Questo
web non costituisce testata giornalistica etc. (insomma, tutte quelle
robe la'). Ha inoltre mutato alcune cose all'interno del proprio staff redazionale. A seguito
di decisione per null'affatto unanime e in alcun modo
democraticocentralista -osiamo dire: per un colpo di zampa - , per il mese di agosto, il web e' affidato a:

AGOSTO 2009
Tanto per cominciare, c'e' poco da scandalizzarsi. Neanche uno che si chiamava Ernesto Guevara de la Serna era un campesino.
Antropomorfizzare
un animale e' reato; d'accordo, non chiediamo il castigo neanche per
chi lo fa. E neppure per tutti i dottor Frankenstein ne' per gli
ingegneri varii della biogenetica
trasformativa capaci di mutare un bianco in un nero (e viceversa) e
sfornare pecore clonate come la povera Dolly che, come fiancée,
l'avrebbe rifiutata pure un pastore barbaricino dopo un anno di
transumanza solitaria. Perdoniamoli tutti e non se ne parli piu'.
Pero', non
volendo partecipare di mostruose sperimentazioni antropocentiche e
desiderando, al tempo stesso, che specie ben piu' evolute di quella
definita “umana”,
parlino per noi e raccontino, si tratttera' di interpretarne, al meglio
che ci riuscira', gli scodinzolii, l'espressione, l'impostazione delle orecchie, gli
assalti e le ritirate, i mugolii di piacere o di disgusto...insomma:
tutto l'armamentario di cui e' naturalmente fornito un essere molto, molto diverso da tutti gli altri.
Per
non appesantire gli articoli, non daremo conto del laborioso lavoro di
decodificazione, in cui ci affideremo prevalentemente all'istinto, alla
sensibilita' e all'utopia, ponendo in secondo piano la ragione (pratica o pura), dimostratasi ormai del
tutto inadeguata a spiegare alcunche'. E' stato detto che “il sonno della ragione genera mostri ”,
utilizzando per scopi meschini il titolo di un'acquaforte di Goya
ripreso da Guttuso per un suo scarabocchio. Solo che Goya e'
stato un grande artista dell'illuminismo; Guttuso, un
colaborazionista di un certo revisionismo italico. E la ragione sola non serve assolutamente a niente ( lo sosteneva Einstein, figuriamoci noi). **************** 2 Agosto 1980 Bologna

Agosto 1956Marcinelle

Nessuna irrazionalita'. Un solo autore.
|
Commovente l’idea di scarcerare
Fioravanti per la ricorrenza della strage di Bologna. Ma non siamo giustizialisti e non e’ questo che ci interessa. Questo fa ancora parte del gioco. Il gioco che si gioca tra
stato - magistratura - parenti delle vittime (certezza della pena: concetto mostruoso) - i radicali -
nessuno tocchi Caino - papi e peppine - la res publica - i quotidiani
collusionisti- i repubblichini de La Repubblica - l’ossessione della sicurezza - i fascisti kriptici e manifesti -
casa Pound - i negazionisti - la manipolazione dell’informazione - l’opinione pubblica - i salotti a Salo' - l’Italia del Patto atlantico, dei morti di Nassirya e dei morti dell’altro ieri - dei complotti - delle
trame occulte - dei servizi niente affatto deviati - i democratici di sinistra (Bersani in testa) - gli “alleati” della Nato - l'Onu - gli Usa e un popolo-medio di rincitrulliti. Adesso
si riparla di pista Palestinese (per la strage di Bologna), mentre in Iran Ahmadinejaad riesce forse
finalmente
ad insediarsi, ma continuano gli scontri e, in Afghanistan, i
Taliban fanno saltare un po’ di
gente lungo una ferrovia. Fra un po’ ci informeranno che, a Bologna, il
2 agosto dell'80, Giuliana Sgrena aveva visto Bin Laden; proprio lui,
l’immortale, il sempre esistito e che sempre sara’. Sempre? Dipende anche da tutti noi fare un po' di chiarezza.
