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web ha una redazione variabile, occasionale, aperta. Registra voci,
umori, avvenimenti. Segmenti di realta' e di lotta. Naviga a vista. Non
definisce e rifiuta ogni definizione. Si avvale di contributi
eterogenei, ma complementari. Gennaio 2010Cominciamo BENE ![]() ...e continuiamo meglio ![]() http://www.youtube.com/watch?v=5ndNVjS0sv ***** ... fascisti che ci visitate in internet, attenti allo scalino, uscendo “Sovrapposizioni”, piccolo libro del 2002, firmato da Gilles Deleuze e Carmelo Bene. Comprende la rilettura di Bene del Riccardo III di Shakespeare - con una cinquantina di foto di scena -, il saggio di Deleuze “Un manifesto di meno”, la risposta di Bene, che fa esplodere Deleuze per ogni dove: “Che le parole cessino di fare “testo”… ***** L'abbiamo visto appeso ad ogni angolo di strada, di sentiero, di casa: Perchè l'immaginazione è tanto pericolosa? Perchè, senza immaginazione, non si può nulla. Senza immaginazione non è possibile incidere sulla realtà, modificarne i parametri e volgere in positivo la vita. Senza immaginazione si diventa schiavi della televisione, dei libri alla moda, del computer dove si scribacchiano cose indirizzandole alle centomila faccine sconosciute di un qualche splinder, di un qualche faccia-libro. Senza immaginazione si declinano i soliti paradigmi stantii. Non si vola. Si diventa schiavi di immagini fasulle che rispecchiano solo sè stessi e il proprio narcisismo. Il proprio punto fisso, che è la morte. Oziando nel vacuo delle proprie profezie o logo-profezie acide, ovvie o mistificanti. Nel torbido dell'ambiguità. Poi, quando tutto ciò diventa palese, è idiota rinnegare l'immaginazione ricordando con voce stridente che i colpi di stato, Gaza, Guantanamo e quant'altro, sono realtà. E' un modo di sviare il problema. Quando parliamo di immaginazione, parliamo infatti della capacità di immaginare e mettere in atto azioni che vadano contro l'orrore in cui il mondo è avviluppato. Non si potrà mai mettere in atto azioni veramente “contro” attraverso la retorica del 2+2 = 4. A proposito: ho chiesto a un matematico - vero - cosa pensasse di questa formuletta; mi ha risposto: “Mai sentito”. L'ho riproposta a uno psicologo bravo e molto noto; mi ha chiesto se non avessi bisogno di qualche seduta d'analisi”. Poi, a un filosofo - vero - e mi ha risposto, come avrebbe fatto Deleuze: “Sai, è veramente necessario dire qualcosa di nuovo per creare qualcosa di nuovo”. Dire
qualche cosa di nuovo. Immaginare ed esprimere. E rendere efficace ogni
espressione. J’accuse: il presidente degli Stati Uniti d’America, nella persona di mister Barack Obama, di aver tradito il mandato dei propri elettori-concittadini ai quali aveva promesso “il cambiamento”, assecondando la volontà dei propri finanziatori: la grande finanza e le grandi banche commerciali mafiose negli Stati Uniti e in tutto il mondo. Accusiamo il presidente degli Stati Uniti d’America di aver accettato il premio Nobel per la Pace con le mani insanguinate dei massacri che il suo governo sta operando in Asia, in Medio Oriente e in America Latina e ha già annunciato di voler intensificare nell'universo mondo. Accusiamo il presidente degli Stati Uniti d’America di avere operato un colpo di Stato in Honduras, il 28 giugno 2009, allo scopo di instaurarvi una dittatura. J’accuse: l'ex presidente George W. Bush di aver orchestrato un falso attentato in combutta con la famiglia Laden, per avere il pretesto di invadere Paesi incolpevoli, ma che si trovano in posizioni strategiche per gli Usa. Accusiamo l'Amministrazione USA di George W. Bush e del successivo presidente Barack Obama di avere inventato il termine “terrorista islamico” e