LOGGIA
PROPAGANDA 2-P2 Il caso P2 esplode il 20\05\81, quando il Consiglio dei
Ministri, presieduto da Arnoldo Forlani, decide di rendere pubblici gli elenchi degli iscritti
alla P2. Ci si rende conto dell'esistenza di uno stato ombra insediato nel corpo dello stato. Nelle
liste, i nomi di 5 generali della Guardia di Finanza, di 22 generali dell'esercito, di 4 generali
dell'aeronautica, di 8 ammiragli, poi magistrati, alti funzionari dello stato, personaggi come
Vittorio Emanuele Savoia (tessera n°516), Gustavo Selva (n°623), Alighiero
Noschese (n°343), Michele Sindona (n°501), Roberto Calvi (n°519), il presidente dell'ENI
Leonardo Di Donna (n°827), Duilio Poggiolini (n°961), il capo del SIOS, che diventa
poi il SID, Vito Miceli (n°491), Giuseppe Sansovito (n°527) del SISMI, Walter
Pelosi (n°754)del CESIS, Giulio Grassini (n°515) del SISDE, il generale Gianadelio
Maletti (n°499) sospettato di collusioni con Freda e il capitano Antonio La Bruna (n°502) che è condannato per
favoreggiamento per lo stesso motivo. La metastasi P2 attacca e penetra anche
i mass media, iniziando dal “Corriere della Sera”; l’acquisizione avviene per opera
dell’editore Angelo Rizzoli (n°532), membro della loggia, e parte del finanziamento proviene
dalle casse dell'Istituto delle Opere Religiose, nell’organico del quotidiano gli
affiliati Maurizio Costanzo (n°626) e Fabrizio Trecca (n°327). Viene attivata una severa
censura sui giornalisti non graditi dalla P2, Enzo Biagi viene “confinato” in
Argentina come corrispondente. Nel ‘77, sempre per mezzo di Rizzoli, vengono acquisiti
il “Piccolo di Trieste”, “il Giornale di Sicilia”, “l’Alto Adige”, “il Lavoro”,
“la Gazzetta dello
sport”. Viene fondato “l’Occhio”, la cui direzione e' affidata a Maurizio Costanzo. Un altro
affiliato, Silvio Berlusconi (n°625), rileva l'emittente TeleMilanocavo, che
diventerà Canale 5, e il 30% del quotidiano “il Giornale”. concomitanza allo scoppio dello scandalo,
“il Corrier della Sera” perde la firma di Enzo Biagi, Alberto Ronchey e svariate
migliaia di lettori. “L’Occhio” e il “Corriere d’informazione” chiudono i battenti, “il
Piccolo” e “l’Alto Adige” vengono ceduti. Berlusconi esce indenne dalla bufera anzi,
acquisisce Italia 1 e Rete 4. A causa dei suoi atteggiamenti ambigui e tentennanti
nel rendere noto l'elenco degli iscritti, il Governo Forlani cade, alcuni parlamentari DC e
Craxi, segretario del PSI, attaccano l'operato della magistratura, quest’ultimo imputa ai giudici
la colpa di “Mischiare notori farabutti a galantuomini”, ma evita di fare i nomi. A
capo della P2 c'è l'allora sconosciuto Licio Gelli, alle spalle ha una vita discutibile: ex fascista, ex
repubblichino, partigiano doppiogiochista, collaboratore dei servizi segreti
americani e inglesi, agente dei servizi segreti americani. Entra nella massoneria nel '65,
la sua carriera di massone e' misteriosamente fulminate, nel ‘69 e' ai vertici della P2, nel ‘70 prende parte
al tentato golpe Borghese col compito di rapire il Presidente Saragat. Gelli assume il
pieno controllo della P2 quando la "strategia della tensione" è al culmine, consistente parte della società
italiana auspica una svolta autoritaria capace di ovviare alla debolezza degli organi
costituzionali. La loggia penetra nelle istituzioni, nei sindacati, la Commissione Stragi
dichiara: “risultato finale di tutta l’operazione avrebbe dovuto restituire una
magistratura piu' controllata (con diversa regolamentazione di accessi e carriere) e meno
autonoma (con modifica del CSM), un PM separato e legato alla responsabilità
politica del Ministro della Giustizia; un Governo il cui presidente viene eletto dalla
Camera, libero dai condizionamenti del Parlamento e i cui decreti non sono
emendabili, un sistema della rappresentanza congelato con elezioni a scadenza
rigida e simultanee per il Parlamento e i consigli regionali e comunali; un
Parlamento profondamente modificato e ridimensionato nella composizione e nelle
sue funzioni; una Corte Costituzionale ricondotta in argini piu' ristretti attraverso
il divieto della sentenza cosiddetta attiva; un’amministrazione forte nei suoi
apparati da contrapporre alla fragilità del controllo politico esercitato su essa; una
struttura sociale piu' rigida e meritocratica; una stampa piu' controllata; un'economia
libera da eccessivi condizionamenti.” Si tratta di un progetto politico con parecchi richiami a quello dell’ala
conservatrice italiana odierna. Per la Commissione
Parlamentare guidata da Tina Anselmi e voluta dall'allora Presidente della Camera Nilde Jotti, la P2 è un
punto di riferimento dei servizi segreti americani per l'interesse di tenere sotto
controllo la scena politica italiana, anche promuovendo riforme costituzionali e
organizzando un colpo di stato. La P2 e' sciolta in base alla legge n°17 del 25\01\82, Gelli
e' condannato in via definitiva per il depistaggio delle indagini sulla strage di Bologna e sconta una pena di 12
anni ai domiciliari per il crack del Banco Ambrosiano. Berlusconi, il 21\02\94 dichiara a Mixer: “La P2
raccoglieva gli uomini migliori del Paese.” Il quadro tracciato dalla
Commissione Stragi e dalla magistratura è quello in cui gravita la loggia, con collegamenti con
gruppi eversivi dell'universo nero saldi e continui; la P2 incita e favorisce l'opera di queste organizzazioni
con l'intento di inserirsi in quelle aree secondo il proprio fine politico. Nella lista
degli iscritti ci sono 972 nominativi. Secondo Gelli, intervistato il 10\07\76 dall'“Espresso”, i membri sono 2400, per la
commissione Parlamentare sono sconosciuti i nomi di metà degli iscritti.
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