osteria calcutta

http://www.youtube.com/watch?v=QimSG_rnDKs&NR=1


Questo web non costituisce testata giornalistica etc. (insomma, tutte quelle robe la'). Ha inoltre mutato alcune cose all'interno del proprio staff redazionale. A seguito di  decisione per null'affatto unanime e in alcun modo democraticocentralista  -osiamo dire: per un colpo di zampa - , per il mese di agosto, il web e' affidato a:




AGOSTO 2009

Tanto per cominciare, c'e' poco da scandalizzarsi.
Neanche uno che si chiamava
Ernesto Guevara de la Serna
era un campesino.


Antropomorfizzare un animale e' reato; d'accordo, non chiediamo il castigo neanche per chi lo fa. E neppure per tutti i dottor Frankenstein ne' per gli  ingegneri varii della biogenetica trasformativa capaci di mutare un bianco in un nero (e viceversa) e sfornare pecore clonate come la povera Dolly che, come fiancée, l'avrebbe rifiutata pure un pastore barbaricino dopo un anno di transumanza solitaria. Perdoniamoli tutti e non se ne parli piu'. Pero', non volendo partecipare di mostruose sperimentazioni antropocentiche e desiderando, al tempo stesso, che specie ben piu' evolute di quella definita umana”, parlino per noi e raccontino, si tratttera' di interpretarne, al meglio che ci riuscira', gli scodinzolii, l'espressione, l'impostazione delle orecchie, gli assalti e le ritirate, i mugolii di piacere o di disgusto...insomma: tutto l'armamentario di cui e' naturalmente fornito un essere molto, molto diverso da tutti gli altri.
Per non appesantire gli articoli, non daremo conto del laborioso lavoro di decodificazione, in cui ci affideremo prevalentemente all'istinto, alla sensibilita' e all'utopia, ponendo in secondo piano la ragione (pratica o pura), dimostratasi ormai del tutto inadeguata a spiegare alcunche'. E' stato detto che il sonno della ragione genera mostri, utilizzando per scopi meschini il titolo di un'acquaforte di Goya ripreso da Guttuso per un suo scarabocchio. Solo che Goya e'  stato un grande artista dell'illuminismo; Guttuso, un colaborazionista di un certo revisionismo italico. E la ragione sola non serve assolutamente a niente ( lo sosteneva Einstein, figuriamoci noi).

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2 Agosto 1980
Bologna






 

Agosto 1956
Marcinelle

 


Nessuna irrazionalita'. Un solo autore.


Ieri, commemorazione a Bologna. Grande successo di pubblico, come si puo' vedere (e sentire): http://www.youtube.com/watch?v=IgnqgXz5UY8&feature=related  Almeno, cosi' e' se vi ap-pare.
E cio' che ap-pare e'...o no?

Commovente l’idea di scarcerare Fioravanti per la ricorrenza della strage di Bologna. Ma non siamo giustizialisti e non e’ questo che ci interessa. Questo fa ancora parte del gioco. Il gioco che si gioca tra stato - magistratura - parenti delle vittime (certezza della pena: concetto mostruoso) - i radicali - nessuno tocchi Caino - papi e peppine - la res publica - i quotidiani collusionisti- i repubblichini de La Repubblica - l’ossessione della sicurezza - i fascisti kriptici e manifesti - casa Pound - i negazionisti - la manipolazione dell’informazione - l’opinione pubblica - i salotti a Salo' - l’Italia del Patto atlantico, dei morti di Nassirya e dei morti dell’altro ieri - dei complotti - delle trame occulte - dei servizi niente affatto deviati - i democratici di sinistra  (Bersani in testa) - gli “alleati della Nato - l'Onu - gli Usa e un popolo-medio di rincitrulliti. Adesso si riparla di pista Palestinese (per la strage di Bologna), mentre in Iran Ahmadinejaad riesce forse finalmente ad insediarsi, ma continuano gli scontri e, in Afghanistan, i Taliban fanno saltare un po’ di gente lungo una ferrovia. Fra un po’ ci informeranno che, a Bologna, il 2 agosto dell'80, Giuliana Sgrena aveva visto Bin Laden; proprio lui, l’immortale, il sempre esistito e che sempre sara’. Sempre? Dipende anche da tutti noi fare un po' di chiarezza.

