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…io disprezzo Facebook. Spiega da se' il suo enorme
successo nel business americano in quanto strumento di "utilita’ sociale che
ti connette con le persone intorno a te". Ma…un momento! Perche’ mai
dovrei aver bisogno di un computer per connettermi con le persone intorno a me?
Perche’ dovrei lasciar mediare le mie relazioni attraverso l’immaginazione di
un branco di super-degenerati in California? Che c’era di sbagliato nel pub? Poi, davvero Facebook ti connette con la gente? Non e’ piuttosto che ci disconnette, da quando, invece di fare qualcosa di piacevole come
parlare, mangiare, ballare e bere con i miei amici, sto solamente inviando loro
piccole note sgrammaticate e foto divertenti nel cyberspazio, restando incatenato alla
mia scrivania? Un amico mi ha detto recentemente di avere trascorso un
sabato notte a casa, da solo su Facebook, bevendo alla sua scrivania. Che
immagine depimente. Lontano dal connetterci, Facebook oggi ci isola alla nostra
postazione. Facebook fa
appello a un tipo di vanita’ e presunzione arrogante che c’č in noi,
troppa. Se
ci pubblico un'immagine di me stesso che mi valorizzi, con una lista di
cose
che preferisco, posso costruire una rappresentazione artificiale di chi
sono per ottenere sesso o approvazione. ("Mi piace Facebook," dice
un’altro amico. "Ero fottuto, fuori di li’"). Incoraggia
anche una fastidiosa competitivita’ tra amici: sembra che con gli amici
di
oggi, la qualita’ non conti per nulla e
sia la quantita’ ad essere sovrana. Piu’ amici hai, migliore sei. Sei "popolare",
nel senso molto amato nelle scuole superiori americane. Lo testimonia la propaganda
sul nuovo Facebook: "Come raddoppiare la lista dei tuoi amici." Sembra,
dunque, che io sia molto solo nella mia ostilita’. Nel momento in cui sto
scrivendo, Facebook annovera 59 million di utenti attivi, compresi i 7 milioni
nel Regno Unito, il terzo cliente piu’ grande di Facebook dopo gli USA e il
Canada. Si tratta di 59 milioni di
creduloni, che hanno tutti volontariamente fornito informazioni sulla
propria identita’ e preferenze di consumatori a un uomo d’affari
americano di cui non sanno nulla. Finora, 2 milioni di nuove persone si
aggiungono ogni settimana. Al presente ritmo di crescita, Facebook avra’ piu’
di 200 millioni di utenti attivi il prossimo anno. E prevedo che, se nulla
accade, questo tasso di crescita si accelerera’ nei prossimi mesi. Come dice il
suo portavoce Chris Hughes: "E’ strutturato in se’ per espandersi proprio li’ da dove
e’ difficile uscire" Tutto quanto sopra scritto dovrebbe essere
abbastanza per farmi rifiutare Facebook per sempre. Ma ci sono molte ragioni
per odiarlo. Molte di piu’.
Facebook
e’ un progetto ben architettato e le persone che ci sono dietro,
una joint
venture di un gruppo di capitalisti di Silicon Valley, hanno escogitato
chiaramente un’ideologia che sperano di diffondere in giro
per il mondo. Facebook e’
una manifestazione di questa ideologia. Come gia’ PayPal, si tratta di
un
esperimento sociale, un’espressione di un particolare modo di
libertarianismo
neoconservativo. Su Facebook, puoi essere libero di essere chi vuoi
essere, se
non ti disturba essere bombardato dalla pubblicita’ delle piu’ grandi
marche del
mondo. Cose come PayPal e le frontiere nazionali appartengono al
passato. Benche’
il progetto fosse concepito inizialmente dalla star mediatica Mark
Zuckerberg, la
vera faccia dietro Facebook e’il 40enne capitalista di Silicon Valley e
filosofo futurista Peter Thiel. Ci sono solo 3 membri effettivi su
Facebook: Thiel, Zuckerberg e un terzo investitore chiamato Jim
Breyer - da una joint venture speculativa chiamata Accel
Partners di cui parlero’ dopo -. Thiel ha investito $500,000 in Facebook quando gli
studenti di Harvard: Zuckerberg, Chris Hughes e Dustin Moskowitz andarono a
incontrarlo a San Francisco, nel Giugno 2004, appena dopo avere lanciato il sito.
