Comitati di Resistenza Democratica
Furono fondati nel 1970 da Edgardo Sogno.

Sogno o son desto?
Pubblichiamo all'inizio il contributo di Mauro, un compagno di Roma che ha elaborato un interessantissimo dossier. (Integrazioni in rosso). Poi, un'estrapolazione (con altre aggiunte) da http://www.anpi.it/uomini/sogno_edgardo.htm.
Edgardo Sogno dei Rata del Vallino nasce da una famiglia della nobiltà torinese il
29\12\1915. Dopo aver frequentato la scuola di Allievi Ufficiali di Pinerolo ed
essere stato nominato sottotenente del Reggimento “Nizza Cavalleria” consegue la
laurea in Giurisprudenza. Nel 1937 consegue la laurea in Scienze Politiche e
sostiene l’esame per entrare a far parte del corpo diplomatico. Nel corso dello
stesso anno, spinto dal suo viscerale anticomunismo, dalle sue radicate
convinzioni monarchiche e convinto di intraprendere una battaglia per la difesa
della civiltà occidentale parte volontario per la guerra di Spagna, dove entra
nelle file franchiste. Arriva in Spagna del sud a bordo di una nave che
trasporta armi e cavalli, sbarca a Puerto Santa Maria munito di documenti
falsi. Entra nei ranghi di uno squadrone misto, composto da spagnoli ed
italiani, comandati dal capitano Reisoli Mathieu. Sogno, al quale viene
affidato il comando di un plotone di stanza a Puerto Santa Maria, riceve
l’ordine di dirigersi verso Valladolid, in direzione di Madrid. Giunto nei
pressi del villaggio di Arnjez, il plotone si trova coinvolto in uno scontro a
fuoco nel corso del quale Sogno perde il cavallo e viene ferito ad una mano da
delle schegge di bomba a mano. La breve avventura spagnola, nel corso della quale
viene insignito di una
medaglia di bronzo al valor militare, si chiude
nel marzo del 1939. Rientrato in Italia si laurea in Lettere all’università di
Torino, nel 1940 si trasferisce a Roma dove frequenta circoli antifascisti
liberali
(tra i quali quello di Croce e di Giaime Pintor). Nel 1942 viene richiamato alle armi, dopo aver tentato invano di
partire per il fronte russo viene inviato in Francia con le forze d’occupazione
e di difesa costiera. Il dichiararsi pubblicamente a favore della vittoria
delle truppe alleate gli costa l’arresto per alto tradimento. Dopo l’8
settembre entra nella Resistenza, dapprima come rappresentante del partito
liberale torinese, in seguito alla testa della formazione partigiana
“
Organizzazione Franchi”, collegata all’IS, il servizio segreto inglese, e
sostenuta dalle forze alleate con consistenti lanci di rifornimenti e armi.
Tenta di liberare Ferruccio Parri detenuto nell’albergo milanese di via Santa
Margherita, sede del quartier generale delle SS. Con indosso un’uniforme
tedesca, si presenta nell’albergo fingendo di dover consegnare dei messaggi
speciali, scoperto e arrestato viene internato in un lager nei pressi di
Bolzano dove rimane imprigionato fino a poco prima della fine del conflitto.
Insignito della
Medaglia d’Oro al Valor Militare fonda e dirige fino alla fine
del 1946 il quotidiano milanese “
Corriere Lombardo” e la rivista “
Costume”;
viene eletto membro della Consulta come rappresentante del partito liberale.
Schierato a favore della monarchia partecipa attivamente al referendum
istituzionale del 2 giugno che vede l’affermazione della Repubblica. Al fine di
rovesciare il verdetto referendario ricorre invano con numerosi appelli alla
Corte di Cassazione. Gli anni che vanno da 1946 al 1954 lo vedono impegnato in
incarichi diplomatici a Buenos Aires, Londra e Parigi, ed è nella
capitale francese che Sogno, nel 1953, segue i corsi del “Défense College”,
college della NATO creato da Eisenhower per formare quadri destinati alla guerra psicologica contro il comunismo. Ultimo incarico diplomatico: ambasciatore in Birmania, a Rangoon. (ufficialmente si dimise per non approvazione del giudizio negativo dato dal governo di centro-sinistra sulla
guerra in Vietnam). Al suo rientro in Italia fonda, grazia ai
finanziamenti della CIA, il movimento “
Pace e Libertà” con Randolfo Pacciardi e
Luigi Cavallo.