di continuare a perseguitare, invadere e assassinare gran parte del popolo arabo sulla base della falsa minaccia di tale “terrorismo”. Accusiamo, in Italia e nel mondo, tutti i governi e i mass media che si rendono complici di questa tragica farsa. Accusiamo gli USA anche di essere i responsabili di “Rivoluzioni colorate” in differenti parti del mondo che mirano a sovvertire legittimi governi e legittima volontà popolare per instaurare governi fantoccio alle proprie dipendenze. Accusiamo gli Stati Uniti d'America di morti infinite e di assassinii mirati. Li accusiamo dell'assassinio a freddo della ventiseienne Neda Agha Soltan, in Iran, avvenuto non nel luogo mostrato, attraverso un falso mediatico di bassa qualità, dalle televisioni di tutto il mondo, ma durante il tragitto verso l'ospedale su un'auto noleggiata da agenti della CIA. J’accuse: gli Stati Uniti d’America di continuare a tenere Cuba sotto embargo dal 1961, nonostante i ripetuti pronunciamenti contrari dell'ONU e di molteplici organizzazioni umanitarie. Di aver collocato proprie basi militari (NATO) in posizionamenti strategici in paesi asserviti e di continuare a farlo. J’accuse: gli Stati Uniti d’America e lo stato di Israele di genocidio e di assassinii ripetuti e programmati. Li accusiamo anche di avere colonizzato la Colombia, accerchiato il Venezuela, avere installato nuove basi a Panama e nel Paraguay, avere orchestrato cospirazioni in Bolivia, Ecuador e Venezuela. Concordiamo con chi li accusa anche di avere tentato colpi di stato nel Paraguay, nel 2000, e in Bolivia, nel 2008, al fine di accaparrarsi le risorse di tali paesi: petrolio, risorse minerarie, legno, pascoli, manodopera a basso costo, biodiversità, acqua. J’accuse: lo stato d’Israele di genocidio ai danni degli abitanti di Gaza (l’ultima, un anno fa: 2000 morti) e del popolo palestinese. Accusiamo gli Stati Uniti d’America di favorire e promuovere le ricorrenti stragi operate dallo stato di Israele. J’accuse: gli Stati Uniti d’America, in caduta libera, di aver utilizzato una crisi sistemica nel sistema capitalistico - ampiamente prevista - allo scopo di riassettare il proprio collocamento internazionale sul fronte dei pagamenti e ristabilire un fronte delle Alleanze che continui a vederli al centro della scena. J’accuse: la mafia internazionale dell’Alta Finanza e delle grandi banche e Corporations. J’accuse: i Servizi segreti dei differenti stati di essere stipendiati allo scopo di portare morte e distruzione nell’universo mondo. Ma non finisce qui, o faremmo un discorso che non è il nostro e mostreremmo solo un aspetto del problema. Oggi non si può più parlare unicamente dei misfatti operati/operanti atribuibili agli Stati Uniti e allo stato di Israele: J’accuse: i governi dei Paesi che beneficiarono degli aiuti previsti dal Piano Marshall alla fine della 2° guerra mondiale, di sostenere in ogni possibile modo il governo degli Stati Uniti d’America, per trarne profitti individuali, attraverso sistemi mafiosi, nella persona dei dirigenti locali. Ma accusiamo anche l’Europa tutta, servile e connivente, di essere completamente complice di tutto questo. J’accuse: la grande maggioranza delle istituzioni della cosiddetta “società civile internazionale”, a cominciare dall'’ONU, la FAO, l’UNICEF, L'UE ed il Parlamento Europeo, il WTO, i vari G 20, fino alle meno conosciute propaggini locali, di avere l’unica funzione di mantenere lo statu quo. Accusiamo la cosiddetta “società civile” e la cosiddetta “comunità internazionale” di arrogarsi il diritto di rappresentare i “diritti” dei popoli oppressi, rappresentando invece unicamente i propri interessi e quelli dei padroni che oggi non sono più soltanto gli USA, ma tutte le maggiori