osteria calcutta

4 settembre 2007 Moreno Pasquinelli  nel coro di Bush. Tonfo finale
(antefatto riassunto da me: Pasquinelli aveva accusato Grimaldi di non differire da Magdi Allam, in quanto entrambi attaccano il Campo Antiimperialista. Conosciamo Grimaldi e non siamo d'accordo su molte cose. Ma e' una persona onesta, percio', quando ha totalmente ragione , si deve riconoscergliela)
Estrapolo:
...che lui lo faccia da destra e io da sinistra no calava, dato che da tempo si librava in formazione con i neonazisti di Claudio Mutti, De Benoist e Thiriart, nei cieli del “comunitarismo” e dell’universalismo islamico, scevri da ogni arcaica divisione tra destra e sinistra (...) Non e' la prima volta che gli agitati del Campo Antimperialista mirano a parole contro l'imperialismo e l'antimperialismo. Esaurita la fase pseudotrotzkista rivistina Praxis, il campetto si orientò sulla Jugoslavia. Prima a sostegno dei serbi e  di Milosevic, poi, cambiata l'aria, a disgusto loro e dei loro "mille errori". [dopo la difesa di Al Queiida; nota mia] Pasquinelli,  ne inventa una piu' del diavolo, ecco nascere gli Antiamericanisti, combriccola partorita per rientrare nel gioco gabbando gli scemi, dalle teorizzazioni “oltre la dicotomia destra-sinistra” del sottobosco neonazista da Freda in giù. La testata, razzista, convogliava nell'appello “antiamericano” nel nome della “comune lotta all’imperialismo”, accanto ai 4 sfigati del Campo, il fior fiore della pubblicistica d'estrema destra. Finì malissimo per il Campo, inondato da riprovazione e che, alla contestazione che i fascisti sono antimperialisti perché auspicano un imperialismo loro, italico, europeo, carolingio, eurasiatico, ritenne utile tornare per un po’ nel retrobottega dei ristoranti locali. Si rifece sotto, sempre guidato dal “filosofo” post-moderno Preve [che ora ha ingaggiato una falsa lite con un ripensatore marziano, nel senso di Guzzanti; nota mia], assumendo il ruol o di’unico e indomito sostenitor e dellaResistenza Irachena, per la quale raccoglieva 10 euro a testa, essendo l’unica entità a conoscenza del c/c postal di tale Resistenza. (...)  Arrivano i leader della Resistenza Irachena Vi invito ad assumervi il travaglio di leggere l'intervista ad Al Kubaysi diffusa da Campo Antimperialista, chiamato anche “Comitati Iraq Libero”. Pasquinelli e Co. hanno portato in giro per l’Italia due soggettoni fatti passare per leader dell’API (Alleanza Patriottica Irachena), che guida lo schieramento della guerriglia antioccupazione: Awni al Qalemji e poi Jabbar Al Kubaysi. Awni lasciò l'Iraq a 15 anni per l'Ungheria e ora vive pacificamente e prosperamente in Danimarca. Kubaysi, dopo un paio di puntate in Iraq prima della guerra (gia' esule da decenni) e nel 2004, fatto 1 anno di carcere - riabilitante per i compagni, al pari della mesata in prigione di alcuni “campisti” - per aver urlato di volere unificare la Resistenza, vive oggi indisturbato a Parigi. E continua a tenere conferenze in giro per l'Europa, definendosi colui che dirige la Resistenza da Place de la Concorde, senza che coloro che buttano in galera o nelle extraordinary renditions il primo che dica Salam Aleikum, o accusi di terrorismo i bombaroli occidentali, gli chiedano le generalità. E pour cause! Leggete l’intervista e vi renderete conto del perchè un tipo così è impagabile per i terroristi di Stato che si nascondono dietro Al Qaida. In perfetta sintonia con Bush e i suoi piazzisti tra Parigi, Roma, Beirut e Tel Aviv, il “leader della Resistenza Irachena”, che non ha frequentato mai nemmeno uno con la fionda, spinge come un forsennato sul teorema “Al Qaida ovunque”, Al Qaida autrice di tutto ciò che esplode contro l'occupazione straniera in Iraq. Né piu' né meno di quanto i recessi delinquenziali dell’Occidente trasmettono ai loro burattini di qua e di là dell'Oceano. Chi è Al Kubaysi.  La desertificazione del Campo Antimperialista, percorso contorto di un supercialtrone. Da detrattore del Baath e di Saddam e del loro ruolo nel governo dell'Iraq libero e prospero e poi nella Resistenza, fino all'alleanza con un ramo discutibile del Baath e all'esaltazione di Saddam che, dopo l'occupazione, percorre il paese per rianimare la resistenza da decenni sagacemente preparata.  Da Kubaysi che dichiara al Campo Antimperialista che la scomparsa di Saddam e suo “clan di autocrati” è stata decisiva per la crescita della resistenza armata, al Kubaysi che riconosce a Saddam, prima della cattura, un ruolo d'innesco decisivo. Da Kubaysi che prima dichiara inesistente il Baath, poi ne riconosce la funzione di dirigente sotto Izzat Ibrwahim a Duri, designato da Saddam. Da Kubaysi interpellato telefonicamente da Pasquinelli, nel momento esatto dell'accensione delle telecamere Rai a San Pietro, nel ruolo di “mediatore” per il rilascio dei 4 mercenari italiani, a Kubaysi arrestato per avere superato il limite intromettendosi per il rilascio anche dei giornalisti francesi (poi rilasciato e esonerato da qualsiasi imputazione!). Fino a Kubaysi che, da Parigi, guida l’API, definita la coalizione egemone della Resistenza senza che nessuno in Iraq ne sappia nulla e che continua a sparare notizie e comunicati che non conferma nessuno da nessuna parte. Se non da Washington, quando attribuisce ogni petardo che scoppia in Iraq ad Al Qaida, “gruppo principale della Resistenza Irachena”. Vasellina d'oro per la guerra globale preventiva e permanente al terrorismo. Qualcuno, (...) dopo anni di collusione col Campo, se n'è accorto e. oggi organizza convegni “per la verità sull’11/9”. Che crescano e si moltiplichino. Ne va della vita.Di falsi miti è avvelenata storia del mondo da millenni. Sono quelli che garantiscono la dittatura della criminalità organizzata padronale. Con i grossi c’è tantissimo ancora da lavorare. Abbiamo cominciato con i miti quaquaraquà. Inshallah, ce n’est que un debut.     

...e tutto per restare in “Campo”....[ conclusione mia]