Nel 1954, nelle casse di Pace e Libertà entrano anche cospicui
finanziamenti dalla FIAT e dalla Pirelli. L’organizzazione, legata al gruppo
“gemello” francese “Paix e Libertè” di Jean Paul David, intraprende una dura
attività tra gli operai di sinistra delle fabbriche del nord e la pubblicazione
di falsi documenti del PCI. In una informativa del SIFAR del 16\10\1953 si
legge: “
Il movimento si dovrebbe sostituire persino alla polizia, specie
nello schedare attivisti del PCI e maestranze comuniste…”. In un'altra
nota del SIFAR datata 25\05\1954 si dichiara che: “
Il David e il Sogno
si sono recati a far visita all’ambasciatore degli USA, Luce, e al Presidente
del Consiglio Scelba, per ottenere un congruo finanziamento per l'intensificazione della campagna anticomunista in Italia”. (Sull'omonimo organo di stampa, il giornale anticomunista Pace e Libertà, scrive anche l'ex fascista repubblichino Giorgio
Pisanò). Nel 1971 Sogno
riprende la sua collaborazione con Cavallo, precedentemente interrotta, e i
due fondano i
Comitati di Resistenza Democratici,
organizzazione all’ombra
della quale nasce un progetto golpista. Nel Comitato entrano John McCaffery,
figlio del direttore dei servizi segreti inglesi a Ginevra dal 1943 al 1945,
Edward Philip Scicluna, contatto inglese con i partigiani in Piemonte e
successivamente, nel 1970, direttore generale della “
Fiat Agency and Head Office”
a Malta.
Sogno ha contatti con Hung Fendwich, ingegnere
americano dirigente dell'industria elettronica Selenia, eminenza grigia della Cia in Italia
e intermediario tra Nixon e il principe
golpista Junio Valerio Borghese. A Sogno, che gode inoltre dell’
appoggio della P2, della quale è
membro, si avvicinano neofascisti vicini a Borghese come Remo Orlandini e
Andrea Borghesio. Nei piani il progetto eversivo deve scattare tra il 10 e il
15 agosto 1974, in concomitanza delle ferie estive e della chiusura delle
grandi fabbriche, ma in questo periodo il Ministro della Difesa Giulio
Andreotti denuncia l’esistenza di vari tentativi di colpo di stato, in
concomitanza rimuove e sostituisce i vertici militari
coinvolti ostacolando il progetto golpista che non va mai oltre
la fase di ideazione. Il 23\08\1974 il giudice
Violante di Torino accusa Pacciardi, Sogno e Cavallo di avere pianificato
quello che diventerà noto come il “golpe bianco”. A gennaio del 1975 il
magistrato ritiene opportuno acquisire dal SID il carteggio Sogno,
l’incartamento che arriva sulla scrivania del giudice è scarno e costellato di
omissis. Il 04\06\1975 il Presidente del Consiglio
Aldo Moro dichiara che: “
I
documenti non consegnati rientrano nella materia connessa a specifica attività
di controspionaggio in relazione a dati formali soggettivi (nomi di personaggi
stranieri e di agenti informatori, sigle di operazioni di controspionaggio,
denominazione di uffici addetti alle operazioni ed altri elementi analoghi) che
dovevano essere mantenuti segreti a tutela di interessi politici e militari”.
Il 05\05\1976 Violante spicca mandato di cattura nei confronti di Sogno e
Cavallo, il 24 maggio le accuse vengono confermate, dopo neanche un mese agli
imputati vengono concessi gli arresti domiciliari. Il 12\09\1978 il giudice
istruttore Francesco Amato proscioglie gli imputati perché il fatto non
sussiste. Sogno sparisce dalla scena politica fino al periodo di
“Tangentopoli” con la pubblicazione di libri ed altre iniziative.