potenze in concerto e/o in conflitto per spartirsi risorse appartenenti ad altri popoli. La “società civile” e la “comunità internazionale” sono anello e cinghia di trasmissione di un sistema di morte. Le accusiamo di aver indebolito le lotte annacquandole nel buonismo, nelle marce marcescenti, sostituendo il “dialogo” alla lotta, la “concertazione” agli scioperi e alle occupazioni, l’“avversario politico” al nemico di classe. J’accuse: la grande quantità delle ONG, delle Associazioni per i diritti umani, delle Associazioni no profit, di essere null'altro che associazioni di lucro, operanti nel mondo a scopo interesse e di delazione, fornendo un contributo non indifferente alle “Rivoluzioni colorate” e stragi annesse. J’accuse: i falsi capi spirituali e i falsi religiosi di differenti Paesi di lavorare per il “Male” dell’umanità e di essere spessissimo sul libro paga CIA. Li accusiamo con particolare riferimento al Dalai Lama (altro Nobel per la Pace, “guida” spirituale di uno dei più terrificanti e oppressivi governi oligarchici, schiavisti e pedofili che mai si siano visti sulla scena mondiale); a Madre Teresa di Calcutta (la sadica che non riuscendo a vedere Dio - per sua ammissione -, lo cercava infliggendo torture ai più deboli, ai bambini, agli ammalati, ai moribondi). J’accuse: i governi tutti di essere complici di atrocità, di commetterle e di costituire parte integrante di Imperi malefici. J’accuse:tutti gli intellettuali (con eccezioni rarissime) “accreditati” presso i giornali, tutti i giornali, tutte le reti televisive, tutti i mass media nazionali - il riferimento è all'Italia - di essere controllati ed utilizzati per diffondere false idee nell’opinione pubblica. A volte consapevolmente (venduti), a volte inconsapevolmente (il risultato è lo stesso). Li accusiamo dello scempio operato ai danni della cultura italiana ed internazionale. Li accusiamo di ignoranza colpevole e/o salariata. J’accuse: i fascisti, i neonazisti, gli “Amici di Salò”, i comunitaristi, i criptofascisti, gli Eurasiatici, quelli che vogliono superare destra e sinistra, tutti i cialtroni italioti che li ascoltano e tutte le loro diramazioni falsamente antiimperialiste di fare il gioco del Potere, - oggi direi: dei Poteri - per il loro essere fascisti e nazisti, il loro ipocrita definirsi: "anticapitalisti senza essere antifascisti", ma per alcuni tra loro l'accusa è solo di ignoranza, stupidità, vigliaccheria. Per altri, di essere sul libro paga di qualche padrone. Li accusiamo di cercare consapevolmente di confondere le acque vaneggiando: di Grande Europa, di Eurasia, di demoplutocrazia, di “fascismo socialista delle origini”. J’accuse: i governanti di quasi tutto il mondo di minacciare il pianeta a causa dello sfruttamento dissennato delle sue risorse. Accusiamo di genocidio e crimini contro l'umanità i governi che, sviluppatisi in senso capitalistico e imperialista, non esitano a sterminare creature viventi: esseri umani, animali, flora e fauna, allo scopo di accaparrarsi le risorse planetarie. J’accuse: i paesi che si autodefiniscono “civili” per lo scandalo della persistenza della tortura, del carcere, delle condanne a morte e dell'ergastolo. J’accuse: questi stessi stati di genocidio, anche nella misura in cui catastrofi naturali già previste, vengono lasciate abbattere su popolazioni indifese e impreparate per lasciare agire indisturbati i Salvatur Mundi delle varie “Protezioni Civili”, lucrare sulle “ricostruzioni” e sugli aiuti e magari tentare di rifare l'ennesimo lifting a governi in crisi o deviare l'attenzione dei più da ciò che gli stessi governi stannno attuando. J’accuse: il Potere in ogni suo aspetto, generale o particolare, individuale o collettivo.