E’ difficile crescere saltellando tra una bomba e l’altra. Cioe': in un campo seminato a mine anti uomo con accenditori di tipo meccanico, elettrico, pneumatico - a effetto istantaneo o ritardato - in Afghanistan, in Somalia, in Mozambico, in Bosnia. Dovunque ci sia da sfoltire un po’.
E anche in Italia.

Per noi
, gli 
85 morti e gli oltre 200 feriti della stazione di Bologna, venivano dopo i 12 morti e i 44 feriti estratti il 4 agosto 1974 dalle lamiere dell’Italicus, a San Benedetto Val di Sambro; recuperati da un tunnel buio, da un treno affollato di persone che non pensavano di stare dirigendosi verso una vacanza eterna (e ci sara' una replica, nella stessa localita', il 23 dicembre 1984, quando una bomba sul rapido 904 provochera' 17 morti e  300 feriti).
Bologna si collocava anche pochissimo dopo Ustica. 27 giugno 1980. Roma. Torre di controllo di Ciampino. Ore 20, 59 minuti e 45 secondi. Un veivolo civile, un Dc9 della Itavia, in volo da Bologna a Palermo scompare dalla schermo radar. E, con esso, svaniscono 81 persone (78 passeggeri e 3 uomini dell’equipaggio). Il controllore di turno cerca di ristabilire il contatto col pilota; nessuna voce da bordo. Scatta l'allarme, ma i soccorsi arrivano soltanto il mattino dopo, quando l’aereo si e’ inabissato nel triangolo delle Bermuda a metà tra Ustica e Ponza. Un Dc9 non e’esattamente un aereoplanino giocattolo che te lo perdi come niente fosse. Si fece credere a un cedimento strutturale e fu fatta fallire la società proprietaria dell’aereo. Poi depistaggi, ritardi, occultamento di nastri di registrazione.

E' difficile crescere tra un triangolo delle Bermuda e l'altro.
Portella della Ginestra non l'avevamo vista (non eravamo neppure nati), ma - oltre Bologna - il 12 dicembre del 1969, il 17 maggio del '73, a Milano, e la strage di Brescia - piazza della Loggia, 28 maggio 1974 -, si'. Gia' l'8 e il 9 agosto 1969, una decina di bombe avevano causato un bel po' di feriti, esplodendo su vagoni di prima classe di alcune linee ferroviarie tra Pescara e Roma, Roma e Venezia, Roma e Lecce, Trieste e Roma, Milano e Venezia, Trieste e Domodossola, Bari e Trieste (e viceversa). E, sempre nel '69, qualcuno ricorda ancora che, il 25 di aprile, a Milano, era un bimbetto che accompagnava suo padre alla Fiera Campionaria, quando un padiglione si trasformo' in una serie di esplosioni e lucette che non facevano ridere per niente; lo stesso giorno, all'Ufficio Cambi della Banca Nazionale, all'interno della stazione centrale, altri scoppi e una ventina di persone ferite.
Ma piazza Fontana: 27 morti, 88 feriti e tutto quello che ne segui', detiene il primato per quell'anno. Che, solo 20 minuti piu' tardi, a Roma, un ordigno scoppi nel sottopassaggio della Banca Nazionale del Lavoro e altri ne esplodano intorno alle 17, davanti all'altare patria e all'entrata del museo del Risorgimento in piazza Venezia, e' poca cosa: grande botto, un po' di feriti, nessun morto. Nel '70, invece, il 22 luglio, su La Freccia del Sud, un'altra bomba disintegra 6 persone e ne ferisce 139. Il 31 maggio 1972, a Peteano, ancora 3 morti e 1 ferito. Nel 1973: solo 4 morti, il 17 maggio, davanti alla questura di Milano. Il 1974 recupera: il 28 maggio, piazza della Loggia, a Brescia, i morti sono 8 e quasi 100 i feriti.
E' difficile crescere tra una strage di stato e l'altra. Come minimo, si viene su un po' strani.