“Tangentopoli”
gli appare come il collasso del vecchio sistema politico, gli fa
sperare che si possa avverare il suo sogno di un'Italia gollista. Nel
dicembre
del 1990, nel corso di una intervista a Panorama dichiara che i
Comitati di
Resistenza Democratica si erano assunti: “…
l’impegno di sparare contro
coloro che avessero fatto il governo con i comunisti”
. Nel 1996 si candida
nel collegio elettorale di Cuneo nelle liste di Alleanza Nazionale senza però
venire eletto. Poco prima di morire realizza un
libro-intervista con Aldo Cazzullo: “
Testamento di un anticomunista. Dalla Resistenza al
golpe bianco”. Muore a Torino il 05\08\2000, il Presidente del Consiglio
Giuliano Amato ritiene opportuno concedergli i funerali di Stato che si
svolgono l’8 agosto alla presenza di molte autorità e in uno sventolio di
tricolori su molti dei quali appare lo stemma sabaudo.
***
Due anni dopo, sulla facciata della casa di Sogno e' apposta una targa che lo definisce “alfiere della monarchia”; il sindaco Chiamparino dichiara: “e' sbagliata, ma non mando i vigili a toglierla”.
Nel
2004, su proposta del Consigliere di
zona di AN, il Comune di Varese intitola a Sogno un largo.
L'iscrizione proclama: “apostolo della libertà” un uomo che ammise
prima di morire di avere tramato contro la Repubblica e di avere
tentato un colpo di Stato negli anni ‘70. Proprio a Biumo di Varese nacquero i Comitati di Resistenza Democratica, in casa dell'architetto Guglielmo Mozzoni, dove fu stilato un programma in 10 punti. Sogno dichiaro': “La
crisi e' certa, anche se ancora non precisabile, ma è una crisi
profonda dello Stato e delle istituzioni; costituisce una svolta, un
punto
limite oltre il quale viene a mancare la base di legittimità su cui la
Repubblica è stata
fondata. Per questo e' necessario ristabilire il carattere democratico,
occidentale e
nazionale del regime. Al momento della crisi rappresenteremo
l'unica alternativa con preparazione
e legittimità per la fondazione della 2° Repubblica”. Il consigliere
comunale di FI ricordo', durante l'inaugurazione, quella prima riunione aggiungendo:
“ ora Sogno appartiene alla
storia d'Italia”. Un golpista dichiarato, orgoglioso di aver preparato
un piano politico e soprattutto
militare per fermare con ogni mezzo quella che definiva la “deriva
cattocomunista” (!!!). L'ennesima revisione storica gli intitola uno
slargo invitando a condividere la cerimionia il piu' ecumenicamente
possibile.
COMITATO DI RESISTENZA
DEMOCRATICA (Cioe': Comitat/i, serie di centri politici in funzione anticomunista) Anche qui, nella prima parte, c'è il contributo di Mauro.
L'Organizzazione nasce nel 1970 per opera di
Edgardo Sogno, volontario nella guerra civile spagnola sul fronte
nazionalista-franchista, ex partigiano bianco dell’Organizzazione Franchi (di cui e' a capo e che porta il suo nome di battaglia: Franco Franchi) in
stretto contatto con i servizi segreti britannici e monarchico di ferro, e di
Luigi Cavallo. L’organizzazione parte dal presupposto che il comunismo stia
usando tecniche molto sofisticate per penetrare in occidente, lo spostamento a
sinistra della società italiana dopo il ‘68 ne è una prova; è contraria a ogni
forma di dialogo con il potenziale nemico. Nel ‘71 va in stampa la voce ufficiale
del gruppo, la rivista: “Resistenza Democratica”, editore Enzo Tiberti, ex partigiano passato sul fronte anticomunista ed entrato nel 1960 nelle file della
Gladio; tra i vari articoli pubblicati da noti
personaggi conservatori, nel secondo numero, il giornalista televisivo Enzo
Tortora firma un articolo dal titolo “Follie del dittatore-attore Fidel
Castro”. Nel ‘74 arriva nelle casse del comitato un finanziamento di quattrocento
milioni di lire elargito dalla FIAT per mezzo di Vittorino Chiusano, fervente
democristiano, direttore delle relazioni esterne della casa automobilistica e consigliere di
Giovanni Agnelli. Il 23\8\74 Violante accusa Pacciardi, Sogno e Cavallo
di avere pianificato il golpe. Chiusano dichiara in seguito al giudice istruttore di Torino
Luciano Violante di avere avuto un incontro con Sogno durante il quale quest’ultimo