Un Potere che non abbiamo mai rivendicato, che non vogliamo, che non ci
interessa neppure allo scopo di sostituirlo con un altro. Un Potere che
ci fa veramente schifo e col quale non abbiamo mai spartito neanche un “cari e care”, figuriamoci una stretta di mano. ...anche in questo caso, non finirebbe qui, ma ce n'è abbastanza. Quanto scritto non significa in alcun modo abbandonare la distinzione destra-sinistra. A prescindere dall'origine di tale dicotomia, essa ha un senso. Non è che, poichè esistono i “pittori a sguazzo”, Caravaggio o Rembrandt non siano più pittori. Non è che, dal momento che esistono le “Rivoluzioni colorate”, quella Cubana non sia stata una Rivoluzione. E' talmente evidente che gli esempi non possono che essere banali. A Cuba le cose non sono andate bene, lo sappiamo. Nella “sinistra” però si riconosce un'umanità in lotta e in cammino. Giocherellare con le parole è tipico di chi non ha di meglio da fare. E, sicuramente, non è il nostro caso. Et voilà. Anche il 2010 è cominciato. ********* Vediamo ora cosa si sta muovendo nel mondo, dalla nostra parte.
Torniamo cioè al nostro punto di osservazione, molto più utile per comprendere gli eventi attuali e molto più proficuo per non scoraggiarsi. Infatti, se da un lato il Potere agisce morte e distruzioni per rimanere a galla, va detto che lo fa essenzialnente perchè minacciato dalle incalzanti lotte dei popoli. Che sono lotte di classe. ********* STURM UND 'NDRANGHETA (CACCIA AL NERO IN CALABRIA) NEL SUD ITALIA A: DOVE LO STATO C’E’ Presi a fucilate, migranti schiavi di Rosarno
(provincia di Reggio Calabria), in massima parte africani, si ribellano e distruggono con rabbia tutto ciò
che gli capita a tiro. Decine e decine di feriti negli scontri con i cittadini di Rosarno,
riuniti in comitati che chiedono l'espulsione immediata dei migranti. di Michele Sferra & compagni LOTTA DI CLASSE, FASCISTIZZAZIONE E RISPETTIVI
SOGGETTI Rosarno, paese di 15.000 abitanti nella piana di Gioia Tauro. Ci abitano e ci lavorano, in prevalenza come braccianti agricoli, 5.000 immigrati. “Merce” a basso costo; arriva da paesi lontani, principalmente dall’Africa. Se si guarda ai fatti di questi giorni attraverso l'occhio deforme delle televisioni, non si comprende nulla. I Tg presentano, in sequenza, la sacrosanta ribellione di persone schiave, che reagiscono a umiliazioni infinite, delle quali i ferimenti a colpi di fucile ad aria compressa sono l’ultima della serie; poi, con malcelata soddisfazione, passano a riferire della condanna a sedici anni - accolte in pieno le richieste del P.M.- di quattro cittadini rumeni per stupro e violenze commesse nel 2008 (sì, perchè gli italiani sono Santi...); poi ancora si dilungano sulla “Tolleranza zero” per i clandestini promessa dall’Amministratore dell’Inferno Roberto Maroni (“C' è stato troppo lassismo…”). A Maroni non basta mai. Non gli basta che, anche con la complicità del governo italiano, interi paesi siano stati condannati alla fame ed eletti a riserva di forza lavoro a costi stralciati, oltre che a contenitori di immondizia nucleare. Non gli basta che persone nate in questi paesi siano costrette ad allontanarsene per la fame, per le guerre, per le carestie indotte, inseguendo una speranza illusoria e a carissimo prezzo su rotte di mari che spesso scaricheranno solo un decimo tra coloro che sono partiti. E gli altri ai pesci. Da squali ad altri squali; un ritorno bruciato e un arrivo disperato. Non gli basta neanche