna che il cullamento è un moto di accarezzamento dell’intero corpo in ogni sua funzione.Una condizione essenziale di benessere che viene preclusa al “bambino fra le sbarre”.
Come la deprivazione tattile può far morire, così il toccamento può far rinascere.Il con-tatto umano è infatti una possibile cura in caso di coma irreversibile o per creature con lesioni cerebrali e handicap psicomotori. E’ il caso di quel centinaio di volontari che, a turno, andavano a casa di una bambina perchè potesse avere 24 su 24 l’unica medicina in grado di farla star meglio: il contatto umano: l’incontro e il toccamento di persone di ogni sesso, età, professione, cultura, che l’aiutavano negli esercizi di riabilitazione. La stimolazione è taumaturgica. L’assenza di tatto, invece, è dolorosa.
Tolgo dalle braccia -sotto pelle- frammenti di posate di plastica: le sole che si possono usare. Punte spezzate di forchette di plastica. Bastano piccoli taglietti e questi frammenti entrano sottopelle. Da quegli stessi taglietti, spingendo, tiro fuori le punte di forchette. Non c’è sangue, non c’è una goccia di sangue! Più ne tiro fuori e più, toccando, ne sento! Con un senso di fastidio, ma pazientemente, sto lì a tirar fuori questa plastica. Mi sveglio con un senso di angoscia. Quanta materia inerte ho assorbito in tutti questi anni attraverso i pori della pelle?
Penso al ferro, al cemento, alla plastica che tocco. Ed ai segni devitalizzati che mi invadono.E poi non c’è sangue! Senza che me ne accorgessi la morte mi è entrata dentro impossessandosi del sangue. Scrivo o racconto il sogno a chi posso , per lanciare un allarme. Bisogna avvisare, far presto, prima che l’inerte ci invada totalmente!”

http://it.wordpress.com/tag/sensibili-alle-foglie      

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Delitto&castigo, o rivoluzione  ( IV  puntata )

di Oreste Scalzone

C´è un uso alterno o combinato, a volte una vera e propria ibridazione, fra una inflazione del penale in forme poliziesche  e giudiziarie, e una sostanza che è, per sovrammercato, devastante le forme della giuridicità: talché, nei codici loro, nel lèssico della dottrina giuridica, si può parlare di carattere «antigiuridico» della penalità "reale", cioè di quella concretamente esercitata. E poco importa qui che, per noi, si tratti di «falsa coscienza» poi che la critica del Diritto, a cui noi ci riferiamo, considera anche quelle forme un mito, e dunque considera mi[s]tificata e illusoria, mistificante e illusionistica, l´immagine ideale di un Diritto perfetto (un po´ come è del "giusto salario", cioé dell´equo sfruttamento; o di socialismi, capitalismi, colonialismi, imprese, Stati "dal volto umano"...). Questa coscienza critica non va dismessa o appannata, e cionondimeno l´auto-contraddizione resta, e in essa va inserito un cuneo, una articolazione specifica di lotta. Senza illusioni autoincantatorie, senza illusionismi, senza "vecchie bandiere raccolte dal fango", senza nulla concedere al riconoscimento di una fondazione reale, di un fondamento ontologico, di una qualità condivisibile di valore dell´astrazione giuridica, che è comunque parte - nel caso migliore, contrappeso e correttivo - di un dispositivo societale che ha come presupposto l´eteronomizzazione umana, e non già la difficile costruzione, autodeterminantesi, di autonomia. (Autonomia che è anche comunanza, e viceversa: i due termini sono consustanziali, reciprocamente costitutivi. Comunità capace di comune autonomia come facoltà, come risultante d´insieme, articolata in/composta da autonomie singolari, connotate da quel principio di riflessività e cognizione del relativo e del reciproco che è principio attivo di auto-limitazione, base di coesistenza, d´inter-dipendenza che in realtà non è censura, mutilazione, ma massimo di espansione ricca della potenzialità singolare).
É probabilmente necessaria una precisazione, per così dire, metadiscorsiva. Nel discorso che il sottoscritto e qualche altro, davvero rari nantes in curgite vasto..., vanno facendo, si intrecciano - e ne va segnalata la relativa distinzione - due ordini di considerazioni. Da un lato, una considerazione sugli effetti, per così dire, "politico-sociali", oltreché mentali, etici, di queste tendenze verso quella che abbiamo variamente tentato di definire, e che qui potremmo dire, semplificando per brevità, una società a dominante penale: effetti sulla regolazione, sulle relazioni, le mentalità, le passioni, la vita quotidiana, i processi di produzione della `vita materiale´..., a livello per così dire generale, rispetto ai `grandi numeri´. Dall´altro lato, c´è una inquietudine specifica che è appuntata agli effetti di queste idéologie su quelli che chiamiamo "i movimenti", sui soggetti, gli insiemi, le interrelazioni, la complessiva risultante interazione, di quell´insieme di aggregati umani, e anche «militanti», che designamo col termine approssimativo e certamente difettosi di "Compagnerìa, compagnerìe". Inutile dire che la distinzione è assolutamente relativa, e che i due piani sono strettamente, e in continuo, interconnessi. Ciò detto, riprendiamo il filo.