Thiel possiede ora il 7% di Facebook, che, alla corrente valutazione di Facebook di
$15bn, sarebbe l’equivalente di piu’ di $1bn. Si dibatte molto su
chi fossero esattamente gli originali co-fondatori di Facebook ma, chiunque
fossero, Zuckerberg e’ il solo rimasto a bordo, benche’ Hughes e Moskowitz lavorino ancora per la compagnia. Thiel e’ largamente
considerato a Silicon Valley e sulla scena del capitalismo speculativo USA come un genio libertariano. E’ il co-fondatore
e CEO del sistema virtuale di banking PayPal, che ha venduto a Ebay per $1.5bn,
prendendone 55m per se’. Ha anche gestito un fondo con la copertura di Ł3bn
chiamato Clarium Capital Management e una speculazione di capitali chiamata
Founders Fund. La rivista Bloomberg Markets lo ha recentemente definito: "uno
dei manager di maggiore successo nel Paese, nel campo dei fondi di
copertura". Ha fatto soldi scommettendo sul rialzo dei prezzi
del petrolio e prevedendo correttamente che il dollaro si sarebbe indebolito. Lui
e i suoi assurdamente ricchi amici di Silicon Valley sono
stati recentemente etichettati "La Mafia di PayPal " dalla rivista
Fortune, il cui reporter ha anche notato che Thiel ha un maggiordomo uniformato
a $500,000, la super vettura McLaren. Thiel e’ anche un maestro di scacchi fortemente
competitivo. E’ conosciuto per slanciare la scacchiera fuori dal tavolo, furioso,
quando perde. E non si scusa per la sua iper-competitivita’, dice: "Mostrami
un buon perdente e io ti mostrero’ un perdente."
Ma
Thiel e’ piu’ che un abile ed avaro capitalista. E’ un filosofo futurista e
un’attivista neocon (neoconservatore). Laureato in filosofia a Stanford, nel
1998 ha co-scritto un libro intitolato “Il Mito della Diversita’”, dettagliato
attacco al liberalismo e al multicultiralismo ideologico che dominava Stanford.
Ha dicharato che la "multicultura" e' capofila nella diminuzione delle liberta’
individuali. Quando era studente, a Stanford, ha fondato un giornale di destra,
ancora esistente e attivo, chiamato: “The Stanford Review”, il cui motto e’:
Fiat Lux. Thiel e’ membro di
TheVanguard.Org, un gruppo di pressione neocon basato su internet, nato per
attaccare MoveOn.org, gruppo di pressione di sinistra che lavora attraverso il
web. Thiel si auto-definisce "la via libertariana". TheVanguard e’ gestito
da Rod D Martin, un filosofo-capitalisa grandemente ammirato da Thiel. Sul sito,
Thiel dice: "Rod e’ una delle nostre menti-guida nazionali nella creazione
di nuove e necessarie idee per la politica pubblica. Possiede piu’ completa
comprensione lui dell’America di quanta ne abbiano dei propri affari i massimi
poteri esecutivi." Questo breve
estratto dal loro website da’ un’idea della loro visione del mondo:
"TheVanguard.Org e’ una comunita’ on line di Americani che credono nei
valori conservatori, nel libero mercato e nel governo limitato, che al meglio significa
portare speranza e sempre crescenti opportunita’ per ciascuno, specie per i
piu’ poveri tra noi." Il loro obiettivo e’ promuovere politiche che "daranno
una nuova forma all’America e al mondo". The Vanguard definisce la sua
politica: "Reaganite/Thatcherite". Il messaggio del presidente dice:
"Oggi daremo al MoveOn (il website liberal), a Hilary e ai media di
sinistra, lezioni che non avrebbero mai immaginato."
Dunque, la politica di
Thiel non e’ passibile di alcun dubbio. Che dire della sua filosofia? Ho
ascoltato cio’ che Thiel ha detto sulla propria idea di
futuro. La sua filosofia, a dirla in breve, e’ questa: fino dal 17° secolo, alcuni
illuminati pensatori hanno allontanato il mondo dall'antiquata vita legata
alla natura, e qui cita la famosa caratterizzazione di Thomas Hobbes a
proposito della vita come: "cattiva, brutale e breve", e in direzione
di un nuovo mondo virtuale dove la natura sia stata conquistata. C’č valore monetario, oggi, nelle cose
immaginarie. Thiel dice che PayPal era motivato da questo credo: “puoi trovare
valore monetario non negli oggetti reali fatti a mano, ma nelle relazioni tra esseri
umani”. PayPal era un modo di spostare denaro per il mondo senza restrizioni. Bloomberg
Markets la mette cosi’: "Per Thiel, PayPal era totalmente impostato sulla liberta’: permetterebbe
alla gente di schivare i controllo ordinari e spostare denaro per il mondo."