E’ difficile crescere saltellando tra una bomba e
l’altra. Cioe': in un campo seminato a mine anti uomo con
accenditori di tipo meccanico, elettrico, pneumatico - a effetto istantaneo o
ritardato - in Afghanistan, in Somalia, in Mozambico, in Bosnia. Dovunque ci sia da
sfoltire un po’. E anche in Italia. Per noi, gli 85 morti e gli oltre 200 feriti della stazione di Bologna,
venivano dopo i 12 morti e i 44 feriti estratti
il 4 agosto 1974 dalle lamiere dell’Italicus, a San Benedetto Val di
Sambro; recuperati da un tunnel buio,
da un treno affollato di persone che non pensavano di stare dirigendosi
verso
una vacanza eterna (e ci sara' una replica, nella stessa localita', il
23 dicembre 1984, quando una bomba sul rapido 904 provochera'
17 morti e 300 feriti). Bologna si collocava anche pochissimo
dopo Ustica. 27 giugno 1980. Roma.
Torre di controllo di Ciampino. Ore 20, 59 minuti e 45 secondi. Un
veivolo
civile, un Dc9 della Itavia, in volo da Bologna a Palermo scompare
dalla schermo
radar. E, con esso, svaniscono 81 persone (78 passeggeri e 3 uomini dell’equipaggio).
Il controllore di turno cerca di ristabilire il contatto col pilota;
nessuna voce da bordo. Scatta l'allarme, ma i soccorsi arrivano
soltanto il mattino dopo, quando l’aereo si e’ inabissato nel
triangolo delle Bermuda a metà tra Ustica e Ponza. Un
Dc9 non
e’esattamente un aereoplanino giocattolo che te lo perdi come niente
fosse. Si fece credere a un cedimento strutturale e fu fatta fallire la
società
proprietaria dell’aereo. Poi depistaggi, ritardi, occultamento di
nastri di registrazione.
E' difficile crescere tra un triangolo delle Bermuda e l'altro. Portella
della Ginestra non l'avevamo vista (non eravamo neppure nati), ma - oltre Bologna - il 12
dicembre del 1969, il 17 maggio del '73, a Milano, e la strage di
Brescia - piazza della Loggia, 28 maggio 1974 -, si'. Gia' l'8 e il 9
agosto 1969, una decina di bombe avevano causato un bel po' di feriti, esplodendo
su vagoni di prima classe di alcune linee ferroviarie tra Pescara e Roma, Roma e Venezia,
Roma e Lecce, Trieste e Roma, Milano e Venezia, Trieste e Domodossola,
Bari e Trieste (e viceversa). E, sempre nel '69, qualcuno ricorda ancora che, il 25 di aprile, a Milano,
era un bimbetto che accompagnava suo padre alla Fiera Campionaria,
quando un padiglione si trasformo' in una serie di esplosioni e lucette
che non facevano ridere per niente; lo stesso giorno, all'Ufficio Cambi
della Banca
Nazionale, all'interno della stazione centrale, altri scoppi e una
ventina di persone ferite. Ma piazza Fontana: 27 morti, 88 feriti e tutto quello che ne segui', detiene il primato per quell'anno. Che, solo 20 minuti piu' tardi, a Roma,
un ordigno scoppi nel sottopassaggio della Banca Nazionale del Lavoro e altri ne esplodano intorno alle 17, davanti all'altare patria e all'entrata del museo del
Risorgimento in piazza Venezia, e' poca cosa: grande botto, un po' di feriti, nessun morto. Nel '70, invece, il 22 luglio, su La Freccia del Sud, un'altra bomba disintegra 6 persone e ne ferisce 139. Il 31 maggio 1972, a
Peteano, ancora 3 morti e 1 ferito. Nel 1973: solo 4 morti, il 17 maggio, davanti alla questura di Milano. Il 1974 recupera: il 28
maggio, piazza della Loggia, a Brescia, i
morti sono 8 e quasi 100 i feriti.