(continua)

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quotidiani collusionismi

di Wanda Maralli

Sabato, 25 luglio 2009. Ho in mano il quotidiano collusionista”. E ce l'ho, immagino, per un attacco forte, improvvido, di masochismo e autofustigazione (ma che sogni ho fatto, stanotte?). A mio parziale riscatto e per un residuo di autostima, non lo leggo veramente, perchè le righe si confondono, la decima schizza in cima e gli articoli mi sbrodolano addosso, insieme al cappuccino presso il solito baretto convenzionato.  Non ve lo racconto tutto, per carità: primum: non nuocere (se non in casi di stretta indispensabilità).
Comunque, sono 16 pagine. Molto presente il Barakkato della Casa Bianca. In prima pagina è citato 2 volte.
a) nel fondo sull'Università italiana dove si tagliano sempre più istruzione e ricerca penalizzando il sud a fronte della “... recentissima scelta di Obama di destinare ben 40 miliardi di dollari a scuola e Universita'.  
(La Gelmini contro Obama? Gelmini - come - Sarah Pelin?! Che scoop!!!)
b) In un titolo, che rimanda a pag. 8:  Crisi Usa: Obama aunenta il salario minimo”.
All'interno, lo trovo infatti in una foto mentre si sacrifica (lo si capisce dall'espressione) entrando in un fast food, a Washington, eroicamente immolandosi per quella ...boccata di ossigeno per i lavoratori poveri degli Usa che vedranno alzato il salario dell'orario minimo federale da 6,55 dollari a 7,25....
A parte il fatto - ovvio - che si dà di qua per tagliare di là, uno stipendio da presidente di 400.000 dollari l'anno + benefits + 1 milione di dollari per “emergenze anche personalival bene un hamburger!. Ritrovo Obama travestito da Bersani (il peggio del peggio, ma affari loro); da mediatore nella vicenda dell'Honduras (cosa ci sia da mediare non saprei, qualcosa non gli sta andando bene nel golpe che ha organizzato per accerchiare il petrolio messicano e contrastare l'A.l.b.a. Il pezzo, pomposamente preceduto dalla parola: ANALISI, titola: I tre peccati capitali del presidente Manuel Zelaya - che tenta, al momento invano, di tornare a casa sua. L'amerikano fa capolino anche da “non si uccidono così anche i cavalli”, che fa  immediatamente pensare  al destino di torturatori e sterminatori al quale gli Usa si sono consacrati fin dalle origini (eletti?) e poi a Gaza, ad Abu Graib, a Guantanamo, a tutti quegli inferni che il sosia di G.W.B. aveva promesso di smantellare e invece niente.
Basta. 
Per il resto: già dalla prima  - e con gran prosieguo nelle pagine interne - vengo informata che:
1 - Nella villa sarda di Berlusconi esistono importanti reperti di tombe Fenicie (ma non si parla dei cimeli che potrebbero essere sicuramente contenuti lì, provenienti dal Libano e dagli scavi chirurgici in Iraq, che si accompagnano agli effetti collaterali). Su questo gran paginone si va dalle veline alle mummie. Passando per i risultati dei ripetuti scavi sul corpo ormai putrefatto di Michael Jackson, perchè ai necrofili non basta mai. E per la Sardegna che brucia (come ogni anno: speculazioni, dolo, truffe, risarcimenti, mafia et continuando).
2 - Un muratore non è una badante. Notizia vecchia, riciclata. Il reato di clandestinità:
3 -  I rettori  non sono dei giudici, ma dei giudicati (lo dice Frati, de La Sapienza di Roma).
4 - Scoop!!! Scoop!!! Dietro l'omicidio di Falcone e Bosellino le cose non sono chiare e i colpevoli sono altrove. Parola di Salvatore Riina. 
5 - La 'ndrangheta c'è pure a Milano (ma va?!).
Un trafiletto - minimo - mi dice che i comitati cittadini aquilani si ritengono: forti e gentili sci', fessi no. Sostengono che le case nuove non saranno mai pronte  a settembre e i lavori per quelle vecchie, le vere case, non sono ancora iniziati.
C'è un appello per Gaza, delle ONG, ma il primo nome che leggo è OXFAM. So che non tutti saranno d'accordo ma, per me, a fare patti col diavolo ci si rimette sempre.
L'articolo su Habermas l'hanno ricopiato da qualche parte, del resto il good day si vedeva dal good morning. Habermas, se potesse leggerlo, farebbe causa.
Di sport non capisco nulla.
Paginone finale sull'irresistibile discesa del gruppo milanese di Luigi  Zunino, crollo delle illusioni di un immobiliarista che tanto in galera non ci finirà. Dovremmo piangerlo? Ce ne frega qualcosa?
16 pagine.
Il clou del giornale però, sta proprio nell'ultima. Piuttosto grossetto e davvero troppo onorato da una vignetta di Vauro, l'annuncio: La sinistra Enigmistica 64 pagine di giochi, parole crociate, anagrammi e test. Con il Papi quiz e l'oroscopo. In edicola tra qualche giorno con il quotidiano a 6 euro. E' evidente che si sta cercando di preparare i lavoratori, gli studenti, i disoccupati e i migranti a un autunno proprio caldo, da paura.