Chiaramente, Facebook e’ un altro esperimento uber-capitalisico: puoi trarre
soldi dall’amicizia? Puoi creare comunita’ libere dai confini nazionali e poi vendergli
Coca-Cola?
Facebook e’ profondamente
non creativo. Non fa assolutamente niente. Media
semplicemente tra
relazioni che stavano comunque stabilendosi. Il mentore filosofico di
Thiel e’
René Girard, della Stanford University, che propone una teoria del
comportamento umano chiamata “desiderio mimetico”. Girard considera le
persone
essenzialmente delle pecore che copieranno una dall’altra senza molto
riflettere. La teoria sembrerebbe provare la sua esattezza nel caso dei
mondi virtuali
di Thiel: l’oggetto desiderato e’ irrilevante; tutto cio’ che hai
bisogno di
sapere e’ che gli esseri umani tenderanno a muoversi in greggi. Di qui
le frodi
finanziarie. Di qui l’enorme popolarita’ di Facebook. Girard e’ un
abituče alle
serate intellettuali di Thiel. Cio’ che non ascolti nella filosofia di Thiel, tra l’altro, sono concetti vecchio
stile sul mondo reale come: bellezza, amore, piacere e verita’. Internet e’
immensamente attraente per neoconservatori come Thiel perche’ promette un certo
tipo di liberta’ nelle relazioni umane e negli affari, liberta’ dalle fastidiose
leggi nazionali, dalle frontiere nazionali e simili. Internet spalanca un mondo
di libero mercato e di espansione del laissez-faire. Thiel sembra anche approvare
i paradisi fiscali all’estero, e afferma che il 40% della ricchezza mondiale risiede
in posti come Vanuatu, le Isole Cayman, Monaco e le Barbados. Io penso che sia
giusto dire che Thiel, come Rupert Murdoch, e’ contro la tassazione. Anche a
lui piace la globalizzazione della cultura digitale perche’ rende difficile
attaccare i signori supremi delle banche: "Una rivoluzione dei lavoratori non
puo' prendere il sopravvento su una banca, se la banca sta in Vanuatu," dice.
Se la vita era, in passato: “cattiva, brutale e breve”, in futuro, Thiel vuole
renderla piu’ lunga, e a questo fine ha anche investito in una struttura che
sta esplorando le tecnologie per l’estensione della vita. Ha impegnato Ł3.5m
per il lavoro di un gerontologo di Cambridge di nome Aubrey de Grey, che sta
cercando la chiave dell’immortalita’. Thiel e’ anche tra i consiglieri di
qualcosa chiamato: “Il Singolare Istituto per l’Intelligenza Artificiale”. Dai
suoi fantastici website, estraggo cio’ che segue: "La Singolarita’ e’ la creazione
tecnologica di un’intelligenza piu’ sveglia di quella umana. Ci sono molte
tecnologie ... comandando in questa direzione ... Intelligenza Artifciale ...
direct brain-computer interfaces ... ingegneria genetica ... differenti
tecnologie che, se raggiungono una certa soglia di sofisticazione, permetterebbero
la creazione di un’intelligenza piu’ sveglia di quella umana." Cosi’, per
sua propria ammissione, Thiel sta provando a distruggere il mondo reale, che
chiama anche "natura", e istallare al suo posto un mondo virtuale, ed
e’ in questo contesto che dobbiamo guardare alla nascita di Facebook. Facebook e’
un deliberato esperimento nella manipolazione gobale, e Thiel e’ una brilante,
giovane cosa nel pantheon neocon, con un’inclinazione per remote fantasie
tecno-utopiste. Non voglio aiutare nessuno a divenire piu’ ricco. Il terzo
membro effettivo di Facebook e’ Jim Breyer. E’ un partner nella speculazione di
capitali Accel Partners, che investi’ $12.7m
in Facebook ad Aprile 2005.
Insieme a giganti USA come Wal-Mart e Marvel Entertainment, e’ anche
uno dei primi presidenti
della National Venture Capital Association (NVCA). Ora,
queste persone realmente operano in cio’ che sta avvenendo in
America, perche’ investono
in nuovi giovani talenti, come Zuckerbergs e simili. La piu’ recente
campagna
fondi di Facebook era capitanata da una compagnia chiamata Greylock
Venture
Capital, che investi' la somma di $27.5m. Uno dei senior partner di Greylock
si chiama Howard Cox, un altro tra i primi presidenti del NVCA, che e’ anche nella
In-Q-Tel.