E' difficile crescere tra una strage di stato e l'altra. Come minimo, si viene su un po' strani.Una notte della Madonna
“Italiani, l'auspicata svolta
politica, il lungamente atteso "colpo di Stato" ha avuto luogo. La formula politica che x un venticinquennio ci ha
governato, e ha portato l'Italia sull'orlo dello sfacelo economico e morale, ha
cessato di esistere. Nelle
prossime ore, con successivi bollettini, vi verranno indicati i provvedimenti piu'
immediati e idonei a fronteggiare gli attuali squilibri della Nazione. Le Forze
Armate, le Forze dell'Ordine, gli uomini piu' competenti e rappresentativi della
Nazione sono con noi; mentre, dall'altro canto, possiamo assicurarvi che gli
avversari piu' pericolosi, quelli, per intendersi, che volevano asservire la patria
allo straniero, sono stati resi inoffensivi. Italiani, lo Stato che insieme
creeremo, sarà un'Italia senza aggettivi né colori politici. Essa avrà una sola
bandiera: il nostro glorioso Tricolore! Soldati di Terra, di Mare e dell'Aria,
Forze dell'Ordine, a voi affidiamo la difesa della Patria e il ristabilimento
dell'ordine interno. Non saranne promulgate leggi speciali né verranno istituiti
tribunali speciali; vi chiediamo solo di
far rispettare le leggi vigenti. Da questo momento, nessuno potrà impunemente
deridervi, offendervi, ferirvi nello spirito e nel corpo, uccidervi. Nel
riconsegnare nelle vostre mani il glorioso Tricolore vi invitiamo a gridare il
nostro prorompente inno d'amore: Italia! Italia! Viva l'Italia! ”.
E' il testo del “Proclama alla
nazione” ritrovato nel marzo 1971 nello studio del principe
Junio Valerio Borghese, gia’ comandante della X Mas nella Repubblica di Salò e ormai rifugiatosi in Spagna
(gli fu concesso tutto il tempo necessario alla fuga). Oltre al Proclama,
furono rinvenuti: l'organigramma golpista, i nomi dei congiurati,
documenti
contenenti gli obiettivi strategici da occupare (Ministeri della Difesa
e degli
Interni, sedi televisive e di impianti di
radiocomunicazioni etc.), l’elenco delle persone da arrestare e
l'indicazione circa il luogo dove deportarle.
Il proclama avrebbe dovuto leggerlo Borghese, in diretta TV, a
coronamento del suo golpe, organizzato con le Forze Armate e
supervisionato dai servizi diritti italiani e da quelli atlantici. E' il “Piano Tora Tora”, (in ricordo dell'attacco a sorpresa dei
giapponesi a Pearl Harbour, il 7 dicembre del ‘41, pretesto decisivo - Roosevelt ne aveva attivamente cercati moltissimi - per l'ingresso degli Usa nel secondo conflitto
mondiale). Per noi, Tora Tora si piazzo’ tra il tentativo di colpo di
stato del 1964 progettato dal generale De Lorenzo, comandante
dell'Arma dei carabinieri (denominato Piano Solo, perche' solo i carabinieri - si fa per dire - ne avrebbero fatto parte) e il golpe bianco
ideato, nel 1974, da Edgardo Sogno, fascistone pluridecorato e
titolare, dal 2004, persino di uno slargo a Varese - dove i semafori con
l'“alt” non
funzionano proprio - e di una targa ricordo che lo definisce “apostolo della Liberta'”. Il golpe De Lorenzo e il golpe Sogno non riuscirono
neanche a scattare. Il Tora Tora si’. La notte dell'Immacolata, tra il 7 e l'8 dicembre 1970, moltissimi gruppi di congiurati,
militari e civili riuniti da Borghese nel Fronte
Nazionale, organizzazione registrata nel settembre del ’68, con regolare
