osteria calcutta

Roma, 12 giugno 2009

Spettabile Presidente degli Stati Uniti d’America Sua Eminenza Barack Obama,

Le scrivo la presente in luogo dell’ipotizzato contatto telefonico per disguidi incorsi tra noi e la societa’ Telecom-Italia (sui quali non mi dilungo).
RingraziandoLa per il Suo cortese invito e trovandomi nell’attuale necessita’ di declinarlo, mi permetto di metterLa sull’avviso in merito ad alcune questioni sotto elencate.

a) Non ho mai visitato personalmente l’Afghanistan, ma ne’ io ne’ l’Associazione che mi onoro di rappresentare ha mai avuto motivo di ostilita’ nei confronti del popolo afgano. Al contrario, i rappresentanti di questo popolo che ci e’ stato dato di incontrare in giro per il mondo ci hanno fatto un’ottima impressione. Riteniamo percio’ che un ampliamento del contingente militare italiano – in televisione abbiamo sentito parlare di 500 unita’ – toglierebbe si’ diversi militari dal nostro paese (e, certi che questa sia la Sua vera intenzione, di cio’ La ringraziamo), ma li renderebbe complici dello sterminio di un popolo che ha l’unica colpa di trovarsi in una zona particolarmente appetibile per il petrolio, le linee di gasdotti, l’oppio.  

b) L’italia e’ gia’ un Paese multietnico. Non Si faccia incantare da chi ha interesse a nasconderLe una verita' palese. Io, per esempio, abito con un ragazzo messicano,  acquisto la frutta da una  gentile signora del Bangla Desh, mangio la pizza alla napoletana ottimamente preparata da un ristoratore egiziano e, nei periodi in cui il PC e' non funzionante per eccesso di intercettazioni, ricorro ad un Internet Point gestito da una famiglia di cinesi. Un'impresa (regolarmente ablitata) di rumeni taglia l'erba nel giardino della mia casa di campagna e molti miei amici frequentano corsi di danza africana organizzati da un ballerino senegalese. Potrei continuare con gli esempi ma, per non tediarLa, aggiungero' solo che il 50% delle persone che frequento d'abitudine non sono italiane. 

c) So che Lei e' persona particolarmente sensibile alla questione del Medio Oriente. In particolare, ho pienamente percepito dal Suo recente discorso all’Universita’del Cairo quanto Le stia profondamente a cuore il destino del popolo Palestinese. Ho anche intuito che gli Usa stanno mandando grandi aiuti a distanza. Lo facciamo anche noi, in Italia, come ben sapete.

d) Non sappiamo ancora se, per il G8 dell’Aquila, Lei sara’ ospitato nella suite di 130 metri quadrati in una delle palazzine all’interno della Scuola per ispettori della Guardia di Finanza di Coppito, oppure presso l’hotel Campo Imperatore - altrimenti detto “L’hotel del Duce”, magari nella stanza dove fu rinchiuso Mussolini - o a Pescara (sinceramente, non abbiamo seguito questo aspetto). Ad ogni modo, importante e’che Lei ricordi di non essere il solo (so che e’ difficile) al quale trovare una sistemazione. Ci sono altri 15 capi di governo e di stato da alloggiare nei 3 giorni compresi tra l'8 e il 10 di luglio!. Esperti logistici stanno componendo il puzzle. Non e’ semplice. La mettessero accanto alla delegazione russa? 
Non fidatevi tanto del nostro capo della protezione civile signor Guido Bertolaso: la popolazione aquilana non è sufficientemente convinta che organizzare il G8 a L'Aquila sia stata proprio questa straordinaria idea per rilanciare l’economia, il turismo e le attivita' sociali di questo territorio. La popolazione aquilana e’ veramente incazzata per questa cosa. Troverete all’Aquila migliaia di cittadini tenda-internati e molto molto incazzati, nonche’, potete scommetterci, pure i no global. Verra’ allestito particolarmente per Lei un eliporto d’emergenza, ma sappiamo che, degli elicotteri Agusta (Fimeccanica, do you remember?) non avete troppa fiducia.

e) Lo ammettiamo, Gheddafi e’ venuto in Italia, ma solo perche gli italiani volevano vedere le amazzoni. Sui giornali si e' parlato particolarmente di questo, si sono fatti paragoni, concorsi, etc. Mi rendo conto che cio' La deludera', ma e' da tempo che, qui, la politica non e' una cosa seria come nel Suo paese e l'informazione  - solo a titolo d'esempio - si e' sempre dilungata molto sui vestiti della first lady e molto meno su cio' che Lei, in quanto Presidente, dice o lascia intendere.

f) Ultimo, ma non ultimo, da Presidente a Presidente, ma che ci inviate a fare i prigionieri di Guantanamo? Questo punto ci appare un po’ misterioso. Avete carceri sotterranee (es. Minnesota), carceri sull’acqua (le stanno progettando anche qui), carceri nella zona 51 (non ci terrete solo gli alieni, no?). I nostri mezzi di tortura sono simili ai vostri (abbiamo imparato da voi, anche se ci abbiamo aggiunto quel pizzico di sapore mediterraneo in piu’, che non guasta). Dunque, perche’ spedire gli ex prigionieri di Guantanamo proprio qui? O intendete, come sembra, inviarli “liberi”? Significa che, per ottenere un permesso di soggiorno in Italia, occorra prima essere passati per un carcere speciale negli Sati Uniti? In attesa di chiarimenti, trovandoci nella indisponibilita’ad accettare il Suo invito, abbiamo pensato di inviare intanto alla Casa Bianca, per dirottarlo in un carcere speciale Usa, un nostro concittadino: tale Berlusconi Silvio. Dira’ di essere il Presidente del Consiglio, ma non credeteci. Quando si trova in difficolta'  - spesso - puo' inventare di tutto! 
Le domandiamo noi un unico GRANDE favore: non rimandatecelo indietro.

P.S.

Vladimir Putin non e’ la stessa persona di Vladimir Luxuria. 

Gas-dotti trans-europei e Gay-trans-europei non hanno nulla a che spartire.

Distinti Saluti

Marina Valente

Presidente dell'Associazione di Promozione Sociale L'Osteria a Calcutta