Cos’e’ In-Q-Tel? Bene, lo crediate o no, (e guardate sul loro
website), si tratta dell’ala di speculazione di capitali della CIA. Dopo l’11
settembre, la comunita’ d’intelligence degli USA si eccito’ cosi’ tanto per le
possibilita’ della nuova tecnologia e le innovazioni nel settore privato che, nel
1999, mise in piedi la propria speculazione capitalistica, In-Q-Tel, che
"identifica e si associa con compagnie che sviluppano tecnologie d’avanguardia
per aiutare a fornire soluzioni alla CIA e al broader USA Intelligence
Community (IC) per favorire le loro missioni". Il Dipartimento per la
Difesa USA e la CIA amano la tecnologia perche’ permette di spiare piu’ facilmente. "Abbiamo
bisogno di trovare nuovi modi per scoraggiare nuovi avversari," ha detto
il segretario della Difesa Donald Rumsfeld nel 2003. "Abbiamo bisogno di
fare il balzo nell’era dell’informazione, che e’ il fondamento cruciale dei nostri
sforzi di trasformazione." Il primo presidente di In-Q-Tel era Gilman
Louie, che offriva servizi all’NVCA con Breyer. Altra figura chiave nel team di
-Q-Tel e’ Anita K Jones, primo direttore
del “Defence research and engineering” per il dipartimento della Difesa USA, e
- con Breyer – membro del “BBN Technologies”. Quando lascio’ il
Dipartimento della Difesa, il senatore Chuck Robb le espresse il seguente tributo:
"Ha portato la tecnologia e le organizzazioni militari operazionali a
disegnare insieme piani dettagliati per sostenere il dominio degli USA sul
campo di battaglia nel prossimo secolo."
Ora, anche se non accettate l’idea
che Facebook sia una sorta di estensione del programma imperialista americano intrecciata
a un massiccio strumento di raccolta di informazioni, non c’č modo di negare che come
business, e’ pura mega-genialita’. Ad alcuni on abili valutatori della rete la valutazione di $15bn sembra eccessiva, ma vorrei argomentare che,
invece, e’ troppo modesta. In realta’, il suo bilancio e’ vertiginoso, e il
potenziale per la crescita e’ virtualmente senza limiti. "Noi vogliamo che
tutti siano capaci di usare Facebook," dice l’impersonale voce del Grande
Fratello sul website. Scommetto che ce la
faranno. E’ l’enorme potenziale di
Facebook che ha indotto Microsoft ad acquistare 1.6% per $240m. Una voce
recente dice che l’investitore asiatico Lee Ka-Shing, che si dice sia il 9°
uomo piu’ ricco al mondo, ha acquistato lo 0.4% di Facebook per $60m.
I
creatori del sito hanno bisogno di fare un molto piccolo
accenno col
programma. Per lo piu’, siedono semplicemente dietro le quinte e
guardano come
milioni di iscritti a Facebook volontariamente scaricano i loro
dettagli ID, fotografie
e liste dei loro oggetti di consumo preferiti. Una volta in possesso di
questo
vasto database di esseri umani, Facebook ha solo da vendere
l’informazione ai pubblicitari che ci sono dietro o, come Zuckerberg ha
scritto in un
recente blog post: "provare ad aiutare le persone a condividere
informazioni
con i loro amici su cose che fanno sul web". E, infatti, e’
precisamente cio’ che avviene. Il 6 novembre dello scorso anno,
Facebook ha
annunciato che 12 imprese globali erano salite a bordo.
Includendo: Coca-Cola, Blockbuster, Verizon, Sony Pictures e Condé
Nast. Tutti
trascinati nel marketing delle sciocchezze a livello massimo, i loro
rappresentanti facevano commenti eccitati come nelle righe che seguono:
"Con
l’aiuto di Facebook, le nostre imprese possono diventare parte del modo
in
cui gli utenti comunicano e interagiscono su Facebook," dice Carol
Kruse,
vicepresidente del marketing globale interattivo, Coca-Cola Company.
"Lo
consideriamo un modo innovativo di coltivare relazioni con i milioni di
utenti di
Facebook permettendo loro di interagire con Blockbuster in modi
convenienti, rilevanti
e divertenti" dice Jim Keyes, presidente di Blockbuster e del CEO. ".