Una notte della Madonna

Italiani, l'auspicata svolta politica, il lungamente atteso "colpo di Stato" ha avuto luogo. La formula politica che x un venticinquennio ci ha governato, e ha portato l'Italia sull'orlo dello sfacelo economico e morale, ha cessato di esistere. Nelle prossime ore, con successivi bollettini, vi verranno indicati i provvedimenti piu' immediati e idonei a fronteggiare gli attuali squilibri della Nazione. Le Forze Armate, le Forze dell'Ordine, gli uomini piu' competenti e rappresentativi della Nazione sono con noi; mentre, dall'altro canto, possiamo assicurarvi che gli avversari piu' pericolosi, quelli, per intendersi, che volevano asservire la patria allo straniero, sono stati resi inoffensivi. Italiani, lo Stato che insieme creeremo, sarà un'Italia senza aggettivi né colori politici. Essa avrà una sola bandiera: il nostro glorioso Tricolore! Soldati di Terra, di Mare e dell'Aria, Forze dell'Ordine, a voi affidiamo la difesa della Patria e il ristabilimento dell'ordine interno. Non saranne promulgate leggi speciali né verranno istituiti tribunali speciali; vi chiediamo solo di far rispettare le leggi vigenti. Da questo momento, nessuno potrà impunemente deridervi, offendervi, ferirvi nello spirito e nel corpo, uccidervi. Nel riconsegnare nelle vostre mani il glorioso Tricolore vi invitiamo a gridare il nostro prorompente inno d'amore: Italia! Italia! Viva l'Italia! ”.