Cara Elisabetta, tu ieri hai spedito qui una e-mail nella quale chiedevi dove (...) in questo fascismo e omogeneità di pensieri e azioni, sia possibile tessere e combattere oggi una nuova Resistenza, non solitaria nè silenziosa?.
Non è semplice risponderti. E, per ciascuno è - logicamente - differente. Il piano dell'informazione è centrale. Anche lavorare su quello è qualcosa.
L'ho pensato sempre, e anche stamattina, mentre riflettevo su quei 6 euro di sinistra enigmistica. Non c'è limite. Nè alla sfrontatezza, nè all'ingordigia, nè alla falsa informazione, nè ai mille tentativi operati per l'unico scopo di rimbecillire tutti. Già oggi - perchè è sabato e c'è l'inserto, che te lo raccomando! - il quotidiano collusionista costava 2 euro e cinquanta. Io, che sono anarchica e m'arrangio la vita, ci faccio un pranzo con 2 euro e cinquanta. E allora ho un'idea. Il giornale non l'ho spiegazzato, sta messo bene. Torno all'edicola. Guardo diritto negli occhi il giornalaio. Ci intendiamo, lo conosco un po', so come ragiona. Giornale reso e 2 euro e cinquanta di ritorno. Perchè, come affermano di essere quelli de l'Aquila, anche io sarò sci'  “forte e gentile, ma  fessa no.
Continuiamo ad informare e infornare (ma non soltanto, però).


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LA  SOSTENIBILE  LEGGEREZZA  DEL  MALESSERE

(Continua? E chi lo sa? Cosa continua?)
Riceviamo e pubblichiamo (per una ragazza)
(...) no, non continua. Oggi quello che più mi dà dolore è vedere quanta poca importanza si dia alla vita. Si uccide per niente. Si uccide con l’indifferenza, a ritmo di jazz. Da un giorno di gennaio a una serranda chiusa possono passare 7 mesi. Più di 200 giorni. Più di 32000 ore. Posso raccontarle tutte. Sono tutte attesa. E’ come una grande anestesia (non per me). Il rimosso del rimosso. Si uccide veramente per niente. Provare angoscia può essere stimolante, creativo. La rabbia e il dolore anestetizzato che ci circonda non lo sono mai. La vita è anche inquietudine, è felicità, è disperazione, è gioco. E' correre dentro quella cartolina di mare, l'onda lunga dell'abbracciarsi, sognare, ricordare. La tosse che non passa, i fiori scelti con cura, soppalchi per arrampicarsi su un migliaio di aerei, gioielli incastonati dentro le valigie, un piccolo cane in attesa. Cercare un'altro modo di esistere, una favola grande e una realtà quotidiana. E lotte, desideri, sentimenti, scambi. Ma, se non si avverte quasi più la differenza tra lo stare bene e lo stare male (e non parlo per me), si può arrivare a uccidere anche ciò che è davvero sacro per l'incapacità della realtà. Col rifiuto. Il silenzio. L'indifferenza. Con una leggerezza che non può permettersi di vedere l'altro. Ciò che conta è l'affermazione di un falso sè, in un mondo di rappresentanze, di scadenze, di passaggi che si ritengono obbligati. Si dà dolore in tanti modi. Tutto si dimentica, tutto si perde, tutto si uccide. Nulla si unisce e tutto, con violenza, si divide. Trent'anni così giovani, così attesi, nessuno potrà restituirli. Sono stati e non sono. Non posso ricordare, non ho futuro.
Oppure, in altri casi, il malessere diventa sostenibile attraverso l'illusione
di poter mettere il mondo in squadra, pur di non sentire. E dico proprio sentire, non ascoltare. Sentire è naturale, ascoltare è già una convenzione, una forma. Io, a questa aridità, non riuscirò mai ad adattarmi.
Un uomo (un essere umano) senza utopia è un mostro di istinto e raziocinio; una specie di cinghiale laureato in matematica pura (De Andrè). Questo, oggi, a me fa veramente paura.
MMA.