che quelli che riescono a defilarsi dai campi di respingimento - soprattutto perchè assoldati da capitalisti agrari o industriali - vengano resi schiavi, costretti a 24 ore al giorno di lavori massacranti e senza tutela, per l'obolo di un salario irrisorio, ammassati dentro baraccopoli che nemmeno a Calcutta le immagino così squallide; anche perchè qui manca spesso la grazia di una donna o di un bambino; quelli sono rimasti indietro, aspettando un improbabile ricongiungimento. L’Amministratore dell’Inferno, bava alla bocca, invia a Rosarno una task force, col compito principale di “stanare” i clandestini. Lo scaricabarile Bersani – accusando di scaricabarilismo il compare leghista –, dice soltanto: “Sì, ma la Bossi-Fini non l’abbiamo mica fatta noi”. Solito gioco: “quello che funziona (cosa?) lo abbiamo realizzato noi, il resto voi”. Finchè qualcuno gli darà credito, andranno avanti così. Intanto, quello stesso Bersani, veramente il peggiore di tutti, promuove la candidatura della “fuoriclasse” Bonino per il Lazio. Emma Bonino. “Pacifista” e amerikana tanto quanto lo fu Oriana Fallaci. Un'ipocrita che - solo per dirne alcune - appoggiò il bombardameto del Kossovo; si schierò col Dalai Lama; inneggiò alla distruzione dell'Iraq; l'anno scorso - incredibile, da lei! - si sgolava in piazza contro la visita in Italia di Gheddafi. E chi ha più scarpe, gliele tiri. Grazie. http://www.youtube.com/watch?v=Evmv82KLbfM Anche la nota trasmessa dalla Federazione della Sinistra di
Reggio Calabria è ingannevole. Sostenere che la rivolta dei migranti di
Rosarno sia contro la violenza della 'ndrangheta, responsabile unica del clima di
razzismo strisciante, di situazioni terrificanti e
di sfruttamento - usando la parola 'ndrangheta
un numero esagerato di volte in un dispaccio breve - è cercare di convincere elettori-deficienti dell'esistenza autonoma del bau-bau.
Ricordare che la Calabria non sia terra di razzismo ed intolleranza, essendo
l'accoglienza costitutiva della storia e dell'identità calabresi etc. etc.,
è inutile se si attribuisce ogni colpa a una 'ndrangheta
che agisce fuori dallo Stato, come organizzazione separata, costringendo i migranti a vita e lavori in condizioni sub umane,
ad essere uccisi, umiliati, a subire attacchi fisici,
lanci di sassi, percosse, bastonate;
a rischiare la vita travolti da un’auto, o dalla ruspa di un “civile”
abitante di
Rosarno.
(Castelvolturno, settembre 2008, immagini da http://www.infoaut.org) Troppo buoni e infinitamente tolleranti, i migranti. Quando si ribellano, è per chiedere condizioni di vita umane e sempre a seguito di aggressioni. A Villa
Literno, nel 1989. A Castelvolturno, dopo che la sera del 18 settembre 2008, in coincidenza con
l’apparizione della tintura di iodio sull’altare di San Gennaro, la camorra di
stato allagò del sangue vero e innocente di sei giovanissimi africani - poco più di trent'anni, il più “anziano” - la sartoria “Ob Ob exotic fashions”,
a Varcaturo. Su africani del Togo, del Ghana e della Liberia, in meno
di trenta secondi, fu scaricato un impressionante volume di
fuoco, esploso da almeno 7 armi di modello e calibro differenti, mitragliatrici, semiautomatiche, kalashnikov... Sempre a
Rosarno, dopo che, il 12 dicembre 2008, un ennesimo raid portò al ferimento di due ivoriani. Centinaia
di africani innalzarono barricate e fronteggiarono la
polizia bloccando le strade, fino ad un grande
corteo davanti al municipio.
(Rosarno, gennaio 2010) E adesso?