E' il testo del Proclama alla nazione” ritrovato nel marzo 1971 nello studio del principe Junio Valerio Borghese, gia’ comandante della X Mas nella Repubblica di Salò e ormai rifugiatosi in Spagna (gli fu concesso tutto il tempo necessario alla fuga). Oltre al Proclama, furono rinvenuti: l'organigramma golpista, i nomi dei congiurati, documenti contenenti gli obiettivi strategici da occupare (Ministeri della Difesa e degli Interni, sedi televisive e di impianti di radiocomunicazioni etc.), l’elenco delle persone da arrestare e l'indicazione circa il luogo dove deportarle. Il proclama avrebbe dovuto leggerlo Borghese, in diretta TV, a coronamento del suo golpe, organizzato con le Forze Armate e supervisionato dai servizi diritti italiani e da quelli atlantici. E' il Piano Tora Tora”, (in ricordo dell'attacco a sorpresa dei giapponesi a Pearl Harbour, il 7 dicembre del ‘41, pretesto decisivo - Roosevelt ne aveva attivamente cercati moltissimi -  per l'ingresso degli Usa nel secondo conflitto mondiale). 
Per noi, Tora Tora si piazzo’ tra il tentativo di colpo di stato del 1964 progettato dal generale De Lorenzo, 
comandante dell'Arma dei carabinieri (denominato Piano Solo, perche' solo i carabinieri - si fa per dire - ne avrebbero fatto parte) e il golpe bianco ideato, nel 1974, da Edgardo Sogno, fascistone pluridecorato e titolare, dal 2004, persino di uno slargo a Varese - dove i semafori con l'“alt non funzionano proprio - e di una targa ricordo che lo definisce “apostolo della Liberta'
Il golpe De Lorenzo e il golpe Sogno non riuscirono neanche a scattare. Il Tora Tora si’. La notte dell'Immacolata, tra il 7 e l'8 dicembre 1970moltissimi gruppi di congiurati, militari e civili riuniti da Borghese nel Fronte Nazionale, organizzazione registrata  nel settembre del ’68, con regolare atto notarile e finalità di perseguire qualsiasi azione utile alla difesa e al ripristino dei massimi valori della civiltà italiana in stretto collegamento con le organizzazioni neonaziste Ordine Nuovo di Rauti e Avanguardia Nazionale di Delle Chiaie, ricevettero l’ordine atteso. A Roma, in  diverse citta’ della Lombardia, del Veneto, della Toscana, dell’Umbria e della Calabria, vennero distribuite armi - una lunga e una corta - inclusi 200 fucili a ripetizione prelevati, senza sforzo, dal gruppo guidato da Stefano Delle Chiaie, dall’armeria del Ministero dell’Interno; a Montesacro, dove si trovava il quartier generale; nei cantieri del costruttore Remo Orlandini, legato al SID; nella palestra dell'Associazione paracadutisti di via Eleniana; in varie case del  centro storico; nella sede di Avanguardia nazionale; nei dintorni dell'Università, si attendeva l'ultimo segnale da parte del tenente dei paracadutisti Sandro Saccucci che, assunto il comando del SID avrebbe dovuto procedere, insieme ai congiurati da lui diretti, all'arresto degli uomini politici indicati nella lista rinvenuta a casa di Borghese. 
A Milano, il colonnello Amos Spiazzi mosse con un intero reparto per occupare Sesto San Giovanni. 
A Venezia, civili e militari che stazionavano nei pressi dell'Arsenale, nello spiazzo dinnanzi al Comando della Marina Militare, ricevettero anche divise da carabinieri. Una colonna di 14 automezzi, con a bordo 197 guardie forestali armate e munite di manette, guidate dal colonnello Luciano Berti e proveniente da Città ducale (presso Rieti), arrivò a poche centinaia di metri dalla sede RAI di v. Teulada. Il generale dell'Aeronautica Giuseppe Casero e il colonnello Lo Vecchio, con l'appoggio del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, il generale Fanali, si apprestarono ad occupare il ministero della Difesa.
