Banda della Magliana
Nasce alla fine del 1977 quando il
sequestro Grazioli, ideato Franco
Giuseppucci, detto “er Negro”
per carnagione e tendenze politiche, rapisce il duca Massimiliano
Grazioli e, con il riscatto di 1 miliardo e mezzo -il corpo di Grazioli
non sara' comunque mai trovato- riciclato in franchi
svizzeri parte alla
conquista di Roma. La Banda elimina tutti i vecchi boss che tentavno di
ostacolarli e prende in mano il mercato dello spaccio di stupefacenti,
quello dell'usura, quello delle
scommesse clandestine e ogni altra forma di attivitā illegale
redditizia.
Giuseppucci stringe saldi contatti con alcuni elementi della destra eversiva- testimonianza dei pentiti Maurizio Abbatino e Cristiano
Fioravanti-, con il prof. Aldo Semerari fin dal '77, poi con Carminati, i fratelli Bracci, Alibrandi. I
neofascisti si occuperanno di esecuzioni sommarie e depistaggi; in
cambio, Giuseppucci assicura loro forniture d’armi, riciclaggio e
reinvestimento in usura del denaro proveniente dalle rapine. Con l'uccisione di Giuseppucci, la banda passa sotto il controllo di Enrico “Renatino” De Pedis che ha contatti con
Cosa Nostra, la camorra, i neofascisti, Flavio
Carboni, Francesco Pazienza, la P2, il Banco Ambrosiano di Calvi,
l'IOR di Marcinkus. L’operazione di riciclaggio piu' nota, organizzata da Giuseppucci,
č quella dei traveller cheque rapinati da Giusva
Fioravanti, Alessandro Alibrandi,
Peppe Dimitri e Massimo Carminati alla Chese Manhattan Bank di Roma.
Giuseppucci organizza l'operazione all'inizio degli anni ‘80; il riciclaggio deve essere eseguito da
un cileno che pero' viene arrestato prima di portare a termine il compito; i traveller cheque che
finiscono sulla scrivania del giudice Mario Amato,
ucciso dai NAR il 23 giugno 1980, sono la prova dei legami tra la Banda della Magliana e i NAR. Secondo i pentiti Walter Sordi,
Angelo Izzo e Cristiano Fioravanti, uno dei favori che i
neofascisti ricambiano alla Banda della Magliana č l'omicidio di Mino Pecorelli, eseguito da Giusva
Fioravanti e Massimo Carminati, direttore periodico dell'O.P. (Osservatore
Politico), uomo vicino ai servizi segreti e iscritto alla P2 con la tessera numero 1750. Con le sue inchieste su
varie trame finanziarie, il giornalista infastidiva un politico vicino a Cosa nostra. Per
conto della P2, i neofascisti devono depistare le indagini sulla
strage di Bologna. Il 13 gennaio 1881 viene fatta trovare sull'espresso
514
Taranto-Milano una valigia contenente: quotidiani francesi e tedeschi,
due biglietti aerei,
esplosivo compatibile con quello usato per la strage di Bologna e un
mitra tedesco MAB38\42
modificato e con il numero di matricola abraso. Quando, il 4 dicembre
1881, viene scoperto l'arsenale della
Banda della Magliana, nascosto al Ministero della Sanitā dell'EUR, a
Roma, custodito Biagio Alesse,
dipendente del ministero, salta fuori un MAB 38\42 con la stessa modifica di quello ritovato nella valigia. Il
pentito Maurizio Abbatino riconosce il mitra della valigia
e dichiara che l'arma e' stata prelevata dall'arsenale, con due caricatori, da Carminati. "Renatino" e' ucciso da due killers in v.del Pellegrino, a Roma; la sua salma e' tumulata nella basilica di Sant’Apollinare.
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