lo aveva messo a conoscenza di un piano politico avente lo scopo di far diventare il
Partito Liberale Italiano una forza catalizzatrice della destra e quello di
sbloccare i voti congelati nel MSI. Convito da Sogno,
Chiusano dispone per un finanziamento. Chiusano dira' al giudice istruttore che Sogno ricevette tra ’71 e ‘74 almeno 187 milioni. (Complessivamente, tenendo conto degli anni a seguire, si parla di oltre 400 milioni da parte della FIAT). In cambio, il comitato provvede alla
schedatura di tutti gli attivisti politici del Partito Comunista Italiano
presenti in fabbrica e costituisce squadre antisciopero. Il comitato trova
sostegno e consenso nell’Italia reazionaria, Confindustria, Ministero della
Difesa e degli Interni. Prende forma il golpe bianco che prevede anche l’uso
delle armi in un teatro d’azione simile a quello della Grecia, del Perù, Del Brasile
e del Cile. Proprio all'indomani del golpe cileno di Pinochet, Sogno dichiara: “Nel
caso del colpo di stato in Cile è ingiusto e disonesto accusare i militari di avere
ucciso la democrazia”. Con l'accentuarsi delle posizioni eversive, molti aderenti, ex
partigiani bianchi, si allontanano dall’organizzazione, per contro gli si avvicinano
personaggi legati al Fronte Nazionale di Junio Valerio Borghese e a Ordine
Nuovo. Il 27\01\1975, il giudice istruttore Luciano Violante richiede al Servizio
Informazioni della Difesa il carteggio riguardante Sogno, il mese successivo è
consegnato al magistrato un fascicolo di poche righe e molti omissis. Nel
maggio dell'anno successivo Violante spicca un mandato d’arresto per Sogno e Cavallo.
Il 24\05\1976 sono confermate le accuse e sono emessi altri due mandati di cattura x gli
imputati. (ma sconteranno meno di un mese di arresti domiciliari). Il 19\06\ ‘76, il giudice istruttore Filippo Fiore, col consenso del PM,
concede ai 2 imputati la libertà provvisoria. Il 12\09\1978, il giudice istruttore
Francesco Amato proscioglie Sogno e Cavallo dalle accuse perché il fatto non
sussiste.
***
Ma cos'è questo golpe?
Gli
anni tra il 1970 e il 1974 furono i piu' intensi della guerra non ortodossa
teorizzata e preparata da un convegno del 1965 all'Hotel Parco dei
Principi, a Roma, organizzato dai
servizi e dallo Stato Maggiore della Difesa con la partecipazione di
molti leader del neofascismo
italiano. Per i promotori del convegno, l'avvio di una distensione tra Est
e Ovest nasconde una tecnica piu' sofisticata dei comunisti per
penetrare in Occidente.
In
Italia il comunismo e' giudicato potente e terribile (lo sostengono
ancora - in perfetta malafede -: potete leggere su Il Giornale del 14 agosto 2000, in
prima pagina: “
Il Pci progettava un colpo Stato”
, con commento di Paolo Guzzanti: “
Il golpe rosso”
) e le contromosse dell'Occidente sono “
giustificate”
. La societa' italiana si e' spostata a sinistra e il PCI potrebbe conquistare il potere per
via elettorale. Per
scongiurare il pericolo si attivano centri che ruotano intorno ad
ambienti della destra estrema, e altri che ruotano intorno agli
apparati statuali e ad ambienti atlantici.
Il fine e' uguale per tutti: impedire l'arrivo dei comunisti al potere “
con ogni mezzo perche', in un momento di rischio eccezionale bisogna
rispondere con mezzi adeguati ed energie eccezionali”
. Le tattiche sono
diverse: alcuni puntano al golpe classico, a forti tinte
neofasciste (come coloro che si raccolgono intorno al principe Junio Valerio Borghese che prepara un colpo di Stato sostenuto dai movimenti neonazisti italiani, Ordine
Nuovo di Rauti e Avanguardia Nazional di Delle Chiaie, appositamente riuniti
nuova sigla Fronte Nazionale); Altri (come Sogno
e Pacciardi) progettano una svolta presidenzialista e gollista per un
governo forte e una 2° Repubblica; altri ancora ritengono sufficiente
minacciare un golpe per consolidare equilibri anche attraverso
azioni violente di disordine -stragi da attribuire alla sinistra - per ottenere da parte del Paese una
richiesta di ordine (destabilizzare per stabilizzare). E' la “
strategia della tensione”.