A migliaia sono stati trasferiti, a volte su loro
richiesta, nei centri di accoglienza di Crotone o di Bari. Ma molti, soprattutto tra quelli che sanno che verranno espulsi,
già vanno via, a spargersi per la terra. Qualcuno finirà
nuovamente bracciante schiavo, altri
chissà. I mandarini calabresi marciranno sugli alberi, nessuno li
raccoglierà. Noi raccogliamo il messaggio dei migranti ribelli e
coraggiosissimi. Contro il razzismo, contro un governo-‘ndrangheta,
per una vita degna.
(Milano, settembre 2008, immagine da infoaut.org ) Proletari contro il Potere: i soggetti. O con loro o contro. Noi siamo totalmente dalla loro parte. Nessuno vi può dare la libertà. Nessuno potrà darvi uguaglianza o giustizia. Prendetevela. Malcom X Pier Paolo Pasolini, anche lui assassinato dalla mafia di stato, dedicò a Jean-Paul Sartre questa “Profezia”: http://www.youtube.com/watch?v=NdFBzmuzckM ********* La Rivoluzione è una cosa seria, per questo si fa con rabbia, ma anche con allegria! Respiriamo un attimo. Correva l'anno... http://www.youtube.com/watch?v=lr7J5Wf28sw http://www.youtube.com/watch?v=qxghrG8lpg0&feature=related http://www.youtube.com/watch?v=dxyZd6kHMgU&feature=related ********* PICCOLA NOTA TECNICA- abbiamo cambiato indirizzo e-mail, causa continue intercettazioni. Non abbiamo però abbandonato quello precedente. Potete quindi continuare a scriverci a: osteriacalcutta@libero.it. Riceverete la risposta dal nuovo server. I
In riferimento alla e-mail pubblicata sopra. (di Michele Sferra)
*********La pubblicazione del testo di Natalia Manfredi ha provocato differenti reazioni. Tra queste, due, decisamente negative e sostanzialmente simili da parte di un amico molto caro a qualcuno qui, e di una compagna di Bologna. Un po' ce le aspettavamo e comunque: bene. Se fossimo sempre tutti d’accordo, non ci sarebbe scambio. Approfittiamo quindi della divergenza di idee per dire alcune cose. Per quanto riguarda la redazione, avevamo deciso di non commentare affatto, almeno per ora, la tragedia di Haiti. Per due ordini di ragioni: a) perchè davanti alla morte e a cose che ti fanno male profondamente, c’è sempre bisogno di un momento di silenzio. Per me che sto scrivendo questa nota, è indispensabile. b) perchè sarebbe stato troppo facile ricordare la storia di Haiti e magari - per noi - cogliere l'occasione per rammentare anche la squallida amicizia di Madre Teresa con il sanguinario Duvalier (sappiano bene come la Nobel per la Pace corresse in immediato soccorso a tutte le peggiori dittature, coprendo infamie di stato). Avevamo anche una foto inviataci da un compagno che la mostra, nel 1981, ad Haiti, a fianco di Jean-Claude Duvalier, prima di ricevere da lui l'assegnazione della Legion d'Honneur ed esiste un video su you tube che dà conto anche di questa “amicizia”: http://www.youtube.com/watch?v=ndyIlCKTYAM). Dell’aguzzina della carità non abbiamo letto da nessuna parte, forse qualcuno ne avrà parlato, ma a noi non risulta. Della storia di Haiti, dei Tonton Macoutes (gli “Uomini Spettro”), i primi squadroni della morte di tutta l'America Latina, hanno parlato tutti. Come degli spiriti e delle sceneggiate dei Papa e Baby doc. Facile, facilissimo. E, al momento, a nostro avviso, poco utile. Poi, arriva la e-mail di Natalia. Dà alcune informazioni, ma soprattutto fa una serie di considerazioni che rimandano a grandi temi: paura, fallacità della scienza, fede, possibilità che, dalle macerie di un mondo, ne nasca un altro. Personalmente, non ritengo tanto importante