Improvvisamente, Borghese ricevette un contr'ordine, attraverso una misteriosa telefonata: tutti a casa. Insurrezione annullata. Si simulo' che nulla fosse avvenuto. Le armi sottratte furono ricollocate nell'armeria del Ministero degli Interni; una delle 6 pistole mitragliatrici risultò mancante, fu sostituita con una copia. Borghese, Casero e il maggiore di polizia Salvatore Pecorella abbozzarono. 
Del Fronte Nazionale facevano parte reparti armati irregolari in stretta relazione con uomini e settori delle Forze Armate regolari, faccendieri e intermediari sul libro paga dell''amministrazione Usa e collegati ai comandi Nato, esponenti dell'industria, della finanza, degli ambienti militari, politici, e/o mafiosi (il convolgimento dei servizi segreti nazionali e internazionali fu comprovato dalla documentazione fornita da Andreotti alla magistratura romana ben 5 anni dopo). 
Borghese chiese anche la collaborazione attiva di Cosa Nostra, comprovato, molti anni piu' tardi, dalle rivelazioni di pentiti di mafia come Luciano Liggio, Gaspare Cutolo e Tommaso Buscetta. Buscetta riferì che Borghese aveva promesso risarcimenti notevoli, inclusa la libera gestione di terre dove gia' operavano diverse famiglie e la revisione di molti processi in corso, ma Cosa Nostra non si fidò. Avrebbe infatti dovuto fornire ai golpisti l’elenco di tutti i propri partecipanti che avrebbero dovuto rendersi riconoscibili mediante una fascia verde al braccio. Secondo i pentiti di mafia,
gli Usa ritirarono l’appoggio e bloccarono l’insurrezione in extremis per la presenza nel Mediterraneo di una flotta sovietica. 
Poco prima di quella notte. Nel '69, Camillo Arcuri, giornalista genovese de Il Giorno, riceve informazioni circa una riunione segreta tra Borghese e altri nel castello di Capo Santa Chiara per progettare un colpo di Stato militare. Inizia un’inchiesta, scrive un articolo, ma non ottiene l'approvazione a pubblicarlo (se non dopo 30 anni). Riceve invece messaggi anonimi di invito alla prudenza e al silenzio. Nello stesso periodo, anche il giornalista del quotidiano siciliano L'Ora, Mauro De Mauro sta indagando a Palermo sul golpe Borghese, in particolare sull'alleanza tra neofascisti e Cosa Nostra. Ricevute le stesse informazioni di Arcuri, racconta in giro di stare lavorando a un servizio che fara' scoppiare l’Italia. Scompare la sera del 16 settembre 1970. La sua auto viene ritrovata con le chiavi inserite nel cruscotto. Il suo corpo, mai recuperato, e' stato sciolto nell'acido.
Per anni, gli inquirenti misero in relazione l’assassinio di De Mauro con l'altra inchiesta che il giornalista stava conducendo, sull'omicidio di Bescape’, nell’ottobre 1962, con l'esplosione in volo dell’aereo di Mattei. E invece no. De Mauro fu eliminato perche' si apprestava a pubblicare rivelazioni che avrebbero fatto emergere le trame del colpo di Stato previsto per un paio di mesi dopo. Del resto: riguardo ai molti tentativi di golpe in Italia (compresi i collegamenti con Gladio, Rosa dei Venti, P2), si e' sempre fatto di tutto per depistare e occultare, utilizzando:
omicidii, omicidii-suicidii, sparizioni misteriose, impunità, disinnesco di indagini, trasferimento di processi, proscioglimenti per insufficienza di prove, documenti fondmentali posti immancabilmente sotto segreto di Stato e caricati di omissis, reiterati trasferimenti e insabbiamenti di inchieste. La magistratura, dopo aver assolto in Corte d'Assise d'Appello tutti i congiuranti del golpe dell'Immacolata, archivio' il caso in quanto “il fatto non sussiste”, cercando di trasformare il golpe in una cospirazione da operetta. Tra le motivazioni della sentenza: “(...) i cospiranti scesero in piazza per una isolata manifestazione, eclatante, ostile, ma di per sé inidonea a realizzare l'evento previsto...” 
E' difficile crescere tra la Vedova Allegra e il Paese dei Campanelli.