atto notarile e finalità di perseguire qualsiasi
azione utile alla difesa e al ripristino dei massimi valori della civiltà
italiana in stretto collegamento con le organizzazioni neonaziste Ordine
Nuovo di Rauti e Avanguardia Nazionale di Delle Chiaie, ricevettero l’ordine atteso. A
Roma, in diverse citta’ della Lombardia,
del Veneto, della Toscana, dell’Umbria e della Calabria, vennero distribuite armi - una lunga e una corta - inclusi 200
fucili a ripetizione prelevati, senza sforzo, dal gruppo guidato da Stefano
Delle Chiaie, dall’armeria del Ministero dell’Interno; a Montesacro, dove si
trovava il quartier generale;
nei cantieri del costruttore Remo Orlandini,
legato al SID; nella palestra dell'Associazione paracadutisti di
via Eleniana; in
varie case del centro storico; nella sede di Avanguardia
nazionale; nei
dintorni dell'Università, si attendeva l'ultimo segnale da parte del
tenente dei paracadutisti Sandro Saccucci che,
assunto il comando del SID avrebbe dovuto procedere, insieme ai congiurati da lui diretti, all'arresto degli uomini politici indicati nella
lista rinvenuta a casa di Borghese. A Milano, il
colonnello Amos Spiazzi mosse con un intero reparto per occupare Sesto
San
Giovanni. A Venezia, civili e militari che stazionavano nei
pressi
dell'Arsenale, nello spiazzo dinnanzi al Comando della Marina Militare,
ricevettero anche divise da carabinieri. Una colonna di 14 automezzi,
con a bordo 197 guardie forestali armate e munite di manette, guidate
dal
colonnello Luciano Berti e proveniente da Città ducale (presso Rieti),
arrivò a poche
centinaia di metri dalla sede RAI di v. Teulada. Il generale
dell'Aeronautica Giuseppe Casero e il
colonnello Lo Vecchio, con l'appoggio del Capo di Stato Maggiore
dell’Aeronautica,
il generale Fanali, si apprestarono ad occupare il ministero della Difesa. Improvvisamente,
Borghese ricevette un
contr'ordine, attraverso una misteriosa telefonata: tutti
a casa. Insurrezione annullata. Si simulo'
che nulla fosse avvenuto. Le armi sottratte furono ricollocate nell'armeria del Ministero degli Interni; una delle 6 pistole mitragliatrici risultò mancante, fu sostituita con una
copia. Borghese, Casero e il maggiore di polizia Salvatore
Pecorella abbozzarono. Del Fronte Nazionale facevano parte reparti armati irregolari in
stretta relazione con uomini e settori delle Forze
Armate regolari, faccendieri e intermediari sul libro paga dell''amministrazione Usa e collegati ai
comandi Nato, esponenti dell'industria, della finanza, degli ambienti
militari, politici, e/o mafiosi (il convolgimento dei servizi segreti nazionali e
internazionali fu comprovato dalla documentazione fornita da
Andreotti alla magistratura romana ben 5 anni dopo). Borghese
chiese anche la collaborazione attiva di Cosa Nostra, comprovato, molti anni piu' tardi, dalle rivelazioni di pentiti di mafia come Luciano Liggio,
Gaspare Cutolo e Tommaso Buscetta. Buscetta riferì che Borghese
aveva promesso risarcimenti notevoli, inclusa la libera gestione di terre dove gia' operavano diverse famiglie e la revisione di
molti processi in corso, ma Cosa Nostra non si fidò. Avrebbe infatti dovuto
fornire ai golpisti l’elenco di tutti i propri partecipanti che avrebbero dovuto rendersi riconoscibili
mediante una fascia verde
al braccio. Secondo i pentiti di mafia, gli Usa