stabilire se le catastrofi possano essere provocate o meno, quanto affrontare questi nodi. Hanno vaccinato tutti ad uno stesso schema, martellante, ossessivo, ripetuto quotidianamente: un disastro (a Gaza, in Afghanistan, in Somalia, a Rosarno, naturale o provocato, è lo stesso); annuncio del disastro; denunce su come è stato raccontato il disastro; altro disastro il giorno dopo o quasi; annuncio del nuovo disastro; denunce su come e’ stato raccontato etc. etc. etc. Peggio di una mitragliatrice a ripetizione perchè le cartucce non si esauriscono mai. E' una frenesia di disastri che impedisce di approfondirne uno, anzi, spinge a dimenticare quello precedente per occuparsi di quello presente, etc. etc. etc. Contemporaneanente, si verificano molteplici sciagure in tante parti del mondo e vengono commessi e commissionati orrori a valanga. Accade anche qui, ma se ne parla solo quando un evento macroscopico balza in evidenza (in alcuni casi, quando si vuole che l'attenzione venga concentrata su x, per evitare che qualcuno si accorga di quanto sta avvenendo in y). Forse, di Haiti, interessava a qualcuno prima di ieri (a parte chi ci opera da tempo come volontario)? Forse le condizioni di quel popolo erano liete? In Africa non si sta forse morendo per fame, anche in questo preciso istante? Nuovi bambini soldato - una delle cose che mi feriscono di più - non vengono reclutati in diverse zone del mondo, anche in questo preciso istante? Qualcuno non sta subendo torture di carcerieri che lo porteranno a morte, proprio mentre io sono qui, al computer? A Termini Imerese, è stato tutto risolto? Sono soltanto esempi, e di grandezza differente, tra gli infiniti possibili, eppure esiste una forma di assuefazione indotta a qualunque cosa, che sgomenta. Se, posto di fronte a tutto ciò, qualcuno diventa magari un po’ “paranoico”, non mi sembra strano. E, immaginarsi un ritorno della Fraternità della Costa, è sempre qualche cosa di meglio della fraternità delle cosche del potere, quella sì, davvero pericolosissima. Sulla base di queste considerazioni abbiamo deciso di pubblicare la e-mail “incriminata” e non ci sembra una scelta sbagliata. Ringraziamo invece Natalia per avercela inviata. Creare una piccola “discrepanza” in un concerto di approvazioni continue, spinge a discussioni e confronti. Tutta salute. Smuove le acque. Michele Dies irae
Cosa possiamo dire? Soprattutto: cosa possiamo fare?
Rispondiamo a tutti coloro che ci hanno scritto, con queste poche
righe. E' ovvio che non facciamo distinzioni tra vittime di stati
fascisti e delle loro istituzioni e vittime di una “catastrofe naturale che sarà pure “naturale”, chissà...”. Se volete partire, fatelo,
ma in fretta. C'è ancora qualche possibilità d'ingresso da Santo
Domingo, poi non sarà più possibile. Poi gli Usa, esperti anche a
casa loro nel criminalizzare la povertà (e considerando “casa loro” ogni
luogo del mondo che valutino interessante per risorse e/o
posizionamento), chiuderanno tutto e si avventeranno come avvoltoi su
ciò che resta di Haiti. Non solo non vi consigliamo alcuna associazione - e men che meno la Protezione Civile, che, tanto, non vi prenderebbe proprio - , partite soli, o con chi vi pare, chi lo può, ma evitate con cura i “professionisti
del volontariato”. Giocatevi la possibilità di vedere il mondo da
un'angolatura differente. Licenziatevi, se lavorate. E non
preoccupatevi di cosa potrete fare. Sarete d'aiuto comunque, c'è tutto
da ricostruire e qualunque cosa andrà bene. Noi non possiamo partire.