Siamo al di la’ della creazione di impressioni pubblicitarie. La
partecipazione di Blockbuster alla comunita’ del consumatore, avviene
in modo tale che, in ritorno,
i clienti si sentano motivati a condividere i benefici della nostra
azienda con
i loro amici."Condividi" e’ il linguaggio di Facebook per "Pubblicita’".
Iscriviti a Facebook e diventerai un libero passeggiatore, parlando di
pubblicita’ per Blockbuster o Coke, elogiando le virtu’ di tali aziende presso i tuoi
amici. Stiamo assistendo alla modificazione delle relazioni umane, all’estrazione
del valore capitalistico dalle amicizie. Ora, con la comparsa di Facebook, i
quotidiani, ad esempio, iniziano a sembrare disperatamente antiquati come
modello di business. Un quotidiano vende spazi pubblicitari ad affaristi che
cercano di vendere qualcosa ai loro lettori. Ma il sistema e’ molto meno sofisticato
rispetto a Facebook per due ragioni. Una e’ che i quotidiani devono sostenere
la fastidiosa spesa di giornalisti pagati per fornire il contenuto. Facebook fornisce
gratis i suoi contenuti. L’altra e’ che Facebook puo’ centrare il bersaglio dei
messaggi pubblicitari con maggiore precisione di un quotidiano. Ammetti su
Facebook che il tuo fim preferito e’: “Spinal Tap”, e quando uno stralcio del
film “Spinal Tap” viene fuori, puoi essere certo che te ne invieranno annunci
pubblicitari.
Inoltre,
hanno mai letto gli utenti attuali la politica privata di Facebook? Ti dice che
non hai molta privacy. Facebook pretende di essere per la liberta’, ma non e’ di
fatto nulla di piu’ che un regime totalitario
virtuale, ideologicamente motivato, con
una popolazione che sara’ molto presto in eccesso rispetto al Regno Unito? Thiel
e gli altri hanno creato il loro proprio Paese: un paese di consumatori. Ora, puoi ritenere questo esperimento
sociale, come Thiel e gli altri nuovi proprietari del cyberuniverso, tremendamente eccitante. Qui, alla fin fine, trovi lo stato Illuminato fin da
quando i Puritani del 17° secolo salparono per il Nord America, un mondo
dove ciascuno e’ libero di esprimersi come gli piace, in accordo con chi sta
guardando. Le frontiere nazionali sono una cosa del passato e ciascuno saltella
insieme a in uno spazio virtuale a ruota libera. La natura e’ stata conquistata attraverso
l’ingenuita’ senza fondo dell’uomo. Si, e puoi decidere di inviare al geniale
investitore Thiel tutti i tuoi soldi, e certamente attenderai impaziente la
pubblica flotation dell’inarrestabile Facebook. O puoi pensare che tu non
vuoi realmente essere parte di questo programma pesantemente fondato per creare
un’arida repubbica virtuale globale, dove tu stesso e le tue relazioni con i
tuoi amici sono trasformate in merci in vendita a imprese globali gigantesche.
Puoi
decidere di non volere essere parte di questa offerta pubblica di
acquisto in giro per
il mondo. Da parte mia, sto andando a ritirarmi dall’intera faccenda, a
restarne il piu’ staccato possibile, e a passare il tempo che conservo
non per
andare su Facebook, ma per fare qualcosa di utile, come leggere libri.
Perche’dovrei volere sprecare il mio tempo su Facebook quando non ho
ancora letto “Emdymion”
di Keats? E quando ci sono semi da piantare nel mio cortile? Non voglio
allontanarmi dalla natura, voglio riconnettermici. Dannata
aria-condizionata! E
se voglio connettermi con le persone intorno a me, ricorrero’ a un
vecchio
pezzo di tecnologia. E’ libero, e’ facile e fornisce unicamente
un’esperienza
individuale nel condividere l’informazione: si chiama: parlare.
1 TI
AVVERTIAMO "Quando usi Facebook, puoi costruire il tuo
profilo personale, creare relazioni, inviare messaggi per ricerche, domande
etc., formare gruppi, costruire eventi, aggiungere applicazioni e trasmettere
informazioni attraverso vari canali. Noi tratteniamo questa informazione per
poterti fornire il servizio e offrirtene di personalizzati."
2 NON PUOI
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usualmente teniamo una copia della prima versione per un ragionevole periodo di
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3 OGNUNO PUO’
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