Apertasi con la strage di piazza Fontana a Milano, prosegui' nel biennio ’73-’74 con molte azioni preparatorie del golpe (ricordiamo solo l'attentato al treno Torino-Genova del 7
aprile '73, fallito perche' l'attentatore ordinovista Nico Azzi
si feri' mentre innescava la bomba; l'agente
di polizia ucciso da una bomba a mano il 12 aprile del '73 durante una manifestazione fascista a Milano; i 4 morti e i 46 feriti del 17 maggio del '73 nella strage alla questura di Milano; la strage di piazza La loggia a Brescia, il 28 maggio '74, con 8
morti e 94 feriti; la strage dell'Italicus, 4 agosto '74, con 12 morti e 48 feriti. Altre due stragi, a Silvi Marina vicino Pescara e a Vaiano in Toscana,
fallirono, ma in tutt’Italia si verificarono centinaia di attentati. Richiederebbe molte pagine parlarne fino in fondo. Lo faremo in un'altra occasione).
Intanto,
in Valtellina, erano pronte le truppe
armate di un altro partigiano bianco, Carlo Fumagalli; a Milano era pronta la Maggioranza
silenziosa di Adamo Degli Occhi e Massimo De Carolis; era ponto il gruppo armato di Giancarlo Esposti; erano pronti i congiurati militari e civili della Rosa dei Venti. Alla fittissima attività
eversiva non erano estranei gli apparati istituzionali italiani e i centri informativi
Nato e Usa, senza
la cui guida e tolleranza, non sarebbe stato possibile tramare e a realizzare le “
azioni”
.Esiste comunque anche una
durissima guerra
tutta interna al “
partito del Golpe”
.Per restare al tema del golpe bianco progettato da Sogno e dai suoi, aggiungiamo qualche nota.Il progetto di golpe di Sogno nasce dunque all'ombra dei Comitati di Resistenza Democratica.
Il colpo di Stato e' progettato sula base della presunta “
ecezionalita'” del momento
. Sogno e' convinto, come Rodolfo Pacciardi, di alcune cose:
a) che la democrazia non sia un fine ed un valore non negoziabile, ma proprio la “
serva della zia”,
“
un mezzo
e uno strumento da utilizzare quando serve e accantonare quando ci siano interessi superiori”
. b)
che,
a fronte delle nuove tattiche di penetrazione dei comunisti in Italia,
ci si debba assumere - e lui dichiaro' piu' volte di averlo assunto - “
l'
impegno di sparare contro i traditori pronti a fare il governo con i comunisti… per impedire con
ogni mezzo che il Pci arrivi al potere, anche traverso libere elezioni”. Nella sua ultima lettera a un gruppo di sostenitori, del 13 lu. 2000, si legge: “la difesa sul piano del pensiero e della logica non esiste
al di fuori della distruzione fisica,
ossia della guerra civile. Per 50 anni mi sono battuto per la
distruzione dello Stato. Non esistono soluzioni al di fuori della
distruzione totale di questa realtà”.