Ciascuno di noi: o è già impegnato in qualche contesto dove
altre persone, vittime, non possono essere abbandonate; o non ha
ottenuto il rilascio del passaporto; o è ammalato seriamente; o
accudisce qualcuno che lo è. Tra le immani tragedie che ci circondano, un sorrisetto amaro, parlando di Emma Bonino: “...quando uno cammina come un papero, nuota come un papero, fa quà quà quà come un papero, è un papero.” ********* ULTIM'ORA - DACCI OGGI IL NOSTRO FALSO ATTENTATO QUOTIDIANO, ovvero: E' più facile che un falso attentatore entri negli aereoporti di New York, che la gente s'accorga che era una bufala. Che l'americano medio non sia proprio un'“aquila”, lo sapevamo già, ma qui si supera il ridicolo. 17 gennaio 2010 - L'ANSA comunica al mondo che una persona non autorizzata è penetrata nell'“area sterile” dell'aereoporto JFK, di New York. Terminal 8 chiuso per tre ore. Aree d'imbarco evacuate e nuovi controlli. Ulteriore falla nella sicurezza? No: ulteriore palla stellare. ********* MY WORKS - “My Worlds
are chainging so am I... I am sending this album to a person once who inspired
me a lot! I use to tell her story to my friends till date. Thank you
Marina.” Sankha ![]() (“Sankha Cry”, Sankha Banarjee) Dear Marina, Ricevo questa lettera in un
momento difficile. Un mio amico, un artista bengalese che conosco bene e
che fu nostro ottimo collaboratore ai tempi in cui vivevo in uno slum di Calcutta mi
dedica una sua collezione. C'è stata una mia risposta (che ometto), uno
scambio di opinioni riguardanti fb, soprattutto si è parlato dell'alienazione in cui si vive oggi anche
in una grande città indiana (Sankha è a Delhi, da alcuni anni) e di come l'India si stia modificando, a passi velocissimi. Delle possibilità
della realtà e della finzione.Tutto ciò contiene spunti che mi sembra interessante condividere. Non ho alcuna intenzione di parlare dell’alienazione secondo Marx. Dò per scontato che chiunque capiti su questo web comprenda o sappia già per esperienza diretta che, quando il valore di una persona viene misurato in “erg”, potersi concepire “esseri umani” non sia cosa tanto immediata. Tutto concorre a mettere in crisi l’unica appartenenza che abbia un senso. In primo luogo il lavoro, che andrebbe rifiutato in ogni sua forma: fisso, part time, flessibile, precario o falsamente autonomo. Il lavoro fa male. Fa malissimo e sotto ogni punto di vista. Quest'etica del lavoro, della fatica, del sudore della fronte, è stata costruita per ingannare, per produrre e riprodurre schiavi salariati. Si dovrebbe lavorare infinitamente meno e sarebbe possibile, in un mondo organizzato diversamente. Qui, tutta la vita viene programmata attraverso il lavoro. In genere, nasci o ritardi a nascere solo quando il lavoro lo permette (perchè ci sono abbastanza soldi per ammettere una persona in più a tavola, perchè la carriera è avviata, etc.). Hai la possibilità di studiare se uno dei tuoi genitori lavora (di solito, tutti e due). Puoi laurearti o diplomarti se “in casa” si lavora a sufficienza e tuo padre non è operaio a Termini Imerese. Puoi avere una casa tua se il lavoro (principalmente dei genitori) te lo permette. Puoi trovare un lavoro se il lavoro dei tuoi familiari ha permesso loro di inserirti da qualche parte o se ti abbassi all'obbedienza a regole imposte da un lavoro di merda con annessi valoriali. Poi, riperpetui il ciclo fno alla pensione o a una morte sul lavoro, di lavoro malsano, o per disoccupazione, da cui miseria, fame, strada, malattie che non hai possibilità di curare. E, all'ultimo, ti chiedi: “...ha avuto un senso?”. Purtroppo, la risposta è “no”. Fortunati coloro che non fanno in tempo a rispondersi. “Work is
God”, come dice Sankha, solo
se è completamente libero. E per lui lo è perché è un artista. Ma
questo
capita molto raramente ed è legato a privilegi e/o a talenti autentici innati. |
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