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Di Franca Dumano (http://aut.blog.excite.it/archive/category/Letteratura) Un incontro speciale: Marina Valente, l’autrice di “Osteria Calcutta” pubblicato dalla casa editrice “Sensibili alla Foglie” . Grazie al mio amico Filippo ho avuto modo di conoscere una donna straordinaria, Marina, presidente dell’Associazione di promozione sociale “L’Osteria a Calcutta” Dieci anni di esperienza in India, ha realizzato audiovisivi e un film documentario. “Tutti i pensieri del mondo”. Il libro racconta le vicende di un’associazione laica libertaria , i successi ma anche il drammatico impatto con la mafia locale. Emerge un’India vista dal di dentro, da uno slum di Calcutta dove situazioni limiti sono mantenute tali dal complesso intreccio sorvegliati dalle armi della mafia che agisce all’ombra dei poteri politici . Senza
le lenti tradizionali l’India appare diversa dall’immaginazione occidentale ,
esistono tante Indie , quella filosofica, quella delle caste e degli slums ,
l’India del nucleare e dalla Microsoft , l’India della pace e quella della
fierezza e della dignità di popolazioni tribali che resistono all’avanzare
dell’economia di mercato. Ma c’è anche l’India delle rivolte. Il libro si apre
con una massima di De Andrè “Per chi viaggia in maniera ostinata e contraria
con il suo marchio speciale di speciale disperazione, è appena giusto che la
fortuna lo aiuti….”. Presso la biblioteca comunale Marina mi spiega che
“l’Associazione Calcutta “ include volontari non professionali provenienti da
forze marginali: sottoproletari, operai, disoccupati. Obiettivo
dell’associazione è quello di ricostruire speranza, possibilità di
lavoro, senso nella vita in persone senza molte opportunità nel territorio
nazionale. L’indipendenza dall’India non è mai stata raggiunta . Marina ha trascorso tanto tempo in India e l’ama tanto da crescervi sua figlia. Nel 96’ ha preso un master in diritto e politica internazionale, sperando di collocarsi in qualche “Ong” che cooperasse nel sub continente. Ma, al di fuori delle Missionarie della Carità, altro non c’era. L’India era relegata, dice Marina, al ruolo di cartolina esotica da cui trarre insegnamenti di vita o esportare cannabis . Così con un gruppo di amici è volata a Calcutta (oltre venti milioni di abitanti) tra i palazzi maestosi , ci sono casupole diroccate, macerie. Calcutta è tutto e il contrario di tutto . Di fronte all’Oxford Library frequentata dagli intellettuali locali, ci sono esseri martoriati , lebbrosi ed analfabeti che chiedono la carità per una rupia. Fuori dalla Kolkata University gli studenti del “Corso per i diritti umani”, si infilano veloci nella limousine con autista, ignorando l’esercito dei mendicanti. Land Rover sfrecciano accanto ai risciò a spalla. Poi, negli slums, l’acqua manca così come la luce. Marina è un vulcano in piena eruzione quando parla dell’India e leggere il libro “Osteria Calcutta” significa entrare nella lava del suo vulcano. La lava di una donna coraggiosa che ha conosciuto sulla propria pelle la violenza della mafia , ma continua con entusiasmo nel progetto P.S :Cara Marina, scrivo questo post solo adesso dopo
un mese dal nostro incontro, perché “impedita” nel vero senso della
parola. Il mio impegno nel diffondere il progetto “Osteria Calcutta” è
sempre valido Con la redazione di AUT organizzeremo una serata di
solidarietà con “Osteria Calcutta” con la proiezione del tuo video. Con tutto
l’affetto possibile. Fausta. |