c) che l'Italia necessiti di una repubblica presidenziale, quindi di una riforma
costituzionale simile a quella di de Gaulle in Francia. Il 13 giugno 1971 le elezioni amministrative parziali danno un buon
risultato all'estrema destra. Sogno dichiara. “
S’avvicina
il momento in cui si rendono necessarie soluzioni che non rientrano
piu' nella meschinità del calcolo e del dosaggio politico
ordinario, il momento in cui
fatalmente prevale chi sa concepire una comunità piu' ricca di motivi ideali, una società
fondata sui valori morali piu' generosamente e generalmente sentiti ”
. Sogno, questi valori morali generosamente e generalmente sentiti li trova associandosi alla loggia massonica P2. Del resto, tutti i protagonisti della stagione della strategia della tensione si trovano nella loggia di Gelli che fu parte del partito golpe con ruoli non marginali; tutti gli elementi salienti
del programma di golpe bianco passeranno nel gelliano Piano di Rinascita Democratica; Sogno compare
anche nella vicenda Sindona: con Gelli, John
McCaffery, Philip Guarino, Carmelo Spagnuolo e Anna Bonomi Bolchini e' tra
i firmatari dell'affidavit al bancarottiere, con dichiarazioni giurate chiesero alla
magistratura americana di non estradare Sindona
in Italia dove la giustizia lo perseguitava in quanto anticomunista. I valori morali
etc., Sogno li condivideva anche con diversi generali con i quali era
in stretto contatto. Il golpe bianco avrebbe dovuto essere: un' operazione
largamente rappresentativa sul piano politico e della massima efficienza sul piano militare
(Messori-Cazzullo, Il mistero di Torino)
per spingere il presidente della Repubblica Giovanni Leone a nominare
un nuovo governo capace di modificare la Costituzio in senso
presidenzialista (Paolo Emilio Taviani racconto', dopo la morte di
Sogno, di averne riferito alla Procura della Repubblica di Torino). Nel '74, come gia' scritto, Violante accusò Sogno, Pacciardi e Cavallo di avere pianificato un golpe bianco per mutare la Costituzione dello Stato e la forma governo con mezzi non consentiti
dall'ordinamento costituzionale. Nel settembre del 1973, all'indomani del golpe di Pinochet, in Cile, Sogno commenta: “
e' ingiusto e disonesto accusare i
militari di avere ucciso la democrazia”
. Nel novembre successivo dice, a Milano: “
In momenti come questi
non possiamo lasciare il nostro destino e quello dei nostri figli nelle mani di politici
di mestiere che hanno perso il senso della storia e si sono rassegnati al peggio. Nei
momenti decisivi per questo Paese abbiamo sempre avuto piccole minoranze, uomini
singoli che sono intervenuti e hanno assunto la responsabilità della guida morale e delle
grandi decisioni. Di fronte alla situazione in cui stiamo scivolando, intelligenza e mestiere
politico non sono piu' sufficienti. La ripresa del
cammino ascendente nello sviluppo economico, sociale e politico del Paese
e' impossibile senza la rottura della continuità con l'attuale regime, la radicale modificazione dell'attuale
quadro politico e il totale ricambio dell'attuale classe politica”
. ...sembra di leggere certi editoriali e tanti blog Kripto-fasci attuali, non e' vero?
Al Comitato Sogno si unirono alcuni vecchi partigiani bianchi
della Franchi
anche se, con l'accentuarsi del carattere eversivo del
movimento, molti di loro abbandonarono, mentre si
avvicinarono neofascisti e neonazisti. Furono con Sogno, tra gli altri: Angelo Magliano,
Rino Pachetti, Andrea Borghesio, ed Enzo Tiberti. A una manifestazione del Comitato, il 28 febbraio '72, al teatro Odeon di Milano, accanto
a Sogno ci sono il massone Aldo Cucchi, Massimo De Carolis e il
socialdemocratico Paolo
Pillitteri.
LOGICA DI SOGNO DELLA DESTRA E DELLA SINISTRA. Si sarebbe dovuto trattare di un golpe di destra con
un programma di sinistra, in modo da dividere lo schieramento
antifascista. Avrebbe dovuto compiersi come un blitz: tra il 10 e il 15 agosto del 1974; con azioni anche armate; di sabato,
durante le ferie, fabbriche chiuse e masse dei lavoratori
in vacanza.
La radicale modificazione del quadro politico avrebbe dovuto avvenire tramite un golpe bianco,
anticomunista e liberale, con un'azione violenta,
spietata, rapidissima. (
confermato da un rapporto del Reparto D del Sid, realizzato dal colonnello Sandro Romagnoli e dal capitano Antonio
Labruna, compresa l'azione volta a imporre al Presidente Leone profonde ristrutturazioni delle istituzioni dello Stato e la formazione di un governo di
tecnici con a capo Randolfo Pacciardi -azione
capeggiata da Salvatore Drago che
poteva contare anche su un consistente gruppo di appartenenti alla Ps-; Immediatamete avrebbero dovuto esserci: scioglimento del Parlamento; costituzione di un sindacato unico;
formazione di un governo provvisorio espresso dalle Forze Armate che avrebbero dovuto attuare il
programma di risanamento e di ristrutturazione sociale del Paese; riforma
elettorale-costituzionale; attuazione di una politica sociale
avanzata che avrebbe consentito il rilancio dello sviluppo
economico.