Su  Sogno e Borghese potete leggere aprendo questi collegamenti:
COMITATI RESISTENZA DEMOCRATICA    e     BORGHESE

Importante: in tutti i tentativi di colpo di stato, in Italia, sono sempre stati coinvolti organi e strutture dello Stato; non individui singoli, ma connivenze ad alto livello tra servizi non deviati, dirittissimi, e apparati analoghi di altri Paesi (in pratica, di 1 Paese). Quella che passo' sotto il nome di stategia della tensione, con inizio ufficiale a Portella della Ginestra e secondo inizio in piazza Fontana, ebbe sempre gli stessi protagonisti: neonazisti, fascisti, liberali, apparati finanziari (grande mafia internazionale), industriali e militari, politici di spicco e servizi segreti, con l'utilizzo di manovalanza raccattata tra mafiosi locali, esaltati di destra e criminalita' organizzata. Tutto cio' esiste ancora, in uno scenario apparentemente mutato; cercheremo di spiegarlo nel prossimo articolo.

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6 Agosto 1945
 Hiroshima

Un passo indietro dal quale e' difficile prescindere

La 2° guerra mondiale si concluse  ufficialmente nel 1945. Leggenda vuole che vinsero gli americani, gli inglesi e i sovietici spartendosi il mondo a Yalta e costituendo l'ONU, come forza di polizia permanentedecisa da Roosweelt e Stalin, a Teheran, alla fine del '43 e nel febbraio del '45, appunto, a Yalta. Altri vincitori furono la Francia e la Cina nazionalista. Sconfitti: Germania, Giappone, Italia. In particolare, riferendosi a questa provincetta del mondo, l'Italia fu liberata dagli americani. E la Resistenza dei partigiani in qualche modo contribui' alla Liberazione.
Tutto questo lo potete trovare anche su un Bignami di storia per le medie.

Quasi tutto quello che vi hanno raccontato e che vi hanno fatto studiare pero' e' falso.
E' sempre falsa la Storia, la raccontano sempre i vincitori. E  sempre accampano pretesti  per “giustificare” le loro guerre. Guerre tra potenze che, di volta in volta o contemporaneamente, emergono come tali, guidate da pupazzi distribuiti qua e la' nel mondo. Pupazzi assemblati dalla grande finanza, sostenuti economicamente, telecomandati politicamente, in complicita' con mafie grandi e piccole, musicati dal complesso mediatico internazionale e ascoltati da un'opinione pubblica-privata che ha le fattezze della borghesia o della disperazione umana. 
Affermare che la 2° guerra mondiale fu scatenata da Hitler il 1° settembre del 1939, con l'ordine dato alla Wehrmacht di attaccare la Polonia,  e che termino' con le atomiche Usa su Hirosima a Nagasaki e' un modo fasullo di leggere la Storia.
Ovviamente non possiamo riscriverla in questo spazio, ma possiamo invitarvi a considerare alcune cose... 

INTERROMPIAMO LE TRASMISSIONI PER QUALCHE GIORNO
NON SIAMO IN VACANZA
 POTETE CONTATTARCI TELEFONICAMENTE O VIA E-MAIL

...prossimamente qui:

OH, SI, CHE L'AUTUNNO SARA' CALDO

Genova 
(La ronda della Lega)

http://www.youtube.com/watch?v=IIqaVCMi6GY

Fulvio Grimaldi

ALL'ARMI, SON FASCISTI!

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Ciao, signora Liberta', ci vediamo

L'ultima volta che l'ho vista e' stato nel 2002. Esattamente il 6 aprile, a Carrara, dove si ricordava il ventennale del concerto di Fabrizio De Andre' in mezzo a quel meno dell'uno per cento che lui amava e che gli somigliava. Era un po' una sorpresa. Arrivammo in ritardo e Andrea, che non avevamo avvertito, aveva appena letto un nostro augurio per la Pasqua di quell'anno, con le parole di Faber: “Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria, col suo marchio speciale di speciale disperazione...”. Fu felice di vederci sbucare all'improvviso (Alice ed io) e ci corse incontro. La sala era piena. Oltre ad Andrea c'erano Dori Ghezzi, Massimo Bubola, Pagani...un mare di persone. E Nanda che piangeva, parlava e sorrideva - tutto nello stesso momento - trovando le parole piu' semplici per dire cose grandi, le parole che arrivano a tutti, quelle che - dicono - Hemingway le aveva confessato di invidiarle. Perche lei era cosi'. La tenerezza e la forza. Commovente, umana e innamorata dell'utopia. 
Avrei voluto conoscerla meglio, imparare da lei tutto quello che, gia' nel sorriso, prometteva di saper insegnare. Riprendere a suonare il pianoforte. Avremo tempo.     
I funerali di Fernanda Pivano si svolgeranno venerdi alle ore 11 nella basilica di Carignano, come per Fabrizio De Andre', nella sua Genova «dove ci sono le magnolie e c´è il mare, che è fatto di sogni: una citta' che non potrà mai essere come tutte le altre».  Come  desiderava, saranno celebrati da don Andrea Gallo.
leggi su: http://www.sanbenedetto.org


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