ritirarono l’appoggio e bloccarono l’insurrezione in extremis per la presenza nel Mediterraneo di una flotta
sovietica. Poco prima di quella notte. Nel '69, Camillo Arcuri, giornalista
genovese de Il Giorno, riceve informazioni circa una riunione segreta tra
Borghese e
altri nel castello
di Capo Santa Chiara per progettare un colpo di Stato militare. Inizia
un’inchiesta, scrive un articolo, ma non ottiene l'approvazione a
pubblicarlo (se non dopo 30 anni). Riceve invece
messaggi anonimi di invito alla prudenza e
al silenzio. Nello stesso periodo, anche il giornalista del
quotidiano siciliano L'Ora, Mauro De Mauro sta indagando a Palermo sul golpe Borghese,
in particolare sull'alleanza tra neofascisti e Cosa Nostra. Ricevute le stesse informazioni di Arcuri, racconta in giro di stare lavorando a un servizio che fara' “scoppiare
l’Italia”. Scompare la sera del 16
settembre 1970. La sua auto
viene ritrovata con le chiavi inserite nel cruscotto. Il suo corpo, mai
recuperato, e' stato sciolto nell'acido. Per
anni, gli inquirenti misero in
relazione l’assassinio di De Mauro con l'altra inchiesta che il
giornalista stava conducendo, sull'omicidio di
Bescape’,
nell’ottobre 1962, con l'esplosione in volo dell’aereo di Mattei. E
invece no. De Mauro fu eliminato perche' si apprestava a pubblicare
rivelazioni che avrebbero fatto emergere le trame del colpo di Stato
previsto per un paio di mesi dopo. Del
resto: riguardo ai molti tentativi di golpe in Italia (compresi i
collegamenti con Gladio, Rosa dei Venti, P2), si e' sempre fatto di
tutto per depistare e occultare, utilizzando: omicidii, omicidii-suicidii, sparizioni misteriose, impunità, disinnesco di indagini, trasferimento di processi, proscioglimenti per insufficienza di prove, documenti fondmentali
posti immancabilmente sotto segreto di Stato e caricati di omissis, reiterati trasferimenti e insabbiamenti di inchieste. La magistratura,
dopo aver assolto in Corte d'Assise d'Appello tutti i
congiuranti del golpe dell'Immacolata, archivio' il caso in quanto “il
fatto non sussiste”, cercando di trasformare il golpe in una cospirazione da operetta. Tra
le motivazioni della sentenza: “(...) i cospiranti scesero in piazza per una isolata manifestazione, eclatante,
ostile, ma di per sé inidonea a realizzare l'evento previsto...” E' difficile crescere tra la Vedova Allegra e il Paese dei Campanelli. Su Sogno e Borghese potete leggere aprendo questi collegamenti: COMITATI RESISTENZA DEMOCRATICA e BORGHESE Importante: in tutti i tentativi di colpo di stato, in Italia, sono sempre stati coinvolti organi e strutture dello Stato; non individui
singoli, ma connivenze ad alto livello tra servizi non deviati, dirittissimi, e apparati analoghi di altri Paesi
(in pratica, di 1 Paese). Quella che passo' sotto il nome di “ stategia della tensione” ,
con inizio ufficiale a Portella della Ginestra e secondo inizio in piazza Fontana, ebbe sempre gli stessi
protagonisti: neonazisti, fascisti, liberali, apparati finanziari (grande
mafia internazionale), industriali e militari, politici di spicco e servizi segreti, con l'utilizzo di manovalanza raccattata tra mafiosi locali, esaltati di destra e criminalita' organizzata. Tutto cio' esiste ancora, in uno scenario apparentemente mutato; cercheremo di spiegarlo nel prossimo articolo.