La lista del nuovo governo forte era pronta: Presidente del Consiglio: Randolfo Pacciardi; sottosegretari alla
presidenza del Consiglio: Antonio de Martini e
Celso De Stefanis; al Ministero degli Esteri: Manlio
Brosio; all'Interno; alla Difesa: Sogno; alle Finanze: Ivan Matteo Lombardo; al Tesoro e Bilancio: Sergio Ricossa; a Grazia e Giustizia: Giovanni Colli; alla Pubblica Istruzione: Giano Accame; all'Informazione: Mauro
Mita; all'Industria: Giuseppe Zamberletti;
al Lavoro: Bartolo Ciccardini; alla Sanità:
Aldo Cucchi; alla Marina mercantile: Luigi Durand de la Penne.
Un governo
tecnico imposto con un golpe bianco legittimato dalla messa fuori legge del Msi e dei gruppi extraparlamentari
di destra e di sinistra. Ci sarebbe stata la fine dell'immunità
parlamentare e l'istituzione di un tribunale speciale per i politici accusati di
corruzione e incapacita'. Per assicurarsi il consenso al
rinnovamento e alla
legittimazione morale, la svolta eversiva era presentata
necessaria per salvare il Paese. ...qui siamo proprio nel "vivo" di alcuni blog e nomi del corrente anno 2009, nonche' delle loro discussioni. Guardia Alta!!!Erano rappresentate tutte le forze politiche a eccezione dei comunisti. Ministri pronti ad entrare nel governo, reparti
militari, appoggi militari, Sogno dichiaro' che Giovanni
Colli, allora procuratore generale presso la Corte di Cassazione, era “
in totale accordo sulla necessità di rovesciare il
regime cattocomunista con ogni mezzo”
aggiungendo “
Sapevamo che il comandante e il capo di Stato maggiore dell'Arma dei carabinieri dovevano essere neutralizzati”
. Sogno rese pubblica la lista dei suoi ministri nel 1997, e la confermo' Andreotti, all'epoca ministro della Difesa. Andreotti
afferma di avere informato subito il giudice Violante
della documentazione ricevuta dal Sid in merito ai piani eversivi in
preparazione e di avere immediatamente ordinato al capo del Sid,
generale Miceli,
di informare subito Polizia e Carabinieri. Miceli, il 10 lug. 1974 consegno' al comandante generale dell'Arma dei
Carabinieri, generale Enrico Mino, al
capo dell'Ispettorato Antiterrorismo, Emilio
Santillo, un appunto dove s’informava dell'iniziativa eversiva e si comunicavano i nomi di Ricci, Drago, Pacciardi e Sogno. Il generale. Mino
confermo' a Violante di avere inoltrato ai comandi territoriali dei carabinieri due disposizioni con le quali
si ordinavano dispositivi di vigilanza da rafforzare ulteriormente nei giorni prefestivi e
festivi e durante le ore notturne. Il 10 agosto, il generale Igino Missori ordino' di predisporre un ulteriore contingente armato. Contemporaneamente, il capo della Polizia Efisio Zanda Loy dispose l'aumento del contingente armato di stanza al Quirinale e nella tenuta presidenziale di Castelporziano scegliendo
guardie particolarmente addestrate alla difesa personale e al tiro con le armi. Alcuni generali (Piero Zavattaro Ardizzi, Luigi Salatiello, Giuseppe
Santovito) furono rapidamente cambiati di posto - testimonio' Andreotti - in modo da impedire collegamenti.
Ad ogni modo, tutti i protagonisti si mossero in modo ambiguo, tenendo i piedi in piu' scarpe, non ci fu alcuna denuncia pubblica e i responsabili delle manovre e poi degli atti furono coperti e protetti. Nel 1974: i magistrati di Milano Gerardo D’Ambrosio e Emilio Alessandrini diedero nuovo impulso
alle indagini su piazza Fontana, coinvolgendo anche l'informatore del Sid Guido Giannettini;
il giudice di Padova Giovanni Tamburino scopri' il piano eversivo della Rosa dei Venti facendo arrestare il capo del Sid, Miceli;
A Torino, Violante apri' un'inchiesta sul
golpe bianco e Sogno fin' in carcere, ma per pochi mesi perche' gli
apparati e la politica tornarono a garantire l'impunità per tutti; la
macchina giudiziaria disinnesco' le indagini, strappandole dalla
Cassazione ai magistrati che le avevano avviate. Segreto di Stato apposto dal governo su molti documenti;
trasferimenti di processi, proscioglimenti per insufficienza di prove o perche' “
il fatto non sussiste”
. Curioso. Sogno non nego' mai di avere lavorato per una svolta istituzionale, anzi, si vantava pubblicamente delle proprie azioni illegali, di essersi assunto “
l' impegno di sparare ai traditori”.
Protagonista cosciente del doppio Stato, giudico' fino alla morte le proprie azioni “
necessarie e meritorie”
!!! Nel 1974 accadono anche altre cose: cambia il quadro internazionale, l'amministrazione Nixon e' sommersa dal Watergate, cadono
il regime di Caetano in Portogallo e quello dei colonnelli in Grecia. In Italia si arriva a uno scontro feroce tra l'ala piu' tradizionalmente filogolpista
(con, tra gli altri, il capo del Sid Vito Miceli) e l'ala piu' disposta a un cambiamento nei metodi
della “
low intensity war”
(ala incarnata dal capo dell'Ufficio D del Sid Gianadelio Maletti e
dal suo riferimento politico, Andreotti). Il partito
del golpe cambia tattica, abbandona lo scontro frontale avviandosi verso l'occupazione dei centri del potere coordinandosi
nel club dell'oltranzismo atlantico della P2. Continuità e cambiamento: si e' ormai a un autentico doppio Stato. Del resto, g
li episodi eversivi hanno sempre coinvolto organi e strutture dello Stato. Non si e' mai trattato di individui singoli
inseriti nella pubblica amministrazione, ma di una precisa strategia, con pesante ingerenza
degli apparati stranieri e italiani. I Corpi definiti “
deviati”
in quanto stornati dai loro compiti costituzionali,
erano dirittissimi! Obbedivano a ordini loro impartiti!. La strategia della tensione fu una stagione compatta, con azioni coordinate, stessi nomi e protagonisti: civili, neonazisti,
liberali; apparati militari e servizi segreti; politici;
uomini degli apparati atlantici che vegliavano sulla corretta esecuzione -anche con cover actions e apparati paralleli. Tanti depistaggi hanno impedito di comprenderlo. Sogno fu detestato da tutti (o quasi).
Al saggio sulla guerra non ortodossa pubblicato da Micromega (Gianni
Barbacetto: Il Polo occulto, Micromega 8/95) reagi' dalle pagine de Il
Giornale: “(...) ripugnante cinismo e intollerabile aggressività
totalitaria continuano ad imporci una risposta di totale rottura”. Per la destra, fu colpevole (Foglio no. 98) di “non opporsi con sufficiente energia al comunismo, di non
lavorare per la paralisi totale del sistema...” La destra non nega che abbia commesso i reati per i quali fu processato, ma sottolinea che non si tratto' di reati in quanto era lecito intervenire per fermare il comunismo anche oltre e contro la Costituzione. Un'eccezione: il
difensore e vecchio compagno di loggia Berlusconi che lo considera (per interesse personale) “perseguitato dalla giustizia delle toghe rosse”.
Mostri, megere ed anticomunisti utilizzarono mafiosi, e criminali
per mantenere il potere. Attuarono, condivisero e coprirono stragi. Il doppio Stato e' ancora strumento della lotta politica. Nulla di nuovo nei “Palazzi”, solo una nuova forma del vecchio: stessi personaggi, ex missini, gentiluomini del club P2, politici degli omissis. Quel passato è presente.Edgardo Sogno. Un incubo ad occhi aperti. Agente segreto e cospiratore per imporre una svolta autoritaria. Pluridecorato.
Lo credereste? Esiste
oggi il web:
http://www.edgardosogno.org/