**************** 6 Agosto 1945 Hiroshima

Un passo indietro dal quale e' difficile prescindere La 2° guerra mondiale si concluse ufficialmente nel 1945. Leggenda vuole che vinsero gli americani, gli inglesi e i sovietici spartendosi il mondo a Yalta e costituendo l'ONU, come forza di polizia permanente, decisa
da Roosweelt e Stalin, a Teheran, alla fine del
'43 e nel febbraio del '45, appunto, a Yalta. Altri vincitori
furono la Francia e la Cina nazionalista. Sconfitti: Germania,
Giappone, Italia. In particolare, riferendosi a questa provincetta del
mondo, l'Italia fu “liberata” dagli americani. E la Resistenza dei partigiani in qualche modo contribui' alla “Liberazione”. Tutto questo lo potete trovare anche su un Bignami di storia per le medie. Quasi tutto quello che vi hanno raccontato e che vi hanno fatto studiare pero' e' falso. E' sempre falsa la Storia, la raccontano sempre i vincitori. E sempre accampano pretesti per “giustificare” le loro guerre. Guerre tra potenze
che, di volta in volta o contemporaneamente,
emergono come tali, guidate da pupazzi distribuiti qua e la' nel mondo.
Pupazzi assemblati dalla grande finanza, sostenuti
economicamente, telecomandati politicamente, in complicita' con mafie
grandi e piccole, musicati dal complesso mediatico internazionale e
ascoltati da un'opinione pubblica-privata che ha le fattezze della
borghesia o della disperazione umana. Affermare che la 2°
guerra mondiale fu scatenata da Hitler il 1° settembre del 1939, con
l'ordine dato alla Wehrmacht di attaccare la Polonia, e che termino' con le atomiche Usa su Hirosima a Nagasaki e' un modo
fasullo di leggere la Storia. Ovviamente
non possiamo riscriverla in questo spazio, ma possiamo invitarvi a
considerare alcune cose... INTERROMPIAMO LE TRASMISSIONI PER QUALCHE GIORNO. NON SIAMO IN VACANZA POTETE CONTATTARCI TELEFONICAMENTE O VIA E-MAIL ...prossimamente qui: OH, SI, CHE L'AUTUNNO SARA' CALDO Genova (La ronda della Lega) http://www.youtube.com/watch?v=IIqaVCMi6GY Fulvio Grimaldi ALL'ARMI, SON FASCISTI! *** Ciao, signora Liberta', ci vediamo 
L'ultima
volta che l'ho vista e' stato nel 2002. Esattamente il 6 aprile, a
Carrara, dove si ricordava il ventennale del concerto di Fabrizio De
Andre' in mezzo a quel meno dell'uno per cento che lui amava e che gli
somigliava. Era un po' una sorpresa. Arrivammo in ritardo e Andrea, che
non avevamo avvertito, aveva appena letto un nostro augurio per la
Pasqua di quell'anno, con le parole di Faber: “Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria, col suo marchio speciale di speciale disperazione...”.
Fu felice di vederci sbucare all'improvviso (Alice ed io) e ci corse
incontro. La sala era piena. Oltre ad Andrea c'erano Dori Ghezzi,
Massimo Bubola, Pagani...un mare di persone. E Nanda
che piangeva, parlava e sorrideva - tutto nello stesso momento -
trovando le parole piu' semplici per dire cose grandi, le parole che
arrivano a tutti, quelle che - dicono - Hemingway le aveva confessato
di invidiarle. Perche lei era cosi'. La tenerezza e la forza.
Commovente, umana e innamorata dell'utopia. Avrei voluto
conoscerla meglio, imparare da lei tutto quello che, gia' nel sorriso,
prometteva di saper insegnare. Riprendere a suonare il pianoforte.
Avremo tempo. I
funerali di Fernanda Pivano si svolgeranno venerdi alle ore 11 nella
basilica di Carignano, come per Fabrizio De Andre', nella sua Genova «dove ci sono le
magnolie e c´è il mare, che è fatto di sogni: una citta' che non potrà mai
essere come tutte le altre». Come desiderava, saranno celebrati da don Andrea Gallo. leggi su: http://www.sanbenedetto.org
***
|